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Banfi amplia la produzione con un nuovo rosato: “La Pettegola Rosé”

Banfi amplia la produzione con un nuovo rosato: “La Pettegola Rosé”Milano, 16 feb. (askanews) – Banfi amplia la propria produzione con un nuovo rosato: “La Pettegola Rosé” che, disponibile a partire da oggi, si affianca al Vermentino. Frutto di un assemblaggio di Sangiovese e Merlot, questa bottiglia enfatizza in etichetta gli elementi che, fin dall’inizio, hanno reso la linea “La Pettegola” ben riconoscibile: l’uccellino e la scia con le sue linee sinuose.


“Siamo particolarmente felici per il lancio di questo vino – ha commentato Rodolfo Maralli, presidente e direttore Sales & marketing di Banfi – fiduciosi per il felice binomio che sposa due successi, l’indiscutibile affermazione sul mercato del brand ‘La Pettegola’ e l’attuale trend positivo dei vini rosati” Il 2025 è un anno particolarmente intenso per “La Pettegola” iniziato con il restyling del packaging del Vermentino, e proseguito con la presentazione della ottava edizione della “Limited Edition”, firmata quest’anno da Elisa Seitzinger.

Vino, “Uomini a la carte”: cibo e vino svelano il partner ideale

Vino, “Uomini a la carte”: cibo e vino svelano il partner idealeMilano, 16 feb. (askanews) – Francesca Negri e Anna Mazzotti, giornaliste e sorelle di scorribande enogastronomiche, firmano “Uomini à la carte” (Leonardo J. Edizioni, 140 pagine, disponibile solo su Amazon), un manuale semiserio enogastro-sentimentale per scegliere “in modo infallibile l’uomo giusto in base alle sue preferenze a tavola e nel bicchiere”. Una cartina tornasole per stabilire fin dal primo appuntamento se quello che avete di fronte potrebbe essere il partner giusto oppure no. E, dopo che l’avete trovato, una serie di consigli su come conquistarlo giorno per giorno con manicaretti e vini.


Dopo la prefazione dell’astrologo Antonio Capitani, ecco allora farsi largo l’uomo “Canederlo”, “Carbonara” o “Tiramisù”, e comparire l’uomo “Champagne”, “Pinot Nero” o “Barolo”. “Non è solo un aiuto per comprendere meglio chi avete di fronte, ma anche per capire sé stessi e le proprie abitudini alimentari” spiegano le autrici, che dedicano la prima parte del volume a raccontare come il cibo sia importante non solo per la salute fisica, ma anche per la sua influenza sull’umore e sul comportamento, per le diverse tipologie di diete e le loro correlazioni con la personalità. “I cibi, così come i vini che scegliamo, raccontano molto di una persona, dalle inclinazioni emotive ai valori fondamentali” precisa Negri, che sottolinea di aver individuato con la collega ben 50 profili di uomini legati ai piatti di maggior successo, più altri ricavati per similitudini e altri ancora legati a tipologie di vino, che compongono un menù per individuare il proprio partner ideale. Che non sempre arriva o arriva dopo diversi tentativi, leggasi appuntamenti poco riusciti o addirittura disastrosi. Ecco allora il capitolo “Incipriata e Fuga” con “dieci validi motivi per non farsi illusioni sul candidato partner o, nei casi peggiori, per assentarsi dal tavolo con la scusa di incipriarsi il naso e battere decisamente in ritirata”.

Vino, Tenuta Hans Rottensteiner lancia la cuvée “Kitz Rosso”

Vino, Tenuta Hans Rottensteiner lancia la cuvée “Kitz Rosso”Milano, 16 feb. (askanews) – La Tenuta Hans Rottensteiner lancia il “Kitz Rosso”, una cuvée che unisce Schiava, Lagrein e Merlot che si affianca al già conosciuto “Kitz Bianco” che ha debuttato nel 2017, ampliando una linea rappresentata dagli unici due uvaggi misti dell’azienda, pensata per celebrare l’immediatezza, convivialità e freschezza, costruita a partire dai vitigni che incarnano l’anima dell’Alto Adige.


Con il termine “Kitz” in Sudtirol si indica il “cucciolo di stambecco”, animale che richiama il simbolo araldico della Tenuta di una famiglia che da più di 500 anni è un punto di riferimento della viticoltura bolzanina. La Cantina è stata fondata nel 1956 e oggi è condotta da Hannes e dalla moglie Judith alla presa non solo con i circa dodici ettari vitati di proprietà, ma anche con le uve che da oltre sessant’anni conferiscono 45 masi della zona. Negli anni i Rottensteiner hanno cercato conferitori in zone vinicole importanti, come il cuneo verde di Gries per il Lagrein, oppure ad Appiano per il Sauvignon e il Pinot Nero (Nussbaumerhof), e si è prodigata per dare valore a vigneti particolarmente adatti alla coltivazione di alcune varietà per le selezioni, come il Tollhof per il Pinot Bianco Carnol. La scelta, fin dall’inizio, è stata quella di concentrarsi sulla tipicità, puntando alla miglior espressione delle varietà tipiche del territorio: il Lagrein e il Santa Maddalena.


Il “Kitz Rosso” sarà disponibile sul mercato a partire da marzo.

Sul mercato le prime bottiglie del Vino Nobile di Montepulciano “Pieve”

Sul mercato le prime bottiglie del Vino Nobile di Montepulciano “Pieve”Montepulciano (Siena), 15 feb. (askanews) – E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 5 febbraio scorso il decreto con annesso Disciplinare del Vino Nobile di Montepulciano “Pieve”, e la nuova tipologia sarà in commercio a partire dai prossimi giorni con l’annata 2021. I produttori che sono pronti con le bottiglie già quest’anno dovrebbero essere tra i 15 e i 20 ma, secondo i calcoli del Consorzio, nel giro di due anni la percentuale dovrebbe superare il 50%. La presentazione ufficiale del progetto è stata fatta oggi, 15 febbraio, nell’ambito dell’”Anteprima” nella fortezza di Montepulciano (Siena) e poi in quello straordinario capolavoro del Cinquecento toscano che è il Tempio di San Biagio che il Consorzio del Nobile ha allestito a festa. Presenti le autorità ecclesiastiche, gli amministratori locali, i produttori e molti rappresentanti della stampa di settore internazionale.


“Questa terza tipologia di Vino Nobile sarà il prodotto di punta, l’apice della piramide qualitativa della Denominazione e nonostante sarà una piccola quantità rispetto alla totalità sarà un prodotto che farà parlare nuovamente di questo territorio” ha commentato il presidente dell’ente consortile, Andrea Rossi, spiegando che, da una prima stima, la produzione potrebbe aggirarsi tra il 3 e il 5% del totale del Vino Nobile di Montepulciano. “L’idea nasce da un percorso metodologico che ha visto il consenso e la partecipazione di tutte le aziende produttrici” ha ricordato Rossi, indicando “un percorso che ha portato alla nascita di una ‘visione’ univoca del Nobile”. Un tema questo che il Consorzio sviluppa dagli anni Novanta (è stato tra i primi in Italia a lavorare sulla zonazione del territorio di produzione) attraverso uno studio storico della geologia e della geografia del territorio che ha portato all’individuazione di 12 zone (Unità geografiche aggiuntive, Uga), che ora vengono anteposte con la menzione “Pieve” in etichetta. La scelta di utilizzare i toponimi territoriali riferibili a quelli delle antiche Pievi nasce dalla volontà del Consorzio di ribadire e codificare una realtà fisica con antica radice storica, che ha caratterizzato il territorio poliziano fino all’epoca moderna. L’uvaggio è legato al Sangiovese e ai soli vitigni autoctoni complementari ammessi dal Disciplinare con uve esclusivamente prodotte dall’azienda imbottigliatrice.


Territorio, tradizione, raffinatezza, eleganza e storia: sono le parole chiave evocate negli addetti ai lavori dal Vino Nobile di Montepulciano “Pieve”. È uno dei dati che il campione di professionisti del settore Horeca intervistato da Nomisma ha messo in evidenza sul nuovo Disciplinare che da quest’anno determina la nuova Docg di Montepulciano. Un prodotto che desta interesse soprattutto alle enoteche (l’82%) e che per quanto riguarda la fascia di prezzo attesa dalle rivendite dovrà rispondere a un prodotto dai 40 ai 70 euro (per il 60%) e da 70 a oltre 100 euro (per il 17% degli intervistati). Tra i punti di forza messi in evidenza da Nomisma la “forte identità e tradizione di Montepulciano incarnata da questo nuovo progetto” (31%), “la qualità superiore attesa” (20%) poi “il prestigio del marchio” (12%). Tra i punti di forza del Disciplinare “Pieve”, secondo il campione preso in analisi, l’identità delle singole Pievi (23%), l’esperienza gustativa di questo nuovo vino (18%) e la storia del terroir che lo rappresenta. Nel frattempo, dopo la chiusura in sostanziale parità dell’anno scorso, i dati delle vendite di gennaio registrano “una crescita significativa” che fa ben sperare.

Vino, 5 stelle su 5 per il Vino Nobile di Montepulciano 2022

Vino, 5 stelle su 5 per il Vino Nobile di Montepulciano 2022Montepulciano (Siena), 15 feb. (askanews) – Ha preso il via oggi nella Fortezza di Montepulciano (Siena), la prima delle due giornate dell’”Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano” dedicate alla stampa di tutto il mondo intervenuta per scoprire le nuove annate in commercio, le anteprime dell’ultima vendemmia e confrontarsi da vicino con la Denominazione. La giornata ha preso il via con i banchi d’assaggio e un seminario sul clima che ha introdotto al rating dell’annata da quest’anno in commercio, la 2022, che è stata valutata 5 stelle su 5, e il “Grifo Nobile”, il riconoscimento del Consorzio a persone impegnate nella comunicazione e nella promozione del vino, che è stato attribuito al giornalista e critico Raffaele Vecchione.


Nel corso del seminario dedicato a clima, viticoltura e paesaggio durante il quale sono intervenuti il Tenente Colonnello Guido Guidi e Luigi Mariani, agrometeorologo dell’Università di Brescia, è emerso che rispetto al periodo fresco e piovoso degli anni 1950-80, sono aumentate le temperature di circa 1,5 gradi a livello di medie annue e di conseguenza è aumentato lo stress termico e lo stress idrico. Tuttavia a Montepulciano questa tendenza ha influito positivamente sulle condizioni fenologiche del Sangiovese: si è allungata e anticipata la stagione vegetativa, il che mantiene un rischio sensibile di danni da gelate tardive, e al contempo l’uva matura 10-15 giorni prima sfuggendo così più facilmente alla fase piovosa autunnale. Tutto questo ha spinto i viticoltori ad aumentare l’attenzione al vigneto.

Vino, il premio Aset “Kyle Phillips” assegnato ad Anna Prandoni

Vino, il premio Aset “Kyle Phillips” assegnato ad Anna PrandoniFirenze, 14 feb. (askanews) – Il Premio “Kyle Phillips” è stato assegnato ad Anna Prandoni, giornalista e scrittrice, coordinatrice di “Gastronomika”, verticale di food & wine del quotidiano “Linkiesta”. Il riconoscimento, intitolato al giornalista statunitense prematuramente scomparso, viene assegnato ogni anno dall’Associazione stampa enogastroagroalimentare toscana (Aset) “ad un collega del settore che incarni l’approccio di franchezza, curiosità professionale, mancanza di pregiudizi e serenità di giudizio”.


Il premio è stato consegnato oggi a Firenze in occasione di “PrimAnteprima” dalla vicepresidente della Regione Toscana, Stefania Saccardi e dal presidente di Aset, Leonardo Tozzi.

Vino, nel 2024 cresce produzione toscana: 2,6 mln hl, +900mila

Vino, nel 2024 cresce produzione toscana: 2,6 mln hl, +900milaFirenze, 14 feb. (askanews) – Malgrado le difficoltà e le incertezze di mercato, il vino toscano mantiene la sua solidità, grazie soprattutto alla qualità riconosciuta e al prestigio delle sue storiche Denominazioni. Nel 2024 cresce la superficie vitata regionale, superando per la prima volta i 61mila ettari, resta stabile quella coltivata a biologico (23.534 ettari ovvero il 38% contro il 17% della media nazionale) e migliorano produzione (2,6 milioni di ettolitri, 900mila in più rispetto all’anno precedente) ed export, soprattutto delle Dop ferme, cresciute del 5% in volume e del 10% in valore nei primi 10 mesi del 2024. Restano tuttavia le incertezze del futuro, legate soprattutto all’evoluzione del mercato globale nel medio-lungo periodo e al peso del climate-change. È questa, in sintesi, la fotografia che emerge dai dati presentati da Fabio del Bravo, dirigente della Direzione servizi per lo sviluppo rurale di Ismea, a “PrimAnteprima”, l’appuntamento promosso da Regione Toscana e Camera di Commercio di Firenze che apre la “Settimana delle Anteprime del vino toscano” in cui si presentano al mondo le nuove annate.


Ad inaugurare la Settimana il workshop ospitato il 14 febbraio, nella splendida sala Luca Giordano di Palazzo Medici Riccardi a Firenze, dal titolo “Il vino toscano di fronte alle sfide globali: identità, mercati e sostenibilità” a cui hanno preso parte i vertici delle amministrazioni locali, organizzatori ed esperti del settore. Qui è stato presentato il report realizzato ad hoc per “PrimAnteprima” da Ismea con i dati di scenario, trend ed export del vino toscano. A punteggiare la mattinata di lavori una serie di video racconti realizzati da intoscana.it, redazione giornalistica di Fondazione Sistema Toscana. La fotografia del vino toscano mostra che il 95% dei ettari vitati è destinato a vini a Denominazione, rispetto ad una media nazionale che si ferma al 65%. Il report segnala anche che il 55% dei vigneti ha meno di venti anni e oltre 12mila sono le aziende viticole della regione che coltivano una media di quasi quattro ettari ciascuna. Con una produzione in netta crescita rispetto all’anno precedente, la Toscana occupa la settima posizione a livello nazionale per quantità di vino prodotto, con 58 indicazioni geografiche riconosciute, delle quali 11 Docg, 41 Doc e sei Igt. Due le Denominazioni che dominano per estensione: Chianti e Chianti Classico, che occupano rispettivamente il 41% e il 21% della superficie rivendicata. Per quanto riguarda la tipologia dei vitigni coltivati, forte la predominanza del Sangiovese, al 59%, seguito a distanza da Merlot e Cabernet Sauvignon rispettivamente con l’8 e e il 6%. Poco spazio è lasciato ai vitigni a bacca bianca: il Trebbiano toscano copre meno del 4% della superficie a vite e il Vermentino il 3%. Riguardo l’imbottigliamento i dati sono ancora provvisori, ma, dalle prime stime, si nota che nel 2024 sono stati imbottigliati 1,2 milioni di ettolitri di vini DOP, con il Chianti che da solo rappresenta il 47% del totale del volume imbottigliato, seguito dal Chianti Classico al 20%.


Se il ritmo di crescita dell’export fosse confermato anche dai dati degli ultimi due mesi del 2024, in Toscana si supererebbero i 730mila ettolitri per un valore di 740 mln di euro. A crescere maggiormente è stata la richiesta dei Paesi Extra-Ue (+7%), a fronte del +1% maturato all’interno dei confini comunitari, con un divario che in valore diventa molto più evidente: +16% dei Paesi extraeuropei contro il -4% in ambito Ue. Il 54% delle consegne è stato verso Stati Uniti, Germania e Canada, con gli Usa che da soli rappresentano il 33% in volume ed il 40% in valore. Se l’export cresce, i consumi domestici (Horeca escluso) si sono ridotti del 3% per le Dop toscane, che rappresentano il 14% del valore dei vini Dop venduti nella Gdo, mentre il valore complessivo della relativa spesa è sceso dell’1%. Anche per i vini Igt toscani, che nel 2024 hanno rappresentato l’8,5% del valore complessivo degli IGT venduti nella Distribuzione Moderna, si è rilevato un indebolimento della domanda con flessione degli acquisti in volume del 3%. Il profilo del consumatore tipo di vino DOP toscano, che acquista nella Gdo, è prevalentemente over 60 (il 68% degli acquirenti) con reddito medio-alto, residente nel Centro Nord, mentre l’identikit del consumatore casalingo, che si rifornisce nel canale retail è over 55 e, sei volte su dieci, con un reddito sopra la media.


Foto di Ilaria Costanzo

Dai social al piatto: la pasta per San Valentino è a forma di cuore

Dai social al piatto: la pasta per San Valentino è a forma di cuoreMilano, 14 feb. (askanews) – Metti insieme: marketing, social e una ricorrenza, come San Valentino, a cui l’industria alimentare non si sottrae. Nascono così i Rigacuore de La Molisana, il rigatone con sezione a forma di cuore nato da un post sui social dell’azienda e approdato poi sugli scaffali dei supermercati.


Dal claim “Innamoratevi ogni giorno” che accompagnava il post due cuori di pasta vicini su Instagram, due anni fa, alla produzione di un formato di pasta che avesse il cuore come sezione il passo è stato breve: prima la creazione di una nuova trafila poi un processo di ingegnerizzazione che consentisse al cuore di prende forma nella pasta. E ora, in tema con la settimana sanremese, quel formato di pasta, che sempre la community social ha voluto si chiamasse Rigacuore, è diventato la fonte di ispirazione e il titolo della nuova canzone di Creta, giovane cantautrice romana. “Rigacuore è nato dalla riflessione su quanto l’amore possa essere imperfetto, complicato e difficile da esprimere. L’idea mi è venuta dopo aver ricevuto una foto di un formato di pasta a forma di cuore. Quel piccolo dettaglio mi ha colpito profondamente, rappresenta quel gesto silenzioso e delicato di dire ‘ti amo’ quando non si è ancora pronti a farlo con le parole, quando le parole sembrano premature” racconta Creta. “Ci emoziona molto sapere che un’artista emergente sia stata ispirata dal nostro Rigacuore per parlare d’amore e di sentimenti – afferma soddisfatta Rossella Ferro, Direttore Marketing de La Molisana – Il nostro formato a forma di cuore ha una storia autentica: è nato grazie al nostro pubblico che lo ha fortemente voluto e gli ha dato il nome. Il Rigacuore, dal design particolare ed accattivante, è diventato rapidamente un’icona del nostro brand”.

Nomisma WM: nel 2024 export vino italiano cresce trainato da Prosecco

Nomisma WM: nel 2024 export vino italiano cresce trainato da ProseccoMilano, 14 feb. (askanews) – Dopo un 2023 che aveva visto ridimensionarsi sensibilmente i consumi di vino a livello mondiale (successivamente all’euforia registrata l’anno precedente dai consumatori di tutto il mondo in risposta alla fine della pandemia), il 2024 ha confermato il trend negativo, in particolare sul fronte degli scambi internazionali. Tra i 12 principali mercati di import (che, per inciso, pesano per oltre il 60% nelle importazioni mondiali di vino), si sono registrate variazioni positive solo per Stati Uniti, Canada, Cina e Brasile. In questo quadro, gli acquisti di vino dall’Italia crescono più della media, grazie soprattutto agli spumanti che, nello stesso panel di 12 mercati, registrano un +4,8% di export a valore contro una media aggregata del -5,1%, con punte del +11% negli Stati Uniti, del 10% in Australia e del 9% in Canada. Sono alcune delle principali evidenze emerse durante l’”XI Forum Wine Monitor” che si è tenuto oggi, in diretta streaming dalla Sala Incontri di Nomisma, e ha visto alternarsi approfondimenti sul mercato del vino da parte degli esperti del Team Wine Monitor e di NielsenIQ (nella persona di Eleonora Formisano, Sales Director SMB & Global Snapshot Italy) con il contributo di Igor Boccardo, Ad di Tenute Leone Alato-Genagricola, Carlo De Biasi, Dg di Agricola San Felice (Gruppo Allianz) e Massimo Romani, Ad di Argea.


“Purtroppo – ha sottolineato Denis Pantini, responsabile Agroalimentare e Wine Monitor di Nomisma – i principali mercati di import hanno chiuso il 2024 in ulteriore calo e quelli che sono andati in controtendenza sottendono consumi di vino ancora in sofferenza come nel caso degli Stati Uniti o della Cina, dove il rimbalzo del 38% nelle importazioni è interamente ascrivibile al ritorno dei vini australiani dopo che erano stati messi al bando dal governo cinese nel 2021 con un superdazio del 218%”. Un ritorno che ha permesso all’export di vino australiano di chiudere il 2024 in crescita del 30% rispetto all’anno precedente, quando invece aveva subito un crollo del 10%. E chi invece non è riuscito a recuperare dal calo del 2023 è stato il vino francese che, nel complesso, ha perso un altro 2,4% nel valore dei vini esportati (dopo il -2,7% dell’anno precedente). “Se nel 2023 l’export di vino francese è calato a causa della riduzione nelle vendite oltre frontiera di vini rossi – ha aggiunto Pantini – nel 2024 è stato lo Champagne a trascinare al ribasso le esportazioni transalpine, con il 10% in meno di bottiglie spedite nel mondo”.


Sul mercato nazionale, la fiammata inflazionistica degli ultimi anni ha lasciato un consumatore italiano con minori capacità di spesa e aspettative future ancora improntate alla prudenza. È quanto si deduce dalle quantità di vino vendute nella Distribuzione Moderna che, per il 2024, evidenziano una riduzione di quasi il -2% nel canale Iper e Super, con punte più elevate nel caso dei vini rossi (-4,6%) e frizzanti (-7,4%). I volumi venduti hanno invece tenuto nel discount, mettendo a segno anche una crescita a valori dell’1,2%, in particolare grazie agli spumanti. In questo scenario “così complesso e incerto, minato da rigurgiti di protezionismo e minacce di dazi aggiuntivi, la ricerca di nuovi mercati di sbocco diventa sempre più prioritaria per le imprese del vino italiano”. In questi ultimi tre anni, l’export vinicolo dall’Italia è cresciuto nelle aree dell’Est Europa e dell’America Latina: Polonia (+26% rispetto al 2022), Repubblica Ceca (+47%), Romania (+22%), Messico (+3%) ed Ecuador (+56%) sono alcuni dei mercati dove i vini del Bel Paese sono sempre più apprezzati. Senza dimenticare il Brasile, un grande mercato di oltre 200 milioni di abitanti e facente parte dell’accordo di libero scambio tra Ue e Mercosur, dove “i vini rossi, in particolare toscani e piemontesi, sono quelli più apprezzati dal consumatore brasiliano, in particolare della Regione Sud-Est, con titolo di studio e reddito medio-alto, appartenenti alla generazione dei Millennials”, come messo in luce dall’approfondimento di Fabio Benassi, Project Manager di Nomisma Wine Monitor.


Tasto delicato emerso dalla presentazione è rappresentato dal fatto che in Italia e nei principali mercati, come, ad esempio, gli Stati Uniti, la maggior parte dei consumi di vino è ancora sostenuto dagli over 60. “In Italia i giovani appartenenti alla Gen Z consumano vino solo in occasioni speciali, hanno una scarsa conoscenza del prodotto e quando lo scelgono prestano attenzione primariamente alla gradazione alcolica e alla sostenibilità” ha rimarcato Ilaria Cisbani, Market Analyst di Nomisma Wine Monitor, spiegando che “lo stesso accade anche negli Stati Uniti e questo spiega perché i ‘no alcol wines’, negli Usa, sono già una realtà diffusa nel consumo delle giovani generazioni”.

Vino, Artur Vaso nuovo curatore Guida “ViniPlus” di Ais Lombardia

Vino, Artur Vaso nuovo curatore Guida “ViniPlus” di Ais LombardiaMilano, 14 feb. (askanews) – Classe 1974, sommelier professionista, degustatore e relatore, Artur Vaso è il nuovo curatore della guida “ViniPlus di Lombardia”, il vademecum alle eccellenze della regione, realizzata ogni anno da Ais Lombardia e accessibile solo on line all’indirizzo www.viniplus.wine.


Laureato in Scienze Gastronomiche, insegnante di sala all’istituto alberghiero Caterina de’ Medici di Gardone Riviera (Brescia), Artur Vaso è stato Miglior sommelier della Lombardia nel 2017, più volte finalista del concorso Miglior Sommelier d’Italia e vicecampione nell’ultima edizione del 2024. Certificato Court of Master Sommelier Europe, Vaso subentra come curatore a Sebastiano Baldinu. La guida “ViniPlus”, che quest’anno, con l’edizione 2026 taglierà il traguardo delle 20 edizioni, è frutto del lavoro di un nutrito gruppo di sommelier degustatori, che ogni anno affronta un attento e meticoloso percorso di formazione, coordinato dal sommelier Luigi Bortolotti e dal suo team, che si conclude con le sessioni di degustazione alla cieca per l’assegnazione delle prestigiose “Rose Camune” e “Oro”, simboli delle eccellenze vitivinicole lombarde. Un lavoro articolato che consente poi la selezione delle aziende e dei vini presenti nella sezione riservata alla Lombardia nella guida nazionale “Vitae”.


2Artur Vaso è un sommelier di grande esperienza, uno dei relatori più stimati e apprezzati nella nostra regione dai nostri soci” ha commentato Hosam Eldin Abou Eleyoun, presidente di Ais Lombardia, sottolineando che “la sua preparazione sarà di grande stimolo per tutto il gruppo dei degustatori e una garanzia per tutti i lettori della guida ViniPlus”.