Dossieraggio, Crosetto: attendo fiducioso accertamenti magistraturaRoma, 3 ago. (askanews) – “Attendo fiducioso gli accertamenti della magistratura su questa torbida vicenda”. È quanto ha affermato in una dichiarazione il ministro della Difesa, Guido Crosetto, commentando l’indagine della procura di Perugia su un presunto dossieraggio abusivo su politici, manager e persone esposte nel cuore della procura nazionale Antimafia.
“Oggi ho letto, su alcuni quotidiani, l’evoluzione di un’indagine giudiziaria nata grazie a una mia denuncia del 31 ottobre 2022”, ha affermato Crosetto, “È emersa l’esistenza di un tentativo di condizionare la composizione del nuovo governo attraverso l’acquisizione illecita e la diffusione strumentale di notizie false per attaccarmi. Un sistema di dossieraggio illegittimo. A parte la grave fuga di notizie, mentre l’indagine è ancora in corso, che rischia di inficiare il grande lavoro fatto prima dalla procura di Roma e ora da quella di Perugia, considero gravissimo che pezzi dello Stato possano aver lavorato deliberatamente per indebolire le istituzioni e perseguire interessi evidentemente opachi. Confido che, una volta tanto, la volontà di arrivare fino in fondo per fare chiarezza sia condivisa da tutti i livelli istituzionali e da tutte le forze politiche”. “Attendo fiducioso gli accertamenti della magistratura su questa torbida vicenda”, ha concluso il ministro della Difesa.
Industria alimentare: aumenti costi assorbiti il più possibile internamenteMilano, 3 ago. (askanews) – “Le nostre aziende associate hanno da sempre improntato la loro produzione alla massima efficienza e razionalizzazione dei processi ed hanno assorbito quanto più possibile le varie oscillazioni dei diversi costi sostenuti anche al fine di evitare che questi vengano scaricati a valle sul consumatore, come del resto dimostrano i prezzi alla produzione, vale a dire i prezzi di cessione alla distribuzione, che si attestano ben al di sotto del tasso di inflazione medio”. L’industria alimentare rappresentata da Assica, Assitol, Assocarni, Assolatte, Italmopa e Unione italiana food replica a a Federdistribuzione che ha parlato di “argomentazioni pretestuose e strumentali” per non sottoscrivere il protocollo anti-inflazione promosso dal governo attraverso il Mimit, chiedendo “senso di responsabilità verso le famiglie e abbassando, laddove possibile, i propri listini di vendita”.
Assica, Assitol, Assocarni, Assolatte, Italmopa e Unione italiana food si dicono “ben consapevoli che il tasso d’inflazione registrato in Italia in questi tempi sta mettendo in serio pericolo la capacità di spesa dei consumatori. Il calo della capacità di spesa comporta inevitabilmente una riduzione degli acquisti e quindi minor introiti per le aziende e minori profitti. Il consumatore – spiegano – rappresenta il punto di riferimento per eccellenza delle aziende associate e il motore primario dell’esercizio d’impresa”. Le associazioni in un comunicato congiunto ribadiscono di condividere “la necessità di supportare il consumatore italiano” e pur dicendosi “disponibili a collaborare fattivamente con tutte le parti interessate” per calmierare i prezzi, dicono di “non poter trascurare una serie di ragioni tutt’altro che pretestuose e strumentali, come si è affermato”.
La richiesta è che ci sia “il coinvolgimento di tutti gli operatori della filiera alimentare nel senso più ampio. Ci riferiamo a tutti coloro che, a vario e diverso titolo, contribuiscono a formare i costi di produzione (materie prime, energia, packaging, logistica etc.) e concorrono dunque a comporre il valore finale del prodotto”. “Le voci di costo che producono il prezzo finale di un bene hanno un ruolo decisivo sul valore del bene stesso e gli avvenimenti degli ultimi anni hanno reso spesso insostenibili i costi di produzione – ragionano – per cui un impegno sul valore del prodotto finito che non consideri l’incidenza di questi costi, sarebbe deprivato di una componente essenziale e quindi totalmente sbilanciato sugli attori della filiera a valle”. Oltretutto, concludono, “il settore del largo consumo è un ambito altamente competitivo come dimostrato del resto dalla pluralità delle azioni promozionali che vengono messe in essere continuativamente in tutti i punti vendita proprio per venir incontro ai consumatori”.
Rdc, Conte: mi auguro no violenze ma sarà autunno caldissimoMilano, 3 ago. (askanews) – Il M5s “farà di tutto per evitare” che il “disastro sociale in arrivo” si trasformi in “manifestazioni violente” ma c’è il rischio che quello in arrivo sarà “un autunno non caldo ma caldissimo”. Lo ha detto il presidente del M5s Giuseppe Conte, in collegamento con PiazzAsiago.
Conte ha denunciato che l’sms che sospende il reddito di cittadinana “arriverà a fine anno per ulteriori 350mila famiglie. Come fai a gestire tutto questo? Dopo l’autunno ci potremmo trovare con un disastro sociale, e anche le persone che hanno votato Meloni si troveranno delusi”. Alla domanda se si aspetti disordini sociali, l’ex premier ha risposto: “Mi auguro di no, e lavoreremo come M5s per evitare che questo disastro sociale e anche l’angoscia dei lavoratori sottopagati, delle persone rimaste senza alcuna protezione sociale, non degenerino in manifestazioni violente. Faremo di tutto per evitarlo, non è quello il nostro obiettivo. Ma ci aspettiamo un autunno non caldo ma cladissimo. E questo governo non sta facendo nulla per evitarlo”.
Meloni incontra la maggioranza, le sfide sono la manovra e le Europee: evitiamo conflittiRoma, 3 ago. (askanews) – Un incontro convocato qualche giorno fa con l’obiettivo di coordinare la maggioranza sui maggiori dossier che bisognerà affrontare alla ripresa. Giorgia Meloni ha incontrato oggi a pranzo, insieme ad Antonio Tajani e a Matteo Salvini, i capigruppo di Fdi, Lega e Forza Italia. Un vertice che è durato circa un’ora e mezza e che il destino ha voluto si tenesse proprio nel giorno in cui la maggioranza si è trovata a gestire le conseguenze dell’approvazione dell’ordine del giorno di Nicola Fratoianni sulla creazione di una patrimoniale.
Un “incidente” che, viene riferito da fonti parlamentari, la presidente del Consiglio avrebbe definito “il classico esempio di ciò che accade quando c’è scollamento tra Parlamento e governo” e che va evitato ponendo “massima attenzione”. “Io penso – avrebbe aggiunto – che sia importante coordinarci di più ed essere ancora più coesi”. In particolare, spiegano sempre le stesse fonti, la premier avrebbe elencato una serie di dossier. Due in cima a tutti gli altri: la legge di Bilancio e le Europee. Proprio in vista dell’appuntamento di giugno, la presidente del Consiglio avrebbe sottolineato l’esigenza di evitare che la competizione tra partiti si esasperi troppo. “Sappiamo che si vota con un meccanismo proporzionale e tutti cercheremo di fare il migliore risultato, ma dobbiamo essere e mostrarci uniti”, avrebbe ragionato. Un invito simile avrebbe fatto anche sulla manovra. “Cerchiamo di evitare proposte spot”, la sua esortazione.
Giorgia Meloni avrebbe poi definito questo come il primo di una serie di incontri che bisognerà cercare di ripetere con cadenza mensile.
Rdc, Gelera (Inps): l’sms avrebbe dovuto essere più accuratoRoma, 3 ago. (askanews) – “Nell’ambito di un rapporto di trasparenza e lealtà con i cittadini, in ossequio al principio di proattività adottato dall’Inps, che è tesa a fornire al cittadino tutte le informazioni relative alle prestazioni che lo riguardano e alle opportunità che potrebbe cogliere, Inps ha inviato un sms/email, che avrebbe dovuto essere più accurato nei contenuti e nella forma”. Lo afferma in una nota la commissaria straordinaria Inps, Micaela Gelera. “La tecnostruttura – prosegue Gelera -sta lavorando strenuamente da mesi, di concerto con il Ministero del Lavoro, per la messa a punto della piattaforma Siisl a partire dal primo settembre 2023 e consentire di dare attuazione alla nuova misura Supporto per Formazione e il Lavoro. Il nostro impegno ovviamente proseguirà per tutto il mese di agosto e per i mesi successivi al fine di consentire al cittadino occupabile di essere inserito nel mondo del lavoro, attraverso l’inserimento in appositi programmi di formazione e lavoro (tra cui anche corsi di orientamento, corsi di formazione specifica o progetti utili per la collettività)”.
“La piattaforma Siisl – aggiunge – creerà per la prima volta un sistema di incontro tra domanda e offerta di lavoro allo scopo di agevolare l’occupazione. Si partirà il primo settembre con una domanda che il cittadino ritenuto occupabile e quindi che non versa in particolari condizioni di fragilità, dovrà compilare nel sito web dell’Inps o tramite i patronati, da quel momento ci si potrà spostare automaticamente sulla piattaforma SIISL; il percorso sarà guidato per agevolare i cittadini negli steps successivi che prevedono la sottoscrizione di un patto di attivazione digitale, la necessità di contattare le Agenzie per il lavoro e poi la successiva sottoscrizione di un patto di servizio personalizzato presso i centri per l’impiego”.
Meloni vede maggioranza, sfide manovra-Europee: evitiamo conflittiRoma, 3 ago. (askanews) – Un incontro convocato qualche giorno fa con l’obiettivo di coordinare la maggioranza sui maggiori dossier che bisognerà affrontare alla ripresa. Giorgia Meloni ha incontrato oggi a pranzo, insieme ad Antonio Tajani e a Matteo Salvini, i capigruppo di Fdi, Lega e Forza Italia. Un vertice che è durato circa un’ora e mezza e che il destino ha voluto si tenesse proprio nel giorno in cui la maggioranza si è trovata a gestire le conseguenze dell’approvazione dell’ordine del giorno di Nicola Fratoianni sulla creazione di una patrimoniale.
Un “incidente” che, viene riferito da fonti parlamentari, la presidente del Consiglio avrebbe definito “il classico esempio di ciò che accade quando c’è scollamento tra Parlamento e governo” e che va evitato ponendo “massima attenzione”. “Io penso – avrebbe aggiunto – che sia importante coordinarci di più ed essere ancora più coesi”. In particolare, spiegano sempre le stesse fonti, la premier avrebbe elencato una serie di dossier. Due in cima a tutti gli altri: la legge di Bilancio e le Europee. Proprio in vista dell’appuntamento di giugno, la presidente del Consiglio avrebbe sottolineato l’esigenza di evitare che la competizione tra partiti si esasperi troppo. “Sappiamo che si vota con un meccanismo proporzionale e tutti cercheremo di fare il migliore risultato, ma dobbiamo essere e mostrarci uniti”, avrebbe ragionato. Un invito simile avrebbe fatto anche sulla manovra. “Cerchiamo di evitare proposte spot”, la sua esortazione.
Giorgia Meloni avrebbe poi definito questo come il primo di una serie di incontri che bisognerà cercare di ripetere con cadenza mensile.
Centromarca-Ibc: il protocollo anti-inflazione è impraticabileMilano, 3 ago. (askanews) – Centromarca e l’associazoine delle Industrie di beni di consumo in una nota comunicano di aver “ritenuto non praticabile la sottoscrizione del protocollo” anti-inflazione promosso dal governo attraverso il Mimit che impegnerebbe le organizzazioni a promuovere, presso le aziende associate, azioni per offrire prezzi calmierati su una selezione di articoli, compresi quelli rientranti nel cosiddetto carrello della spesa, e a “non aumentare il prezzo” di tale selezione in un trimestre di riferimento (primo ottobre – 31 dicembre 2023) eventualmente prorogabile. “Pur non mettendo in dubbio la validità delle motivazioni che portano il governo, attraverso il Mimit, a promuovere interventi a sostegno del potere d’acquisto delle famiglie” le due realtà che riuniscono l’industria di marca e quella dei beni di largo consumo hanno deciso di non aderire ritenendo impraticabile l’iniziativa, “tenuto conto sia di aspetti sostanziali sia di valutazioni di carattere formale e giuridico”.
Tuttavia, hanno ribadito la volontà di continuare col dialogo al governo, al ministero delle Imprese e alle aziende della moderna distribuzione, con l’obiettivo di affrontare a un tavolo condiviso e in modo organico le inefficienze presenti nella filiera del largo consumo che si traducono in costi per il consumatore finale. E hanno, inoltre, auspicato una riduzione sensibile dell’iva sui beni di consumo, ulteriori tagli al cuneo fiscale e azioni che portino la concorrenza nei settori in cui non è presente. Nella nota le due associazioni spiegano nel dettaglio le ragioni che le hanno portate a non sottoscrivere il protocollo. Il primo punto sono i costi delle materie prime. La gran parte delle industrie è impegnata nella definizione di contratti di acquisto delle materie prime con prezzi che oscillano costantemente. A titolo di esempio, scrivono, Nomisma, per le commodity agricole, su base indice Fao, registra le seguenti variazioni tendenziali (giugno 2023 rispetto gennaio 2020): zucchero +74%, cereali +26%, carne +14%, lattiero caseari +12%, olii vegetali +6%. Rispetto a gennaio 2021 il costo del vetro è cresciuto dell’88%, la carta del 65%, il pet del 37%. I costi logistici si mantengono alti. La marginalità delle aziende si è deteriorata a causa del forte aumento del tasso di sconto. Il quadro complessivo non consente previsioni realistiche sulla dinamica dei conti economici e sulle linee delle politiche commerciali dei prossimi mesi. Un’azione di controllo dei prezzi, a prescindere da queste variabili e dalle differenti condizioni delle singole aziende, rischia di pregiudicare la tenuta del tessuto produttivo (soprattutto delle piccole e medie imprese) e la continuità dei fondamentali investimenti a presidio di qualità, sicurezza, sviluppo, occupazione e sostenibilità.
Il secondo punto, riguarda il graduale aumento dei prezzi per il consumatore finale che ha già generato una contrazione della marginalità. I bilanci industriali registrano riduzioni dei margini, a conferma del fatto che – consapevoli della debolezza del potere d’acquisto delle famiglie – i produttori di beni di largo consumo hanno fatto quanto era in loro potere per trasferire con gradualità a valle gli extracosti (materie prime, energia, imballaggi, trasporti) anche incamerando negli anni scorsi contrazioni significative dei profitti. Nell’alimentare i margini per unità di prodotto hanno registrato una riduzione del 41,6%. L’Osservatorio Congiunturale Centromarca – Ref Ricerche evidenzia che lo scorso anno il 43,5% dei manager delle aziende alimentari e non food ha riscontrato profitti in diminuzione e il 6,2% ha prodotto in perdita. Nel 2022 le tensioni al rialzo dei costi, già in atto nel 2021, si sono accentuate. Per la media dell’industria del largo consumo, secondo elaborazioni di Prometeia, l’incremento è stato del 15,4%, superiore al manifatturiero. L’industria ha trasferito solo parzialmente i costi sui prezzi: in media d’anno, nel 2022, i prezzi al consumo del largo consumo sono aumentati meno del 10% (8,8% per alimentare e bevande, 5,5% per il chimico casa e circa il 3% per gli articoli di igiene personale e prodotti di bellezza). L’impegno delle aziende industriali nel contenimento dei prezzi è confermato anche dal fatto che nel 2022, a fronte di un impatto dell’inflazione che ha determinato una crescita della spesa complessiva delle famiglie pari a 446 euro mensili (rispetto al 2021, dato Istat) l’impatto del carrello della spesa stimato da Nielsen è stato di 35 euro. Infine c’è anche un aspetto giuridico. Verifiche legali, spiegano, hanno appurato che la normativa Antitrust non consente a Centromarca e a Ibc di promuovere presso le aziende associate gli impegni oggetto del protocollo. Ogni industria, nel rispetto della legge, agisce in autonomia sia nel rapporto con fornitori e clienti sia nella definizione delle politiche commerciali. Un’intesa che “controlli” i prezzi (anche al ribasso) costituirebbe un potenziale cartello, sanzionabile da parte dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato. L’attuazione del contenuto del protocollo determinerebbe, inoltre, interferenze nelle relazioni di filiera e una distorsione della concorrenza tra le imprese, che competono tra loro sulla base di posizionamenti, margini e politiche di prezzo differenziate.
Elettra Lamborghini madrina della prima “Pride Run” d’ItaliaRoma, 3 ago. (askanews) – Sport e diritti civili a Padova corrono assieme. Sabato 2 settembre gli organizzatori della Pink Run e il Pride Village Virgo uniscono le forze per dare vita alla “Pride Run” evento ludico-sportivo in favore dell’inclusività, dei diritti civili e della solidarietà.
Suddivisa in tre percorsi, la corsa partirà alle 17 da Piazza Garibaldi, coinvolgerà il centro cittadino per arrivare al Pride Village Virgo, alla Fiera di Padova, dove la giornata si concluderà con il live show di Elettra Lamborghini, madrina dell’evento, e il djset dei Disco NoveZeroNove con Luca Morris, Lady Brian, Igor S, Paolo Cecchetto e Nando. Per informazioni e iscrizioni: https://priderun.it L’evento unisce due importanti realtà cittadine: la Pink Run, che da oltre quattordici anni organizza l’evento running per beneficenza per sole donne e il Pride Village Virgo, il grande Festival LGBTQIA+, che da sedici anni porta alla Fiera di Padova ogni anno centinaia di migliaia di visitatori.
L’idea è stata accolta con entusiasmo dalle autorità: “Padova è sempre stata una città accogliente e aperta e quindi mi fa grande piacere che sia la prima città a ospitare questa manifestazione, di dimensione nazionale, che mette insieme un evento sportivo con solidarietà, diritti e inclusione. – dichiara Sergio Giordani, sindaco di Padova – Mi piace anche che l’iniziativa sia il frutto della collaborazione tra due realtà profondamente radicate nella nostra città, capaci da una parte di inventare la Pink Run che si corre da oltre 10 anni e dall’altra il Pride Village, che è il più grande festival LGBTQIA+ del nostro Paese a dimostrazione, come dico sempre, che facendo squadra si raggiungono traguardi inimmaginabili. È una manifestazione all’insegna dello sport dell’amicizia, della voglia di stare insieme senza pregiudizi. Una giornata di festa per tutte e tutti come la città di Padova ha dimostrato di saper organizzare ed ospitare in diverse occasioni e che sono certo sarà un grande successo non solo per il numero dei partecipanti ma per lo spirito che la anima”. Una manifestazione non competitiva aperta a tutti, a partire dalla passeggiata a partecipazione gratuita di 1 km ribattezzata dagli organizzatori con l’hashtag #untaggable, “senza etichette. I più sportivi potranno iscriversi invece alle corse da 5 o da 10 km, che attraverseranno il centro cittadino, per arrivare anch’essi alla Fiera di Padova.
A sostegno dell’iniziativa è voluto intervenire anche Virgo Fund, già patrocinatore del Pride Village Virgo. La Pride Run è organizzata da IL QUBO Srl con il patrocinio del Comune di Padova e di Virgo Fund. Partner: Eau de Milano, Virgo Cosmetics Milano, Red Bull.
Petrolio accelera dopo mossa saudita, Brent sale a 84,52 dollariRoma, 3 ago. (askanews) – Il petrolio accentua i rialzi nel pomeriggio, dopo che l’Arabia Saudita ha annunciato che intende prorogare di almeno un mese i tagli supplementari all’offerta. Il barile di Brent, il greggio di riferimento del Mare del Nord guadagna l’1,60 per cento a 84,52 dollari. Il West Texas Intermediate sale dell’1,80% a 80,92 dollari.
Rincari che in piena stagione estiva rischiano di reinnescare gli aumenti dei prezzi dei carburanti, già oggetto di vivace dibattito nelle ultime settimane. La mossa saudita giunge mentre gli ultimi sviluppi sull’economia, in particolare in Europa avevano alimentato i timori sui livelli di domanda, specialmente per la debolezza del manifatturiero.
L’Arabia Saudita prolungherà per tutto settembre il taglio volontario supplementare all’offerta di petrolio pari a 1 milione di barili equivalenti al giorno. L’offerta totale saudita dovrebbe così attestarsi a 9 milioni di barili al giorno. La stretta di Riad si aggiunge a riduzioni che alcuni esportatori dell’Opec hanno concordato per 1,66 milioni di barili complessivi su cui ad oggi intendono proseguire fino alla fine del 2024.
Chery: 70mila Omoda 5 vendute in I sem, debutto in Italia a fine annoMilano, 3 ago. (askanews) – Omoda, brand del gruppo cinese Chery, ha ottenuto l’omologazione per Omoda 5, il suv da 4,4 metri anche elettrico con 450 km di autonomia, che è stato premiato con la valutazione di sicurezza a cinque stelle dall’Australasian New Car Assessment Program (Ancap).
La Omoda 5, che entro fine anno si appresta a debuttare in Europa, partendo proprio dall’Italia con un prezzo indicativo di 28mila euro per la versione turbo benzina da 197 CV e 35mila euro per l’elettrica in arrivo nel 2024, ha già conquistato le 5 stelle EuroNCAP a giugno. In attesa del debutto sul mercato italiano, sta affrontando l’iter di omologazione con due esemplari che sono sbarcati nel nostro Paese a fine luglio. In commercio già in una decina di mercati extra Ue, il modello ha raggiunto le 70.821 unità vendute nei primi sei mesi dell’anno. “Attraverso l’innovazione continua, Omoda vuole dare un contributo significativo agli sforzi collettivi per rendere le strade più sicure per tutti”, ha affermato Tony Liu, vicedirettore generale esecutivo di Chery South Africa.