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Autore: Redazione StudioNews

M.O., Meloni convoca vertice urgente a P.Chigi con Crosetto e Tajani

M.O., Meloni convoca vertice urgente a P.Chigi con Crosetto e TajaniRoma, 1 ott. (askanews) – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dopo l’attacco missilistico lanciato dall’Iran contro Israele, ha convocato una riunione urgente a Palazzo Chigi con il ministro della Difesa, Guido Crosetto, il ministro degli Esteri, Antonio Tajani (in collegamento), il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio come autorità delegata ai Servizi segreti Alfredo Mantovano, i vertici dei Servizi segreti e il consigliere diplomatico Fabrizio Saggio. La riunione prenderà il via a breve.

Auto, Anfia: taglia stime mercato 2024 da 1,62 a 1,55 mln di auto

Auto, Anfia: taglia stime mercato 2024 da 1,62 a 1,55 mln di autoMilano, 1 ott. (askanews) – Dopo i cali di agosto (-13,4%) e settembre -10,7%, Anfia rivede al ribasso le previsioni 2024 di immatricolazioni di auto da 1,62 milioni di unità a 1,55 milioni (circa -0,8% rispetto al 2023).


“L’andamento negativo del mercato si affianca ad una situazione industriale che diventa sempre più critica”, afferma il presidente Roberto Vavassori di Anfia. “Accogliamo con favore la proposta del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso di anticipare al 2025 le clausole di revisione dei target CO2 sia dei veicoli leggeri che dei veicoli pesanti e di adottare un piano europeo automotive, ma la filiera italiana necessita anche di interventi immediati”.


“C’è urgente bisogno di definire misure straordinarie di supporto alle politiche passive del lavoro perché gli strumenti ordinari non sono più sufficienti per molte aziende della filiera, con il concreto rischio di perdita di posti di lavoro. E’ necessario, inoltre, far partire entro inizio 2025 le misure prioritarie identificate e condivise da imprese, sindacati e territori al Tavolo automotive per ridurre i gap di competitività delle produzioni nazionali”.

L’esercito israeliano: l’Iran ha lanciato missili. Esplosioni udite a Tel Aviv e Gerusalemme

L’esercito israeliano: l’Iran ha lanciato missili. Esplosioni udite a Tel Aviv e GerusalemmeRoma, 1 ott. (askanews) – L’esercito israeliano ha annunciato che l’Iran ha lanciato “poco fa missili dall’Iran verso lo Stato di Israele”.


“Poco fa, sono stati lanciati missili dall’Iran verso lo Stato di Israele. Rimanete vigili e seguite scrupolosamente le istruzioni dell’Home Front Command”, si legge nel comunicato pubblicato sui canali social delle Forze di difesa israeliane (Idf). “L’Idf sta facendo e farà tutto il necessario per proteggere i civili dello Stato di Israele”, ha rimarcato l’esercito. Esplosioni sono state udite a Tel Aviv e Gerusalemme. Lo riporta Haaretz, dopo che l’esercito israeliano ha riferito del lancio di missili dall’Iran verso Israele.

Conte: il campo largo non esiste più, lo certifichiamo stasera

Conte: il campo largo non esiste più, lo certifichiamo staseraRoma, 1 ott. (askanews) – “Noi ci siamo ritrovati con Renzi in mezzo al campo, questa formula che voi giornalisti avete accarezzato er costruito del campo largo, senza venire neppure informati, ma all’esito di una partita di calcio e di decine di interviste di Renzi e protagonismo spinto da parte di Renzi, e col Pd che ha detto ‘non fate polemiche’ e non ponete veti. Ma qui è un problema politico serio”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, ospite della puntata odierna di Porta a Porta su Rai1, rispondendo a una domanda sul comportamento del Pd in relazione al progetto di alleanza politica di centrosinistra.


“È chiaro – ha spiegato l’ex premier – che nel momento in cui il Movimento 5 stelle dice che si è aperta una ferita, con questa bomba esplosiva (per Conte è Matteo Renzi nell’alleanza, ndr) che viene messa in questo campo largo che non esiste più – lo certifichiamo stasera? Non esiste più – e dal Pd e dalla sua segretaria Schlein abbiamo la risposta rispetto a un problema politico vero, serio, la risposta ‘io non faccio polemiche’, allora c’è qualcosa che non va. Non c’è la consapevolezza da parte del gruppo dirigente attuale del Pd che stiamo ponendo un problema serio: parliamo di etica pubblica, non di un veto personale”.

Auto, Unrae: a settembre bene bev, urgente rifinanziare incentivi

Auto, Unrae: a settembre bene bev, urgente rifinanziare incentiviMilano, 1 ott. (askanews) – A fronte di un mercato in calo del 10,7% a settembre, crescono le vendite vetture elettriche, grazie soprattutto al contributo degli incentivi. Le Bev (Battery Electric Vehicles), rileva l’Unrae, crescono del 29%, raggiungendo una quota di mercato del 5,2%: +1,5 punti percentuali rispetto ad agosto. Le Phev (plug-in) rimangono sostanzialmente stabili al 3,4%, portando la quota totale delle Ecv all’8,6% (+1,0 p.p. su settembre 2023).


“I risultati di settembre, con un secondo calo consecutivo delle immatricolazioni, ma una forte crescita delle Bev, evidenziano l’urgente necessità di rifinanziare gli incentivi per la fascia di autovetture con emissioni 0-20 g/Km di CO2, rendendo immediatamente disponibili i 240 milioni di euro di fondi residui degli incentivi 2024”, afferma Michele Crisci, presidente di Unrae. In merito invece alla richiesta all’Ue del governo italiano di anticipare al 2025 la revisione delle modalità che dovrebbero condurre allo stop dei motori termici entro il 2035, secondo Crisci “è fondamentale definire al più presto sia la strategia europea per il settore automotive nel suo complesso, sia quella che il Governo italiano intende adottare per accompagnare la transizione con un piano di sostegno pluriennale, per dare certezze a consumatori e imprese nelle loro scelte di acquisto”.


“Bisogna partire subito – prosegue Crisci – a lavorare su un tema rilevante che solleviamo da anni: la necessità di una riforma fiscale per le auto aziendali, chiedendo che detraibilità dell’Iva e deducibilità dei costi siano parametrate alle emissioni di CO2 e il periodo di ammortamento sia ridotto a 3 anni”. “Nel piano di sostegno alla domanda per il triennio 2025-2027 – conclude Crisci – chiediamo al Governo interventi mirati, tra cui il ripristino dei 250 milioni di euro, parte del miliardo originariamente previsto per il 2025, che sono stati stornati per il Decreto Coesione. Altro punto nodale è la rimozione del price cap per le auto della fascia 0-20 g/Km o, almeno, la sua equiparazione a quello della fascia 21-60 g/Km”.

Auto, Csp: mercato in difficoltà, target 2024 1,6 mln auto

Auto, Csp: mercato in difficoltà, target 2024 1,6 mln autoMilano, 1 ott. (askanews) – “Il settore dell’auto continua a essere interessato da forti difficoltà. Proiettando i risultati dei primi 9 mesi (+2,1% a 1,2 mln di auto) il 2024 dovrebbe chiudere con 1.603.000 immatricolazioni, un livello decisamente lontano dalla situazione ante-crisi (1,91 mln) e non conforta certo il fatto che la situazione dell’Unione Europea non differisca molto da quella italiana2. Lo afferma il Centro Studi Promotor.


Dall’indagine congiunturale di Csp a fine settembre su un campione di concessionari emerge che il 75% valuta basso il livello dell’acquisizione di ordini e il 42% dichiara alti livelli di giacenze di auto nuove invendute. Da segnalare poi che l’affluenza nelle show room di potenziali acquirenti in settembre è stata bassa per il 70% dei concessionari, mentre il livello dei prezzi si mantiene elevato. Nonostante il calo delle vendite aumenta il parco circolante. Nel 2019, osserva Csp, in Italia circolavano 39,5 milioni di auto. Nel 2023 la cifra è salita a 40.905.000 perché sono state tenute in esercizio auto vecchie con conseguenze per la sicurezza e per le emissioni.


“E’ del tutto evidente – sostiene Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor – che la situazione del mercato e dell’industria dell’auto dell’Unione Europea richiede che al massimo livello istituzionale dell’Unione Europea, non sia sufficiente pensare (tra l’altro con resistenze) di anticipare di un anno il punto sulla transizione energetica prevista per il 2035, ma è assolutamente indispensabile che in ambito europeo si affronti la crisi dell’auto senza pregiudizi e con il realismo e il coraggio necessari”.

A Roma evento su gender pay gap in Tv, cinema e letteretura

A Roma evento su gender pay gap in Tv, cinema e lettereturaRoma, 1 ott. (askanews) – Le scrittrici Dacia Maraini e Lidia Ravera, le attrici Laura Morante, Sonia Bergamasco e Carolina Rosi, la regista e autrice Roberta Torre, le giornaliste Ida Dominijanni e Flavia Fratello, e ancora i registi Pappi Corsicato e Daniele Luchetti, Leonardo di Costanzo saranno tra le protagoniste e gli ospiti della quarta edizione di Visionarie, la rassegna dedicata dal 2019 al ruolo della donna nel cinema, nella tv e nella letteratura. Ideata e diretta da Giuliana Aliberti, si terrà a Roma a Palazzo Merulana il prossimo 4 e 5 ottobre, organizzata in sinergia con CoopCulture. L’edizione 2024 avrà come titolo “Eretiche” ed è una dedica a tutte le “Donne che Osano” “Mistiche, Audaci, Profetiche, Streghe, Ribelli, Combattenti, Resistenti, Guerriere, Disordinarie”, a cui è ispirato il manifesto di quest’anno.


Due giorni di incontri e dibattiti, tra pubblico e professionisti del mondo del cinema e dell’audiovisivo: Visionarie è anche un momento di riflessione su temi del #MeToo e Gender Gap, per le pari opportunità ancora da raggiungere anche nello scintillante mondo dell’audiovisivo, in compagnia delle “maestre ribelli”, pensatrici, scrittrici, registe, intellettuali, che per prime hanno trovato le parole per mostrare, rivelare, svelare, indicare la strada alle generazioni più giovani. Venerdì 4 ottobre si inizia la mattina alle 11 – con un saluto di Letizia Casuccio, Direttrice Generale di CoopCulture e con l’introduzione di Giuliana Aliberti, avvocato e creatrice di Visionarie – la conversazione collettiva sul Gender Pay Gap, il divario salariale esistente ancora oggi nel mondo del lavoro tra donne e uomini. Del percorso ancora in salita verso la parità di genere e le pari opportunità nella Società e nelle Istituzioni parleranno: Pina Picierno, Vicepresidente del Parlamento Europeo che parlerà della Direttiva sulla parità di retribuzione fra uomini e donne del Parlamento Europeo; la deputata Chiara Gribaudo, redattrice del testo di legge sulle Pari Opportunità per le donne che lavorano; Magda Bianco, Capo Dipartimento Tutela della Clientela ed Educazione Finanziaria Banca d’Italia; Germana Di Domenico, Dirigente del Ministero Economia e Finanza; Monica Lucarelli, Assessora alle Attività Produttive e alle Pari Opportunità di Roma Capitale; Lorenza Bonaccorsi, Presidente del Municipio I Roma Capitale; Giulia Minoli, Presidente Fondazione “Una Nessuna Centomila”; lo scrittore e filosofo femminista Lorenzo Gasparrini.


Il confronto con le ospiti proseguirà con un focus su come si sta evolvendo nel settore audiovisivo la gender equality; le pari opportunità nel cinema e nell’audiovisivo, le diseguaglianze di genere nei settori culturali e creativi. Con: Chiara Sbarigia, Presidente di APA; Lorenza Lei, responsabile Struttura Autonoma Cinema Regione Lazio; Flavia Fratello, giornalista di La7, Francesca Medolago Albani, Segretaria Generale Anica; Francesca Assumma, Presidente Fondo Cinema e Audiovisivo Ministero della Cultura; la produttrice Gloria Giorgianni; il produttore Riccardo Tozzi; Laura Muccino, Presidente Unione Italiana Casting Directors; Mia Benedetta, del Direttivo UNITA, Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo; Domizia De Rosa, Presidente Women in Film, Television & Media Italia, il direttivo di AMLETA e Carolina Rosi, attrice e oggi imprenditrice. (segue)

Vino, Consorzio: per l’Oltrepò e i suoi vini inizia la rinascita

Vino, Consorzio: per l’Oltrepò e i suoi vini inizia la rinascitaMilano, 1 ott. (askanews) – “Il percorso intrapreso pone finalmente al centro il territorio e ne vuole costruire un brand, non per una campagna promozionale che lascia il tempo che trova, ma per una strategia articolata, fondata sui dati con obiettivi chiari. Il Consorzio ha fatto una scelta chiara: da oggi non si parla più di vitigno: il protagonista sono l’Oltrepò e le sue Denominazioni che, a partire dal Metodo Classico, saranno oggetto di un’accurata revisione nei Disciplinari e nelle strategia di tutela e promozione, con lo scopo di riportare in primo piano filiera, qualità e trasparenza. Oggi è il giorno della rinascita: questo evento che abbiamo creato per dare finalmente visibilità alla qualità del nostro Pinot Nero è anche il punto di inizio per il superamento di un nome, di una varietà, e per iniziare a dare valore a vini, uve, vigne. Siamo fiduciosi che finalmente l’Oltrepò Pavese del vino troverà la sua strada”. Sono le parole che la presidente del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, Francesca Seralvo, ha pronunciato alla quarta edizione di “Oltrepò – Terra di Pinot Nero, un territorio, un vitigno, due eccellenze”, organizzato dall’ente consortile all’Antica Tenuta Pegazzera di Casteggio (Pavia) e che si è chiuso con grande successo. Oltre 300 i partecipanti tra operatori selezionati e una numerosa presenza di stampa nazionale che hanno affollato i banchi d’assaggio con 32 aziende virtuose del territorio che hanno messo in degustazioni 121 etichette.


Un appuntamento patrocinato dalla Regione Lombardia e dal Comune di Casteggio, che ha visto anche l’esordio del neo direttore del Consorzio, Riccardo Binda, il 38enne vogherese che a settembre ha lasciato il Consorzio di Bolgheri per tornare a casa. “Io ci ho sempre pensato ma è avvenuto adesso per un motivo, perché questo è il ‘kairòs’, il momento opportuno in cui l’Oltrepò davvero può trovare la sua svolta” ha affermato Binda, spiegando che “lo è perché i tre presupposti su cui il nuovo lavoro del Consorzio si basa, filiera, qualità e trasparenza, hanno proprio ora trovato maniera di sbocciare”. Ringraziando Terre d’Oltrepò che si è schierata con gli imbottigliatori, il nuovo direttore ha evidenziato che “il lavoro di tutte le cooperative deve andare di pari passo con tutto quello dei produttori di filiera, quelli di qualità, che ci sono sempre stati, ma che hanno bisogno del tessuto produttivo e del territorio per emergere tutti insieme”. “La trasparenza è invece quella che ci deve consentire di scrollarci di dosso le ombre e la ‘sporcizia’ di un passato che non ha fatto onore a questo territorio” ha proseguito, sottolineando che “anche su questo noi non avremo nessun margine di cedimento, non faremo alcun passo indietro”, e che “ci stiamo confrontando già adesso in maniera molto serena con la Repressione Frodi, che noi vogliamo sul territorio perché il loro è un apporto fondamentale per noi: il loro, quello di Valoritalia, delle istituzioni e degli organismi di controllo che devono essere garanti del lavoro di qualità di tutti i produttori, che non deve più essere rovinato dal mal operato di pochissimi”. All’Antica Tenuta Pegazzera è intervenuto anche l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, che precisato che Regione Lombardia “vuole assecondare la scelta che il nuovo corso del Consorzio ha intrapreso, perché riteniamo che sia la più etica, la più giusta e la più prospettica”. “Tutto il nostro sforzo politico, amministrativo e decisionale verrà ad affiancare queste scelte – ha aggiunto – avete toccato argomenti forti come la repressione delle frodi, la strategia dal punto di vista della gestione del territorio e di questo potenziale vitivinicolo enorme: bisogna identificare un’architettura consona che metta a sistema i nuovi indirizzi e li conduca a incontrare il giusto mercato”. “Questo territorio ha bisogno di recuperare reputazione e dobbiamo tutti investire per fare capire al mondo che Oltrepò Pavese è un’eccellenza e, quando se ne parla, si parla di un prodotto che può puntare al vertice” ha proseguito Beduschi, ricordando che “rincorrere quantità, rincorrere produzioni massive e non caratterizzanti è un falso obiettivo che porta a ridursi al rango di contoterzisti ‘da poco’: un’immagine forte che vuol rendere l’idea dell’occasione che questo territorio non deve più perdere”.


Il Consorzio si pone ora l’obiettivo di capitalizzare questa attenzione e proseguire con una strategia di valorizzazione a lungo termine, che possa consolidare ulteriormente il posizionamento dell’Oltrepò Pavese come territorio di riferimento per il Pinot Nero di qualità.

Sierra Leone, ActionAid: bimbi sfruttati nelle miniere per pochi soldi

Sierra Leone, ActionAid: bimbi sfruttati nelle miniere per pochi soldiRoma, 1 ott. (askanews) – Nel distretto di Kono, in Sierra Leone, dove nel 2017 è stato scoperto uno dei venti diamanti più grandi al mondo, il ritrovamento di ricchezze non allevia la povertà delle comunità locali, che restano tra le più vulnerabili. Camminando tra le miniere a cielo aperto, la presenza di molti bambini e bambine impegnati nel lavoro accanto ai genitori è uno scenario comune. Tutti alla disperata ricerca di diamanti nei terreni sfruttati dalle grandi compagnie internazionali che, una volta esaurite le risorse, abbandonano il territorio lasciando alle comunità solo cumuli di terra dove, se si è fortunati, rimane ancora qualche piccolo frammento di diamante di basso valore.


Secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro, un milione di bambini a livello globale è impiegato nelle miniere, e sebbene sia difficile stimare esattamente il fenomeno in Sierra Leone, una visita in loco ne rivela la portata: sono migliaia i minori coinvolti. Neneh, oggi 16enne, ha trascorso gran parte della sua infanzia in queste miniere. “Dopo la scuola andavo a dare una mano a mio padre. Scavavamo – racconta – e trasportavamo secchi di terra in cerca di diamanti. Noi bambini spesso portavamo anche i secchi più pesanti. Restavamo lì fino alle cinque o sei di sera, e alla fine mio padre ci dava qualche soldo per tornare a casa e preparare da mangiare. Non avevamo abbastanza cibo e non riuscivamo a concentrarci bene a scuola. Anche se trovavamo un diamante, non ci davano soldi, ma solo materiale scolastico e vestiti nuovi. Non ero felice di andare nelle miniere, ma non potevo rifiutarmi”.


Il distretto di Kono, al confine con la Liberia, è stato uno dei teatri della guerra civile che ha devastato il Paese tra il 1991 e il 2002, causato la morte di almeno 70mila persone e oltre 2 milioni di sfollati. Fu durante quel conflitto che il mondo scoprì il dramma dei bambini-soldato e il legame tra i minerali preziosi – i cosiddetti diamanti insanguinati – e la guerra. A conflitto concluso, la distruzione di scuole, ospedali e strade ha reso difficile la ripresa e la Sierra Leone resta uno dei Paesi più poveri al mondo. La povertà resta il principale fattore che causa il lavoro minorile. Sebbene il Parlamento della Sierra Leone abbia approvato il Mines and Minerals Development Act, con l’obiettivo di migliorare il benessere delle comunità coinvolte nelle attività minerarie e promuovere una gestione più trasparente del settore, il lavoro minorile nelle miniere continua a essere una piaga diffusa. Le condizioni fisiche a cui sono sottoposti, come il trasporto quotidiano di sacchi pesanti, mettono a rischio la loro salute, esponendoli a malattie muscolari, incidenti e traumi psicologici che compromettono il loro sviluppo e la possibilità di accedere all’istruzione e completare il ciclo di studi.


“Sono triste quando vedo i miei coetanei in miniera, perché penso a cosa ho passato. Le bambine che non vanno nemmeno a scuola spesso finiscono per rimanere incinte senza nessuno che si prenda cura di loro. Ho un’amica che lavora nelle miniere, vive con suo zio ma viene maltrattata. Quando siamo a scuola a volte lascia la classe per andare a lavorare nelle miniere. Prende la sua pala e il secchio e va, per guadagnarsi da vivere. Sta lottando ma non ha nessuno che la aiuti”, racconta Neneh. Le ragazze sono particolarmente vulnerabili. La mancanza di accesso all’istruzione e le pratiche dannose come il matrimonio precoce o forzato aggravano ulteriormente la loro situazione. In Sierra Leone il 21% delle adolescenti tra i 15 e i 19 anni ha già avuto gravidanze e il 30% delle giovani si sposa prima dei 18° anni. Il 9% ha addirittura contratto matrimonio prima dei 15 anni.


Nonostante il Presidente Julius Maada Bio abbia firmato nel luglio 2024 una legge che vieta il matrimonio infantile, con pene che includono multe e carcere per i trasgressori, resta la sfida nell’educare e sensibilizzare le comunità. Come sottolinea Desmond Carney, responsabile regionale di ActionAid nell’area di Kono “il nostro compito principale resta quello di sensibilizzare le comunità. Il problema dei matrimoni precoci come quello del lavoro minorile è una questione seria nel nostro Paese. Sebbene esistano leggi che li vietano, la mancanza di consapevolezza e di conoscenza di queste normative fa sì che molti bambini continuino a essere coinvolti in attività minerarie e altri lavori inappropriati per la loro età o, specie le bambine, siano soggette ad abusi. Se non riusciamo a creare opportunità per loro e a far sì che le famiglie comprendano l’importanza di avere un sogno e un futuro, sarà molto difficile per loro realizzarlo”. Dal 1988, ActionAid opera in Sierra Leone collaborando con le istituzioni per proteggere i minori e reintegrarli nel sistema scolastico. “ActionAid ha trasformato la mia vita e quella della mia famiglia. Mio padre ha smesso di portarci nelle miniere e oggi si dedica al commercio. ActionAid ha contribuito in modo decisivo anche alla protezione delle ragazze nella nostra comunità, creando un club scolastico contro la violenza di genere. Da quando esiste, i casi di violenza sono diminuiti e sono stati presi provvedimenti contro gli adulti responsabili di abusi” conclude Neneh. Ogni anno, l’11 ottobre, la Giornata Internazionale delle Bambine e delle Ragazze punta a sensibilizzare sulle sfide che esse affrontano. Il tema 2024 è incentrato sulla visione delle giovani per il futuro e sul potere di una loro partecipazione attiva per garantire uno sviluppo equo per tutti. In linea con questo, ActionAid e Giuseppe Bertuccio D’Angelo, fondatore di Progetto Happiness, lanciano una campagna per ridare un futuro ai bambini e bambine che lavorano nelle miniere. L’obiettivo è sensibilizzare il pubblico attraverso storie visive e narrative, capaci di generare empatia e spingere all’azione.

Matteotti, da domani online l’animazione “Velia e Giacomo”

Matteotti, da domani online l’animazione “Velia e Giacomo”Roma, 1 ott. (askanews) – “Velia e Giacomo” è un’animazione della durata di circa dieci minuti tratta liberamente dalla raccolta epistolare tra Giacomo Matteotti e sua moglie. Si tratta di un progetto realizzato per il centenario dalla morte di Matteotti, promosso dall’Anppia Nazionale, con il il finanziamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Struttura di missione anniversari nazionali ed eventi sportivi nazionali ed internazionali, e in collaborazione con il Master Esperto in comunicazione storica e il patrocino della Fondazione di studi storici “Filippo Turati” e del Comitato Nazionale per la celebrazione del “Centenario della morte di Giacomo Matteotti”.


Attraverso delle scene animate da Nora, il video ripercorre la vicenda d’amore e biografica, che vede nella “continua separazione” il leitmotiv della loro relazione, messa sempre a dura prova, fino al rapimento e alla morte del deputato socialista. L’animazione, online dal 2 ottobre sulle pagine social di Anppia, è una suggestione emotiva di questo rapporto e grazie alla tecnica usata da Nora (carboncino a passo 1) e alle musiche di Malerba immerge lo spettatore dentro i passaggi più segnificativi delle vite dei due protagonsiti. Con le voci di Paolo Mazzarelli (Giacomo) e Valentina Lauducci (Velia) che accompagnano le immagini e fanno rivivere quel rapporto epistolare tra i due amanti che ha attraversato tutta la loro relazione.


Il progetto completo, che sarà presentato a Roma a inizio novembre, prevede anche un albo illustrato, disegnato da Nora e tratto dall’animazione, con una parte storico-didattica scritta da quattro storici del Master in comunicazione storica di Roma Tre (Andrea Annecchino, Serena De Conciliis, Ilaria Giacobbi, Chiara Senesi) e una mostra in 12 roll-up autoreggenti. https://anppia.it/velia-e-giacomo/ https://youtu.be/EVsRtQolPFA https://www.facebook.com/anppiantifascista https://www.instagram.com/anppia_nazionale/