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Vino, Cantina Vallepicciola “Official wine partner” della Fiorentina

Vino, Cantina Vallepicciola “Official wine partner” della FiorentinaMilano, 7 dic. (askanews) – L’azienda vitivinicola toscana Vallepicciola è il nuovo “Official wine partner” di ACF Fiorentina. Lo ha annunciato la stessa Cantina con 107 ettari vitati nel Chianti Classico, spiegando che grazie alla neonata partnership con la squadra di calcio di Firenze, “accresce ancor più l’immagine e la popolarità del suo brand affermandosi come uno dei principali attori del mondo vitivinicolo di livello nazionale ed internazionale”.

“Per l’azienda questa partnership è motivo di orgoglio oltre che un’ottima occasione di visibilità: tutto ciò che ruoterà attorno all’hospitality, sia nel contesto dello stadio che in quello del Viola Park, il centro sportivo più attrezzato d’Europa nonché sede degli uffici e degli allenamenti della squadra, comporterà la presenza dei nostri vini” ha spiegato l’enologo e direttore generale Alessandro Cellai, sottolineando che “è sicuramente un’opportunità straordinaria per Vallepicciola, una collaborazione che ci rende fieri e che darà ulteriore slancio e lustro all’immagine dell’azienda: avremo modo di entrare in contatto, infatti, con le numerosissime personalità che gravitano attorno a questo mondo e agli eventi sportivi ad esso legati, quindi dirigenti, autorità, imprenditori locali e nazionali che potranno conoscere la nostra realtà aziendale e fruire in prima persona dei nostri vini”.

Vino, Asolo Prosecco: nel 2013 +13%, sfiorato record 27 mln bottiglie

Vino, Asolo Prosecco: nel 2013 +13%, sfiorato record 27 mln bottiglieMilano, 7 dic. (askanews) – L’Asolo Prosecco si appresta a chiudere un nuovo anno in crescita a doppia cifra: le previsioni del Consorzio di tutela indicano infatti un incremento del 13% a fine 2023 rispetto allo scorso anno, arrivando a sfiorare il record storico di 27 milioni di bottiglie. Nell’ultimo quinquennio lo sviluppo è stato inarrestabile: rispetto al 2018 l’ascesa è addirittura del 114%, con un incremento di 15 milioni di bottiglie rispetto ai 12 milioni di cinque anni fa.

“A premiarci, anche in una congiuntura economica difficile come quella che sta attraversando il vino italiano, è senza dubbio il lavoro votato alla qualità dei produttori della Denominazione, unito al forte senso di appartenenza al territorio e alla indiscutibile identità dell’Asolo Prosecco” ha dichiarato il presidente del Consorzio di tutela, Ugo Zamperoni, ricordando che in considerazione dell’andamento della domanda, che si mantiene sostenuta, nonché dell’esito qualitativo molto favorevole dell’ultima vendemmia, il Consorzio ha richiesto e ottenuto dalla Regione Veneto l’attivazione della riserva vendemmiale, misura espansiva adottata anche negli anni scorsi con lo scopo di avere a disposizione tutti gli strumenti per soddisfare le richieste del mercato domestico e internazionale. “L’outlook è decisamente positivo, con segnali di ulteriore incremento della domanda, supportato dalle attività promozionali del Consorzio, sia in Italia che all’estero” ha proseguito Zamperoni, aggiungendo che “il segreto del successo dell’Asolo Prosecco è nell’espressione della sua forte impronta territoriale, luoghi di indescrivibile bellezza che nei secoli hanno saputo sedurre molte personalità influenti, da Caterina Cornaro a Eleonora Duse, da Robert Browning a Freya Stark”.

Corrà (Italia del Vino): unire le forze, export sempre più decisivo

Corrà (Italia del Vino): unire le forze, export sempre più decisivoMilano, 6 dic. (askanews) – “Unire le forze mostrando al mondo un fronte comune e coeso è fondamentale per comunicare efficacemente l’eccellenza enoica italiana anche e soprattutto in ottica export. Per il 2024 Italia del Vino ha in programma di fare sistema nelle due principali fiere internazionali di settore: Vinexpo Parigi e Prowein Dusseldorf, con una partecipazione collettiva delle aziende del Consorzio. Continueremo poi a investire in progetti di ricerca e sviluppo, concentrandosi sull’innovazione tecnologica e sulla digitalizzazione, in linea con gli obiettivi indicati dall’Ue”. Lo ha detto Roberta Corrà, presidente di Italia del Vino, il consorzio con 25 soci e un fatturato aggregato che supera 1,5 miliardi di euro, con una quota dell’export nazionale di settore del 15%.

“In questo periodo storico in cui la tecnologia e la digitalizzazione giocano un ruolo sempre più cruciale – ha aggiunto Corrà – investimenti di questo tipo possono contribuire significativamente a migliorare la competitività e la sostenibilità del settore vinicolo italiano, all’interno di uno scenario internazionale che appare sempre più complesso e sfidante”. Il consorzio ricorda che dopo un biennio di crescita (+26% nel 2021 post-Covid e +6.6% nel 2022), nel 2023 il fatturato dell’industria vinicola italiana è atteso al primo calo dal 2020: le stime parlano di un passivo del 2,9%, a 13.3 miliardi di euro, di cui 7,65 sul lato export (-2.2%) e 5,61 sul versante del mercato nazionale (-4%).

“L’export risulta ancora e sempre di più la chiave di volta per rendere sostenibile il settore, anche se le proiezioni da qui al 2039 rispetto alla media 2010/19 vedono una crescita di 1,8 milioni di ettolitri (attorno quindi a 22,5-23 milioni), che compensa solo in parte l’ammanco generato dal mercato interno, con un saldo positivo di poco più di mezzo milione di ettolitri” precisa il consorzio, sottolineando che “l’evoluzione attesa, intesa come incrocio di dati demografici e di attitudine al consumo, indica che il mondo che consuma vino in futuro non costruirà più la sua crescita sul volume, ma molto più probabilmente sul valore espresso dalle bottiglie di vino. Una componente, quella del valore, che ha più declinazioni: il benessere fisico e spirituale, la sostenibilità ambientale ed etica, il consumo ‘sociale’, in cui il vino entra sempre di più in competizione serrata con altre bevande.” Italia del Vino occupa complessivamente 3.500 persone, e ha una produzione complessiva di oltre 230 milioni di bottiglie, con una superficie vitata totale di oltre 15mila ettari ubicati in 19 regioni italiane.

Consorzio Vermouth di Torino: Ue riveda linee guida su etichette

Consorzio Vermouth di Torino: Ue riveda linee guida su etichetteMilano, 6 dic. (askanews) – Il Consorzio del Vermouth di Torino ritiene “insostenibile una norma che non lasci il tempo ai produttori di adeguarsi e quindi chiede una modifica urgente delle Linee Guida per evitare la distruzione di milioni di etichette già stampate o presenti sugli scaffali e in generale chiede sempre un periodo di tempo transitorio per l’applicazione di nuovi testi che arrivano sui produttori come un fulmine a ciel sereno”. E’ quanto si legge in una nota diffusa dall’ente consortile in merito alle linee guida sull’etichettatura delle bottiglie di vino pubblicate il 24 novembre scorso dalla Commissione Europea.

“Tenendo conto dei tempi indispensabili per modificare la grafica delle etichette e stamparle, i nostri soci hanno iniziato da molti mesi a lavorare per rispettare la scadenza dell’8 dicembre” ha dichiarato il direttore del Consorzio, Pierstefano Berta, spiegando che “hanno stampato moltissime etichette, pronte per essere utilizzate alla scadenza richiesta, che dovranno essere distrutte, ma non ci sarà il tempo di stamparne altre. Ci sembra irragionevole – ha concluso – e hiediamo quindi alla Commissione di modificare urgentemente le Linee Guida, oppure di dare la possibilità di stamparne altre nel rispetto dei tempi tecnici necessari” Il Consorzio è stato costituito nel 2019 per volontà dei produttori di Vermouth di Torino che definirono un Disciplinare di produzione poi approvato con un decreto del 2017, attraverso il quale l’allora ministero delle Politiche Agricole ha regolamentato l’IG Vermouth di Torino/Vermut di Torino. Oggi il Consorzio è presieduto da Roberto Bava e comprende 35 aziende storiche che producono e distribuiscono in tutto il mondo.

Foto di Consorzio del Vermouth di Torino e Turismo Torino

Presentata “Sparkle 2024” la guida agli spumanti secchi italiani

Presentata “Sparkle 2024” la guida agli spumanti secchi italianiMilano, 5 dic. (askanews) – E’ stata presentata a Roma la 22esima edizione di “Sparkle”, la guida 2024 ai migliori spumanti secchi italiani a cura della rivista “Cucina & Vini”. Tanti gli appassionati e gli addetti ai lavori che hanno affollato gli spazi di Parco dei Principi per degustare le oltre 200 etichette di una settantina di Cantine dello Stivale. Ben 91 le etichette premiate con le “5 Sfere” sulle 870 presenti nella guida.

Sul gradino più alto del podio c’è la Lombardia con 32 riconoscimenti, seguita dal Trentino con 22 e dal Veneto a quota 17. Sui 91 vini premiati il 36% sono Brut, quasi la metà di quelli insigniti nel 2014, che rappresentavano il 62% del totale. In calo anche i Dry e gli Extra Dry, in favore dei vini a basso dosaggio: Extra Brut (27% contro il 12% di dieci anni fa) e Nature (25%, ben il 15% in più sul 2014). Il riconoscimento speciale “Vino dell’emozione” è andato all’azienda agricola franciacortina Uberti di Erbusco per il suo “Franciacorta Quinque Extra Brut”, già premiato con le “5 Sfere”. Il premio alla carriera è stato invece assegnato a Ruben Larentis, storico enologo di Ferrari, dalla scorsa estate in pensione con alle spalle ben 42 vendemmie.

“Dalla prima edizione a oggi sono cambiate tante cose e ‘Sparkle’ è sempre l’occasione giusta per tracciare un quadro sul mondo delle bollicine e confrontarsi sul presente e il futuro di un fenomeno che conta oltre un miliardo di bottiglie l’anno” ha commentato Francesco D’Agostino, direttore di “Cucina & Vini” e curatore della guida, ricordando che per quanto riguarda la produzione “anche quest’anno è in testa il Veneto con oltre 700 milioni di bottiglie prodotte, seguito dal Piemonte con oltre 200, mentre sorprende la crescita del +16% del Trentino-Alto Adige (+16%) e della Lombardia (+13%)” Evidenziando l’importante crescita dell’esportazioni sia volumi (+150 mln di bottiglie) che in valore (oltre un miliardo in più rispetto al 2020), D’Agostino ha sottolineato che “cresce il prezzo medio della bottiglia alla dogana, che sfiora i 3,30 euro, una tendenza che non si arresta, anche se c’è ancora molto da fare per dare un adeguato posizionamento alla nostra produzione”.

Enogastronomia, 2023 di successi per “La Foresteria” di Planeta

Enogastronomia, 2023 di successi per “La Foresteria” di PlanetaMilano, 4 dic. (askanews) – Il ristorante “La Foresteria”, all’interno del lussuoso wine resort della famiglia Planeta a Menfi (Agrigento), si prepara a chiudere il 2023 con importanti riconoscimenti. Il locale guidato dallo chef Angelo Pumilia è infatti entrato nella Guida Michelin 2024 e ha ricevuto i “2 Cappelli dal volume “I 1000 Ristoranti d’Italia” de L’Espresso, e le “2 Forchette” dalla “Guida Ristoranti d’Italia 2024” del Gambero Rosso.

Il locale, circondato dalle vigne e affacciato sul mare, offre tra l’altro la più completa collezione verticale della produzione dei luoghi di Planeta, storica azienda agricola, tra le più importanti in Sicilia, con 371 ettari di vigneto e sette Cantine dislocate in cinque territori: oltre a Menfi, Sambuca di Sicilia, Vittoria, Noto, Etna e Capo Milazzo. L’azienda conta poi 151 ettari di oliveto e un frantoio, oltre ad una produzione di mandorlo e grano duro, tutte in regime biologico.

Vino, l’8 dicembre torna l’evento di Natale da Cantina Tramin

Vino, l’8 dicembre torna l’evento di Natale da Cantina TraminMilano, 4 dic. (askanews) – Venerdì 8 dicembre, dalle 10 alle 18, la cooperativa Cantina Tramin aprirà le porte della sua sede di Termeno (Bolzano) ai visitatori per il consueto appuntamento del “Natale dei cinque sensi”. I partecipanti potranno degustare le nuove annate della Selezione e della linea Classica, scegliendo tra diverse formule di assaggio. Tra le proposte spicca la degustazione guidata di “Marjun Pinot Nero 2021”, “Stoan 2022”, “Glarea Chardonnay 2022”, “Nussbaumer Gewürztraminer 2022” e “Roen Gewürztraminer Vendemmia Tardiva 2022”, serviti con diverse versioni del piatto altoatesino per eccellenza: i canederli.

Durante l’evento i presenti avranno la possibilità di assaggiare l’ampio listino di vini prodotti con le uve dei 160 soci che coltivano circa 270 ettari del territorio, e anche l’opportunità di esplorare l’evoluzione di “Urban” e “Nussbaumer” con due verticali delle annate più interessanti. Come nelle precedenti edizioni, non mancherà uno spazio dedicato agli stand degli artigiani del gusto locali, dove assaggiare e acquistare le specialità gastronomiche tipiche dell’Alto Adige.

Enogastronomia, al via prima edizione di “Aimo e Nadia per i giovani”

Enogastronomia, al via prima edizione di “Aimo e Nadia per i giovani”Milano, 4 dic. (askanews) – Gruppo Aimo e Nadia, guidato dagli chef Alessandro Negrini e Fabio Pisani, e da Stefania Moroni, figlia dei fondatori, lancia per la prima volta il premio “Aimo e Nadia per i giovani”, istituito per le ragazze e i ragazzi che si affacciano al mondo della ristorazione e pensato “per tramandare quei principi e valori che il Gruppo ha saputo trasmettere alle nuove generazioni di giovani cuoche e cuochi, cameriere e camerieri, sommelier, in oltre sessant’anni di storia”.

L’edizione 2024 vedrà la collaborazione con l’Istituto Alberghiero di Molfetta, città di origine e dove ha studiato di Fabio Pisani. Per il primo anno sarà una sfida a squadre tra gli allievi delle classi quarte e la quinta di questo Alberghiero, sul tema “Puglia, un territorio da raccontare”. Il vincitore del primo premio otterrà un periodo di formazione di sei mesi presso “Il Luogo Aimo e Nadia” (comprensivo di vitto, alloggio e rimborso mensile), seguito da un’assunzione per altri sei mesi in azienda. Alla fine dell’anno è previsto un corso di perfezionamento, definito sulla base delle attitudini e predisposizioni personali, presso “Alma” la Scuola internazionale di cucina italiana di Colorno (Parma). “Aimo e Nadia hanno dedicato la loro vita alla ristorazione con passione, tenacia, impegno e umiltà, costituendo un esempio tanto per la loro umanità quanto per la professionalità e conoscenza profonda del patrimonio enogastronomico italiano” hanno ricordato i promotori del premio, sottolineando che “una caratteristica del loro lavoro è stata proprio il perfetto connubio tra l’attività in cucina e quella in sala con l’obiettivo di raccontare agli ospiti i prodotti, i luoghi, le tecniche e le lavorazioni: un insegnamento e un metodo che mettono in relazione e divulgano prodotti, territori e persone”.

Gruppo Aimo e Nadia è costituito oggi dal ristorante stellato “Il Luogo Aimo e Nadia”, “Bistro Aimo e Nadia” e il ristorante caffetteria “Voce Aimo e Nadia”.

Enogastronomia, Gambero Rosso presenta nuova Guida Lombardia 2024

Enogastronomia, Gambero Rosso presenta nuova Guida Lombardia 2024Milano, 4 dic. (askanews) – La Lombardia si riscopre una regione sempre più attenta alla sostenibilità e al “green” anche in cucina, posizionandosi al terzo posto per presenza di agriturismi in Italia: è la sorpresa che ci regala la nuova “Guida Lombardia 2024” del Gambero Rosso che raccoglie 1.100 indirizzi a Milano e nelle altre province dove vivere un’esperienza enogastronomica di qualità. Tante le conferme nella ristorazione e altrettante le novità in un’offerta variegata che, senza perdere di vista i piatti della tradizione, cui è dedicata una delle cinque categorie di Premi Speciali, si arricchisce di nuove forme, anche in controtendenza, e dei colori di una ristorazione sempre più internazionale ed etnica capace di soddisfare tutti i gusti. E sono i numeri delle eccellenze a raccontarlo con: nove “Tre Forchette” (partner Consorzio Franciacorta), un “Tre Bottiglie”, un “Tre Cocotte”, tre “Tre Mappamondi” (con l’ingresso di Ba Restaurant) e sei “Tre Gamberi” (partner Consorzio Valtenesi).

Il viaggio che la Guida, giunta alla sua 32esima edizione, offre spazia dall’alta ristorazione alle trattorie più tradizionali, dai bistrot e griglierie a pizzerie e street food, fino alle migliori insegne “dove fare una spesa più attenta e capace di valorizzare le eccellenze del territorio”. A colpire gli estensori della guida, “la riscoperta di una naturalità attraverso una diffusione sempre più visibile di orti urbani, panifici agricoli e strutture fuori porta attente all’ambiente”: solo Brescia ne conta 400. “Questo – ha spiegato la curatrice della Guida, Valentina Marino -la dice lunga su quanto la riscoperta del mondo agricolo sia ormai diventata una tendenza, fuori ma anche dentro le città, con cognizione di causa o come pura operazione di marketing”. Un trend confermato anche dall’inaspettata presenza nella città di Milano di due dei sei “Gamberi Verdi” della Guida, nuovo simbolo che contraddistingue i posti che operano concretamente sulla base della sostenibilità ambientale: “Joia” del maestro della cucina vegetale Pietro Leeman, e il bistrot “Un Posto a Milano”, oasi campestre a due passi da Porta Romana. Per l’impegno che ha dedicato negli ultimi anni alla valorizzazione di un ricco patrimonio della cultura enogastronomica attraverso una riqualificazione dei mercati rionali, il capoluogo lombardo ha ricevuto il “Premio Speciale Milanesità”. Brescia invece, dopo Milano, è la provincia con il maggior numero di insegne (131), mentre a Lodi si concentrano le novità: sette sugli 11 locali inseriti nella Guida.

Per quanto riguarda la città di Milano, il “Premio Speciale Novità dell’Anno” è andato alle insegne “Spore”, “Verso”, “Silvano” e “Dirty”; “Miglior Proposta al Bicchiere al Ristorante” e “Il Luogo Aimo e Nadia”; “Premio Speciale Campioni Della Tradizione” al risotto giallo alla milanese de “L’Alchimia”, alla cotoletta alla milanese della “Trattoria del Nuovo Macello”, all’ossobuco di Arlati, alla Cassoeula di “Piazza Repubblica”, e ai “mondeghili” di Trattoria Sincera. Infine il “Premio Speciale Ambasciatori del Territorio” è andato a “Trattoria Sincera” (Milano), “Osteria del Treno” (Milano), “Osteria al Gigianca” (Bergamo), “Osteria dell’Orologio” (Salò, Brescia), “Tira Mola e Mesda” (Como), “Caffè La Crepa” (Isola Dovarese, Cremona), “Antica Osteria Casa di Lucia” (Lecco), “Antica Osteria del Cerreto” (Lodi), “Hostaria Viola” (Castiglione delle Stiviere, Mantova), “Osteria del Cavolo” (Monza), “Bazzini” (Canneto Pavese, Pavia), “Lanterna Verde” (Villa di Chiavenna, Sondrio) e “Crotto Valtellina (Malnate, Varese).

Sisma 2016, enogastronomia e tradizioni per rilanciare il Maceratese

Sisma 2016, enogastronomia e tradizioni per rilanciare il MacerateseMilano, 4 dic. (askanews) – Fare della valorizzazione delle tipicità enogastronomiche del territorio un’opportunità di rilancio di territori che hanno dovuto affrontare le conseguenze distruttive del sisma del 2016-2017 nell’Appennino centrale. È questo l’approccio da cui è nato “Le terre del tartufo” manifestazione giunta alla sua seconda edizione che si terrà a Pieve Torina (Macerata) il prossimo 9 e 10 dicembre. L’evento, presentato a Roma nel corso di una conferenza stampa alla sede della Struttura commissariale sisma 2016, a Palazzo Wedekind, è promossa dall’Unione Montana della Marca di Camerino, composta dai sei Comuni: Camerino, Fiastra, Muccia, Pieve Torina, Serravalle di Chienti e Ussita. Tutte località fortemente colpite dalla scossa sismica del 30 ottobre 2016, la più forte registrata nel corso della sequenza che avvenne tra Abruzzo, Lazio, Marche e Abruzzo.

Oggi la ripartenza di quest’area del territorio marchigiano è evidenziata non solo dal crescente numero di cantieri per la ricostruzione materiale dei borghi, ma anche delle iniziative volte a rivitalizzare le comunità e ad attrarre visitatori. Tra queste si inserisce, appunto, “Le terre del tartufo” che avrà quale punto di riferimento principale il Palasport di Pieve Torina, ma sono previste anche altre iniziative nel territorio circostante. Sabato e domenica prossima si terranno degustazioni, laboratori per i bambini, passeggiate lungo i sentieri circostanti e spettacoli di intrattenimento. Protagonista assoluto della due giorni sarà il pregiato tubero della Marca di Camerino, al quale verranno affiancati numerosi prodotti tipici del territorio. “Questa iniziativa contribuisce a valorizzare territori di grande bellezza e radicate tradizioni il cui potenziale, non ancora del tutto espresso, può rappresentare una risorsa fondamentale anche nell’ottica del contrasto al fenomeno dello spopolamento delle aree interne”, ha commentato il Commissario alla Riparazione e alla Ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli. “Le Terre del Tartufo rappresentano un unicum per la Marca di Camerino. Migliaia di persone, marchigiani e non, grazie al tartufo e ai prodotti tipici del territorio hanno riscoperto l’alto Maceratese – sottolinea il sindaco di Pieve Torina Alessandro Gentilucci -. Il turismo è e sarà il volano per il rilancio di queste terre: il sisma ci ha feriti ma noi, le nostre genti, le nostre comunità, abbiamo dimostrato di essere più forti”.