Passa al contenuto principale
#sanremo #studionews #askanews #ciaousa #altrosanremo

Autore: Redazione StudioNews

Amnesty: ogni rapporto sessuale senza consenso sia stupro

Amnesty: ogni rapporto sessuale senza consenso sia stuproMilano, 11 lug. (askanews) – Secondo l’OMS, nel mondo una donna su tre nel corso della sua vita subisce violenze fisiche e/o sessuali, principalmente da parte di un partner intimo. Il report “Donne vittime di violenza”, pubblicato dal dipartimento della Pubblica sicurezza del ministero dell’Interno lo scorso marzo, ha evidenziato come in Italia si registri un trend in crescita per le violenze sessuali: dal 2020, anno nel quale si è registrato il dato minore (4.497), l’incremento è stato significativo e si è attestato, nel 2022, a 5.991 eventi (+33% dal 2020). Di fronte a un fenomeno così allarmante, per produrre un profondo cambiamento culturale, creare consapevolezza sul concetto di consenso e aumentare l’accesso alla giustizia per le sopravvissute allo stupro in Italia, Amnesty International Italia rilancia la campagna #IoloChiedo e invita ad unirsi, anche attraverso uno strumento di solidarietà concreta come il lascito solidale, intorno alle donne vittime di violenza, affinché non siano più lasciate sole.

Attualmente, il Codice penale italiano, all’articolo 609-bis, prevede che il reato di stupro sia necessariamente collegato agli elementi della violenza, della minaccia, dell’inganno, o dell’abuso di autorità. In nessun modo lo stupro viene definito “un rapporto sessuale senza consenso”. Pertanto, Amnesty International Italia chiede al ministro della Giustizia che la legislazione italiana si adegui alle norme internazionali, modificando l’articolo 609-bis del Codice penale per considerare reato qualsiasi atto sessuale senza consenso. “La Convenzione di Istanbul, il trattato internazionale di più vasta portata sul tema della violenza contro le donne, ha posto in maniera chiara il tema della necessità di passare dalla repressione alla prevenzione dell’abuso. Nonostante l’Italia abbia ratificato la Convenzione oltre dieci anni fa, il nostro Codice penale non è mai stato aggiornato secondo le direttive del documento – spiega Tina Marinari, coordinatrice della campagna #IoloChiedo di Amnesty International Italia – Negli ultimi anni, diversi stati europei hanno allineato la definizione del reato di violenza sessuale alla Convenzione: il 1° giugno la Svizzera e, il 4 luglio, i Paesi Bassi hanno approvato un emendamento alla legge sui reati sessuali, che definisce ora il sesso senza consenso come stupro. Al contrario, la nostra legge è ancora specchio di una cultura basata sulla discriminazione di genere, sullo sbilanciamento di potere nelle relazioni e sulla colpevolizzazione della persona offesa. La paura, la vergogna e la mancanza di fiducia nel sistema giudiziario non devono essere fattori di dissuasione, per donne e ragazze, dal denunciare le aggressioni e maltrattamenti subiti”. Modificare una legge è certamente il punto di partenza, ma, di pari passo, va operato un cambiamento anche nelle percezioni e nella consapevolezza di tutti i cittadini. I dati ISTAT (2019) evidenziano come nel nostro paese è più che mai radicato il pregiudizio che addebita alla donna la responsabilità della violenza sessuale subita per il modo di vestire (23,9% degli intervistati) o se sotto effetto di alcool e droghe (15,1%). Il 39,3% degli intervistati ritiene inoltre che una donna sia perfettamente sempre in grado di sottrarsi ad un rapporto sessuale se davvero non lo desidera. Ancora, secondo un’indagine IPSOS condotta per Amnesty International Italia (2019), il 31% degli Italiani ritiene che il rifiuto di una donna sia un modo per “farsi desiderare”: il famoso luogo comune secondo cui le donne direbbero “no”, intendendo al contrario “sì”.

“Quando si parla di violenza sessuale, è mentalità diffusa ritenere che la vittima sia in qualche modo responsabile dell’aggressione subita: per i vestiti che indossava, per l’atteggiamento mostrato, per la maniera in cui ha parlato – aggiunge Marinari – Se vogliamo vivere in una società dove non siamo costretti a leggere ogni settimana notizie di femminicidi, stupri e violenze, dobbiamo partire con il radicale cambiamento culturale, rafforzando la consapevolezza nelle giovani generazioni sull’importanza del rispetto della reciproca libertà e autonomia, combattendo gli stereotipi di genere e chiarendo il concetto di consenso. Per questo, intendiamo promuovere la campagna #IoloChiedo nelle scuole e nelle piazze e ci impegniamo a coinvolgere le Istituzioni, da cui deve partire la revisione legislativa. Come ci dimostra il recente esempio dei Paesi Bassi, una trasformazione è possibile e siamo convinti che il cambiamento che vogliamo produrrà effetti positivi nella nostra società, nella nostra cultura e, non da ultimo, nelle aule di tribunale. Proseguire questa battaglia è imprescindibile: per questo rilanciamo l’appello ad unirsi, anche attraverso uno strumento di solidarietà concreta come il lascito solidale, intorno alle donne vittime di violenza. Un lascito testamentario in favore di Amnesty International significa combattere per un mondo nel quale i diritti umani siano rispettati e le donne non vengano più lasciate sole, per sempre”.

Ecomafia: nel 2022 oltre 30mila reati contro l’ambiente. 84 al giorno

Ecomafia: nel 2022 oltre 30mila reati contro l’ambiente. 84 al giornoRoma, 11 lug. (askanews) – Nel 2022 non si arresta la morsa delle ecomafie. I reati contri l’ambiente restano ben saldi sopra la soglia dei 30.000, esattamente sono 30.686, in lieve crescita rispetto al 2021 (+0,3%), alla media di 84 reati al giorno, 3,5 ogni ora. Crescono anche gli illeciti amministrativi che toccano quota 67.030 (con un incremento sul 2021 del +13,1%): sommando queste due voci – reati e illeciti amministrativi – le violazioni delle norme poste a tutela dell’ambiente sfiorano quota 100.000 (97.716 quelle contestate, alla media di 268 al giorno, 11 ogni ora). A fare il punto è il nuovo rapporto Ecomafia 2023, realizzato da Legambiente, edito da Edizioni Ambiente, media partner Nuova Ecologia. Il rapporto, presentato oggi a Roma nella Sala della Regina della Camera dei deputati, in un evento insignito della Medaglia del Presidente della Repubblica, mette in fila dati e numeri sulle illegalità ambientali nella Penisola.

Ciclo illegale del cemento, reati contro la fauna e ciclo dei rifiuti sono le tre principali filiere su cui nel 2022 si è registrato il maggior numero di illeciti. A farla da padrone quelli relativi al cemento illegale, (dall’abusivismo edilizio agli appalti) che ammontano a 12.216, pari al 39,8% del totale, con una crescita del +28,7% rispetto al 2021. Crescono del 26,5% le persone denunciate (ben 12.430), del 97% le ordinanze di custodia cautelare, che sono state 65, addirittura del 298,5% il valore dei sequestri e delle sanzioni amministrative, per oltre 211 milioni di euro. Viene stimato in crescita, da 1,8 a 2 miliardi di euro, anche il business dell’abusivismo edilizio. Seguono i reati contro la fauna con 6.481 illeciti penali (+4,3% rispetto al 2021) e 5.486 persone denunciate (+7,6%). Scende al terzo posto il ciclo illegale dei rifiuti con una riduzione sia del numero di illeciti penali, 5.606, (-33,8%), sia delle persone denunciate (6.087, -41%), ma aumentano le inchieste in cui viene contestata l’attività organizzata di traffico illecito di rifiuti (268 contro le 151 del 2021). Crescono anche gli illeciti amministrativi (10.591, +21,4%) e in misura leggermente minore le sanzioni, che sono state 10.358, pari al +16,2%. Al quarto posto, dopo il terribile 2021, i reati legati a roghi dolosi, colposi e generici (5.207, con una riduzione del – 3,3%). In aumento i controlli, le persone denunciate (768, una media di oltre due al giorno, +16,7%) e i sequestri (122, con un +14%). Come sempre, un capitolo a parte viene dedicato all’analisi delle attività di forze dell’ordine e Capitanerie di porto nel settore agroalimentare, che hanno portato all’accertamento di 41.305 reati e illeciti amministrativi. Sul fronte archeomafia, sono 404 i furti d’arte nel 2022. Infine, a pesare e a preoccupare è il virus della corruzione ambientale – censite da Legambiente dal 1° agosto 2022 al 30 aprile 2023 ben 58 inchieste su fenomeni di corruzione connessi ad attività con impatto ambientale – il numero e il peso dei Comuni sciolti per mafia (22 quelli analizzati nel Rapporto, a cui si è aggiunto il recentissimo scioglimento di quello di Rende, in provincia di Cosenza), e la crescita dei clan mafiosi: dal 1994 ad oggi sono 375 quelli censiti da Legambiente. Il fatturato illegale delle diverse “filiere” analizzate nel Rapporto resta stabile a 8,8 miliardi di euro.

Stoltenberg: sull’Ucraina mi aspetto un messaggio unito dagli alleati

Stoltenberg: sull’Ucraina mi aspetto un messaggio unito dagli alleatiVilnius, 11 lug. (askanews) – Il messaggio sarà “unito da parte degli alleati” sull’Ucraina. Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, al suo arrivo per l’inizio del vertice di Vilnius, specificando che “sarò felice di dare il benvenuto” al presidente Volodymyr Zelensky “stasera alla cena” e “poi domani”.

Per l’Ucraina “decideremo un pacchetto di aiuti al summit” e “mi aspetto che gli alleati inviino un messaggio chiaro, unito e positivo sul percorso verso l’adesione dell’Ucraina”, ha detto Stoltenberg, sottolineando poi: “non abbiamo visto alcun cambiamento nella dislocazione del contingente nucleare russo, che ci richieda di rispondere, ma rimaniamo vigili”.

Stoltenberg: su Ucraina mi aspetto messaggio unito da alleati

Stoltenberg: su Ucraina mi aspetto messaggio unito da alleatiVilnius, 11 lug. (askanews) – Il messaggio sarà “unito da parte degli alleati” sull’Ucraina. Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, al suo arrivo per l’inizio del vertice di Vilnius, specificando che “sarò felice di dare il benvenuto” al presidente Volodymyr Zelensky “stasera alla cena” e “poi domani”.

Per l’Ucraina “decideremo un pacchetto di aiuti al summit” e “mi aspetto che gli alleati inviino un messaggio chiaro, unito e positivo sul percorso verso l’adesione dell’Ucraina”, ha detto Stoltenberg, sottolineando poi: “non abbiamo visto alcun cambiamento nella dislocazione del contingente nucleare russo, che ci richieda di rispondere, ma rimaniamo vigili”.

Industria, Istat: produzione maggio +1,6% su mese, -3,7% su anno

Industria, Istat: produzione maggio +1,6% su mese, -3,7% su annoRoma, 11 lug. (askanews) – A maggio l’indice destagionalizzato della produzione industriale è aumentato dell’1,6% rispetto ad aprile. Corretto per gli effetti di calendario, l’indice complessivo è diminuito in termini tendenziali del 3,7% (i giorni lavorativi di calendario sono stati 22 come a maggio 2022). Lo ha reso noto l’Istat.

Nella media del periodo marzo-maggio il livello della produzione diminuisce dell’1,8% rispetto ai tre mesi precedenti. L’indice destagionalizzato mensile segna aumenti congiunturali in tutti i raggruppamenti principali di industrie: variazioni positive caratterizzano, infatti, i beni strumentali (+1,4%), i beni intermedi (+1,2%), i beni di consumo (+1,1%) e, in misura marginale, l’energia (+0,1%).

Tra i principali settori cresce, su base annua, solo quello dei beni strumentali (+2,1%); diminuiscono, invece, i beni di consumo (-4,2%), i beni intermedi (-7,4%) e l’energia (-8,5%). Tra i settori di attività economica in crescita tendenziale si segnalano la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+8,9%), la fabbricazione di mezzi di trasporto (+8,4%) e la fabbricazione di computer e prodotti di elettronica (+5,1%). Le flessioni più ampie si registrano nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-19%), nell’industria del legno, della carta e della stampa (-15,8%) e nelle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-10,3%). “La produzione industriale – è il commento dell’Istat – torna a crescere a maggio, in termini congiunturali, dopo quattro flessioni consecutive. L’incremento coinvolge tutti i principali comparti. Considerando gli ultimi tre mesi, tuttavia, la produzione continua a mostrare un calo congiunturale, che si estende a tutti i settori di attività, con le uniche eccezioni rappresentate dai prodotti della raffinazione petrolifera e dai mezzi di trasporto. In termini tendenziali, al netto degli effetti di calendario, l’indice complessivo è in diminuzione a maggio, come pure quelli relativi ai principali raggruppamenti di industrie, con l’eccezione dei beni strumentali”.

Stoltenberg: l’Ucraina è “molto più vicina” alla Nato

Stoltenberg: l’Ucraina è “molto più vicina” alla NatoVilnius, 11 lug. (askanews) – L’Ucraina è “molto più vicina” alla Nato, è tempo di riflettere. Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, nel suo intervento nel Public forum al summit di Vilnius, dicendosi “fiducioso” che il comunicato finale invierà un messaggio positivo sul percorso dell’ucraina verso l’ adesione di Kiev.

L’Ucraina ha fatto dal 2008 un suo percorso, pertanto è giunto il momento di rimuovere il cosiddetto programma Membership Action Plan (MAP). “L’Ucraina è molto più vicina alla NATO, quindi penso che sia giunto il momento di rifletterlo nelle decisioni della NATO”, ha detto Stoltenberg.

Performing PAC, la memoria a 30 anni dalla strage di via Palestro

Performing PAC, la memoria a 30 anni dalla strage di via PalestroMilano, 11 lug. (askanews) – L’arte, soprattutto le immagini in movimento, come veicolo di memoria. Un veicolo spesso doloroso, ma necessario per dare una lettura al passato, anche quello più difficile, e provare a non dimenticare. Il PAC di Milano torna a proporre il proprio appuntamento annuale Performing PAC e per il 2023 lo fa, come ci ha spiegato il curatore Diego Sileo, ricollegandosi direttamente alla storia recente della città. “Tutto nasce – ha detto ad askanews – dal voler ricordare e commemorare la strage di Via Palestro. Quest’anno sono 30 anni dalla strage mafiosa di Via Palestro e abbiamo quindi pensato di declinare il nostro format annuale Performing Pac a tema memoria: siamo partiti con una timeline affidata ai giornalisti Simona Zecchi e Marco Bova, di ricostruzione del biennio della stragi 1992-93, per poi lasciare spazio a nove artisti contemporanei”.

In mostra opere di Christian Boltanski, uno degli artisti che più hanno lavorato sul tema della memoria come elemento propulsore della ricerca e che aveva portato al PAC una grande esposizione a inizio anni Duemila. Ma anche dell’israeliana Yael Bartana, che riporta alla luce, attraverso un “Messia” d’aspetto androgino, le paure, i sogni, i traumi repressi e i ricordi del passato della città di Berlino. Del resto lo stesso titolo della mostra, “Dance me to the End of Love” è una citazione di Leonard Cohen, dedicata alla inenarrabile tragedia della Shoah. “Abbiamo selezionato nove artisti contemporanei – ha aggiunto Sileo – abituati nella loro poetica e nella loro ricerca, a raccontare la memoria, a raccontare la storia”. Come lo fa anche Maurizio Cattelan, che sotto la patina del personaggio trasgressivo in realtà da sempre porta avanti una ricerca profonda e spesso disperata, che qui al PAC è presente con due opere legate alla strage di via Palestro e che usano oggetti comuni, come le calze o le macchine fotografiche giocattolo degli anni Ottanta, per riportare sotto i riflettori il dolore e i danni di quell’attentato. La storia, nella mostra, passa comunque soprattutto attraverso i video degli artisti, che creano tempi diversi e sospesi e spazi nei quali il ricordo può prendere altre forme. Perché la memoria non è un macigno, ma somiglia più a un fiume, con la sua pluralità di percorsi e possibili correnti.

Russia: la politica della Nato verso Mosca aumenta il rischio di un conflitto diretto

Russia: la politica della Nato verso Mosca aumenta il rischio di un conflitto direttoRoma, 11 lug. (askanews) – La politica della Nato nei confronti della Russia aumenta il rischio di un conflitto diretto tra i membri dell’alleanza atlantica e Mosca. Lo ha dichiarato l’agenzia di stampa russa Ria Novosti, citando l’ambasciatore russo in Belgio, Alexander Tokovinin.

Secondo quanto riportato dalla Reuters, Tokovinin ha affermato che i piani di difesa regionale che la Nato intende adottare al vertice che inizia oggi a Vilnius renderanno più teso e prolungato il confronto del blocco con la Russia. Tokovinin è stato soltanto l’ultima voce russa a riecheggiare questa linea, mentre la retorica si è intensificata in vista del vertice Nato di Vilnius.

Tajani: con la Svezia nella Nato si rafforza la coesione dell’Alleanza

Tajani: con la Svezia nella Nato si rafforza la coesione dell’AlleanzaRoma, 11 lug. (askanews) – “L’ingresso della Svezia nella NATO è una bella notizia. Bene la decisione della Turchia di schierarsi a favore della decisione. Si rafforza, così, la coesione dell’Alleanza atlantica. Ora più attenzione a Medioriente, Africa e Indo Pacifico”. E’ quanto ha dichiarato su Twitter il vocepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ieri sera è giunto a Vilnius, in Lituania, per partecipare al vertice della Nato con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro della Difesa Guido Crosetto.

Sondaggio dell’Eurobarometro: il 64% degli europei approva gli aiuti militari all’Ucraina

Sondaggio dell’Eurobarometro: il 64% degli europei approva gli aiuti militari all’UcrainaRoma, 11 lug. (askanews) – Il 64% dei cittadini dell’Ue sostiene il finanziamento dell’acquisto e della fornitura di attrezzature militari all’Ucraina, con l’88% favorevole alla fornitura di aiuti umanitari al paese colpito dal conflitto, secondo un sondaggio dell’Eurobarometro.

“L’approvazione per le azioni intraprese in risposta all’invasione russa dell’Ucraina rimane molto alta. L’88% dei cittadini dell’Ue è favorevole a fornire sostegno umanitario alle persone colpite dalla guerra e l’86% è favorevole all’accoglienza nell’Ue delle persone in fuga dalla guerra à il 64% sostiene il finanziamento dell’acquisto e della fornitura di attrezzature militari all’Ucraina”, afferma il sondaggio. Inoltre, il 75% degli intervistati sostiene l’assistenza finanziaria all’Ucraina e il 72% è favorevole alle sanzioni economiche contro il governo russo, le aziende e gli individui, si legge nel sondaggio, aggiungendo che il 66% è a favore del divieto di trasmissione di Sputnik e Russia Today nell’Europa Unione. Il sondaggio riferisce anche che il 64% dei cittadini dell’Ue “è d’accordo con l’Unione affinché conceda lo status di candidato come potenziale membro dell’Ue all’Ucraina”.

Complessivamente, inoltre, il 56% degli intervistati si dice soddisfatto della risposta dell’Ue all’invasione russa in Ucraina. Il sondaggio è stato condotto dal 31 maggio al 21 giugno ed ha coinvolto 26.425 persone provenienti da 27 paesi dell’Unione europea.