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Comité Champagne: in Cina il marchio Champagne diventa protetto

Comité Champagne: in Cina il marchio Champagne diventa protettoMilano, 13 feb. (askanews) – Grazie ad una sentenza emessa dalla Corte Suprema della proprietà intellettuale di Pechino, in Cina non si potrà più utilizzare il termine “Champagne” per prodotti che non siano il celebre spumante prodotto nella regione francese. Lo ha annunciato oggi il Comité Champagne nel corso di una conferenza stampa a Wine Paris & Vinexpo Paris, spiegando che questa misura va oltre il semplice riconoscimento della Denominazione protetta (Aop) dello Champagne, avvenuto in Cina già nel 2013.


Infatti la Denominazione valeva esclusivamente per i vini, “mentre ora riguarda tutti i tipi di prodotti e servizi, sia in caratteri latini che in ideogrammi cinesi, come già succede nei Paesi dell’Unione europea o in Australia” ha spiegato soddisfatto il direttore del Comité Champagne, Charles Goemaere, sottolineando che si tratta di una vittoria importantissima raggiunta nella quotidiana lotta per il riconoscimento e la tutela della Denominazione da usi fraudolenti.

Vino, Comité Champagne: filiera proattiva guarda con fiducia al 2024

Vino, Comité Champagne: filiera proattiva guarda con fiducia al 2024Milano, 13 feb. (askanews) – Il mondo dello Champagne guarda con fiducia al 2024. Un ottimismo che per David Chatillon e Maxime Toubart, co-presidenti del Comité Champagne, si fonda sul fatto che vigneron e maison hanno saputo prendere decisioni strutturali e hanno avviato numerosi progetti per garantire l’equilibrio della filiera e il successo della Denominazione in tutto il mondo. Ma anche sulla crescita in valore che ha compensato il calo dei volumi globali nel 2023, e sull’evoluzione dei consumi: con i consumatori attenti ad assemblaggi e dosaggi diversi, tanto che negli ultimi vent’anni la domanda di Champagne rosé all’estero è quintuplicata e gli Extra Brut e i Pas Dosé sono cresciuti di quasi 70 volte.


E poi c’è l’export che rappresenta oltre il 60% del totale delle spedizioni (171,7 milioni di bottiglie), contro il 45% di dieci anni fa, con molti mercati ritenuti ancora terra di conquista. Infatti se l’80% dello Champagne è tuttora venduto in soli otto Paesi (Francia compresa), i nuovi mercati, come Canada, Sudafrica e Corea del Sud, mostrano un interesse crescente. Nel corso di una conferenza stampa al “Wine Paris & Vinexpo Paris” Chatillon e Toubart hanno sottolineato l’importanza del rinnovo per cinque anni dell’accordo di riferimento sulla contrattualizzazione della compravendita delle uve in Champagne, ed evidenziato che il plafond della riserva è stato portato da 8.000 a 10.000 kg per ettaro. Hanno poi annunciato che a breve dovrebbero prendere il via i lavori annunciati lo scorso anno per l’ampliamento del Centro di ricerca, sviluppo e innovazione con sede nella futura “Maison de la Champagne” a Epernay. Per quanto riguarda la lotta alle patologie della vite, in particolare alla flavescenza dorata, nell’ambito del progetto “Qanopée” che vede coinvolta la Champagne insieme con Beaujolais e Borgogna, sarà inaugurata entra l’estate una serra di nuova generazione “insect-proof”. Infine, ad aprile, sarà aperto nuovo Bureau du Champagne a Stoccolma (Svezia), che servirà anche a fare da interlocutore con Norvegia, Finlandia e Danimarca, mercati dove la domanda di Champagne è in costante ascesa da un decennio (+67%).


I vertici del Comité hanno quindi ribadito la ferma condanna dei fenomeni di caporalato e del trattamento ignobile subito da molti vendemmiatori soprattutto stranieri, che tante polemiche aveva scatenato la scorsa estate. “Siamo impegnati a definire in modo più stringente questa attività cruciale, con l’obiettivo di assicurare lo svolgimento sereno della vendemmia, che, ogni anno, mobilita 100mila stagionali” ha affermato Toubart, presidente del Syndicat général des vignerons, ricordando che sono aperti quattro tavoli di lavoro su accoglienza, condizioni di lavoro, salute e sicurezza e garanzie sul reclutamento di questi lavoratori, i cui primi risultati saranno comunicati prima della raccolta di quest’anno.

Nella “World’s Best Sommeliers’ Selection” 16 grandi vini italiani

Nella “World’s Best Sommeliers’ Selection” 16 grandi vini italianiMilano, 13 feb. (askanews) – Sono 16 le referenze italiane entrate nella “The World’s Best Sommeliers’ Selection” (WBSS), la prima selezione di etichette stilata da una trentina dei più importanti professionisti del vino in servizio in alcuni dei locali della rete “World’s 50 Best Restaurants” dell’editore inglese William Reed.


Si tratta del “Barolo Cannubi” delle annate 1982 e 2018 di Marchesi di Barolo del “Ben Ryé 2013” e del “Mille e Una Notte 2019” di Donnafugata, del “Perlé 2018” di Ferrari, del “Granato 2019” di Foradori, del “Grave di Stecca Brut 2017” di Nino Franco, del “Toscana Rosso 2020” di La Caccia di San Giovanni, del “Lison Classico 2019” di Villa Bogdano 1880, del “Mare Urchin 2012” e dello “Squilla Mantis Albana 2015” di Tenuta Del Paguro, del “Pinot Grigio Salvadi 2020” di Scarbolo, del “Carapace Lunga Attesa Montefalco Sagrantino Docg 2016” di Tenute Lunelli, del “Barolo Bricco Rocche 2029” e “Barbaresco Asili 2020” di Ceretto e del “Chianti Classico Gran Selezione Castelnuovo Berardenga Poggio Rosso 2019” di Agricola San Felice. Prima per numero di vini scelti la Francia (17), seguita da Italia e Stati Uniti, poi dall’Argentina (15) e infine dagli altri 15 Paesi presenti. La giuria è stata capitanata dal 57enne maitre e sommelier spagnolo Josep Roca, “camarero del vino” al tristellato ristorante “El Celler de Can Roca” di Girona. Tra i “suoi” (super) esperti c’erano anche gli italiani Jacopo Dosio (“Piazza Duomo” di Alba), Ivano Coppari (“Uliassi” a Senigallia), Matteo Bernardi (“Le Calandre” a Rubano), Lorenzo Lentini (“Ikoyi” di Londra) e la 26enne Agnese Morandi oggi in forza al “Table by Bruno Verjus” di Parigi.

Vino, Montelvini chiude 2023 a 31 mln e investe su Cantina e welfare

Vino, Montelvini chiude 2023 a 31 mln e investe su Cantina e welfareMilano, 13 feb. (askanews) – La storica Cantina trevigiana Montelvini ha chiuso il fatturato 2023 a quota 31 milioni di euro (stabile rispetto all’anno precedente), con un Ebitda che supera il 12%. Lo ha riferito la stessa azienda, spiegando che il mercato estero, il 40% del volume d’affari, ha registrato una crescita del 10%, grazie ad un forte implemento non solo nei Paesi “tradizionali”, come Stati Uniti e Germania, ma anche in quelli dell’Est Europa e del Far East.


Unica Cantina dell’Asolo Prosecco Docg e tra le prime in Italia ad aver ottenuto la Certificazione di sostenibilità Equalitas, l’azienda della famiglia Serena ha investito cinque milioni di euro per il biennio 2023-2024 per trasformare l’impianto storico con un nuovo fabbricato, l’installazione del fotovoltaico sull’intera superficie del tetto, il potenziamento del reparto autoclavi, l’implementazione del nuovo pallettizzatore e la realizzazione di un nuovo depuratore. L’obiettivo dichiarato è quello di avvicinarsi progressivamente all’impatto zero della Cantina. L’azienda con sede a Venegazzù di Volpago del Montello ha inoltre annunciato l’intenzione di investire 100mila euro per il welfare aziendale. La somma, destinata ai 50 dipendenti, “è composta per il 60% dai premi di produzione 2023, mentre il restante riguarda un nuovo conto welfare, attivo per l’anno in corso, per beni e servizi utili ai lavoratori, come ad esempio buoni acquisto per il tempo libero”.


“In un periodo tutt’altro che facile per il mercato puntiamo moltissimo sui nostri collaboratori: fare squadra oggi più che mai è diventato un focus importante per aumentare la coesione all’interno dell’azienda e migliorare il servizio verso i clienti” ha dichiarato la Dg Sarah Serena, sottolineando che “per noi investire sul nostro staff fa parte delle iniziative aziendali imprescindibili, in linea con il percorso di sostenibilità che Montelvini ha intrapreso ormai da tempo”. “Il nostro obiettivo è quello di rendere i vini un bene per il territorio, con un senso di responsabilità che va oltre gli obiettivi commerciali” ha aggiunto l’Ad Alberto Serena, sottolineando che “crediamo in una crescita sostenibile basata sul benessere delle persone, sul miglioramento della qualità lavorativa e sulla creazione di un forte senso di appartenenza”.

Vino, Consorzio Delle Venezie: ok Ue su Tea passo avanti importante

Vino, Consorzio Delle Venezie: ok Ue su Tea passo avanti importanteMilano, 13 feb. (askanews) – “Le sfide imposte dal cambiamento climatico in atto e dagli orientamenti della politica europea impongono un cambiamento anche rispetto al ruolo della genetica, e in quest’ottica il via libera del Parlamento europeo rappresenta un passo avanti importante verso un modello più sostenibile e in grado di tutelare la capacità produttiva delle imprese vitivinicole”. Lo ha dichiarato il presidente del Consorzio di Tutela Doc Delle Venezie, Albino Armani, commentando il via libera del Parlamento Ue alla proposta di regolamento sulle piante ottenute con le Tecniche di evoluzione assistita (Tea o Ntg in lingua inglese).


“In un contesto nel quale gli effetti dei cambiamenti climatici sono già realtà le nuove tecnologiche genetiche non-Ogm possono dare un importante contributo in termini di maggiore capacità di adattamento alle fitopatie della vite, che sempre più spesso causano gravi danni ai vigneti e ingenti cali di produzione, così come alla siccità” ha aggiunto il direttore del Consorzio, Stefano Sequino, spiegando che “si tratta di un tema strategico per il futuro della viticoltura e per questo occorre sollecitare la ricerca e, con approccio altrettanto scientifico, il dibattito a tutti i livelli”. In vista del trilogo, il Consorzio “auspica ora in un proficuo confronto che porti alla definizione dell’accordo politico prima della scadenza dell’attuale legislatura”.

Vino, tiene il vigneto toscano: quasi 61mila ettari e il 38% è bio

Vino, tiene il vigneto toscano: quasi 61mila ettari e il 38% è bioMilano, 12 feb. (askanews) – Cinquantotto indicazioni geografiche riconosciute, di cui 11 Docg, 41 Doc e 6 Igt, che presidiano la quasi totalità della superficie vitata toscana: nel 2023, in un panorama internazionale che vede al ribasso le superfici interessate, si conferma la tenuta del vigneto toscano, sfiorando i 61mila ettari, di cui il 95,7% destinato a vini a Denominazione, rispetto a una media nazionale che arriva al 65%. Di questi, quasi il 60% (36mila ettari) hanno usufruito della misura “Ocm Vino – Ristrutturazione e Riconversione”, in vigore da 23 anni. Anche in questo la Toscana è sopra la media nazionale che si attesta al 50%. L’importante ricorso regionale alla misura emerge anche analizzando l’età media del vigneto che per il 55% ha meno di venti anni. Sopra la media anche il biologico che coinvolge il 38% della superficie vitata, contro il 20% su base nazionale. Sul fronte dei consumi domestici con particolare riferimento alla grande distribuzione, si registrano leggeri cambiamenti sull’identikit di chi acquista vino toscano. Emerge, infatti, un maggior apprezzamento nella fascia dei giovani prefamily (+3% rispetto al 2022 e +11% rispetto al pre-Covid) e un recupero tra le famiglie con figli piccoli (+6% rispetto all’anno precedente). I maggiori acquirenti, il 68%, restano gli over 60 con reddito medio-alto, residenti nel Centro Nord.


Sono alcuni dei dati diffusi il 12 febbraio a Firenze in occasione della presentazione di “PrimAnteprima” che mercoledì 14 febbraio a Firenze apre la Settimana delle Anteprime dei vini di Toscana, in cui le nuove annate si presentano al mondo della stampa e dei wine lovers. Alle 16 prenderà al via il workshop di inaugurazione di PrimAnteprima 2024, evento dedicato alla stampa specializzata ospitato quest’anno dalla Camera di Commercio di Firenze che offrirà uno spaccato su mercati, export e sfide del settore. Ad aprire la giornata gli interventi di Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, Leonardo Bassilichi, presidente della Camera di Commercio di Firenze, Massimo Manetti, presidente di PromoFirenze e Francesco Palumbo, direttore di Fondazione Sistema Toscana. A seguire il report realizzato da Ismea nel quale si descrivono le caratteristiche strutturali del settore vitivinicolo toscano, nonché l’andamento dei vini sui mercati italiano ed estero. Una situazione globale che al momento si presenta sfidante, con una produzione in calo e il ridimensionamento di alcuni mercati consolidati. Di questo parlerà in particolare Carlo Flamini, Direttore Osservatorio del Vino di UIV – Unione Italiana Vini, concentrandosi in particolare sul caso Usa. Altre sfide quelle dettate dal clima, con stagioni segnate da eventi atmosferici straordinari e andamenti che inevitabilmente influenzano la produzione: ne darà un quadro Bernardo Gozzini, Amministratore unico del Consorzio LaMMA. Chiude la tavola rotonda l’intervista alla vicepresidente e assessora all’agro-alimentare della Regione Toscana, Stefania Saccardi, che poi con il presidente di ASET, Leonardo Tozzi consegnerà il Premio Kyle Phillips, intitolato al giornalista prematuramente scomparso.


“PrimAnteprima” è promossa da Regione Toscana insieme a Camera di Commercio di Firenze e organizzata da PromoFirenze. La Settimana delle Anteprime prosegue con gli appuntamenti curati dai Consorzi: Chianti Classico Collection (15 e 16 febbraio), Anteprima del Nobile di Montepulciano (17 febbraio), Chianti Lovers & Rosso Morellino (18 febbraio), L’Altra Toscana (19 febbraio).

Dal 2 al 4 marzo la seconda edizione del Salone del Vino di Torino

Dal 2 al 4 marzo la seconda edizione del Salone del Vino di TorinoMilano, 12 feb. (askanews) – La seconda edizione del Salone del Vino di Torino si terrà da sabato 2 a lunedì 4 marzo negli spazi delle Officine Grandi Riparazioni (OGR) e del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano. Ad anticipare il Salone, una settimana di eventi diffusi in tutto in capoluogo piemontese all’interno di un ricco palinsesto OFF, che da quest’anno ruota attorno a due sedi principali, Il Circolo dei lettori e Combo Torino. Sono infatti oltre 100 gli appuntamenti in programma da martedì 27 febbraio che accompagnano il pubblico fino al lungo week end del Salone. Circa 500 le Cantine complessive attese.


La manifestazione, che vuole raccontare il Piemonte del vino in tutte le sue sfaccettature e tipicità, è stata presentata oggi nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta a Palazzo Civico. “L’edizione 2024 sarà un’esperienza autentica e coinvolgente: avremo l’opportunità di entrare in contatto diretto con Cantine provenienti da tutta la nostra regione, con giovani produttori e realtà di eccellenza, assaporando il vino in un contesto che va oltre la degustazione” ha spiegato il direttore del Salone, Patrizio Anisio, sottolineando che “ricostruiremo e restituiremo uno spaccato omogeneo e articolato del nostro territorio”. L’Aula della Camera Italiana sarà dedicata alle Cantine artigiane e a quelle dell’Associazione dei vini biologici e del Consorzio di Cocconato, con una sezione di rappresentanza nazionale e internazionale a cura della Torino Wine Week, oltre alle storiche eccellenze vitivinicole piemontesi. Restando all’interno del Museo, si potrà inoltre degustare una selezione di Vermouth piemontesi e, in Sala Plebiscito, ogni giorno, sono in programma quattro masterclass gratuite per il pubblico del Salone, tra le altre Spirito Agricolo, Cascina Rural, Le Viti, Cascina Corte, per approfondire la conoscenza e l’impegno delle cantine volto alla tutela delle tradizioni e della sostenibilità ambientale.


Alle OGR Torino, si potranno invece incontrare i Consorzi e le associazioni, le enoteche regionali e le centinaia di Cantine a fotografare il Piemonte, a cui si aggiungeranno quelle ospiti provenienti quindi dalla Valle d’Aosta. Il palco principale vedrà protagonisti 12 talk volti ad analizzare i temi dell’attualità e le sue sfide, le nuove ricerche scientifiche e la presentazione in anteprima di nuovi percorsi di studio e valorizzazione del vino. Anche negli spazi di Snodo, ogni giorno, il pubblico potrà partecipare a quattro masterclass gratuite e non, per ampliare la propria conoscenza sul mondo del vino in Piemonte. Strada del Barolo e grandi vini di Langa approfondirà i cru e le annate del re dei vini il Barolo, Fisar Torino guiderà il pubblico alla scoperta dei grandi vini valdostani, mentre con l’Enoteca Regionale del Roero si esploreranno i grandi vini di questo territorio. Grazie all’Onav Torino si scopriranno i Dolcetti di Ovada, e con Ais Piemonte le grandi bolle piemontesi assieme al Consorzio Alta Langa. E poi ancora i vini eroici dei sorì del Moscato, i vini della Val Susa, le fresia con il Consorzio della Freisa di Chieri, le grappe con il Consorzio Tutela Grappa del Piemonte e grappa di Barolo e l’ ANAG associazione nazionale assaggiatori di grappa. Il 2 e 3 marzo saranno dedicati al grande pubblico, mentre la giornata del 4 sarà dedicata agli operatori professionali. Grande novità di questa edizione 2024 sarà inoltre il coinvolgimento di una regione ospite: la Valle d’Aosta con il Consorzio Vini Valle d’Aosta, le sue aziende vitivinicole e i suoi spirit. Il palinsesto “indaga e promuove la sostenibilità, ambientale, economica e sociale”, anche grazie al neonato comitato scientifico composto dai professori universitari Luca Giorgio Carlo Rolle, Paolo Sabbatini, Paolo Marco Tamborrini, Eleonora Fiore, Giovanni Peira, Alessandro Bonadonna ed Egidio Dansero.

Vino, il 19 febbraio L’Altra Toscana: 18 Denominazioni e 350 etichette

Vino, il 19 febbraio L’Altra Toscana: 18 Denominazioni e 350 etichetteMilano, 12 feb. (askanews) – Giornalisti e operatori del settore si riuniranno il 19 febbraio a Palazzo Affari a Firenze per la terza edizione de “L’Altra Toscana”, evento che chiuderà la Settimana delle Anteprime di Toscana. Diciotto Denominazioni porteranno in degustazione le nuove annate: oltre 350 etichette che raccontano sfaccettature diverse della Toscana enologica meno conosciuta ma di grande qualità.


“L’Associazione L’Altra Toscana, ad oggi, rappresenta ben il 40% dell’imbottigliato regionale” spiega Francesco Mazzei alla guida dell’Associazione e presidente del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana, capofila del progetto, sottolineando che “per questa terza edizione dell’evento vi è grande curiosità e interesse da parte di stampa e operatori che sanno che il nostro appuntamento consente di avvicinarsi ad un mosaico di territori e vini di qualità che arricchiscono la proposta enologica della nostra regione”. In degustazioni i vini delle Dop e Igp: Maremma Toscana, Montecucco e Montecucco Sangiovese, Orcia, Cortona, Valdarno di Sopra, Terre di Pisa, Chianti Rufina, Terre di Casole, Grance Senesi, Montescudaio, Suvereto, Val di Cornia e Rosso della Val di Cornia, Carmignano, Barco Reale di Carmignano e Vin Santo di Carmignano e Toscana.


Cinque i percorsi di degustazione per chi volesse farsi guidare nella selezione dei numerosi assaggi disponibili: i bianchi ottenuti da vitigni autoctoni e internazionali, bollicine comprese; il Sangiovese, con rossi e rosati prodotti con minimo 85% di questo vitigno; i blend di Sangiovese con altre varietà autoctone e/o internazionali; vini rossi e rosati prodotti con varietà internazionali sia in purezza che in blend; e gli autoctoni: Ciliegiolo, Alicante, Pugnitello, Foglia Tonda, Mammolo, Vermentino nero, Canaiolo. Alle 12 si terrà invece la seconda edizione del Premio Torrini – in memoria della giornalista Beatrice Torrini, che sarà assegnato ad un giovane professionista che si sia distinto con i suoi scritti sul vino e la viticoltura toscana. Alle 15.30 andrà in scena il focus “Valdarno di Sopra: dalle modifiche al Disciplinare ai vini ‘Vigna’, l’evoluzione di una D.O. basata su vocazione territoriale, viticoltura bio e qualità”, con una masterclass sui vini con menzione “Vigna” guidata da Daniele Cernilli.


Come di consueto la Settimana delle Anteprime di Toscana verrà inaugurata il 14 febbraio da “PrimAnteprima”, l’evento promosso da Regione Toscana insieme alla Camera di Commercio di Firenze e organizzato da PromoFirenze e Fondazione Sistema Toscana.

Vino, dal 13 al 15 aprile a Gambellare torna “VinNatur Tasting”

Vino, dal 13 al 15 aprile a Gambellare torna “VinNatur Tasting”Milano, 11 feb. (askanews) – Dal 13 al 15 aprile lo show-room Margraf di Gambellara (Vicenza) accoglierà la 19esima edizione di “VinNatur Tasting”, annuale manifestazione organizzata dall’ Associazione viticoltori naturali VinNatur. La rassegna proporrà un viaggio attraverso tutte le regioni vinicole italiane e una selezione di Paesi europei, ideale sia per chi vuole avvicinarsi al mondo dei vini naturali sia per coloro che già li conoscono e per i professionisti del settore che desiderano ampliare le proprie conoscenze.


Durante la tre giorni, dalle 10 alle 18, i visitatori potranno assaggiare i vini e conoscere i 190 vignaioli provenienti da Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Austria, Ungheria, Slovenia e Repubblica Ceca, uniti dall’obiettivo di condividere le tecniche e le esperienze messe in campo per produrre vino in maniera naturale, sia in vigna che in Cantina, e di divulgare la cultura del terroir. “VinNatur Tasting 2024” sarà inoltre caratterizzato dal ritorno della tasting room, area dedicata a giornalisti e importatori che potranno degustare le etichette protagoniste della rassegna e confrontarsi con i produttori in un contesto riservato. A completare l’offerta, momenti di approfondimento e confronto con alcune masterclass, che si terranno nelle giornate di domenica 14 e lunedì 15 aprile. Sarà sempre attiva un’area food esterna e coperta, con musica dal vivo.


“Abbiamo da poco concluso l’edizione in trasferta a Genova nella quale siamo stati accolti dalla città in modo splendido” ha spiegato il presidente di VinNatur, Angiolino Maule, sottolineando che “guardiamo con entusiasmo alla nuova edizione di VinNatur Tasting, testimonianza della vitalità della nostra Associazione che quest’anno ha raggiunto il traguardo dei 300 iscritti, segno che sempre più produttori stanno abbracciando una viticoltura rispettosa del terroir”. Il ricavato della rassegna sarà utilizzato per sostenere i progetti di ricerca dell’Associazione VinNatur e per l’organizzazione di seminari dedicati alla formazione degli associati. Inoltre, anche quest’anno parte dei proventi verranno devoluti alla Onlus Progetto Alepé, impegnata dal 1986 nell’assistenza medica e sociale degli abitanti dell’omonima città della Costa d’Avorio.

Vino, Club Buttafuoco Storico compie 28 anni e inaugura nuova sede

Vino, Club Buttafuoco Storico compie 28 anni e inaugura nuova sedeMilano, 11 feb. (askanews) – Il Consorzio Club del Buttafuoco Storico, l’associazione dei produttori dello strutturato e potente vino rosso dell’Oltrepò Pavese, festeggia 28 anni inaugurando la sua nuova sede in piazzetta Buttafuoco nella frazione Vigalone di Canneto Pavese (Pavia). Il taglio del nastro, fissato alle 10.30 di sabato 24 febbraio e aperto a tutti, svelerà un’enoteca moderna, “concepita con tecniche costruttive sostenibili, che diventa luogo di incontro e spazio di degustazione, formazione e vendita”.


Obiettivo della nuova casa del Club è quella di dare ancora maggiore rappresentatività a questa nicchia enologica da 90mila bottiglie l’anno. L’associazione, fondata nel 1996, riunisce oggi 17 tra viticoltori, vinificatori ed imbottigliatori di Buttafuoco dell’Oltrepò Pavese Doc. Complessivamente gli ettari a vigneto nel territorio di produzione, compresi nei Comuni di Broni, Stradella, Castana, Canneto Pavese, Montescano, Pietra de’ Giorgi e Cigognola sono circa 22, ripartiti in 20 “vigne”, il cui nome topografico compare rigorosamente in etichetta, a garanzia della provenienza e unicità del prodotto, come previsto dal severo Disciplinare di cui il Consorzio, presieduto da Davide Calvi, si è da tempo dotato.