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Vino, Gerbi (Onav): puntata Report generalizza su temi molto diversi

Vino, Gerbi (Onav): puntata Report generalizza su temi molto diversiMilano, 20 feb. (askanews) – “Dobbiamo ringraziare ‘Report’ perché le due puntate dedicate al vino offriranno materiale di studio per i corsi di Enologia e Viticoltura, distinguendo il vero dal falso dal punto di vista scientifico”. A dirlo è il presidente del Comitato scientifico dell’Organizzazione nazionale assaggiatori di vino (Onav), Vincenzo Gerbi, ordinario dell’Università di Torino, che accusa la trasmissione di Rai Tre di “generalizzare su temi molto diversi fra loro, creando confusione invece che informazione”, e chiede che “le tematiche scientifiche vengano affrontate con maggiore senso di responsabilità”.


Dopo aver parlato dei prodotti concessi nella produzione del vino, nella puntata del 18 febbraio ‘Report’ ha posto sotto la lente i lieviti selezionati come presunto fattore di omologazione. “I lieviti usati in enologia non sono frutto di strani artifici e sono isolati sempre dalle uve o dal vino, come tutti gli altri” ha proseguito Gerbi, aggiungendo che “il vantaggio è la capacità di ottimizzare il processo della fermentazione: i lieviti varietali sono selezionati perché dotati di enzimi che idrolizzano i glucosidi aromatici già presenti nell’uva, quindi ne esaltano i caratteri olfattivi”. “I lieviti selezionati generici, isolati sempre da uva o vino, sono invece capaci di ottimizzare la produzione di esteri di fermentazione” ha continuato il professore, evidenziando che “non esistono rischio per la salute, anzi, un buon mosto di avviamento o un lievito selezionato consentono di non impiegare i solfiti, oggi oggetto di grande dibattito”. “Inoltre, non è detto, in assoluto, che le fermentazioni spontanee siano migliori, soprattutto per il risultato enologico” ha evidenziato Gerbi, ricordando che “i risultati di Pasteur su questo tema, infatti, lo portarono allo studio della microbiologia e alle scoperte della medicina moderna: se avesse potuto disporne, egli avrebbe probabilmente consigliato l’uso di mosti di avviamento selezionati, come del resto fanno da sempre i mastri birrai”. La trasmissione andata in onda domenica scorsa, ha infatti “omesso che nella birra, nel pane, nei formaggi, tutti prodotti in cui intervengono fermentazioni, il ricorso a microrganismi selezionati è costante perché, diversamente, potrebbero mettere a rischio la salute. Nel vino, acido e alcolico, quindi inospitale per i batteri patogeni, l’unico effetto collaterale di fermentazioni imperfette è l’alterazione di profumi e sapori” ha spiegato, concludendo che “ciò non significa osteggiare i vini naturali, ma selezionarli e premiarli solo se sono buoni”.

Vino, Franciacorta rinnova l’identità visiva del suo marchio

Vino, Franciacorta rinnova l’identità visiva del suo marchioMilano, 20 feb. (askanews) – Dopo più di dieci anni contraddistinti dalla “F merlata” racchiusa nel calice, il Consorzio Franciacorta rinnova l’identità visiva del marchio con l’obiettivo di accrescerne l’iconicità. “Siamo felici di presentare la nostra nuova brand image, che rappresenta il nostro impegno continuo verso l’eccellenza, l’innovazione nel settore vinicolo e la nostra volontà di evolvere con il tempo ed i nostri cardini: eleganza e prestigio, ma anche rigore, precisione e determinazione” ha spiegato il presidente, Silvano Brescianini, aggiungendo che l’ambizione del progetto “è quella di portare l’essenza Franciacorta da Consorzio a brand vero e proprio”.


L’elemento “F merlata” assume maggiore solidità e una forma più armonica, “così da aumentarne l’awareness e la riconoscibilità”, e si aggiungono una nuova palette colore (con l’oro del vino e il marrone del terroir) e una nuova tipografia chiamata “Franciacorta Display”, realizzata ad-hoc per il marchio, che diviene uno degli elementi centrali della nuova identità. Il nuovo carattere sarà inoltre utilizzato in maiuscolo nei rinnovati logotipi di Franciacorta e Strada del Franciacorta, “non solo per ottenere delle proporzioni più armoniche e bilanciate nei loghi stessi, ma anche per trasmettere l’orgoglio e il prestigio che i due marchi impersonano”. Il progetto è stato firmato dall’agenzia di branding e design Auge e il nuovo posizionamento si concretizza in due elementi chiave: la nuova visual identity e la brand essence “Excellence in the making”, che enfatizza la propensione di Franciacorta all’innovazione e all’evoluzione, sottolineandone il valore del proprio metodo produttivo.


“Lo sviluppo di questa nuova visual identity di Franciacorta gioca un duplice obiettivo” racconta il Consorzio, specificando che “il primo è quello di dare al marchio la possibilità di comunicare in maniera efficace, consistente, riconoscibile e contemporanea su tutti i touchpoint, da quelli tradizionali fino ad arrivare ai new media e ai canali digitali, sempre più centrali nella comunicazione del vino; il secondo di trasmettere l’impegno e la passione dei viticoltori verso la sostenibilità ed il rispetto della terra”.

Vino, Frescobaldi (Uiv): consumo in Europa intrinsecamente moderato

Vino, Frescobaldi (Uiv): consumo in Europa intrinsecamente moderatoMilano, 20 feb. (askanews) – “Secondo l’Oms il vino rappresenta oggi solo l’11,7% dell’alcol complessivamente consumato nel mondo, il 44,8% è imputabile agli spirits e il 34,3% alla birra”. Lo ha detto il presidente di Unione italiana vini (Uiv), Lamberto Frescobaldi, intervenuto oggi a Bruxelles al convegno “Consumo moderato di vino e dieta mediterranea”, organizzato da ICE Agenzia in collaborazione con Uiv.


“In Ue il consumo è in calo dal 2008 e ha registrato una contrazione complessiva del 24% tra il 2010 e il 2020” ha proseguito Frescobaldi, aggiungendo che “si tratta di un modello di consumo intrinsecamente moderato, in particolar modo in Italia, che si riflette in una partecipazione attiva di tutto il comparto alla promozione del bere responsabile. Il vino italiano – ha continuato Frescobaldi – è e vuole essere riconosciuto come un ambasciatore del patrimonio dell’Unione Europea, un asset in termini di biodiversità, tutela del paesaggio, tradizione, storia, artigianato, lifestyle e, certamente non da ultimo, economici”. Considerando sia la filiera diretta che correlata, ha ricordato il presidente richiamando l’analisi presentata a Vinitaly 2023 dall’Osservatorio Uiv-Vinitaly e Prometeia, il vino made in Italy dà infatti occupazione a quasi 900 mila persone in circa 530 mila aziende, per un fatturato complessivo che nel 2022 ha superato i 30 miliardi di euro. Un indotto a “regia manifatturiera” e ad altissima propensione per l’export che rappresenta una leva fondamentale per la sopravvivenza di alcuni territori.


“Vogliamo lavorare assieme alle istituzioni europee non solo per migliorare l’educazione al consumo moderato di vino – ha concluso il presidente di Uiv – ma anche per trasferire a livello legislativo l’attenzione alla trasparenza e alla tutela dei nostri prodotti che da sempre caratterizzano il nostro comparto: ci troveranno preparati e pronti a sostenere l’evoluzione e il cambiamento, purché fondati sui presupposti di qualità e sostenibilità che valorizzano il nostro lavoro e i nostri territori”. Il convegno, a cui sono intervenuti anche il presidente del Ceev, Mauricio Gonzalez Gordon, Stefano Verrecchia, Rappresentante Permanente aggiunto dell’Italia all’Unione Europea, e gli europarlamentari Paolo De Castro e Herbert Dorfmann, ha visto i contributi scientifici dei professori Ursula Fradera, Ramon Estruch e Attilio Giacosa, membro del comitato scientifico dell’Istituto ricerca su vino, alimentazione e salute (Irvas).

Vino, “L’altra Toscana” chiude in bellezza la settimana delle anteprime

Vino, “L’altra Toscana” chiude in bellezza la settimana delle anteprimeFirenze, 19 feb. (askanews) – Per il terzo anno la manifestazione “L’Altra Toscana” ha chiuso con grande successo a Firenze la settimana delle “Anteprime di Toscana”. I 18 Consorzi in rappresentanza di altrettante Denominazioni hanno portato in degustazione a Palazzo Affari le loro nuove annate attraverso oltre 350 etichette che raccontano sfaccettature diverse e meno conosciute di questa straordinaria regione del vino.


Un evento che ha richiamato, oltre agli operatori del settore, un gran numero di giornalisti specializzati italiani e stranieri che ha degustato i nuovi millesimi con grande curiosità e attenzione, premiando lo sforzo organizzativo ed economico di tante, piccole, realtà consortili che attraverso il lavoro di squadra hanno messo in luce una qualità in costante crescita. Sui banchi erano presenti i vini delle Dop e Igp Maremma Toscana, Montecucco e Montecucco Sangiovese, Orcia, Cortona, Valdarno di Sopra, Terre di Pisa, Chianti Rufina, Terre di Casole, Grance Senesi, Montescudaio, Suvereto, Val di Cornia e Rosso della Val di Cornia, Carmignano, Barco Reale di Carmignano e Vin Santo di Carmignano e Toscana. “L’Associazione L’Altra Toscana, ad oggi, rappresenta ben il 40% dell’imbottigliato regionale” ha ricordato giustamente Francesco Mazzei alla guida dell’associazione e presidente del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana, sottolineando che “siamo entusiasti di vedere tanto interesse da parte della stampa e degli operatori del settore, nei confronti di un’iniziativa che abbiamo fortemente voluto, consci di poter arricchire, con le innumerevoli varietà e diversità che ci caratterizzano e con punte di qualità sempre più alte, la proposta enologica regionale”. Speriamo – ha concluso Mazzei – che questa ultima giornata, che chiude una settimana intensa in cui la grande Toscana enologica è stata protagonista, consenta ai nostri interlocutori, dalla stampa ai numerosi sommelier, ristoratori ed enotecari che sono venuti a trovarci, di portare a casa nuovi spunti e suggestioni da mettere nei calici”.


Nel corso della manifestazione è stato consegnato a Danielle Callegari il “Premio Torrini”, il riconoscimento in memoria della giornalista Beatrice Torrini scomparsa nel 2020 a 42 anni, giunto alla seconda edizione.

Vino, 2.000 operatori e 350 giornalisti a “Chianti Classico Collection”

Vino, 2.000 operatori e 350 giornalisti a “Chianti Classico Collection”Firenze, 19 feb. (askanews) – Duecentoundici aziende partecipanti, 773 vini in degustazione, duemila operatori di settore e 350 rappresentanti della stampa nazionale ed internazionale accreditati. Questi i numeri della “Chianti Classico Collection”, l’anteprima di Firenze che nei giorni scorsi ha inaugurato l’anno del centesimo anniversario del Consorzio più antico d’Italia.


Caratterizzata, come da tradizione, da un’organizzazione impeccabile, la manifestazione ha offerto una preziosa panoramica sulle nuove annate in commercio: la 2022, e le tipologie Riserva e Gran Selezione 2021. La possibilità di scoprire i nuovi millesimi è stata offerta quest’anno anche al pubblico il 16 febbraio, giornata che ha visto la partecipazione complessiva di circa 500 appassionati.

Vino, dal 23 al 25 marzo la 13esima edizione di Paestum Wine Fest

Vino, dal 23 al 25 marzo la 13esima edizione di Paestum Wine FestMilano, 19 feb. (askanews) – Talk scientifici, masterclass, incontri con Cantine, produttori di distillati e distributori italiani: torna con “un programma articolato e di alti contenuti con i più autorevoli nomi del mondo del vino e degli spirit”, il Paestum Wine Fest 2024, il salone del “fare business” più grande del Centro e del Sud Italia. La tredicesima edizione è in programma dal 23 al 25 marzo nello storico ex Tabacchificio Next di Borgo Capasso di Paestum (Salerno), e vede il patrocinio del ministero del Turismo e di quello dell’Agricoltura della Sovranità alimentare e delle Foreste.


Il festival, ideato da Angelo Zarra e diretto da Alessandro Rossi, quest’anno “guarda in una nuova direzione e si apre a una sempre più ampia platea di professionisti e operatori del settore grazie al supporto e alla collaborazione dei più autorevoli opinion leader del mondo del vino e una deadline sempre più articolata di contenuti sui mercati e tendenze del settore vitivinicolo”. Tre giorni di convegni che partono da sabato 23 con i “Monitor” intitolati: “Vino e mercati, la percezione del Sud”, “Il futuro enologico: innovazioni e prospettive che rivoluzioneranno il comparto vino”, “Analisi commerciale del comparto vino italiano nel mondo”, e “Spiriti raffinati: i distillati tra passato, presente e futuro”. Domenica 24, invece, è invece previsto il convegno “Le nuove frontiere della comunicazione del mondo vino” e, nella giornata di chiusura di lunedì 25, “L’importanza degli eventi vino in ottica di marketing e comunicazione settoriale”, “Vita da Barman” e “Vino e Management”. Il 23 marzo prenderanno il via anche le masterclass con “Champagne si nasce e non si diventa…” condotta dall’esperta Vania Valentini; “Internazionali o autoctoni? Bolgheri: affondo sui maggiori interpreti” con Eros Teboni, già miglior sommelier d’Italia e del mondo; “I vigneti metropolitani” con Antonella Amodio; e “Fiano senza confini: un vitigno declinato a livello mondiale” curata da Charlie Arturaola.

Apre a Milano la “casa del vino” di Paola Bacchetti e DoctorWine

Apre a Milano la “casa del vino” di Paola Bacchetti e DoctorWineMilano, 19 feb. (askanews) – Sarà una serata dedicata all’Amarone, il 22 febbraio, ad inaugurare il calendario di appuntamenti di un nuovo “luogo del vino” a Milano: lo Spazio Paola Bacchetti & DoctorWine”. Centosettanta metri quadrati di uffici e altrettanti di magazzino in via Privata Gradisca 11, aperti al pubblico per corsi di formazione e approfondimento sul vino, e a disposizione delle aziende, dei Consorzi, delle associazioni, del trade e di altri operatori per masterclass e meeting, eventi e degustazioni.


La masterclass sul più celebre dei rossi veneti, che sarà condotta dalla sommelier e penna di “Puntarella Rossa”, Livia Belardelli, è parte di un primo ciclo di tre incontri di approfondimento, uno al mese, che si terranno il giovedì dalle 19 alle 20.30. Il 21 marzo e il 18 aprile toccherà invece alla sommelier e co-curatrice de L’Assaggiatore dell’Onav, Flavia Rendina tenere prima un focus con degustazione dedicato al Piemonte, e poi su “Il Sangiovese in Toscana”. Paola Bacchetti, direttore commerciale e responsabile eventi di DoctorWine, si è detta “felice di aver realizzato un sogno che avevo da tempo: offrire a tutti gli amici produttori, agli operatori del settore e a tutti coloro che intendono avvicinarsi al mondo del vino un punto di riferimento milanese in cui possano ritrovare la competenza, lo spirito e l’approccio di DoctorWine per riunirsi, formarsi e trovare occasioni di crescita, conoscenza e diffusione della cultura vinicola”.

Vino, si è chiusa a Firenze “Chianti Lovers e Rosso Morellino”

Vino, si è chiusa a Firenze “Chianti Lovers e Rosso Morellino”Firenze, 18 feb. (askanews) – Oltre 100 aziende del territorio e più di 200 etichette sono state le protagoniste di “Chianti Lovers & Rosso Morellino 2024”, nona edizione dell’anteprima che si è tenuta oggi alla Fortezza da Basso di Firenze.


“Anche quest’anno la manifestazione si conferma una grande occasione di visibilità per un mondo come quello del vino che sta vivendo un difficile momento sotto tanti punti di vista, dai cambiamenti climatici a una burocrazia asfissiante” ha affermato il presidente del Consorzio Vino Chianti, Giovanni Busi, aggiungendo che “malgrado queste problematiche il Chianti è continuato a crescere e non manca l’apprezzamento degli operatori e del pubblico per l’alta qualità delle etichette”. “In questa intensa giornata di degustazione abbiamo condiviso e commentato con la stampa e gli appassionati lo stile inconfondibile e le peculiarità delle nuove annate del Morellino” ha dichiarato Bernardo Guicciardini Calamai, presidente del Consorzio Morellino di Scansano, sottolineando che “per quanto riguarda la versione Annata, possiamo affermare che questi primi assaggi del millesimo 2023, ancora in affinamento, confermano le buone sensazioni che avevamo riscontrato a fine vendemmia”. “Freschezza, morbidezza e tannini lievi definiti mettono già in evidenza lo stile inconfondibile della Denominazione, come versione elegante e gradevole di Sangiovese che si affaccia sulla Costa Toscana” ha proseguito, concludendo “la Riserva 2021 si presenta come vino che ha già una sua personalità perché riesce a combinare in maniera armoniosa la freschezza tipica del Morellino con una struttura importante”.


Foto di Alessandro Fibbi

Vino, un libro racconta Chateau d’Yquem, Tenuta simbolo del Sauternes

Vino, un libro racconta Chateau d’Yquem, Tenuta simbolo del SauternesMilano, 18 feb. (askanews) – Ad una manciata di mesi dalla scomparsa del conte Alexandre de Lur Saluces, che per quasi quattro decadi ha guidato l’azienda di famiglia, dal 1999 nelle mani del gruppo del lusso Lvmh, è arrivato nelle librerie italiane “Chateau d’Yquem”, un volume monografico dedicato alla storica Cantina del Sauternes, una delle realtà più famose e iconiche del panorama enologico mondiale. Edito da seipersei edizioni, il libro è firmato dalla critica enogastronomica Cinzia Benzi ed è corredato dalle fotografie di Francesca Brambilla e Serena Serrani.


Nelle sue 176 pagine, il prezioso volume illustra il cammino evolutivo e ripercorre l’epopea della Tenuta, offrendo la descrizione dei vitigni e gli stili di vinificazione adottati, ma anche la tenacia della visionaria fondatrice Josephine Sauvage d’Yquem fino all’attuale presidente e Dg Pierre Lurton, assieme all’italianissimo directeur d’exploitation, Lorenzo Pasquini, che conducono il lettore verso il futuro di Yquem. Alla stesura del libro hanno partecipato, con le proprie riflessioni, anche Eleonora Cozzella, Federico De Cesare Viola, Maddalena Fossati Dondero, Andrea Grignaffini, Paolo Marchi, Leila Salimbeni, Gabriele Gorelli, Massimo Bottura e Giuseppe Palmieri.


Le immagini di Brambilla e Serrani, interpreti della food photography italiana, immortalano i vigneti nel lento alternarsi delle stagioni, il silenzio delle cantine dove le bottiglie riposano, e naturalmente la magnifica Tenuta. Ad arricchire il tutto, le illustrazioni di Gianluca Biscalchin, che interpreta le note di degustazione di Yquem, tratteggia alcuni dei possibili abbinamenti al vino e ci regala altri scorci della Cantina.

Vino, Bani (Consorzio Vino Chianti): a gennaio +21% di vendite

Vino, Bani (Consorzio Vino Chianti): a gennaio +21% di venditeFirenze, 18 feb. (askanews) – “Dopo che l’anno scorso si è chiuso con un’ulteriore riduzione delle vendite, a gennaio abbiamo registrato un +21% di vendite rispetto a gennaio 2023: siamo partiti col piede giusto, l’importante è mantenere il ritmo e la tendenza. Per capire davvero dove andrà il mercato, serviranno ancora alcuni mesi. Dai primi dati, però, abbiamo verificato che c’è un aumento del volume delle vendite, e soprattutto c’è un aumento dei prezzi medi di vendita del 5-6% e questo è di aiuto alle aziende, che stanno affrontando un periodo non semplice, anche e soprattutto per i contraccolpi sui mercati esteri delle crisi internazionali. Se guardiamo i dati della grande distribuzione, nel 2023 abbiamo venduto 3 mln di bottiglie in più rispetto a 2019. La grande distribuzione rappresenta uno dei principali canali di sbocco della della nostra Denominazione, per cui guardiamo al futuro con positività”. Lo ha spiegato il direttore del Consorzio Vino Chianti, Marco Alessandro Bani, a “Chianti Lovers & Rosso Morellino”, l’anteprima in corso alla Fortezza da Basso a Firenze.


“All’interno del Consorzio stiamo studiando nuove tipologie di Chianti da poter mettere sul mercato” ha aggiunto il presidente del Consorzio, Giovanni Busi, spiegando che “per quel che riguarda i nuovi mercati, come un po’ tutti i vini italiani, oggi siamo poco presenti in Sudamerica ma in quell’area ci sono le potenzialità per un incredibile sviluppo, perché la Denominazione del Chianti è molto apprezzata”. Sul fronte Asia, “la Cina sarà un Paese a cui dobbiamo guardare con grande attenzione, così come al Vietnam, dove l’apprezzamento per il Chianti sta crescendo in maniera esponenziale” ha continuato il presidente del Consorzio, sottolineando che “non possiamo trascurare i mercati esteri perché sono importanti quanto quello italiano: è necessario fare maggiori investimenti, maggiore promozione, maggiore pubblicità”. Foto di Alessandro Fibbi