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Vino, il 15 marzo a Milano vanno in scena il Barolo e il Derthona

Vino, il 15 marzo a Milano vanno in scena il Barolo e il DerthonaMilano, 4 feb. (askanews) – Dalle 17 alle 22 di venerdì 15 marzo, l’ala est di Palazzo Bovara, in pieno centro a Milano, si trasformerà in un percorso ideale attraverso le Langhe e i Colli Tortonesi dove il pubblico di wine lovers milanesi avrà l’occasione di degustare decine di etichette di Barolo Docg e Timorasso Derthona Doc che i produttori presenteranno di persona nelle loro molteplici sfaccettature, proponendo in degustazione cru e annate differenti.


Le degustazioni saranno accompagnate da assaggi di prodotti agroalimentari di eccellenza del territorio piemontese presentati da aziende associate alla due realtà. Durante l’evento è previsto anche un salotto-degustazione, interessante occasione di approfondimento, con gli interventi di alcuni vignaioli e vignaiole che racconteranno la loro esperienza e proporranno in degustazione vini particolarmente rappresentativi delle loro aziende, non presenti ai banchi di assaggio allestiti nelle sale dello storico palazzo in corso Venezia.

Vino, Consorzio Valpolicella: per l’Amarone serve cambio stilistico

Vino, Consorzio Valpolicella: per l’Amarone serve cambio stilisticoVerona, 3 feb. (askanews) – “L’Amarone è stato in passato un vino che ha soddisfatto una domanda di mercato: i produttori della Valpolicella sono stati tra i più bravi, soprattutto in alcuni mercati, a capire che c’era la necessità di un vino morbido, caldo e piacevole, e questo ha consentito un grande successo volumetrico. Per farlo si è però ecceduto con l’appassimento e con la necessità di rincorrere uno stile che questo segmento del mercato richiedeva. Oggi quel segmento non cresce più e regala molte più ombre che sicurezze per il futuro e dobbiamo quindi cambiare ed evolverci reindirizzando i nostri vini verso un cambiamento sia in termini di geografie di mercato, che di profilazione del consumatore, e per farlo occorre, anche ma non solo, un cambio stilistico. I vini commercialmente solidi sono infatti i fine wines, quelli che hanno un profondo legame con il territorio di origine, vini che hanno valori e un wording comunicativo specifico tali da renderli identitari. Occorre pensare ad un Amarone che rimetta in equilibrio i suoi fattori produttivi: il metodo (la messa a riposo), il territorio (suolo, vitigni, clima), le persone (produttori, imprese) e la comunicazione. La sfida è chiaramente complessa, dal volume al valore, e richiede dei cambi: culturali, produttivi, legislativi e comunicativi”. A dirlo è stato il vicepresidente del Consorzio Vini Valpolicella, Andrea Lonardi, durante il talk “Clima, produzione e mercati: la Valpolicella alla prova del cambiamento”, che ha inaugurato a Verona “Amarone Opera prima” (3-4 febbraio), l’importante appuntamento annuale dedicato al Re dei rossi veneti organizzato dal Consorzio, con 70 aziende partecipanti.


Il Consorzio dunque indica la strada ai suoi soci, prendendosi la responsabilità di proporre una lettura e una via d’uscita di fronte ai dati (impietosi) proposti dall’Osservatorio di Unione italiana vini (Uiv), che mostrano una costante e progressiva flessione del consumo di vino a livello mondiale, in particolare del rosso, che per questo territorio significa un Amarone tornato nel 2023 ai valori del 2019. Da qui la proposta coraggiosa dell’ente consortile di guardare insieme con i suoi produttori oltre il modello costruito in questi ultimi trent’anni, ragionando su un Amarone meno standardizzato e omologato, e più identitario e coerente con le sue uve e il terroir dove nasce. “Abbiamo scelto un approccio più critico che celebrativo per festeggiare la 20esima edizione dell’evento dedicato all’Amarone” ha precisato il presidente, Christian Marchesini, sottolineando che “come Consorzio crediamo però che il modo migliore per continuare a crescere sia quello di analizzare con serietà e puntualità le sfide che i cambiamenti climatici, le nuove dinamiche di consumo e gli sviluppi sui mercati pongono alla Denominazione. Dobbiamo, vogliamo e possiamo fare – ha concluso un Amarone sempre più competitivo, più contemporaneo”.


Questa edizione di “Amarone Opera Prima” è dedicata all’annata 2019. Un millesimo che, secondo il panel di degustazione del Consorzio, si aggiudica le 5 stelle grazie ad una “qualità sensoriale elevata, con profili olfattivi e gustativi che rispecchiano le caratteristiche della denominazione in modo centrato e moderno”. Per quanto riguarda la prospettiva di longevità, l’annata 2019 “presenta un grande potenziale di invecchiamento senza difettare in freschezza e bevibilità, collimando perfettamente con gli odierni trend di consumo”.

Vino, Uiv: finita era rossi “mass market”, servono identità e coerenza

Vino, Uiv: finita era rossi “mass market”, servono identità e coerenzaVerona, 3 feb. (askanews) – La flessione del consumo di vino e in particolare del rosso, solo congelata dal rimbalzo post Covid ma resa evidente da un 2023 negativo, è un fenomeno in atto da tempo, dovuto ad un complesso mix di fattori generazionali e climatici. Per far fronte a questo cambiamento strutturale è necessario lavorare e proporre ai consumatori un’identità stilistica e una coerenza territoriale precisi. È l’istantanea scattata dall’Osservatorio di Unione italiana vini (Uiv), oggetto del talk “Clima, produzione e mercati: la Valpolicella alla prova del cambiamento”, che si è tenuto a Verona nell’ambito di “Amarone Opera prima” (3-4 febbraio), l’appuntamento annuale dedicato al Re dei rossi veneti organizzato dal Consorzio vini della Valpolicella, con 70 aziende partecipanti.


“Per la prima volta dopo decenni di boom, il mercato del vino registra una sorta di restrizione del recinto in cui opera, anche se ci sono eccezioni importanti nei segmenti premium della nostra offerta” ha commentato il responsabile dell’Osservatorio Uiv, Carlo Flamini, spiegando che “negli Usa, per esempio, a fronte di vendite generali di vino rosso italiano a -9% nel canale più profittevole, quello dell’on-premise (ristorazione, locali, hotel), l’unica fascia di prezzo che è riuscita a strappare aumenti è quella all’ingrosso sopra i 25 dollari a bottiglia (+2%). Da qui devono ripartire i prodotti italiani – ha evidenziato – dimenticando il concetto di rosso da ‘mass market’ e coltivando forti valori di identità e coerenza territoriale e stilistica”. Secondo le elaborazioni dell’Osservatorio Uiv, nel 2023 l’Amarone ha subìto una battuta d’arresto nei volumi esportati (-12%, a circa 75mila ettolitri), dato comunque in linea (+1%) con il 2019 e sensibilmente in crescita negli ultimi dieci anni (+17%). Il calo tendenziale dell’export nell’ultimo anno è dovuto da una parte a riduzioni reali dei consumi (in particolare Scandinavia e Canada, in parte Germania, che ha comunque registrato un forte aumento delle vendite nel canale retail), mentre negli Stati Uniti, al trend generale dei vini rossi, si è affiancato l’effetto congiunturale del destocking di prodotto accumulato alla fase distributiva, che ha coinvolto tutto il vino italiano e non solo, rallentando in maniera significativa le richieste di vino dall’estero. Stabili, infine, le vendite sul canale retail italiano.


Un quadro, quello illustrato da Uiv durante il focus ad “Amarone Opera prima”, che mostra cali importanti per i principali vitigni dei cinque Continenti e i principali competitor, con l’export dei rossi francesi nell’ultimo biennio che si è contratto del 15% e quello spagnolo di oltre il 20%. Lo scorso anno i consumi globali della tipologia hanno fatto segnare un -7% rispetto al 2021, con forti ridimensionamenti negli ultimi 12 mesi nei primi mercati di sbocco, a partire da Usa (-9%), Canada (17%) fino ai Paesi Scandinavi, alla Cina e alla stessa Italia (-5%).

Vino, Planeta: nuove etichette La Segreta ispirate a erbaio di Riggio

Vino, Planeta: nuove etichette La Segreta ispirate a erbaio di RiggioMilano, 3 feb. (askanews) – La storica azienda agricola siciliana Planeta ha presentato a Palermo il nuovo packaging dei vini La segreta, con la bottiglia “Cento per cento Sicilia” realizzata assieme alla Fondazione SOStain, e le nuove etichette che raccontano un alfabeto di erbe, fiori e radici, frutto della collaborazione con lo studio di design Rovai Weber.


Il restyling ha infatti attinto dal lavoro di un siciliano illustre, Giuseppe Riggio, che tra fine ‘700 e inizio ‘800 realizzò, con l’aiuto di un pittore, un “erbario picto”, che rappresenta con grande precisione e poesia il patrimonio floristico della regione. La Segreta nasce nel 1995 con i primi vini e diventa una vera e propria linea nel 2017, con l’arrivo del Grillo e del Nero d’Avola in purezza. Una linea da sempre prodotta esclusivamente con le vigne di proprietà da secoli della famiglia Planeta, coltivate con passione e totale dedizione all’ambiente. I vini sono, come l’intera produzione Planeta, certificati in biologico dal 2022, a cui si è aggiunta la certificazione SOStain, il programma di sostenibilità che racchiude nel suo disciplinare dieci punti cardine che vanno dalla gestione del vigneto al consumo energetico, dalla scelta delle materie prime locali alla trasparenza nella comunicazione.


Planeta conta oggi 371 ettari di vigneto e sette Cantine dislocate nei territori di Menfi, Sambuca di Sicilia, Vittoria, Noto, Etna e Capo Milazzo), oltre, tra l’altro, 151 ettari di oliveto. Foto di Paola Licciardello

Barilla estesa a lavoratrici di Rubbiano campagna prevenzione tumori seno

Barilla estesa a lavoratrici di Rubbiano campagna prevenzione tumori senoMilano, 3 feb. (askanews) – Barilla estende l’impegno per la prevenzione dei tumori al seno. Già da due anni, grazie alla collaborazione con la breast unit dell’Azienda ospedaliero universitaria di Parma è stato avviato un programma di incontri presso la sede centrale del gruppo, a Pedrignano, in provincia di Parma, dove si trovano gli uffici, il pastificio e il molino Barilla. Ora questo modello verrà presto riproposto anche nello stabilimento bakery e sughi di Rubbiano, in provincia di Parma, con l’obiettivo di valutarne l’estensione graduale nel tempo ove possibile anche alle altre realtà produttive di Barilla in Italia. L’annuncio di Barilla arriva in occasione del Giornata mondiale contro il cancro promossa dalla Union for international cancer control e sostenuta dall’Organizzazione mondiale della sanità.


Giunta alla ventitreesima edizione, la Giornata rappresenta un richiamo a riflettere su cosa istituzioni e individui possono fare insieme per prevenire la malattia. Per alcune tipologie di tumore, come quello alla mammella, infatti, una diagnosi precoce aumenta notevolmente le aspettative di vita e la prevenzione e l’adozione di corretti stili di vita giocano un ruolo fondamentale. Per questo, Barilla ha dedicato alle sue persone anche questa iniziativa che mira a chiarire dubbi, approfondire la conoscenza di sé, spiegare quanto sia importante conoscere il proprio corpo e aderire ai programmi di prevenzione.

Stock Spirits Italia lancia Wild-Arbor, creme di liquore trasparenti

Stock Spirits Italia lancia Wild-Arbor, creme di liquore trasparentiMilano, 3 feb. (askanews) – Stock Spirits Italia, tra i leader nel settore dei liquori nell’Europa Centro-Orientale, ha siglato una partnership con The Reformed Spirits Company Ltd (Reyka vodka, Fever-Tree e Martin Miller’s) per introdurre sul mercato europeo la gamma di creme di liquore trasparenti “Wild-Arbor”.


Disponibile in tre varianti, questa particolare crema di liquore “è prodotta solo con ingredienti di origine vegetale, senza glutine e con quasi metà delle calorie, ed è estremamente versatile, perfetto sia da solo che miscelato”. Stock Spirits Italia ha poi precisato che “oltre ad essere carbon neutral e ad applicare pratiche sostenibili, ‘Wild-Arbor’ intensifica l’impegno per la riduzione del carbonio piantando almeno un albero per ogni bottiglia venduta”. La novità sarà disponibile esclusivamente per il canale Horeca e verrà distribuito in Europa a partire dall’Italia, con un primo test già in corso nell’area di Firenze. “Quando il mio team ed io abbiamo scoperto questo prodotto, abbiamo immediatamente visto l’opportunità di colmare una lacuna nel mercato per un prodotto come questo che soddisfa le attuali preferenze dei consumatori” ha spiegato Evelina Teruzzi, Ceo di Stock Spirits Italia, aggiungendo che “siamo rimasti colpiti non solo dal gusto straordinario di tutte le varianti, ma soprattutto dall’unicità di questo liquore trasparente che ha la stessa consistenza cremosa delle tradizionali creme di liquore”. Si tratta per Teruzzi di “un prodotto versatile e dal gusto eccezionale, realizzato con materie prime di ottima qualità, e impegnato a salvare il pianeta: esattamente ciò che i consumatori cercano oggi. Una vera innovazione come questa – ha concluso – è una rarità nel settore delle bevande, non vediamo l’ora di farla diventare un altro leader di categoria e di collaborare con tutto il team di The Reformed Spirits Company”.

Proteste trattori, Slow Food: frutto di decenni di miopia politica

Proteste trattori, Slow Food: frutto di decenni di miopia politicaMilano, 2 feb. (askanews) – “L’incendio che divampa in questi giorni in tutta Europa è il frutto di decenni in cui la politica ha trascurato l’agricoltura, le condizioni di vita e di lavoro di chi produce cibo soprattutto nelle aree interne. Oggi una manciata di gruppi finanziari e di multinazionali controlla gran parte della produzione alimentare industriale: i semi, i fertilizzanti, i pesticidi, la genetica delle razze animali, la trasformazione delle materie prime, la distribuzione. Il nostro sistema alimentare non protegge le sue fondamenta (la terra e chi la lavora) ma annienta proprio gli agricoltori più virtuosi e genera sprechi intollerabili (quasi un terzo del cibo prodotto). Abbiamo chiuso gli occhi per anni davanti a contadini costretti a lasciar marcire la frutta sugli alberi, perché sarebbe stato più costoso raccoglierla; allevatori che per disperazione sono arrivati a versare per strada il latte; agricoltori che vendono il frumento fermo allo stesso prezzo di dieci anni fa; produttori stritolati dalla grande distribuzione. E così il disagio è esploso, indirizzato (ad arte) al bersaglio sbagliato: la transizione ecologica e le sacrosante misure a tutela dell’ambiente. Come diceva l’ambientalista Alexander Langer, ‘la transizione ecologica sarà prima di tutto sociale, o non sarà’”. Lo ha detto la direttrice di Slow Food Italia, Serena Milano, commentando le proteste degli agricoltori che stanno attraversando l’Europa.


“Il Green Deal è un percorso necessario, questi anni sono decisivi, dobbiamo agire ora per contrastare la crisi climatica, ricostruire una relazione armonica e sensata con la natura, ripristinare la fertilità dei suoli europei, produrre e allevare con rispetto per gli animali e per l’ambiente” ha aggiunto la presidente di Slow Food Italia, Barbara Nappini, spiegando che “come molti studi dimostrano, a partire dal report Ipbes-Ipcc, soltanto la biodiversità ci consentirà di adattarci agli effetti della crisi climatica, ma dobbiamo sostenere e accompagnare chi produce il nostro cibo seguendo pratiche agroecologiche e supportare tutti gli altri, attivando percorsi condivisi”. “Si parla degli ingenti sussidi europei all’agricoltura, ma si dimentica che i soldi delle Pac continuano ad andare a poche grandi aziende: l’80% dei finanziamenti va al 20% degli imprenditori agricoli e premia l’agricoltura intensiva” ha ricordato Nappini, sottolineando che “ad elargire questi fondi in maniera così poco lungimirante sono le istituzioni politiche, costituite da persone che noi stessi scegliamo attraverso il voto”. “Senza una transizione e rigenerazione ecologica e al contempo sociale, la nostra agricoltura perderà e sarà sempre più in balia delle multinazionali e degli umori del mercato” ha proseguito, concludendo “e perderemo anche tutti noi l’opportunità di un futuro di bellezza, perché non saremo noi a salvare la natura ma la Natura a salvare noi”.

Consorzio Valpolicella: avviato iter per De.Co a risotto all’Amarone

Consorzio Valpolicella: avviato iter per De.Co a risotto all’AmaroneMilano, 2 feb. (askanews) – Il risotto all’Amarone della Valpolicella si candida a diventare ufficialmente un piatto tipico veronese. La notizia, annunciata il 2 febbraio alla vigilia di Amarone Opera Prima (3-4 febbraio, Verona – Palazzo della Gran Guardia), suggella il legame sempre più profondo tra la Denominazione e la cucina scaligera, certificando per la prima volta come De.Co (Denominazione Comunale, marchio di attestazione di origine geografica) un piatto a base di vino.


“Il risotto all’Amarone è un autentico ambasciatore della tradizione enogastronomica scaligera nel mondo” ha commentato il presidente del Consorzio vini Valpolicella, Christian Marchesini, parlando di “un piatto che esprime la profonda relazione tra i 19 comuni della Denominazione e Verona, con il vigneto urbano più grande d’Italia”. La domanda di riconoscimento è stata promossa dai ristoratori tipici del Comune di Verona, capitanati da Caffè Monte Baldo, Ristorante Al Calmiere e Trattoria Pane e Vino, in collaborazione con il Consorzio della Valpolicella, quello del Riso Vialone Nano e l’ente Fiera del Riso di Isola della Scala. Tra i piatti veronesi più condivisi sui social e apprezzato sia dai turisti italiani che stranieri, il risotto all’Amarone andrà ad affiancare nell’elenco certificato dal Consiglio comunale della città ricette storiche come gli gnocchi, il Nadalin, la Pastisada de Caval, la Pearà e la Renga.


La ricetta ufficiale presentata al Consiglio per il riconoscimento prevede l’utilizzo di riso Vialone Nano Igp coltivato nella Pianura veronese sfumato con l’Amarone della Valpolicella Docg, e mantecato con del formaggio di latte vaccino fatto nella montagna veronese.

Spirit, Juri Persiani nominato nuovo Cco di Compagnia dei Caraibi

Spirit, Juri Persiani nominato nuovo Cco di Compagnia dei CaraibiMilano, 2 feb. (askanews) – Compagnia dei Caraibi ha annunciato la nomina di Juri Persiani a Chief commercial officer (Cco) a guida dell’area sales e marketing della società, tra i leader nell’importazione e distribuzione di distillati, vini e soft drink di fascia alta di tutto il mondo, e di birre craft italiane.

“L’ingresso di Juri Persiani come nuovo Cco conferma la volontà di Compagnia dei Caraibi di consolidarsi tra i top player del settore” hanno dichiarato il Ceo Edelberto Baracco e il Dg Fabio Torretta, spiegando che “la sua visione manageriale porterà un contributo significativo al nuovo assetto aziendale per sostenere l’evoluzione del business che stiamo portando avanti in questi anni. Juri Persiani – hanno concluso – guiderà verso un’integrazione sempre maggiore tra le units sales e marketing, sviluppando ancor di più l’attività di brand building, da sempre punto distintivo della nostra società”. “È con grande entusiasmo che accolgo l’opportunità di entrare in un’azienda dinamica che ha fatto dell’approccio innovativo e omnicanale al mercato due delle sue caratteristiche distintive” ha affermato Persiani, sottolineando che “il mio impegno sarà quello di contribuire ulteriormente nel declinare e concretizzare questa vision, portandola nelle strategie marketing e sales, rafforzando la posizione dell’azienda sui mercati italiani ed esteri”.

Vino, IWSR: mercato Usa spumanti in crescita, nel 2023 il 48% da Italia

Vino, IWSR: mercato Usa spumanti in crescita, nel 2023 il 48% da ItaliaMilano, 2 feb. (askanews) – Nonostante i segnali di rallentamento della crescita, le prospettive per il mercato statunitense dei vini spumanti sono ampiamente positive, grazie soprattutto ad un costante aumento della base di consumatori fidelizzati. E’ quanto emerge da una ricerca dell’inglese IWSR – Drinks Market Analysis, in cui si spiega che negli anni post Covid, le “bollicine” negli Usa sono cresciute del 17% rispetto al 2019 (quasi dieci milioni di consumatori in più), con lo spumante che non viene più percepito come riservato alle occasioni particolari ma bensì adatto al consumo quotidiano domestico.

Tra il 2017 e il 2022, le bolle hanno registrato un tasso annuo di crescita (Cagr) in volume del +6% (a fronte di un calo del 1% del vino), arrivando a rappresentare più del 12% dell’intera categoria dei vini, rispetto all’8% del 2017. Un incremento che, sempre secondo IWSR, è destinato a proseguire in volumi con un tasso annuo dell’1% fino al 2027. L’Italia continua ad esercitare una forte influenza sul mercato Usa degli spumanti, rappresentando nel 2023 il 48% dei volumi, davanti al 37% di quelli locali. Le nostre bollicine hanno registrato un tasso annuo di crescita dei volumi del 10% tra il 2017 e il 2022, e Richard Halstead di IWSR ritiene che vi sia “una forte opportunità per i produttori italiani di continuare a capitalizzare le loro opportunità in questo mercato”, nonostante le stime di crescita moderata.

Il principale motore del successo dell’Italia continua ad essere il Prosecco, che nel 2023 ha toccato nuovi massimi e che rappresenta circa la metà dei volumi di vino italiano negli Stati Uniti, con i suoi estimatori passati dal 33% del 2019 al 42% del 2023, anche grazie all’offerta di una variegata gamma di prezzi e al suo utilizzo nella mixology, a partire dall’oramai famosissimo Spritz.