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Autore: Redazione StudioNews

Il Cremlino: ci piace il nuovo approccio di Trump sull’Ucraina

Il Cremlino: ci piace il nuovo approccio di Trump sull’UcrainaRoma, 13 feb. (askanews) – La precedente amministrazione statunitense ha garantito la continuazione del conflitto in Ucraina, quella nuova mira a far prevalere la pace ha detto il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov, commentando la telefonata di ieri tra i presidenti Usa e russo Donald Trump e Vladimir Putin.


Peskov ha aggiunto che “siamo molto più vicini alla posizione dell’attuale amministrazione. Siamo aperti al dialogo”. “La precedente amministrazione statunitense riteneva che si dovesse fare tutto il possibile per far continuare la guerra. L’attuale amministrazione, a quanto ci risulta, è dell’idea che si debba fare tutto il possibile per fermare la guerra e far prevalere la pace. Siamo molto più vicini alla posizione dell’attuale amministrazione. Siamo aperti al dialogo”, ha dichiarato Peskov ai giornalisti.

Mammuccini (Federbio): biolgico, serve una spinta sui consumi

Mammuccini (Federbio): biolgico, serve una spinta sui consumiRoma, 13 feb. (askanews) – “Anche se le vendite hanno ripreso a crescere, occorre però continuare a spingere sui consumi, sensibilizzando ulteriormente i cittadini sui benefici che il buon cibo biologico apporta per la salute delle persone e dell’ambiente”. Così Maria Grazia Mammuccini, presidente FederBio, in occasione della partecipazine del progetto “Being Organic in Eu”, nato dalla collaborazione tra FederBio e Naturland, al Biofach 2025, il Salone internazionale che riunisce produttori, distributori, esperti e operatori bio, in corso a Norimberga fino al 14 febbraio.


“Inoltre, per incentivare una transizione duratura verso un modello di consumo sostenibile e responsabile – prosegue Mammuccini – è fondamentale supportare gli investimenti in ricerca e innovazione per fare del biologico il modello di riferimento per l’intero sistema agroalimentare e per orientare le strategie future della PAC post 2027”. I dati sul biologico in Europa presentati a Biofach “sono senza dubbio positivi – aggiunge – La transizione agroecologica continua il suo slancio, sostenuta dal Green Deal e dal Piano d’Azione per l’agricoltura biologica nell’UE, strumenti fondamentali per promuovere un modello agricolo in grado di coniugare sostenibilità e valorizzazione dei territori”.


“L’incremento delle superfici agricole conferma il biologico come il metodo agricolo resiliente, in grado di tutelare le fertilità del suolo, salvaguardare la biodiversità, rispondere alla crisi climatica, garantendo sicurezza alimentare per le generazioni future e il giusto reddito per gli agricoltori”, conclude Mammuccini.

Più bio in Ue: in 2023 coltivati a biologico 18 mln ettari, +3,6%

Più bio in Ue: in 2023 coltivati a biologico 18 mln ettari, +3,6%Roma, 13 feb. (askanews) – Cresce la superficie coltivata in biologico nella Unione Europea: la percentuale di superfici agricole coltivate con metodo biologico nel 2023 ha raggiunto l’11% ed è pari a quasi 18 milioni di ettari. L’Italia, in questo contesto, è prima in Ue sia per Sau (superficie agricola utilizzata) sia per numero di operatori. Sono i dati del “The World of Organic Agriculture 2024”, riferiti al 2023, e presentati a Biofach dall’Istituto di ricerca sull’agricoltura biologica FiBL in collaborazione con Ifoam, la Federazione delle associazioni del biologico a livello mondiale.


L’indagine rileva che i terreni biologici nell’Unione Europea hanno raggiunto 17,7 milioni di ettari, pari al 10,9% della superficie agricola totale e con un incremento del 3,6% rispetto al 2022. Estendendo il perimetro all’intero territorio europeo, i campi coltivati a biologico comprendono 19,5 milioni di ettari (+4,1% rispetto all’anno precedente) con una percentuale dell’11%. Per quanto riguarda i singoli Paesi, la Spagna, con 3 milioni di ettari, supera la Francia che segue con 2,8 milioni di ettari, mentre l’Italia occupa il terzo posto con 2,5 milioni di ettari, ma è prima come percentuale di Sau bio, che sfiora il 20%, circa il doppio della media europea. L’Italia mantiene anche il primato per quanto riguarda il numero di produttori bio, con oltre con 84.191 operatori sui 495.000 attivi nell’intera Europa. Inoltre, si posiziona al vertice della classifica anche per quanto concerne il numero di trasformatori, quasi 25.000, su una quota totale in Europa di 94.627. Dopo un lieve calo nel 2022, è tornato positivo anche l’andamento del mercato, che ha raggiunto i 54,7 miliardi di euro in Europa (+3%), di cui 46,5 miliardi nell’Unione Europea (+ 2,9%).


La Germania rimane il mercato principale, con vendite che si attestano a 16,1 miliardi di euro. L’UE si posiziona come il secondo mercato per i prodotti biologici, dopo gli Stati Uniti con 59 miliardi di euro. A livello mondiale, secondo le statistiche evidenziate da “The World of Organic Agriculture 2024”, l’area agricola coltivata a biologico è aumentata del 2,6% nel 2023, raggiungendo un totale di 98,9 milioni di ettari, gestiti da 4,3 milioni di produttori biologici. Sono incrementate anche le vendite al dettaglio di prodotti biologici che hanno superato i 136 miliardi di euro.

Al Biofach di Norimberga i valori del biologico europeo

Al Biofach di Norimberga i valori del biologico europeoRoma, 13 feb. (askanews) – I valori del biologico europeo saranno protagonisti fino al 14 febbraio a Biofach 2025, il Salone internazionale che riunisce produttori, distributori, esperti e operatori bio, in corso a Norimberga grazie a “Being Organic in Eu”, il progetto nato dalla collaborazione tra FederBio e Naturland e cofinanziato dall’Unione Europea con l’obiettivo di promuovere la conoscenza del settore e sensibilizzare a un’alimentazione più salutare e sostenibile.


Nell’area espositiva si potranno approfondire tutte le iniziative organizzate a Biofach per promuovere la cultura, la conoscenza e i benefici dell’agricoltura biologica, che non utilizza chimica di sintesi per tutelare gli ecosistemi e la fertilità del suolo. In particolare, domani 14 febbraio si terrà una tavola rotonda che analizzerà l’aggiornamento del regolamento biologico dell’UE e il tema del commercio internazionale. L’incontro, che prevede, tra gli altri, la partecipazione di Henri Delanghe, Deputy Head of Unit Organics, DG AGRI della Commissione europea, ha l’obiettivo di fare il punto sui risultati ottenuti e sulle prossime sfide del settore, con particolare attenzione all’internazionalizzazione dei prodotti biologici dell’UE.


Seguirà alle 12.00 la conferenza stampa “Scenari e trend per il biologico sul mercato tedesco e italiano”, durante la quale verranno presentati gli andamenti e l’evoluzione dei mercati, le preferenze e tendenze di consumo, le prospettive e i risultati del progetto Being Organic in Eu. “Anche quest’anno, Being Organic si conferma protagonista a Biofach, con un ricco programma di convegni e iniziative tese a promuovere l’agricoltura biologica come modello di innovazione, qualità e responsabilità ambientale – ha sottolineato Paolo Carnemolla, segretario generale FederBio – In un contesto sempre più attento alla sostenibilità, è essenziale valorizzare i benefici del biologico, nella salvaguardia della biodiversità, della fertilità del suolo e nella mitigazione dei cambiamenti climatici”.

Tumori, Schillaci: prevenzione fondamentale per aver meno malati

Tumori, Schillaci: prevenzione fondamentale per aver meno malatiMilano, 13 feb. (askanews) – “Bisogna puntare sulla prevenzione per avere meno malati. Con popolazione che invecchia dobbiamo avere meno malati. E questo si può fare solo con la prevenzione”. E’ stato questo il tasto più battuto dal ministro della salute, Orazio Schillaci, nel suo intervento in diretta da Casa Sanremo al talk show sulla prevenzione oncologica.


Un messaggio, ha sottolineato il ministro, che deve partire dalle scuole: “Bisogna far capire fin dalla prima elementare quanto è importante seguir corretti stiie di vita, una sana alimentazione, non fumare, svolgere attività fisica e proteggere la pelle dai raggi solari. Dobbiamo avere italiani che vivono di più, ma soprattutto dobbiamo avere italiani che vivono meglio e meno malati”. Il ministro si è poi soffermato sull’importanza della ricerca biomedica che “ha messo a doisposizioni tanti nuovi farmaci e tante nuove terapie. Oggi il melanoma può essere sconfitto anche in fase avanzata”. Ma è soprattutto sulla prevenzione che bisogna puntare per evitare di sovraccaricare il sistema sanitario: “Chi ha una malattia grave deve avere la possibilità di potersi fare curare. Il Ssn è un orgoglio di questa Nazione, il modello della sanità italiana all’estero viene visto come un modello virtuoso: in Italia la sanità gratuita e così deve rimanere. L’unico modo per far si è che questo avvenga è avere meno malati”.


Non a caso, Schillaci ha scelto il palco di Casa Sanremo: “Nessuno meglio della Rai può aiutatarci per far sì che questo messaggio arrivi forte e chiaro nelle case degli italiani”.

Commerzbank, Orlopp: alla Germania serve una banca tedesca forte

Commerzbank, Orlopp: alla Germania serve una banca tedesca forteRoma, 13 feb. (askanews) – “La Germania ha bisogno più che mai di una banca tedesca forte”. Lo ha affermato l’amministratrice delegata di Commerzbank, Bettina Orlopp durante una conferenza stampa.


“Stiamo navigando tempi turbolenti, dato il difficile contesto politico e generale, con le elezioni anticipate e le possibili difficoltà nel formare un governo. In questo contesto – ha detto – l’industria bancaria ha un importante ruolo di stabilizzatore e Commerzbank ha una responsabilità particolare per le Pmi”. “Siamo molto orgogliosi di quello che siamo stati in grado di raggiungere negli ultimi anni. Abbiamo raggiunto e anche superato i nostri obiettivi in ogni singolo anno a partire dal 2021”, ha sostenuto la manager. (fonte immagine: Commerzbank).

Sanremo, Schillaci: mi piace il brano di Cristicchi

Sanremo, Schillaci: mi piace il brano di CristicchiMilano, 13 feb. (askanews) – Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, “tifa” Cristicchi al Festival di Sanremo. “Ho ascoltato alcuni brani, non tutti. Mi piace quello di Cristicchi”, ha detto ad askanews il ministro che questa mattina partecipa al talk “La prevenzione è sempre una buona musica” a Casa Sanremo.


“Quando sarai piccola”, il brano di Simone Cristicchi in gara al Festival che sta riscuotendo grande successo di critica e pubblico, è dedicata alla mamma, rimasta invalida dopo un ictus.

Sanremo, 11.700.000 spettatori per la seconda serata

Sanremo, 11.700.000 spettatori per la seconda serataRoma, 13 feb. (askanews) – Buoni ascolti per la seconda serata di Sanremo: la media – in termini di total audience – è stata di 11.700.000 spettatori, pari al 64.5% di share. Dati in calo rispetto alla prima serata, quando la media era stata di 12.600.000 spettatori, per il 65,3% di share. Va ricordato che i dati di quest’anno si riferiscono a una metrica diversa: a dicembre 2024 è stata infatti introdotta la «Total Audience», che consente di tenere conto non più soltanto conto degli spettatori della tv tradizionale, ma anche di coloro che guardano i programmi su dispositivi mobili.


Lo scorso anno, nell’edizione 2024 (l’ultima condotta da Amadeus), la seconda serata era stata seguita da 10.361.000 spettatori per il 60,1% di share.La prima parte, dalle 21.17 alle 23.29, è stata vista da 13 milioni 434 mila spettatori, con uno share del 57,6%. La seconda parte, dalle 23.32 all’1.33 è stata vista da 6 milioni 899 mila spettatori, con uno share del 66,2%.


Nel 2023 la seconda puntata del Festival di Sanremo era stata seguita da 10.545.000 spettatori, pari al 62,3% di share. Nel dettaglio, la prima parte della serata aveva conquistato 14.087.000 spettatori, corrispondenti al 61.07% di share; mentre la seconda 6.281.000 spettatori, per il 65.72% di share. Il picco di ascolto era stato registrato alle 21.42 con 16 milioni 693mila (durante l’esibizione di Morandi), quello di share all’1.24 con il 71.2 per cento.Nel 2022 la seconda puntata del festival era stata seguita in media da 11 milioni 320 mila spettatori, pari al 55,8% di share. La prima parte della serata era stata seguita da 13 milioni 572 mila spettatori, pari al 55,3% di share. La seconda parte era stata seguita da 7 milioni 307 mila spettatori, con il 57,4% di share.


Nel 2021, anno della pandemia, la seconda puntata della gara canora aveva tenuto incollati alla tv 7 milioni e 586 mila spettatori in media, pari al 42,1% di share. Andando a vedere il dettaglio, la prima parte aveva raccolto in media 10 milioni e 113 mila spettatori, con il 41,2% di share. La seconda parte invece ha avuto una media di 3 milioni e 966 mila spettatori, pari al 45,7% di share.Nel 2020, primo show a firma Amadeus, gli spettatori davanti alla tv per la seconda serata del Festival erano in media 9 milioni e 693 mila spettatori, pari al 53,3% di share. (Adx)


 

Casalasco acquisisce da Star Pummarò, Polpabella e Sugo Lampo

Casalasco acquisisce da Star Pummarò, Polpabella e Sugo LampoMilano, 13 feb. (askanews) – Nuova acquisizione per Casalasco, il gruppo di produzione e trasformazione del pomodoro da industria. L’azienda ha annunciato la chiusura nelle scorse ore dell’accordo per il trasferimento del ramo d’azienda relativo ai marchi Pummarò, Polpabella e Sugo Lampo da Star Alimentare (parte del Gruppo GB Foods) a Casalasco Società Agricola. L’acquisizione arriva a meno di un mese da un’altra operazioneL l’acquisizione da Unilever della gamma tedesca di sughi per pasta Knorr – Tomato al gusto.


Con l’ultima acquisizione, Casalasco arricchisce la propria offerta sul mercato nazionale ed estero con brand, lanciati da Star negli anni ’70 e divenuti una vera e propria icona delle conserve di pomodoro, aggiungendosi ai marchi già di proprietà. “L’accordo – spiegano nella nota le società – consentirà a Star di concentrarsi sulle categorie più core del proprio portafoglio, mentre per il gruppo Casalasco un’opportunità per un’ulteriore fase di crescita nel segmento del pomodoro”. Casalasco, già produttore in qualità di co-packer (confezionatore a contratto) di Star da oltre 15 anni, rappresenta la più grande filiera integrata del pomodoro da industria in Italia, al settimo posto a livello mondiale, ed aggrega 800 aziende agricole italiane operanti nella coltivazione e raccolta di pomodoro fresco, poi lavorato sulle 70 linee di produzione dei 5 stabilimenti dislocati nelle province di Cremona, Parma e Piacenza.


“Questa nuova operazione – dichiara Costantino Vaia, amministratore delegato di Casalasco – arriva a poche settimane dalla chiusura dell’accordo con Unilever per la gamma di sughi Knorr Tomato al gusto e rientra in una precisa strategia di crescita a livello nazionale e internazionale. Brand come Pummarò, Pomì e De Rica sono sinonimo di tradizione, qualità ed eccellenza made in Italy, tutti valori che contraddistinguono la nostra filiera”.

Da filiera Pecorino crotonese Dop 1,7 mln euro valore al consumo

Da filiera Pecorino crotonese Dop 1,7 mln euro valore al consumoRoma, 13 feb. (askanews) – L’Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e Repressione Frodi (icqrf) dei prodotti agroalimentari del Masaf ha affidato, con Decreto Ministeriale, l’autorizzazione a CSQA ad effettuare i controlli per la Dop Pecorino Crotonese per i prossimi tre anni. Il prodotto entra così a far parte delle oltre ottanta Indicazioni geografiche controllate dall’Organismo di certificazione.


Il Pecorino Crotonese DOP è un prodotto rappresentativo del paniere dei prodotti certificati della Calabria, una regione che, esclusivamente in ambito cibo, vanta 30 prodotti DOP e IGP per un valore economico pari a 820 milioni di euro, generato dal lavoro di 5.756 operatori appartenenti alle filiere certificate. Presente nel territorio già da tempi molto antichi, antecedenti il Medioevo, il Pecorino Crotonese DOP può contare oggi su una filiera da 95 tonnellate di produzione certificata e 22 operatori capaci di generare 1 milione di euro di valore alla produzione, tradotti in 1,7 milioni di euro di valore al consumo.


Da due anni il Pecorino Crotonese DOP originale viene marchiato per permettere anche ai consumatori di poterlo riconoscere più facilmente e difendersi dalle imitazioni. Il riconoscimento della DOP non solo ha permesso di tutelare l’identità di questo formaggio calabrese, ma ha consentito che la tradizione casearia e pastorale potesse continuare il suo corso anche oggi in questi luoghi da sempre votati alla pastorizia, dove fino a poco tempo fa si perseguiva la pratica della transumanza dai monti della Sila alle colline del Marchesato.