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”Quattro Gatti” è il gin ufficiale della “Biennale Arte 2026″

”Quattro Gatti” è il gin ufficiale della “Biennale Arte 2026″

Milano, 2 mar. (askanews) – “Quattro Gatti” è stato scelto come gin ufficiale della 61esima Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia. Per tutta la durata della manifestazione, in programma da maggio a novembre, sarà l’unico gin servito nei locali e nei ristoranti dei Giardini della Biennale e dell’Arsenale, oltre che durante gli eventi ufficiali di preview.

“Quattro Gatti” nasce nel 2022 in Umbria come progetto familiare legato ai Mordant, che da oltre vent’anni mantengono un rapporto stabile con il territorio e che definiscono il loro distillato “espressione di uno spirito umbro”, la traduzione in forma liquida del paesaggio e di un’idea di vita quotidiana discreta e raccolta. La produzione è in piccoli lotti e rientra nello stile dei gin contemporanei italiani, con una gradazione alcolica di 43% e bottiglie da 700 millilitri. La gamma comprende due referenze principali che sono già guadagnati importanti riconoscimenti nei concorsi internazionali. Si tratta del “Gin Classico”, un alcolico versatile e senza tempo pensato per un utilizzo trasversale nei cocktail e nella miscelazione, prodotto con ginepro italiano, foglia di olivo, coriandolo, scorza di arancia, ginestra e peperoncino. Accanto, gli è stato sviluppato “Olive Grove Gin”, ottenuto utilizzando foglie di olivo e olive italiane: un gin secco pensato per il Martini, con una struttura più marcata e una componente sapida, in una “complessità silenziosa”, che unisce ginepro, erbe mediterranee e l’infusione di olio d’oliva.

Il nome “Quattro Gatti”, inteso come cerchia ristretta e unita, vuol far riferimento ad una convivialità misurata scandita da tempi lenti, relazioni distese e conversazioni spontanee che il gin accompagna con naturalezza. Il marchio è stato creato da Simon e Catriona Mordant assieme al figlio Angus e alla moglie di quest’ultimo, Brielle. Simon Mordant, imprenditore e filantropo, cofondatore di Luminis Partners, vanta una lunga esperienza nella governance di istituzioni d’arte contemporanea in Australia, Europa e Stati Uniti ed è stato premiato per il suo impegno culturale e professionale. Catriona Mordant arriva dal settore dei costumi per danza, teatro e cinema ed è da anni attiva nel sostegno a importanti istituzioni artistiche australiane. In azienda, Brielle segue comunicazione e sviluppo in qualità di creative producer, mentre Angus, fotogiornalista con collaborazioni su importanti testate internazionali, è responsabile dell’evoluzione del prodotto e degli aspetti commerciali.

“Ciò che ha avuto origine come un rifugio familiare e una ammirazione silenziosa della cultura italiana – ha dichiarato Simon Mordant – si è evoluto nel tempo in una fonte di ispirazione creativa, plasmata dal paesaggio, dalle tradizioni e dalla comunità umbra”.

Il legame tra la famiglia Mordant e La Biennale di Venezia è consolidato. Simon Mordant è stato commissario del Padiglione Australia alla Biennale Arte nel 2013 e nel 2015 e sostiene la partecipazione australiana anche all’edizione di quest’anno in qualità di Global Ambassador. La famiglia ha promosso e finanziato la ricostruzione del Padiglione Australia ai Giardini, considerato il primo edificio del XXI secolo realizzato a Venezia. Nell’ambito del suo impegno filantropico Simon Mordant sostiene la Venetian Heritage Foundation, ed è stato indicato come primo ambasciatore internazionale delle Gallerie dell’Accademia di Venezia, oltre a partecipare a iniziative dedicate al futuro della città lagunare.

La collaborazione con la “Biennale Arte 2026” si tradurrà in una presenza continuativa del marchio “Quattro Gatti” negli spazi della rassegna e in un cocktail dedicato, che accompagnerà il programma espositivo lungo l’intero arco dell’Esposizione.

”ProWein Agora”: a fiera Dusseldorf nuovo format su futuro del vino

”ProWein Agora”: a fiera Dusseldorf nuovo format su futuro del vino

Milano, 2 mar. (askanews) – La 32esima edizione della fiera professionale “ProWein” di Dusseldorf presenta “ProWein Agora”, un nuovo format pensato come palcoscenico dedicato alle strategie future del vino e dei distillati. Per tre giorni, dal 15 al 17 marzo, il programma offrirà circa 14 ore di interventi rivolti agli operatori del commercio al dettaglio, della ristorazione, dell’industria e della distribuzione, con l’obiettivo di fornire strumenti concreti per orientarsi in mercati in rapido cambiamento.

Gli organizzatori della manifestazione tedesca, spiegando che la novità nasce dalla domanda che attraversa oggi il settore: come saranno acquistati, venduti e presentati vini e distillati sui mercati di domani, quali target, tecnologie e concept determineranno la crescita e l’accesso a nuovi clienti, quali mercati offriranno ancora margini di sviluppo. “ProWein Agora” si propone di rispondere a questi interrogativi con una forte attenzione al medio e lungo periodo, più che alle singole tendenze del momento. In un contesto che vede il marketing del vino confrontarsi con una crescente frammentazione dei mercati e con scelte operative sempre più complesse, Agora punta a concentrare temi chiave in una serie di keynote brevi e focalizzate. L’idea è quella di sostituire le impressioni e le intuizioni con analisi fondate su dati, prospettive comparate e indicazioni operative per i modelli di business.

Il programma prevede sessioni condensate di 20 minuti, distribuite lungo tutte le giornate di fiera. I visitatori professionali potranno comporre un proprio percorso su misura, seguendo gli interventi che mostrano come posizionare e vendere con successo vini e liquori sugli scaffali, nei punti vendita fisici e nei canali digitali. Le analisi toccheranno l’Europa, il Nord e Sud America e l’Asia, offrendo una lettura comparata di mercati, canali e aree di crescita.

“ProWein Agora” si articolerà intorno a quattro assi tematici: nuovi mercati, nuovi consumatori, nuova tecnologia e nuovi prodotti. Quindi dalle aree che offrono le prospettive di crescita più interessanti, con un confronto sulle categorie che stanno tenendo nonostante le difficoltà congiunturali e sugli spazi in cui gli investimenti possono risultare più remunerativi, ai valori che guidano le scelte delle nuove generazioni, ragionando sull’impatto dei nuovi trend su assortimenti, politiche di prezzo e linguaggi di comunicazione. Dall’uso dell’IA, i nuovi canali di vendita online e le dinamiche del social-commerce, valutandone l’impatto su vendite, visibilità e costruzione del marchio, fino ai nuovi concept che possano offrire un reale potenziale commerciale, su come i vini di alta gamma possano riposizionarsi e sulle ragioni per cui le proposte più legate al lifestyle attirano oggi un’attenzione particolare.

Il format prevede inoltre ogni giorno a mezzogiorno uno spazio chiamato “Futurist”, in cui figure di riferimento del settore e di ambiti contigui proporranno una sintesi degli sviluppi che potrebbero modificare nel lungo termine il business del vino e dei distillati. In trenta minuti verranno affrontati temi come la revisione delle strategie, l’evoluzione del retail e i fattori che influenzano le scelte del consumatore nel momento dell’acquisto.

Le giornate si chiuderanno con “WeinVisions”, un momento pensato per un confronto più informale. Qui troveranno spazio interventi sul linguaggio del vino e sulla distanza che spesso si crea tra il gergo professionale e la percezione dei consumatori. La riflessione riguarderà in particolare il modo in cui i produttori e gli operatori possono raggiungere pubblici nuovi senza perdere credibilità, ma alleggerendo le barriere comunicative che ancora oggi limitano l’accesso a una parte della domanda potenziale.

“Con il lancio di ProWein Agora, ProWein assume un ruolo di leadership” ha dichiarato il direttore Frank Schindler, spiegando che il programma affronta i cambiamenti del mercato e le sfide che il settore si trova ad affrontare. Le sessioni saranno accessibili senza preregistrazione, seguendo la formula che privilegia chi partecipa con anticipo e pianifica il proprio percorso.

Vino, Flavio Geretto nuovo direttore generale di Cantina Rauscedo

Vino, Flavio Geretto nuovo direttore generale di Cantina Rauscedo

Milano, 2 mar. (askanews) – Cantina Rauscedo ha nominato Flavio Geretto nuovo direttore generale, una scelta che apre una nuova fase per la cooperativa friulana, incidendo sulla sua organizzazione interna e sul percorso di consolidamento avviato negli ultimi anni. La nomina punta a rafforzare i processi gestionali, valorizzare il ruolo degli oltre 300 soci e definire con maggiore chiarezza le linee di sviluppo per il territorio. Geretto lascia quindi Villa Sandi dove ha ricoperto per diversi anni il ruolo di dfirettore commerciale.

Fondata nel 1951, la realtà con sede a San Giorgio della Richinvelda (Pordenone) opera su circa 2.000 ettari vitati compresi tra i fiumi Tagliamento, Meduna e Cellina, ed è specializzata nella produzione di vini bianchi friulani e Prosecco. Il territorio è caratterizzato da suoli sassosi e da condizioni agronomiche che richiedono interventi costanti, e in questo ambiente si è formata l’identità produttiva della cooperativa, dove la viticoltura ha segnato la vita della comunità e continua a essere il riferimento centrale per le famiglie conferenti.

“Cantina Rauscedo ha attraversato negli ultimi anni un periodo di sviluppo, rafforzando la propria organizzazione e consolidando le basi per il futuro. Oggi sentivamo la necessità di compiere un ulteriore passo avanti, non solo sul piano commerciale, ma soprattutto sotto il profilo organizzativo e strategico” ha spiegato il presidente Antonio Zuliani, evidenziando che “abbiamo scelto Flavio Geretto per la visione che ha dimostrato nel corso della sua carriera: una visione che non si limita alle vendite, ma che riguarda la costruzione di modelli solidi, processi chiari e governance efficace. Siamo convinti che la sua esperienza e il suo approccio manageriale possano accompagnare la nostra cooperativa in una nuova fase di sviluppo, valorizzando le persone e rafforzando ulteriormente la nostra identità friulana”.

Geretto, attivo da oltre ventisette anni nel settore con competenze trasversali tra area commerciale e area manageriale, ha illustrato gli elementi centrali del proprio mandato. “Arrivo a Cantina Rauscedo in un momento importante, che ha reso la struttura ancora più solida e consapevole delle proprie potenzialità” ha affermato, aggiungendo che “questo è un elemento fondamentale: costruire è sempre più semplice quando si parte da basi sane e da un’organizzazione qualificata. Ho trovato persone preparate, competenti e motivate. E quando ci sono persone valide, le imprese diventano più semplici: si lavora meglio, si decide con maggiore chiarezza e si cresce in modo più armonico”.

“Vedo nel modello cooperativo non solo una forma organizzativa, ma una visione del futuro: fare squadra, condividere obiettivi, unire competenze per affrontare mercati sempre più complessi” ha proseguito Geretto, sottolineando che il futuro del vino italiano, e del Friuli in particolare, passa anche dalla capacità di fare sistema”. Il manager ha quindi messo l’accento sul suo rapporto con il territorio, osservando: “Amo il Friuli per la sua autenticità, per la concretezza delle persone e per la cultura del lavoro che qui si respira. Cantina Rauscedo rappresenta questa identità in modo coerente e credibile. Il mio impegno – ha concluso Geretto – sarà quello di rafforzare ulteriormente l’organizzazione, valorizzare il capitale umano e dare continuità a un percorso di crescita equilibrato, nel rispetto dei soci e del territorio: l’obiettivo è costruire valore nel tempo, consolidando il ruolo di Cantina Rauscedo come espressione autentica del Friuli e della sua capacità di cooperare”.

Ventiventi porta affinamenti dei suoi Metodo Classico a 40 e 50 mesi

Ventiventi porta affinamenti dei suoi Metodo Classico a 40 e 50 mesi

Milano, 1 mar. (askanews) – La Cantina Ventiventi ha deciso di prolungare i tempi di affinamento sui lieviti per cinque dei suoi Metodo Classico, prodotti nel distretto vitivinicolo a nord di Modena. “Essere giovani significa avere il lusso di lasciarsi sorprendere: avevamo previsto 30 mesi ma all’assaggio abbiamo capito la vera potenzialità dei nostri vitigni” osserva Andrea Razzaboni, uno dei fratelli alla guida dell’azienda di famiglia, spiegando che “a 40 e 50 mesi la freschezza non svaniva ma acquisiva un’eleganza che non osavamo immaginare. Modena non è solo velocità: in cantina abbiamo imparato che l’eleganza ha bisogno di lentezza. Abbiamo scoperto un potenziale di invecchiamento superiore alle aspettative” prosegue Razzaboni, sottolineando che “la terziarizzazione degli aromi non copre la varietalità ma la mette in risalto, creando una sinergia tra lo stile modenese e l’eleganza del Metodo Classico”.

L’aumento dei tempi di affinamento si accompagna a una scelta di dosaggi contenuti, lasciando che siano vitigno e tempo a determinare l’equilibrio. “Pignoletto, Lambrusco di Sorbara e Lambrusco Salamino di Santa Croce sono vitigni eccezionali” continua, aggiungendo che “temevamo che un affinamento troppo lungo potesse attenuare la freschezza delle singole varietà e alterare l’autenticità delle bevute modenesi, estremizzando la complessità. Il risultato è stato diverso: spumanti eleganti, che non richiedono grandi dosaggi perché già in grado di raccontare il vitigno e il lavoro svolto in campagna, insieme al lungo periodo sui lieviti”.

I nuovi tempi riguardano “Blanc de Blancs V.2021”, che raggiunge i 40 mesi sui lieviti con 3 g/l di residuo zuccherino, e “Rouge de Noirs V.2021”, anch’esso a 40 mesi con 4 g/l. Passano invece a 50 mesi “Ventiventi Rosé V.2020” con 4 g/l, “Ventiventi Brut V.2020” con 4 g/l e “Ventiventi Pas Dosé V.2020”, che mantiene un residuo zuccherino pari a 0.

La Cantina nasce nel 2014 con l’acquisizione dei terreni a Medolla, dove oggi si trovano cantina e proprietà. Il primo impianto risale al 2016, la vendemmia d’esordio al 2018 e il 2020 segna l’ingresso sul mercato dando il nome all’azienda. I suoli, di matrice alluvionale, presentano una composizione nel 45% di argilla, 47% di limo e 8% di sabbia. Oggi gli ettari complessivi sono 70, di cui 30 vitati: accanto ai vitigni locali, Lambrusco Salamino di Santa Croce, Sorbara, Ancellotta e Pignoletto, trovano spazio Chardonnay, Pinot Bianco, Cabernet Sauvignon e Traminer. La produzione complessiva supera le 66mila bottiglie tra Metodo Classico, Metodo Charmat e vini fermi. Dal novembre 2023 Ventiventi fa parte della FIVI, scelta che l’azienda collega al proprio “posizionamento identitario” e a “un approccio autentico e trasparente”.

Cantina Girlan presenta il nuovo “Piz Rosé Pinot Noir 2025″

Cantina Girlan presenta il nuovo “Piz Rosé Pinot Noir 2025″

Milano, 1 mar. (askanews) – Cantina Girlan introduce il “Piz Rosé Pinot Noir 2025”, un nuovo Alto Adige Doc ottenuto da uve Pinot Noir selezionate nelle parcelle poste alle quote più elevate dell’Oltradige, tra 550 e 650 metri di altitudine. Il vino, la cui uscita è prevista a fine marzo, nasce come ulteriore interpretazione di un vitigno che rappresenta da anni uno dei cardini produttivi della Cantina. “Piz” in ladino significa “cima” e rimanda direttamente all’origine alpina del vino.

“Questo vino nasce dal continuo studio delle interazioni del Pinot Noir con i diversi terroir dei vigneti dei nostri soci e si inserisce perfettamente all’interno della nostra filosofia produttiva, che punta a far percepire l’origine e l’identità territoriale in tutte le nostre etichette” spiega il presidente della cooperativa altoatesina Oscar Lorandi, rimarcando che “la scelta delle parcelle più elevate ci permette di restituire nel bicchiere sensazioni di freschezza, bevibilità e piacevolezza, esaltate dalla vinificazione in rosato. L’obiettivo era quello di dare vita a una ulteriore interpretazione di Pinot Noir, contemporanea e in linea con l’evoluzione dei mercati e le scelte dei consumatori”.

Nel corso della sua storia centenaria Cantina Girlan ha progressivamente aumentato la superficie dedicata al Pinot Noir, oggi pari a circa 50 ettari, distribuiti in microzone particolarmente vocate come Girlan, Pinzon e Mazon. Il “Piz Rosé Pinot Noir 2025” entra nella linea “Vigneti”, che raccoglie i vini le cui uve provengono dalle migliori parcelle con una resa media di 56 ettolitri per ettaro. Le uve sono raccolte a mano in modo selettivo e trasportate in cantina in piccole cassette. Dopo la diraspatura, le presse vengono riempite per gravità e il mosto rimane a contatto con le bucce per alcune ore, segue un affinamento in serbatoi di acciaio inox sulle fecce fini, senza svolgimento della fermentazione malolattica. Il vino di un bel rosa salmone viene imbottigliato nella primavera successiva alla vendemmia, con un titolo alcolometrico di 12,5% e un’acidità totale di 6,3 grammi per litro e zuccheri residui pari a 0,1 grammi per litro.

Rugby, al Sei Nazioni posto riservato per i Banfi Brunello Ambassador

Rugby, al Sei Nazioni posto riservato per i Banfi Brunello Ambassador

Milano, 1 mar. (askanews) – In qualità di Official Provider della Federazione italiana rugby, collaborazione giunta al quinto anno consecutivo, la storica azienda vitivinicola di Montalcino, Banfi, ha riservato ai membri del “Banfi Brunello Ambassador Club” un posto in prima fila in occasione dei match del Guinness Men’s Six Nations, Italia-Scozia del 7 febbraio e Italia-Inghilterra che si terrà il 7 marzo allo Stadio Olimpico di Roma. Le due partite, tra gli incontri più rilevanti del calendario sportivo internazionale, richiamano ogni anno il tutto esaurito e l’attenzione di un pubblico globale.

Il “Banfi Brunello Ambassador Club” nasce per custodire e tramandare la storia della Cantina attraverso le relazioni e i percorsi professionali. Ne fanno parte coloro che sostennero la diffusione delle prime etichette dell’azienda, a partire dal millesimo 1978, anno del debutto del Brunello Banfi sul mercato. Il legame con gli Ambasciatori si rinnova nel tempo attraverso iniziative che uniscono vino, valori e persone e l’invito ai match del Sei Nazioni rientra in questo percorso, confermando la volontà dell’azienda montalcinese di mantenere un dialogo costante con chi ha contribuito alla sua crescita in Italia e nel mondo.

Foto: I. Franchini

In uscita le nuove annate del progetto “Stefano Pola” in Valbelluna

In uscita le nuove annate del progetto “Stefano Pola” in Valbelluna

Milano, 1 mar. (askanews) – Escono le nuove annate del progetto vitivinicolo in Valbelluna avviato nel 2017 da Stefano Pola, titolare della Cantina Andreola, tra i punti di riferimento del Valdobbiadene Docg. Lo scenario è quello del Comune di Sedico (Belluno), dove da nove ettari impiantati su suoli calcarei di matrice dolomitica a 650 metri di altitudine, si producono gli spumanti “Alture Metodo Classico Bianco da Bianco Extra Brut” da sole uve Chardonnay, e “Alture Metodo Classico Rosa da Nero Extra Brut”, 100% Pinot Nero, e i bianchi fermi da Riesling Renano e Traminer Aromatico.

In Valbelluna Pola ha portato l’esperienza maturata tra le colline del Conegliano Valdobbiadene, confrontandosi con un ambiente considerato piu severo dal punto di vista agronomico. “E’ un’idea precisa che ha iniziato a prendere forma e che, se all’inizio poteva essere assimilata a uno spazio di sperimentazione – rimarca il produttore – oggi mi sta dando belle soddisfazioni, grazie a vini autentici che rispecchiano le caratteristiche del luogo, che richiede molto impegno, lavoro e tempo. E’ una vera sfida”.

Andreola, fondata nel 1984 dal padre Nazzareno, sotto la guida di Stefano Pola ha rafforzato la propria identità territoriale puntando sulla valorizzazione delle Rive e scegliendo di privilegiare in etichetta la dicitura Valdobbiadene Docg, riducendo il richiamo alla parola Prosecco per sottolineare il legame con l’area storica della Denominazione. Una scelta che si inserisce in una strategia piu ampia di posizionamento qualitativo, sostenuta anche da una presenza consolidata sui mercati esteri.

Il progetto delle Dolomiti si affianca alle altre attività sviluppate negli anni da Pola, tra cui una linea di distribuzione denominata “Eroi dal mondo”, e si colloca in una prospettiva di valorizzazione delle alte quote.

Marchesi Frescobaldi: ecco CastelGiocondo 2021 e Ripe al Convento 2020

Marchesi Frescobaldi: ecco CastelGiocondo 2021 e Ripe al Convento 2020

Milano, 1 mar. (askanews) – La Tenuta CastelGiocondo di Marchesi Frescobaldi immette sul mercato internazionale il “Brunello di Montalcino Docg CastelGiocondo 2021” e la “Riserva Brunello di Montalcino Docg Ripe al Convento 2020”, due espressioni del Sangiovese del territorio del celebre borgo senese.

CastelGiocondo occupa una posizione centrale nell’areale ilcinese e si caratterizza per la presenza di suoli differenti, tra galestro, argille e sabbie gialle plioceniche. Le esposizioni prevalenti verso Sud-Ovest e un’altitudine media intorno ai 300 metri definiscono il quadro pedoclimatico in cui il Sangiovese è coltivato. Dal 1989 la famiglia Frescobaldi opera in questo contesto con un’impostazione che combina dati storici, strumenti tecnologici e gestione agronomica di dettaglio. L’annata 2021 è stata segnata da un inverno mite e piovoso, seguito da un abbassamento delle temperature in primavera che ha rallentato temporaneamente lo sviluppo vegetativo; l’estate, calda e asciutta, con escursioni termiche marcate, ha consentito di portare in cantina uve sane e correttamente mature. Dopo la selezione delle partite, la fermentazione si è svolta in acciaio inox a temperatura controllata con rimontaggi frequenti nelle fasi iniziali, seguita da un periodo di maturazione in legno e da un affinamento in bottiglia.

“Ripe al Convento 2020” proviene da una parcella situata nella parte più alta della Tenuta, a circa 450 metri di altitudine. La vendemmia è stata preceduta da un inverno con piogge limitate, compensate però dalle riserve idriche accumulate negli ultimi mesi del 2019, e da un’estate calda e asciutta che ha portato alla piena maturazione fenolica delle uve. La raccolta manuale e la selezione in cantina hanno preceduto la fermentazione in acciaio inox e un lungo affinamento in legno, completato da un ulteriore periodo in bottiglia.

Nel portafoglio di Marchesi Frescobaldi, CastelGiocondo e Ripe al Convento si inseriscono in un quadro produttivo articolato su più aree. Il gruppo opera con nove Tenute in Toscana: Castello Pomino a Pomino, Castello Nipozzano a Nipozzano, Tenuta Perano a Gaiole in Chianti, Tenuta Castiglioni a Montespertoli, Tenuta CastelGiocondo a Montalcino, Tenuta Ammiraglia a Magliano in Toscana, Remole a Sieci, Tenuta Calimaia a Montepulciano e Gorgona. A queste realtà si aggiungono le Tenute di Bolgheri Ornellaia e Masseto, Tenuta Luce a Montalcino, Domaine Roy & Fils in Oregon e Attems nel Collio, che completano la presenza dell’azienda in altre zone viticole italiane e internazionali.

Il 30 e 31 maggio torna il festival della Vernaccia di San Gimignano

Il 30 e 31 maggio torna il festival della Vernaccia di San Gimignano

Milano, 1 mar. (askanews) – Dopo il successo della scorsa edizione, che ha registrato la presenza di circa 1.500 wine lover, torna dal 30 al 31 maggio 2026 “Regina Ribelle – Vernaccia di San Gimignano Wine Fest”, il festival dedicato al celebre vino bianco toscano, organizzato e promosso dal Consorzio del Vino Vernaccia di San Gimignano in collaborazione con il Comune di San Gimignano.

L’edizione 2026 assume un valore storico particolare, celebrando il 750esimo anniversario della prima attestazione documentata della Vernaccia di San Gimignano e i 60 anni dalla concessione della Doc. Un’edizione che, pur nel segno di una storia secolare, vuole continuare a dialogare con la contemporaneità, rinnovando il racconto della Denominazione attraverso linguaggi, esperienze e contenuti per un consumatore sempre più attento a identità, autenticità e cultura del territorio.

Il calendario sarà ricco di eventi, con iniziative diffuse in tutto il centro storico di San Gimignano: degustazioni itineranti, masterclass tematiche, incontri con i produttori e laboratori dedicati agli abbinamenti cibo-vino, in dialogo con le eccellenze gastronomiche toscane e le proposte dei ristoratori locali. Non mancheranno momenti di approfondimento culturale e intrattenimento, tra cui il suggestivo DJ-set serale nell’incantevole cornice della Rocca di Montestaffoli.

Come ogni anno, le giornate aperte al pubblico saranno anticipate da due giorni, 28 e 29 maggio, dedicati alla stampa nazionale e internazionale, con la presentazione delle nuove annate, convegni e tour nelle aziende del territorio.

Pinot Grigio Doc Venezie Official Wine di “Vinitaly and The City”

Pinot Grigio Doc Venezie Official Wine di “Vinitaly and The City”

Milano, 28 feb. (askanews) – Pinot Grigio Doc Delle Venezie è Official Wine di “Vinitaly & The City” 2026, il fuori salone che accompagna Vinitaly e porta il vino nel centro storico di Verona. L’intesa con la manifestazione veronese rientra nella strategia del Consorzio, che lega posizionamento e reputazione della Denominazione a un percorso di promozione responsabile e a un’azione di valorizzazione del territorio anche sul versante dell’enoturismo.

Il Pinot Grigio Doc Delle Venezie firmerà il brindisi inaugurale il 10 aprile e resterà al centro delle attività fino al 12 aprile, con appuntamenti tra la Loggia di Fra Giocondo e Piazza dei Signori. In quei giorni la Doc prevede degustazioni e incontri con operatori, stampa e wine lover, nel periodo in cui la città concentra l’attenzione internazionale sul vino italiano.

“Questa partnership rappresenta per il Consorzio una scelta strategica di posizionamento: vogliamo consolidare il valore identitario della Denominazione e rafforzarne il percepito sui mercati attraverso contesti di alto profilo istituzionale” ha dichiarato Luca Rigotti, presidente del Consorzio Doc Delle Venezie, aggiungendo che “essere Official Wine ha una doppia valenza: da un lato accresce il prestigio della Doc, dall’altro afferma il nostro legame con il territorio del Triveneto, dove Verona rappresenta una delle città più iconiche e visitate al mondo per bellezza, arte e patrimonio storico-artistico”. “In un momento in cui i riflettori del mondo sono puntati sul vino italiano – ha concluso – il Pinot Grigio Doc Delle Venezie si propone come bandiera di un sistema produttivo integrato, dinamico e responsabile, capace di coniugare numeri, qualità e certificazione”.

“La promozione istituzionale è innanzitutto finalizzata a rafforzare riconoscibilità e distintività: far emergere con chiarezza ciò che rende unica la nostra Denominazione e comunicare i valori, la qualità e l’autenticità della Doc Delle Venezie” ha aggiunto il direttore del Consorzio, Stefano Sequino, rimarcando che “la partnership con ‘Vinitaly & The City’ è un’occasione preziosa per raggiungere un pubblico ampio e trasversale che potrà trovare e degustare in Piazza dei Signori, all’interno della nostra enoteca, una ricca selezione di etichette rappresentative dello stile unico del Pinot Grigio Doc Delle Venezie: un vino fresco, moderatamente alcolico e versatile, adatto a tutte le occasioni di consumo” ha aggiunto.

Il Consorzio ha annunciato infine anche la presenza a Vinitaly, in programma a Verona dal 12 al 15 aprile, con uno spazio espositivo al padiglione 5, stand F2, “punto di riferimento per operatori e stakeholder e luogo dedicato al racconto del territorio viticolo, all’orientamento tra le imprese associate e a una selezione di etichette in degustazione”.