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Vino, Fantini: per cantanti di Sanremo bottiglia d’oro personalizzata

Vino, Fantini: per cantanti di Sanremo bottiglia d’oro personalizzataMilano, 5 feb. (askanews) – In occasione del Festival della canzone italiana di Sanremo, Fantini Wines ha creato una special edition del suo rosso “Don Camillo-Gold Collection” con un’etichetta personalizzata destinata a ciascuno dei cantanti in gara. Il gruppo vinicolo abruzzese infatti, per il secondo anno consecutivo, offrirà i suoi vini agli ospiti della “Hollywood Celebrities Lounge” del Lolli Palace Hotel, a pochi passi dal Teatro Ariston.


“Siamo entusiasti di questa iniziativa, sarà un piacere e un onore regalare a ciascuno degli artisti che affolleranno il palcoscenico dell’Ariston questo ‘Don Camillo-Gold Collection’ (un blend tutto abruzzese con 85% Sangiovese e 15% Cabernet Sauvignon), che è diventato un po’ il nostro ‘vino da festival’, dato che ha già spopolato l Festival del cinema di Venezia” ha dichiarato Giulia Sciotti, marketing manager e brand ambassador di Fantini Wines, sottolineando che “d’altra parte, vanta una bottiglia così elegante, dorata, ‘lussuosa’ che non poteva che essere riservata per grandi occasioni come questa”.

Signorvino: bollicine e grandi rossi leader delle vendite nel 2023

Signorvino: bollicine e grandi rossi leader delle vendite nel 2023Milano, 5 feb. (askanews) – Sono Franciacorta (10%), Amarone (9%) e Champagne (8%) a valore, e Prosecco (14%), Valpolicella Ripasso (7%) e Franciacorta a volume, le bottiglie più vendute nel 2023 nei 36 punti vendita (di cui uno a Praga e uno Parigi) e sul sito di e-commerce di Signorvino, la catena di enoteche-ristoranti del gruppo Oniverse della famiglia Veronesi.


Secondo quanto riferito dall’Osservatorio Signorvino di Verona, che analizza le dinamiche degli acquisti e dei consumi del vino nei propri canali retail, ristorazione ed e-commerce, al terzetto sul podio della classifica delle vendite per quantità, seguono Primitivo e Lugana (5%), Amarone (4%), seguiti da Valpolicella, Prosecco Conegliano Valdobbiadene Docg (3%), Chianti Classico e Nebbiolo (3%). Per quanto riguarda invece le vendite di vino a valore, ci sono poi Valpolicella Ripasso e Prosecco (5%), Brunello e Barolo (4%), e Lugana, Trento Doc e Primitivo (3%).

Nel 2023 Too good to go ha salvato oltre 6 mln pasti, Roma la più virtuosa

Nel 2023 Too good to go ha salvato oltre 6 mln pasti, Roma la più virtuosaMilano, 5 feb. (askanews) – Nel 2023 sono stati salvati 6.150.000 pasti grazie a Too Good To Go, circa 12 al minuto, con una crescita media mensile del 14% rispetto al 2022. Scelte all’insegna della sostenibilità, che hanno coinvolto una community di 8,1 milioni di utenti e oltre 26.000 partner che vanno dai piccoli negozi di vicinato ai grandi supermercati, e che hanno evitato la dispersione di 15,7 milioni di chili di CO2 equivalente, pari a 3.000 viaggi aerei attorno al mondo. Lo riporta in una nota Too good to go in occasione della Giornata nazionale di prevenzione allo spreco alimentare.


Una propensione al contrasto dello spreco alimentare in crescita, sottolineata anche dall’Osservatorio sullo spreco alimentare realizzato da Too Good To Go sugli utenti della propria community. Il 95% degli intervistati dimostra una consapevolezza profonda riguardo il tema dello spreco alimentare: un quarto dei rispondenti dichiara di non sprecare mai cibo, mentre il 52% di sprecarne meno di 250 grammi a settimana, testimoniando un cambio di rotta nelle abitudini adottate nella propria quotidianità domestica. Secondo quanto rilevato da Too Good To Go, tra le città più virtuose nel contrastare lo spreco nel 2023, Roma e Milano fanno da apripista, rispettivamente con 643.00 e 450.000 pasti salvati nel 2023, seguite da Torino con 192.000 pasti salvati, Genova, 113.000, e infine Bologna, che nel corso dell’anno appena concluso ha salvato oltre 107.000 pasti. In fatto di abitudini invece, il giorno preferito per salvare le surprise bag è stato il venerdì, mentre l’orario prediletto è la sera, dalle 19 alle 20, in concomitanza con la chiusura della maggior parte degli esercenti partner.


Sempre secondo l’Osservatorio di Too Good To Go, otto intervistati su 10 sono in cerca di nuove soluzioni utili per contrastare lo spreco di cibo. Molti, per esempio, scelgono di consumare prima i cibi prossimi alla scadenza, e, in alcuni casi, di consumarli anche dopo il termine minimo di conservazione, purchè ancora adatti ad essere consumati. “Grazie agli utenti e agli esercenti che hanno scelto di essere in prima linea nel contrastare lo spreco alimentare, dal 2019 a oggi abbiamo salvato oltre 17 milioni di pasti. Nel corso del 2023 abbiamo lavorato per rendere ancora più pervasiva la nostra mission, intervenendo direttamente anche nelle fasi iniziali della filiera alimentare, lanciando il progetto box dispensa a cui hanno aderito 64 brand dell’industria alimentare, e che oggi ha già consentito di salvare oltre 629 tonnellate di cibo”, afferma Mirco Cerisola, italian country director di Too good to go.


In occasione della Giornata nazionale di prevenzione allo spreco alimentare, Too Good To Go ha lanciato la campagna “Un febbraio a impatto vero” per promuovere comportamenti e pratiche all’insegna della sostenibilità. La campagna, che sarà protagonista per tutto il mese di febbraio sui canali social di Too good to go con contenuti pensati per ispirare le persone a contrastare lo spreco di cibo con gesti capaci di fare la differenza, prevederà anche una speciale iniziativa grazie alla quale sarà possibile dimostrare concretamente il proprio impatto vero.

Eridania: al via campagna sensibilizzazione green su bustine di zucchero

Eridania: al via campagna sensibilizzazione green su bustine di zuccheroMilano, 5 feb. (askanews) – Eridania lancia una campagna di sensibilizzazione dei consumatori sulla sostenibilità ambientale. E per farlo, questa volta, ha usato le bustine di zucchero classico creando un limited edition dal titolo “Green si diventa”. Attraverso illustrazioni grafiche l’azienda, parte del gruppo francese Cristal Union, racconta 20 gesti che ognuno di noi può compiere quotidianamente, contribuendo a un domani più green. Dall’uso della borraccia quando si è fuori casa, all’attenzione verso i rifiuti, all’utilizzo di mezzi pubblici laddove possibile: un modo per “sensibilizzare” i consumatori, in particolare, su temi legati al consumo consapevole dell’acqua -un terzo dei gesti è focalizzato proprio sulle tematiche idriche – così da coinvolgerli in comportamenti virtuosi.


“Come Eridania, crediamo nel concetto di ‘sostenibilità estesa’, che sottintende un impegno globale nel perseguire obiettivi di sostenibilità non soltanto dal punto di vista ambientale, ma anche produttivo e sociale – commenta Alessio Bruschetta, ad di Eridania Italia – È con questo spirito che abbiamo deciso di dar vita alla nuova linea di bustine classico ‘Green si diventa’, un ulteriore tassello nel quadro di iniziative e attività che parlano direttamente ai nostri consumatori, perché siano incentivati a contribuire, anche nel loro piccolo, alla costruzione di un futuro sempre più dolce e green”.

Vino, “Vignaioli custodi del territorio”: parte la campagna di Fivi

Vino, “Vignaioli custodi del territorio”: parte la campagna di FiviMilano, 5 feb. (askanews) – La Federazione italiana vignaioli indipendenti (Fivi) lancia “Vignaioli custodi del territorio”, una campagna di raccolta firme per sostenere il riconoscimento dei disegni di legge “Disposizioni per il riconoscimento della figura dell’agricoltore custode dell’ambiente e del territorio” e per l’istituzione della “Giornata nazionale dell’agricoltura” attualmente in esame alla Camera.


“Vogliamo coinvolgere i cittadini, tutti, non solo quelli che abitano le zone rurali, perché è fondamentale capire che gli agricoltori hanno un ruolo sociale che persegue il bene comune, e che è nell’interesse collettivo che possano continuare a lavorare e agire positivamente sul territorio” ha spiegato il presidente di Fivi, Lorenzo Cesconi, sottolineando che “lo spopolamento delle aree interne, l’abbandono delle attività agricole e il conseguente aumento del rischio di dissesto idrogeologico è un problema che tocca tutti, anche chi vive in città: un’alleanza tra Istituzioni, agricoltori e cittadini è quindi nell’interesse di tutti”. Nel 1961, le aziende agricole coltivavano e custodivano 270mila kmq di territorio italiano, nel 2021 il dato è sceso sotto quota 165mila kmq. “In molti territori, soprattutto i più estremi, lì dove altre attività agricole sono scomparse, i vignaioli sono rimasti” ha ricordato Cesconi, spiegando che “ogni giorno, con il loro lavoro, contribuiscono a disegnare il paesaggio rurale e a rendere il territorio più solido: pensiamo alle migliaia di chilometri di muri a secco e di terrazzamenti che caratterizzano le aree di versante di moltissimi territori italiani, ma pensiamo anche alle minute azioni di prevenzione che l’attività agricola naturalmente realizza, nel suo operare quotidiano”.


La campagna vedrà impegnate le delegazioni locali Fivi nella raccolta firme per le petizioni che saranno consegnate ai presidenti dei Consigli regionali. Le firme dei cittadini saranno raccolte nelle Cantine e in occasione di banchetti organizzati nei mercati contadini e “a rinforzare queste azioni locali, la Federazione lancia anche una petizione online su change.org. La campagna – ha precisato sempre la Fivi – durerà fino a metà aprile, quando, nel corso di una cerimonia simbolica in occasione di Vinitaly, verranno resi pubblici i risultati della raccolta firme”. “Una volta approvata la legge, solleciteremo tutti i Consigli regionali ad adottare il testo nazionale attraverso un processo partecipativo di tutti gli attori del mondo agricolo, in modo che la figura dell’agricoltore custode del territorio non rimanga solo un’enunciazione formale ma possa realizzarsi concretamente” ha sottolineato la Fivi, concludendo che “fondamentale in questo senso sarà la garanzia di processi burocratici snelli, che non scoraggino l’iniziativa degli agricoltori, e di adeguate formazioni per garantire un quadro di intervento coerente sul territorio”.

Vino, Vagaggini: contro climate change, il Sud punti sugli autoctoni

Vino, Vagaggini: contro climate change, il Sud punti sugli autoctoniMilano, 5 feb. (askanews) – “Per far fronte al cambiamento climatico bisogna valorizzare i vitigni autoctoni, che si mostrano più adattati al territorio e offrono prodotti incredibilmente moderni. Il Sud Italia è una regione che vanta un eccezionale potenziale enologico: i tanti vigneti antichi, con viti mature, spesso allevate ad alberello, mostrano una notevole resistenza agli stress ambientali, rendendoli adattati al caldo crescente”. A dirlo è Jacopo Vagaggini, Miglior giovane enologo per Vinoway Selection 2024, sottolineando che “il climate change e soprattutto l’innalzamento delle temperature, è un problema che necessita di soluzioni tempestive per il settore viticolo”.


“Nel periodo 2011-2020 la temperatura media globale è stata di 1,1 gradi al di sopra dei livelli preindustriali e le prospettive per il futuro prevedono un innalzamento fino a 2 gradi nel 2030” ha ricordato Vagaggini, evidenziando che le varietà autoctone registrate nel Registro delle Varietà da Vino “adattate nel tempo al clima e alla cultura del territorio sono più di 300”. Tra le varietà autoctone che ritiene più adattate al territorio, quindi più resistenti al cambiamento climatico, l’enologo individua in Sicilia l’Inzolia, il Nerello e il Nero d’Avola, in Puglia il Nero di Troia, in Campania la Biancolella e l’Aglianico, e in Calabria il Pecorello, il Magliocco e il Gaglioppo. Proprio da quest’ultimo Vagaggini è al lavoro su un vino in purezza “capace di raccontare la cultura del territorio in ogni sorso”. “Mi stupisce come, al contrario delle aspettative, i vini prodotti al Sud siano spesso più eleganti e fini rispetto a quelli del Centro-Nord Italia” ha precisato l’enologo, parlando di “gradazioni contenute, spesso sotto i 13 gradi, colori tenui e corpo sottile, che rendono questi prodotti molto contemporanei e di grande bevibilità. I nomi dei vitigni spesso ingannano – ha concluso – sono molto belli ma fanno erroneamente pensare a prodotti molto coloriti e potenti”.


Anche per quanto riguarda la Peronospora, malattia che l’anno scorso ha flagellato intere regioni non solo in Italia, il tecnico sottolinea “che sono principalmente i vitigni internazionali, in primis Merlot e Chardonnay, ad aver registrato ingenti perdite. I vitigni autoctoni – ha concluso -, adattati al terroir di appartenenza, hanno invece mostrato migliore resilienza alle malattie e maggiore produttività”. Foto: roccostudio – wineimages

In Valpolicella 13 Cantine danno vita ai “Vignaioli Valle di Mezzane”

In Valpolicella 13 Cantine danno vita ai “Vignaioli Valle di Mezzane”Milano, 5 feb. (askanews) – “Vignaioli Valle di Mezzane”: questo il nome dato al gruppo che riunisce tredici produttori vitivinicoli che vivono e lavorano nell’omonimo territorio dell’Est veronese, tra le Denominazioni dei vini Valpolicella e Soave.


Attraverso la valorizzazione e lo studio della viticoltura, la nuova compagine “sostiene e sollecita il Consorzio di tutela vini Valpolicella nel progetto di definizione di sottozone nella Doc Valpolicella (8.617 ettari di vigneto) in aree che rispecchiano la morfologia del territorio, i differenti climi e suoli”. Si tratta di un progetto molto importante per le tredici aziende della Valle di Mezzane finalizzato a mettere sempre di più in luce le differenze fra le diverse vallate e per avere tutti più identità all’interno della importante Denominazione veronese. Denominatore comune del gruppo è quello di essere aziende agricole con Cantine e vigneti di proprietà in Valle di Mezzane (una delle più belle della provincia di Verona), producendo vini Doc Valpolicella e/o Soave. Lrealtà che aderiscono ai “Vignaioli Valle di Mezzane” sono Benini Alessandro, Marinella Camerani, Falezze di Luca Anselmi, Grotta del Ninfeo, I Tamasotti, Il Monte Caro, ILatium Morini, Le Guaite di Noemi, Talestri, Massimago, Carlo Alberto Negri, Roccolo Grassi e Giovanni Ruffo.

Vinòforum: 21esima edizione sarà al Circo Massimo dal 17 al 23 giugno

Vinòforum: 21esima edizione sarà al Circo Massimo dal 17 al 23 giugnoMilano, 4 feb. (askanews) – Si terrà dal 17 al 23 giugno nella straordinaria cornice del Circo Massimo a Roma la 21esima edizione di Vinòforum. La nuova locatione è stata annunciata dall’organizzatore della manifestazione, Emiliano De Venuti: “La scelta del Circo Massimo come palcoscenico della nuova edizione, fa parte di un progetto che Vinòforum condivide con le istituzioni del territorio e che vede il Lazio diventare hub strategico per un comparto che, solo a Roma, conta oltre 40mila imprese tra agricoltura, industria, distribuzione e ristorazione. Con Vinòforum – ha concluso – il Circo Massimo diventerà non solo un luogo unico per la promozione delle eccellenze del territorio e di tutto il Made in Italy ma si inserirà in un’ottica di fruizione e promozione dell’offerta turistica capitolina”.


“Saremo presenti a Vinòforum – ha sottolineato l’assessora all’Agricoltura di Roma, Sabrina Alfonsi – per sottolineare da un lato l’importanza strategica che il territorio della Capitale e della sua città metropolitana ricoprono per il settore vitivinicolo ed enoturistico, a partire dal ruolo che sta svolgendo il nostro Consorzio Roma Doc, e dall’altro per segnalare, ai produttori e alle realtà imprenditoriali del settore, che le istituzioni del territorio nel loro complesso sono al loro fianco”. All’evento parteciperà anche la Regione Lazio, per “ribadire il nostro impegno nel promuovere la viticoltura di qualità – ha spiegato l’assessore regionale all’Agricoltura, Giancarlo Righini – attraverso iniziative mirate ed efficaci intendiamo sostenere la crescita e la visibilità delle nostre aziende, promuovendo una produzione sostenibile e di alta qualità che rifletta l’identità unica della nostra regione”.


Infine il commissario straordinario Massimiliano Raffa, ha annunciato la presenza a Vinòforum di Arsial, evidenziando che “crediamo molto nel mondo del vino e nella sua capacità unica di esprimere i valori e le peculiarità di un territorio: attraverso strategie innovative e azioni di livello internazionale, vogliamo contribuire al successo delle imprese e dell’enologia del Lazio, promuovendo una presenza forte e distintiva sui mercati”.

Vino, in Valpolicella 4 vigneti su 10 sono sostenibili: +16% sul 2022

Vino, in Valpolicella 4 vigneti su 10 sono sostenibili: +16% sul 2022Milano, 4 feb. (askanews) – Con un balzo del 20% degli ettari certificati Sqnpi (il Sistema di qualità nazionale di produzione integrata) rispetto al 2022, la Valpolicella porta l’incidenza 2023 del vigneto green al 39% della superficie vitata tutelata della Denominazione. E’ quanto emerge dai dati dell’Agenzia regionale Avepa rilasciati in occasione di “Amarone Opera Prima 2024”, la due giorni organizzata a Verona dal Consorzio tutela vini Valpolicella che si chiude oggi.


“Si tratta di un risultato raggiunto in un solo decennio, frutto di un’attenzione costante e crescente al rispetto del territorio e dell’ambiente” ha commentato il presidente del Consorzio, Christian Marchesini, sottolineando che “a questi duemila ettari si aggiungono poi quelli a conduzione biologica certificata, per un totale di oltre 3.320 ettari green, complessivamente il 16% in più dello scorso anno”. E anche il vigneto biologico ha registrato tra il 2022 e il 2023 un aumento del 9%, portando la Denominazione a quota 1.321 ettari bio, con una crescita monstre decennale del 781% (erano 150 nel 2012). Con oltre 2.400 aziende tra viticoltori, vinificatori e imbottigliatori, il territorio di produzione della Denominazione si estende in 19 Comuni della provincia di Verona, dalla Valpolicella fino alla città scaligera, e detiene il primato del vigneto urbano più grande dello Stivale: 8.600 ettari di vigneto.

”Grappa Trentino Lovers” dal 10 al 12 febbraio a Tonadico (Trento)

”Grappa Trentino Lovers” dal 10 al 12 febbraio a Tonadico (Trento)Milano, 04 feb. (askanews) – È tutto pronto per la seconda edizione di “Grappa Trentino Lovers”, l’appuntamento per conoscere storia, qualità e tradizione racchiuse nella grappa trentina in programma dal 10 al 12 febbraio a Palazzo Scopoli (la Casa del Cibo) di Tonadico, nel cuore della Valle di Primiero (Trento).


Promosso dalla Strada dei Formaggi delle Dolomiti in stretta collaborazione con l’Istituto Tutela Grappa del Trentino, l’evento è nato con l’obiettivo di far crescere la conoscenza della grappa col Tridente in un periodo in cui la valle è ricca di turisti che in questo periodo sono presenti per le attività invernali. “Poter formare alla degustazione i nostri consumatori è uno degli obiettivi del nostro Istituto – ha spiegato il presidente Alessandro Marzadro – assieme a raccontare tutte quelle caratteristiche che rendono unica la nostra grappa, a partire dal Disciplinare di produzione”. Insieme con un esperto messo a disposizione dall’Istituto, sarà offerta la possibilità di spaziare tra le tante etichette che riportano il marchio del Tridente, il sigillo di garanzia per certificare la grappa nata e prodotta in Trentino secondo il rigido disciplinare. Grappe giovani e invecchiate accompagnate dai caratteristici prodotti locali come i crostoli trentini, il cioccolato e i biscotti artigianali della Pasticceria Lucian o da una selezione di formaggi del Caseificio di Primiero, ma anche grappe protagoniste di un intrigante mixage per un aperitivo con cocktail a base di Grappa del Trentino abbinato al ‘sushi trentino’ a cura del Ristorante Il Caminetto.


Tra le due giornate di degustazione una cooking class per realizzare un regalo speciale per San Valentino, con tanto di assaggio di grappa trentina, insieme a Silvia Colletto, cuoca professionista e food blogger. Elisa di Erborì racconterà le erbe di montagna con un laboratorio dedicato. Inoltre, sabato e lunedì, attività pensate anche per i più piccoli con fate ed elfi che impegneranno i bambini al seguito degli appassionati a creare una maschera di carnevale con materie prime provenienti dal bosco.