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Autore: Redazione StudioNews

Riforma della giustizia, Mattarella autorizza l’invio alle Camere

Riforma della giustizia, Mattarella autorizza l’invio alle CamereRoma, 19 lug. (askanews) – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha autorizzato la presentazione alle Camere del disegno di legge recante ‘Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale, all’ordinamento giudiziario e al codice dell’ordinamento militare’. E’ quanto si apprende da fonti del Quirinale. La firma del presidente alla riforma Nordio era nelle cose, essendo un ddl e non un decreto legge. Il provvedimento, viene confermato, inizierà il suo iter dal Senato.

Il via libera formale del Colle arriva dopo che nei giorni scorsi i temi della giustizia sono stati al centro di un colloquio tra il capo dello Stato e la premier Giorgia Meloni, nel quale si è puntato a stemperare il clima infuocato dopo lo scontro tra Palazzo Chigi e le toghe dell’Anm mentre ancora sono sul tavolo i casi Delmastro, Santanchè e La Russa junior. E dopo le parole del Guardasigilli Carlo Nordio che aveva lasciato intendere ci fosse l’intenzione di intervenire sul concorso esterno in associazione mafiosa. Questa mattina, dopo aver presenziato al comitato per l’ordine e la sicurezza a Palermo nel giorno delle cerimonie in ricordo di Paolo Borsellino e degli uomini della sua scorta uccisi barbaramente dalla mafia, Meloni ha definito una “opinione” quella di Nordio e ha ribadito che il tema del concorso esterno non è nel programma di governo (poco dopo il ministro al question time le faceva l’eco aggiungendo con una punta di fastidio: “auspico che questa polemica sterile oggi si chiuda”).

Meloni ha voluto anzi aggiungere che sulla lotta alla criminalità “non c’è stato alcun allentamento”, che il suo esecutivo ha messo “in sicurezza il carcere ostativo”, che la strage di via d’Amelio è una “ferita aperta” e che “le polemiche inventate” fanno bene “solo a quelli che stiamo combattendo”. Il percorso della riforma in Parlamento si annuncia in salita, con le opposizioni già sul piede di guerra su una materia altamente divisiva. La segretaria del Pd, Elly Schlein, ha attaccato: “La montagna ha partorito un topolino, mi pare difficile che quel ddl possa risolvere le criticità del funzionamento della giustizia. La maggioranza fatica a trovare la quadra, lo abbiamo visto con le smentite reciproche sul concorso esterno in associazione mafiosa: ci batteremo” per modificare la riforma.

Tra le principali misure contenute nella riforma proposta dal ministro Carlo Nordio e approvata dal Consiglio dei ministri il 15 giugno scorso, ci sono l’abrogazione dell’abuso d’ufficio, modifiche al reato di traffico di influenze illecite, la stretta sulla pubblicazione del contenuto delle intercettazioni, la nuova disciplina dei casi di appello del pubblico ministero. Intanto si apre un altro fronte, in commissione Politiche Ue della Camera, con la bocciatura della direttiva europea sulla lotta alla corruzione arrivata con il voto della maggioranza e Iv, contrari i Cinque Stelle e il Pd. Nella direttiva, hanno denunciato i Cinque Stelle, si “ribadisce che l’abuso d’ufficio è un reato fondamentale nella lotta alla corruzione che non può essere abolito come vorrebbe fare il ministro della Giustizia Nordio. Una bocciatura clamorosa non solo perché va contro le raccomandazioni del presidente della Repubblica Mattarella e le rassicurazione della stessa premier Meloni, ma anche perché il parere di maggioranza è motivato con l’argomentazione clamorosamente falsa che l’Unione europea non ha competenza, secondo loro, in materia di armonizzazione delle legislazioni nazionali”.

Aeronautica, Fedriga: base di Aviano è un presidio di democrazia

Aeronautica, Fedriga: base di Aviano è un presidio di democraziaPordenone, 19 lug. (askanews) – “La presenza della Base di Aviano in Friuli Venezia Giulia è la testimonianza di una grande collaborazione e amicizia attraverso la quale le forze dell’Aeronautica statunitense e dell’Aeronautica italiana operano insieme ormai da quasi cinquant’anni. Questo sito non è soltanto un presidio militare, ma rappresenta un importante presidio di democrazia per l’Occidente dando un apporto e un contributo fondamentali all’intera Alleanza Atlantica”. Lo ha detto questa mattina il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga nel corso di una visita alla Base di Aviano.

Nell’occasione il governatore ha incontrato anche il Console generale degli Stati Uniti a Milano Robert Needham, il massimo esponente del governo Usa nel Nord d’Italia. “La presenza qui oggi del console generale statunitense a Milano Robert Needham – ha sottolineato Fedriga – è una dimostrazione degli ottimi rapporti che esistono tra la nostra Regione e gli Stati Uniti attraverso la rappresentanza diplomatica americana in Italia. E’ una collaborazione che è iniziata già da diversi anni e si manifesta in opportunità reciproche, con ricadute positive anche per il nostro mondo delle imprese. Non a caso – ha ricordato il governatore – sono tornato da poco da Boston e a ottobre tornerò a Washington per un incontro del Transatlantic investment committee che rappresenterà un’ulteriore importante occasione di collaborazione tra realtà produttive del Friuli Venezia Giulia e quelle statunitensi”. Nel corso della visita all’interno della cittadella militare – ad accompagnare il governatore sono stati il comandante del 31. Fighter Wing, generale di brigata aerea Tad Clark e il comandante dell’Aeroporto “Pagliano e Gori”, colonnello Marco Schiattoni – Fedriga è stato accolto per un briefing, con il console Needham e i due comandanti, nella palazzina comando del 31. Fighter Wing. E’ seguita la visita alla torre di controllo dell’aerobase. I vertici militari hanno illustrato al governatore l’operatività dei mezzi e degli uomini impiegati. Dal 1994 la Base avianese ospita i due squadroni degli F16 del 31 Fighter Wing ai quali, nel 2017, si sono aggiunti il 56th e il 57th Rescue Squadrons Usaf, gli elicotteri e il personale specializzato nella ricerca e soccorso.

Riforma giustizia, Mattarella autorizza l’invio alle Camere

Riforma giustizia, Mattarella autorizza l’invio alle CamereRoma, 19 lug. (askanews) – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha autorizzato la presentazione alle Camere del disegno di legge recante ‘Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale, all’ordinamento giudiziario e al codice dell’ordinamento militare’. E’ quanto si apprende da fonti del Quirinale. La firma del presidente alla riforma Nordio era nelle cose, essendo un ddl e non un decreto legge. Il provvedimento, viene confermato, inizierà il suo iter dal Senato.

Il via libera formale del Colle arriva dopo che nei giorni scorsi i temi della giustizia sono stati al centro di un colloquio tra il capo dello Stato e la premier Giorgia Meloni, nel quale si è puntato a stemperare il clima infuocato dopo lo scontro tra Palazzo Chigi e le toghe dell’Anm mentre ancora sono sul tavolo i casi Delmastro, Santanchè e La Russa junior. E dopo le parole del Guardasigilli Carlo Nordio che aveva lasciato intendere ci fosse l’intenzione di intervenire sul concorso esterno in associazione mafiosa. Questa mattina, dopo aver presenziato al comitato per l’ordine e la sicurezza a Palermo nel giorno delle cerimonie in ricordo di Paolo Borsellino e degli uomini della sua scorta uccisi barbaramente dalla mafia, Meloni ha definito una “opinione” quella di Nordio e ha ribadito che il tema del concorso esterno non è nel programma di governo (poco dopo il ministro al question time le faceva l’eco aggiungendo con una punta di fastidio: “auspico che questa polemica sterile oggi si chiuda”).

Meloni ha voluto anzi aggiungere che sulla lotta alla criminalità “non c’è stato alcun allentamento”, che il suo esecutivo ha messo “in sicurezza il carcere ostativo”, che la strage di via d’Amelio è una “ferita aperta” e che “le polemiche inventate” fanno bene “solo a quelli che stiamo combattendo”. Il percorso della riforma in Parlamento si annuncia in salita, con le opposizioni già sul piede di guerra su una materia altamente divisiva. La segretaria del Pd, Elly Schlein, ha attaccato: “La montagna ha partorito un topolino, mi pare difficile che quel ddl possa risolvere le criticità del funzionamento della giustizia. La maggioranza fatica a trovare la quadra, lo abbiamo visto con le smentite reciproche sul concorso esterno in associazione mafiosa: ci batteremo” per modificare la riforma.

Tra le principali misure contenute nella riforma proposta dal ministro Carlo Nordio e approvata dal Consiglio dei ministri il 15 giugno scorso, ci sono l’abrogazione dell’abuso d’ufficio, modifiche al reato di traffico di influenze illecite, la stretta sulla pubblicazione del contenuto delle intercettazioni, la nuova disciplina dei casi di appello del pubblico ministero. Intanto si apre un altro fronte, in commissione Politiche Ue della Camera, con la bocciatura della direttiva europea sulla lotta alla corruzione arrivata con il voto della maggioranza e Iv, contrari i Cinque Stelle e il Pd. Nella direttiva, hanno denunciato i Cinque Stelle, si “ribadisce che l’abuso d’ufficio è un reato fondamentale nella lotta alla corruzione che non può essere abolito come vorrebbe fare il ministro della Giustizia Nordio. Una bocciatura clamorosa non solo perché va contro le raccomandazioni del presidente della Repubblica Mattarella e le rassicurazione della stessa premier Meloni, ma anche perché il parere di maggioranza è motivato con l’argomentazione clamorosamente falsa che l’Unione europea non ha competenza, secondo loro, in materia di armonizzazione delle legislazioni nazionali”.

Antitrust: istruttoria su presunto cartello vendita carburanti

Antitrust: istruttoria su presunto cartello vendita carburantiRoma, 19 lug. (askanews) – L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, grazie ad una segnalazione arrivata tramite la propria piattaforma di Whistleblowing, ha avviato un’istruttoria nei confronti di Eni, Esso, Ip, Iplom, Q8, Tamoil e Saras per una presunta intesa restrittiva della concorrenza nella vendita del carburante da autotrazione. Secondo l’Autorità, i principali operatori petroliferi si sarebbero coordinati nella determinazione del valore della componente bio necessaria per ottemperare agli obblighi previsti dalla normativa in vigore.

“La legge stabilisce infatti – si legge in una nota – che almeno il 10% del carburante per autotrazione deve essere composto da carburante bio (salva la possibilità di acquistare i Certificati di Immissione in Consumo). Il valore di questa importante componente del prezzo è passato da 20 euro/mc del 2019 a circa 60 euro/mc di oggi e ha un impatto sui prezzi alla pompa di circa 2 miliardi di euro”. L’Agcm contesta alle compagnie contestuali aumenti di prezzo – in gran parte coincidenti – che potrebbe essere stata determinata da scambi di informazioni diretti o indiretti tra le imprese interessate, anche attraverso articoli pubblicati su “Staffetta Quotidiana”.

Oggi i funzionari dell’Autorità hanno svolto ispezioni nelle principali sedi delle società interessate e di altri soggetti ritenuti in possesso di elementi utili all’istruttoria, tra cui la redazione di “Staffetta Quotidiana”, con l’ausilio del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

Pnrr, Fitto: lavoriamo ora a revisione complessiva obiettivi al 2026

Pnrr, Fitto: lavoriamo ora a revisione complessiva obiettivi al 2026Roma, 19 lug. (askanews) – Il governo sta lavorando ora “non solo alla modifica degli obiettivi della quarta rata, ma ad una revisione complessiva degli obiettivi al giugno 2026”. Lo ha riferito il Ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il Pnrr, Raffaele Fitto, nell’audizione nelle Commissioni bilancio e politiche europee di Camera e Senato sulla relazione sullo stato di attuazione del Pnrr.

“Vogliamo valutare ora gli obiettivi da modificare rispetto alle prossime scadenze fino a giugno 2026. Questo – ha spiegato il Ministro – ci sonsentirà di evitare di trovarci nella situazione di prendere atto tardi dell’impossibilità di raggiungere obiettivi fissati in un periodo precedente”.

Il presidente egiziano ‘grazia’ Patrick Zaki (secondo fonti presidenziali)

Il presidente egiziano ‘grazia’ Patrick Zaki (secondo fonti presidenziali)Roma, 19 lug. (askanews) – Secondo fonti presidenziali citate dalla Reuters, il presidente egiziano ha graziato il ricercatore Patrick Zaki, condannato ieri dal tribunale. Il ricercatore, sul punto di laurearsi all’Università di Bologna, era stato condannato definitivamente a 3 anni di carcere (aveva già scontato 22 mesi in carcere). Il governo italiano segue “con molta attenzione la vicenda di Patrick Zaki”, sulla quale occorre comunque “prudenza” aveva sottolineato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ospite di Morning News su Canale 5.
Ieri lo studente egiziano dell’Università di Bologna è stato condannato dalla Procura di Mansoura ad altri 14 mesi di carcere – oltre ai 22 già scontati – dopo l’arresto nel febbraio 2020 e questa decisione ha riacceso i riflettori sul suo caso, insieme al fatto che il presidente egiziano al Sisi sarà a Roma il prossimo weekend.

Abi a banche: subito misure per alleggerire caro mutui variabili

Abi a banche: subito misure per alleggerire caro mutui variabiliRoma, 19 lug. (askanews) – L’Abi ha diffuso una lettera circolare per promuovere l’adozione da parte dei propri associati di misure in favore delle famiglie con mutui a tasso variabile senza cap, al fine di attenuare gli impatti dell’incremento dei tassi d’interesse sull’importo delle rate. “Data la rilevanza dell’iniziativa è fondamentale un’ampia e tempestiva adesione da parte del mondo bancario e finanziario”, chiede Abi agli associati.

Tali misure potrebbero consistere nell’allungamento del piano di ammortamento dei finanziamenti per l’acquisto della prima casa; nell’ampliamento della platea dei beneficiari della rinegoziazione dei contratti di mutuo ipotecario, introdotta dall’articolo 1, comma 322, della Legge 29 dicembre 2022, nnumero 197 (ad esempio, ammettendo alla misura anche soggetti con reddito Isee o con mutui di importo più elevato rispetto a quanto previsto dalla legge); nella ulteriore diffusione della conoscenza presso la propria clientela della possibilità di ricorrere Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa (cosiddetto Fondo Gasparrini), al fine di sospendere – al verificarsi di specifici eventi – il pagamento delle rate del finanziamento. “Le misure – spiega Abi – saranno realizzate su richiesta e d’intesa con coloro che hanno scelto di sottoscrivere un mutuo a tasso variabile, senza nuovi oneri, secondo le possibilità operative delle singole banche e compatibilmente con i limiti imposti dalla regolamentazione europea e le condizioni anagrafiche dei soggetti beneficiari”.

Le banche e gli intermediari finanziari che intendono aderire all’iniziativa lo comunicano: alla clientela attraverso i propri siti internet e/o l’affissione nelle filiali di specifici avvisi all’Abi – che pubblicherà l’elenco dei soggetti aderenti sul proprio sito internet. Ciascuna banca o intermediario finanziario aderente all’iniziativa potrà offrire alla propria clientela condizioni migliorative rispetto a quelle indicate in precedenza, ovvero adottare ulteriori misure per affrontare gli impatti dell’incremento dei tassi di interesse sui mutui a tasso variabile.

Controlli agroalimentari, in primi 6 mesi sequestri per 38 milioni

Controlli agroalimentari, in primi 6 mesi sequestri per 38 milioniRoma, 19 lug. (askanews) – Circa 120mila verifiche a tutela dell’agroalimentare e 1.846 sequestri, per un totale di 10 milioni di chili di prodotti e un valore complessivo di oltre 38 milioni di euro. Questi i principali risultati operativi delle attività portate avanti nel primo semestre del 2023 dagli organi di controllo del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste.

I dati sono stati presentati dalla Cabina di Regia per i controlli a tutela dell’agroalimentare istituita a marzo su iniziativa del ministro Lollobrigida che ha sottolineato: “la Cabina di Regia potenzia il coordinamento strategico e questo è uno degli elementi che può efficientare la macchina dei controlli, mettendo in condizione di interscambiare informazioni, approfondire le criticità e mettere a disposizione notizie, nozioni e competenze, per intervenire dove ci sono frodi ma soprattutto per prevenire, mettendo l’impresa italiana in condizione di crescere e sviluppare le sue migliori potenzialità”. Della cabina di regia fanno parte Icqrf, Comandi dei Carabinieri per la Tutela Agroalimentare e per la Tutela Forestale e Parchi, Guardia di Finanza, Capitaneria di Porto-Guardia Costiera, Agea e Agenzia delle Dogane.

Nei primi sei mesi dell’anno le notizie di reato sono state 247 e le contestazioni amministrative 5.600. Le attività hanno interessato soprattutto gli ambiti: vitivinicolo (30%), oleario (13%), mezzi tecnici (11%), lattiero-caseario (10%), zootecnico (8%) e ortofrutticolo (7%). “Il comparto ha bisogno di protezione, di difesa, di garanzia dalle infiltrazioni mafiose, di garanzia all’interno dello Stato. La legalità sia un pilastro ineludibile. Non è un caso che abbiamo chiesto di organizzare questo evento oggi, perché è una giornata simbolo della lotta alla criminalità rappresentata dalla scomparsa di Paolo Borsellino”, ha concluso il ministro.

Vino, in Champagne ci si attende una vendemmia “promettente”

Vino, in Champagne ci si attende una vendemmia “promettente”Roma, 19 lug. (askanews) – I grappoli sono ben formati e in Champagne ci si attende una vendemmia “promettente” per le bollicine più famose del mondo, che dovrebbe iniziare nella prima decade di settembre. E’ quanto emerso dall’incontro a Epernay tra i vigneron e le maison della Champagne presso il Comité Champagne: un appuntamento annuale per definire le condizioni della prossima vendemmia.

La resa commerciabile per il 2023 è stata fissata a 11.400 kg per ettaro. A oggi, spiega il Comité, lo stato di salute dei vigneti è buono e molto omogeneo da un settore all’altro. Finora la campagna viticola è stata abbastanza tranquilla, con pochi danni causati da gelo (1,5% del vigneto) e grandine (0,3%), peronospora e oidio contenuti. Solo il rifornimento d’acqua dei suoli potrebbe destare preoccupazione. Le rese della Champagne sono diminuite del 26% in dodici anni, principalmente a causa dei cambiamenti climatici. In questa situazione, si è scelto di sfruttare al massimo le annate favorevoli, quando si presentano, per migliorare ulteriormente la resilienza della filiera. “L’anno scorso la Champagne ha innovato con il sistema dello sblocco differito della riserva – ha ricordato Maxime Toubart, presidente dei Vigneron – Quest’anno è stato individuato il plafond della riserva individuale, per portarlo a 10.000 kg/ha invece degli 8.000 kg/ha previsti finora. L’Inao ha accettato di esaminare la misura con urgenza, per consentire ai viticoltori di mettere a riserva la bella vendemmia che si annuncia”.

Nel primo semestre del 2023 le spedizioni di Champagne (Francia inclusa) sono state pari a 125,8 milioni di bottiglie, in calo del 4,7% rispetto allo stesso periodo del 2022. Le esportazioni, con 77,7 milioni di bottiglie, sono in calo del 3,7%, mentre la Francia è in calo del 6,3% con 48,1 milioni di bottiglie. Questi risultati vanno visti nel contesto di un 2022 straordinario (nello stesso periodo dell’anno scorso le vendite erano aumentate di quasi il 14%). Nel 2023 le spedizioni dovrebbero raggiungere circa 314 milioni di bottiglie.

Cybersecurity, è boom di attacchi informatici: +138% nel 2022

Cybersecurity, è boom di attacchi informatici: +138% nel 2022Milano, 19 lug. (askanews) – Il 2022 è stato l’anno boom del cybercrime. Stando alla fotografia scattata dal Rapporto Censis-Iisfa (Associazione Italiana Digital Forensics) “Il valore della Cybersecurity in Italia. La sicurezza informatica garanzia di benessere e libertà”, nel 2022 gli attacchi informatici a infrastrutture sono più che raddoppiati rispetto all’anno precedente (+138%). Tra il 2012 e il 2021, nell’arco di quasi dieci anni, i reati informatici denunciati all’Autorità giudiziaria dalle Forze di Polizia sono raddoppiati (+155,2%) in controtendenza con l’andamento totale dei reati (-25,4%). Sono Milano e Roma a guidare la classifica delle prime 10 Province per numero di reati informatici denunciati (rispettivamente 24.077 e 21.637). È, però, Torino a primeggiare per numero di reati in rapporto alla popolazione (7,8 reati ogni mille abitanti).

Nel corso dell’ultimo anno al 76,9% degli italiani è capitato di imbattersi almeno in una minaccia informatica. Il 60,9% del totale ha ricevuto un sms o un messaggio su WhatsApp con invito a cliccare su un link sospetto, mentre il 56% è stato bersaglio di e-mail ingannevoli. Il numero crescente di attacchi informatici a enti e istituzioni ha condizionato la sfera emotiva e i comportamenti degli italiani. Per il 62,9% di loro sono stati fonte di ulteriore preoccupazione rispetto all’attuale situazione di crisi, nel 53,2% hanno ingenerato la paura che i propri dati possano essere rubati e il 24,4% si collega meno a Internet per svolgere attività online. Il 28,8% degli italiani dichiara di sapere precisamente cosa si intende per cybersicurezza, una quota cresciuta del 4,5% in confronto al 2022 (quando erano il 24,3%). Oltre 7 italiani su dieci utilizzano una password per il wi-fi di casa (75,2%); il 71,5% fa uso di password diverse in funzione dei servizi utilizzati; il 70,3% ha un antivirus installato e aggiornato sul Pc di casa e il 75% sul Pc di lavoro. I sistemi di autenticazione più complessi della password (autenticazione biometrica oppure Otp via sms) sono, invece, utilizzati dal 54%. Il backup dei propri file è una pratica che accomuna il 59,5% degli italiani. Per la salvaguardia del proprio cellulare, invece, il 77,1% consente gli aggiornamenti periodici del software di sistema, mentre il 62,6% utilizza per accedere al proprio cellulare oltre alla password altri fattori (PIN, OTP, impronta digitale o riconoscimento facciale). Nel 2022 le imprese italiane con 10 e più addetti che hanno avuto un problema di sicurezza Ict sono state il 15,7%, (circa 30 mila unità in valore assoluto), mentre il 20,6% degli italiani è stato testimone nell’ultimo anno di almeno un attacco informatico sul proprio luogo di lavoro. A giugno 2022, le imprese anti-hacker hanno raggiunto la quota di 3.147 (+5,4% rispetto al mese di settembre dell’anno precedente).

Il Rapporto Censis-Iisfa evidenzia inoltre come il 40% delle imprese abbia riscontrato nel 2022 forti difficoltà nella ricerca di lavoratori: percentuale che nel caso dell’Ict (Information and Communications Technology) sale al 52%. Accanto al software developer o al data engineer, il Cyber Security Specialistè indicato tra le figure emergenti più legate alla transizione digitale nelle previsioni di fabbisogni occupazionali e professionali a medio termine (2023-2027) per il settore dell’informatica e delle telecomunicazioni. “Il valore della Cybersecurity – commenta Gerardo Costabile, Presidente di Iisfa (Associazione Italiana Digital Forensics) e amministratore delegato di DeepCyber (Maggioli Group) – è ormai sempre più strategico per il nostro Paese. La dimensione della sicurezza informatica e della salvaguardia dei dati personali ha assunto una sua indiscutibile centralità. In un momento storico particolare, dove l’intelligenza artificiale sta facendo passi da gigante, questo studio dimostra che l’elemento umano può fare ancora la differenza. Occorre consolidare una cybersicurezza nazionale che renda i cittadini sempre più consapevoli dei rischi che corrono utilizzando gli strumenti informatici, mentre le aziende sono chiamate a migliorare la loro postura e coinvolgere tutta la popolazione nella formazione sul tema. Serve una nuova cultura digitale, che mi auguro possa presto coinvolgere attivamente anche l’intero sistema scolastico”.

Secondo Giuseppe De Rita, presidente del Censis, “ci sono segnali nella società italiana che indicano la diffusione di posture difensive, talvolta inconsapevoli, contro gli effetti malevoli del cybercrime e degli attacchi informatici, oramai una costante dell’attuale fase storica. Su questa reazione sociale dal basso occorre lavorare per accrescere la consapevolezza sul cyber risk e per creare le condizioni affinché i livelli di protezione crescano anche tra le componenti della popolazione più vulnerabile per condizione sociale, culturale o anagrafica”. “L’incremento dei dati informatici è un fattore correlato all’aumento della superficie digitale che è stato il risultato un po’ anche della pandemia – rileva Bruno Frattasi, Direttore Generale Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale -. Stiamo utilizzando sempre di più i mezzi digitali in correlazione a quella che è la trasformazione digitale del Paese, che è un bene che avvenga ed è un processo che non si deve fermare. La missione che abbiamo come Agenzia è quella di far capire a tutti che la trasformazione digitale deve avvenire in sicurezza, ovvero attraverso continui e adeguati investimenti nel campo della sicurezza informatica”.

“Difendere noi stessi, i nostri dati, le nostre infrastrutture strategiche è una priorità assoluta da gestire in sinergia con gli alleati europei, con quelli occidentali, con il tessuto produttivo del Paese e con le migliori eccellenze della ricerca”, sottolinea Alessio Butti, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio per l’Innovazione, che assicura: “L’impegno profuso dal governo e dall’Europa su questo fronte sta dando i suoi frutti”.