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Vino, Prosecco Doc partner della “Deejay Ten” il 19 maggio a Treviso

Vino, Prosecco Doc partner della “Deejay Ten” il 19 maggio a TrevisoMilano, 17 mag. (askanews) – Il Consorzio di Tutela del Prosecco Doc ha annunciato il suo ingresso come partner alla “Deejay Ten”, la corsa organizzata da Radio Deejay che si disputerà a Treviso domenica 19 maggio.


Il Consorzio da tempo sostiene diverse discipline sportive sia indoor sia outdoor, sia di squadra che individuali, senza dimenticare il ruolo di “Official Sparkling Wine Sponsor” per i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026. Inoltre l’ente consortile investe nella promozione in ambito enogastronomico e turistico, e contemporaneamente nella diffusione dell’arte, della cultura e della bellezza in generale, anche legata a gesti di solidarietà, sia sulla scena internazionale sia con innumerevoli iniziative a livello locale volte a rafforzare il legame con il territorio e la comunità di appartenenza. Un esempio tangibile di questo impegno è il sostegno attivo fornito dal Consorzio al Comune di Treviso per la “Notte Bianca dei Musei”, progetto di respiro europeo che prenderà corpo in città proprio lo stesso fine settimana della “DeeJay Ten”. L’ente consortile invita i trevigiani al “Deejay Village”, già allestito per sabato 18 maggio in piazzale Burchiellati, dove il Prosecco Doc sarà presente “con uno stand dedicato all’intrattenimento, alla convivialità e ad attività info-formative sulla propria Denominazione”.

Vino, Claudio Biondi rieletto presidente del Consorzio Lambrusco Doc

Vino, Claudio Biondi rieletto presidente del Consorzio Lambrusco DocMilano, 17 mag. (askanews) – Claudio Biondi (Cantine Riunite e CIV) è stato rieletto presidente del Consorzio Tutela Lambrusco per il prossimo triennio. Il Cda dell’ente consortile, riunitosi presso la sua sede a Modena, ha inoltre decretato l’elezione a vicepresidente di Dante Chiletti (Cantina Sociale Formigine Pedemontana).


“Tra gli obiettivi per il prossimo triennio c’è senz’altro quello di continuare con le attività promozionali per far conoscere ed apprezzare i vini Lambrusco nelle loro peculiarità e sfaccettature in Italia e nel mondo” ha dichiarato Biondi, aggiungendo che “non meno importante è la tutela di un brand che, anche in virtù della sua popolarità all’estero, è spesso soggetto a tentativi di contraffazione o imitazione”. Nato nel gennaio 2021 dalla fusione di tre enti consortili (Lambrusco di Modena, Vini Reggiani Dop e Vini Reno), il Consorzio Tutela Lambrusco comprende una settantina di soci che, tra Modena e Reggio Emilia, coltivano uve Lambrusco su oltre diecimila ettari, ed è incaricato della tutela e della promozione di sei Doc: Lambrusco Grasparossa di Castelvetro, Lambrusco di Sorbara, Lambrusco Salamino di Santa Croce, Modena, Reggiano, Colli di Scandiano e di Canossa. A queste si aggiungono altre due Denominazioni che comprendono vini differenti: Reno Doc e Castelfranco Emilia Igt. Nel 2023 le bottiglie di Lambrusco Doc prodotte sono state 35 milioni, a cui si aggiungono quasi 100 milioni di bottiglie di Lambrusco Emilia Igt. Complessivamente l’export pesa per circa il 60%.

Giornata della cultura di vino e olio: da Ais 5 borse di studio

Giornata della cultura di vino e olio: da Ais 5 borse di studioMilano, 17 mag. (askanews) – “La Giornata nazionale della cultura del vino e dell’olio è stata un grande successo e un’importante occasione per celebrare la cultura mediterranea e il suo legame profondo con il vino e l’olio. Con orgoglio e immenso piacere siamo giunti alla quattordicesima edizione, quattordici anni in cui Ais continua a ribadire il proprio impegno nella divulgazione della cultura enologica e olearia italiana. Per rafforzare questo impegno, abbiamo messo a disposizione cinque borse di studio, interamente finanziate dall’Associazione, rivolte agli studenti delle scuole del secondo ciclo, in linea con il protocollo d’intesa rinnovato nel 2022 con Masaf, Mic e Mim, con i quali collaboriamo per promuovere nelle scuole la conoscenza della storia economica dei territori, delle tradizioni culturali legate alla produzione enologica e olearia e del patrimonio culturale ad esse associato. Per tutti, e in particolare per i giovani, cultura e formazione sono i prerequisiti per un approccio consapevole, condizione fondamentale per evitare condotte dannose e individuare allo stesso tempo strade percorribili per il proprio futuro”. Così il presidente nazionale dell’Associazione italiana sommelier (Ais), Sandro Camilli, ha inaugurato la XIV edizione della Giornata nazionale della cultura del vino e dell’olio, promossa dalla stessa Ais con il patrocinio del ministero della Cultura, del ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, e del ministero dell’Istruzione e del merito.


La giornata ha preso il via con un convegno nella sala della Crociera del Mic dal titolo “Cultura mediterranea: olio e vino in cucina, paradigma del confronto di civiltà”, al quale hanno partecipato, oltre al presidente Camilli, Edith Gabrielli, Donatella Bianchi, Roberta Garibaldi, Luigi Caricato, Donatella Cinelli Colombini. Nel corso dei lavori, moderati da Valerio Ceva Grimaldi, sono state premiate con una borsa di studio ciascuna, cinque classi di Istituti Agrari, Istituti Tecnico Economici con indirizzo Turistico e Istituti professionali per i Servizi di enogastronomia ed ospitalità alberghiera del secondo ciclo partecipanti all’edizione 2023 del progetto. Gli istituti risultati vincitori sono l’Ipssar Polo G. Celli di Piobbico (Pesaro Urbino), l’IIS Carlo Barletti di Ovada (Alessandria), l’IIS Giorgio Vasari di Figline Valdarno (Frenze), l’Istituto professionale alberghiero Costa Smeralda di Arzachena (Sassari) e l’IIS di Ceccano (Frosinone). Gli allievi che saranno coinvolti nella nuova edizione 2024 saranno invece chiamati a elaborare attraverso lo studio di una pietanza, di un prodotto gastronomico tradizionale italiano o di una pratica di lavorazione, una relazione che ne evidenzi gli elementi originali che lo riconducano al concetto di confronto e intreccio culturale, tipico dell’area mediterranea. Il progetto della Borsa di studio Ais è stato illustrato da Giuseppe Baldassarre, e i lavori si sono chiusi con l’intervento di Camillo Privitera di Ais.

Slow Food: Federico Varazi nuovo presidente Banca del vino di Pollenzo

Slow Food: Federico Varazi nuovo presidente Banca del vino di PollenzoMilano, 17 mag. (askanews) – Federico Varazi è stato nominato nuovo presidente della Banca del vino di Pollenzo (Cuneo), società cooperativa costituita nel 2001 con lo scopo di costruire la memoria storica del vino italiano, selezionando, stoccando e conservando, i migliori vini della penisola. Già vicepresidente di Slow Food Italia, Varazi succede a Vladimiro Rambaldi.


Il nuovo Cda, che rimarrà in carica per il triennio 2024-2026, ha attribuito le cariche di vicepresidente a Olivia Reviglio, Consiglieri Eleonora Bergoglio, Fabrizio Gallino, Vladimiro Rambaldi, Leopoldo Rieser e Federico Piemonte come consigliere delegato. Obiettivo del nuovo Cda quello di “incrementare nei prossimi tre anni le attività e gli eventi nella sede di Pollenzo ma anche nelle sedi didattiche distaccate, come elemento di potenziamento della promozione delle aziende che credono in una viticoltura sostenibile in linea con i principi del manifesto del vino buono, pulito e giusto”. “Consolidare il legame di Slow Food Italia con Banca del Vino, società cooperativa con più di 800 soci, significa legare indissolubilmente i progetti del vino di Slow Food attraverso un coordinamento politico che può trasformare questa storica cooperativa in un tassello fondamentale del progetto Slow Wine – ha dichiarato Varazi – mantenendo l’obiettivo di preservare la memoria enologica italiana, fare educazione e cultura del vino ed esprimere insieme la grande ricchezza di territori, terreni e vitigni autoctoni della nostra penisola”.


Per raggiungere questi obiettivi il nuovo consiglio “conta sulla collaborazione di tutte le altre anime Slow Food, a cominciare da Slow Food Promozione Srl SB, il braccio operativo di Slow Food Italia, e sul cuore pulsante di questo progetto unico al mondo: i 200 produttori del Club Banca del Vino e tutti gli altri soci”.

Vino, “Premio Gambelli” 2024 assegnato all’enologo Ovidio Mugnaini

Vino, “Premio Gambelli” 2024 assegnato all’enologo Ovidio MugnainiMilano, 17 mag. (askanews) – È il giovane senese Ovidio Mugnaini, l’enologo under 40 che si è aggiudicato la dodicesima edizione del Premio dedicato a Giulio Gambelli, il “maestro del Sangiovese” scomparso nel 2012. Il riconoscimento, promosso da Aset Toscana (Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana) e dal network di giornalisti “IGP – I Giovani Promettenti”, è stato consegnato il 16 maggio a San Gimignano (Siena) in occasione della seconda edizione di “Regina ribelle – Vernaccia di San Gimignano Wine Fest”, l’evento promosso dal Consorzio di tutela della Vernaccia di San Gimignano Docg.


Il riconoscimento premia ogni anno l’enologo il cui lavoro abbia saputo incarnare al meglio l’idea di vino portata avanti da Giulio Gambelli: esaltazione delle tipicità di ogni vitigno, delle caratteristiche del territorio e dell’annata vendemmiale. Tra i requisiti fondamentali per poter partecipare, essere un professionista che nell’anno solare di emanazione del bando non abbia superato i 40 anni di età e laurea per titolo di enologo. A consegnare la targa il presidente di Aset, Leonardo Tozzi, assieme ai familiari di Giulio Gambelli e al sindaco di San Gimignano, Andrea Marrucci. “Per me è qualcosa di straordinario per tanti motivi, non solo per l’essere avvicinato a un nome che ha dato così tanto al vino e all’enologia, ma anche per una dedica a mio nonno, nato proprio a San Gimignano nel 1925 (lo stesso anno di Gambelli), che per me è stato un maestro di cantina e di vigneto e insieme a mio nonno vorrei davvero ringraziare l’azienda per la quale lavoro con tutti i suoi interpreti e l’agronomo Stefano Di Blasi con cui mi confronto sempre per la realizzazione dei tagli e delle vinificazioni” ha commentato Mugnaini, nato a Poggibonsi nel 1984, aggiungendo che “il lavoro di questo gruppo mi ha permesso di coronare un piccolo sogno, perché per me il vino è come lo era per mio nonno e per Giulio: prima di tutto passione, passione che un simile riconoscimento non può che alimentare, spronandomi a cercare di lavorare sempre meglio”.


Diplomatosi all’istituto agrario di Siena e laureatosi con il massimo dei voti all’università di Viticoltura ed enologia di Firenze, Mugnaini, dopo alcune esperienze in Trentino ed in Toscana, affianca all’azienda di famiglia che ancora segue, il lavoro in Chianti Classico per la Sala del Torriano di San Casciano Val di Pesa. Al vincitore, oltre alla targa, va anche un premio di 1.500 euro grazie al sostegno di alcune delle aziende di cui Gambelli fu storicamente amico e consulente: Bibbiano, Fattoria di Rodàno, Il Colle, Montevertine, Poggio di Sotto. Sono poi partner del Premio, il Consorzio Vino Chianti Classico, il Consorzio Vino Nobile di Montepulciano, il Consorzio Vino Brunello di Montalcino e il Consorzio del Vino Vernaccia di San Gimignano. La prossima edizione del premio è in programma a Firenze nel febbraio 2025 in occasione della “Chianti Classico Collection”.

Vino, il 18 maggio a Locorotondo “Giornata dell’Enologo-Enotecnico”

Vino, il 18 maggio a Locorotondo “Giornata dell’Enologo-Enotecnico”Milano, 17 mag. (askanews) – Il 18 maggio, a partire dalle 9, all’IISS Agrario Alberghiero Basile Caramia-Gigante di Locorotondo (Bari), si terrà “La Giornata dell’Enologo-Enotecnico” che ha per tema “Il vino del futuro fra cambiamenti climatici, mercati e promozione”. Promossa dalla sezione Puglia Basilicata e Calabria di Assoenologi, “l’iniziativa testimonia l’impegno nell’aggiornamento tecnico-scientifico che, assiemee al miglioramento della produzione nazionale del vino e alla sua tutela e valorizzazione in Italia e all’estero, è sempre stato uno dei suoi principali obiettivi dell’organizzazione”.


“Se negli anni ’80 e ’90 il ruolo dell’enologo era essenzialmente in cantina, negli ultimi decenni è emerso chiaramente che il suo compito di garantire la massima qualità del prodotto doveva estendersi alla cura della materia prima, al rispetto del territorio e delle tradizioni, nonché all’attenzione verso le nuove dinamiche di mercato” spiega Assoenologi, che con il suo presidente, Riccardo Cotarella che il 18 maggio aprirà i lavori, sottolinea che “questa preziosa iniziativa ha l’intento di evidenziare l’importanza crescente della categoria degli enologi nell’ambito complesso della vitivinicoltura. Attraverso un approccio completo e mirato, con questa giornata ci si propone di affrontare in modo approfondito problemi e prospettive, contribuendo così in modo significativo al continuo sviluppo e miglioramento del mondo del vino”. A dare il via agli interventi anche ci sarà anche , che commenta così l’evento: “Assoenologi riconosce l’importanza cruciale di adattarsi ai cambiamenti climatici attuali che richiedono scelte tecniche sempre più specifiche” ricorda Massimo Tripaldi, presidente Assoenologi Puglia Basilicata e Calabria, aggiungendo che “inoltre, consapevoli della dinamicità dei mercati e dell’evoluzione dei gusti dei consumatori, riteniamo fondamentale che gli enologi pongano le basi per progettare i vini del futuro su una solida conoscenza di tali aspetti”.


Nel corso della giornata sono previsti i contributi di Vincenzo Russo (ordinario di Psicologia dei consumi e Neuromarketing dello Iulm), di Angela Zinnai (docente associata di Tecnologie alimentari della Facoltà di Enologia-Unipi) e di Luca Giorgio Carlo Rolle (ordinario di Tecnologie alimentari – Facoltà di Enologia Unito). L’incontro verrà inoltre arricchito da un “talk show” moderato dal presidente Vinoway, Davide Gangi, sulle strategie di marketing nel futuro del vino, al quale parteciperanno: Donato Pentassuglia (assessore Agricoltura Regione Puglia), Francesco Casillo (presidente Istituto tecnologico superiore academy agroalimentare Puglia), Michele Lorusso (azienda Tagaro), Federica Stella Blasi (programme manager Radici Virtuose) e il professor Russo.

Vino, nasce “Il Veronelli”: l’opera del grande critico diventa fruibile

Vino, nasce “Il Veronelli”: l’opera del grande critico diventa fruibileBariano (Bergamo), 17 mag. (askanews) – Far vivere la memoria e far conoscere il pensiero di Luigi Veronelli, padre indiscusso della critica enologica e gastronomica italiana, figura chiave per la crescita della cultura materiale nel nostro Paese. Questo l’obbiettivo de “Il Veronelli”, spazio permanente che raccoglie in un’ala dell’ex Convento dei Neveri a Bariano (Bergamo) il cuore del patrimonio culturale dell’intellettuale anarchico milanese scomparso vent’anni fa a 78 anni.


Due piani, più il sottoterra, di questo grande quanto sorprendente complesso storico (sovrapposizione di costruzioni che partono dall’epoca romana) riportato alla vita dalla famiglia Suardi attraverso una ristrutturazione durata dieci anni, raccolgono e offrono in esposizione una selezione ragionata di documentazione cartacea e mediatica per conoscere il suo approccio e metodo di lavoro. Mettono a disposizione la sua biblioteca con circa 6.500 volumi sull’enogastronomia e la civiltà contadina, e offrono una fedele riproduzione del suo studio, e nella sua incredibile cantina con 12mila bottiglie: ricostruita come l’originale della sua casa a Bergamo alta, che di bottiglie era arrivata a contenerne 70mila. E poi una sala assaggi, dove “ascoltare i vini” circondati dai suoi scritti sulla degustazione, e una caffetteria con i disegni realizzati per Alessi, i pannelli con nomi e menu dei ristoranti che parteciparono al campionato gastronomico lombardo ideato con Gianni Brera negli anni Sessanta, e le ricette di alcuni suoi cocktail. Eredità viva e innovativa di questo editore, scrittore e giornalista, messa insieme a partire dai materiali che erano stati raccolti per la mostra “Camminare la terra” inaugurata per il decennale dalla morte. Un lascito profondo e vasto: in circa cinquant’anni di lavoro si contano sei testate di sua fondazione e/o direzione, collaborazioni stabili con quattro quotidiani e 12 periodici, una settantina di libri a partire da “I vini d’Italia”, primo inventario moderno del patrimonio vinicolo italiano datato 1961. Poi due enciclopedie, cataloghi e guide, tra cui la “Guida Oro I Vini di Veronelli” pubblicata ancora oggi dal Seminario Permanente che porta il suo nome e che lui fondò per promuovere cibo e vino come fatti di cultura. Ma non c’è solo la scrittura perché nel 1960 esordì in tivù, ampliando la sua notorietà con trasmissioni come “A tavola alle 7” dove con l’indimenticabile Ave Ninchi introduce la prima sfida tra cuochi amatoriali del piccolo schermo, e “Viaggio sentimentale nell’Italia dei vini”, interessantissimo reportage attraverso i quali documenta il (difficile) mondo contadino, con particolare attenzione alla viticultura.


Il senso e il peso delle riflessioni di Veronelli, della sua critica, delle sue battaglie in difesa della terra e delle persone che la lavorano e trasformano i suoi frutti, si ritrova nella stima che ancora oggi hanno per lui vignaioli, agricoltori, produttori, ristoratori e artigiani di tutta Italia. Parlando di qualità, competenza e responsabilità, e informando e formando un consumatore critico, consapevole ed esigente, Veronelli ha contribuito in maniera determinante a riconoscere il valore e la validità delle loro rivendicazioni, contribuendo alla (ri)nascita del vino e delle produzioni agroalimentari. “Le intuizioni di Veronelli hanno marcato il miglior destino del comparto vitivinicolo italiano dal secondo Novecento in poi” ha spiegato Gian Arturo Rota, braccio destro del giornalista e responsabile di questo nuovo spazio, che nasce “per continuare la sistemazione organica dei suoi materiali (iniziata nel 2010) e per mantenerne viva una memoria non solo celebrativa ma trampolino per agire secondo due dei suoi ‘must’: ‘fare nuovo’ e ‘festeggiare la vita’”. Un luogo che “vuole offrire spunti di riflessione, avvicinare a una visione del mondo, mostrare che l’opera veronelliana è di forte attualità: proprio per ciò, si propone di essere sia un luogo animato da eventi, sia aperto a studenti, studiosi e appassionati interessati ad approfondire la conoscenza di Veronelli e, attraverso di lui, della cultura enogastronomica e materiale italiana”.

Vino, Consorzio Conegliano Valdobbiadene ha eletto il nuovo Cda

Vino, Consorzio Conegliano Valdobbiadene ha eletto il nuovo CdaMilano, 16 mag. (askanews) – Il 15 maggio al Cinema Teatro Careni a Pieve di Soligo (Treviso), si è tenuta l’assemblea del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg, che ha eletto i nuovi membri del Cda. La presidente uscente del Consorzio, Elvira Bortolomiol, ha aperto i lavori dell’assemblea alla quale hanno partecipato 173 soci (il 90,2%).


Nel Cda per gli imbottigliatori sono stati eletti: Leonardo Moretti Polegato, Villa Sandi (6663 voti); Loris Vazzoler, Santa Margherita (5747 voti), Gianfranco Zanon, Valdo Spumanti (5741 voti); Luigi Gava, La Marca Vini e Spumanti (5473 voti), Filippo Polegato, A.C. Srl Astoria Vini (5359 voti); Giovanni Gava, Cantine Riunite & Civ (5018 voti). Per i vinificatori, Stefano Gava, Cantina Produttori Valdobbiadene (9574 voti), Giuseppe Collatuzzo, Cantina di Conegliano e Vittorio V.to (7692 voti); Gianluca Frassinelli, Frassinelli Gianluca (6640 voti); Ivo Nardi, Perlage (6540 voti); Piero De Faveri, Cantina Colli del Soligo Soc. Coop. (5929 voti). Per i viticoltori: Franco Adami, Adriano Adami Az. Agr. (3820 voti); Cinzia Sommariva, Sommariva Soc. Agr. Palazzo Rosso (2904 voti); Elena Moschetta, Biancavigna S.S. Soc. Agr. (1971 voti); Lodovico Giustiniani, Borgoluce Soc. Agr. (1907 voti). Il neoeletto Cda si riunirà prossimamente per eleggere il presidente del Consorzio. Per quanto riguarda i membri del Collegio sindacale, sono stati nominati presidente Giuseppe Fiabane, mentre sindaci effettivi Franco Olivetti e Valerio Fuson, e sindaci supplenti Michele Dufour e Simone Gasparetto. Infine, i membri del Collegio dei Probiviri sono Lorenzo Botteon, Vasco Boatto e Stefano Zanchetta.


Foto di Beatrice Pilotto

Vino, da 17 a 19 maggio a Castagnole Monferrato c’è “Festa del Ruchè”

Vino, da 17 a 19 maggio a Castagnole Monferrato c’è “Festa del Ruchè”Milano, 16 mag. (askanews) – Il binomio vino-arte sarà al centro della “Festa del Ruchè” 2024, organizzata dall’Associazione Produttori del Ruchè di Castagnole Monferrato Docg, che si terrà dal 17 al 19 maggio presso la consueta sede storica, la Tenuta La Mercantile nel piccolo comune astigiano.


Anticipato ad aprile a Torino durante l’anteprima del Ruchè, in questa edizione della manifestazione si concretizzerà il sodalizio con la startup Artàporter. A partire dalla locandina della Festa dove campeggia l’opera realizzata in live painting dall’artista Norman Sgrò, dedicata proprio al Ruchè. Anche quest’anno l’ingresso alla Tenuta sarà libero con degustazioni a pagamento e il banco d’assaggio con protagoniste le Cantine. Accanto a loro, le opere degli artisti selezionati da Artàporter, e negli spazi esterni circondati dal giardino all’italiana si potranno gustare le specialità del territorio godendo di spettacoli e concerti a cura di “Monferrato On Stage”.


Venerdì 17 maggio alle 20 è prevista “A cena con il Ruchè”, cena di cinque portate selezionate da Monferrato Rural Food in abbinamento ad una selezione di Ruchè, in collaborazione con la sommelier Martina Doglio Cotto. Alle 21.30 spettacolo de Le 3CHIC. Sabato 18 maggio alle 22 sarà invece il turno di “Instabil Band” e dello special guest Johnson Righeira. Successivamente sarà possibile proseguire l’esperienza seguendo la mappa creata per la festa, che porterà ad un tour nelle Cantine del Ruchè di Castagnole Monferrato, in cui saranno esposte ulteriori opere d’arte. Infine, sabato 18 e domenica 19 maggio a partire dalle 11 saranno aperti i banchi d’assaggio delle Cantine dell’Associazione.

Mulino Bianco apre le fabbriche delle merende a Cremona, Ascoli e Melfi

Mulino Bianco apre le fabbriche delle merende a Cremona, Ascoli e MelfiMilano, 16 mag. (askanews) – Aprono le porte le fabbriche delle merende Mulino Bianco di Cremona, Ascoli Piceno e Melfi per le 30 famiglie vincitrici del concorso “sorpresine collection”, che nel 2023 ha raggiunto oltre 4 milioni di italiani. Il primo weekend si è svolto la settimana scorsa a Cremona, e seguiranno gli altri due in cui i vincitori potranno conoscere come nascono alcuni dei prodotti del brand. Le sorpresine, d’altronde, sono un “cult”: quasi tutti gli italiani le conoscono (94,7%), un italiano su due ha ancora oggi una sorpresina a casa e sono tra gli oggetti più collezionati e scambiati dai giovani cresciuti negli anni ’80 (37,2%), come emerge dall’indagine AstraRicerche per Mulino Bianco.


Nello stabilimento di Cremona, prima tappa degli eventi al via l’11-12 maggio, Mulino Bianco sforna da oltre 40 anni specialità dolci e salate: plumcake, camille e i cornetti farciti, ma anche pan bauletto e pagnottelle. Il sito si distingue per otto linee produttive all’avanguardia come la cottura al vapore che caratterizza la linea dedicata alla produzione dei cuorcake e mooncake. Sulla superficie complessiva di 255.000 metri quadrati, trovano origine 32 ricette originali, per una capacità produttiva di 73.000 tonnellate l’anno. Vengono effettuate complessivamente 115.000 analisi all’anno su prodotto finito, materie prime e materiali di imballaggio per garantire al consumatore un prodotto buono e sicuro. Tutto questo è reso possibile grazie all’impegno giornaliero di circa 300 dipendenti. In 10 anni, lo stabilimento ha visto un risparmio del 36% di acqua e del 21% di co2. Ascoli Piceno – secondo appuntamento in programma il 18-19 maggio – è il sito produttivo all’avanguardia nella produzione dei prodotti da forno, che ha saputo rialzarsi dopo la violenta alluvione del 2011. Dal 1981, anno in cui è nato il plant, ad Ascoli Piceno, Mulino Bianco prepara crostatine e tartelle, nastrine, plumcake, baiocchi e il pancarrè. Vengono effettuate 50.000 analisi all’anno su prodotto finito, materie prime e materiali di imballaggio per garantire al consumatore un prodotto buono e sicuro. Su una superficie di 105.000 metri quadrati si sviluppano 5 linee produttive, per una capacità produttiva di 58.000 tonnellate/anno. Nello stabilimento sono impiegati circa 200 dipendenti. Negli ultimi 10 anni, il risparmio di acqua è stato pari al 10%, mentre in termini di co2 è stato pari al16%.


A Melfi – tappa conclusiva in programma il 25-26 maggio – a circa 60 chilometri da Potenza, lo stabilimento è testimonianza dell’impegno di Barilla nello sviluppo del sistema-Paese e nella progressiva riduzione dell’impatto ambientale. Negli ultimi 10 anni, il risparmio di acqua è stato pari al 42% e quello di CO2 pari al 27%5. È in questo stabilimento, che si estende su un’area di 202.000 metri quadrati, che nel 1986 sono nati tegolino e soldino. Negli anni, la produzione si è arricchita con le fette biscottate, i flauti, i biscotti e il pan bauletto, fino ai più recenti pancakes e le nuove fisarmoniche, rendendo Melfi uno degli impianti produttivi più attivi e all’avanguardia del Sud Italia. In totale vi sono otto linee dedicate a 20 ricette differenti, con una capacità massima di 83.000 tons all’anno. Tutto questo è reso possibile grazie all’impegno giornaliero di circa 350 dipendenti. A guidare le famiglie alla scoperta degli stabilimenti produttivi saranno in prima persona tutti coloro che lavorano in stabilimento e il Mastro Sorpresiere. Non mancherà la merenda ma ci sarà anche spazio per una mostra dedicata alla storia delle sorpresine. Il giorno successivo, è previsto un tour della città prescelta, alla scoperta delle attrazioni del territorio.