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Kinder torna con un Carnevale itinerante in formato famiglia

Kinder torna con un Carnevale itinerante in formato famigliaMilano, 8 feb. (askanews) – Giochi e dolci da sempre sono ingredienti essenziali del Carnevale. Quest’anno, pescando nel repertorio della tradizione, Kinder, marchio del gruppo Ferrero torna con un Carnevale itinerante per l’Italia dove i più piccoli possono cimentarsi con la pentolaccia, una scatola piena di coriandoli, stelle filanti e dolciumi.


Il Carnevale itinerante Kinder farà tappa in alcuni dei carnevali più noti d’Italia, a misura di famiglie: il Carnevale di Fano (Marche), il Carnevale di Acireale (Sicilia), il Carnevale di Putignano (Puglia), il Carnevale di Cento (Emilia Romagna e il Carnevale di Viareggio (Toscana). Dalle sfilate dei carri all’intrattenimento, tutto è pensato per garantire divertimento ai partecipanti di ogni età. All’interno del corner Kinder le famiglie potranno poi cimentarsi con la Pentolaccia Kinder. Le famiglie, infatti, attraverso un gioco digitale, potranno selezionare il loro prodotto preferito tra i tre proposti, così da trovarlo nella pentolaccia.


Il primo appuntamento con le iniziative Kinder è stato il 28 gennaio col Carnevale di Fano, nato nel lontanissimo 1374, a seguire il 3 e 4 ottobre il Carnevale di Acireale, ritenuto il più bel Carnevale della Sicilia grazie ai carri allegorici-grotteschi che sfilano tra vie e piazze del centro storico. L’11 febbraio è la volta del Carnevale di Putignano, che con la sua storia di oltre 600 anni è nota ai più per i carri allegorici e i “cavallucci”, personaggi mascherati che rappresentano le diverse età della vita. Il 18 febbraio sarà la volta del Carnevale di Cento, il primo carnevale al mondo a essere gemellato, a partire dal 1993, con il Carnevale di Rio de Janeiro. Infine il Carnevale di Viareggio, uno dei più importanti in Italia e nel mondo, che vanta ormai oltre 150 anni di tradizione e più di 500.000 spettatori per ogni edizione. Per il sesto anno consecutivo, Kinder anima tutte le giornate dei festeggiamenti che saranno teatro dei sei Grandi corsi mascherati. Quest’anno ci sarà l’opportunità di festeggiare il Carnevale anche sulle piste di sci delle Dolomiti a Cortina nelle giornate del 12 e 23 febbraio.

Il vino delle Marche per la prima volta a Wine Paris e Vinexpo Paris

Il vino delle Marche per la prima volta a Wine Paris e Vinexpo ParisMilano, 8 feb. (askanews) – Il vino delle Marche sarà per la prima volta a Wine Paris & Vinexpo Paris, la rassegna francese dedicata all’industria enologica internazionale in programma dal 12 al 14 febbraio. Tra le 16 aziende coordinate dalla Regione Marche presenti in collettiva, 12 sono cantine socie dell’Istituto marchigiano di tutela vini (Imt), che da solo rappresenta circa il 70% dell’export e poco meno della metà dell’intero vigneto regionale.


A capitanare la squadra delle Denominazioni di Imt, il Verdicchio dei Castelli di Jesi, affiancato dal Verdicchio di Matelica, dalla Lacrima di Morro d’Alba, oltre ai Colli Pesaresi e al Rosso Conero. In calendario a Parigi degustazioni e incontri “b2b”, per un evento che attende 40mila operatori e oltre quattromila espositori provenienti da tutto il mondo. Quella nella capitale francese è la prima tappa fieristica della staffetta di promozione targata Imt, che farà poi scalo al ProWein di Dusseldorf (10-12 marzo) per poi approdare a Verona in occasione di Vinitaly (14-17 aprile).


Con oltre 500 aziende associate per 16 Denominazioni di origine, di cui 4 Docg, l’area di riferimento dell’Istituto marchigiano di tutela vini (Imt) si estende su un vigneto di oltre 7.500 ettari tra le province di Ancona, Macerata e Pesaro-Urbino. Le aziende di Imt nella collettiva parigina sono Tenuta di Tavignano, Umani Ronchi, Cantina Sparapani, Santa Barbara, Cantina Conti di Buscareto, Vignamato, Terre Cortesi Moncaro, Togni, Cantina Sociale di Matelica e Cerreto d’Esi, Filodivino, Marotti Campi e Fattoria Mancini.

Low alcol, Uiv: produzione made in Italy per un affare made in Usa

Low alcol, Uiv: produzione made in Italy per un affare made in UsaMilano, 8 feb. (askanews) – Il 28% degli acquisti totali di prodotti vitivinicoli italiani negli Stati Uniti, è rappresentato dai low alcol. Nel 2023, nella grande distribuzione e nei retail Usa, il fatturato per “rossi, bianchi, spumanti, prodotti aromatizzati” tricolori classificati da NielsenIQ come vini poco alcolici (in gran parte a fermentazione parziale oppure dealcolati) è stato di 651 milioni di dollari. Bottiglie e lattine, da 7 gradi in giù, quasi totalmente sconosciute nel Belpaese ma sempre più presenti tra gli scaffali Usa. Vini italiani o prodotti a base vinicola venduti ad un prezzo medio allo scaffale di quasi 16 dollari al litro, più del doppio rispetto alle omologhe bottiglie statunitensi (7 dollari) e addirittura il 5% in più al confronto con la media dei vini tricolori tradizionali. L’origine italiana, regina del mercato, è rintracciabile, tra i fermi, soprattutto nei rossi (39%, a 254 milioni di dollari), seguiti dal Moscato (103 milioni) e dai rosati (23 milioni). Lo spiega Unione italiana vini (Uiv), che attraverso le elaborazioni del suo Ossevatorio, sottolinea che se è vero che il vigneto è italiano, il business è nella stragrande maggioranza dei casi appannaggio di aziende a stelle e strisce (80% del valore delle vendite), che importano dal Belpaese il prodotto finito ed etichettato e lo rivendono sul mercato statunitense.


Insomma una produzione made in Italy per un affare made in Usa, con le Cantine e le imprese italiane perlopiù relegate alla produzione e all’imbottigliamento. “Un paradosso per la superpotenza enologica e per l’Italian style, che tira anche su una categoria, quella ‘low’, relativamente giovane e, fatto salvo l’ultimo anno, protagonista di una cavalcata che, grazie al cambio di gusti tra le varie generazioni ed etnie del Paese, li ha portati a essere una scelta non più secondaria rispetto al vino classico” prosegue Uiv, evidenziando che il paradosso “è ancora più evidente se si guarda ai ‘no alcol’: si tratta di vini che, se è vero che partono da numeri bassi, nel giro di due anni hanno raddoppiato le vendite negli Usa, attestate oggi a 62 mln di dollari”. L’Osservatorio Uiv precisa che i prodotti italiani a zero alcol sugli scaffali statunitensi sono pochi: le vendite ammontano ad appena 4,5 mln di dollari (+39% sul 2022), con un prezzo medio di 14 dollari al litro. Una quota residuale della presenza italiana (il 7% del totale), che diventa minuscola se si considera che il 90% delle vendite è imputabile ad una sola azienda, per giunta americana, che acquista in Italia i prodotti finiti e li commercializza con marchio proprio. In pratica il segmento no alcol direttamente gestito da imprese tricolori vale negli Usa meno di 500mila dollari. Un contoterzismo del made in Italy enologico sulla falsariga dello scenario evidenziato per i low alcol, reso ancora più evidente dall’impossibilità per l’impresa Italia del vino di accedere a un business, quello dei dealcolati, bloccato dalle leggi vigenti nel Belpaese, ma non in Europa. Negli Usa, oltre ai marchi locali, vengono infatti già venduti vini a zero gradi totalmente dealcolati prodotti da aziende spagnole, tedesche e francesi, che traggono beneficio da una regolamentazione in linea con quella europea.


“Il segmento low-alcol può rappresentare un’opportunità anche e soprattutto là dove il prodotto tradizionale fa fatica, come dimostra il record ventennale di vino rimasto in Cantina al termine della scorsa campagna vendemmiale” afferma il segretario generale di Uiv, Paolo Castelletti, ricordando che “oggi per fare vini low alcol i produttori italiani hanno tre strade: utilizzare il vino come base per bevande aromatizzate, produrre vini da mosti parzialmente fermentati, oppure, in caso vogliano procedere con la dealcolazione, delegare il processo produttivo nei Paesi europei diretti competitor”. Unione italiana vini mette in luce che proprio il segmento dei vini dealcolati “sembra quello più interessante in ottica di medio termine, in grado di per intercettare le tendenze salutistiche in atto nel Paese, sempre più orientato a ridurre l’assunzione non solo di alcol ma anche di zuccheri”. Una categoria, quella dei Nolo (low e no alcol), da molte imprese considerata a maggior potenziale di crescita qualitativa. “In Italia purtroppo non si riesce a partire: da tempo Uiv sollecita un intervento normativo per disciplinare una produzione che l’Ue ha autorizzato da più di due anni” prosegue Castelletti, aggiungendo che “al netto delle bozze di decreto, su cui abbiamo evidenziato le perplessità del settore vino, siamo gli unici a non aver ancora recepito il regolamento Ue, con evidenti svantaggi competitivi rispetto ai produttori comunitari. Riteniamo quindi che il governo – conclude – debba trattare con la massima urgenza questo tema non più derogabile, definendo con chiarezza e assieme al comparto un perimetro chiaro di azione”. ha continuato Con il paradosso di trovare al supermercato sotto casa vini no e low alcol di competitor stranieri, oggi in vantaggio su una ricerca e sperimentazione del segmento che sta facendo progressi di giorno in giorno.

Vino, Zorzettig: lotta biologica efficace contro insetti dannosi

Vino, Zorzettig: lotta biologica efficace contro insetti dannosiMilano, 7 feb. (askanews) – Sono “entusiasmanti” i risultati ottenuti dalle best practices agronomiche volte all’aumento della biodiversità vegetale in vigna. A dirlo è Annalisa Zorzettig alla guida della storica Cantina di Spessa di Cividale (Udine), commentando gli esiti del progetto “Biodiversity Care”, condotto nei vigneti aziendali nel Friuli Orientale dal consulente agronomico Antonio Noacco e dal suo team, in collaborazione con l’Università di Udine. Obiettivo quello di provare l’efficacia della lotta biologica attraverso l’aumento di insetti predatori e altri organismi utili in vigneti gestiti a sfalcio alternato e sovescio.


“Quando Noacco ci ha proposto di eseguire parte della sperimentazione nei nostri vigneti, non abbiamo esitato a dargli pieno appoggio” ha spiegato Annalisa Zorzettig, sottolineando che “i risultati hanno confermato come il nostro impegno nella sostenibilità ambientale venga ampiamente ripagato. Anche la nuova Cantina, in fase di ultimazione, vedrà la piantumazione di specie native tutto intorno – ha concluso – per favorire la biodiversità funzionale”. La sperimentazione ha visto uno studio di tre anni su diverse tesi, atte a studiare gli effetti sulla artropodofauna utile in vigneto e la loro efficacia nel contrastare gli insetti dannosi, concentrandosi, anche in ottica futura, su ciò che sta preoccupando particolarmente i viticoltori friulani a esempio il ragnetto rosso e la cocciniglia. Lo studio si è svolto in tre fasi: la prima appunto per valutare gli effetti delle pratiche volte all’incremento della biodiversità vegetale nei filari, la seconda specifica sul contrasto alla cocciniglia e infine l’analisi botanica. Le tesi principali mettevano a confronto pratiche di gestione agronomiche tradizionali come lo sfalcio continuo e costante, a pratiche agronomiche mirate ad aumentare la numerosità delle specie vegetali e la costanza di fioriture sia spontanee che seminate. La tempistica dei tre anni (2019-2020-2021) è stata fondamentale per vedere il comportamento delle popolazioni nelle generazioni, in quanto i cicli vitali e riproduttivi di alcuni insetti e organismi possono essere anche di un anno. Mentre nel 2019 i tre vigneti avevano un comportamento pressoché simile, i risultati si sono visti in maniera evidente a partire dal secondo anno. A esempio nel vigneto completamente sfalciato la presenza della cicalina verde ( Empoasca vitis) superava del doppio quella del vigneto con sfalcio alternato (300 esemplari su 400 foglie contro 150) e del triplo su quello con cover crop.


Stesso risultato si è osservato anche attraverso l’incidenza delle infestazioni della cocciniglia. Questo effetto è dovuto dalla maggior presenza di Imenotteri calcioidei, parassitoidi naturali e principali agenti di controllo biologico che, trovando nei vigneti fioriti maggiore possibilità di nutrimento (pollini e nettare) sono riusciti a riprodursi con maggiore efficacia e la loro azione è stata più incisiva. Inoltre si è provato che dove vi era lo sfalcio completo, le specie vegetali aliene avevano occupato una superficie più ampia, limitando la crescita di specie native e la loro numerosità. Trend opposto si è osservato invece nei filari non sfalciati, indice di un ecosistema stabile e sano. Questo dato è importante sia in ottica di aumento della ricchezza specifica ma anche al minor utilizzo di acqua e di nutrimenti che necessitano le specie native. Per questo motivo la prossima fase dello studio sarà dedicata al suolo, al microbioma e di conseguenza alla fertilità per vedere quanto sia l’incidenza di pratiche agronomiche virtuose sulla solidità dell’ecosistema biologico/vigneto.

Consorzio vini d’Abruzzo a Wine Paris con 24 aziende e un nuovo stand

Consorzio vini d’Abruzzo a Wine Paris con 24 aziende e un nuovo standMilano, 7 feb. (askanews) – Il Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo ha annunciato che parteciperà a Wine Paris-Vinexpo Paris 2024 (12-14 febbraio) con un’area collettiva formata da 24 aziende e “uno stand rinnovato nell’immagine e nella struttura, con un importante restyling dell’area espositiva che ha l’obiettivo di attrarre maggiormente l’interesse da parte del pubblico degli operatori”.


“Si tratta di una piccola anticipazione di quello che verrà poi realizzato al Prowein e, in forma ancora più ampia e articolata, anche al Vinitaly” ha precisato il Consorzio che, con il presidente Alessandro Nicodemi, ha spiegato che “Wine Paris è una grande opportunità di promozione in Francia, e apre ormai le danze delle fiere europee: quest’anno in particolare risulta strategica per capire il sentiment del mercato, dopo un 2023 di luci e ombre. Sarà solo l’inizio della nostra attività promozionale – ha sottolineato – che ci vedrà tornare a viaggiare in Estremo Oriente già a fine febbraio per poi presentarci agli appuntamenti di Prowein e Vinitaly”. “La promozione realizzata dal Consorzio all’estero è molto importante per i nostri produttori, che investono sempre più sulla qualità dei propri vini e sui mercati internazionali” ha proseguito Nicodemi, ricordando che “l’export mantiene una quota importante delle nostre vendite e i dati 2023 tutto sommato confermano un trend positivo nei valori di vendita, un processo di premiumization che stiamo portando avanti con forza e di cui stiamo cogliendo i frutti. In mercati strategici come gli Stati Uniti e la Germania – ha evidenziato – vediamo infatti uno spostamento dei consumi verso la fascia prezzo più alta (12 e 20 dollari per il mercato statunitense e 7-10 dollari su quello tedesco) che ci fa ben sperare per il futuro”.

Vino, Franciacorta rinnova collaborazione con la Camera della moda

Vino, Franciacorta rinnova collaborazione con la Camera della modaMilano, 7 feb. (askanews) – Il Consorzio Franciacorta ha annunciato il rinnovo della partnership con la Camera nazionale della moda italiana (Cnmi) per i prossimi tre anni, “consolidando così un rapporto di successo, sinergie e valori condivisi che ha preso vita nel 2012 e che vede da dodici anni Franciacorta come vino ufficiale delle fashion week milanesi”.


“Essere partner della Cnmi è per Franciacorta motivo di orgoglio e un’occasione importante di promozione congiunta dei valori distintivi del Made in Italy” ha dichiarato il presidente del Consorzio, Silvano Brescianini, sottolineando che “si tratta di una partnership nata dal rispetto reciproco di due realtà che condividono un linguaggio comune: quello dell’eccellenza”. La collaborazione si è arricchita negli anni di numerosi progetti anche al di fuori delle Milano Fashion Week. Nel 2021, il fashion film “Franciacorta: a Golden Feeling” ha segnato il decimo anniversario della partnership, diventando un omaggio alla moda italiana. Inoltre nel maggio 2023, Cnmi e il Consorzio Franciacorta, hanno creato per la prima volta un tavolo di confronto congiunto moda/vino sulle tematiche della sostenibilità, sulle quali entrambi lavorano in modo strutturato da oltre dieci anni.


“Un obiettivo importante che condividiamo con Cnmi è la sostenibilità, una delle priorità per Franciacorta, che da tempo si impegna a dare vita ad una viticoltura capace di tendere all’equilibrio con l’ambiente” ha proseguito Brescianini, Brescianini, aggiungendo che “siamo custodi della terra, da anni abbiamo avviato uno studio sulla biodiversità funzionale dei suoli franciacortini e che, con orgoglio, è stato recentemente oggetto di pubblicazione scientifica”. “Siamo felici di rinnovare ancora una volta questa consolidata partnership con Franciacorta – ha affermato il presidente della Cnmi, Carlo Capasa – con cui condividiamo valori e progetti importanti, primi tra tutti la ricerca dell’eccellenza e l’impegno verso la sostenibilità, e questa collaborazione rappresenta il percorso verso obiettivi comuni”.

Vino, Consorzio Maremma Toscana: +1,54% imbottigliamenti nel 2023

Vino, Consorzio Maremma Toscana: +1,54% imbottigliamenti nel 2023Milano, 6 feb. (askanews) – Nel 2023 l’imbottigliamento della Doc Maremma Toscana segna un +1,54% rispetto allo scorso anno, con il Vermentino che registra la performance migliore arrivando al 32% del totale della produzione. Tra versione “base” e la tipologia Superiore, di recente introduzione, il Vermentino tocca la cifra record di 16.573 ettolitri per oltre 2,2 milioni di bottiglie. Lo ha comunicato il Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana, sottolineando che “questo risultato è ancora più significativo considerando che l’anno precedente aveva chiuso con 14.119 ettolitri”.


“Il Vermentino – ha spiegato il direttore del Consorzio, Luca Pollini – si conferma non solo come la tipologia più imbottigliata della Maremma Toscana ma registra anche il dato più alto di sempre, superando i 15.025 ettolitri del 2022”. Al secondo posto in termini di quantità troviamo la tipologia Rosso che, considerando anche il Rosso Riserva, arriva a 14.889 ettolitri. Un’ulteriore nota positiva è rappresentata dall’aumento del Ciliegiolo, seppur con quantità decisamente inferiori (3.163 ettolitri) rispetto alle tipologie citate prima, che consente a questo vino di posizionarsi al quarto posto tra le tipologie della Doc.


“Il nostro piccolo incremento testimonia la costante crescita e l’impegno degli operatori del settore nella valorizzazione dei vini maremmani” ha affermato il presidente del Consorzio, Francesco Mazzei, evidenziando che “in uno scenario nazionale che vede il settore in flessione, con la stessa Toscana che cala circa del 7%, possiamo ritenerci abbastanza soddisfatti seppur con qualche preoccupazione” Nella provincia di Grosseto dove si sviluppa la Doc, su 450mila ettari di superficie totale, oltre 200mila sono occupati da boschi (per quasi l’80% da boschi di latifoglie), 55mila da seminativi, leguminose e altre colture agricole, 16.500 da oliveti e solo il 2% (circa novemila ettari) da vigneto. Altro dato importante, che pone la Maremma come territorio tra i più “green” della Toscana, è la percentuale di terreni condotti con metodo biologico o in conversione al Bio rispetto al totale di superficie agricola utilizzata (Sau), ben il 44% contro una media toscana che non arriva al 40%, con 2.829 aziende Bio su 9.845 presenti in tutta la Regione.


Oggi il Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana conta 467 aziende associate, di cui 350 viticoltori, un imbottigliatore e 116 aziende che vinificano le proprie uve e imbottigliano i propri vini, per un totale di circa sette milioni di bottiglie prodotte all’anno. La Doc Maremma Toscana è la sesta tra le Denominazioni toscane per imbottigliamento.

Vino, premiati vincitori di “No Binge-Comunicare consumo responsabile”

Vino, premiati vincitori di “No Binge-Comunicare consumo responsabile”Milano, 6 feb. (askanews) – Dopo il lancio dello scorso anno, culminato con la campagna di comunicazione “Te la bevi? Non bertela troppo” realizzata grazie al supporto del Comune di Roma Capitale, torna “No Binge – Comunicare il consumo responsabile”, l’iniziativa di sensibilizzazione per prevenire l’abuso di bevande alcoliche da parte dei giovani. Protagonisti del progetto sono stati 223 studenti dei corsi di laurea magistrale in Comunicazione e marketing degli atenei La Sapienza di Roma e Luigi Vanvitelli di Napoli Capua. Al termine di un ciclo di lezioni a cura di Federvini, gli studenti sono stati chiamati a lavorare in team per formulare piani di comunicazione originali ed efficaci: 77 i progetti originali presentati nel complesso, di cui otto giunti alla fase finale.


La cerimonia di premiazione si è svolta il 6 febbraio al Centro Congressi dell’Università romana, durante la quale gli studenti, giunti in finale, hanno illustrato le loro proposte. Primo classificato per La Sapienza il progetto “Basta bere poco” a cura della squadra “MarketerZ” , mentre “Un drink per uno ed uno per tutti” della squadra “Gli sbronzi di Riace” è arrivato primo per l’Ateneo di Napoli Capua. Menzione speciale per la squadra “Impact wave” per l’Ateneo della Capitale. “Affrontare correttamente il tema del consumo di alcol, distinguendo tra abuso e consumo moderato è un obiettivo primario per la Federazione, specialmente nei confronti delle giovani generazioni” ha affermato il vicepresidente del Gruppo Vini di Federvini, Ettore Nicoletto, sottolineando che “il nostro Paese è un caso esemplare nel mondo, per la sua cultura dell’alimentazione che incarna un approccio responsabile e sposa i princìpi di convivialità e rispetto del territorio e delle tradizioni. Questi sono i valori che siamo chiamati a preservare e diffondere – ha concluso – e questo progetto con le università italiane è senz’altro una parte viva del nostro impegno”.


“Nella mia doppia veste di produttore vinicolo e di docente a contratto in marketing operativo – ha commentato Rodolfo Maralli, presidente e direttore Sales e Marketing Worldwide di Banfi – ho avuto il privilegio di toccare con mano e di analizzare le nuove dinamiche alla base del mutato atteggiamento dei giovani adulti verso un trend di generale riposizionamento, accompagnato da un modesto ed inatteso rallentamento del percepito, dopo anni di inarrestabile crescita”.

Grana Padano, online il nuovo portale Educazione Nutrizionale

Grana Padano, online il nuovo portale Educazione NutrizionaleMilano, 6 feb. (askanews) – E’ online la nuova e più performante piattaforma Educazione Nutrizionale Grana Padano, il portale creato dal Consorzio Tutela del Formaggio Grana Padano che vanta quasi 20 anni di attività, oltre 6 milioni di pagine visitate solo nel 2023 e un alto indice di autorevolezza riconosciuto da Google. Il portale, realizzato con le tecnologie digitali più avanzate, ha un nuovo layout e una maggiore capacità di coinvolgere l’utente per informarlo sui principi della prevenzione primaria e diffondere informazioni sull’equilibrata alimentazione e un corretto stile di vita, volte a migliorare il benessere e la salute di ciascun individuo.


Il portale Educazione Nutrizionale Grana Padano ha rinnovato e implementato il prestigioso comitato scientifico di medici specialistiinserendo nuove e autorevoli figure nel campo della psicologia e della medicina dello sport. Anche la redazione del portale si è ampliata per rinnovare i servizi e ottimizzare la fruizione delle informazioni sui diversi device. Sul nuovo portale Educazione Nutrizionale Grana Padano è possibile, inoltre, scaricare 10 App facili da usare e utili per seguire programmi alimentari che promuovono il benessere, danno indicazioni sul proprio stato fisico o sulle calorie da consumare in una giornata per rimanere in forma. Le App offrono servizi adatti a tutte le generazioni, compresi i millennial, per stimolarli ad occuparsi della loro salute. Sono, inoltre, disponibili App per l’infanzia e l’adolescenza, utili ai genitori per il benessere dei loro figli ed anche servizi e informazioni adatti ad un target più maturo, che trattano di menopausa o invecchiamento precoce per affrontare con maggiore serenità l’avanzare del tempo. Il nuovo sito si occupa anche d’informare sul binomio tra sport e alimentazione con programmi alimentari idonei per gli sport più diffusi. Il portale Educazione Nutrizionale Grana Padano dedica anche un importante spazio ai disagi psicologici e alle conseguenze che il cibo ha per problematiche sempre più diffuse come ansia, stress o insonnia. Il nuovo portale mantiene le due aree dedicate una al grande pubblico e l’altra ai professionisti medico-sanitari per i quali ha implementato il servizio di aggiornamento sull’alimentazione, raccogliendo e pubblicando gli studi maggiormente significativi tratti dalla letteratura scientifica internazionale più autorevole.


“Con l’attività Educazione Nutrizionale Grana Padano, ampliamo le nostre attività rivolte alla collettività, perché crediamo che una realtà importante come Grana Padano abbia anche il compito d’informare il cittadino consumatore sull’importanza dell’equilibrata alimentazione per la salute di grandi e piccini – commenta il presidente del Consorzio Tutela del Formaggio Grana Padano, Renato Zaghini -. La nuova piattaforma di Engp conferma il nostro impegno nella diffusione della health literacy secondo i canoni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e nella conoscenza degli alimenti che il nostro Paese produce, tra i quali il nostro formaggio considerato un alimento funzionale per la salute oltre che un grande protagonista del gusto italiano, il formaggio Dop più consumato al mondo”. Il portale, aggiornato e rivisto con tecnologie digitali all’avanguardia dalla società di comunicazione integrata Life, ha un nuovo layout e una maggiore capacità di coinvolgere l’utente per diffondere i principi della prevenzione primaria e informare il pubblico sul giusto equilibrio tra sana alimentazione e corretto stile di vita.

Enogastronomia, ha preso il via da Bruxelles il tour The Italian Show

Enogastronomia, ha preso il via da Bruxelles il tour The Italian ShowMilano, 5 feb. (askanews) – Con un’intera giornata di performance, talk tematici, degustazioni e un programma parallelo dedicato alla pizza, il 5 febbraio è partito da Bruxelles il tour internazionale di “The Italian Show”. Ideato da I Love Italian Food, l’evento sbarca per la prima volta in Belgio e sceglie l’Afrikapaleis (Tervuren) per la prima tappa di una manifestazione itinerante che nel corso di tutto il 2024 porterà prodotti, produttori e ambasciatori del Made in Italy in tutta Europa, dalla Costa Azzurra a Monaco di Baviera, da Londra a Madrid, attorno a tavole selezionate. Con tre parole chiave educating, tasting, promoting.


“The Italian Show” nasce infatti con l’obiettivo di promuovere le eccellenze dell’agroalimentare italiano, attraverso la conoscenza diretta del prodotto e l’esperienza con celebri chef. Per la tappa di Bruxelles, organizzata in collaborazione con l’Associazione Cuochi Italiani in Belgio “ha risposto all’appello una vera parata di stelle della cucina, protagonisti di un doppio programma di show cooking e incontri”. Un cartellone a cui si affianca lo spazio espositivo: più di 30 i produttori nell’area expo, con prodotti simbolo del Made in Italy e una filiera 100% italiana, dalla farina all’aceto balsamico, in degustazione per i professionisti del settore e la stampa specializzata. Tra i volti del main stage, dall’Italia Gennaro Esposito e Luca Marchini, dal Belgio Giovanni Bruno, Fabio Marangon, Antonio Morreale e una speciale performance di pasticceria a cura di Elena Bonali. “La scelta di portare il format in Belgio riflette il nostro impegno nel contesto gastronomico internazionale” ha dichiarato Alessandro Schiatti, AD di I Love Italian Food, aggiungendo che “il mercato della ristorazione belga presenta una diversità di cucine regionali e internazionali, e per questo offre un terreno fertile per l’incremento del vero made in Italy”. “Con ‘The Italian Show’, miriamo a creare un ponte tra i produttori italiani e gli operatori del settore alimentare in Belgio, contribuendo a consolidare l’apprezzamento per il made in Italy” ha proseguito, concludendo “siamo molto felici di contribuire al grande impegno di Pino Nacci, presidente dell’Associazione Cuochi Italiani in Belgio, che ogni giorno promuove la nostra cultura enogastronomica sul territorio”.


The Italian Show – Bruxelles è un progetto organizzato da Associazione Cuochi Italiani in Belgio e I Love Italian Food, con l’alto patrocinio di Ambasciata d’Italia a Bruxelles e il patrocinio di ITA – Italian Trade Agency e Istituto Italiano di Cultura Bruxelles. Ha inoltre la collaborazione di ENIT, Camera di Commercio Belgo-Italiana, COMITES – Comitato degli Italiani all’estero Bruxelles, CNA – Artigiani Imprenditori d’Italia. Realizzato grazie al supporto degli sponsor: Mulino Caputo, Gioiella, Ciao Pomodoro, Latteria Sorrentina. Partner Tecnici: Pentole Agnelli, AVPN, Goldplast, Number 1 International. Media Partner: Horeca News, Italiani.it, Radiocom.tv, Radio Hitalia.