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Dal 1 agosto fascetta di Stato sulle bottiglie dei vini Igt Emilia

Dal 1 agosto fascetta di Stato sulle bottiglie dei vini Igt EmiliaMilano, 5 mar. (askanews) – Il Consorzio Tutela Vini Emilia annuncia l’introduzione di un’importante novità: la fascetta di Stato anticontraffazione che verrà applicata sulle bottiglie. A partire dal 1 agosto tutti i vini Emilia Igt saranno dotati di questo contrassegno, offrendo così una maggiore trasparenza e sicurezza per i consumatori. La fascetta, stampata dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato secondo un layout definito dal ministero, è obbligatoria per le Docg ma facoltativa per Doc e Igt.


Realizzato su carta filigranata, il contrassegno include microtesto, numerazioni e codici di controllo, assicurando al consumatore una maggiore tracciabilità e autenticità del prodotto. L’organismo di controllo verifica la corrispondenza tra le quantità prodotte e imbottigliate e rilascia un numero adeguato di contrassegni, monitorandone l’applicazione sulle bottiglie. All’interno della fascetta sarà presente un QR code che potrà essere scansionato dal consumatore e permetterà di accedere al “Passaporto Digitale” del vino. Questa sezione conterrà informazioni chiave, tra cui il codice seriale e di controllo del sigillo, l’anno di produzione, il lotto e la certificazione. Inoltre, sarà possibile consultare dettagli sul produttore, sul Consorzio di tutela e l’organismo certificatore, oltre a suggerimenti su abbinamenti gastronomici e ricette che valorizzano i vini Emilia Igt. “L’adozione della fascetta rappresenta un ulteriore passo avanti nel nostro impegno per la qualità e la tutela del consumatore” dichiara Davide Frascari, presidente del Consorzio Tutela Vini Emilia, spiegando che “questo strumento non solo offre una garanzia contro la contraffazione ma contribuisce anche a rafforzare la fiducia nei confronti del nostro territorio e delle sue eccellenze. Con questa iniziativa – evidenzia – puntiamo a rendere ogni bottiglia ancora più tracciabile, offrendo a chi acquista i nostri vini una panoramica completa e dettagliata sulla qualità e la storia del prodotto che ha scelto”.


“Il fatto che una Igt così importante in termini di volumi prodotti, abbia scelto in totale libertà di adottare la fascetta di Stato è un aspetto da sottolineare e un segnale di grande rilevanza” aggiunge il presidente di Valoritalia, Francesco Liantonio, rimarcando che “si tratta di una decisione partita dalla base per dare maggior valore aggiunto al prodotto”. “Sia per i produttori che per i consumatori – commenta infine Oreste Gerini, Dg degli uffici territoriali e dei laboratori del Masaf ogni sistema che dà garanzia di controllo sulle produzioni, quindi sulla loro qualità, è un fattore determinante per orientare le scelte di acquisto”.


Il Consorzio Tutela Vini Emilia rappresenta oltre 120 milioni di bottiglie prodotte ogni anno. Di queste, la tipologia Lambrusco costituisce il 90% con oltre 107 milioni di bottiglie. Tra i 29 soci del Consorzio sono presenti diverse cooperative, per un totale di oltre cinquemila viticoltori. Oltre al Lambrusco, altre tipologie di vini prodotte con l’Igt Emilia sono ad esempio Malvasia e Grechetto Gentile.

Vino, a Vinitaly debutta il dealcolato di alta gamma di Hofstatter

Vino, a Vinitaly debutta il dealcolato di alta gamma di HofstatterMilano, 5 mar. (askanews) – Dal 2020, Martin Foradori Hofstatter ha incarnato il volto del vino dealcolato in Italia, sfidando apertamente critiche e scetticismi alla guida della sua centenaria tenuta altoatesina. Oggi, a cinque anni di distanza, il vino dealcolato è di interesse globale, sostenuto da dati in crescita. Ed è in questo momento storico che J. Hofstatter da Termeno rilancia con un’innovazione nel segmento premium, offrendo un’alternativa di alta gamma per chi è alla ricerca di un vino senza alcol di fascia superiore: “Dr. Fischer Zero Riesling Sparkling”, nato da sole uve Riesling Kabinett. L’obiettivo di Martin Foradori Hofstatter è dimostrare che l’assenza di alcol non limita l’eccellenza e la raffinatezza dell’offerta.


La nuova etichetta debutterà ufficialmente al Vinitaly 2025, manifestazione che per la prima volta apre ufficialmente ai vini dealcolati. “Dopo un’accurata selezione di vini – spiega Foradori Hofstatter – abbiamo individuato un Riesling Kabinett di alta qualità: il termine “Kabinett” indica infatti la prima classificazione dei vini a predicato tedeschi, quindi la base di partenza è di un livello eccellente”. Il nuovo dealcolato sarà commercializzato sotto l’etichetta “Dr. Fischer”, azienda che Martin Foradori Hofstatter guida in Mosella, e sarà destinato esclusivamente al canale Horeca. Questa novità rappresenta la sintesi di due percorsi pionieristici intrapresi dal produttore altoatesino. Nel 2014, la passione di questo produttore per il Riesling, lo ha portato ad essere il primo italiano ad investire nella Saar, la regione vinicola tedesca della Mosella, dove il questo vitigno si esprime al meglio. Sei anni più tari, nel 2020, è nata la linea di prodotti “Steinbock Riesling Zero” ottenuti appunto da Riesling dealcolato.


“I risultati di mercato ci hanno dato grandi soddisfazioni per la questa nostra linea” spiega Foradori Hofstatter, sottolineando che “la più grande soddisfazione è vedere i più scettici operatori del settore trasformarsi in clienti entusiasti. Un altro segnale che ci riempie di orgoglio è l’interesse crescente dei ristoranti stellati, che ci contattano per conoscere le condizioni di vendita e procedere con ordini. Questo – conclude – dimostra che il lavoro svolto negli ultimi anni per innovare il settore e offrire alternative senza alcol di qualità sta davvero dando i suoi frutti”. Foto di Peter Bender

Vino, Primosic entra nel catalogo Visconti43 di Gruppo Meregalli

Vino, Primosic entra nel catalogo Visconti43 di Gruppo MeregalliMilano, 5 mar. (askanews) – Primosic, storico punto di riferimento del Collio e di Oslavia, patria della Ribolla Gialla e degli orange wine, entra nel catalogo Visconti43 di Gruppo Meregalli. Le linee di Primosic rappresentano tutte le sfumature del territorio, dalla Bolla Noir agli autoctoni, attraverso le collezioni “Monovitigno”, “Collio” e “Oslavia”.


La celebre Cantina goriziana ha scritto alcune tra le pagine più importanti di questa zona di confine tra Italia e Slovenia, dove la famiglia vive fin dall’800, quando commerciava i vini nell’Impero Asburgico, e ha dato una spinta importante alla viticoltura regionale: sua infatti è la prima bottiglia del Consorzio Collio. Oggi Boris e Marko, assieme a papà Silvan, guidano l’azienda goriziana i cui vigneti sono posizionati a 190 metri di altitudine nella Doc Collio, a Oslavia, e i vigneti sono posizionati a 190 metri di altitudine, circondati a Nord dalle Alpi e a Sud dall’Adriatico sulla Ponca.


Primosic ha ottenuto la certificazione di azienda sostenibile attraverso il protocollo Sqnpi: non utilizza pesticidi o erbicidi, predilige fornitori che lavorano in filiera green, utilizza pannelli fotovoltaici per produrre energia elettrica e ha investito sia nell’acquisto di macchinari a basso consumo che in attrezzature ad alta efficienza energetica. Foto di Roberto Pastrovicchio

Dazi Usa su vino, Marchesini: pericolo per Valpolicella e Made in Italy

Dazi Usa su vino, Marchesini: pericolo per Valpolicella e Made in ItalyMilano, 4 mar. (askanews) – “L’annuncio dell’Amministrazione statunitense di applicare dazi del 25% su tutte le esportazioni europee, e dal 2 aprile, su quelle agricole, rappresenta una grave minaccia per il settore vitivinicolo italiano e non solo. Anche per la Valpolicella naturalmente, gli Stati Uniti sono infatti il nostro primo mercato di esportazione fuori dall’Unione Europea (qui finisce oltre l’11% del nostro prodotto) insieme con il Canada, e questa decisione rischia di compromettere una filiera che vale complessivamente circa 1,9 miliardi di euro per il vino italiano”. Lo ha dichiarato il presidente del Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella, Christian Marchesini.


“Si tratta di un errore strategico, non solo per i produttori italiani ma anche per il mercato americano, che vedrebbe un drastico aumento dei prezzi e una possibile riduzione dell’offerta di vini di qualità2 ha proseguito Marchesini, aggiungendo che “già nel 2019 abbiamo vissuto gli effetti di politiche simili, con impatti devastanti sul nostro comparto. Chiediamo quindi al Governo italiano e alla Commissione Europea di intervenire con urgenza attraverso la diplomazia economica per scongiurare questa decisione – ha sottolineato – e allo stesso tempo, è fondamentale rafforzare il dialogo con i nostri partner commerciali negli Stati Uniti per trovare soluzioni che tutelino un settore chiave del Made in Italy. Il vino della Valpolicella – ha concluso – è sinonimo di eccellenza e tradizione, e non può diventare vittima di una guerra commerciale che danneggia tutti”.

Vino, oltre 13mila persone al Salone del vino di Torino 2025

Vino, oltre 13mila persone al Salone del vino di Torino 2025Milano, 4 mar. (askanews) – Con la giornata B2B dedicata agli operatori professionali e ai buyer internazionali, si è conclusa la terza edizione del Salone del Vino Torino, che ha visto circa 11mila ingressi, tra cui 2mila operatori professionali, alle OGR Torino e duemila presenze alle masterclass da martedì 25 febbraio a lunedì 3 marzo. L’evento ha coinvolto più di 500 cantine con un programma “Off” di 50 appuntamenti, per raccontare il mondo del vino piemontese anche attraverso cultura, musica, letteratura, dell’arte e del design.    “Alla sua terza edizione, il Salone supera le aspettative nei passaggi registrati alle OGR Torino – commenta il direttore Patrizio Anisio – e positivo è anche il dato relativo alla formazione con le masterclass tutte sold out: segno di quanto il pubblico apprezzi conoscere le cantine del territorio di tutto il Piemonte”.   Ad arricchire la manifestazione anche un ampio palinsesto dedicato a talk, speech e interviste che hanno affrontate tematiche di tendenza e attualità, dalla sostenibilità nel settore vitivinicolo alle nuove frontiere tecnologiche insieme a esperti del settore, giornalisti, produttori, professori universitari.    Ampio e considerevole, inoltre, il coinvolgimento sui social con 10 milioni di utenti, di cui 4 milioni raggiunti nelle due ultime settimane, grazie alla sinergia con creator, blogger e giornalisti amanti del vino e della città di Torino.


Foto di Marzia Benigna

Vino, Cantina Pardi celebra i 20 anni del Sagrantino di Montefalco

Vino, Cantina Pardi celebra i 20 anni del Sagrantino di MontefalcoMilano, 4 mar. (askanews) – La Cantina Fratelli Pardi celebra vent’anni di produzione del suo Sagrantino di Montefalco. Dal 2003, dopo la ristrutturazione dell’azienda, la famiglia Pardi ha lavorato con un’idea chiara e “controcorrente” del Sagrantino che voleva produrre: un vino che puntava su morbidezza ed eleganza, piuttosto che sulla durezza e l’astringenza ricercate da molti produttori dell’epoca. La conoscenza tramandata dai bisnonni ha permesso di individuare le migliori zone della collina di Montefalco per la coltivazione, suddividendo i vigneti in appezzamenti diversi per esaltarne le caratteristiche uniche.


Oggi l’azienda di Montefalco (Perugia) produce dieci etichette, quattro bianche (Colle di Giove, Montefalco Grechetto, Trebbiano Spoletino, Spoletino) a cui si somma lo spumante “Clorinda”, e cinque rossi (Montefalco Rosso, Montefalco Rosso Riserva, Montefalco Sagrantino secco, Sagrantino e Montefalco Sagrantino passito), per un totale di bottiglie che si aggira tra le 55 e le 60mila a seconda delle annate. Guardando al futuro, i Pardi non puntano su una grande espansione produttiva ma più su qualità e sperimentazione. L’idea è infatti quella di investire in due piccoli appezzamenti altamente vocati e di esplorare l’effetto del cambiamento climatico piantando un vigneto sul versante Nord della collina. Inoltre, la cantina sta lavorando per posticipare l’uscita sul mercato della selezione Sagrantino, “nella convinzione che un affinamento più lungo possa esaltare ulteriormente la qualità del vino e aiutarci a migliorare lo stile che ricerchiamo”.


“I principi base che orientano l’azienda sono sempre gli stessi e siamo convinti che rimarranno gli stessi anche in futuro: sembrerà banale ma in un mondo che cambia velocemente e che dà stimoli continui, rimanere legati a dei principi produttivi non è sempre facile e spesso è controcorrente” spiega ad askanews il titolare Albertino Pardi, aggiungendo che “per noi le regole da seguire sono poche e semplici: grande attenzione alla materia prima, quindi ai vigneti e poi in cantina il rispetto delle uve, che cerchiamo di lavorare il meno possibile per poter esaltare le caratteristiche del territorio e del vitigno”. “In termini di stile, siamo sempre alla ricerca dell’equilibrio, dell’eleganza e della bevibilità, e da qui non ci spostiamo, è lo stile Pardi” afferma il produttore, evidenziando che “abbiamo recentemente firmato un accordo di acquisto per un terreno sul versante Sud di Montefalco, dove tra qualche anno rimpianteremo le uve per la produzione del Montefalco Rosso e Montefalco Rosso Riserva, mentre lato cantina, faremo una ristrutturazione per la creazione di un magazzino di stoccaggio delle bottiglie”.

Vino, torna “Vigneti Aperti”: trekking e soste gratuite per camper

Vino, torna “Vigneti Aperti”: trekking e soste gratuite per camperMilano, 3 mar. (askanews) – Torna l’iniziativa “Vigneti Aperti”, il primo appuntamento dell’anno del Movimento turismo del vino (Mtv), con una nuova formula che unisce alla visita delle Cantine gli itinerari all’aria aperta nei territori dove si produce il vino. Sul sito del Movimento sono pubblicati i “Wine trekking – i paesaggi del vino” proposti dalle Cantine MTV. Chi arriva nei distretti enologici in camper e vuol dormire vicino alle cantine troverà gli indirizzi nel portale Agricamper Italia.


Per sette mesi, da marzo a ottobre, “Vigneti Aperti” porterà alla scoperta dei paesaggi vitivinicoli di ogni regione, per conoscere da dove e come nasce il vino, attraverso il racconto delle tradizioni enologiche locali e le curiosità legate a ogni vigneto, per poi approfondire tutti i segreti della produzione. L’idea è trasformare ogni vigneto in una “tappa” di un itinerario che l’enoturista può seguire, passo dopo passo, per conoscere appieno ogni territorio, le piante autoctone e i suoi prodotti tipici entrando in contatto con i vignaioli e i produttori del luogo. “Vigneti Aperti rappresenta l’essenza dell’enoturismo contemporaneo regalando un’esperienza in cantina che dà valore aggiunto alla degustazione ed integra interessanti e divertenti attività immerse nel verde” racconta Violante Gardini Cinelli Colombini, presidente del Movimento Turismo del Vino, ricordando che “secondo quanto riportato dal Rapporto Ismea 2024 sull’enoturismo, il 40% dei wine lover è alla ricerca di attività rilassanti e rigeneranti tra i vigneti mentre il 30% degli enoturisti predilige esperienze attive”.


“Vigneti Aperti” promuove un turismo sostenibile e di prossimità sempre più ricercato dall’enoturista. Dal Rapporto Ismea emerge che il 66% degli enoturisti dichiara di scegliere le aziende che adottano energie rinnovabili, mentre il 68% ha un occhio di riguardo anche per la sfera sociale, partecipando a iniziative a supporto delle comunità locali. Da queste evidenze nasce il protocollo d’intesa tra il Mtv e Agricamper Italia, volta alla valorizzazione delle Cantine e dei loro relativi territori, incentivando il turismo camperistico. Secondo un’indagine condotta da Enit, nel 2023 il turismo “open air”, tra cui il settore camperistico, ha generato un fatturato di 6 miliardi di euro, con 11 milioni di arrivi e 70 milioni di presenze, segnando un nuovo record per il settore. “In riferimento ai dati dell’Osservatorio nazionale del turismo del vino di Nomisma Wine Monitor realizzato su un campione rappresentativo di 265 aziende, ben il 20% delle nostre Cantine possiede un’area di sosta” mette in luce Violante Gardini Cinelli Colombini, spiegando che “con Agricamper condividiamo l’obiettivo di regalare un’esperienza di viaggio unica: un’opportunità per dare un impulso concreto anche alle comunità locali, sostenendo le loro economie e promuovendo un turismo più sostenibile e consapevole”.


“Questa partnership rappresenta una meravigliosa opportunità per i nostri camperisti, che arrivano da diverse nazioni europee, di esplorare e vivere da vicino la cultura del vino italiano, integrando l’amore per la natura e il viaggio sostenibile” afferma Pauline Nava, fondatrice di Agricamper Italia, attraverso queste esperienze, non solo valorizziamo il territorio ma contribuiamo anche a promuovere un turismo intimo, rispettoso e consapevole”. L’app Agricamper permette di individuare facilmente sulla mappa le Cantine socie di Mtv.

Vino, quattro incontri per esplorare le menzioni comunali del Barolo

Vino, quattro incontri per esplorare le menzioni comunali del BaroloMilano, 3 mar. (askanews) – Sabato 8 marzo alle 15 all’Enoteca Regionale del Barolo è in programma il primo appuntamento di “Oltre l’annata”, il programma di ‘master experiences’ dedicato alle menzioni comunali del Barolo 2021 curato Cristiana Grimaldi, direttrice dell’Enoteca Regionale del Barolo di Barolo (Cuneo), e dall’esperto Michele Longo. Il primo appuntamento vedrà un focus sui territori di Cherasco, La Morra, Roddi e Verduno. Gli altri tre appuntamenti si terranno sabato 12 aprile, 10 maggio e 14 giugno sempre alla stessa ora e ogni appuntamento prevede la degustazione guidata alla cieca di sei Barolo 2021 .


“Le condizioni climatiche ottimali dell’annata 2021 hanno favorito una maturazione progressiva e bilanciata delle uve, garantendo vini con ottima struttura, acidità vibrante e tannini ben definiti – affermano Grimaldi e Longo, aggiungendo che “la storia del Barolo 2021 è una narrazione fatta di complessità, unicità e sfumature: vogliamo offrire una sorta di racconto per far scoprire le menzioni comunali, preziose indicazioni geografiche che delineano i contorni di un’annata e ne scolpiscono l’essenza più profonda. Attraverso un percorso – concludono – che unisce analisi tecniche, storie radicate nel territorio e degustazioni guidate alla cieca, offriremo l’opportunità di esplorare il vero cuore del Barolo”. Ogni partecipante alle “master” riceverà in omaggio una copia di “Barolo Terroir”, la guida più completa mai scritta sul Barolo, scritta da Ian D’Agata e Michele Longo, vincitore del premio “Best in the World 2023-European Wine Book”.


Il primo dei quattro incontri di “Oltre l’annata” anticipa la data di riapertura al pubblico dell’Enoteca, in calendario venerdì 14 marzo.

Fiera dei vini di Piacenza cresce e investe nell’offerta per espositori

Fiera dei vini di Piacenza cresce e investe nell’offerta per espositoriMilano, 3 mar. (askanews) – Piacenza Expo annuncia l’apertura delle preiscrizioni per la terza edizione della “Fiera dei Vini”, in programma dal 22 al 24 novembre. Dopo il successo dell’edizione 2024, che ha visto oltre 200 espositori e un aumento del 10% dei visitatori, l’evento conferma il format della mostra mercato, con la giornata conclusiva dedicata al B2B. La fiera mantiene un numero limitato di espositori “per garantire visibilità ottimale ai partecipanti e un ambiente favorevole agli incontri tra produttori e operatori del settore”.


“Il nostro evento si caratterizza sempre più per la presenza di un pubblico altamente selezionato di appassionati ma anche di ristoratori, enotecari e sommelier, guidati da un forte interesse all’acquisto diretto ma anche alla qualità delle interazioni” spiega Sergio Copelli, coordinatore generale di Piacenza Expo, aggiungendo che “saranno implementate le sezioni dedicate al vino biologico, mercato in crescita che secondo le previsioni della società di consulenza ‘InsightAce Analytic’ varrà 25 miliardi di dollari entro il 2030, e all’enoturismo in collaborazione con le Strade del Vino e dei Sapori regionali, mettendo al centro l’importanza del territorio”. Quest’anno la Fiera punta a rafforzare ulteriormente il suo ruolo di vetrina strategica per il settore: verrà potenziata la giornata del lunedì, offrendo nuove opportunità di incontro tra produttori e operatori Horeca, e saranno attivate iniziative per agevolare le relazioni con i distributori esteri, con particolare attenzione ai mercati europei, così da ampliare le occasioni di business.

Vino, Cantina San Michele cresce e stupisce con Botrytis e appassimento

Vino, Cantina San Michele cresce e stupisce con Botrytis e appassimentoMilano, 2 mar. (askanews) – Cantina San Michele è a Capriano del Colle, un piccolo paese alle pendici di un’altura di circa 130 mt denominata Monte Netto, parte dell’omonimo parco regionale ad una decina di chilometri a Sud-Ovest di Brescia. Una zona di bassa collina dal suolo argilloso dove si producono le Doc del gruppo Capriano del Colle e gli Igt Montenetto. Qui, l’azienda diretta da due giovani cugini, Mario ed Elena Danesi, coltiva a biologico 16 ettari da cui ricava 70mila bottiglie con nove etichette tra rossi e bianchi: primi tra tutti il Marzemino, vitigno allevato qui fin dal 1600 e proposto anche in una non banale versione passita, e la Turbiana. Ed è proprio da questo Trebbiano di Soave che cresce su piante di quasi 30 anni, che prende vita il bianco Doc “Netto”, da cui i Danesi hanno ricavato un nuovo vino attraverso un uso controllato e sapiente della Botritys cinerea, negli anni in cui questa si manifesta sui grappoli.


Vendemmiata la Turbiana, dopo una pressatura soffice a grappolo intero e una fermentazione a temperatura controllata in vasche di acciaio per circa 15 giorni, viene aggiunto un 20% di uve botritizzate e affinato il tutto in cemento per un annetto e poi per un altro in bottiglia. Il risultato è “Otten”, originale fin dal nome (“Netto” al contrario), una Turbiana in purezza galvanizzata dalla muffa nobile che richiama inevitabilmente il Sauternes. Obiettivo è ottenere un bianco di lunga vita senza ricorrere all’ausilio del legno e a macerazioni esasperate, di grande personalità e dalle caratteristiche peculiari, destinato esclusivamente al canale horeca. Di annate ne sono state prodotte fino ad oggi sei (da 2.000 bottiglie ciascuna), a partire dalla 2012 e, curiosamente, l’annata attualmente in commercio di “Otten” è la 2020 perché la 2021 (l’unica con il 30% dei grappoli botritizzati) non è infatti ritenuta ancora pronta. “Ci piace definirlo un vino senza fretta, che non deve rincorrere mode né logiche commerciali” spiegano i Danesi, coadiuvati in cantina dall’enologo Nico Danesi (l’omonimia è casuale) affiancato da Riccardo Restani, sottolineando che “è un senza età, nel senso che è difficile all’assaggio capire quale sia il più giovane, tanto che per essere compreso del tutto necessita di essere degustato attraverso più annate insieme”.


Ma a stupire c’è anche “M”, goloso Marzemino passito, prodotto dal 2009 (dal 2024 “riserva perpetua”), appassito in cassette per circa 4 mesi, fatto fermenatare a temperatura controllata con macerazione delle uve per 20-25 giorni in vasche di acciaio, élevage in tonneau e barrique di rovere francese per almeno sei mesi, aggiunta alla riserva perpetua e, dopo l’imbottigliamento, ulteriore affinamento in bottiglia tra uno e due anni. Un rosso dolce sorprendente, soprattutto nell’abbinamento non scontato con piatti salati che apre ad un inconsueto quanto interessantissimo ventaglio di nuove soluzioni sia dal punto di vista gastronomico che enologico, in particolare giocando in verticale con le annate. Un gioco, che sta sperimentando la Cantina, certamente difficile in cui provare complesse varabili ma che quando trova la quadra superando la convenzione sostanzialmente imposta dalla cucina francese e facendo leva su preparazioni e cotture che esaltano la dolcezza in bocca, è capace di regalare tantissimo. “Siamo sempre stati mossi dal fatto di valorizzare la tradizione ma nello stesso tempo anche dal desiderio di ricerca, di sperimentare altre vie per i vitigni del territorio con cui lavoriamo da sempre, per dargli la possibilità di esprimere tutte le loro potenzialità” racconta ad askanews Mario Danesi, spiegando che “ecco allora il lavorare in appassimento per un vino rosso dolce e sulla surmaturazione in pianta fino alla botrytis per il bianco. Ma anche il vino rosa, che è il nostro ‘equilibrista’, ottenuto dal blend del Capriano del Colle Rosso di una delle vigne più vecchie dell’intero comprensorio, e il nostro Metodo Classico, il ‘Belvedere’, non previsto dal Disciplinare” prosegue, sottolineando che “volevamo una bolla che avesse un’impronta e un identità territoriale chiare e siamo partiti con il classico Chardonnay ma poi abbiamo scelto di utilizzare anche la Turbiana”.


“Quella del Monte Netto è una zona di tradizione viticola ma è anche una zona in cui c’è ancora tanto da sperimentare, c’è ancora tanto lavoro da fare per capire tutto ciò che questo territorio ci può donare” precisa Danesi, chiosando che “è un territorio piccolo dal punto di vista dell’estensione ma che si esprime su diversi vitigni e che ci consente di dare vita a tante tipologie diverse, e ogni etichetta è frutto di ricerca così come racconta anche delle singole annate”. Nonostante la Cantina negli ultimi 5 anni abbia registrato una forte crescita dei bianchi, passati dal 20% al 39%, le vendite premiano ancora i rossi (61%), con il vino più venduto che è il “Carme Carpiano del Colle Doc”, un blend di Marzemino, Sangiovese e Merlot. La quota dell’export si attesta intorno al 20% prevalentemente nei mercati storici di Svizzera e Germania, mentre a spingere i ricavi complessivi (nel 2024 +5% sul 2023), c’è l’enoturismo grazie all’apertura nel 2021 della struttura Cascina San Michele, che ha incrementato significamente la vendita diretta e le esperienze in Cantina, nel 2024 salite complessivamente del 9% sull’anno precedente. (Alessandro Pestalozza)