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Autore: Redazione StudioNews

Russia rivendica larga vittoria Putin in territori ucraini annessi

Russia rivendica larga vittoria Putin in territori ucraini annessiMilano, 11 set. (askanews) – Mosca rivendica la vittoria di Russia Unita, il partito di Vladimir Putin alle elezioni locali organizzate nei territori annessi all’Ucraina, con oltre il 70% dei voti, considerati “una farsa” da Kiev e dai suoi alleati. La Commissione elettorale centrale russa ha dichiarato domenica sera che il partito Russia Unita del presidente russo è arrivato primo. Vittoria nel segno di Putin anche nella capitale russa, nel rinnovo del sindaco: l’uscente Sergey Sobyanin ha ottenuto il quarto mandato e vince le elezioni a sindaco di Mosca con il 76,39%, secondo i dati diffusi.

Senza il riconoscimento dell’Occidente, la Russia ha proclamato nel settembre 2022 l’annessione di quattro territori ucraini che controlla solo parzialmente – Zaporizhzhia, Kherson, Donetsk e Lugansk -, a seguito di “referendum” non riconosciuti dalla comunità internazionale. Il segretario di Stato americano Antony Blinken aveva criticato il voto affermando: “Le elezioni farsa della Russia nelle aree occupate dell’Ucraina sono illegittime”. Ciò ha scatenato la reazione dell’ambasciata russa negli Stati Uniti, che ha accusato Washington di intromettersi negli affari interni di Mosca. Le elezioni si sono svolte anche in Crimea – sotto occupazione illegale russa dal 2014 – parallelamente alle elezioni locali nella stessa Russia.

L’amministrazione del presidente russo Putin puntava a una vittoria schiacciante del partito al potere Russia Unita per dare slancio alle elezioni presidenziali del prossimo marzo. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov aveva preannunciato giovedì che Putin intendeva votare per l’elezione del sindaco di Mosca. L’oppositore russo Alexei Navalny dal carcere aveva chiesto di votare in queste elezioni “per qualsiasi candidato contro Russia Unita”. Riferimenti alla guerra in corso comunque non sono mancati. A partire dal logo scelto per le elezioni che vede una lettera “V” latina composta con il tricolore russo. La stessa lettera che insieme con la “Z” svettava sui carri armati che entravano in Ucraina il 24 febbraio 2022, giorno dell’invasione. In questo caso la V dovrebbe richiamare la parola “vybory” ossia elezioni, ma ovviamente il sottotesto (della necessaria volontà di Mosca di vittoria nell’invasione) è più che leggibile per qualsiasi russo.

Mondiali di basket, Germania campione del mondo per la prima volta

Mondiali di basket, Germania campione del mondo per la prima voltaRoma, 10 set. (askanews) – La Germania sale sul tetto del mondo per la prima volta nella storia grazie al successo per 83-77 in finale sulla Serbia. Dennis Schroeder è MVP di una partita chiusa con 28 punti, compreso il canestro e i due tiri liberi decisivi nella volata conclusiva. Alla Serbia non bastano i 21 punti di Aleksa Avramovic, grandissima anima della rimonta incompleta. Dopo aver falciato il Team USA, la Germania completa l’opera stritolando anche la Serbia e si mette al collo il primo oro mondiale della storia. Lo fa con la forza difensiva, esplosa in un secondo tempo di intensità e compattezza di livello altissimo. E lo fa aggrappandosi alla sua superstar. L’uomo che ha rischiato di trascinarla nell’abisso contro la Lettonia, ma che l’ha poi rilanciata verso due vittorie epiche. Dennis Schroeder chiude come meritato MVP rimbalzando dallo scivolone dei quarti di finale a modo suo. Con una partita da 28 punti coronata dalla zampata decisiva in penetrazione bruciante e ubriacante contro Aleksa Avramovic.

Landini: Cgil lavorerà a referendum su abolizione Jobs act

Landini: Cgil lavorerà a referendum su abolizione Jobs actRoma, 10 set. (askanews) – La Cgil lavorerà al referendum per l’abolizione del Jobs Act. Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini intervenendo alla Festa del Fatto quotidiano.

“La Cgil – ha affermato – si intesterà il referendum sul jobs act. Per preparare il referendum occorre fare un lavoro preciso. Stiamo discutendo al nostro interno per individuare i i temi e gli argomenti giusti. Non si possono fare 150 referendum. Occorre individuare i punti più importanti. Nel 2014 quando fu introdotto il jobs act facemmo dei referendum. I voucher cambiarono ma altri referendum furono cassati dalla Corte costituzionale. Da allora ad oggi la situazione è peggiorata. Negli ultimi 10-15 anni sono cambiati tanti governi ma la lotta alla precarietà non la si è riuscita a realizzare e siamo di fronte al fatto che cambiano i governi ma la precarietà anziché ridursi, aumenta”. “Penso – ha sottolinea Landini – sia venuto il momento che oltre all’azione contrattuale, occorra anche ragionare su uno strumento referendario. I cittadini, che in parlamento non ci sono, se il parlamento e il governo non modificano le leggi, debbono stare a guardare cosa succede tra cinque anni o possono loro mettersi in movimento? Io penso di sì anche se è una discussione che non decido da solo. In questa consultazione che facciamo con i lavoratori – ha concluso – cercheremo di capire anche questa situazione e penso che nelle prossime settimane, mesi dovremo prendere questa decisione”.

Manovra, Landini: Non escludo sciopero generale

Manovra, Landini: Non escludo sciopero generaleRoma, 10 set. (askanews) – La Cgil non esclude lo sciopero generale se il governo non terrà conto delle proposte fatte dal sindacato su fisco e lavoro. Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini intervenendo alla Festa del Fatto quotidiano.

“Noi – ha detto Landini – abbiamo fatto una cosa molto precisa. Abbiamo deciso che a settembre e ottobre facciamo una consultazione straordinaria tra tutti i lavoratori, non solo tra i nostri iscritti, compresi autonomi, pensionati e disoccupati. Pensiamo che in presenza di una crisi della democrazia molto importante con oltre il 50% di astensione, noi pensiamo che occorra andare a parlare con queste persone e consultiamo il loro parere sulle nostre proposte e chiediamo di votare su queste proposte”. “Se sono d’accordo – ha proseguito il numero uno della Cgil – gli chiediamo di sostenere le nostre richieste anche con la disponibilità a partecipare alla nostra mobilitazione. La prima che abbiamo messo in campo con altre 100 associazioni è a Roma il 7 ottobre a piazza San Giovanni. Chiediamo in questo voto alle persone di essere pronte a mobilitarsi fino ad arrivare allo sciopero generale. Se il governo con il Documento di progammazione economica che deve fare a settembre e la Legge di Bilancio che deve presentare entro metà ottobre continua a fare le cose che sta facendo, noi non siamo d’accordo e glie l’abbiamo già detto, allora dal punto di vista sindacale bisogna mettere in campo tutti gli strumenti necessari. Noi – ha aggiunto – su questo chiediamo un voto con la consultazione. Quindi non lo escludo assolutamente lo sciopero generale e lo proporrò alle altre organizzazioni”.

Chiude Festivaletteratura: a Mantova 65mila presenze in 5 giorni

Chiude Festivaletteratura: a Mantova 65mila presenze in 5 giorniMilano, 10 set. (askanews) – Dopo cinque giorni ricchi di incontri, spettacoli, concerti e percorsi animati, si conclude oggi la ventisettesima edizione di Festivaletteratura, che – per cercare di trovare le parole necessarie a leggere e raccontare il nostro tempo – non solo ha invaso le strade e le piazze di Mantova, ma si è spinta fuori dai suoi luoghi più “tradizionali”, coinvolgendo ad esempio la Scuola Pomponazzo e il quartiere Lunetta, e anche oltre i confini cittadini, raggiungendo L’Ossario di Solferino e L’osservatorio Astronomico di Gorgo (San Benedetto Po).

L’edizione 2023 – rispondendo come sempre alla poliedricità degli interessi del pubblico e continuando a percorrere la via della qualità – conferma la vocazione sperimentale: da sempre luogo fisico di incontro tra autori e lettori, negli ultimi anni Festivaletteratura ha raddoppiato gli sforzi per sperimentare nuove forme di interazione e partecipazione del pubblico, diventando un laboratorio di ricerca e di produzione culturale per far sì che le parole restino e continuino a raccontare. Molti sono gli esempi di come il Festival si impegni sempre più nella produzione originale delle sue proposte, non limitandosi alla compilazione di un programma fatto di nomi ma offrendo contenuti, format e autentiche esperienze nate dal confronto con gli autori. Basti pensare all’escape room Ludmilla, realizzata in occasione del centenario della nascita di Italo Calvino e ispirata a Se una notte d’inverno un viaggiatore – il romanzo di Calvino che più di ogni altro gioca con i meccanismi della creazione narrativa e l’esperienza della lettura; il progetto Ekphrasis, in cui nove poeti si sono confrontati con gli affreschi di Giulio Romano a Palazzo Te e le opere di street art del quartiere Lunetta; il dibattito Oxford Style, in cui quattro relatori, divisi in due squadre, hanno esposto i loro argomenti pro e contro la necessita’ di fare affidamento sull’energia nucleare.

E ancora i Words Match, i confronti tra le parole trovate da lettrici e lettori under 20 nei romanzi, nelle poesie, nei graphic novel, nei film, nelle canzoni per parlare di grandi temi che li appassionano; la seconda edizione del Reading Slam, la competizione di consigli di lettura con quattro scrittori in gioco e un libro vincitore, decretato dal voto del pubblico presente sugli spalti; i djset della rassegna VOLUME!, che hanno tinto di blu Piazza Leon Battista Alberti, mettendo alla console e musiche che risuonano tra le pagine di certi romanzi. Un’edizione che si è rinnovata anche grazie all’ascolto dei giovani: consigli, proposte, iniziative, sono state raccolte, valutate e accolte durante gli Stati Generali del Festival per renderlo sempre nuovo senza mai tradire la sua natura. Un’edizione che è stata raccontata anche su TikTok e Instagram da alcuni dei più influenti creator presenti a Mantova in questi giorni. Il diario appassionato delle giornate del Festival e dei suoi protagonisti sui social ha raggiunto oltre un milione e mezzo di visualizzazioni, sottolineando anche l’importanza dell’attività digitale della manifestazione.

A fronte di un programma con oltre 320 eventi e 350 autori e autrici italiani e internazionali, la partecipazione al Festival è andata ben oltre le aspettative, registrando 46.000 presenze negli eventi a pagamento e 19.000 agli incontri a ingresso libero organizzati nelle 5 giornate. Il dato rappresenta un aumento del 16% rispetto all’edizione 2022. I video degli eventi trasmessi in streaming – gli eventi di piazza Castello, con grandi protagonisti della letteratura italiana e internazionale, e la spumeggiante serie degli accenti dalla Tenda Sordello, con pillole letterarie, microlezioni e varie amenita’ nel formato tascabile della mezz’ora – resteranno disponibili on demand sul canale YouTube di Festivaletteratura.

Anche quest’anno Festivaletteratura ha chiesto a un autore presente a Mantova un commento a caldo sulla ventisettesima edizione che si sta per chiudere. La scrittrice, drammaturga e traduttrice Elvira Mujcic ha ripercorso il giro del mondo proposto in queste giornate mantovane, tratteggiando lo spirito e le emozioni che caratterizzano le innumerevoli iniziative di Festivaletteratura.

Modi chiude il G20 di Nuova Delhi e passa il testimone a Lula (che invita Putin a Rio)

Modi chiude il G20 di Nuova Delhi e passa il testimone a Lula (che invita Putin a Rio)Nuova Delhi, 10 set. (askanews) – Cala il sipario sul G20 di Nuova Delhi e Narendra Modi passa il testimone al presidente brasiliano Lula, che assumerà la presidenza da dicembre e la cui prima ‘uscita’ fa subito discutere. “Putin sarà invitato. Se io sono presidente del Brasile e lui viene in Brasile non c’è alcuna possibilità che venga arrestato”, ha assicurato, riferendosi al mandato di arresto emesso nei confronti del presidente russo dalla Corte penale internazionale. Per Lula “non possiamo lasciare che l’agenda delle discussioni del G20 sia ostaggio di questioni geopolitiche. Non abbiamo interesse a un G20 diviso”.

Lula, questa mattina, ha ricevuto da Modi il martelletto simbolo della presidenza e ha chiuso i lavori anticipando i temi della sua presidenza, che avrà il momento clou nel summit dei leader a novembre a Rio de Janeiro. “La presidenza brasiliana – ha spiegato – ha tre priorità: l’inclusione sociale e la lotta contro la fame; la transizione energetica e lo sviluppo sostenibile; la riforma della governance delle istituzioni. Tutte queste priorità fanno parte del motto della presidenza brasiliana che recita ‘Costruire un mondo giusto e un pianeta sostenibile’. Verranno create due task force: l’Alleanza globale contro la fame e la povertà e la mobilitazione globale contro il cambiamento climatico”. Prima di passare la mano, però, Modi convocherà a novembre un nuovo vertice ‘virtuale’, per fare il punto sulle proposte raccolte nella due giorni di Nuova Delhi. Il summit, per il primo ministro indiano, è stato un “successo” che non era scontato. In particolare l’unità dei 20 rischiava di saltare sulla guerra in Ucraina. Sono state necessarie 15 bozze e oltre 200 ore di trattativa per arrivare all’accordo che è un compromesso con cui viene condannato “l’uso della forza” in Ucraina ma senza mai citare la Russia. Che infatti oggi gioisce, con il ministro degli Esteri Sergej Lavrov, secondo cui è stato “impedito all’Occidente di ucrainizzare l’agenda”. Per Kiev “non c’è nulla di cui andare fieri”, ma alla fine tutti si dicono contenti, a partire dagli Usa, secondo cui è stato fatto “un ottimo lavoro nel difendere il principio secondo cui gli stati non possono usare la forza per cercare di acquisire territori o per violare l’integrità territoriale e la sovranità o l’indipendenza politica di altri stati”. Per Giorgia Meloni quello raggiunto è “un compromesso ma comunque molto importante”, mentre il presidente francese Emmanuel Macron sottolinea che “il G20 sostiene l’integrità territoriale nelle carte delle Nazioni Unite. Questo è l’opposto di ciò che sta facendo la Russia”.

(Dell’inviato Alberto Ferrarese)

Meloni dopo il G20 vola a Doha da Al Thani, focus su energia e investimenti

Meloni dopo il G20 vola a Doha da Al Thani, focus su energia e investimentiNuova Delhi, 10 set. (askanews) – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, prima di rientrare in Italia dopo il G20 in India, fa tappa a Doha per un incontro istituzionale con l’emiro del Qatar, Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani, accompagnata dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e dall’amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi.

La visita in Qatar – sottolineano fonti italiane – conferma l’attenzione dell’Italia per la regione del Golfo. Un’attenzione che era stata evidenziata anche in occasione della Conferenza internazionale su Sviluppo e Migrazioni dello scorso luglio, alla quale erano stati invitati non solo i leader dei Paesi del Nordafrica ma anche quelli del Golfo. Il colloquio, spiegano le fonti, sarà incentrato sulla cooperazione bilaterale nei settori della politica estera, della sicurezza, dell’energia, della difesa e degli investimenti. Il Qatar è il principale fornitore di gas naturale liquefatto e il terzo fornitore di energia dell’Italia. Nel 2022 Eni è stata selezionata da QatarEnergy come partner internazionale per l’espansione del progetto North Field East (NFE).

Al termine del bilaterale a Lusail Palace si svolgerà una cena in onore del presidente Meloni alla quale saranno presenti, tra gli altri, anche il primo ministro e ministro degli Affari Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani; il vice primo ministro e ministro della Difesa, Khalid bin Mohammed Al Attiyah; il ministro delle Finanze Ali bin Ahmed Al Kuwari e il ministro dell’Energia Saad Sherida Al-Kaabi. Parteciperà anche l’AD di Qatar Investment Authority, Mansoor Bin Ebrahim Al-Mahmoud.

Modi chiude il G20, testimone a Lula (che invita Putin a Rio)

Modi chiude il G20, testimone a Lula (che invita Putin a Rio)Nuova Delhi, 10 set. (askanews) – Cala il sipario sul G20 di Nuova Delhi e Narendra Modi passa il testimone al presidente brasiliano Lula, che assumerà la presidenza da dicembre e la cui prima ‘uscita’ fa subito discutere. “Putin sarà invitato. Se io sono presidente del Brasile e lui viene in Brasile non c’è alcuna possibilità che venga arrestato”, ha assicurato, riferendosi al mandato di arresto emesso nei confronti del presidente russo dalla Corte penale internazionale. Per Lula “non possiamo lasciare che l’agenda delle discussioni del G20 sia ostaggio di questioni geopolitiche. Non abbiamo interesse a un G20 diviso”.

Lula, questa mattina, ha ricevuto da Modi il martelletto simbolo della presidenza e ha chiuso i lavori anticipando i temi della sua presidenza, che avrà il momento clou nel summit dei leader a novembre a Rio de Janeiro. “La presidenza brasiliana – ha spiegato – ha tre priorità: l’inclusione sociale e la lotta contro la fame; la transizione energetica e lo sviluppo sostenibile; la riforma della governance delle istituzioni. Tutte queste priorità fanno parte del motto della presidenza brasiliana che recita ‘Costruire un mondo giusto e un pianeta sostenibile’. Verranno create due task force: l’Alleanza globale contro la fame e la povertà e la mobilitazione globale contro il cambiamento climatico”. Prima di passare la mano, però, Modi convocherà a novembre un nuovo vertice ‘virtuale’, per fare il punto sulle proposte raccolte nella due giorni di Nuova Delhi. Il summit, per il primo ministro indiano, è stato un “successo” che non era scontato. In particolare l’unità dei 20 rischiava di saltare sulla guerra in Ucraina. Sono state necessarie 15 bozze e oltre 200 ore di trattativa per arrivare all’accordo che è un compromesso con cui viene condannato “l’uso della forza” in Ucraina ma senza mai citare la Russia. Che infatti oggi gioisce, con il ministro degli Esteri Sergej Lavrov, secondo cui è stato “impedito all’Occidente di ucrainizzare l’agenda”. Per Kiev “non c’è nulla di cui andare fieri”, ma alla fine tutti si dicono contenti, a partire dagli Usa, secondo cui è stato fatto “un ottimo lavoro nel difendere il principio secondo cui gli stati non possono usare la forza per cercare di acquisire territori o per violare l’integrità territoriale e la sovranità o l’indipendenza politica di altri stati”. Per Giorgia Meloni quello raggiunto è “un compromesso ma comunque molto importante”, mentre il presidente francese Emmanuel Macron sottolinea che “il G20 sostiene l’integrità territoriale nelle carte delle Nazioni Unite. Questo è l’opposto di ciò che sta facendo la Russia”.

Su dossier Ita e su nomina presidente Bei Meloni alza la voce con l’Ue

Su dossier Ita e su nomina presidente Bei Meloni alza la voce con l’UeNuova Delhi, 10 set. (askanews) – Sul dossier Ita-Lufthansa e sulla nomina alla guida della Bei si apre un doppio (nuovo) fronte tra Italia ed Europa. E’ stata Giorgia Meloni, nel corso della conferenza stampa al termine del G20 di Nuova Delhi, a mettere in chiaro le richieste italiane.

Per quanto riguarda l’accordo raggiunto tra Ita e Lufthansa, secondo quanto sostenuto dal governo italiano non è ancora arrivato il via libera della concorrenza europea all’operazione e per Meloni “è oggettivamente curioso che la Commissione che ci ha chiesto per anni di trovare una soluzione, quando la troviamo la blocca. Vorremmo una risposta. La questione è stata sottoposta al commissario Gentiloni da Giorgetti”, che stamani ne ha parlato anche con il ministro delle Finanze tedesco Christian Lindner. Al contrario dall’Ue fanno sapere che è la Commissione a non aver ancora ricevuto una “notifica” dell’intesa. Altro punto è la nomina per la presidenza della Banca europea per gli investimenti. Per la carica l’Italia ha candidato l’ex ministro dell’Economia del governo Draghi Daniele Franco e in corsa ci sono anche due candidate ‘forti’ come la vice premier spagnola Nadia Calvino e la commissaria danese alla concorrenza e vice presidente della Commissione Margrethe Vestager (la stessa responsabile della questione Ita). “Abbiamo candidato alla Bei una figura tecnica riconosciuta da tutti, non abbiamo fatto una scelta politica. Leggo nel dibattito in corso scelte che potrebbero essere politiche, ma sarebbe un errore – avverte Meloni -. Se dovessimo sottomettere le massime istituzioni finanziarie europee a scelte di partito mineremmo la terzietà di queste istituzioni, dobbiamo essere molto prudenti”. La partita per la Bei è ancora aperta e l’Italia cerca ‘alleati’. Giorgetti ha chiesto a Lindner l’appoggio della Germania e la stessa Meloni potrebbe aver chiesto sostegno al cancelliere Olaf Scholz, con cui stamani ha parlato a lungo a margine dell’omaggio al mausoleo di Gandhi.

Parlando con i giornalisti, Meloni è tornata anche sull’incontro di ieri con il premier cinese Li Qiang, che ha avuto al centro i rapporti tra i due Paesi, a partire dal Memorandum sulla Via della Seta. La premier ha negato di aver già preso una decisione sull’accordo (che l’Italia dovrebbe non rinnovare), cercando di ridimensionare l’importanza della scelta, che sarà fatta con “una valutazione di merito anche sui risultati”. “Noi – ha ribadito – abbiamo un partenariato strategico con la Cina e quindi c’è il tema della Belt and Road Initiative ma non è l’unico elemento che costruisce il nostro rapporto. Come è dimostrato dalle altre nazioni europee che in questi anni non hanno fatto parte della Via della Seta e tuttavia hanno stretto con la Cina rapporti a volte più vantaggiosi di quelli che stringevamo noi”. Con Li, ha assicurato, c’è stato “un dialogo cordiale e costruttivo su come possiamo approfondire il partenariato bilaterale” e la decisione che l’Italia prenderà “non compromette nulla nei nostri rapporti”. Meloni (che è stata invitata al forum Belt and Road Initiative a Pechino a ottobre, ma non andrà) ribadisce l’intenzione di recarsi in visita nel Paese, ma la missione potrebbe non avvenire a brevissimo: “Intendo mantenere l’impegno a recarmi in Cina, spero prima possibile ma non c’è ancora una data. Penso sia utile andare in Cina quando avremo elementi maggiori sulla nostra cooperazione bilaterale”. Per il resto, la premier si è complimentata con Modi “per la riuscita di questa non facile edizione” del G20, che resta “un forum multilaterale strategico”. Sull’Ucraina c’è “una dichiarazione di compromesso ma comunque molto importante” perchè il risultato non era “scontato” alla vigilia. Non ci sono stati dunque “passi indietro” e alla fine anche la Russia ha dovuto sottoscrivere la dichiarazione “probabilmente per evitare l’isolamento”. Il “successo” del summit, secondo Meloni, è anche “molto importante” per la presidenza italiana del G7, così come è importante l’attenzione data all’Africa, in primo luogo con l’ingresso nell’Unione africana nel G20. “L’Africa è stata centrale” nei lavori e questo “lo consideriamo anche un nostro successo”, ha detto, ribadendo che “l’Africa sarà anche una delle questioni centrali che porteremo al G7 il prossimo anno”. Altra priorità della presidenza italiana sarà l’Intelligenza artificiale, della quale Meloni ha parlato stamani nell’ultima sessione del vertice. Per la presidente del Consiglio serve “una maggiore concentrazione da parte dei leader mondiali” sul tema, che deve vedere un richiamo a “principi etici” che “possano fare da base a una cornice regolatoria. Serve una regolazione a livello globale. E’ una materia su cui rischiamo di arrivare tardi, con impatti disumanizzanti e critici per la nostra società”.

Meloni è ripartita da Nuova Delhi per far rientro a Roma, con una ‘sosta’ lungo il tragitto a Doha in Qatar per incontrare lo sceicco Al-Thani, con cui discuterà di alcuni settori in cui potrebbe essere rafforzata la cooperazione bilaterale: sicurezza, difesa, investimenti.

Fi, Tajani: ci apriremo ma senza mai rinunciare al nostro simbolo

Fi, Tajani: ci apriremo ma senza mai rinunciare al nostro simboloRoma, 10 set. (askanews) – “Sono convinto che anche le prossime elezioni, sia amministrative, sia regionali, sia Europee, segneranno una svolta importante perché dimsotreranno che questa meravigliosa creatura che ha costruito Silvio Berlusconi è una creatura che dura nel tempo, che è in gardo di aggregare persone che possono venire anche da altre forze politiche”. Lo ha detto il ministro degli Esteri e segretario nazionale di Forza Italia Antonio Tajani nelsuo intervento conclusivo alla kermesse dei giovani del partito “Azzurrà Libertà”, in corso a Gaeta.

“Non abbiamo bisogno di persone che cercano poltrone ma di persone che si mettono a lavorare con noi dopo essersi rimboccate le maniche, che credono in ciò che noi proponiamo alla società. E ci prepareremo – ha aggiunto Tajani – per liste competitive anche alle Europee, apriremo le nostre porte ai movimenti civici, agli esterni, faremo anche accordi politici senza però mai rinunciare al nostro simbolo, che porta il nome di Silvio Berlusconi e che porta un riferimento per noi imprescindibile al Partito popolare europeo”, ha sottolineato Tajani.