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Autore: Redazione StudioNews

Smartphone e pc: decalogo per “salute digitale” di bimbi e ragazzi

Smartphone e pc: decalogo per “salute digitale” di bimbi e ragazziRoma, 20 lug. (askanews) – Un’ora al giorno prima dei 6 anni e poi al massimo due durante la scuola, ma niente smartphone e tablet prima dei 18 mesi. E mai a tavola, durante i pasti, o prima di andare a dormire. Sono alcuni dei consigli contenuti in un decalogo per la salute digitale di bambini e ragazzi elaborato dagli specialisti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù nell’ambito del progetto “A scuola di… digitale”, realizzato in collaborazione con Almaviva, gruppo italiano leader nell’innovazione digitale. L’obiettivo: promuovere una migliore consapevolezza e comprensione delle possibilità offerte dagli strumenti digitali e contribuire a ridurre i rischi che possono derivare da un uso eccessivo e senza filtri.

Il progetto, promosso dall’Istituto per la Salute del Bambino e dell’Adolescente con Almaviva, prevede una serie di video educazionali disponibili online, che spiegano come gestire con equilibrio tablet e smartphone nelle diverse fasi della vita dei minori, quale supporto possono rappresentare per i ragazzi con disturbo dell’apprendimento, quali possibili conseguenze sulla vista da una esposizione prolungata agli schermi dei device, ma anche come funzionano i canali social seguiti dai giovanissimi, cosa sono il metaverso e l’intelligenza artificiale. “La salute e il benessere dei bambini – afferma Alberto Villani, responsabile di Pediatria Generale e direttore dell’Istituto per la Salute del Bambino Gesù – sono concetti multidimensionali, che includono aspetti fisici, psicologici e sociali. In un’epoca in cui smartphone e tablet hanno assunto un ruolo sempre più centrale nella vita di genitori e figli, diventa fondamentale promuovere un consumo digitale consapevole e responsabile per preservare la salute e il benessere di bambini e dei ragazzi. È molto importante parlare di questi temi, a maggior ragione in estate, periodo in cui giovani e giovanissimi hanno tanto tempo libero, per fornire ai genitori strumenti necessari per sviluppare una consapevolezza e gestire nel modo migliore possibile la relazione dei più piccoli con i dispositivi digitali”.

“Il digitale – sostiene Michele Svidercoschi, direttore Comunicazione e Relazioni Istituzionali di Almaviva – è strumento prezioso di inclusione e formazione, semplifica la vita delle persone e apre importanti opportunità, dal campo dell’istruzione a quello della telemedicina e della salute. La collaborazione con il Bambino Gesù si propone di ampliare gli strumenti di conoscenza a disposizione dei più giovani e delle loro famiglie, per contribuire alla crescita di una consapevole cultura digitale”. Ecco il decalogo:

1. Niente schermi sotto i 18 mesi – Per i bambini al di sotto dei diciotto mesi di vita, è importante evitare gli schermi e incoraggiare esperienze di apprendimento che coinvolgano i sensi, come il gioco fisico e l’esplorazione del mondo reale. 2. Un’ora al giorno di scoperta digitale – Tra i due e i sei anni, concediamo ai bambini un’ora al giorno (preferibilmente frazionata in 2 o più periodi di 20-30 minuti l’uno) per esplorare in modo creativo ed educativo le risorse digitali, come app e contenuti adatti alla loro età.

3. Limitare, ma non vietare – Durante l’età scolare, stabiliamo un limite massimo di due ore al giorno per l’uso dei dispositivi digitali, in modo da bilanciare il tempo trascorso online con altre attività, come lo sport, la lettura o lo studio. 4. Una buona notte di sonno – Scoraggiamo l’uso dei dispositivi digitali un’ora prima di andare a letto, per garantire un riposo sereno e di qualità per i bambini. 5. Lo smartphone non è un calmante – Insegniamo ai bambini strategie alternative per gestire le emozioni, come il gioco all’aperto, la lettura o il disegno, anziché ricorrere sempre ai dispositivi digitali. 6. Momenti preziosi in famiglia – Dedichiamo i pasti e i momenti trascorsi in famiglia a conversazioni e attività condivise, evitando l’uso di smartphone e tablet. 7. La gestione del tempo digitale – Utilizziamo le funzioni di gestione del tempo fornite dai produttori di smartphone per aiutare i ragazzi a comprendere e regolare il tempo trascorso sui dispositivi, promuovendo una consapevolezza dell’uso. 8. Educare alla sicurezza online – I genitori sono i principali modelli per i loro figli: facciamo attenzione ai dati e ai contenuti che condividiamo online, mostrando responsabilità e rispetto per la privacy. 9. Protetti online – Insegniamo l’importanza di utilizzare password sicure e di proteggere la loro privacy, ad esempio impostando i profili social in modalità privata e valutando attentamente chi li segue online. 10. Una comunicazione aperta e consapevole – Manteniamo un dialogo costruttivo con i nostri figli, a partire da uno sforzo di conoscenza del mondo digitale. Educhiamo a un uso critico e responsabile dei dispositivi.

Grandine come palle di ghiaccio in Veneto

Grandine come palle di ghiaccio in VenetoVenezia, 20 lug. (askanews) – Grandine con palle di ghiaccio di dimensioni straordinarie sono cadute ovunque dalla Riviera del Brenta a Bassano del Grappa, dalle Prealpi alla Pianura Trevigiana, dal Garda fino all’Alta Padovana. Nessuna provincia – spiega Coldiretti Veneto – è stata risparmiata dal maltempo di ieri sera che ha rovinato intere campagne con coltivazioni in pieno campo, ortaggi, colture, frutteti, vigne ma anche serre, strutture agricole creando disagi ai cittadini nei centri storici ad abitazioni e auto, anche allestimenti di fiere e rassegne. Sono in corso le rilevazioni dei tecnici di Coldiretti Veneto per valutare i danni e le perdite.

Il giorno dopo il disastro sui social appaiono le scritte “impianto chiuso per ripristino”, “le attività in fattoria sono sospese” messaggi evidenti di una risistemazione obbligata. Le immagini che girano in rete sono impressionanti, le verifiche sono in corso e il conto aumenta sommato a quanto provocato nei giorni scorsi dalla bufera nel bellunese. Un rincorrersi di stati di calamità dovuti ai cambiamenti climatici a cui anche le migliori tecnologie protettive sempre più spesso si arrendono.“L’agricoltura è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici ma è anche il settore più impegnato per contrastarli – afferma Coldiretti – i cambiamenti climatici impongono una nuova sfida per le imprese agricole che devono interpretare le novità segnalate dalla meteorologia e gli effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque e sulla sicurezza del territorio”.

“Firmerò oggi stesso l’estensione dello stato di emergenza, terminati i censimenti dei danni in corso dalle prime ore del mattino. L’ondata di maltempo, dopo aver interessato le nostre montagne, ha colpito nella serata di ieri anche la pianura, provocando anche il ferimento di alcune persone, fortunatamente in forma lieve: 20 di loro si sono presentate autonomamente presso i Pronto Soccorso della provincia di Venezia, mentre il SUEM di Padova ha soccorso 10 persone colpite da grandine, 2 persone all’interno di auto colpite da alberi, 2 colpite da vetri rotti. Nella provincia di Vicenza sono state soccorse dal SUEM 3 persone con lesioni lievi causate da grandine nella zona di Bassano del Grappa. Nelle centrali operative dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile abbiamo registrato più di 350 chiamate di soccorso per i violenti temporali di acqua, grandine e di raffiche di vento molto forti, registrate dalle stazioni della rete ARPAV superiori a 100 Km/h, con un massimo di 119 km/h a Campagna Lupia Valle Aperto (VE). I danni maggiori, si sono registrati fra le provincie di Padova, Treviso, Vicenza e Venezia. Duramente colpita tutta Riviera del Brenta. Ringrazio ancora una volta i soccorritori ed i tecnici che sono intervenuti nell’immediatezza degli eventi e che
continuano in queste ore nelle opere di ripristino e censimento dei danni”. Sono le parole del Presidente della Regione Veneto, a seguito degli intensi eventi meteorologici che hanno interessato ieri, nel pomeriggio e nella serata, ampie porzioni del territorio regionale.“Il dispositivo di soccorso è stato impegnato in centinaia di interventi: taglio di piante e alberi che hanno invaso le sedi stradali, messa in sicurezza di tetti scoperchiati, rimozione di lucernari, vetri e altri elementi pericolanti causati dalle violente grandinate e dal vento. Sono giunte in Veneto anche squadre dei Vigili del Fuoco provenienti da fuori Regione. La grandine caduta è stata assolutamente fuori dal comune, con chicchi di ghiaccio che hanno raggiunto in alcuni casi diametri superiori ai 10 cm. È in corso di redazione dalle prime ore del mattino l’estensione dello Stato di Emergenza Regionale firmato ieri: saranno inseriti nel DPGR tutti i territori colpiti ieri”, termina il presidente.

 

”Oppenheimer” uscirà in Giappone? Al momento non c’è una data

”Oppenheimer” uscirà in Giappone? Al momento non c’è una dataRoma, 20 lug. (askanews) – Molti lo considerano l’evento cinematografico dell’anno: il film di Christopher Nolan “Oppenheimer”, dedicato al fisico che riunì a Los Alamos gli scienziati i quali costruirono la bomba atomica, raggruppa alcune delle principali star hollywoodiane. Ma c’è un paese – e non un paese secondario in questa storia – che ancora non ha una data d’uscita per il kolossal: si tratta del Giappone.

Non c’è al momento né un bando rispetto al film, né ci sono notizie ufficiali che facciano pensare a un blocco. Tuttavia ci sono, soprattutto sul web, speculazioni sul fatto che in effetti nel paese che subì le conseguenze delle azioni di J Robert Oppenheimer, con i due bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki, potrebbe non esserci molta voglia di vedere un film su questo personaggio. In particolare al ridosso degli annniversari dei bombardamenti, che avvennero il 6 e 9 agosto 1945. Il film esce domani negli Stati uniti e in Gran Bretagna, in Italia è atteso per il 23 agosto. Si tratta di un progetto-monstre anche per gli standard di Hollywood. Tratto dalla biografia “American Prometheus” scritta da Kai Bird e Martin J. Sherwin, ha un cast assolutamente stellare: Cillian Murphy interpreta Oppenheimer, Emily Blunt la moglie, ma ci sono anche Robert Downey jr., Matt Damon, Lewis Strauss, Casey Affleck, Kenneth Branagh

A Variety un portavoce per la Universal Picture, che ha prodotto il film, ha smentito che in Giappone ci sia un blocco, spiegando che ancora non c’è “una finalizzazione dei piani” anche in altri mercati. I film sulla seconda guerra mondiale, anche provenienti dagli Stati uniti, in Giappone non ricevono solitamente un’accoglienza diversa da quella di altri pubblici di paesi avanzati. “Hiroshima, mon amour” di Alain Resnais del 1959 ebbe un grande successo, come lo ebbero i due film dedicati a Iwo Jima firmati da Clint Eastwood nel 2006, che furono anche premiati. Tendenzialmente non c’è una censura preventiva su questo tipo di pellicole.

In maniera del tutto incidentale, invece, un altro film di cassetta hollywodiano sta avendo problemi in Asia, nonostante sia apparentemente molto più neutro. Si tratta di “Barbie” di Greta Gerwig, dedicato alla nota bambola, e interpretato da Margot Robbie e Ryan Gosling. Il Vietnam l’ha bandito perché nel film è presentata una cartina che rispecchia le rivendicazioni cinesi nel Mar cinese meridionale e quindi, secondo il governo vietnamita, viola la sua sovranità.

Cosa dicono i meteorologi sul caldo di oggi (e dei prossimi giorni)

Cosa dicono i meteorologi sul caldo di oggi (e dei prossimi giorni)Milano, 20 lug. (askanews) – Temperature fino a 30 gradi: sembrerebbe normale, invece si parla delle temperature minime. Come in Africa, la notte italiana è diventata sempre più tropicale a causa del riscaldamento globale generato dall’effetto serra della combustione fossile, dalla cementificazione e dall’uso massiccio dei condizionatori. Insomma, di notte la minima tocca i 30 gradi, alle 8 di mattina siamo già a 35 gradi e nel primo pomeriggio si superano i 45 gradi all’ombra. Anche ieri 46 gradi in Sicilia e Sardegna, a Salemi e Tertenia (anche di più, 47,5 gradi il giorno precedente): uno scenario apocalittico.

Andrea Garbinato, responsabile redazione del sito www.iLMeteo.it, conferma l’allarme degli ultimi giorni e anzi ricorda che è un allarme lanciato dagli scienziati già da decenni: le temperature hanno superato la peggiore proiezione fin qui prospettata dai più pessimisti. Lo scenario peggiore del riscaldamento globale si sta verificando in anticipo, dobbiamo correre ai ripari: un metodo semplice sarebbe ridurre le aree cementificate e tornare a boschi ed aree verdi. Una zona verde in piena città spesso presenta temperature inferiori anche di 3-5 gradi rispetto al restante centro cittadino cementificato. Ovviamente, in proiezione futura, dovremmo ridurre l’uso dei combustibili fossili ed utilizzare sempre più le energie rinnovabili, quali eolico e solare. Proprio il sole, che ci fa cuocere durante l’estate, in Italia potrebbe avere sviluppi sempre maggiori con il solare fotovoltaico, il solare termico ed il solare termodinamico. Aldilà delle soluzioni per il prossimo futuro, cerchiamo di capire quanto durerà questa fase terribile portata da Caronte, l’anticiclone sub sahariano che si è gonfiato verso Nord inglobando tutta l’Italia: nelle prossime ore si sgonfierà un po ed arretrerà verso Sud. Sono attese temperature caldissime ancora dalla Toscana in giù, mentre in Pianura Padana e sulle Alpi i termometri, lentamente, inizieranno a scendere di qualche grado. Il caldo opprimente finirà al Nord venerdì 21 luglio con l’arrivo di diffusi temporali che, stante l’enorme energia termica in gioco, potranno risultare molto forti e con grandine. Al Centro le temperature scenderanno sabato 22 luglio, mentre al Sud Caronte resterà protagonista ad oltranza.

In sintesi, al Centro-Nord scenderemo verso i 35 gradi entro il weekend (una temperatura che venti anni fa spingeva a gridare al caldo asfissiante), mentre al Sud resteremo con il forno acceso fino ed oltre i 45 gradi: addirittura lunedì 24 luglio sulla Sicilia e sulla Sardegna non sono esclusi di nuovo picchi di 47 gradi.

Il marketing non va in vacanza, cosa dice Fabio De Lucia (Deraweb)

Il marketing non va in vacanza, cosa dice Fabio De Lucia (Deraweb)Roma, 20 lug. (askanews) – Ne riparliamo a settembre”. Quante volte avete sentito questa frase? Oppure: “ne riparliamo dopo le feste di Natale”. Si sa, tendenza molto italiana è quella di fermare la nazione nei mesi di agosto e dicembre, nonostante il mondo, oggi, preveda un business attivo 365 giorni l’anno, 7 giorni su 7, 24 h su 24. Ma la mentalità italiana è quella di procrastinare ai mesi di settembre e gennaio decisioni, investimenti, azioni che per un’impresa sono vitali. Niente di più sbagliato perché ogni impresa, anche piccola, dovrebbe comprendere che il servizio al cliente e soprattutto l’attività di acquisizione clientela non va mai in vacanza. Mai”, spiega Fabio De Lucia, Ceo di Deraweb, società specializzata in marketing digitale per imprese e liberi professionisti.

“Non fraintendiamoci, il lavoro nella vita non è tutto e il riposo è importante ma per essere competitivi gli imprenditori italiani devono comprendere che bisogna tenere sempre attivi i sistemi di acquisizione e sviluppo clientela”. Questo significa che con una corretta programmazione è possibile avere sempre in attività gli strumenti utili a una perfetta “customer journey”, ossia, al “viaggio del cliente” che parte dalla semplice interazione, sino all’acquisto e i processi post acquisto. “Posso confermare – prosegue De Lucia – che purtroppo la legge di Pareto è valida anche in questo caso: l’80% delle imprese italiane non ha consapevolezza degli strumenti digitali di cui dispone per poter vincere la sfida del mercato moderno. E quel 20% che le attua, detiene l’80% del mercato”. Il principio di Vilfredo Pareto, per quanto si basi su valutazioni empiriche è confermato da un sondaggio svolto proprio da Deraweb che ha intervistato oltre 2000 titolari d’impresa italiani. Bene, non più di 400 di essi hanno attivo un sistema di marketing online, mentre i restanti 1600 lasciano al caso il loro sistema di acquisizione clienti e soprattutto, non sono attivi tutto l’anno per sviluppare affari. Nel 2022 in Italia, secondo Confesercenti, hanno abbassato definitivamente la saracinesca 43.000 imprese, circa 120 al giorno: ma dovremmo chiederci, quante di queste hanno trascurato l’importanza del marketing? “Ciò che non si comprende – chiarisce l’esperto – è che il sistema informatico – digitale, oggi supportato anche da sistemi di avanguardia di intelligenza artificiale, a differenza dell’uomo, lavora costantemente: infatti un sito web lavora 24 h al giorno, 7 giorni su 7: un circuito di newsletter e automazione, una volta programmato viaggia in autonomia. I sistemi moderni permettono un’interazione relazionale di base col cliente”.

Buona parte dei titolari d’impresa italiani (il famoso 80% della legge di Pareto), utilizzano gli strumenti digitali quasi per “moda” o “perché lo fanno tutti” e così, anziché comprendere che dietro un sistema di marketing attivo si cela lo sviluppo di un’impresa, purtroppo la mancanza di programmazione, visione e metodo porta a sterili tentativi che non permettono di raggiungere risultati. “La colpa non è solo dei titolari d’impresa: buona parte della colpa è anche delle stesse web agency o degli addetti di settore i quali, anziché guidare i clienti con piani di marketing strategici, agiscono o con fare esclusivamente creativo o eseguendo con fare ‘zerbiistico’ le richieste delle aziende. Un piano di marketing vero ha delle basi, tra le quali il posizionamento nel mercato, la definizione di una strategia e un’altissima attenzione al ROI (ritorno dell’investimento): ecco perché chi davvero crea un percorso specifico, sa, che il marketing non va mai in vacanza ed è un alleato fondamentale di crescita. Aggiungo un elemento importante: gran parte degli acquisti online avvengono nei festivi e nelle ore serali. Gran parte della richiesta di informazioni verso un’azienda, brand o prodotti avvengono nelle ore di pausa pranzo o in orari prettamente post lavoro. E sapete perché? Perché gli utenti sono rilassati e quando siamo in una fase di rilassatezza siamo più propensi all’acquisto”. Qual è dunque il consiglio? “È triplice: il primo, è quello di creare un piano di marketing online e offline attivo per tutto l’anno. E non si può improvvisare, né abbozzare: bisogna rivolgersi a consulenti d’impresa che abbiano competenze nell’asse marketing – comunicazione – vendite. Il secondo, è quello di fare in modo che l’impresa sia operativa ad agosto: programmando una rotazione del personale (anche se in azienda si è pochi) permette di avere sempre un servizio pronto a soddisfare i clienti e ad acquisirne di nuovi. Il terzo – conclude Fabio De Lucia – è che il mondo è cambiato: il business non va mai in vacanza. Gli esseri umani sì, ed è giusto si godano il periodo di vacanza e riposo ma i sistemi informatici e digitali devono lavorare per noi 365 giorni l’anno”.

Offerti a Corona file segreti su Messina Denaro, arrestati politico e carabiniere

Offerti a Corona file segreti su Messina Denaro, arrestati politico e carabinierePalermo, 20 lug. (askanews) – Volevano vendere al fotografo catanese Fabrizio Corona documenti segreti sulle indagini sulla cattura del boss Matteo Messina Denaro, per questo per un carabiniere e un politico di Mazara del Vallo sono stati disposti gli arresti domiciliari. Uno dei protagonisti di questa storia è un maresciallo dei carabinieri, Luigi Pirollo, in servizio al nucleo Operativo della Compagnia di Mazara del Vallo: ha trafugato più di 700 file dal server dell’Arma. Complice, Giorgio Randazzo, di ricettazione.

L’indagine è stata coordinata dal procuratore di Palermo Maurizio de Lucia e dall’aggiunto Paolo Guido. Secondo la ricostruzione dei pm, il carabiniere, in servizio al N.O.R. della Compagnia di Mazara del Vallo, si è introdotto illegalmente nel sistema informativo dell’Arma, ha estratto copia di 786 file riservati relativi alle indagini sulla cattura del padrino, arrestato dal Ros il 16 gennaio scorso, e li ha consegnati a Randazzo. Quest’ultimo, secondo le accuse, ha contattato Corona e ha cercato di vendergli i documenti top secret. I carabinieri hanno perquisito la casa milanese di Corona, indagato per ricettazione.

Usa avranno sei nuove basi a Papua, in funzione anti-Cina

Usa avranno sei nuove basi a Papua, in funzione anti-CinaRoma, 20 lug. (askanews) – Gli Stati uniti puntano a continuare a rafforzare la loro presenza militare nel Pacifico. I militari americani avranno accesso a sei ulteriori siti in Papua Nuova Guinea, inclusa una base navale, per 15 anni sulla base di un accordo di difesa raggiunto tra i due paesi. Lo scrive Nikkei Asia.

Si tratta di un’ulteriore svolta nella vera e propria corsa che si è innescata tra Pechino e Washington per realizzare alleanze e convergenze nel Pacifico. Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha annunciato martedì che il segretario alla Difesa Lloyd Austin visiterà la Papua Nuova Guinea e l’Australia alla fine di questo mese. Riferendosi all’accordo di difesa firmato con la Papua Nuova Guinea a maggio, il Pentagono ha sottolineato che Austin “discuterà i prossimi passi” come metterlo in pratica.

Secondo il Nikkei ha ottenuto il testo completo dell’accordo, i governi di entrambi i paesi rilasceranno ufficialmente il testo dell’accordo dopo che sarà stato ratificato dal Parlamento nazionale della Papua Nuova Guinea. Il testo afferma che l’accordo ha l’obiettivo di rafforzare ulteriormente le relazioni di difesa e affrontare le “sfide di sicurezza condivise”. Sarà valido per 15 anni e prorogato se non ci sono obiezioni da nessuna delle parti. L’esercito americano utilizzerà la base navale di Lombrum e l’aeroporto di Momote nel nord della Papua Nuova Guinea, così come i porti e gli aeroporti della capitale Port Moresby e Lae nel centro del paese.

L’isola di Manus, sede della base navale di Lombrum, è strategicamente situata nell’Oceano Pacifico ed è stata teatro di feroci battaglie tra Stati Uniti e Giappone durante la seconda guerra mondiale. L’amministrazione dell’ex presidente Donald Trump ha annunciato nel 2018 che gli Stati Uniti avrebbero partecipato all’espansione della base. In collaborazione con l’Australia, gli Stati Uniti hanno esplorato l’uso della base nel medio-lungo termine. L’accordo prevede che la base venga utilizzata per “operazioni di emergenza”, oltre che per la risposta ai disastri naturali e per gli aiuti umanitari. Gli Stati Uniti potrebbero utilizzare la Papua Nuova Guinea come base operativa in caso di scontro con la Cina nello Stretto di Taiwan o nel Mar cinese meridionale.

La Cina, dal canto suo, sta stringendo legami più forti con le Isole Salomone. A luglio, Manasseh Sogavare, il primo ministro del paese, ha incontrato il presidente cinese Xi Jinping a Pechino. La nazione insulare del Pacifico ha aperto un’ambasciata a Pechino e ha firmato un accordo di cooperazione di polizia con la Cina. Pechino e le Isole Salomone hanno firmato un patto di sicurezza nell’aprile 2022. Sebbene i contenuti non siano stati divulgati, gli Stati uniti sono diventati sempre più preoccupati che l’esercito cinese possa utilizzare le Isole Salomone come base operativa a medio-lungo termine.

Al Cern prima osservazione di neutrini prodotti dal collisore LHC

Al Cern prima osservazione di neutrini prodotti dal collisore LHCRoma, 20 lug. (askanews) – Sfruttare il Large Hadron Collider (LHC) del Cern come sorgente per lo studio di neutrini, particelle elementari caratterizzate da una scarsissima interazione con la materia, emessi a seguito delle collisioni tra protoni all’interno del super acceleratore. Questo l’obiettivo della collaborazione internazionale SND@LHC, che vede un fondamentale contributo dell’Infn, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Dopo aver portato a termine la realizzazione del proprio apparato sperimentale nel marzo dello scorso anno, le ricercatrici e i ricercatori di SND@LHC, insieme ai colleghi della collaborazione Faser – altro esperimento al Cern che studia neutrini – hanno pubblicato ieri, mercoledì 19 luglio, sulla rivista “Physical Review Letters”, i primi risultati dell’analisi dei dati acquisiti nel corso del 2022, da cui emerge la prima osservazione di neutrini muonici di alta energia prodotti da LHC.

Oltre ad aprire una nuova finestra utile a indagare le proprietà dei neutrini, la misura, la prima del suo genere, – evidenzia l’Infn – rappresenta un importante successo tecnologico, confermando la capacità del sistema di rivelazione adottato da SND@LHC di individuare particelle tanto elusive. Al risultato, indicato come “editors’s suggestions” da “Physical Review Letters”, è stato dedicato anche un “Viewpoint article” nel Physics Magazine della Società Americana di Fisica. Approvato nel marzo del 2021, l’esperimento Scattering and Neutrino Detector (SND@LHC) è stato installato a 480 metri dall’esperimento Atlas in un in un tunnel in disuso che collega LHC all’SPS e ha come scopo l’individuazione e lo studio dell’elevato numero di neutrini di tutti e tre i sapori (elettronico, muonico e tauonico) che un collisore come LHC è in grado di produrre, finora sfuggiti a un’osservazione diretta a causa della loro bassa probabilità di interazione e della loro traiettoria parallela all’asse di collisione, che rende questi neutrini ‘invisibili’ agli altri esperimenti di LHC.

“Gli esperimenti a LHC hanno sinora associato la presenza di neutrini alla rivelazione di energia mancante nella ricostruzione dei prodotti delle interazioni”, spiega Giovanni De Lellis, responsabile internazionale della collaborazione SND@LHC, ricercatore Infn e professore all’Università “Federico II”. “SND@LHC è stato progettato con l’obiettivo di rivelare queste particelle, di grande interesse per la fisica in quanto caratterizzate da energie molto elevate e non ancora esplorate, estendendo il potenziale scientifico degli altri esperimenti di LHC”. SND@LHC presenta dimensioni ridotte rispetto alle altre tipologie di esperimenti dedicati allo studio dei neutrini attualmente in corso. Esso è costituito da due regioni. In quella più a monte ci sono lastre di tungsteno, per un peso complessivo di circa 800 kg, intervallate da film di emulsioni nucleari, in grado rivelare con estrema precisione l’interazione dei neutrini, e da sistemi traccianti elettronici basati su fibre scintillanti per la misura dell’instante in cui avvengono gli eventi di interazione e della loro energia elettromagnetica. La regione finale dell’esperimento è invece dotata di calorimetro adronico e un sistema di riconoscimento dei muoni.

“Il motivo che ha consentito la realizzazione di un apparato sperimentale di dimensioni contenute è legato all’elevato numero di collisioni di LHC, che si traducono in un altrettanto elevato flusso di neutrini nella direzione in avanti. L’ingente numero di neutrini, insieme alle loro alte energie, alla cui crescita corrisponde una maggiore probabilità di interazione, rendono possibile la loro rivelazione anche con apparati più compatti di quelli oggi impiegati nell’indagine sui neutrini grazie anche alla relativa vicinanza dell’apparato alla sorgente”, prosegue Giovanni De Lellis. Grazie alle sue caratteristiche, SND@LHC è stato in grado di discriminare i soli eventi dovuti all’interazione tra l’apparato sperimentale e i neutrini prodotti dall’acceleratore nel campione di dati acquisiti nel 2022, costituito da diversi miliardi di muoni. SND@LHC ha osservato 8 eventi candidati interazioni di neutrino muonico, con una significatività statistica superiore a quella necessaria in fisica per confermare un’osservazione.

“Con questi primi risultati dell’analisi dei dati raccolti nel 2022, l’esperimento SND@LHC ha aperto una nuova frontiera nello studio dei neutrini e nella ricerca di materia oscura”, illustra Giovanni De Lellis. “Abbiamo osservato neutrini dal collider con una significatività superiore alle 5 sigma. Alla luce del fatto che una buona parte dei neutrini è originata dai decadimenti di quark pesanti, essi costituiscono un modo unico per studiare la produzione di questi quark, inaccessibile ad altri esperimenti. Queste misure sono anche rilevanti per predire il flusso di neutrini di altissime energie prodotti nei raggi cosmici, sicché l’esperimento fa da ponte tra la fisica degli acceleratori e quella delle astroparticelle”. L’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare svolge un ruolo centrale all’interno della collaborazione con i gruppi delle Università e dell’Infn di Bari, Bologna e Napoli. L’Infn ha infatti costruito il bersaglio dei neutrini e il sistema di identificazione dei muoni, ed è attualmente responsabile dell’analisi dati. “Questo risultato apre una nuova era, quella della fisica dei neutrini da collisionatore, un nuovo filone di ricerca che l’INFN, sulla base delle proprie riconosciute competenze in questo settore di ricerca, ha contribuito a inaugurare. Questo è il primo risultato: l’indagine proseguirà con lo studio di neutrini muonici a più alta statistica e con la rivelazione di neutrini elettronici e del tau, nonché con la ricerca di materia oscura, grazie alle caratteristiche uniche dell’apparato sperimentale”, conclude De Lellis.

Kissinger vede Xi, viaggio “privato” ma con accoglienza da leader

Kissinger vede Xi, viaggio “privato” ma con accoglienza da leaderRoma, 20 lug. (askanews) – La sorprendente visita di Henry Kissinger in Cina, che è culminata oggi con un colloquio “a cuore aperto” con il presidente Xi Jinping, ha avuto una lunga e accurata preparazione, come è ovvio quando si tratta di protocollo cinese e di un viaggio d’un uomo che ha ormai compiuto 100 anni. Lo racconta oggi il South China Morning Post.

L’ex segretario di stato americano si è recato a Pechino per un “viaggio privato”, ma in realtà ha ricevuto onori da capo di stato e ha potuto avere un accesso alla leadership cinese che gli ultimi esponenti dell’amministrazione Biden che si sono affacciati a Pechino – la segretaria al Tesoro Janet Yellen e l’inviato speciale per il clima e a sua volta ex segretario di stato John Kerry – non hanno ottenuto. Segno del grande prestigio personale di cui Kissinger gode in Cina, che gli consente un approccio informale al pensiero dei vertici della seconda potenza economica del mondo. Non a caso – secondo quanto hanno riferito i media cinesi – Xi ha ricevuto oggi Kissinger nella guesthouse per gli ospiti di stato Diaoyutai a Pechino, come se fosse appunto un alto funzionario ufficiale di una nazione straniera. “Kissinger ha appena festeggiato il suo centesimo compleanno e lei ha visitato la Cina più di 100 volte. La combinazione di queste due ‘centinaia’ rende la sua visita in Cina di particolare significato”, ha affermato Xi. “I cinesi apprezzano l’amicizia e non dimenticheremo mai il nostro vecchio amico, il suo contributo storico alla promozione dello sviluppo delle relazioni Usa-Cina e al rafforzamento dell’amicizia tra cinesi e americani”, ha continuato il presidente cinese, facendo un riferimento al ruolo avuto da Kissinger nella diplomazia che portò al riconoscimento americano della Repubblica popolare cinese, nella costruzione della storica visita dell’allora presidente Richard Nixon a Pechino, nel 1972, quando fu ricevuto dal fondatore della Cina comunista Mao Zedong.

“Il mondo sta attualmente subendo grandi cambiamenti nella struttura internazionale. Cina e Stati Uniti sono ancora una volta al bivio e le due parti si trovano a dover fare un’altra scelta. Guardando al futuro, la Cina e gli Stati Uniti possono raggiungere il successo reciproco e la prosperità comune. La chiave è seguire i tre principi del rispetto reciproco, della coesistenza pacifica e della cooperazione vantaggiosa per tutti”, ha detto inoltre il leader cinese, volgendo lo sguardo a temi più internazionali. Su questa base ha proseguito – “la Cina è disposta a discutere con gli Stati Uniti su come i due paesi possono andare d’accordo e promuovere il costante sviluppo delle relazioni sino-americane, il che è vantaggioso per entrambe le parti e anche per il mondo”. Kissinger – a quanto risulta dal resoconto fornito dal ministero degli Esteri cinese – ha espresso la sua gratitudine al presidente Xi Jinping per aver scelto di incontrarlo nell’edificio 5 della Diaoyutai State Guesthouse, dove incontrò i leader cinesi – Mao e l’allora primo ministro Zhou Enlai – durante la sua storica prima visita in Cina, nel 1971. “La relazione Usa-Cina – ha detto ancora l’anziano ex segretario di Stato – è di vitale importanza per la pace e la prosperità di entrambi i paesi e del mondo. Nella situazione attuale, dovremmo rispettare i principi fissati nel ‘Comunicato di Shanghai’, comprendere l’estrema importanza del principio dell”Unica Cina’ per la Cina e promuovere lo sviluppo delle relazioni Usa-Cina in una direzione positiva. Sono disposto a continuare a compiere sforzi per migliorare la comprensione reciproca tra il popolo degli Stati Uniti e della Cina”

Secondo il SCMP, che ha sentito una fonte a conoscenza dei dettagli della visita, il viaggio di Kissinger era stato pianificato almeno due mesi fa. Questo farebbe tacere una serie di speculazioni che vertono sul fatto che il viaggio di Kissinger abbia coinciso – di datto oscurandolo – con il viaggio di Kerry. In realtà l’andata di Kissinger sarebbe stata pianificata prima dell’annuncio della visita dell’inviato di Joe Biden per la decarbonizzazione. Kissinger, oltre a Xi, ha incontrato anche il ministro della Difesa cinese Li Shangfu – una personalità sottoposta a sanzioni da parte degli Stati uniti – e il capo della politica estera del Partito comunista cinese Wang Yi. Non ha visto invece il ministro degli Esteri Qin Gang che non fa uscite pubbliche da almeno tre settimane e questo continua ad alimentare speculazioni.

Su quanto la visita dell’anziano ex segretario di stato sia apprezzata a Washington non c’è chiarezza. Due giorni fa il Dipartimento di Stato ha precisato che Kissinger non è in Cina in rappresentanza degli Stati uniti e che il segretario di Stato Antony Blinken è stato informato della possibilità di una visita del centenario un mese fa, quando a sua volta è stato in Cina e ha incontra anche Xi. Ieri Wang ha definito Kissinger un “vecchio amico”, ma ha chiarito che, se Washington punta a contenere l’ascesa cinese si illude. “La Cina mantiene un alto grado di continuità nella sua politica nei confronti degli Stati Uniti e segue fondamentalmente i principi di rispetto reciproco, coesistenza pacifica e cooperazione vantaggiosa per tutti, come propost dal presidente Xi Jinping”, ha affermato. “Lo sviluppo della Cina – ha proseguito – ha un forte slancio endogeno e un’inevitabile logica storica. È impossibile cercare di trasformare la Cina, ed è ancora più impossibile accerchiare e contenere la Cina”. Kissinger, dal canto suo, ha affermato cdi essere preoccupato per lo stato dei rapporti Usa-Cina e di essere favorevole agli sforzi per migliorare le relazioni tra i due paesi. “Non importa quanto sia difficile, entrambe le parti dovrebbero trattarsi alla pari e mantenere i contatti. È inaccettabile cercare di isolarsi o separarsi gli uni dagli altri”, ha detto Kissinger, secondo un resoconto fornito dal ministero degli Esteri dell’incontro con Wang.

Eso, trovato possibile gemello di un pianeta con la stessa orbita

Eso, trovato possibile gemello di un pianeta con la stessa orbitaRoma, 20 lug. (askanews) – Usando ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array), alcuni astronomi hanno trovato il possibile “gemello” di un pianeta in orbita intorno a una stella lontana. L’equipe ha rilevato una nuvola di detriti che sembra condividere l’orbita del pianeta e che, ritengono gli scienziati, potrebbe rappresentare il materiale costitutivo per un nuovo pianeta oppure i resti di uno formato in precedenza. Se confermata, – informa l’Eso – questa scoperta sarebbe la prova più stringente finora che due esopianeti possono condividere la stessa orbita.

“Vent’anni fa era stato previsto in teoria che coppie di pianeti di massa simile potessero condividere la stessa orbita intorno alla propria stella, i cosiddetti pianeti troiani o co-orbitali. Per la prima volta, abbiamo trovato prove a favore di questa idea”, afferma Olga Balsalobre-Ruza, una studentessa del Centro di astrobiologia di Madrid, in Spagna, che ha guidato l’articolo pubblicato su “Astronomy & Astrophysics”. I Troiani, corpi rocciosi nella stessa orbita di un pianeta, sono comuni nel Sistema Solare: l’esempio più famoso sono gli asteroidi troiani di Giove – più di 12.000 corpi rocciosi che condividono la stessa orbita intorno al Sole del gigante gassoso. Gli astronomi prevedono che i troiani, in particolare i pianeti troiani, potrebbero esistere anche intorno a una stella diversa dal Sole, ma le prove di questo sono scarse. “Gli ‘esotroiani’ – i pianeti troiani al di fuori del sistema solare – sono stati finora come unicorni: in teoria possono esistere, ma nessuno li ha mai visti”, afferma il coautore Jorge Lillo-Box, ricercatore senior presso il Center for Astrobiology.

Adesso, un gruppo internazionale di scienziati ha utilizzato ALMA, di cui l’ESO è partner, per trovare la prova osservativa più forte dell’esistenza dei pianeti troiani, nel sistema PDS 70. Si sa che questa giovane stella ospita due pianeti giganti simili a Giove, PDS 70b e PDS 70c. Analizzando le osservazioni ALMA d’archivio del sistema, l’equipe ha individuato una nube di detriti nella posizione dell’orbita di PDS 70b in cui si prevede si possano trovare i troiani. I troiani occupano le cosiddette zone lagrangiane, due regioni estese nell’orbita di un pianeta dove la materia può rimanere intrappolata grazie all’attrazione gravitazionale combinata della stella e del pianeta. Studiando queste regioni dell’orbita di PDS 70b, gli astronomi hanno rilevato un segnale debole da una di esse, che indica la possibile presenza di una nube di detriti con una massa fino a circa due volte quella della Luna.

L’equipe ritiene che questa nube di detriti potrebbe indicare un mondo troiano o un pianeta in via di formazione in questo sistema. “Chi potrebbe immaginare due mondi che condividono la durata dell’anno e le condizioni di abitabilità? Il nostro lavoro è la prima prova che questo tipo di mondo potrebbe esistere”, afferma Balsalobre-Ruza. “Possiamo immaginare che un pianeta possa condividere la sua orbita con migliaia di asteroidi come nel caso di Giove, ma per me è strabiliante pensare che due pianeti possano condividere la stessa orbita”. “La nostra ricerca è il primo passo per cercare pianeti coorbitali in epoche molto iniziali di formazione”, afferma la coautrice Nuria Huélamo, ricercatrice senior presso il Center for Astrobiology. “Apre nuove domande sulla formazione dei troiani, su come si evolvono e quanto sono frequenti nei diversi sistemi planetari”, aggiunge Itziar De Gregorio-Monsalvo, capo dell’Ufficio dell’Eso per la scienza in Cile, che pure ha contribuito alla ricerca.

Per confermare definitivamente la scoperta, l’equipe dovrà attendere fino a dopo il 2026, quando mireranno a utilizzare ALMA per vedere se sia PDS 70b che la sua nube gemella di detriti si sono mossi in modo significativo lungo la loro orbita comune intorno alla stella. “Questo sarebbe un notevole passo avanti nel campo esoplanetario”, afferma Balsalobre-Ruza. “Il futuro in questo campo si mostra molto entusiasmante e attendiamo con impazienza le capacità della schiera estesa di ALMA, pianificata per il 2030, che miglioreranno notevolmente la possibilità dello strumento di caratterizzare i trioani in molte altre stelle”, conclude De Gregorio-Monsalvo.