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Autore: Redazione StudioNews

Vino, il Lambrusco a presentazione Guida Michelin 2025 a Modena

Vino, il Lambrusco a presentazione Guida Michelin 2025 a ModenaMilano, 30 set. (askanews) – Il Consorzio Tutela Lambrusco è partner per il vino rosso della cerimonia di presentazione della 70esima edizione della Guida Michelin Italia che si terrà martedì 5 novembre al Teatro Comunale di Modena. I vini Lambrusco accompagneranno anche le creazioni degli chef presenti impegnati ai fornelli.


“Come Consorzio siamo molto felici di supportare un evento così importante” ha dichiarato il presidente del Consorzio, Claudio Biondi, aggiungendo che “i vini Lambrusco sono sempre più apprezzati proprio nel mondo della ristorazione per le loro caratteristiche, tra cui anche la gradazione alcolica contenuta: un aspetto particolarmente in linea con le attuali tendenze di consumo. Inoltre – ha ricordato il presidente – grazie alle numerose varietà e tipologie presenti, dallo spumante al frizzante, questi vini possono essere facilmente abbinati con piatti molto diversi tra loro”.

Chef dei leader al Quirinale, la dieta e le cene a Palazzo

Chef dei leader al Quirinale, la dieta e le cene a PalazzoRoma, 30 set. (askanews) – Quando il principe Alberto di Monaco ha ricevuto a pranzo il presidente del Sudafrica Nelson Mandela, fu servito del caviale con aceto balsamico di Modena invecchiato 150 anni. A Monaco, del resto la cucina è un mix tra francese e italiano e ciò che il principe ama sono proprio i piatti della Riviera. Il protagonista di questo racconto è Christian Garcia, lo Chef di Sua Altezza il Principe Alberto II di Monaco che oggi insieme ai suoi colleghi del Club Chefs de Chefs sono stati ricevuti al Quirinale in occasione di una manifestazione che li vedrà girare per l’Italia per una settimana con iniziative benefiche.


Dallo chef dell’Eliseo con Macron da quattro anni è difficile ricavare aneddoti, non è autorizzato a riferire cosa prediliga mangiare il Presidente francese. Ma se gli si chiede quali siano stati i suoi momenti professionalmente più importanti risponde le cene “per il presidente cinese Xi Jinping e per il presidente degli Stati uniti Joe Biden”. Lo chef del Quirinale, Fabrizio Boca, affezionatissimo a Sergio Mattarella ha invece piacere a condividere l’entusiasmo per il suo lavoro e per il nostro capo dello Stato: “sono qui da 33 anni ma quando il Presidente andrà via io lo seguirò”, assicura. “Serviamo sempre piatti della tradizione italiana, unendo innovazione e tradizione e cercando i prodotti di piccole aziende dimenticate che fanno un lavoro di qualità”, racconta. La sua “cena più impegnativa è stata quella per il G7” ma anche quelle subito dopo la pandemia. Va fiero di aver deliziato la Regina Elisabetta con il suo “risotto alle erbe. Mi disse che non aveva mai mangiato nulla di così interessante e fresco”. Tra i tanti leader per cui ha cucinato c’è stato anche chi gli ha chiesto “una video ricetta della mia torta alle pere”. Cristeta Comerford, chef dei presidenti Usa, racconta che proprio Biden ha fatto entrare la cucina tricolore alla Casa bianca. Lui e anche la candidata presidente Kamala Harris hanno un debole infatti per i piatti italiani: “sono persone semplici che lavorano molto. Amano il cibo semplice e sostanzioso, anche spaghetti e pomodoro”. A Buckingham Palace i piatti seguono molto l’andamento delle stagioni e Re Carlo è noto per la sua attenzione al cibo salutare, anche lui ama molto il cibo italiano, racconta Mark Flanagan lo Chef di Sua Maestà per il quale uno degli impegni più prestigiosi è stato, ovviamente, il pasto offerto per l’incoronazione.

Cittadinanza, le firme in Cassazione. “Numeri record, atto di resistenza”

Cittadinanza, le firme in Cassazione. “Numeri record, atto di resistenza”Roma, 30 set. (askanews) – Dimezzare i tempi per ottenere la cittadinanza italiana da 10 a 5 anni. Con la consegna in Cassazione di quasi 640mila firme, il referendum promosso da +Europa, Possibile, Psi, Radicali e Rifondazione comunista e da una lunga lista di associazioni di stranieri per la cittadinanza, ha compiuto il primo passo. Ora il quesito deve passare il vaglio della Consulta e poi affrontare la sfida ambiziosa di riuscire a portare gli italiani ad esprimersi nelle urne a primavera.


Le “figlie” e i “figli d’Italia”, ha detto il segretario di +Europa Riccardo Magi uscendo dal Palazzaccio dopo aver consegnato la chiavetta con le firme raccolte sulla piattaforma digitale, chiedono che il Paese si esprima su una “questione urgente su cui il Parlamento” non è intervenuto malgrado sia “folle” che “ragazzi nati e cresciuti in Italia, laureati qui, non possano fare concorsi pubblici e non possano votare”. “Abbiamo depositato in Cassazione 637.487 firme, 150mila firme sono state raccolte in 24 ore, piú di 9mila persone hanno lasciato la disponibilità a diventare attivisti digitali, venticinque personalità del mondo della musica, dello spettacolo, dello sport, della letteratura, dell’accademia hanno messo a disposizione la loro voce per invitare i cittadini a firmare. Non sono solamente dei numeri record – ha sottolineato Magi – sono numeri che dimostrano in un momento di grande sfiducia nei confronti della politica che c’è stata una mobilitazione straordinaria”. E’ un “gesto di resistenza e opposizione” al “governo e alla maggioranza che sul tema usano toni di propaganda violenta e aggressiva e non prendono atto della realtà sociale del Paese”.


Tra Camera e Senato ci sono a bagnomaria una decina di proposte delle opposizioni, alcune depositate dopo l’estate anche per intercettare il dibattito innescato da Forza Italia sullo Ius Scholae, su cui Fdi e Lega hanno alzato un muro. Il testo di Fi ancora non è stato ufficializzato. “E’ dalle Olimpiadi che sentiamo annunci” ma “una cosa l’ho capita bene, da Tajani e Barelli, e non mi piace: Fi intende proporre uno ius Scholae restrittivo rispetto alla legge vigente. Non si capisce perché le opposizioni progressiste dovrebbero convergere in una direzione opposta a quella che auspicano”, ha fatto notare Magi che alla proposta di snellire invece le procedure arrivata dal capogruppo di Fratelli d’Italia, Tommaso Foti, ha ricordato: ai tempi del “dl Salvini ha votato per aumentarli i tempi, ha cambiato idea…”. Nel campo del centrosinistra la traversata è stata sinora quasi in solitaria. La segretaria del Pd Elly Schlein ha firmato due settimane fa, a ridosso della consegna in Cassazione dove oggi c’era la deputata Ouidad Bakkali, firmataria di una proposta di legge. Hanno aderito, in progress, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni di Avs. Anche Matteo Renzi ha detto che si spenderà. Il presidente M5S Giuseppe Conte invece no, precisando che i Cinque Stelle puntano sull’iter ancora ai nastri di partenza in Parlamento. “Il referendum è bello perché si deve dire come la si pensa e finisce il gioco del posizionamento, finisce la questione dei personalismi, dei leader, dei leaderini”, ha chiosato Magi.


I contrari e i perplessi hanno puntato il dito sul quesito su cui la Corte costituzionale dovrà valutare l’ammissibilità e che interviene sulla legge attuale con la tecnica del ‘ritaglio’ per estendere quanto previsto per gli stranieri maggiorenni che risiedono legalmente in Italia da almeno cinque anni e vengono adottati da italiani e ad una platea di circa due milioni e mezzo di persone. “Il quesito non innova la legge – è la replica – e lasciamo il compito ai costituzionalisti”. Tra questi l’ex giudice della Corte Costituzionale Gustavo Zagrebelsky ha firmato e ieri si è espresso in questi termini: “l’obiettivo non è di sconvolgere chissà cosa, si tratta di un correttivo su una legge che esiste” e che “agevola l’integrazione”. Al di là del percorso a ostacoli in un Paese dove l’astensione ha superato la metà dei votanti e dove il tetto necessario del 50% più uno degli aventi diritto negli ultimi anni spesso non è stato sfondato, il referendum sulla cittadinanza potrebbe contare sull’effetto trascinamento degli altri due ‘capitoli’, autonomia e jobs act, che hanno visto in campo la Cgil e i principali partiti di opposizione.


“Questa battaglia non si fermerà qua, anzi proseguirà con più forza. L’Italia è cambiata, l’Italia è pronta e noi siamo parte di questa Italia”, ha affermato la giovane Deepika Salhan dell’associazione ‘Dalla parte giusta della storia’.

Cittadinanza, firme in Cassazione. “Numeri record, atto resistenza”

Cittadinanza, firme in Cassazione. “Numeri record, atto resistenza”Roma, 30 set. (askanews) – Dimezzare i tempi per ottenere la cittadinanza italiana da 10 a 5 anni. Con la consegna in Cassazione di quasi 640mila firme, il referendum promosso da +Europa, Possibile, Psi, Radicali e Rifondazione comunista e da una lunga lista di associazioni di stranieri per la cittadinanza, ha compiuto il primo passo. Ora il quesito deve passare il vaglio della Consulta e poi affrontare la sfida ambiziosa di riuscire a portare gli italiani ad esprimersi nelle urne a primavera.


Le “figlie” e i “figli d’Italia”, ha detto il segretario di +Europa Riccardo Magi uscendo dal Palazzaccio dopo aver consegnato la chiavetta con le firme raccolte sulla piattaforma digitale, chiedono che il Paese si esprima su una “questione urgente su cui il Parlamento” non è intervenuto malgrado sia “folle” che “ragazzi nati e cresciuti in Italia, laureati qui, non possano fare concorsi pubblici e non possano votare”. “Abbiamo depositato in Cassazione 637.487 firme, 150mila firme sono state raccolte in 24 ore, piú di 9mila persone hanno lasciato la disponibilità a diventare attivisti digitali, venticinque personalità del mondo della musica, dello spettacolo, dello sport, della letteratura, dell’accademia hanno messo a disposizione la loro voce per invitare i cittadini a firmare. Non sono solamente dei numeri record – ha sottolineato Magi – sono numeri che dimostrano in un momento di grande sfiducia nei confronti della politica che c’è stata una mobilitazione straordinaria”. E’ un “gesto di resistenza e opposizione” al “governo e alla maggioranza che sul tema usano toni di propaganda violenta e aggressiva e non prendono atto della realtà sociale del Paese”.


Tra Camera e Senato ci sono a bagnomaria una decina di proposte delle opposizioni, alcune depositate dopo l’estate anche per intercettare il dibattito innescato da Forza Italia sullo Ius Scholae, su cui Fdi e Lega hanno alzato un muro. Il testo di Fi ancora non è stato ufficializzato. “E’ dalle Olimpiadi che sentiamo annunci” ma “una cosa l’ho capita bene, da Tajani e Barelli, e non mi piace: Fi intende proporre uno ius Scholae restrittivo rispetto alla legge vigente. Non si capisce perché le opposizioni progressiste dovrebbero convergere in una direzione opposta a quella che auspicano”, ha fatto notare Magi che alla proposta di snellire invece le procedure arrivata dal capogruppo di Fratelli d’Italia, Tommaso Foti, ha ricordato: ai tempi del “dl Salvini ha votato per aumentarli i tempi, ha cambiato idea…”. Nel campo del centrosinistra la traversata è stata sinora quasi in solitaria. La segretaria del Pd Elly Schlein ha firmato due settimane fa, a ridosso della consegna in Cassazione dove oggi c’era la deputata Ouidad Bakkali, firmataria di una proposta di legge. Hanno aderito, in progress, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni di Avs. Anche Matteo Renzi ha detto che si spenderà.


Il presidente M5S Giuseppe Conte invece no, precisando che i Cinque Stelle puntano sull’iter ancora ai nastri di partenza in Parlamento. “Il referendum è bello perché si deve dire come la si pensa e finisce il gioco del posizionamento, finisce la questione dei personalismi, dei leader, dei leaderini”, ha chiosato Magi. I contrari e i perplessi hanno puntato il dito sul quesito su cui la Corte costituzionale dovrà valutare l’ammissibilità e che interviene sulla legge attuale con la tecnica del ‘ritaglio’ per estendere quanto previsto per gli stranieri maggiorenni che risiedono legalmente in Italia da almeno cinque anni e vengono adottati da italiani e ad una platea di circa due milioni e mezzo di persone. “Il quesito non innova la legge – è la replica – e lasciamo il compito ai costituzionalisti”. Tra questi l’ex giudice della Corte Costituzionale Gustavo Zagrebelsky ha firmato e ieri si è espresso in questi termini: “l’obiettivo non è di sconvolgere chissà cosa, si tratta di un correttivo su una legge che esiste” e che “agevola l’integrazione”.


Al di là del percorso a ostacoli in un Paese dove l’astensione ha superato la metà dei votanti e dove il tetto necessario del 50% più uno degli aventi diritto negli ultimi anni spesso non è stato sfondato, il referendum sulla cittadinanza potrebbe contare sull’effetto trascinamento degli altri due ‘capitoli’, autonomia e jobs act, che hanno visto in campo la Cgil e i principali partiti di opposizione. “Questa battaglia non si fermerà qua, anzi proseguirà con più forza. L’Italia è cambiata, l’Italia è pronta e noi siamo parte di questa Italia”, ha affermato la giovane Deepika Salhan dell’associazione ‘Dalla parte giusta della storia’.

Pomodoro industria: Casalasco investe 2 mln per primo parco agrivoltaico

Pomodoro industria: Casalasco investe 2 mln per primo parco agrivoltaicoMilano, 30 set. (askanews) – Casalasco, prima filiera integrata del pomodoro da industria in Italia, ha avviato un progetto sperimentale per la realizzazione del primo parco agrivoltaico per la coltivazione del pomodoro, in collaborazione con la facoltà di Agraria dell’Università Cattolica di Piacenza.


Per la realizzazione del parco sono stati necessari investimenti per circa 2 milioni di euro e sarà necessario circa un anno di lavoro. Al termine, Casalasco valuterà i risultati per considerare la possibile applicazione della tecnologia a più ampie estensioni. L’impianto Si estenderà su una superficie di circa 2 ettari in area industriale, nei pressi dello stabilimento di Casalasco a Fontanellato. I pannelli fotovoltaici saranno posizionati su strutture metalliche alte circa 5 metri, consentendo il regolare svolgimento delle attività agricole sottostanti. Grazie a un software, sviluppato in collaborazione con l’Università Cattolica di Piacenza, che raccoglierà e analizzerà costantemente i dati in ingresso, i pannelli saranno in grado di orientarsi per massimizzare l’assorbimento di energia solare e garantire la giusta quantità di luce alle coltivazioni. Il parco agrivoltaico avrà una capacità produttiva annua di circa 1600 MWh che, insieme all’energia prodotta dall’impianto di cogenerazione installato nel 2023 all’interno dello stesso sito di Fontanellato, sarà sufficiente a coprire oltre il 90% del fabbisogno energetico dello stabilimento. L’impianto rientra in un più ampio piano di interventi programmati nei vari stabilimenti del gruppo a sostegno dell’ambiente e del valore complessivo di 24,5 milioni di euro. Casalasco attraverso il parco agrivoltaico ridurrà le emissioni di CO2 di 680 tonnellate l’anno. Con l’energia prodotta dal parco agrivoltaico verrà inoltre alimentato anche il nuovo Innovation center, in fase di realizzazione, sempre a Fontanellato, in un edificio attiguo alla palazzina uffici.


La sperimentazione sulla coltivazione di pomodori sotto i pannelli solari permetterà, inoltre, di identificare le varietà più adatte a questo tipo di coltura e ottimizzare il bilanciamento tra ombra e luce, migliorando così la qualità e la resa delle produzioni. “Il parco agrivoltaico rappresenta un ulteriore importante passo verso un’agricoltura più sostenibile, integrata e innovativa – ha dichiarato Costantino Vaia, Ceo del gruppo Casalasco – La combinazione tra coltivazioni e impianti fotovoltaici offre nuove opportunità non solo per migliorare l’efficienza energetica e ridurre l’impatto ambientale, ma anche per massimizzare i risultati delle produzioni. Siamo certi che questo progetto sperimentale possa fornire benefici significativi, per Casalasco, ma sicuramente anche per l’intera filiera del pomodoro che rappresentiamo, favorendo uno sviluppo più equilibrato e sostenibile del settore”.

Wp: Israele ha informato gli Usa di un’imminente operazione di terra in Libano

Wp: Israele ha informato gli Usa di un’imminente operazione di terra in LibanoRoma, 30 set. (askanews) – Israele ha informato Washington che sta pianificando un’operazione di terra limitata in Libano che potrebbe essere lanciata a breve. Lo ha riferito un funzionario Usa al Washington Post, precisando che l’operazione pianificata da Israele sarebbe “più ridotta rispetto all’ultima guerra con Hezbollah del 2006 e si concentrerebbe sull’eliminazione delle infrastrutture dei militanti lungo il confine, per rimuovere la minaccia posta alle comunità di confine israeliane”.

Cosa ha detto Piantedosi sulle manifestazioni pro Palestina

Cosa ha detto Piantedosi sulle manifestazioni pro PalestinaFirenze, 30 set. (askanews) – “Le autorità di pubblica sicurezza a Roma, come credo nelle altre città, si sono predisposte. Noi non vietiamo quasi mai le manifestazioni, difendiamo il diritto costituzionale di manifestazione del pensiero, e anche per una tendenza a voler gestire il dissenso problematico e critico. Però, con preavvisi che in maniera più o meno allusiva tendevano a celebrare la data del 7 ottobre come l’esaltazione di un eccidio, francamente non era possibile lasciar fare. Ho letto che qualcuno in barba al divieto pensa di manifestare, vedremo. Ma esiste una posizione di principio e una operativa”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, a Marine di un Cosp in Prefettura a Firenze, parlando della decisione della Questura di Roma che ha vietato le manifestazioni per la Palestina in programma per il prossimo 5 ottobre.


“Se siamo preoccupati? Lo siamo nel senso che tutto ciò che è impegnativo ci preoccupa. Anche le notizie che arrivano da quel fronte, anche libanese, non sono rassicuranti, con tutti i riflessi che possono avere nell’acuire le contrapposizioni in termini di ordine pubblico. Ma noi siamo consapevoli di fare tutto quello che è necessario fare”, ha aggiunto Piantedosi.

Piantedosi: inevitabile vietare le manifestazioni pro Palestina

Piantedosi: inevitabile vietare le manifestazioni pro PalestinaFirenze, 30 set. (askanews) – “Le autorità di pubblica sicurezza a Roma, come credo nelle altre città, si sono predisposte. Noi non vietiamo quasi mai le manifestazioni, difendiamo il diritto costituzionale di manifestazione del pensiero, e anche per una tendenza a voler gestire il dissenso problematico e critico. Però, con preavvisi che in maniera più o meno allusiva tendevano a celebrare la data del 7 ottobre come l’esaltazione di un eccidio, francamente non era possibile lasciar fare. Ho letto che qualcuno in barba al divieto pensa di manifestare, vedremo. Ma esiste una posizione di principio e una operativa”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, a Marine di un Cosp in Prefettura a Firenze, parlando della decisione della Questura di Roma che ha vietato le manifestazioni per la Palestina in programma per il prossimo 5 ottobre.


“Se siamo preoccupati? Lo siamo nel senso che tutto ciò che è impegnativo ci preoccupa. Anche le notizie che arrivano da quel fronte, anche libanese, non sono rassicuranti, con tutti i riflessi che possono avere nell’acuire le contrapposizioni in termini di ordine pubblico. Ma noi siamo consapevoli di fare tutto quello che è necessario fare”, ha aggiunto Piantedosi.

Lidl: torna a ottobre percorso di formazione duale per oltre 220 giovani

Lidl: torna a ottobre percorso di formazione duale per oltre 220 giovaniMilano, 30 set. (askanews) – Lidl Italia avvia la terza edizione del percorso di formazione duale “Lidl 2 your career”, in collaborazione con Ahk Italien, la Camera di Commercio Italo-Germanica. Il progetto in questa edizione si amplia accogliendo complessivamente più di 220 studenti e proponendo un nuovo indirizzo nel campo della logistica in collaborazione con Its Academy Last di Verona, che permetterà a 26 giovani di acquisire il ruolo di collaboratore specializzato logistica.


Confermato anche il percorso nelle vendite che offrirà l’opportunità a 197 apprendisti di diventare assistant store manager nel corso di due anni, frequentando le lezioni teoriche in uno dei sette istituti tecnici aderenti dislocati su tutto il territorio nazionale: Its Academy Machina Lonati di Brescia, Its E.A.T. – Eccellenza Agroalimentare Toscana di Firenze, ITS Servizi alle Imprese di Roma, ITS Academy Puglia Marketing & Design di Bari, ITS Academy Agroalimentare per il Piemonte di Torino, ITS Accademia Nautica dell’Adriatico di Trieste e ITS Steve Jobs di Catania. L’iniziativa, che unisce la formazione terziaria professionalizzante italiana con gli standard di formazione duale tedeschi, prevede un biennio di studi che vedrà l’alternarsi di fasi teoriche in aula e formazioni pratiche in punto vendita o nel centro logistico. Fin dal primo giorno, gli studenti saranno affiancati da un tutor appositamente formato e risulteranno assunti con un contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca, potendo così percepire uno stipendio mensile e accedendo a tutti i benefit previsti per i collaboratori di Lidl Italia. La formazione in Its sarà totalmente finanziata e Lidl Italia si farà carico anche delle spese di viaggio e alloggio. Il biennio permetterà di conseguire, a seguito del superamento di un esame, il diploma di tecnico superiore: titolo di studi per la formazione terziaria corrispondente al V livello del Quadro europeo delle qualifiche EQF rilasciato dal Ministero dell’Istruzione. Inoltre, con un esame pratico aggiuntivo, sarà possibile ottenere un certificato delle competenze professionali per il profilo tedesco, nello specifico di Retail Specialist – per il percorso vendite – o di Logistic Specialist – per il percorso logistica-, entrambi rilasciati da AHK Italien e DIHK (l’Unione delle Camere di Commercio e Industria Tedesche).


“Siamo orgogliosi di tornare con una nuova edizione di questo progetto, che non solo è stato potenziato numericamente estendendo la possibilità di iscriversi a quasi il doppio dei giovani rispetto allo scorso anno, ma è stato anche arricchito di un nuovo percorso in un ambito per noi centrale: la logistica – ha detto Massimiliano Silvestri, presidente di Lidl Italia commentando l’iniziativa – Essere la prima azienda del retail in Italia ad aver sviluppato un iter di formazione duale che sta avendo un così grande riscontro positivo ci porta a continuare, con convinzione, in questa direzione dimostrando di poter avere un ruolo attivo nell’offrire opportunità concrete che favoriscono l’occupazione e innovano il mercato del lavoro”. “Come Ahk Italien siamo ambasciatori della formazione duale in Italia, e da sempre lavoriamo per supportare e diffondere questo modello. Gli Its che decidono di collaborare a progetti come quello di Lidl2YourCareer offrono percorsi formativi in grado di preparare giovani professionisti a entrare nel mercato del lavoro con le competenze richieste – ha affermato Joerg Buck, Consigliere Delegato Camera di Commercio Italo-Germanica – Siamo davvero felici di proseguire nello sviluppo del progetto con Lidl Italia, che negli anni si è imposto come pratica virtuosa crescendo e ampliandosi, come dimostra il nuovo percorso sulla logistica, tema sempre più centrale in una fase di riorganizzazione delle catene di fornitura”.


Al termine del percorso i neodiplomati avranno acquisito tutte le competenze per ricoprire in autonomia il ruolo di assistant store manager o collaboratore specializzato Logistica e verrà loro offerto loro un contratto di assunzione a tempo indeterminato da parte di Lidl Italia.

Tennis, Sinner non si accontenta: “Posso ancora migliorare”

Tennis, Sinner non si accontenta: “Posso ancora migliorare”Roma, 30 set. (askanews) – Jannik Sinner è il giocatore con più vittorie nel circuito ATP nel 2024. A Pechino, grazie al 58mo successo in 63 partite in stagione, giocherà la sua decima semifinale e punta al settimo titolo. “Cerchiamo sempre di migliorare giorno dopo giorno. I successi sono il risultato del livello di gioco che esprimi, di quanto riesci ad essere continuo anche mentalmente. Cerchiamo di stare nel presente, ogni match ci fa capire che posso migliorare. Ho cambiato fisioterapista e preparatore e anche dal punto di vista fisico c’è tanto da fare” ha detto.


Nel quarto di finale del China Open, ha sconfitto 62 76 Jiri Lehecka. Dopo un primo set dominato, nel secondo ha dovuto cancellare due palle break sul 5-5 e due set point nel tie-break. “Ho avuto delle occasioni per chiudere prima il secondo set che non sono riuscito a sfruttare. Jiri è un avversario difficile, ha avuto un paio di palle break sul 5-5, ma ho servito bene fortunatamente. Nel tie-break può succedere di tutto, ho risposto bene sul 4-6 e sul 5-6. Penso di poter migliorare ancora. Spero di potermi sentire meglio in campo domani” ha concluso l’azzurro che domani affronterà in semifinale il cinese Bu che ha eliminato a sorpresa Rublev.