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Vino, Cons. Valpolicella: il 19 maggio a Roma “Amarone in Capitale”

Vino, Cons. Valpolicella: il 19 maggio a Roma “Amarone in Capitale”Milano, 16 mag. (askanews) – Domenica 19 maggio torna “Amarone in Capitale”, terza edizione dell’”evento glamour” del Consorzio Vini Valpolicella in programma all’Hotel Hassler di Trinità dei Monti a Roma. Dedicato agli operatori dell’horeca ma anche agli enoappassionati della principale Denominazione rossa del Veneto, la manifestazione propone un cartellone di degustazioni “in un percorso sensoriale tra i vini più iconici ed espressivi della Valpolicella”.


“Roma è tra le principali destinazioni italiane dei nostri vini di punta e in particolare dell’Amarone che, oltre a rappresentare un fil rouge tra Verona e la Capitale, riflette la passione consolidata dei romani per il grande rosso veneto” ha affermato il presidente del Consorzio, Christian Marchesini, aggiungendo che “‘Amarone in Capitale’ è anche un’iniziativa di promozione verso un canale fondamentale come quello della ristorazione, delle enoteche e dei wine bar che riflettono la Dolce Vita”. Dalle 10 alle 21 è previsto un “walk around tasting” di Amarone e Valpolicella Superiore per operatori e pubblico al ristorante stellato “Imàgo” dell’albergo. Mentre alle 11 e alle 14 vanno in scena due degustazioni guidate dal giornalista Alessandro Brizi: “Valpolicella Doc Superiore: l’avanguardia stilistica” e “Amarone e Recioto della Valpolicella Docg: il valore culturale alla radice della tecnica”. Confermato anche l’aperitivo musicale al tramonto a base di Valpolicella “fresco” nella suggestiva terrazza panoramica Penthouse Suite.


Gli eventi di sono aperti al pubblico e gratuiti previa registrazione sul sito eventbrite.

Vino, il 3 giugno a Milano il Consorzio del Roero festeggia 10 anni

Vino, il 3 giugno a Milano il Consorzio del Roero festeggia 10 anniMilano, 15 mag. (askanews) – Dieci anni dalla fondazione, dieci dal riconoscimento del territorio Patrimonio Unesco, venti dal conseguimento della certificazione Docg. Ha tanto da festeggiare quest’anno il Consorzio Tutela del Roero e per farlo ha scelto nuovamente Milano, il 3 giugno, come sede del “Roero Days”, l’annuale evento di promozione del territorio e del suo patrimonio vinicolo. Per gli operatori del settore, i sommelier e per tutti gli appassionati sarà l’occasione per approfondire e apprezzare i vini di questo bell’angolo di Piemonte, oltre che per conoscere i produttori che saranno impegnati nella mescita e nel racconto dei propri prodotti.


“Questo primo decennale segna una tappa importante nel percorso di crescita del Roero e della notorietà e diffusione dei suoi vini” ha spiegato il presidente del Consorzio, Massimo Damonte, ricordando che “il Roero Bianco Docg si colloca nel trend dei bianchi freschi, profumati e senza particolari durezze, e negli ultimi anni sta dimostrando sempre di più di avere un proprio carattere distintivo e una grande personalità che lascia emergere la delicata sfaccettatura dell’uva Arneis e l’unicità legata soprattutto ai terreni sabbiosi capaci di dar vita a vini eleganti e longevi”. Il 3 giugno a Palazzo dei Giureconsulti in piazza dei Mercanti, a due passi dal Duomo, sarà allestito innanzitutto un grande banco d’assaggio con oltre 500 vini Roero Docg, tra bianchi, spumanti e rossi. Poi due laboratori di degustazione co-condotti da Daniele Cernilli, Gianni Fabrizio, Chiara Giannotti, Adua Villa che proporranno altrettante verticali di Roero Bianco e Roero Rosso in un viaggio tra vecchie e nuove annate, e un convegno sul territorio roerino condotto dal vicedirettore del Corriere della Sera, Luciano Ferraro, con la presentazione del libro “Il Roero, terra del Nebbiolo e dell’Arneis” a cura di Laura Pacelli per De Agostini Collectibles. Infine saranno esposte le proposte artistiche finaliste del contest creativo “Born to be a wine” indetto dall’ente consortile in collaborazione con ArtàPorter, per ideare la nuova immagine istituzionale delle cinque tipologie in cui è declinata la Docg (Roero Bianco, Roero Bianco Riserva, Roero Spumante, Roero Rosso, Roero Rosso Riserva), con la premiazione ufficiale del vincitore (all’unanimità) Bruno Casetta.


Il territorio roerino si trova nel cuore delle colline piemontesi del vino, tra la pianura di Carmagnola e le basse colline dell’Astigiano, quella porzione della provincia di Cuneo tra Langhe e Monferrato sulla riva sinistra del Tanaro. Un territorio che fino a 130 milioni di anni fa era ancora parte di un mare interno: il fondale del Golfo Padano. Nonostante questa storia di acqua, le colline roerine sono una zona semi-arida, con le precipitazioni più basse di tutto il Sud Piemonte. A causa del cambiamento climatico, negli ultimi quindici anni la vendemmia è slittata in avanti di oltre venti giorni, arrivando ai primi di settembre. Il Consorzio rappresenta oggi 258 soci per una superficie totale di oltre 1.300 ettari (di cui 965 ad Arneis e 335 a Nebbiolo) ed esprime una produzione annua di circa 7,5 mln di bottiglie delle quali il 90% di Roero Bianco Docg e il 10% di Roero Rosso Docg. Nel 2023 la produzione del Roero Bianco si è attestata su poco più di 6,5 mln di bottiglie, in calo del 10% rispetto al 2022, ma l’ente consortile prospetta un incremento di produzione annuale del 7% per i prossimi tre anni, in considerazione dell’entrata in produzione dei 30 ettari concessi ogni anno.

La bresaola tra i cibi che aiutano ad affrontare il “mal di primavera”

La bresaola tra i cibi che aiutano ad affrontare il “mal di primavera”Milano, 14 mag. (askanews) – Un’alimentazione bilanciata e varia è un elemento chiave per il corretto funzionamento del sistema immunitario, soprattutto in questa stagione di continui sbalzi di temperatura. Stanchezza, insonnia, ansia, cefalea sono i sintomi tipici di chi è meteorosensibile: in Italia sono circa il 30-40% della popolazione coloro che ne soffrono secondo il dipartimento di Scienze biomediche per la salute dell’università di Milano. Senza contare che i repentini cambi delle temperature compromettono le difese immunitarie, causando raffreddori o altri malanni.


Quella della meteoropatia è una sindrome aspecifica che in Paesi come Austria e Svizzera è riconosciuta come patologia: è la “sindrome da scirocco”, più recentemente conosciuta con il nome di “Föhn” (un vento frequente nelle Alpi sul versante svizzero-germanico). In questi casi un aiuto per affrontare il “mal di privamera” può arrivare dai nutrienti di alcuni cibi come la bresaola, che, ricorda il consorzio della bresaola della Valtellina Igp, grazie alle sue proprietà è considerata al pari di un integratore naturale. Inoltre, la presenza del triptofano (ne apporta una buona quantità, 336.2 mg/100 g di prodotto, di cui 15 mg liberi) aiuta anche l’umore. “Per combattere le stranezze del tempo – suggerisce Luca Piretta, gastroenterologo e nutrizionista, Università Campus Bio-medico di Roma – valgono le regole di buon senso come fare attività fisica per almeno 20 minuti al giorno, evitare la frenesia di scoprirsi subito vista la prossimità della bella stagione, idratarsi correttamente bevendo acqua più mineralizzata e curare l’alimentazione”. Tra i principali micronutrienti classici (vitamine e minerali), che sostengono il normale funzionamento del sistema immunitario e le difese naturali, oltre alle vitamine E, D e C, alcuni lavori scientifici indicano anche le vitamine del complesso B e alcuni minerali come zinco, magnesio e ferro. “Questi quattro elementi sono necessari all’organismo per vari motivi, anche per il sistema immunitario, ma ricordiamo sempre che ogni nutriente svolge una sua funzione e che non esiste un alimento (ma neanche un solo gruppo di alimenti) in grado di fornirli tutti in modo adeguato – continua Luca Piretta – Quello che conta è la qualità della razione alimentare globale con una dieta varia ed equilibrata”. La bresaola della Valtellina Igp, specifica l’esperto, “è una buona fonte di questi quattro elementi e ha caratteristiche positive dal punto vista nutrizionale: non è grassa e ha pochissime calorie e ha anche un buon contenuto di questi minerali e vitamine che possono contribuire a migliorare l’efficienza del nostro sistema immunitario”.


“Esiste una stretta relazione tra cibo e umore, e determinati alimenti hanno un forte potere riequilibrante – continua Piretta – I cibi giusti sono quelli ricchi di specifici micronutrienti (cioè, presenti in piccole quantità) come le vitamine del gruppo B (soprattutto B12, considerata la vitamina dell’energia), la vitamina C, gli acidi grassi omega-3 e il triptofano (un aminoacido essenziale presente nella maggior parte delle proteine che assumiamo con gli alimenti) che possono migliorare concentrazione e memoria. Il triptofano ha un effetto positivo sullo stress, perché, in presenza di vitamine del gruppo B, di carboidrati e di ferro, aumenta la produzione della serotonina. Inoltre, favorendo la sintesi della melatonina il triptofano può essere molto utile nel periodo primaverile dove si allungano le giornate, si introduce l’ora legale e pertanto anche il ritmo sonno-veglia può essere sregolato”.

Il 14-15 luglio “VinoVip Cortina” con i grandi nomi del vino italiano

Il 14-15 luglio “VinoVip Cortina” con i grandi nomi del vino italianoMilano, 15 mag. (askanews) – Domenica 14 e lunedì 15 luglio Cortina d’Ampezzo (Belluno) ospiterà la quattordicesima edizione di “VinoVip Cortina”, l’appuntamento con i grandi nomi del vino italiano organizzato ogni due anni dalla storica rivista “Civiltà del bere” diretta da Alessandro Torcoli. Il summit, patrocinato dal Comune ampezzano, accoglierà 60 Cantine leader dell’enologia italiana, che si confronteranno sul futuro del mondo del vino, con dibattiti e degustazioni aperte sia ai professionisti del settore che ai wine lovers.


Ad aprire la due giorni sarà il talk show “Resistenza!” alle 15.30 di domenica 14 luglio presso l’Alexander Girardi Hall. Il momento di approfondimento ha un titolo particolarmente provocatorio e mira a indagare le tematiche più calde riguardanti la sopravvivenza della “civiltà del bere”. Dalle tendenze proibizioniste di alcuni Paesi che negano il valore culturale del vino, alle migliori politiche da adottare per la risposta al cambiamento climatico che mette sempre più a rischio la viticoltura in diverse zone del mondo, fino alle politiche commerciali più adatte a scenari economici e geopolitici sempre più complessi. A conclusione, come da tradizione, sarà consegnato il “Premio Khail” 2024, riconoscimento intitolato al fondatore di “Civiltà del bere” e destinato a un personaggio che si è distinto nella valorizzazione del vino italiano nel mondo. Il 15 luglio lo spazio sarà tutto per gli approfondimenti enologici e le degustazioni. Alle 9.30 la mattinata si apre al Grand Hotel Savoia con “Cabernet vs Cabernet”: un evento speciale (convegno più walk-around tasting fino alle 13.30) dedicato ai “fratelli” Sauvignon e Franc, due grandi vitigni internazionali alla base del successo di alcuni tra i vini più apprezzati al mondo. Si indagheranno la dialettica tra i due e le loro differenze in termini enologici e viticoli con il coinvolgimento di grandi esperti in materia, passando poi alla prova sensoriale con l’assaggio di eccellenti versioni dell’uno e dell’altro vitigno, oltre a qualche alleanza particolarmente riuscita.


Si prosegue nel pomeriggio con l’evento clou della manifestazione, il “Wine tasting delle Aquile”, la speciale degustazione al Rifugio Faloria (2.123 metri slm) di 180 etichette italiane simbolo del bere di qualità, tra vini e distillati, grandi classici ed eccezionali novità, raccontate direttamente dai loro creatori. Le aziende protagoniste di “VinoVip Cortina” 2024 sono Marchesi Antinori, Argiolas, Banfi, Berlucchi Franciacorta, Bortolomiol, Le Caniette, Casale del Giglio, Castagner, Castello del Terriccio, Castello di Querceto, Cesarini Sforza, Cleto Chiarli, Citra Vini, Nododivino, Collavini, Dei, Elèva, Fèlsina, Fontanafredda, Fonzone, Isole e Olena, Leone de Castris, Livon, Cantine Lvnae, Lungarotti, Mandrarossa, Le Manzane, Masciarelli, Masi Agricola, Tenuta Meraviglia, Mezzacorona, Monteverro, Montezovo, Nino Franco, Nino Negri, Pasqua Vini, Pio Cesare, Planeta, Poggio al Tesoro, PuntoZero, Quintodecimo, Rocca delle Macìe, Rottensteiner, Ruffino, Tenuta San Guido, San Marzano, Tenuta Santa Caterina, Santa Margherita, Cantina Santadi, Santi, Tedeschi, Cantina Terlano – Andriano, Tommasi Family Estates, Umani Ronchi, Velenosi, La Viarte, Villa Bogdano 1880, Villa Sandi, Vite Colte, Zenato e Zorzettig.

Vino, un libro racconta i 100 anni del Consorzio Chianti Classico

Vino, un libro racconta i 100 anni del Consorzio Chianti ClassicoMilano, 14 mag. (askanews) – Oggi il Consorzio Vino Chianti Classico compie cento anni: il 14 maggio 1924, infatti, 33 lungimiranti viticoltori decisero di dare vita all’ente consortile che oggi rappresenta una compagine di 500 aziende. Alla ricostruzione di questo straordinario percorso compiuto dal Consorzio è dedicato il libro “Sulle tracce del Gallo Nero” scritto da Daniele Cernilli con la collaborazione di Paolo De Cristofaro.


“Non si tratta di un libro celebrativo ma vuole essere un lungo racconto che parte dalla battaglia di Montaperti del 1260 fino ad arrivare ai giorni nostri” ha spiegato Daniele Cernilli, aggiungendo che “ovviamente la storia del Consorzio e dei personaggi che ne sono stati artefici, ma è anche la storia del simbolo, di quel Gallo Nero che, unico nel suo genere, ha caratterizzato il Chianti Classico fin dai suoi esordi, esattamente 100 anni fa”. “È stato un onore e soprattutto un grande divertimento poter lavorare su fonti di prima mano – ha aggiunto Paolo De Cristofaro – una documentazione straordinaria, da cui emerge una volta di più tutta la modernità e la lungimiranza di questo territorio e dei suoi protagonisti”. Il volume di 256 pagine è edito da Giunti Editore ed è arricchito da due inserti fotografici a colori di 16 e di 24 pagine. Tradotto anche in inglese, sarà distribuito nelle librerie a partire dal 22 maggio.


“Motivo di orgoglio non è solo il nostro territorio, uno dei più belli del mondo, che ci impegniamo ogni giorno a trasferire nei nostri vini, ma lo è anche la nostra storia” ha commentato il presidente Giovanni Manetti, aggiungendo che “infatti, nel concetto di terroir che i francesi hanno reso famoso nel mondo, l’elemento culturale e umano, quindi anche storico e tradizionale, non può essere scisso dai fattori ambientali che caratterizzano un vino. E il Consorzio del Chianti Classico porta avanti proprio quell’ispirazione dei padri fondatori, quelle lezioni di unità di intenti e identità apprese in un secolo di storia”.

Vino, Zaia: Prosek-Prosecco dossier chiuso: questo nome è nostro

Vino, Zaia: Prosek-Prosecco dossier chiuso: questo nome è nostroMilano, 14 mag. (askanews) – “Prosek dossier chiuso: questo nome è nostro e nessuno potrà mai utilizzalo in Europa come ‘menzione tradizionale’ per indicare un vino che vuole solamente evocare le nostre bollicine ma non ha nulla di Veneto. Il nuovo Regolamento europeo sulle indicazioni geografiche Ig mette, quindi, la parola fine a una sgradevole vicenda e questo risultato è frutto di una grande lavoro di squadra tra istituzioni, associazioni di categoria e consorzi che in tutte le sedi hanno difeso non solo un brand, ma un vino che esprime la storia e l’identità del Veneto”. Lo ha detto il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, annunciando la pubblicazione del testo del Regolamento dell’Ue nella Gazzetta Ufficiale Europea, che limita definitivamente l’uso ingannevole del nome Prosek sulle etichette croate o di qualsiasi altro Stato membro.


“Ci tengo anche a ricordare che Prosek è un nome che ci appartiene: c’è una riserva del nome con un decreto del 2009 che firmai quand’ero ministro, riconosciuto dall’Europa, e c’è il pronunciamento dell’Unesco che, nel 2019, ha dichiarato Patrimonio dell’Umanità le Colline del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene” ha proseguito Zaia, aggiungendo che “c’è pure una motivazione storica: le prime citazioni del nome ‘Prosecco’, con riferimento al vino, risalgono infatti al XIV secolo, ed esiste una cartina geografica storica in cui la città di Prosecco, situata poco a occidente di Trieste, è denominata Proseck, in ragione dell’assoggettamento, in quel periodo storico, dell’area al dominio asburgico”.

Vino, Consorzio Chianti Classico presenta “Manifesto di sostenibilità”

Vino, Consorzio Chianti Classico presenta “Manifesto di sostenibilità”Milano, 14 mag. (askanews) – Nel giorno del suo centesimo compleanno, il Consorzio Vino Chianti Classico ha presentato il suo “Manifesto di sostenibilità”, dichiarazione di intenti che guarda al futuro della Denominazione. La visione di un Chianti Classico sostenibile sia come sistema imprenditoriale sia come mezzo di salvaguardia del territorio, è stata illustrata dalla direttrice del Consorzio, Carlotta Gori, nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio a Firenze, al termine di un incontro dedicato a “sostenibilità e identità territoriale” a cui hanno partecipato i rappresentanti di alcune fra le più illustri Denominazioni e grandi vini del mondo: Champagne, Borgogna, Porto e Douro, Oregon e Barolo.


Il documento propone 57 regole d’indirizzo con l’intento di ridurre l’impatto ambientale tramite una gestione del territorio, delle superfici produttive e dei boschi, volta a preservarne le caratteristiche, le potenzialità, il paesaggio e la biodiversità, e di valorizzare la crescita e l’affermazione delle risorse sociali e culturali del territorio. Regole tra le quali i viticoltori sceglieranno quelle che maggiormente si adattano alle loro caratteristiche, alla loro identità, ai loro programmi, tenendo conto dell’invito del Consorzio a rispettarne almeno la metà e poi, secondo un piano stabilito, di aggiungerne altre. Il lavoro del Consorzio include “elementi innovativi” ispirati dallo studio del paesaggio culturale del Chianti Classico avviato nel 2018 dalla Fondazione della tutela del territorio Chianti Classico per la candidatura Unesco. Il Manifesto, ha spiegato Gori – è “un progetto ambizioso che pone il patrimonio culturale del territorio come suo eccezionale fattore identitario che accompagna il vino Chianti Classico, aumentando sempre più la sua tipicità e la sua territorialità, ma anche inclusivo per far crescere, tutti insieme, la sostenibilità territoriale”. “Gli aspetti fondamentali su cui puntare e niente affatto scontati sono la cura delle vigne, della permeabilità dei terreni, della ricchezza dei microrganismi nei suoli, la fertilità, le piante sane, il rispetto per la natura e per gli animali, la biodiversità come fonte di vita, la responsabilità ecologica e sociale” ha proseguito Gori, ricordando che “il nostro territorio e le aziende che lo animano stanno da decenni dando un contributo fondamentale al raggiungimento di questi obbiettivi e nell’attuazione pratica di questa visione”.


“Abbiamo atteso fino ad oggi ad affrontare, come Consorzio, il tema così attuale della sostenibilità, per potergli dare una caratterizzazione, un’identità specifica che fosse in grado di evidenziare ed esaltare i caratteri distintivi della nostra denominazione e del suo territorio di produzione” ha aggiunto il presidente dell’ente consortile, Giovanni Manetti, parlando di “un manifesto che siamo certi i nostri viticoltori accoglieranno e renderanno vivo e attivo, fino a farlo diventare un vero impegno di sostenibilità del nostro territorio e delle sue produzioni”. Il territorio del Chianti Classico è per il 62% boschivo, mentre il 52% della superficie vitata è biologica e moltissime sono le aziende in conversione. Il 75% delle Cantine conta meno di dieci ettari di vigneto, e la medesima percentuale di viticoltori imbottiglia direttamente il proprio prodotto. Lo studio per il riconoscimento Unesco de “Il sistema delle Ville Fattorie nel Chianti Classico” ha svelato ben 341 siti storici protetti, e oltre 100 ville fattorie. Negli ultimi 50 anni il 74% del territorio è stato preservato dalle trasformazioni rimanendo invariato, e solo il 4% è stato oggetto di antropizzazione.

Vino, Uiv: cala consumo quotidiano ma non platea stabile a 30 mln

Vino, Uiv: cala consumo quotidiano ma non platea stabile a 30 mlnMilano, 14 mag. (askanews) – Nel 2023 si confermano 29,4 milioni i consumatori di vino nel nostro Paese, stabili rispetto all’anno precedente, così anche la quota generale di penetrazione della popolazione (55%), mentre scendono a 11,7 milioni i consumatori quotidiani, 400mila in meno rispetto al 2022. È l’istantanea elaborata dall’Osservatorio di Unione italiana vini (Uiv) su base Istat, che ha rilasciato le tabelle 2023 sui consumi di alcolici degli italiani. Secondo le stime dell’Osservatorio il saldo consumato in Italia nel 2023 ammonta a 23 milioni di ettolitri.


Il quadro che emerge dalla ricognizione Uiv sui cambiamenti di scenario negli ultimi 12 anni è quello di una popolazione che in generale non rinuncia al vino (+2% la numerosità dei fruitori rispetto al 2011), pur con profondi segnali di cambiamento delle abitudini. Rappresentati al 58% da maschi e al 42% da femmine, i nuovi consumatori e, sempre più, consumatrici hanno infatti un rapporto con il vino più responsabile e consapevole, ma allo stesso tempo meno esclusivo, fatto di frequenti tradimenti di abitudini e di flirt con altri partner alcolici. Una tendenza questa che con il passare degli anni caratterizza via via non più solo i giovani e giovanissimi, ma che si riflette ormai anche sulle generazioni più adulte, anch’esse sempre meno legate a un impiego quotidiano e a quello, quasi passivo, del companatico. Prova ne sia, tra l’altro, l’importante crescita dei consumatori in occasione dell’aperitivo (+31% dal 2011), oggi consuetudine per quasi 22 milioni di persone. “Le nuove rilevazioni Istat confermano una volta di più lo straordinario rapporto degli italiani con il vino: cambiano le abitudini, ma probabilmente l’attuale approccio è ancora più stimolante rispetto alle motivazioni di un tempo” ha commentato il presidente di Uiv, Lamberto Frescobaldi, aggiungendo che “oggi la domanda è maggiormente legata al piacere e alla condivisione che non all’abitudine, e questo penso sia una prova di maturità importante che conferma come il vino sia sinonimo di moderazione”.


A ridisegnare l’identikit dei winelover italiani, la crescita nel periodo della domanda femminile (+10%, con i maschi a -3%), la minor fruizione quotidiana (-22%) e la contestuale crescita del 29% dei “non quotidiani”, che oggi contano 17,7 milioni di persone e rappresentano il 60% del totale, contro il 48% di 12 anni prima. Un fenomeno, quello della saltuarietà, che coinvolge anche la birra: oggi due terzi dei consumatori di bionde lo fanno in modo sporadico. E se, come è facile immaginare, tra i consumatori quotidiani i giovani della “Gen X” (fino a 24 anni) pesano solo il 4,4% (circa la metà della loro incidenza sulla popolazione italiana), sorprende la veloce e progressiva erosione degli “assidui” tra le generazioni successive. I trend relativi ai “quotidiani” variano infatti dal -20% al -50% per tutte le successive coorti a eccezione degli over 65, una roccaforte che da sola vale il 40% dei consumatori abituali. L’Emilia-Romagna è la regione con la maggior quota di consumatori in base alla popolazione (61,3%), seguita dalla Valle d’Aosta (60,5%), dalla Toscana (60,4%) e dal Veneto (59,8%). L’area che registra la maggior crescita di consumatori (+11%) è la provincia di Trento, mentre la Basilicata è quella che vede la maggior contrazione (-9%). Tra le macroregioni, primeggia il Nord-Est con un’incidenza al 59,4%, seguito da Centro (57,4%), Nord-Ovest (56,7%), Mezzogiorno (51,1%), e Isole (46,8%).

Vino, Franciacorta: tendere a riequilibrio tra mercato interno e estero

Vino, Franciacorta: tendere a riequilibrio tra mercato interno e esteroMilano, 14 mag. (askanews) – “Cari Soci, dopo una parentesi di sostanziale ripresa dei mercati, il 2024 si è aperto mettendo in discussione la sicurezza: i conflitti a cui ogni giorno assistiamo sono variabili che influenzano negativamente i consumi e che devono portarci a considerare, con la dovuta cautela, le nostre strategie future. È tempo di volgere il nostro sguardo con più decisione verso un nuovo, ambizioso, orizzonte, in cui la distribuzione dei nostri prodotti fra mercato nazionale e mercati esteri possa tendere a un progressivo riequilibrio, senza tuttavia pregiudicare il lungo e prezioso lavoro dedicato al mercato italiano fino a oggi. Per perseguire questo obiettivo al di fuori dei nostri confini, è necessario affrontare alcune priorità interne non più differibili nel tempo, riassumibili in tre parole chiave: ricerca, comunicazione, enoturismo”. Lo ha detto il presidente del Consorzio Franciacorta, Silvano Brescianini, nel corso della sua introduzione all’assemblea dei soci dell’ente consortile che si è tenuta questa mattina al Teatro comunale di Erbusco (Brescia).


Tra i punti all’ordine del giorno, l’approvazione del bilancio 2023 e del budget per il 2024, e la proposta per regolamentare il lavoro sulle “Unità geografiche” del cartografo Alessandro Masnaghetti che, con la “Carta dei Vigneti e delle Zone di Franciacorta”, ha diviso il territorio franciacortino in 134 aree. Dall’analisi del primo trimestre 2024 è emersa una crescita dei valori rispetto ai volumi, con un incremento nei prezzi medi rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno. Reduce dalla tappa napoletana del “Festival Franciacorta”, andato in scena la settimana scorsa allo Yacht Club di Marina di Stabia, il Consorzio e si prepara a nuovi eventi promozionali negli Stati Uniti e in Europa.

Vino, dal 21 al 25 maggio il Sannio ospita “Campania Stories” 2024

Vino, dal 21 al 25 maggio il Sannio ospita “Campania Stories” 2024Milano, 14 mag. (askanews) – Il Sannio ospita l’edizione 2024 di “Campania Stories”, la presentazione alla stampa specializzata nazionale ed internazionale delle nuove annate dei vini prodotti nelle principali Denominazioni campane, con tasting e visite in Cantina e ai territori. L’evento si tiene dal 21 al 25 maggio alle “Tenute del Gheppio” di Dugenta (Benevento), mentre ad ospitare l’inaugurazione, in collaborazione con il Sannio Consorzio Tutela Vini, sarà la storica Rocca dei Rettori di Benevento.


Oltre 90 le adesioni dall’intera regione alla rassegna organizzata da Miriade & Partners che celebra la sinergia tra tutte le componenti del mondo del vino campano: le Cantine, la collaborazione della delegazione locale dell’Ais, il sostegno della Regione e la media partnership di Luciano Pignataro Wine Blog. Anche questa edizione di “Campania Stories” vede la presenza sul territorio di diverse firme della stampa di settore, mentre durante l’anno verranno organizzati groupage internazionali dando la possibilità alle Cantine di far assaggiare i propri vini alle più importanti testate mondiali, e fornendo allo stesso tempo a giornalisti e operatori contenuti tecnici e aggiornamenti sui dati di produzione di filiera. Una rassegna, dunque, che dura 365 giorni, anche attraverso le attività digitali (e non solo) di promozione della Campania del vino nel mondo, presentando sul web e sui social Denominazioni, territori e protagonisti del mondo del vino della regione.


Venerdì 24 maggio, a conclusione del programma per la stampa, va in scena “Campania Stories Day”, degustazione per operatori e appassionati provenienti da tutta Italia, in programma sempre a “Tenute del Gheppio” di Dugenta (Benevento) dalle 16.30 alle 18.30 e dalle 19.30 alle 21.30, con prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti. Ecco le cantine che parteciperanno all’edizione 2024 di “Campania” Stories: Irpinia (Avellino): Amarano, Barbot Stefania, Borgodangelo, Cantina del Barone, Cantine Dell’Angelo, Colli di Lapio, Contrade di Taurasi, De’Gaeta, De Vito Laura, Delite, Di Meo, Donnachiara, Ferrara Benito, Feudi di San Gregorio, I Capitani, I Favati, Il Cancelliere, Le Otto Terre, Macchie Santa Maria, Masseria Della Porta, Nativ, Perillo, Petilia, Pietracupa, Sanpaolo di Claudio Quarta Vignaiolo, Tenuta Cavalier Pepe, Tenuta De Gregorio, Tenuta del Meriggio, Tenuta Madre, Tenuta Pietrafusa di Villa Matilde Avallone, Tenuta Scuotto, Torricino, Traerte, Vernice, Vesce Giovanni, Vesevo, Villa Raiano; Sannio (Benevento): Cantina di Solopaca, Cantine Iannella, Catalano Elena, Fattoria La Rivolta, Fontana Reale, Fontanavecchia, La Fortezza, La Guardiense, Monserrato 1973, Mustilli, Ocone 1910 Taburno Wine County, Rossovermiglio, Terre Stregate, Torre del Pagus; Caserta: Alois, Cantina di Lisandro, Caputo 1890, Masseria Felicia, Masseria Piccirillo, Nugnes, Paparelli Luca, Porto di Mola, Scaramuzzo, Tenute Bianchino, Torelle, Vigne Chigi, Villa Matilde Avallone, Vitematta; Napoli: Abbazia di Crapolla, Agnanum, Astroni, Bosco de’ Medici, Cantavitae, Cantine Carputo, Cantine del Mare, Cantine Olivella, Casa D’Ambra, Casa Setaro, Contrada Salandra, Portolano Mario, RadiciVive, Salvatore Martusciello, Sorrentino Vini, Tenuta Loffredo; Salerno: Cantina dei Quinti, Cuomo Marisa, Fiasco Francesca, Montevetrano, Sammarco Ettore, San Salvatore 19.88, Tempa di Zoè.