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Vino, Busi: a Consorzi servono più contributi per internazionalizzazione

Vino, Busi: a Consorzi servono più contributi per internazionalizzazioneMilano, 24 feb. (askanews) – “Malgrado le difficili condizioni economiche nazionali e internazionali con foschi scenari geopolitici, non dobbiamo essere pessimisti. Abbiamo tutte le possibilità per affrontare i mercati, abbiamo un’ottima quantità di vino, di eccellente qualità, nelle nostre cantine. Dobbiamo essere sempre più presenti sui mercati mondiali, requisito fondamentale per poter offrire il prodotto ad una platea ancora più ampia di persone. La grande qualità che il Chianti può offrire la dobbiamo alle tante imprese che hanno investito nei propri vigneti. I nostri biglietti da visita sono storia e qualità. In questo senso, il nostro Consorzio e il Morellino chiediamo l’aumento dei contribuiti destinati ai consorzi per i progetti di internazionalizzazione, in modo da poter facilitare le aziende a raggiungere i mercati di tutto il mondo ampliando le opportunità per tutte”. Lo ha detto il presidente del Consorzio Vino Chianti, Giovanni Busi.


“Nel 2014 il prezzo medio del Chianti nella grande distribuzione era di 3,31 euro a bottiglia, oggi siamo arrivati a 5,28 euro, mantenendo inalterati i volumi di vendita” ha ricordato Busi, sottolineando che “questo è un segnale molto positivo: significa che il Chianti è una Denominazione sempre più apprezzata e riconosciuta dai consumatori, i quali premiano il livello qualitativo nettamente cresciuto rispetto a 15-20 anni fa”. “A maggio abbiamo in programma la ‘Chianti Week’, un evento aperto a tutti i nostri ‘Chianti lovers’ spalmato nell’arco di una settimana” ha annunciato il presidente dell’ente consortile, parlando di “eventi sparsi su tutto il territorio del Chianti, di Firenze e delle altre città toscane, con le aziende presenti con i loro prodotti”.

Vino, “L’Altra Toscana”: successo per evento 13 Denominazioni a Firenze

Vino, “L’Altra Toscana”: successo per evento 13 Denominazioni a FirenzeMilano, 24 feb. (askanews) – La quarta edizione de “L’Altra Toscana”, collocata all’interno della grande settimana delle Anteprime toscane che ha accolto giornalisti da tutto il mondo e moltissimi operatori del settore, ha visto a Firenze la partecipazione di stampa, enotecari, ristoratori, buyer e opinion leader del mondo vitivinicolo sempre più interessati alle Denominazioni Maremma Toscana, Montecucco e Montecucco Sangiovese, Cortona, Chianti Rufina, Terre di Casole, Suvereto, Val di Cornia e Rosso della Val di Cornia, Carmignano, Barco Reale di Carmignano e Vin Santo di Carmignano e Igt Toscana.


“Siamo soddisfatti del riscontro ottenuto, a conferma del fatto che vi è grande interesse nei confronti delle nostre proposte enologiche che si prestano a rispondere ad un settore in continua fase di cambiamento” spiega Francesco Mazzei alla guida dell’Associazione L’Altra Toscana che ha promosso l’evento nonché presidente del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana, che fa da capofila, spiegando che con questa Anteprima “raccontiamo vini e territori piccoli o meno conosciuti, Denominazioni che attraggono perché rappresentano qualcosa di nuovo e che nascono in luoghi magnifici che hanno molto da offrire: tutti assieme rappresentiamo circa il 40% dell’intera produzione toscana, una cifra importante”. Tredici Dop e Igp con i rispettivi Consorzi uniti per mostrare una Toscana del vino diversa. Dai bianchi da vitigni autoctoni come il Vermentino e internazionali (bollicine comprese), ai vini rossi e rosati a base di Sangiovese (minimo 85%), passando per i blend fino a quelli prodotti con varietà internazionali e agli autoctoni come, ad esempio, il Ciliegiolo e l’Alicante. La compagine di Consorzi che ha realizzato l’evento, alla luce dei bei riscontri ottenuti e consapevole che vi sia ancora molto da fare per tenere alta l’attenzione su questi territori, è già al lavoro per la prossima edizione, che si terrà a febbraio 2026.

Vino, Consorzio Asti Docg lancia la sua prima app per smartphone

Vino, Consorzio Asti Docg lancia la sua prima app per smartphoneMilano, 24 feb. (askanews) – Favorire i processi di digitalizzazione per semplificare e gestire in modo efficace la comunicazione con tutti gli attori della filiera. È l’obiettivo dell’app per smartphone lanciata dal Consorzio Asti Docg, uno strumento, realizzato in collaborazione con Credemtel (società tecnologica del Gruppo Credem) e la sua Partecipata Mynet Srl-Società Benefit, dedicato ai soci per restare aggiornati su tutte le attività dell’ente consortile e al tempo stesso avere a disposizione uno spazio virtuale per la gestione dei documenti.


“Siamo il primo Consorzio in Italia a mettere a disposizione dei propri associati un’applicazione intuitiva e funzionale per facilitare le comunicazioni interne, informare in tempo reale in merito alle nostre iniziative promozionali e contemporaneamente garantire una gestione sempre più efficiente di tutta la modulistica” dichiara Giacomo Pondini, direttore del Consorzio Asti Docg, evidenziando che “con questo strumento siamo inoltre in grado di limitare l’invio delle mail e ridurre lo spreco di carta in ottica di una gestione sempre più sostenibile anche della nostra organizzazione consortile”. “Dotarsi di un’applicazione ad hoc per i soci è un passo fondamentale che ci permette di coinvolgere in tempo reale e attivamente tutta la nostra filiera, a partire dagli attori della produzione viticola e vitivinicola fino alle case spumantiere, le aziende vinificatrici e le Cantine cooperative” aggiunge Stefano Ricagno, presidente del Consorzio Asti Docg, spiegando che “è proprio la filiera che rappresenta al meglio le istanze del nostro territorio, per questo ci è sembrato non solo importante ma anche opportuno costruire un canale di comunicazione sempre più diretto e al passo coi tempi”.


L’applicazione si compone di due moduli: “Bacheca” e “Armadietto”. Con il primo sarà possibile per i soci ricevere le principali notizie interne inerenti il Consorzio fino alle comunicazioni relative alle iniziative e gli eventi promozionali in programma. Il secondo modulo faciliterà la consultazione, la condivisione e l’archiviazione dei documenti, permettendo inoltre anche la compilazione della modulistica interna direttamente dalla app.

Vino, “DivinOrcia”: il 25 febbraio Consorzio Orcia festeggia 25 anni

Vino, “DivinOrcia”: il 25 febbraio Consorzio Orcia festeggia 25 anniMilano, 24 feb. (askanews) – Il 25 è il numero magico del Consorzio del Vino Orcia: il 25 febbraio 2025 infatti festeggia il quarto di secolo a Pienza (Siena) con la seconda edizione di “DiVinOrcia”, una giornata di degustazione dedicata agli operatori del territorio tra cui ristoratori, sommelier, blogger e giornalisti. La mattinata sarà caratterizzata dalla masterclass “25 anni di Orcia Doc” guidata dal giornalista Aldo Fiordelli e dalle 12 alle 18,30 sono previsti banchi d’assaggio con la presenza dei produttori del Consorzio.


“DiVinOrcia vuole essere una giornata di anteprima delle nuove annate in commercio della nostra Denominazione” ricorda Giulitta Zamperini, presidente del Consorzio, spiegando che “come già nella prima edizione, sarà la bellezza del territorio a fare da sfondo alle degustazioni: il nostro export è sotto casa grazie ai milioni di visitatori da tutto il mondo che arrivano nel nostro territorio e nelle nostre Cantine. Con questo evento – conclude – abbiamo messo insieme aziende, operatori del territorio e non solo, oltre alla stampa di settore, con l’obiettivo di far dialogare i produttori con il trade”. Le aziende che prenderanno parte all’iniziativa sono Atrium, Bagnaia, Campotondo, Capitoni, Donatella Cinelli Colombini, Fabbrica Pienza, La Grancia di Spedaletto, La Nascosta, Olivi – Le Buche, Podere Forte, Poggio al Vento, Poggio Grande, Sassodisole, Tenuta Sanoner.


Nata nel febbraio del 2000, l’Orcia Doc raccoglie nella sua area di produzione dodici Comuni a Sud di Siena. A oggi sono 153 gli ettari di vigneti dichiarati su un totale potenziale di 400 ettari. La produzione media annua si attesta intorno alle 255mila bottiglie realizzate dalle circa 60 Cantine nel territorio di cui oltre 30 socie del Consorzio di tutela che dal 2014 ha l’incarico di vigilanza e promozione “erga omnes”.

Vino, Il Marroneto celebra 50 anni dalla prima vinificazione

Vino, Il Marroneto celebra 50 anni dalla prima vinificazioneMilano, 24 feb. (askanews) – Il Marroneto, azienda fondata dalla famiglia Mori e oggi condotta da Alessandro e dal figlio Iacopo, celebra 50 anni dalla prima vinificazione. Era infatti il 1975, l’anno successivo all’acquisto del podere, quando i Mori diedero inizio alla produzione di Brunello di Montalcino.


“Ogni bottiglia che abbiamo prodotto è stata il riflesso della nostra anima e della nostra terra: non abbiamo mai seguito le mode ma solo la nostra convinzione che il vino sia arte, storia e cultura” ha affermato Alessandro Mori, sottolineando che “per noi il vino non è solo un liquido da bere, è la mano e il cuore di chi lo crea: ogni annata è una piccola parte di me, e tutte insieme raccontano la mia storia”. Il Marroneto, che ha sede in località Madonna delle Grazie a Montalcino, ha sempre mantenuto una produzione fedele ai metodi tradizionali, con una cura maniacale della vigna. “Non ho mai voluto piegare il mio vino alle regole del mercato, ogni bottiglia è il frutto di un lavoro attento, di una selezione meticolosa e di un profondo rispetto per la natura” prosegue il produttore, evidenziando che “la longevità dei nostri vini è dovuta alla loro purezza: niente lieviti selezionati, niente additivi, solo uve che rispettano il tempo e la tradizione”.


Un aspetto fondamentale della filosofia de Il Marroneto è l’uso esclusivo del Sangiovese. “Abbiamo sempre creduto nella purezza del Sangiovese, senza compromessi” raccontano padre e figlio, spiegando che “è l’unico vitigno che abbiamo mai utilizzato, perché crediamo fermamente che il Brunello debba rappresentare al 100% la sua terra, senza contaminazioni. Il nostro obiettivo è raccontare l’essenza del Sangiovese in ogni calice – aggiungono – e non abbiamo mai ceduto alla tentazione di ‘ibridare’ o seguire tendenze di mercato, perché ciò che ci interessa è rispettare l’identità della nostra terra e tramandarla attraverso il vino. La nostra vinificazione è rimasta la stessa per 50 anni, senza scorciatoie tecnologiche: i nostri vini fermentano spontaneamente, senza lieviti selezionati e affinano nel rispetto dei cicli naturali, esposti ai cambiamenti di temperatura e alle stagioni. Crediamo – concludono – che il vino debba evolversi nel tempo e rispecchiare la sua annata in modo autentico”. Per celebrare questo traguardo, nel corso dell’anno Il Marroneto presenterà una grafica speciale dedicata ai 50 anni della sua prima vinificazione, un tributo alla storia e all’identità dell’azienda.

Vino, all’enologo Marco Zito il “Premio Gambelli 2025” di Aset

Vino, all’enologo Marco Zito il “Premio Gambelli 2025” di AsetMilano, 24 feb. (askanews) – E’ Marco Zito, responsabile della produzione nelle Cantine di Terenzuola, il vincitore del “Premio Gambelli 2025”, riconoscimento che ogni anno l’Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana (Aset) e il network di giornalisti “IGP – I Giovani Promettenti”, assegna al miglior enologo under 40 che rispecchi lo spirito di Giulio Gambelli nella vinificazione.


La targa, dedicata al “Maestro del Sangiovese” scomparso nel 2012 e di cui quest’anno ricorre il centenario dalla nascita, è stata consegnata dal presidente di Aset, Leonardo Tozzi, assieme ai familiari di Giulio Gambelli e al presidente del Consorzio Chianti Classico, Giovanni Manetti, che ha ospitato e sostenuto l’evento. Classe 1992, nato a Livorno ma di origini campane, Marco Zito ha studiato Viticoltura ed Enologia e successivamente Produzioni agroalimentari e gestione degli agroecosistemi presso l’Università di Pisa laureandosi con il massimo dei voti. Parallelamente ha conseguito il Diploma in Scienze Agrarie presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. In concomitanza con la fine del percorso universitario ha svolto un periodo di ricerca in Australia, presso l’Università di Adelaide. Negli anni ha maturato diverse esperienze lavorative: nel Sannio, in Australia nella rinomata Barossa Valley, presso l’azienda Gaja a Bolgheri e da Antinori in Maremma.


“Spesso, quando si parla di espressività di un vino, si tende a focalizzarsi sulla varietà e sul territorio, dimenticando il fattore più importante: le persone del territorio che coltivano l’uva e fanno vino” ha commentato Zito, spiegando che “dalla vigna alla cantina, c’è una cura e dedizione, di donne e uomini, che permettono ad una varietà e ad un territorio di esprimersi in maniera identitaria. Così come Gambelli fu illustre interprete dell’identità del Sangiovese in Toscana, noi, a Terenzuola, abbiamo cercato di fare lo stesso con il Vermentino della Lunigiana”. Oltre alla targa, al vincitore va anche un premio di 1.500 euro, reso possibile grazie al sostegno di alcune delle aziende di cui Giulio Gambelli fu storicamente amico e consulente. La prossima edizione del premio è in programma nel 2026 a Montepulciano ospite del Consorzio del Vino Nobile.


Foto di Gianluca Moggi

Le mele Melinda incontrano a Milano la creatività di Love Therapy

Le mele Melinda incontrano a Milano la creatività di Love TherapyMilano, 23 feb. (askanews) – Per la Milano fashion week Melinda e Love Therapy uniscono dolcezza e creatività dando vita a un’inedita collaborazione. Il Consorzio Melinda, uno dei più importanti produttori di mele a livello italiano ed europeo, arriva, infatti, nella città della moda stringendo un legame con il progetto ideato da Elio Fiorucci. Protagonisti di questa collaborazione Dolcevita di Melinda e il nanetto Lovely di Love Therapy.


Dal 25 febbraio al 3 marzo l’Edicola Civic in Corso Garibaldi 83, diventa un riferimento per chi vorrà immergersi nell’atmosfera fiabesca che questa unione richiama. Qui verranno distribuite tote bag in tessuto che contengono un omaggio ispirato alla settimana della moda e, ovviamente, una mela Dolcevita. “Siamo entusiasti di questa prima collaborazione con Love Therapy, un brand che condivide con noi valori di autenticità e creatività – afferma Jessica Paternoster, trade marketing manager di Melinda – La mela Dolcevita è simbolo di dolcezza e qualità, e unirla al mondo colorato e fiabesco di Love Therapy è un’opportunità unica per raccontare la nostra anima innovativa e il nostro impegno nel creare esperienze speciali per i consumatori”. “L’amore e la dolcezza sono la base di questa combinazione che unisce la nostra creatività con il sapore autentico di Melinda, perchè come diceva spesso Elio ‘L’amore salverà il mondo’”, aggiunge Floria Fiorucci co-founder di Love Therapy.


Il Consorzio Melinda, con le sue 400 mila tonnellate di mele raccolte ogni anno in Trentino, genera un fatturato medio di circa 300 milioni di euro e offre opportunità di lavoro a oltre 1.300 addetti. Esso rappresenta 4.000 piccole imprese agricole consorziate in 16 cooperative che coltivano complessivamente oltre 6.500 ettari di meleti.

Al via il premio Ruggero Bauli per giovani talenti della pasticceria

Al via il premio Ruggero Bauli per giovani talenti della pasticceriaMilano, 21 feb. (askanews) – Il gruppo Bauli dà il via al “Premio Ruggero Bauli”, in collaborazione con Cast, scuola di alta formazione nelle arti e tecniche culinarie e nel settore hospitality, per promuovere i talenti e la formazione dei giovani talenti. Per il vincitore in premio ci sono un assegno da 5mila euro e l’accesso a corsi di alta formazione offerti da Cast per un valore di 10.000 euro. Inoltre, la ricetta vincitrice potrà essere realizzata come referenza ufficiale del gruppo Bauli, trasformando un’idea in un prodotto concreto sul mercato.


I partecipanti si sfideranno nella creazione di una propria versione del pandoro, nella sua versione tradizionale o in varianti speciali. Dopo una prima selezione basata su creatività, tecnica e originalità, i finalisti accederanno a una prova pratica, all’interno dei laboratori del Campus Cast di Brescia, durante la quale dovranno dimostrare la fattibilità del loro prodotto. La competizione si concluderà con la presentazione delle creazioni alla giuria e la prova di assaggio, che decreterà il vincitore. “Siamo orgogliosi di proseguire la collaborazione con Cast e di offrire ai migliori talenti un’occasione unica per emergere – afferma Michele Bauli, presidente del gruppo Bauli – Il nostro impegno nella formazione è costante: dopo il successo della Bauli patisserie Academy, vogliamo continuare a valorizzare la creatività e le competenze dei giovani pasticceri, dando loro la possibilità di mettersi alla prova e di lasciare il segno nel settore”. Il progetto ha l’obiettivo di promuovere un’idea di pasticceria innovativa, capace di coniugare tradizione artigianale e processi produttivi industriali.

Catena Fancytoast introduce il brunch a tutte le ore del giorno

Catena Fancytoast introduce il brunch a tutte le ore del giornoMilano, 18 feb. (askanews) – La catena di ristoranti Fancytoast – The Original Brunch Bar, che ha introdotto in Italia l’open toast californiano dal 2016, ha introdotto stabilmente nei locali della catena il “Brunch All Day”, ovvero un menù che vede il celebre pasto americano slegarsi dalla fascia oraria tradizionale e durare tutto il giorno, con particolare attenzione al “Late Brunch”, ovvero due ore, dalle 18 alle 20, durante le quali pancake dolci e salati, toast, uova e altri piatti caratteristici vengono accompagnati dallo Spritz Free Refill.


Il “Brunch all Day” viene presentato ufficialmente con l’evento aperto al pubblico “Epic Party”, che si terrà venerdì 21 febbraio dalle ore 19 nella sede di Milano Bicocca in piazza della Trivulziana 5. “Abbiamo cominciato quasi dieci anni fa come precursori della cultura del brunch e dell’open toast in Italia – ha spiegato Veronica Giorgi, CEO e co-founder di Fancytoast – per arrivare oggi a fare un nuovo salto nel percorso di innovazione con questo format. L’idea è di rendere omaggio, attraverso l’atmosfera, la cucina e i suoi momenti di fruizione più diffusi, a due mondi lontani fisicamente ma accomunati dalla stessa passione per la convivialità, il cibo, le buone vibrazioni e la scoperta di nuove modalità di stare a tavola. Ciò si concretizza non solo nel momento in cui in Italia si fa l’aperitivo e in California il brunch, ma anche in un ampliamento di quest’ultimo a tutto il giorno, contaminando con ingredienti nostrani i piatti tipici del Golden State”.


Il menu del Brunch All Day è stato ideato per far dialogare la cucina moderna californiana con ingredienti e abbinamenti tipici della tradizione gastronomica italiana, dando così vita a un brunch componibile tanto autentico quanto innovativo nelle commistioni. La formula del “Brunch all day”, composta da quattro elementi, consente di scegliere un “epic toast”, ovvero una delle ricette “storiche” che ha determinato la notorietà della catena, un piatto a base di uova, un dolce e i drink, inclusi i free refill di caffè americano e, se orario di aperitivo, di spritz. I toast, disponibili anche in versione “chiusa”, bagle o pancake, spaziano dai più semplici french, avocado e uova o italiano classico, ai più elaborati, quali: salmone affumicato, crema di formaggio al basilico, pomodori secchi, rucola, maionese agli agrumi; crema di avocado, uovo pochè, maionese al wasabi ed erba cipollina; hummus di barbabietola, avocado a fette, formaggio di capra caramellato, datterino, cipolla croccante e sesamo nero; pulled chicken, crema di avocado, bacon croccante, uova strapazzate, maionese alla senape; pulled pork, crema di formaggio al basilico, smashed potatoes al rosmarino, crucnch di nachos e cipolla. Le uova possono essere servite in camicia, con crema di avocado e bacon, al tegamino con avocado fresco, semi misti e maionese alla senape, oppure strapazzate con bacon, sempre accompagnate da un croccante pane ai cereali. Tra i dolci compaiono invece i soffici pancake, sostituibili con i waffle, addolciti da sciroppo d’acero, frutta, marmellate, crema di pistacchio o Nutella, oppure diverse opzioni di pie e cake americane in versione vegana. Per chiudere in dolcezza, debutta la sintesi tra l’open toast e il più noto dessert italiano: il Tiramibread. Infine, le due bevande che accompagnano il ricco brunch sono un succo a scelta tra mela e spremuta d’arancia e una tra caffè, cappuccino e americano con free refill in qualsiasi momento. Se in orario di aperitivo, queste si possono sostituire con lo Spritz free refill.


Alla composizione è possibile aggiungere opzioni salutari come le bowl di yogurt greco, arricchite da frutta fresca e secca o granola, e opzioni più caloriche, come le patate con ripieni di salmone, uova, bacon, formaggio o avocado, oppure le patate al forno con burro e rosmarino e le patate dolci americane servite con apposito dip leggermente affumicato e piccante. Chiudono il menu proposte più light, quali diverse tipologie di nachos e di insalate, inclusa l’iconica Ceasar. Per i tradizionalisti dell’aperitivo che non vogliono immergersi nell’esperienza del brunch “fuori orario”, è comunque previsto un menu extra pre-serale, sempre studiato sull’asse California-Italia, con dieci tapas tra cui scegliere. Il bar, accanto alla drink list e a una piccola selezione di soft drinks, birre e vini, propone cinque twist sullo spritz, oltre al classico, per il quale è previsto il free refill, e all’ormai immancabile Hugo: mela verde e vodka, mango e liquore al passion fruit, liquore alla violetta, blue curaçao e succo di limone, sciroppo alla barbabietola e tequila con ginger beer a sostituire il prosecco.

Vino, Ais Veneto: a “Vinetia Tasting 2025” 700 vini di 130 aziende

Vino, Ais Veneto: a “Vinetia Tasting 2025” 700 vini di 130 aziendeMilano, 16 feb. (askanews) – Domenica 23 marzo gli spazi del polo fieristico di Santa Lucia di Piave (Treviso) accoglieranno la quarta edizione di “Vinetia Tasting – I vini della Guida Vinetia in degustazione”, l’appuntamento annuale di Ais Veneto dedicato ai migliori vini della regione. Con la partecipazione di oltre 130 aziende e più di 700 etichette, la manifestazione offre un’ampia panoramica sulle numerose eccellenze venete selezionate dai degustatori Ais, confermandosi come un’occasione importante per esplorare il patrimonio vitivinicolo regionale.


L’evento avrà inizio alle 10 con l’apertura dei banchi d’assaggio, dove i visitatori potranno degustare le etichette premiate dalla guida “Vinetia” e confrontarsi direttamente con i produttori. Il programma della giornata sarà arricchito da sei masterclass tematiche curate da docenti Ais e campioni regionali e nazionali in collaborazione con i Consorzi di tutela, che accompagneranno i partecipanti in diversi percorsi di approfondimento. Tanti gli argomenti trattati durante le degustazioni: il primo appuntamento, in collaborazione con il Consorzio di tutela vini della Valpolicella, sarà interamente dedicato alle diverse espressioni della Valpolicella. Seguirà un approfondimento sui caseifici artigianali assieme al Consorzio tutela formaggio Asiago, alla scoperta del perfetto abbinamento tra i vini selezionati e le diverse stagionature del formaggio Asiago. Sarà poi la volta della masterclass dedicata ai vini del Consorzio di tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg, e di quella con il Consorzio di tutela vino Custoza. La giornata proseguirà con l’incontro promosso dal Consorzio tutela Lugana Doc sulla Turbiana, e infine la degustazione dedicata al Soave, in collaborazione con il Consorzio tutela vini Soave e Recioto di Soave, dimostrerà come questo vino da uve garganega e trebbiano di Soave sia capace di regalare grandi emozioni nel corso degli anni. La giornata celebrerà la cultura del vino anche attraverso la consegna dei diplomi a 250 neo sommelier. Accanto a masterclass e consegna dei diplomi, Vinetia Tasting offrirà anche la possibilità di prendere parte alle degustazioni guidate dedicate al sigaro Toscano, a cura del “Club Amici del Toscano”.