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Proposta Vini cresce ancora: nel 2023 fatturato a 27,5 mln (+10%)

Proposta Vini cresce ancora: nel 2023 fatturato a 27,5 mln (+10%)Milano, 1 feb. (askanews) – Proposta Vini, azienda trentina che distribuisce vini e liquori in Italia, si avvia ad archiviare il 2023 con oltre 2,8 milioni di bottiglie vendute per un fatturato di 27,5 milioni di euro, il 10% in più rispetto ai 25 milioni del 2022, quando aveva segnato un +25% sull’anno precedente.

“Proposta Vini nasce nel settembre del 1984 su un’idea commerciale per quei tempi innovativa: quella di dare vita a un’azienda di distribuzione pura in grado di creare un filo diretto tra i vignaioli e il canale Horeca” spiega Andrea Girardi, figlio del fondatore Gianpaolo, sottolineando che fin dalla nascita, la mission che caratterizza il distributore con sede a Pergine Valsugana, è stata e rimane quella “di valorizzare al meglio la produzione di vini autentici, storici, territoriali, bevibili e legati alla tradizione contadina italiana di qualità”. “In altre parole, la nostra è un’attività commerciale nella quale convivono interessi aziendali e aspetti etici, umani e culturali – continua Andrea Girardi – e lo dimostrano i ben 18 progetti che abbiamo sviluppato e che hanno come priorità quella di valorizzare gli aspetti storici, evocativi e paesaggistici che stanno dentro e oltre un bicchiere di vino”. Il primo progetto, nel 1988, è stato quello dei “Vini dell’Angelo”, incentrato sul recupero di vitigni storici trentini dimenticati. Con un catalogo di 3.300 referenze di 403 Cantine (241 italiane e 162 straniere), uno staff aziendale di 36 collaboratori e 130 agenti distribuiti in tutte le province italiane, Proposta Vini è cresciuto in questi quarant’anni fino a diventare uno tra i principali player del mercato della distribuzione di vini nel settore Horeca italiano. “Attualmente viviamo un momento di leggera contrazione del mercato dovuto all’aumento dei prezzi di molti prodotti e alla conseguente riduzione del potere d’acquisto delle famiglie, mentre l’alta ristorazione non ci risulta in crisi” evidenzia Andrea Girardi, che per il 2024 prevede comunque “una leggera crescita, data dalle nuove Cantine selezionate e dalla linea spirits, nata nel 2021: un’accurata selezione di 81 piccole realtà artigianali del mondo della distillazione”.

“Nel prossimo triennio, contiamo di consolidare il mercato italiano, che rappresenta per noi il bacino di vendita più importante e strategico” annuncia l’imprenditore classe 1991, concludendo che “al contempo, stiamo investendo sul mercato europeo, in particolare Francia, Spagna, Gran Bretagna, Austria, Germania, Hong Kong, Messico, Svizzera, Russia e Irlanda”.

Vino, Enochar: un progetto innovativo per preservare fertilità suoli

Vino, Enochar: un progetto innovativo per preservare fertilità suoliMilano, 1 feb. (askanews) – Mitigare gli effetti del cambiamento climatico sul suolo, sempre più povero di sostanza organica e divenuto ormai fonte di emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera, ridurre il rilascio di inquinanti connesso all’impiego di prodotti chimici di sintesi nei vigneti, e migliorare la produzione vitivinicola in un’ottica di transizione verso un’economia circolare. È questo lo scopo del progetto Enochar, coordinato, nell’ambito del Programma di sviluppo rurale dell’Emilia Romagna, da Ri.Nova, società cooperativa che si occupa di ricerca e sperimentazione nel comparto delle produzioni vegetali.

“Il terreno coltivabile si sta inesorabilmente impoverendo e si sta trasformando anche a causa del cambiamento climatico: anziché stoccare carbonio aiutando il clima, come in passato, oggi il suolo sta diventando un’ulteriore fonte di emissione” ha affermato Giovanni Nigro, responsabile del settore vitivinicolo di Ri.Nova, spiegando che “ad esempio, l’incremento delle temperature contribuisce ad accelerare la perdita di sostanza organica: in Emilia-Romagna diverse ricerche hanno mostrato come oltre il 50% dei terreni coltivati possa considerarsi povero di sostanza organica con valori anche sotto l’1%, e questo ha incentivato l’utilizzo di fertilizzanti sintetici, il cui abuso però è una minaccia per l’ambiente”. “Da qui prende le mosse il progetto Enochar che intende contrastare queste criticità attraverso l’interramento di nuove matrici organiche come compost, biochar (matrice solida, altamente porosa, ricca di carbonio in percentuale dell’80-90%) e un mix delle due matrici, ottenute da sottoprodotti e scarti della filiera agroalimentare, in particolare da quella vitivinicola, in un’ottica di economia circolare” haproseguito Nigro, aggiungendo che “l’interramento di Biochar e CB Mix permette di incrementare lo stoccaggio di carbonio nel suolo, di ridurre l’utilizzo dei fertilizzanti sintetici e, quindi, il rilascio di sostanze inquinanti, migliorando al tempo stesso la fertilità e la capacità di ritenzione idrica del suolo, fondamentale nelle sempre più frequenti estati siccitose. Questi due elementi, in particolare, incidono in modo importante sulla qualità della produzione vitivinicola”.

Partito a febbraio 2023, Enochar si concluderà nel corso del 2024: le azioni previste dal Piano sono diverse, a partire dalla valutazione degli effetti dell’applicazione di queste innovative matrici organiche sul suolo, sulla vite e sul vino. L’attività è stata condotta in un vigneto a Tebano (Faenza), coltivato con la varietà resistente Sauvignon Kretos. “Attraverso le tecniche proposte da Enochar, i produttori potranno razionalizzare la gestione del suolo, gestire efficientemente l’apporto idrico nel vigneto e ridurre i costi associati all’applicazione di fertilizzanti di sintesi” ha continuato Nigro, evidenziando che “al tempo stesso il suolo sarà protetto da erosione, inquinamento e diminuzione della fertilità, stoccando una maggior quantità di carbonio in un’ottica di adattamento e mitigazione rispetto al cambiamento climatico”. Infine, il migliore equilibrio vegeto-produttivo delle viti dovuto a una razionalizzazione della concimazione attraverso l’interramento di tali matrici permetterà di migliorare l’efficienza di distribuzione di prodotti per la difesa, riducendo l’esposizione dell’operatore ai rischi connessi all’utilizzo dei fitofarmaci”.

”Progetto Identità Soave”: qualità selezionata per vino identitario

”Progetto Identità Soave”: qualità selezionata per vino identitarioMilano, 1 feb. (askanews) – Proseguire lungo la strada tracciata lo scorso luglio della “qualità selezionata”, della produzione sempre più rispettosa dell’ambiente, della tutela del consumatore finale, e rendere la Denominazione del Soave ancora più competitiva sui mercati. Sono le direttive e le buone pratiche del “Progetto Identità Soave”, in cui rientra la riduzione delle rese per ettaro per tutte le produzioni della Doc della provincia di Verona, approvata all’unanimità dall’assemblea del Consorzio di tutela a fine dicembre 2023.

Una decisione presa dopo che l’estate scorsa era stata deliberata la sospensione degli impianti ai fini della rivendica per i vigneti realizzati dopo il 31 luglio 2023 e un blocco rivendica per le stagioni 2023 e 2024. A seguire, l’assemblea aveva collegialmente deciso un aumento al 30% delle verifiche sul rispetto della resa massima consentita da parte dell’organismo di certificazione Siquria, ispezioni potenziate che entreranno in vigore quest’anno posizionando il Soave tra le Denominazioni con più controlli in vigneto. Un insieme di provvedimenti con i quali il Consorzio punta ad ottenere “un vino marcatamente identitario dal punto di vista del vigneto e del terroir, grazie a pratiche agricole condivise in grado di gestire la generosità produttiva della Garganega”, che impattano positivamente anche per quanto riguarda la riduzione dei consumi energetici e idrici. “Quello che abbiamo posto in essere è un insieme di misure che, da circa due anni, mirano ad una forte riorganizzazione interna sul fronte della produzione col risultato di garantire al consumatore finale vini frutto di una severa selezione, in grado di distinguersi per l’elevata qualità” ha spiegato il presidente del Consorzio di Tutela del Soave, Sandro Gini, sottolineando che “è una risposta importante che come Denominazione intendiamo dare ai mercati che, oggi più che mai, ricercano vini fortemente identitari, con una gradazione alcolica non troppo spinta”.

“La Garganega, madre del Soave, è un’uva generosa e per tale ragione va dosata la sua naturale esuberanza” ha proseguito Gini, aggiungendo che “se coltivata con lungimiranza e intelligenza non ha nulla da invidiare a vitigni come lo Chardonnay o il Sauvignon e non deve temere il confronto con le varietà aromatiche. Il Soave – ha concluso – si caratterizza proprio per la sua ‘lievità olfattiva’ che varia a seconda delle zone di produzione ma proprio questa sua caratteristica può dar vita ad una complessità affascinante, sostenuta dalla naturale vocazione di questo grande bianco veronese ad evolvere nel tempo”.

Vino, Colomba Bianca: provincia Trapani a rischio collasso per siccità

Vino, Colomba Bianca: provincia Trapani a rischio collasso per siccitàMilano, 1 feb. (askanews) – “Se non si interviene in tempi utili, si rischia il collasso della viticoltura in una grande fetta della provincia di Trapani. Sono sempre stato ottimista, ma adesso credo che il disastro sia ormai dietro l’angolo, con conseguenti danni enormi”. Lo ha affermato parlando dell’emergenza siccità per la viticultura locale, Dino Taschetta, presidente di Colomba Bianca, una delle maggiori Cantine produttrici di vino biologico in Europa, conta 2.480 soci viticoltori che operano su una superficie di 6mila ettari, di cui ben 1.800 biologici, e sei Cantine dove produrre e imbottigliare.

“La siccità non dipende dall’uomo, ma l’uomo dovrebbe mettere in atto tutto ciò che è possibile per anticipare le problematiche: l’annata è ormai compromessa, solo se Dio ci aiuta e ci manda le piogge, si può recuperare una situazione davvero critica: ma qui non si può andare avanti così, non si può fare impresa così” ha proseguito Taschetta, aggiungendo “in Cile i deserti li hanno fatti diventare giardini e noi rischiamo di far diventare i giardini dei veri e propri deserti”. “La gran parte delle dighe presenti in Sicilia sono state realizzate negli anni Cinquanta, possiedono le sponde in terra battuta, necessitano di manutenzione costante” ha continuato, sottolineando che “se non si interviene e non si concedono le autorizzazioni per proteggere le dighe e l’acqua in esse contenute, si rischia di disperdere ogni sforzo profuso”. Ricordando che “su 46 invasi presenti in Sicilia, appena 22 risultano in esercizio normale secondo la banca dati del ministero delle Infrastrutture, Taschetta ha precisato che “di solito, nella stagione invernale, in Sicilia le piogge sono regolari, ma se le dighe non tengono le paratoie chiuse, l’acqua raccolta finisce a mare”. “La diga Trinità, la più vicina al nostro territorio, può arrivare a contenere 18 milioni di metri cubi d’acqua ma lo scorso anno è stata autorizzata a contenerne solo 4 milioni” ha ricordato, evidenziando che “con queste quantità si riesce appena a irrigare i terreni nel comprensorio del lago: ma riempita interamente, invece, avremmo tre anni di acqua”.

“Servono interventi mirati per incentivare la creazione di piccoli Consorzi, serve una squadra di ingegneri che studi il territorio e organizzi lavori rapidi, e servono contributi importanti” ha continuato, sottolineando che “è necessario un Piano Marshall per imbrigliare quella poca acqua che abbiamo a disposizione, altrimenti la viticoltura sarà destinata a sparire”. “Ci sarà un impoverimento generale, non si può pretendere che le aziende continuino a impiantare in perdita” ha aggiunto, chiosando “siamo a un punto di rottura, gli imprenditori sono spaventati, se non si affronta il tema subito e con una visione di lungo termine, nel giro di pochi anni perderemo tantissimi produttori. Se la base non regge – ha concluso – crolla l’intera impalcatura, è immorale che chi genera il business del vino debba vivere con l’acqua alla gola”.

Castagner: crescita continua, puntiamo a leadership grappa di marca

Castagner: crescita continua, puntiamo a leadership grappa di marcaMilano, 31 gen. (askanews) – “Nel 2023 siamo passati dal 12 al 15% della produzione nazionale di grappa “. Lo ha annunciato Roberto Castagner, il fondatore e Ceo della distilleria trevigiana Castagner, aggiugendo che “l’obiettivo aziendale per i prossimi due anni è fare un balzo di tre punti percentuali e arrivare ad un 15% nella categoria della grappa di marca portandoci nelle prime tre posizioni a livello nazionale”.

Castagner ha poi diffuso anche gli ultimi dati sul mercato della grappa elaborati dalla società di ricerche Circana mettendoli a confronto con quelli aziendali. Con circa 9,4 milioni di bottiglie vendute nel 2023 e un fatturato di 102,6 milioni di euro, la Gdo rappresenta il mercato principale della grappa, che chiude l’anno con il segno meno sia per pezzi venduti (-4,5%), che per fatturato (-0,6%). “Il brand Castagner va in controtendenza con una crescita dell’1,6% dei volumi e del 3,4% del fatturato, raggiungendo il terzo posto come pezzi venduti e il quarto come fatturato” ha spiegato Castagner, rilevando “un miglioramento di un punto percentuale di pezzi nel mercato della grappa di marca, passando dall’11% del 2022 al 12% del 2023. La distilleria registra le migliori performance soprattutto nel Centro e nel Sud Italia, aree vocate principalmente alla tipologia di grappa invecchiata/barricata. Stabili invece il Nord Ovest e il Nord Est, che per storicità sono invece più vocate alla grappa bianca. A trainare la crescita è la “Grappa Barrique Ciliegio” che con un +6,73% di pezzi è il decimo item più venduto in Italia nella categoria grappa, seguito da la “Grappa Amarone Barrique” che con +3,22% di pezzi è il 12esimo item più venduto nel nostro Paese (nel formato da mezzo litro è il primo prodotto più venduto in Italia in quella fascia di prezzo), e dal “Prosecco Ice” che, con un +14,5% di pezzi si classifica al 62esimo posto, “una delle poche grappe bianche a crescere nel nostro Paese dove la tipologia perde il 6,3% di pezzi”.

Il mercato del “fuori casa”, che rappresenta il 27% del mercato italiano della grappa per numero di pezzi e il 31,3% per fatturato totale nel nostro Paese, risulta stazionario per volume (+0,3%) e in crescita per il fatturato (+3%), per gli incrementi di listino intercorsi nel 2023. In questo canale, Castagner registra complessivamente una crescita dell’1,5% del numero di pezzi e del 5,5% di fatturato. A trainare la crescita è la “Grappa Riserva 18 mesi Barrique di Ciliegio” con un +40% per numero di pezzi, e “Linea Fuoriclasse Leon”, linea esclusiva del canale Horeca ed ingrosso, che si mantiene ai livelli del 2022, anno della ripresa. Oggi il mercato della grappa si attesta sulle 30 milioni di bottiglie, una nicchia rispetto al cognac (160 mln), al whisky (1 mld), al rum e alla vodka (3 mld entrambi). “Ciò che ci premia oggi è l’aver creduto 26 anni fa, quando il mercato chiedeva ancora le bianche, nelle grappe barricate, categoria che cresce annualmente avendo progettato il futuro nella barricaia nata nel 1998” ha proseguito Roberto Castagner, evidenziando che “allo stato attuale la capacità della barricaia è stimata in 1,3 milioni di bottiglie totali: questo ci consente di offrire un’ampia gamma di prodotti con invecchiamenti da uno a 24 anni al consumatore”.

Cantina Vignaioli Morellino di Scansano chiude 2023 con +4% fatturato

Cantina Vignaioli Morellino di Scansano chiude 2023 con +4% fatturatoMilano, 31 gen. (askanews) – La Cantina Vignaioli Morellino di Scansano ha chiuso l’esercizio 2022-2023 con un incremento del fatturato del 4% sull’anno precedente, passando da 14,9 a 15,5 milioni di euro. Lo ha reso noto la stessa cooperativa grossetana, spiegando che il canale Gdo Italia ha registrato una crescita del 10%, l’Horeca del 5% “ed è aumentata anche la quota export, soprattutto in Cina e nei mercati asiatici”. La Cantina inoltre “continua a rappresentare un punto di riferimento per l’offerta enoturistica nel territorio”, segnando un +22% sulle degustazioni guidate rispetto al 2022.

“Nonostante il momento critico per il mercato del vino sia in Italia che all’estero, siamo riusciti a mantenere per i soci le stesse liquidazioni dell’anno precedente premiandoli per i tantissimi sacrifici che stanno facendo, dato che l’aumento dei costi riguarda anche la gestione della vigna” ha affermato il presidente della Cantina, Benedetto Grechi, parlando di “un risultato che ci soddisfa, anche se auspichiamo di aumentare le liquidazioni nel prossimo esercizio”. “La performance va letta alla luce degli aumenti dei costi che tutti ben conoscono, era prevedibile che questa situazione avrebbe avuto un’eco importante su questo esercizio e per limitarne gli effetti si è reso necessario un aumento dei listini, entrato però in vigore solo a metà anno e che, in ogni caso, abbiamo contenuto il più possibile (+3%)” ha aggiunto il Dg, Sergio Bucci, precisando che “dovremo aspettare il prossimo anno per capire se questa operazione riuscirà nell’obiettivo di mantenere la marginalità auspicata, ma le stime e i risultati delle vendite dell’ultimo quadrimestre del 2023, che non rientrano nell’esercizio di questo bilancio, ci fanno ben sperare”.

Nello stesso appuntamento in cui è stato approvato il bilancio si sono svolte anche le elezioni del nuovo Cda, che vede riconfermati la maggior parte dei consiglieri uscenti e “si impegna a lavorare nel solco della continuità, seguendo la filosofia attenta alla qualità, al rispetto del consumatore e dell’ambiente che contraddistingue il lavoro della cooperativa”. Dal bilancio di sostenibilità della Cantina, chiuso negli stessi giorni di quello di esercizio, emerge una riduzione del 7% delle emissioni nella produzione di Morellino di Scansano Docg nel periodo compreso tra il 2020 e il 2023. Un minore impatto misurato per la certificazione Viva Sustainable Wine, “da ascriversi – sempre secondo quanto spiegato dalla cooperativa – soprattutto alla gestione del vigneto, sempre più sostenibile grazie al sistema previsionale Sos Wine, nonché ai progressi fatti nelle altre fasi del ciclo di vita di prodotto: packaging, Cantina, distribuzione e prodotto”.

A “Amarone Opera Prima” confronto su futuro della Valpolicella del vino

A “Amarone Opera Prima” confronto su futuro della Valpolicella del vinoMilano, 31 gen. (askanews) – Presenta un bilancio tutto proiettato al futuro “Amarone Opera Prima 2024”, l’nteprima del Consorzio vini Valpolicella che prenderà il via alla Gran Guardia a Verona alle 11 di sabato 3 febbraio con il convegno “Clima, produzione e mercati: la Valpolicella alla prova del cambiamento”. Pensato per riflettere sulle traiettorie e strategie di sviluppo alla luce di un’analisi congiunturale del settore, il talk, moderato dal direttore di Telenuovo, Andrea Andreoli, vedrà confrontarsi, il presidente e il vicepresidente del Consorzio, Christian Marchesini e Andrea Lonardi, il responsabile Osservatorio del vino di Uiv, Carlo Flamini, e Maurizio Ugliano, professore ordinario di Enologia dell’Università di Verona.

“Tagliamo il nastro della 20esima edizione con un record: quest’anno sono 70 le aziende che presentano il millesimo 2019, un numero importante che riflette la forza di una Denominazione che non ha paura di mettersi in discussione” ha spiegato Marchesini, sottolineando che “abbiamo infatti colto l’occasione di questo evento dedicato all’Amarone per mettere a tema i cambiamenti che la tipologia dei rossi e l’intero settore del vino stanno attraversando: un confronto per noi dovuto e necessario che siamo certi porterà a risposte costruttive”. Sul fronte del programma, si prosegue poi con il talk “Amarone Opera Prima: sipario con Vittorio Grigolo”, un appuntamento con l’enfant prodige della lirica mondiale e protagonista dal 2013 del Festival lirico veronese. A seguire, dalle 12.30, si apriranno i banchi di assaggio prima alla stampa e poi agli appassionati (dalle 16.30 alle 19), con questi ultimi che saranno i protagonisti della giornata di domenica 4 febbraio, (dalle 10 alle 17), che si concluderà con il party “Winenot X Amarone Opera Prima” promosso in collaborazione con l’associazione Winenot e il Gruppo Giovani del Consorzio vini Valpolicella (dalle 18 alle 23).

Sul fil-rouge dell’attrattività e del futuro dei mercati anche le due masterclass riservate alla stampa di settore ed estera (su invito) in programma, come “anteprima dell’Anteprima”, per venerdì 2 febbraio, che vedono i wine expert JC Viens e Filippo Bartolotta affrontare rispettivamente i temi del collezionismo come asset di investimento, “Amarone, the next big thing in wine collecting?” alle 11, e dell’evoluzione produttiva, “Amarone: the new wave” alle 14. Amarone Opera Prima è organizzato dal Consorzio Vini Valpolicella con il sostegno di Banco Bpm, Generali Cattolica Assicurazioni, Italsughero, Grafiche Valpolicella, Enoartis e con il patrocinio del Comune di Verona.

Vino, la Cantina veronese Tedeschi inaugura l’archivio dei vini

Vino, la Cantina veronese Tedeschi inaugura l’archivio dei viniMilano, 31 gen. (askanews) – Con una degustazione storica, la Cantina Tedeschi di Pedemonte di Valpolicella (Verona) ha inaugurato l’archivio dei suoi vini, un patrimonio organolettico aperto al pubblico dei collezionisti, degli operatori dell’alta ristorazione e degli appassionati.

La “libreria” delle etichette che racconta l’evoluzione enologica della Valpolicella, si apre ad un livello sotto il piano di ingresso dell’azienda, raggiungibile scendendo un’ampia scala elicoidale. Qui si possono scoprire le innumerevoli sfaccettature dello “stile Tedeschi” e dell’azione del tempo sull’Amarone, il più iconico vino della Valpolicella. La sala ospita circa 6.800 bottiglie, su un totale di vecchie annate che ne conta circa 27mila. Oltre che per la degustazione, i millesimi degli anni Duemila sono disponibili anche per la vendita. Quelle precedenti, più rare in termini quantitativi, sono destinate ad esclusive degustazioni verticali.

“E’ la summa del lavoro della nostra famiglia e un omaggio al valore del nostro territorio” ha spiegato Riccardo Tedeschi, sottolineando che “il suo scopo non è però solo celebrativo, è anche la volontà di creare un luogo che proponga un punto di vista diverso sul nostro Amarone, un vino ecclettico che, sia fresco che invecchiato, si presta ad abbinamenti gastronomici diversi. Perché, come ci ha insegnato nostro padre Lorenzo, per fare un Amarone capace di maturare a lungo – ha concluso – bisogna prima produrre un grande vino”.

Fèlsina, la distribuzione dei vini si fa in casa con Orbacca

Fèlsina, la distribuzione dei vini si fa in casa con OrbaccaMilano, 30 gen. (askanews) – Per la Cantina senese Fèlsina, il percorso che inizia con la vite e si conclude con la distribuzione delle bottiglie è un affare di famiglia, la famiglia Poggiali, che da oggi porta le etichette dell’azienda di Castelnuovo Berardenga nelle mani di Orbacca, il progetto distributivo di vini di qualità di piccoli produttori italiani, francesi e tedeschi, nato nel 2021.

“Inserire Fèlsina tra le aziende distribuite da Orbacca è un passo molto importante, di cui andiamo fieri” ha affermato Giovanni Poggiali, alla guida dell’azienda, aggiungendo che “le realtà rappresentate dalla selezione vini sono state scelte con cura: si tratta di aziende di piccola e media dimensione con cui Fèlsina condivide valori e ideali, oltre a un profondo legame con il singolo territorio di appartenenza. Come per loro – ha concluso – i nostri vini sono frutto della tradizione e della continua ricerca verso i propri territori e vitigni di riferimento, grazie anche a una squadra che è come una famiglia: poter raccontare queste sfaccettature attraverso la nostra stessa distribuzione è un valore aggiunto che ci darà grandi soddisfazioni”. Nata a Siena, a circa venti chilometri di distanza da Fèlsina, Orbacca (la “bacca d’oro” frutto dell’alloro) rappresenta venti Cantine di alcuni dei territori più significativi del panorama vitivinicolo italiano e internazionale.

Vino, al via progetto D-Vino per Istituti alberghieri di Prato e Firenze

Vino, al via progetto D-Vino per Istituti alberghieri di Prato e FirenzeMilano, 30 gen. (askanews) – Partirà domani 31 gennaio ed andrà avanti per tutto il mese di febbraio il ciclo di appuntamenti del progetto di formazione D-Vino dedicato agli studenti degli istituti alberghieri e turistici Francesco Datini di Prato e Aurelio Saffi di Firenze. Si tratta di progetto promosso dall’Associazione Donne del Vino, ideato dalla vicepresidente della delegazione Toscana, Paola Rastelli, con lo scopo di sensibilizzare l’inserimento di materie legate all’enologia nelle scuole professionali. Cinque lezioni per ciascun istituto, che affronteranno la materia con un approccio pragmatico e basato sulle professionalità di produttrici, imprenditrici, giornaliste, ristoratrici, enotecarie, sommelier ed esperte di marketing. Il primo ciclo di incontri si era tenuto lo scorso anno e aveva coinvolto due istituti professionali della provincia di Livorno.

“L’obiettivo del progetto D-Vino è quello di portare il mondo del vino sui banchi di scuola, affinché i futuri professionisti del settore inizino a formarsi già in età scolare” ha spiegato la presidente dell’Associazione Donne del Vino della Toscana, Donatella Cinelli Colombini, aggiungendo che “per produrre, ma soprattutto per comunicare il vino oggi, è essenziale avere una sensibilità che ha origine da lontano e saper legare l’evoluzione della comunicazione tra le nuove generazioni”. “Questo è il modo più efficace per un tema così specifico e ricco di sfaccettature per traghettare nel futuro una cultura del vino sana e orientata all’accrescimento della percezione del vino come prodotto di qualità, contrastando l’abuso di alcool ed il binge drinking” ha proseguito, concludendo “attraverso le esperienze di ciascuna Donna del Vino, sarà dunque importante far riflettere le nuove generazioni, soprattutto sulle molteplici opportunità di lavoro che il mondo del vino può offrire loro”. Le cinque lezioni verteranno in particolare su principi di viticultura ed enologia, piramide produttiva del vino ed economia del vino, territori del vino e principali vini toscani, la comunicazione del vino ed i canali di comunicazione, la degustazione e l’abbinamento cibo-vino, le professioni del vino e l’etica professionale con nozioni di wine management della cantina del ristorante e carta dei vini. Per gli studenti dell’indirizzo turistico Datini di Prato, i temi affrontati saranno inerenti la storia del vino e la comunicazione del vino, i principi di viticultura ed enologia, l’enoturismo tra distretti enoturistici e cantine turistiche, i territori del vino ed i principali vini toscani e l’abbinamento cibo-vino con relativo storytelling.