Lollobrigida pubblica una foto di Meloni: “Oggi mangiamo granchio blu”Milano, 20 ago. (askanews) – Granchi blu per il pranzo di una domenica di fine agosto della premier, Giorgia Meloni, che insieme al compagno e alla figlia è in vacanza in una masseria di Ceglie Messapica, in Puglia, con la sorella, Arianna, e il marito di lei, il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida. Ed è proprio lui a pubblicare sul suo profilo Instagram lo scatto che immortala la presidente del Consiglio con in mano un vassoio pieno di questi crostacei, considerati un pericolo incombente per i nostri mari, sia dal punto di vista ambientale che economico.
“Oggi mangiamo granchio blu! Eccezionale”, scrive il ministro Lollobrigida a corredo della foto. Un modo per incentivare il consumo a tavola di questa specie aliena, che nei nostri mari non ha molti predatori e si riproduce in modo incontrollato alterandone l’ecosistema. Lungo questa strada si sono già mossi alcuni ristoratori italiani che, di fronte all’”invasione” dei temuti crostacei, puntano a fare di necessità virtù.
Lollobrigida pubblica foto della Meloni: “Oggi mangiamo granchio blu”Milano, 20 ago. (askanews) – Granchi blu per il pranzo di una domenica di fine agosto della premier, Giorgia Meloni, che insieme al compagno e alla figlia è in vacanza in una masseria di Ceglie Messapica, in Puglia, con la sorella, Arianna, e il marito di lei, il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida. Ed è proprio lui a pubblicare sul suo profilo Instagram lo scatto che immortala la presidente del Consiglio con in mano un vassoio pieno di questi crostacei, considerati un pericolo incombente per i nostri mari, sia dal punto di vista ambientale che economico.
“Oggi mangiamo granchio blu! Eccezionale”, scrive il ministro Lollobrigida a corredo della foto. Un modo per incentivare il consumo a tavola di questa specie aliena, che nei nostri mari non ha molti predatori e si riproduce in modo incontrollato alterandone l’ecosistema. Lungo questa strada si sono già mossi alcuni ristoratori italiani che, di fronte all’”invasione” dei temuti crostacei, puntano a fare di necessità virtù.
Meeting, Zuppi striglia l’Ue: ha fatto poco per soluzione in UcrainaRimini, 20 ago. (askanews) – Ripete la parola pace senza mai stancarsi; chiede con forza una “pace giusta e sicura”, distinguendo tra aggressore e aggredito. Condanna “nazionalismi, razzismi e intolleranze” definendoli veleni di “menti e mani”. E accusa l’Unione europea di “aver fatto poco” nella ricerca di una soluzione della guerra in Ucraina. Il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Cei, apre il Meeting di Rimini in una giornata segnata da tre momenti principali: dapprima una intervista a IlSussidiario.net, il sito della Fondazione per la Sussidiarietà presieduta da Giorgio Vittadini; poi l’omelia alla solenne celebrazione che ha aperto ufficialmente la kermesse estiva; infine l’intervento alla tavola rotonda intitolata “Fratelli tutti. Testimonianza di un’amicizia operativa sulle orme di Papa Francesco”.
“Immaginare un mondo senza guerra non è una ingenuità. Il dialogo – sottolinea il porporato – non è accettare una pace ingiusta, ma trovare una pace giusta e sicura, non con le armi ma con il dialogo. Papa Francesco ci chiede di non abituarci alla guerra. A me, ma penso a tanti, ha commosso la commozione di Papa Francesco l’8 dicembre in piazza di Spagna, con tutto lo struggimento di far proprio il dolore del popolo ucraino, della sofferenza del popolo colpito dalla guerra. Dobbiamo continuare ad avere lo stesso struggimento, perché ogni giorno che passa tante persone che muoiono, è un odio che diventa ancora più profondo, è un inquinamento, davvero è una guerra mondiale a pezzi”, aggiunge l’arcivescovo di Bologna. “Pace non significa tradimento. Pace richiede giustizia e sicurezza. Non ci può essere una pace ingiusta. Non dimentichiamo che c’è un aggressore e un aggredito e deve esserci una pace sicura che possa permettere alle persone di guardare con speranza al futuro”.
La ricetta proposta dal cardinale Zuppi è “l’amicizia”, che è proprio la parola che dà il titolo alla 44esima edizione del Meeting di Rimini. “Il sogno di un’amicizia di tutti i popoli si scontra con razzismi e intolleranze, mai innocui e inermi perché sappiamo quanto avvelenano e armano menti, cuori e mani”. E quando “uno è intossicato” da inimicizie “non se ne rende più conto”, avverte Zuppi. “Quanto c’è bisogno di un mondo che diventa amico, in cui ognuno può essere amico, custodendo comunione per l’intera famiglia umana. Il sogno di un’amicizia fra tutti i popoli” però “si scontra con la tentazione di restare ripiegati su se stessi, o peggio di cercare sicurezza alzando nuove frontiere con antagonismi e polarizzazioni che perdono l’insieme, sempre pericoloso”. Inoltre si scontra “con pregiudizi che danno sicurezza, resistenti e amplificati dal digitale; con razzismi e intolleranze mai innocui e inermi perché sappiamo quanto avvelenano e armano menti, cuori e mani”. E “l’aria è inquinata da tante epidemie di inimicizia – conclude il cardinale di Bologna -. Quando uno è intossicato non se ne rende più conto, peggio, vuol dire che non ti rendi più conto, non ci sono più i sensori”. Non manca, da parte del presidente dei vescovi italiani, una stoccata all’Unione europea che, dice, “fa troppo poco”, mentre “dovrebbe fare molto di più”. “Deve cercare in tutti i modi di aiutare iniziative per la pace, seguendo l’invito di Papa Francesco a una pace creativa”. Di Serena Sartini e Paolo Tomassone
Ucraina, card. Zuppi: nostra missione è far tornare bimbi a casaRimini, 20 ago. (askanews) – La missione principale della Chiesa in Ucraina è quella “umanitaria”: “provare a capire cosa si può fare per il ritorno dei bambini ucraini nelle proprie case”. Lo ha detto il presidente della Conferenza episcopale italiana, card. Matteo Zuppi, all’incontro ‘Fratelli tutti. Testimonianza di un’amicizia operativa sulle orme di papa Francesco’ al Meeting di Rimini, durante il quale si è soffermato sui viaggi in Ucraina e in Russia fatti recentemente per conto di Papa Francesco: “Vivo con la consapevolezza di quanta gente prega per la pace”.
“L’amicizia sociale – ha detto Zuppi – è un liberare da tanta rabbia, odio, individualismo. La ‘Fratelli tutti’ di Papa Francesco raccoglie i tanti sogni della generazione che ci ha preceduto, che ci ha consegnato dopo la tragedia della Seconda Guerra mondiale i desideri e gli strumenti per un mondo di pace”. Una missione mossa dallo struggimento: “Papa Francesco ci chiede di non abituarci alla guerra – ha proseguito l’arcivescovo di Bologna -. A me ha commosso la commozione di Papa Francesco l’8 dicembre in Piazza di Spagna. Dobbiamo continuare ad avere lo stesso struggimento: ogni giorno che passa vuol dire tante persone che muoiono, l’odio diventa più profondo, l’inquinamento diventa più insopportabile. E’ davvero una guerra mondiale, non solo a pezzi, che già coinvolge tanto”.
La missione del card. Zuppi nasce da questo. E di fronte all’attesa che in tanti ripongono in questa missione, il presidente dei vescovi italiani ricorda: “Pace non significa tradimento. La pace richiede la giustizia e la sicurezza. Non ci può essere una pace ingiusta, premessa di altri conflitti, c’è un aggressore e un aggredito, e serve una pace sicura per il futuro”. “Vivo con la consapevolezza di quanta gente prega per la pace – ha concluso il cardinale -. Mi dà una responsabilità in più, ma anche il senso di una grande invocazione che ci spinge a trovare la via della pace”. Come per la pandemia, “dobbiamo fare tesoro anche di questo per trovare gli strumenti che possano comporre i conflitti”.
Zelensky ha ringraziato per la promessa di 42 aerei F16 da combattimentoMilano, 20 ago. (askanews) – “Abbiamo un accordo rivoluzionario, passi concreti. I jet saranno nel cielo ucraino. Grazie Olanda! Grazie presidente Mark Rutte, grazie a tutti coloro che ci stanno aiutando! Vogliamo vincere”. Così sui social il presidente ucraino Volodymyr Zelensky saluta la decisione di Paesi Bassi e Danimarca di inviare aerei da combattimento F-16 in Ucraina. L’incontro si svolge pochi giorni l’ok degli Stati Uniti alla consegna. Sul suo canale Telegram Zelensky aveva scritto: “Oggi stiamo facendo un altro passo avanti per rafforzare la difesa aerea dell’Ucraina. Gli F-16 sono gli aerei che useremo per tenere lontani i terroristi russi dalle città e dai villaggi ucraini”. Il presidente ucraino ha detto di aver concordato col premier olandese uscente l’invio di “42 aerei”, “dopo aver addestrato i nostri piloti e ingegneri. E questo è solo l’inizio”.
“I nostri negoziati di oggi e ogni incontro con il primo ministro Mark Rutte sono sempre molto importanti e significativi”, scrive in un successivo post su Telegram Zelensky nel quale riassume gli argomenti toccati col premier uscente olandese. Il primo aspetto riguarda l’importanza dei Paesi Bassi di “contribuire allo sforzo globale per la formula della pace. Ad oggi, 63 Stati hanno aderito a livello di ambasciatori e l’Olanda è tra i primi, tra i leader”. Durante l’incontro con Rutte si è parlato anche della “situazione sul campo di battaglia, della protezione contro il terrore russo. Grazie ai Paesi Bassi per aver guidato la coalizione Patriot, per ogni lanciatore e missile antiaereo fornito” Infine il terzo e più importante punto che Zelensky definisce “storico, potente e motivante per noi. Un altro passo per rafforzare la difesa aerea dell’Ucraina: gli F-16. Il primo ministro Mark Rutte e io abbiamo concordato il numero di F-16 che saranno forniti all’Ucraina dopo l’addestramento dei nostri piloti e ingegneri”. “Sono felice di essere oggi nei Paesi Bassi e felice che questa visita e i nostri accordi con il primo ministro Mark Rutte ci rafforzino nella difesa della libertà e del diritto internazionale”, conclude.
La fornitura degli F16 all’Ucraina è “un altro passo nel nostro sostegno all’Ucraina, un passo a lungo termine. Inoltre è un segnale chiaro: continueremo a sostenere l’Ucraina. Non importa quanto tempo ci vuole e in ogni modo possibile. Con militari, aiuti umanitari e con la ricostruzione”. Così, dal canto suo, il premier uscente olandese, Mark Rutte, ha annunciato sui social la decisione di consegnare 42 aerei da combattimento F16 all’Ucraina. “A maggio, – ha ricordato Rutte – i Paesi Bassi hanno annunciato che avrebbero addestrato soldati ucraini per il dispiegamento di F-16. Oggi possiamo annunciare che Paesi Bassi e Danimarca intendono consegnare anche quegli F-16 all’Ucraina, non appena le condizioni saranno soddisfatte. Lo facciamo in stretta collaborazione con gli Stati Uniti e gli altri nostri partner internazionali”.
Ucraina, Zuppi: c’è aggressore e aggredito, pace sia sicura e giustaRimini, 20 ago. (askanews) – “Immaginare un mondo senza guerra non è una ingenuità. Il dialogo non è accettare una pace ingiusta, ma trovare una pace giusta e sicura, non con le armi ma con il dialogo”. Ne è convinto il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Cei, che ha presieduto il dibatto Fratelli Tutti. Testimonianza di un’amicizia operativa sulle orme di Papa Francesco, nella giornata di apertura del Meeting di Rimini.
“Papa Francesco ci chiede di non abituarci alla guerra – ha aggiunto Zuppi-. A me, ma penso a tanti, ha commosso la commozione di Papa Francesco l’8 dicembre in piazza di Spagna, con tutto lo struggimento di far proprio il dolore del popolo ucraino, della sofferenza del popolo colpito dalla guerra. Dobbiamo continuare ad avere lo stesso struggimento, perché ogni giorno che passa tante persone che muoiono, è un odio che diventa ancora più profondo, è un inquinamento, davvero è una guerra mondiale a pezzi”:“Pace non significa tradimento – ha spiegato il porporato – la pace richiede a giustizia e richiede la sicurezza. Non ci può essere la pace ingiusta, ma deve essere giusta. Non dimentichiamo che c’è un aggressore e un aggredito e deve esserci una pace sicura che possa permettere alle persone di guardare con speranza al futuro”.
Meeting, Zuppi: amicizia non sia intimismo egoisticoRimini, 20 ago. (askanews) – E’ “l’amicizia” che “non deve essere intimismo egoistico” la parola chiave che utilizza il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, come fil rouge del suo intervento al dibattito “Fratelli Tutti. Testimonianza di un’amicizia operativa sulle orme di Papa Francesco”, prima giornata del Meeting di Rimini.
“La bellezza non è la perfezione – ha aggiunto Zuppi -. Ci sono purtroppo a volte, anche per motivi commerciali, tante immagini pornografiche, di stereotipi, di un’immaginario fasullo che crea delle sofferenze terribili”. Il porporato ha ricordato l’importanza “della bellezza dell’amicizia sociale che apre alla vita, che cambia la storia, che cambia la vita anche soltanto di un ragazzo che trova la propria dignità, il proprio valore, il valore di ognuno, che richiede anche una grande passione”, ha concluso Zuppi.
Migranti, Emiliano: ipocrita la dichiarazione di stato emergenzaRimini, 20 ago. (askanews) – “Dichiarare lo stato di emergenza per un fenomeno che si ripete uguale da 30 anni è giuridicamente impossibile”. Il governo Meloni “sta gestendo le cose come sono sempre andate e questo sinceramente crea una sorta di ipocrisia”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, in una conferenza stampa al Meeting di Rimini.
“Il governo ha fatto la scelta piuttosto singolare di dichiarare lo stato di emergenza nazionale per i flussi migratori – ha detto Emiliano -. Dichiarare lo stato di emergenza per un fenomeno che si ripete uguale da 30 anni è giuridicamente impossibile. Nessuno ha impugnato il provvedimento per carità di patria. La Puglia non ha mai dato assieme a Emilia, Toscana e Campania l’intesa su questo provvedimento”. Nella sostanza, secondo il governatore, “la dichiarazione dello stato di emergenza serviva solo a superare i tetti minimi dei prezzi che venivano pagati alle strutture di ospitalità per gestire i flussi migratori che si aspettava arrivassero. Questa è stata l’unica strategia del governo per il resto un governo che ha vinto le elezioni attaccando violentemente il sistema dell’assistenza in realtà lo sta utilizzando senza implementarlo e razionalizzarlo come sarebbe necessario fare”.
Meloni “sta gestendo le cose come sono sempre andate e questo sinceramente crea una sorta di ipocrisia – ha aggiunto Emiliano -. Perché se si va in campagna elettorale raccontando che avrebbero chiuso porti e portoni è evidente che dopo non puoi fare finta di niente senza dire che avevi avuto torto a concepire una strategia che in realtà non hai mai realizzato e che non si può realizzare”.
Ex Ilva, Emiliano: chiediamo che Ue non consenta definanziamento PnrrRimini, 20 ago. (askanews) – “Chiederemo all’Unione europea di non consentire il definanziamento” dal Pnrr per i lavori legati alla decarbonizzazione degli impianti dell’ex Ilva di Taranto. I lavori sono “in perfetta linea con le date di rendicontazione del Pnrr e non c’è nessuna ragione per definziare o ritardarne l’esecuzione”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, in una conferenza stampa al Meeting di Rimini.
“La Puglia è impegnatissima con l’UE per la decarbonizzazione dei suoi impianti industriali e in particolare sull’ex Ilva di Taranto – ha spiegato Emiliano -. E la società del governo italiano che gestisce l’ex Ilva affittando il ramo d’azienda, ha appena aggiudicato la gara che consentirà una rivoluzione tecnologica senza precedenti che consente la riduzione diretta che elimina la necessità del carbon coke nella produzione di acciaio abbattendo le emissioni nocive del 95% e quelle di CO2 del 50%”. Questa società “fortemente voluta dall’ex presidente del Consiglio Mario Draghi e che con i fondi del Pnrr ha aggiudicato questa gara, purtroppo – ha aggiunto il governatore della Puglia – è uno di quegli impianti che il governo sta chiedendo di definanziare dal Pnrr e dovrà chiedere all’Unione Europea la possibilità di deninfiziarla per finanziarla in altro modo”. “Ovviamente noi chiederemo all’UE di non consentire questo definanziamento – ha annunciato Emiliano -. Dal mio punto di vista l’Ue stessa si gioca la faccia e soprattutto perché è la misura dell’impegno europeo per cambiare il senso tecnologico per la produzione dell’acciaio. E la fine dei lavori è per il 2026 in perfetta linea con le date di rendicontazione del Pnrr e non c’è nessuna ragione per definziare o ritardarne l’esecuzione. Il timore è che il governo in carica non abbia la stessa sensibilità del governo Draghi e siamo molto preoccupati”.
Calcio femminile, Spagna in paradiso: ko Inghilterra e polemicheRoma, 20 ago. (askanews) – “Espana toca el cielo, Somos campeones del mundo”. Impazziscono i media spagnoli per il trionfo spagnolo nel campionato di calcio femminile.
Nella splendida cornice dello Stadium Australia di Sydney, davanti a 75mila spettatori, è stata la Spagna a trionfare per 1-0 sull’Inghilterra grazie alla marcatura di Olga Carmona al 29′. Per la prima volta nella storia, la compagine iberica si è aggiudicata l’iride. Un risultato non sorprendente di certo, visti i recenti riscontri ottenuti anche dal Barcellona a livello di club. La formazione blaugrana ha giocato le ultime tre finali di Champions League e ne ha vinte due, sempre con squadre composte per la maggior parte da giocatrici spagnole: una di queste, la centrocampista Alexia Putellas, ha peraltro vinto gli ultimi due Palloni d’Oro. Finora però questi risultati non avevano riguardato la Nazionale, che anzi aveva sempre deluso nei grandi tornei. Una Spagna vincente nata da un ammutinamento. Alla vigilia del mondiale si era incrinato il rapporto tra le calciatrici e il Commissario Tecnico della Roja, Jorge Vilda, al punto da minacciare di non indossare più la maglia della Nazionale finché a guidarla ci sarebbe stato lui. Il tutto è avvenuto tramite uno scambio di mail tra calciatrici e Federazione Spagnola: in prima istanza quindici giocatrici hanno per l’appunto dichiarato di rinunciare a rappresentare il proprio Paese dal momento che, sulla panchina, vi è Jorge Vilda, sotto la cui guida non è consentito allenarsi nelle “migliori condizioni psicologiche”. La Federazione ha risposto picche. Dodici delle quindici firmatarie non sono state convocate e, anche nel ritiro del mondiale non sono pochi i video in cui le giocatrici dimostrano freddezza nei confronti dello staff tecnico.
“Provo una gioia immensa – ha detto Vilda a fine match – Sono molto orgoglioso di questa squadra. Sono molto felice per le persone che ci stanno guardando. Abbiamo dimostrato che sappiamo soffrire, che sappiamo vincere. Siamo campioni del mondo”, ha detto. Sette partite e sette schieramenti diversi per la Spagna. Quello scelto da Vilda per passare alla storia è stato quello formato da Cata, Batlle, Paredes, Codina, Olga, Tere, Bonmatí, Jenni, Alba, Mariona e Salma, un undici coerente con quanto dimostrato nel cammino verso la finale. Partita equilibrata nelle prime battute a rompere e a l’equilibrio al 29′ arriva la marcatura delle spagnole: Carmona, servita da Caldentey, entra in area e con il mancino in diagonale cerca e trova l’angolo più lontano senza lasciare scampo a Earps. Da dire che le inglesi, prima di questa realizzazione, erano andate vicine alla rete con Hemp, vista la traversa colpita dalla giocatrice in questione. Sul finale, la Spagna va vicinissima al raddoppio con Paralluelo, che fa la barba al palo. Nella ripresa la compagine campione d’Europa attacca a testa bassa, con la già citata Hemp che va vicina all’1-1, ma la chance più grande ce l’ha la Spagna al 69′ con il calcio di rigore, ravvisato dalla VAR, per fallo di mano di Walsh. Hermoso però si fa ipnotizzare dall’estremo difensore avversario e non realizza. Un recupero fiume non cambia la sostanza, perchè sono le Furie Rosse a vincere il titolo.