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Vino, Busi: rivolta trattori è un sintomo, urge abbattere burocrazia

Vino, Busi: rivolta trattori è un sintomo, urge abbattere burocraziaFirenze, 18 feb. (askanews) – “La rivolta dei trattori è un sintomo. È il segnale che il settore sta arrivando al limite della sopportazione. Dal nostro punto di vista, quello che viviamo come un peso è la burocrazia, perché pone dei forti limiti alle imprese. Le istituzioni dovrebbero promuovere la ricerca in agricoltura, invece la burocrazia la rallenta. Abbiamo bisogno di uno Stato che sia veloce e agile come lo sono le imprese, magari di più. Se fosse così, potremmo fare grandi cose”. Lo ha detto il presidente del Consorzio Vino Chianti, Giovanni Busi, a margine del “Chianti Lovers & Rosso Morellino”, l’anteprima in corso alla Fortezza da Basso a Firenze.


“Il nostro settore sta subendo i contraccolpi dell’inflazione, dei tassi alti di interesse, del costo delle bollette: servono politiche che riescano a far tornare il denaro nei portafogli delle famiglie” ha proseguito Busi, spiegando che “la scienza e la ricerca saranno gli strumenti con cui supereremo le difficoltà del settore, perché si tratta di difficoltà legate ad agenti esterni, come il cambiamento climatico o la minore capacità di spesa delle famiglie”. “La qualità della produzione è invece rimasta di altissimo livello” ha sottolineato il presidente, concludendo “partiamo dal cambiamento climatico, la ricerca ci darà l’opportunità di utilizzare materiale vivaistico che possa resistere alla siccità e alle temperature più alte, alle malattie”.


Foto di Alessandro Fibbi

Vino, a “Slow Wine Fair 2024” tanti incontri e confronti con esperti

Vino, a “Slow Wine Fair 2024” tanti incontri e confronti con espertiMilano, 18 feb. (askanews) – Si arricchisce il programma di eventi che animeranno la Slow Wine Fair 2024, terza edizione della manifestazione dedicata al vino buono, pulito e giusto che si terrà a BolognaFiere dal 25 al 27 febbraio.


Tra le degustazioni ai banchi di assaggi di quasi un migliaio di produttori e tante, interessanti, masterclass, non mancano infatti convegni, presentazioni e incontri che vedono esperti, produttori, docenti e autori confrontarsi sulle principali istanze legate al panorama vitivinicolo internazionale. Momenti di riflessione in cui scambiarsi idee su buone pratiche e obiettivi futuri, ma soprattutto conoscere storie ed esperienze virtuose che stanno tracciando nuove strade nel mondo della viticoltura da un punto di vista ambientale, culturale e sociale. Lo “Spazio Reale Mutua” (padiglione 15), sostenitore ufficiale di Slow Food Italia e main partner dell’evento, ospiterà conferenze in cui esplorare le diverse sfaccettature della sostenibilità in campo vinicolo, e il 26 febbraio alle 11 la cerimonia del Premio Carta Vini Terroir e Spirito Slow , in cui saranno attribuiti 32 riconoscimenti a tutte quelle realtà che si distinguono per la loro carta dei vini territoriale o tematica.


Gli incontri della “Demeter Arena” (padiglione 20) daranno invece spazio alle molteplici esperienze di produttrici e produttori che aderiscono alla rete internazionale della Slow Wine Coalition. Dalle montagne del Tauro in Turchia, dove Heritage Vines of Turkey è impegnata nella salvaguardia di vecchi vigneti sull’orlo dell’estinzione, ai villaggi dei distretti di Shamakhi e Ismailli, in Azerbaigian, dove a quote comprese tra i 700 e gli 800 metri sopra il livello del mare, si coltiva l’uva madrasa, Presidio Slow Food, per finire in Abruzzo, dove la Comunità dei viticoltori teatini è impegnata nel portare avanti e promuovere valori legati all’artigianalità della produzione e alla sostenibilità ambientale e sociale. La “Demeter arena” sarà anche il luogo in cui saranno messi a fuoco alcuni dei temi portanti di questa edizione assieme ad alcuni dei massimi esperti del settore. Tra i protagonisti Adriano Zago, consulente e formatore, fondatore e direttore di Cambium formazione, primo master internazionale in biodinamica per il vino e vignaiolo, e Lydia e Claude Bourguignon, microbiologi dei suoli e vignaioli che da oltre 30 anni aiutano i vigneron a curare i loro terreni. Nei loro interventi sarà approfondito il concetto di suolo sano, tra fertilità e rigenerazione, ma anche i fattori che determinano il terroir di differenti produzioni agricole, quali la biodiversità microbica, le sue caratteristiche geologiche e i suoi nutrienti. In “Casa Slow Food” (padiglione 15a), sostenuta da ICPI, saranno infine illustrate alcune storie che stanno contribuendo a cambiare l’approccio verso il sistema vitivinicolo e non solo. Si comincia il 25 febbraio alle 13 con “Intrepide” di Laura Donadoni, la raccolta pubblicata da Slow Food Editore che analizza il ruolo della donna nel mondo del vino, partendo dall’esperienza personale delle protagoniste, per aprire una riflessione più ampia sulla discriminazione di genere e sul bisogno di lottare per un sistema più inclusivo e sostenibile. Il 25 febbraio alle 17 toccherà al Manuale di viticoltura biodinamica di Terra Nuova Edizioni, frutto del lavoro ventennale di Adriano Zago , riunisce indicazioni, suggerimenti, esperienze di successi e condivisioni di aspetti critici, attraverso l’esperienza concreta di aziende viticole biodinamiche italiane e internazionali. Presente anche Massimo Montanari, uno dei massimi storici dell’alimentazione, che il 26 febbraio alle 15, attraverso il suo libro “Amaro. Un gusto italiano”, esplora questo tratto distintivo della nostra cultura, scavando tra fonti letterarie e trattati di botanica, agricoltura, cucina, dietetica.

Lonardi: siamo di fronte a grande cambiamento, serve ripensare il vino

Lonardi: siamo di fronte a grande cambiamento, serve ripensare il vinoMontepulciano (Siena), 17 feb. (askanews) – “Siamo di fronte ad un grande cambiamento e questa trasformazione dell’ambiente in cui si coltiva riguarda anche la Toscana, un territorio che sembrava molto stabile, deputato alla produzione di vini di altissima qualità, e che oggi invece deve ripensarsi e fare nuove valutazioni. C’è molto da fare, soprattutto per quanto concerne ciò che definisce la qualità e cioé il vigneto che è oggi in grande difficoltà. Il cambio climatico non è solo un aumento di temperatura ma sono la forte alternanza tra le annate, gli sbalzi termici importanti con le gelate primaverili e i colpi di caldo, tutti fattori che stanno fortemente indebolendo il sistema cardiaco e vascolare delle piante, che funzionano meno, che pompano meno, che hanno meno energia. Dobbiamo ripensare al vigneto del futuro se vogliamo pensare di avere uno strumento che possa contrastare il cambio climatico e rendere sostenibili le aziende”. Lo ha spiegato ad askanews, il Master of Wine, Andrea Lonardi intervenuto all’Anteprima del Nobile di Montepulciano che si chiude stasera alla Fortezza del borgo senese. Dopo averne parlato all’ultima edizione di Amarone Opera Prima, il 50enne veronese, vicepresidente del Consorzio Tutela Vini Valpolicella, è tornato ad insistere sulla necessità di “passare da un’analisi quantitativa ad una qualitativa”, per leggere il cambiamento climatico e ripensare ai vini da produrre.


“Il Sangiovese in carenza di acqua e in condizione di elevate temperature, tende a sintetizzare molti polifenoli che sono dei tannini molto duri che rendono il vino meno piacevole” ha proseguito, precisando che “se noi analizziamo da un punto di vista quantitativo la vendemmia 2021 rispetto a quella del 2023 non notiamo una grande differenza, cosa che invece succede da un punto di vista qualitativo, utilizzando l’Indice di Winkler, l’Indice di Huglin o il totale dei millimetri di pioggia caduti”. “Questo è un tema che va preso in considerazione anche dai giornalisti specializzati perché dobbiamo pensare a come si valutano le annate in funzione di un nuovo approccio qualitativo nell’analisi del dato” ha continuato, aggiungendo che “ad esempio, più concentrate, più ricche e più tanniche saranno aspetti non più positivi per valutare le annate, mentre al contrario, il fatto di essere più leggere, più sapide, più leggiadre (un tempo accezioni negative nel giudizio) diventano elementi in linea con il mercato e con la contemporaneità stilistica del vino”. “Quella di Montepulciano è una zona molto interessante, perché soffre meno di stress idrico rispetto a territori dove c’è una componente scheletrica più alta nei suoli, come il Chianti Classico e alcuni areali di Montalcino” ha precisato, aggiungendo che “ha inoltre un’orografia che consente di realizzare dei bacini recuperando le acque di scorrimento superficiale e una natura pedologica dei suoli che potrebbe limitare l’effetto di un eventuale stress con la concentrazione tannica”. “Vedo dunque il Nobile come una grande opportunità stilistica per il futuro del vino e soprattutto per la direzione in cui stiamo andando nel mondo dei fine wines” ha proseguito, sottolineando però che “è chiaro che ci vuole, e questo è un aspetto sui cui il Nobile in passato ha un po’ dormito, un approccio disciplinato nel momento in cui si vinifica e si porta in affinamento questo vino. Questa – ha concluso – è la grande sfida di questa Denominazione: se riesce a lavorare a questo, credo ci sarà un futuro molto roseo però serve che venga fatto in maniera collettiva per comunicare un cambio di mentalità e di approccio”.


Foto di Elisa Valdambrini

Vino, Carloni: attenzione a attività regolatoria, può essere distruttiva

Vino, Carloni: attenzione a attività regolatoria, può essere distruttivaMontepulciano (Siena), 17 feb. (askanews) – “Il tema che oggi affligge l’agricoltura è la reddittualità, il fatto di riuscire ad aumentare il valore aggiunto dei prodotti e a fare in modo che siano pagati il giusto prezzo la fatica e il sacrificio dei produttori. Questo, è un esempio di come un Consorzio che mette insieme produttori, alla fine generi la capacità di essere competitivi sui mercati, un brand riconosciuto a livello internazionale come il Vino Nobile di Montepulciano e una maggiore mark-up del prodotto: questo è l’esempio da seguire”. Lo ha detto ad askanews il presidente della Commissione Agricoltura della Camera, Mirco Carloni, intervenuto alla Fortezza di Montepulciano (Siena) per l’Anteprima del Vino Nobile.


“Attraverso i Consorzi, in Italia sono nati da decine di anni, o addirittura da cento come nel Chianti Classico, prodotti che si sono evoluti e che hanno saputo stare sui mercati in modo competitivo: la via è quella di aumentare il valore del nostro prodotto e riuscire ad essere competitivi e fare massa critica” ha aggiunto l’esponente leghista, aggiungendo che “il settore del vino è uno di quelli più sfidanti perché interseca alcune grandi tematiche europee come il regolamento sul packaging, le nuove direttive sui prodotti alcolici e altri temi che impattano fortemente su questo settore. Quindi – ha concluso – dobbiamo stare molto attenti nell’attività regolatoria, perché un’eccellenza può essere distrutta in poco tempo da un’etichetta sbagliata o dall’obbiettivo di sostenibilià che vieta, ad esempio, il vetro a perdere. Dobbiamo ritornare a fare prodotti di eccellenza ad alto valore aggiunto”. Foto di Elisa Valdambrini

Vino Nobile Montepulciano: per annata 2021 rating da 4,5 stelle

Vino Nobile Montepulciano: per annata 2021 rating da 4,5 stelleMontepulciano (Siena), 17 feb. (askanews) – Ha ottenuto un rating di 4,5 stelle su 5 l’annata 2021 del Vino Nobile di Montepulciano, che è stata presentata alla stampa specializzata all’Anteprima in corso alla Fortezza del borgo senese.


“È il primo anno che si da il rating all’annata in commercio e non alla vendemmia” ha affermato il presidente del Consorzio, Andrea Rossi, aggiungendo che si tratta del “primo passo per arrivare, probabilmente già il prossimo anno, ad definire un rating in centesimi, quindi riconosciuto a livello internazionale”. Secondo gli esperti della commissione tecnica consortile, i vini del 2021 presentano “colori molto decisi, profumi intensi dominati da sentori di frutta matura e una notevole struttura caratterizzata da abbondante tannicità e buona acidità”. A livello analitico si rilevano “valori elevati di intensità e tonalità di colore, di alcool, di estratti e di polifenoli totali e livelli medi di acidità e pH”.


Foto di Mattia De Virgiliis

Vino Nobile Montepulciano: a Cucinelli il premio “GrifoNobile 2024″

Vino Nobile Montepulciano: a Cucinelli il premio “GrifoNobile 2024″Milano, 17 feb. (askanews) – “Ambasciatore del made in Italy nel mondo; imprenditore lungimirante; umanista contemporaneo, innovatore del concetto di sosteniblità; rispettoso della sua terra d’origine; appassionato di vino; esempio di etica per tutti”. Con questa motivazione, il presidente del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, Andrea Rossi, ha consegnato il premio “GrifoNobile 2024″ all’imprenditore Brunello Cucinelli, intervenuto oggi, insieme con il presidente di Assoenologi, Riccardo Cotarella, alla Fortezza del borgo senese dove è in corso l’Anteprima del Vino Nobile”.


“La bellezza e l’armonia sono i valori che dobbiamo perseguire per continuare a contraddistinguerci in qualità” ha affermato, tra l’altro, Cucinelli, sottolineando che “noi abbiamo i migliori artigiani, i migliori agricoltori, i migliori viticoltori e dobbiamo tornare a dare più valore alla persona, solo così le nostre imprese potranno continuare a crescere ed essere un modello in tutto il mondo”.

Vino, Coravin: Dave Krupinski nominato nuovo Ceo

Vino, Coravin: Dave Krupinski nominato nuovo CeoMilano, 17 feb. (askanews) – Coravin, azienda statunitense che produce prodotti per la conservazione del vino, ha annunciato che Dave Krupinski assumerà la carica di Chief executive officer.


Già Chief operating officer e Chief technology officer, Krupinski ha alle spalle oltre 25 anni di esperienza e “ha svolto un ruolo chiave nel far progredire l’aspetto tecnologico, la filiera logistica e la gestione degli ordini di Coravin”. In una nota, Corvin ha spiegato che nel ruolo di Ceo, Krupinski collaborerà a fianco del team esecutivo per delineare la direzione strategica dell’azienda, “concentrndosi sul mantenimento della crescita reddituale, sull’espansione dei canali di vendita e sull’ottimizzazione dei processi operativi, nonché sull’ulteriore innovazione dei prodotti, al fine di consolidare la posizione di leadership globale di Coravin nel settore della conservazione del vino”.


“Siamo entusiasti di ufficializzare la nomina di Dave Krupinski in qualità di nuovo Ceo di Coravin”, ha dichiarato Greg Lambrecht, fondatore e inventore di Coravin, sottolineando che “la visione strategica di Dave, la sua vasta esperienza a livello operativo e il suo impegno per l’innovazione lo rendono il dirigente ideale per guidare l’azienda attraverso la sua prossima fase di crescita e sviluppo”.

Consorzio: appellativo “Vino Nobile” a Montepulciano risale al 1766

Consorzio: appellativo “Vino Nobile” a Montepulciano risale al 1766Montepulciano (Siena), 17 feb. (askanews) – Risale al 1766 l’origine dell’appellativo “Vino Nobile” per il vino di Montepulciano (Siena). A provarlo è un documento con quella data scovato tra le carte dei Gesuiti del borgo toscano, oggi conservate all’Archivio di Stato di Firenze.


Il termine “Nobile” fu associato ad una tipologia di prodotto non del tutto nuova ma rappresentò comunque una tappa fondamentale nel percorso enologico poliziano che vide protagonisti proprio i padri della compagnia di Gesù del locale collegio che ne furono gli artefici, dediti alla sperimentazione ed al commercio del vino, ma anche aperti al dibattito vinicolo ed in particolare della fermentazione, non solo locale dell’epoca. Il territorio di Montepulciano è noto per la produzione di vino fin dall’antichità etrusca, come attestato da importanti ritrovamenti archeologici. Le tracce documentarie e bibliografiche, già dal medioevo, evidenziano l’importanza che rivestì l’enologia per la città, e riferiscono che il periodo di maggior fama fu quello tra il sedicesimo al diciottesimo secolo.

Vino Nobile di Montepulciano: in trent’anni anni produzione raddoppiata

Vino Nobile di Montepulciano: in trent’anni anni produzione raddoppiataMontepulciano Siena, 16 feb. (askanews) – Si apre oggi alla Fortezza di Montepulciano (Siena) l’attesa Anteprima del Vino Nobile che quest’anno celebra il suo trentesimo compleanno. Per l’occasione il Consorzio ha annunciato che nel 2023, in linea con i numeri degli ultimi anni, sono state immesse sul mercato 6,9 mln di bottiglie di Nobile e 2,6 mln di Rosso di Montepulciano, e ha tirato le fila della rivoluzione compiuta dalla Denominazione in questi tre decenni. Nel 1994 le bottiglie prodotte del Nobile erano state infatti 3,4 mln e quelle del Rosso di Montepulciano appena 156.400, mentre oggi sono arrivate rispettivamente a 6,9 mln (+98,8%) e 2,6 mln (+1.562%).


Quasi raddoppiato anche il numero di produttori: i 44 soci di trent’anni fa sono diventati oggi 81, con una media di 15 dipendenti, contro i poco meno di sei di allora. Una crescita dovuta anche agli investimenti fatti dalla loro Fondazione: il 40,9% delle aziende del Vino Nobile di Montepulciano ha investito in questi trent’anni oltre 5 milioni di euro, fondi che per l’86,4% sono andati per il miglioramento della sostenibilità dell’azienda, il 68,2% in innovazione, il 72,7% alla pari tra accoglienza e promozione. E per il futuro il “sentiment” dei produttori è ottimistico: per il 95,5% di loro infatti, la Denominazione continuerà a crescere e lo farà prevalentemente in riconoscibilità e valore (54,5%), dal punto di vista del mercato (50%) e di quello del brand (45,5%). “Il 2023 è stato un anno di ulteriore crescita in valore per il mercato” ha spiegato il Consorzio, sottolineando che la vendita diretta in azienda ha superato il 30%, e sul mercato nazionale il 61% delle vendite si sono registrate nel Centro (il 42% in Toscana), poi nelle regioni del Nord (33%) e in quelle del Sud (6,3%). L’export si è attestato sul 66%, a metà tra Europa e Paesi extra Ue. In America (tra Nord e Sud) va il 35% dell’export, in Europa (Italia esclusa) il 29,2%. La Germania continua ad essere il primo mercato del Nobile con il 38% della quota esportazioni. In crescita continua, anche rispetto al 2022, è il dato degli Stati Uniti, arrivato al 27,5% della quota export. Successo anche per i mercati asiatici, balcanici ed extra Ue con oltre il 3% delle esportazioni. Continua il trend di crescita del Canada che da solo vale circa il 5% delle esportazioni complessive. Un dato davvero significativo è la fetta di mercato del Vino Nobile di Montepulciano a marchio bio, che nel panorama italiano vale il 44,7% delle vendite, mentre a livello internazionale rappresenta oltre il 70%.


Complessivamente, tra valori patrimoniali, fatturato e produzione, il Nobile vale oggi circa un miliardo di euro, mentre più o meno 65 milioni è il valore medio annuo della produzione vitivinicola, senza contare che circa il 70% dell’economia locale è indotto diretto del vino. Una cifra importante per un territorio nel quale su 16.500 ettari di superficie comunale, circa duemila ettari sono vitati, ovvero il 16% circa del paesaggio comunale è caratterizzato dalla vite. Di questi 1.102 sono gli ettari iscritti a Vino Nobile di Montepulciano Docg, mentre 214 gli ettari iscritti a Rosso di Montepulciano Doc. A coltivare questi vigneti più di 250 viticoltori, oltre ad una novantina di imbottigliatori, 81 dei quali 81 associati al Consorzio. Circa mille i dipendenti fissi impiegati dal settore vino a Montepulciano, ai quali se ne aggiungono altrettanti stagionali.

Vino, Sebastian Payne nuovo Chianti Classico honorary ambassador

Vino, Sebastian Payne nuovo Chianti Classico honorary ambassadorFirenze, 16 feb. (askanews) – Sebastian Payne è stato nominato Chianti Classico Honorary Ambassador per il mercato inglese. Il celebre Master of Wine, che per circa cinquant’anni, fino al 2022, ha lavorato per Wine Society, ha ricevuto il riconoscimento oggi alla “Chianti Classico Collection” in corso alla Leopolda di Firenze, nell’ambito delle Anteprime del vino della Toscana.


Payne entra così nel parterre de rois creato nel 2017 e composto da altri undici ambasciatori onorari: Massimo Castellani e Daniele Cernilli per l’Italia, Jeffrey Porter per gli Stati Uniti, Michael Godel e Michaela Morris per il Canada, Steven Spurrier per la Gran Bretagna (scomparso nel 2021), Jens Priewe per la Germania, Isao Miyajima per il Giappone, Jung Yong Cho per la Corea del Sud, Othmar Kiem per l’Austria e Christian Eder per la Svizzera. Alla luce della sua riconosciuta autorevolezza e fama, quest’anno il Consorzio Vino Chianti Classico ha deciso di proporre il nome di Payne come unica candidatura. Laureato ad Oxford, il super esperto inglese di vino che quest’anno compirà 77 anni, ha passato tutta la sua carriera lavorativa comprando e vendendo vino, in particolare italiano. Ha ottenuto il titolo di Master of Wine nel 1977, poi è stato nominato membro della commissione degli esaminatori dei MW, e infine è diventato chairman dell’Istituto nel biennio 1995/1996. Oggi svolge attività di consulenza nel settore per diverse istituzioni inglesi.


“Amo i vini del Gallo Nero dal lontano 1982, quando per la prima volta ho incontrato Minuccio Cappelli all’Osteria di Montagliari” ha ricordato Payne, spiegando che “nella sua trattoria, che serviva solo prodotti locali, abbiamo bevuto tanti ottimi vini, ma quello che ricordo con particolare emozione è uno straordinario Chianti Classico del 1962”. “Il Chianti Classico ha da allora fatto passi da gigante, verso una produzione di sempre maggiore qualità” ha proseguito, aggiungendo che “oggi sono felice di trovare tanti dinamici produttori che fanno vini di qualità superiore, vini unici, nei quali si riflettono i molti aspetti di questa regione storica. Sono vini che non sarebbe possibile produrre in nessun altro luogo al mondo.” Il riconoscimento consegnato oggi si inserisce nel più ampio progetto “Chianti Classico Ambassador”, la creazione di una rete di ambasciatori del Gallo Nero nei suoi principali mercati, lanciata dal Consorzio in Canada nel 2017 e ripetuta nel 2018 negli Stati Uniti, nel 2021 in Germania e nel 2022 in Inghilterra. In questo caso i candidati, non “ad honorem”, hanno dovuto dimostrare attraverso un vero e proprio concorso la loro conoscenza della Denominazione. “Abbiamo voluto rendere merito a questi professionisti e al tempo stesso legittimarli a portare in alto la bandiera del Gallo Nero nei propri mercati di riferimento attraverso un progetto a loro dedicato, nella speranza che nei prossimi anni la squadra degli Ambassador si faccia sempre più numerosa” ha spiegato il presidente del Consorzio, Giovanni Manetti, evidenziando che “per quel che riguarda la nomina di Sebastian Payne, sono personalmente soddisfatto e onorato, che un’autorità del vino così importante, come lo è certamente Sebastian, abbia accettato, e con entusiasmo, questo nostro riconoscimento”.