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Vino, Cda Consorzio approva modifiche a Disciplinari Barolo e Barbaresco

Vino, Cda Consorzio approva modifiche a Disciplinari Barolo e BarbarescoMilano, 26 gen. (askanews) – Limitazione della zona di imbottigliamento, interscambiabilità e reciprocità tra le zone per la vinificazione e l’imbottigliamento, eliminazione del divieto di impiantare vigneti di Nebbiolo nei versanti collinari esposti al Nord, aggiunta delle menzioni comunali per la Denominazione Barbaresco, e la possibilità di utilizzo di formati superiori a 6 litri. Sono le proposte di modifica dei Disciplinari Barolo e Barbaresco approvate dal Cda del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, presentate nei giorni scorsi al mondo produttivo “per sentire le opinioni in merito e confrontarsi con le idee dei produttori”.

Lo ha reso noto lo stesso Consorzio, sottolineando che “su questi punti di modifica saranno solamente i produttori a prendere una decisione in merito, attraverso gli strumenti che la Legge dà disponibili, ovvero la raccolta firme con il 66% della superficie totale dei vigneti oggetto di dichiarazione produttiva e il 51% della produzione imbottigliata nell’ultimo biennio”. Per quanto riguarda la limitazione della zona di imbottigliamento per Barolo e Barbaresco si tratta per l’ente consortile della “misura più urgente, che si rende necessaria proprio per la salvaguardia delle Denominazioni da un punto di vista tecnico e commerciale”. “I Disciplinari essendo stati redatti negli anni Sessanta non ponevano infatti limitazioni all’imbottigliamento, come la stragrande maggioranza delle Denominazioni italiane, in quanto era impensabile all’epoca trasportare il vino a lunghe distanze, mentre ora tale possiblità è ipoteticamente consentita in tutto il mondo” ha spiegato il Consorzio precisando “che questa è l’unica misura caldeggiata, per la sua importanza con connotati di urgenza e necessità”.

La modifica dell’interscambiabilità e reciprocità tra le zone Barolo e Barbaresco per la vinificazione e imbottigliamento “qualora venisse approvata, consentirebbe di poter vinificare ed imbottigliare il Barolo nell’area di produzione del Barbaresco, e nell’area di produzione del Barolo di poter vinificare ed imbottigliare il Barbaresco, con l’esclusione dei territori siti nella parte sinistra del fiume Tanaro” ha evidenziato il Consorzio, sottolineando che “la zona di produzione delle uve rimane invariata per le due Denominazioni, come prevista dal 1966”. In merito alla terza importante modifica, la possibilità di impiantare vigneti di Nebbiolo atti a Barolo o Barbaresco nei versanti collinari esposti a Nord, il Consorzio ha puntualizzato che si tratta di una modifica pensata “in funzione delle condizioni climatiche che stiamo sperimentando e per fronteggiarne gli effetti, così da iniziare a ipotizzare soluzioni e adattamenti a problematiche che sono sotto l’occhio di tutti”. “Si precisa che la superficie vitata di Barolo e Barbaresco è attualmente contingentata da bandi che regolano l’iscrizione alla Denominazione e pertanto – ha rimarcato il Consorzio – l’eventuale eliminazione dell’esclusione del versante Nord non implicherà in nessun modo l’aumento di tale superficie, ma fornirà solamente una possibilità agronomica in più per i produttori”.

Di minore impatto, le ultime due modifiche al Disciplinare sottoposte ai produttori, la richiesta di introdurre le menzioni comunali per la Denominazione Barbaresco, così come già previsto per il Barolo, e la possibilità di utilizzo di formati fino a 18 litri non solo a scopo promozionale ma anche per la vendita.

Demeter Italia partecipa a Biofach con 10 aziende in stand con BFDI

Demeter Italia partecipa a Biofach con 10 aziende in stand con BFDIMilano, 26 gen. (askanews) – Per il quarto anno, Demeter Italia, l”associazione che riunisce produttori, trasformatori e distributori di prodotti agricoli e alimentari biodinamici, parteciperà a Biofach, la fiera dedicata all’alimentazione biologica che si tiene a Norimberga (Germania) dal 13 al 16 febbraio.

A differenza delle edizioni passate, durante le quali Demeter Italia era presente alla manifestazione con un proprio stand, quest’anno la postazione sarà condivisa con la Biodynamic Federation Demeter International (BFDI), adiacente a quella di Demeter Germania. Unificare gli spazi espositivi consentirà al comparto di proporsi in modo coeso a livello internazionale nell’anno della celebrazione dei 100 anni della biodinamica, nata nel 1924 dalla filosofia di Rudolf Steiner. Dieci le aziende italiane presenti nello spazio espositivo di Demeter Italia: Biolatina Coop. Agr. Biodinamica, Econatura group, Ortofrutta Terre di Ecor Soc.Cons.Agr. a r.l., Gruppo Tarulli OP, Olearia Vinicola Orsogna, Agricola Forte s.s., Acetaia Guerzoni srl, Bio Sikelia Soc. Cons. Agr. R.L., Albio srl, Parlapiano Demetrio. Come nelle edizioni passate, verrà previsto un servizio di catering, che consentirà ai visitatori di assaggiare i piatti biodinamici con gli ingredienti dei produttori co-espositori di Demeter.

Tra diverse attività che si terranno al Biofach Congress, sono programmati i seminari “Donne come pioniere della sostenibilità” con Helmy Abouleish, presidente di BFDI e Ceo di Sekem, l’agricoltrice tedesca Sophie Kraul, e l’enologo italiano Gianluca Bergianti, moderati da Alexander Gerber di Demeter Germania; e “Cento anni di agricoltura biodinamica – Un’ispirazione verso sistemi alimentari sostenibili”, a cui parteciperanno Laura Patino di ABD Columbia, Naglaa Ahmed di Sekem, l’agricoltrice e consulente tedesca Ruth Laakmann, , e Clara Behr nel ruolo di moderatrice. Nell’ultima edizione, a Biofach hanno partecipato oltre 37mila visitatori e più di duemila espositori provenienti da oltre 90 Paesi.

Vino, nel 2024 il Gavi festeggia 50 anni dal riconoscimento della Doc

Vino, nel 2024 il Gavi festeggia 50 anni dal riconoscimento della DocMilano, 26 gen. (askanews) – Il Gavi festeggia quest’anno i 50 anni dal riconoscimento della Doc: era infatti il 1974 quando il Cortese di Gavi veniva annoverato tra le Denominazioni di origine controllata. “E’ un anniversario importante, un traguardo storico che premia il lungo percorso, l’impegno e la dedizione dei produttori che insieme hanno costruito la reputazione di un vino oggi presente in oltre 100 Paesi nel mondo” ha commentato Maurizio Montobbio, presidente del Consorzio Tutela del Gavi che dal 1993 vigila sulla Denominazione divenuta Docg cinque anni più tardi, nel 1998.

Gli oltre 1.600 ettari di Cortese compresi negli undici Comuni della provincia di Alessandria costituiscono l’enclave quasi totale della produzione nazionale di Cortese, vitigno che in questo territorio, l’angolo più orientale del Sud del Piemonte al confine con la Liguria, ha trovato la sua massima espressione: il Gavi, Cortese in purezza. Dalla sua nascita, la Denominazione ha conosciuto una crescita costante, in particolare negli ultimi 20 anni: +58% di superficie vitata (allora gli ettari erano 1.021), +75% di bottiglie prodotte, da 8 a 14 milioni, con oltre l’85% della produzione destinata all’export. Nel 2023 il Gavi ha venduto complessivamente oltre 14 milioni di bottiglie. “Il mercato sta premiando i vini bianchi e questo ci consente di performare bene nonostante la contrazione dei consumi e l’aumento delle accise nel nostro primo mercato (UK)” ha proseguito Montobbio, spiegando che “quest’anno, a livello consortile, continueremo a realizzare attività orientate al consolidamento del valore del Gavi nei mercati in cui siamo già presenti, proseguendo i progetti di promozione nazionale e internazionale già avviati lo scorso anno”.

Nell’ottica della sostenibilità e per far fronte al cambiamento climatico, il Consorzio, che conta 180 soci per un fatturato totale di circa 65 milioni di euro, ha avviato un progetto di analisi agronomica e meteorologica con lo scopo di improntare la viticoltura ad un’agricoltura di precisione, attraverso la realizzazione di una rete di stazioni meteo per raccogliere dati sull’ambiente di coltivazione, conoscerne meglio le caratteristiche e monitorare l’andamento climatico. “Il vitigno Cortese, anche nel corso dell’ultima vendemmia così come in quella precedente, ha dimostrato una eccezionale capacità di adattamento – ha sottolineato l’agrotecnico del Consorzio, Davide Ferrarese – come se l’insediamento secolare di questo vitigno nella zona avesse fornito all’uva la memoria genetica per affrontare anche situazioni estreme”.

Vino, il 30 gennaio riparte il “Valpolicella education program”

Vino, il 30 gennaio riparte il “Valpolicella education program”Milano, 26 gen. (askanews) – Riparte martedì 30 gennaio il Valpolicella education program, il corso di studio e approfondimento sui vini e il territorio della Dop veronese organizzato dall’omonimo Consorzio di tutela e pensato per formare professionisti di alto profilo che lavorano nel settore enologico in tutto il mondo. A sedere sui banchi di scuola e d’assaggio per l’edizione 2024 saranno 17 aspiranti “Valpolicella wine specialist” da 12 Paesi (Argentina, Australia, Brasile, Bulgaria, Canada, Danimarca, Giappone, Kazakistan, Regno Unito, Russia, Singapore e Stati Uniti), tutti con un curriculum formativo certificato da autorità del mondo del vino come Master Of Wine, Master Sommelier, WSET (Diploma o Livello 3) o Vinitaly Academy.

“Ripartiamo con la nostra offerta formativa che ci ha consentito fino a qui di formare 51 Valpolicella wine specialist in venti Paesi in tutto il mondo, un avamposto fondamentale per la diffusione dei nostri vini sui mercati” ha commentato il presidente del Consorzio vini Valpolicella, Christian Marchesini, sottolineando che “si tratta di una proposta unica nello scenario consortile italiano, una formula di incoming altamente specializzato e incentrato sulla conoscenza e la formazione, asset fondamentali nella nostra strategia di promozione che non a caso apre proprio il calendario degli appuntamenti nella settimana dedicata ad Amarone Opera Prima”. Il corso, che prevede due giornate di studio con sei moduli per 12 ore complessive di approfondimento prima dell’esame finale, si svolgerà quest’anno con un nuovo format itinerante in tre aziende in aree diverse della Valpolicella. Si parte in Valpantena, da Costa Arènte, dove gli aspiranti ambasciatori della Doc seguiranno con Maurizio Ugliano, docente di enologia del dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Verona, il focus su “The wines of Valpolicella. Winemaking peculiarities and compositional characteristics”. A questo seguiranno il seminario sui Disciplinari tenuto dall’enologo del Consorzio, Alberto Brunelli, e l’approfondimento sul mercato dei vini della Dop curato dal responsabile dell’Osservatorio del vino di Unione italiana vini, Carlo Flamini. Chiude la giornata l’avvocato Paolo Veronesi, esperto nella tutela della proprietà intellettuale sui prodotti “food and beverage”, che interverrà a proposito di “Rules on the names of wines. Labelling, Appellations of Origin, trademarks and protection consortia”.

Il programma riprenderà poi mercoledì mattina (31 gennaio) dalla storica Cantina Santi, nella zona Est della Valpolicella, con “Valpolicella genetic and environmental resources”, a cura di Giambattista Tornielli e Marianna Fasoli del Dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Verona. Spazio alla degustazione nel pomeriggio, con il “Tasting Valpolicella” guidato dal wine expert e storyteller Filippo Bartolotta, che concluderà la parte formativa. Gli studenti si trasferiranno poi in Valpolicella Classica, da Monteci, dove potranno sostenere l’esame finale e rilassarsi poi con una visita in Cantina.

Vino, stato di calamità naturale in Abruzzo per danni Peronospora

Vino, stato di calamità naturale in Abruzzo per danni PeronosporaMilano, 25 gen. (askanews) – Il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida ha firmato il 24 gennaio il decreto che riconosce lo stato di calamità naturale per l’agricoltura abruzzese.

“Siamo soddisfatti di aver ottenuto, lavorando in maniera compatta con tutto il comparto, la giusta attenzione da parte delle Istituzioni regionali e nazionali” ha commentato il presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, Alessandro Nicodemi che, ieri pomeriggio a Roma, ha partecipato alla riunione presso il Masaf, assieme al presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, e al vicepresidente e assessore all’Agricoltura, Emanuele Imprudente. “Il riconoscimento dello stato di calamità è un tassello fondamentale per poter sperare ora nell’attivazione delle misure necessarie per aiutare i viticoltori” ha spiegato Nicodemi anticipando che “si potrà infatti applicare la legge 102 che consente la moratoria per mutui e finanziamenti per 24 mesi, la concessione degli sgravi contributivi al 50% e la possibilità di dare ristori diretti ai produttori, tutto questo è estremamente importante per noi e ringrazio il ministro Lollobrigida e tutto il suo staff per essersi rapidamente attivati nel trovare delle soluzioni concrete”.

“Abbiamo proposto di creare un fondo particolare destinato all’Abruzzo che tenga conto della situazione che purtroppo ci vede primeggiare tra le regioni più colpite dall’emergenza peronospora e il ministero sono certo terrà conto di questo nello stanziamento dei fondi”, ha aggiunto Nicodemi, precisandoc he il decreto sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale entro 15 giorni e il Consorzio “sarà a fianco dei produttori nei 45 giorni successivi alla pubblicazione in Gazzetta, entro i quali le aziende potranno presentare all’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea) la documentazione necessaria per la richiesta di risarcimento dei danni”.

Vino, Fivi: nasce la Delegazione Umbria dei vignaioli indipendenti

Vino, Fivi: nasce la Delegazione Umbria dei vignaioli indipendentiMilano, 25 gen. (askanews) – I 35 vignaioli umbri che aderiscono alla Federazione italiana vignaioli indipendenti (Fivi) hanno deciso costituito ufficialmente la Delegazione Fivi Umbria, seguendo l’esempio dei loro colleghi di altre regioni.

“La Delegazione nasce dal desiderio dei vignaioli umbri di far conoscere la filosofia che li anima e che li accomuna, di promuovere e comunicare una viticoltura dove il protagonista è il territorio e il viticoltore ne è il custode” ha spiegato Alessandro Lanterna, eletto Delegato dai soci riuniti in assemblea, insieme ai vicedelegati Giampaolo Tabarrini e Luigi Celentano. “Tutto questo rappresenta sicuramente un valore aggiunto, anche in termini economici, non solo per le singole realtà ma per tutto il settore vitivinicolo a livello regionale” ha proseguito Lanterna, aggiungendo che “il desiderio è che il marchio Fivi riportato nelle nostre bottiglie, possa dare un valore aggiunto al consumatore, a garanzia del fatto che dietro a quello che sta bevendo, c’è un circuito produttivo gestito integralmente dal vignaiolo, dal vigneto alla bottiglia”. “Questo approccio è realtà storica dell’Umbria dove, da sempre, piccole e medie aziende tramandano le radici della viticoltura e si impegnano a svilupparne le potenzialità” ha sottolineato il delegato umbro, che ha concluso affermando che “sarà questa un’occasione di collaborazione e confronto tra noi soci vignaioli umbri, che intenderemo poi estendere e rappresentare nei tavoli istituzionali come voce di chi vive tutti i giorni la realtà delle aziende del territorio”.

I vignaioli umbri associati sono custodi di circa 350 ettari di vigneti. La Fivi, organizzazione senza scopo di lucro nata nel 2008, associa oggi complessivamente 1.700 vignaioli che coltivano più di 15mila ettari di vigna in tutta Italia.

Vino, Villa Sandi è partner della Snow Polo World Cup di St. Moritz

Vino, Villa Sandi è partner della Snow Polo World Cup di St. MoritzMilano, 25 gen. (askanews) – Per il terzo anno Villa Sandi è partner della Snow Polo World Cup che si tiene nell’esclusiva località svizzera di Sankt Moritz. In occasione della 39esima edizione della competizione che si tiene dal 26 al 28 gennaio, la Cantina trevigiana ha lanciato una speciale limited edition dell’Asolo Superiore Docg Extra Brut, disegnata per celebrare l’incontro con il più prestigioso torneo di polo a livello globale.

“Sono orgoglioso di tornare in una location dove si respira prestigio ed eleganza, atmosfera a cui il Prosecco dimostra nuovamente di sapersi abbinare” ha dichiarato il presidente di Villa Sandi, Giancarlo Moretti Polegato, sottolineando che “in questi anni il percorso a fianco della Snow Polo World Cup ha saputo creare e consolidare il legame tra le bollicine venete e le occasioni più ricercate, ma anche di esplorare un mercato molto attento e dal grande valore come quello svizzero”. L’azienda veneta ha evidenziato inoltre come il legame con la Snow Polo World Cup, nato nel 2022, permette alle bollicine trevigiane “di affermarsi su un palcoscenico glamour tradizionalmente legato al consumo di Champagne, entrate nella carta dei vini di diversi ristoranti e hotel della cittadina dell’Alta Engadina”. A guidare questo sviluppo distributivo è in particolare l’Asolo Superiore Docg, “che sta attirando sempre più estimatori e che trova diversi punti di contatto con il mercato svizzero, sensibile alle piccole produzioni di eccellenza”.

La Coppa del mondo di Snow Polo di St. Moritz nasce nel 1985 e a tutt’oggi rappresenta l’unico torneo “high goal” della disciplina. Nel 2023 ha attirato oltre 18mila persone, e rinnoverà quest’anno un programma di eventi, cene di gala e occasioni di intrattenimento, in collaborazione con gli alberghi più blasonati della cittadina.

Consorzio Asti Docg: avviata sperimentazione Asti Spumante Rosé

Consorzio Asti Docg: avviata sperimentazione Asti Spumante RoséMilano, 25 gen. (askanews) – “Il progetto è in itinere, perché deve affrontare un duplice step fondamentale: il primo è di ordine burocratico, con l’approvazione del Comitato vini, e il secondo riguarda l’aspetto tecnico-produttivo per cui abbiamo già avviato una sperimentazione”. Lo ha comunicato il presidente del Consorzio Asti Docg, Lorenzo Barbero.

Oltre ad Asti Spumante e Moscato d’Asti, nascerà dunque anche la tipologia Asti Spumante Rosé, grazie al via ad una modifica del Disciplinare decisa nei giorni scorsi dall’Assemblea dell’Associazione Comuni del Moscato con i vertici del Consorzio. “Si tratterebbe – ha sottolineato Barbero – di un prodotto che unisce due vitigni entrambi aromatici, il Moscato bianco e il Brachetto: un unicum nel suo genere in Italia”.

Vino, Cuzziol GrandiVini chiude 2023 con fatturato di 25,5 mln, +4,9%

Vino, Cuzziol GrandiVini chiude 2023 con fatturato di 25,5 mln, +4,9%Milano, 24 gen. (askanews) – Cuzziol GrandiVini chiude il 2023 con un fatturato di 25,5 mln di euro, il +4,9% rispetto ai 24,3 del 2022, mentre l’Ebitda si conferma stabile all’11,1% come per l’esercizio passato. L’azienda, con un team di 30 persone, opera attraverso oltre 6.900 clienti su tutto il territorio nazionale distribuendo 43 aziende italiane e 90 estere per un totale di circa 2 mln di bottiglie consegnate nel 2023, avvalendosi di una rete di 160 agenti di vendita.

“Sono soddisfatto dei risultati ottenuti, dove un contenuto aumento dei ricavi ha confermato un dato percentuale stabile sull’Ebitda che significa avere maggiori risorse per proseguire negli investimenti programmati” ha commentato l’amministratore unico, Luca Cuzziol, spiegando che “l’anno appena concluso si è caratterizzato con un secondo semestre in contrazione, soprattutto nel mercato horeca al quale si rivolge in prevalenza la nostra azienda, ma il team commerciale e la struttura aziendale interna hanno ben supportato la rete vendita permettendole di ben performare”. “Continueremo con l’organizzazione di incontri di formazione per la rete vendita e per i clienti, con un occhio particolare al loro personale, fornendo informazioni, strumenti e proposte atte ad una migliore gestione del loro lavoro quotidiano” ha proseguito, sottolineando che “il 2024 sarà da un lato un anno di attesa, ma al tempo stesso confidiamo che quanto messo in campo dall’azienda possa ben supportare le richieste del mercato e dei suoi attori”. II 2024 segna l’ampliamento del portfolio in modo significativo con nuovi inserimenti che riguardano Denominazioni assenti o poco rappresentate finora, “attraverso i quali, ma non solo, si possono costruire valide alternative ai trend in voga”. Per l’Italia entrano Fontefico, realtà abruzzese attraverso la quale si porta avanti un progetto territoriale ad oggi non rappresentato, e Colpaola, azienda marchigiana che va a completare il percorso di selezione nel territorio delle Marche con Matelica.

La maggiore novità è però rappresentata dall’entrata in portfolio di Giuseppe Vezzoli, azienda già distribuita nel Nord-Est da un decennio che, insieme con Derbusco e Sullali “offrirà una selezione completa e variegata della Franciacorta”. Tra i nuovi inserimenti esteri aziende, austriache, tedesche, francesi, australiane e anche americane: Loimer, Griesel & Compagnie, Roy-Prevostat, Domaine Derey Frères, Domaine Heresztyn-Mazzini, Domaine Buisson, Domaine Gilles Guerrin, Clos Culombu, The Mascot, Xanadu, Mount Langi Ghiran, e Yering Station. Oltre che a Milano, il tasting annuale per la presentazione del nuovo Portfolio di Cuzziol GrandiVini, si è tenuto anche a Roma. “Dopo alcuni anni abbiamo ritenuto importante tornare nella Capitale, una città che ha fatto la storia della nostra azienda, che ci ha permesso di crescere e divenire quello che siamo oggi”.

Simone Capecci eletto nuovo presidente del Consorzio Vini Piceni

Simone Capecci eletto nuovo presidente del Consorzio Vini PiceniMilano, 24 gen. (askanews) – Simone Capecci è il nuovo presidente del Consorzio di Tutela Vini Piceni. Il 52enne titolare dell’omonima Cantina di Ripatransone, succede a Giorgio Savini, che ha svolto il medesimo incarico per due mandati e che ha deciso di non ricandidarsi. Capecci, il cui mandato dura tre anni, è stato eletto nella prima convocazione utile dal nuovo Cda composto, oltre che dal neo presidente, da Marianna Velenosi (Azienda Velenosi), Omar Traini (Cantine Castignano), Giovanni Vagnoni (Le Caniette), Adriano Lorenzi (Collevite), Quinto Fausti (Tenuta De Angelis), Stefano Acciarri (Cantine dei Colli Ripani), Francesca Pantaleone (Azienda Pantaleone), Andrea Carfagna (Terre Cortesi), Michele Di Ruscio (Terra Fageto) e Emanuele Colletta (Azienda Clara Marcelli).

“Il nostro è un mondo fatto di imprenditori seri, onesti, affidabili, dediti al lavoro, ma non sempre inclini a fare gruppo, a quella solidarietà di corpo che qualche volta sarebbe molto preziosa. Per questo ho al mio fianco un Cda composto da rappresentanti di grande spessore personale ed imprenditoriale e che rappresentano tutte le anime di questo Consorzio” ha dichiarato Capecci, aggiungendo che “questo è un grande segnale che nel nostro Consorzio hanno pari dignità le grandi cooperative, chi esporta in tutto il mondo ed ha un marchio noto ed affermato, fino alla piccola impresa”. “Vorrei trascinare tutti nel mio sogno di dare forza e riconoscibilità al nostro territorio dal quale, ricordo, proviene quasi il 60 % della produzione viticola regionale” ha proseguito, spiegando che “proprio perché il Piceno ha un territorio pitturato dalle vigne, tra i programmi del mio gruppo c’è proprio quella di caratterizzare il paesaggio viticolo, proporre nuovi dettami per coloro che impiantano nuove vigne o che curano la manutenzione di quelle in produzione”.

“Consci della nostra bellezza, perseguiremo la politica voluta dal nostro assessore regionale sull’enoturismo, proponendo una apposita commissione di studio, visto che l’accoglienza può essere un punto di svolta per molti nostri imprenditori” ha continuato, sottolineando che “inoltre, vorremmo investire sull’istituzione della ‘banca del vino’, una sorta di caveau ove conservare, a futura memoria, tutte le bottiglie delle annate delle nostre Doc e Docg, debitamente custodite e catalogate, al fine di non disperdere un capitale dal valore simbolico immenso e che potrà testimoniare ai posteri il pregio delle produzioni e l’impegno dei nostri imprenditori”.”Non da ultimo occorrerà coinvolgere tutta la compagine sociale nello studiare nuove forme per la commercializzazione dei nostri prodotti, di grande pregio ma non sempre compiutamente conosciuti, attraverso esplorazioni di mercato collettive, soprattutto in ambito nazionale e comunitario, invece di lasciare l’iniziativa solitaria e spesso poco producente per le aziende singole” ha aggiunto, sottolineando che “in questo contesto, doverosamente, occorrerà una riflessione sui nostri Disciplinari, in particolare in quelli che contengono il vitigno autoctono ‘Pecorino’, e per il nostro Rosso Piceno, prodotti notoriamente di punta, quest’ultimo salito alle cronache per la questione Montepulciano in etichetta, principio che abbiamo intenzione di difendere fino in fondo”. Il Consorzio Vini Piceni nasce nel 2002 e oggi riunisce 57 soci, tra aziende agricole e Cantine, per un totale di circa 700 viticoltori coinvolti. Con una Docg e tre Dop ha prodotto nel 2023 7,5 milioni di bottiglie.