Passa al contenuto principale
#sanremo #studionews #askanews #ciaousa #altrosanremo

”Vinacria”: a Ortigia tutta la ricchezza del vino di Sicilia

”Vinacria”: a Ortigia tutta la ricchezza del vino di SiciliaMilano, 19 dic. (askanews) – “Avevo il sogno di fare una fiera dei vini di Sicilia, una manifestazione che non fosse una replica di qualcosa che c’era già ma che cercasse un modo per raccontare in modo viscerale questa terra. Un contenitore che racchiudesse tutta la Sicilia del vino, dell’olio e in futuro speriamo anche di altro. Un contenitore ‘attivo’, che facesse emergere quanto siano bravi i produttori ma anche le criticità, e i problemi, pensando insieme le possibili soluzioni. Un contenitore che promuovesse una comunicazione del vino più semplice per avvicinare le persone: dobbiamo svecchiare la comunicazione, e semplice non vuole dire banale, significa piuttosto senza inutili tecnicismi che finiscono con lo spaventare il pubblico”. A parlare ad askanews è Giada Capriotti, ideatrice di “Vinacria-Ortigia Wine Fest” manifestazione che ha esordito dal 14 al 16 dicembre all’Antico Mercato di Siracusa.


Trentotto anni, nata e cresciuta nella campagna della barocca Palazzolo Acreide, bella cittadina dalle radici greche sui monti Iblei, Capriotti ha fatto tutta la trafila del servizio fino a diventare wine&food manager e, dopo due lauree e un master, ha aperto la sua società di consulenza ed eventi dedicati al mondo del vino, della ristorazione e dell’hotellerie. Quest’anno, insieme con il 33enne imprenditore siracusano Silvano Serenari, ha portato nella splendida e (fin troppo) placida Siracusa la sua scommessa di valorizzare le eccellenze enologiche del territorio, “creando un ponte tra produttori, esperti del settore e appassionati”. “‘Vinacria’ è nato nella mia testa tanti anni fa ma ha preso davvero forma nel 2022” racconta Capriotti, spiegando che “a Siracusa nessuno aveva mai organizzato un evento del genere e infatti molti produttori, non solo di questa zona, mi hanno ringraziato dicendo che finalmente si sentivano parte di un territorio. A questa prima edizione hanno aderito molte istituzioni e questo significa che ritengono che si tratti di un progetto valido – aggiunge – e a tante Cantine abbiamo dovuto dire di no per motivi di spazio”. A questa prima edizione le aziende presenti erano oltre una sessantina provenienti da tutta l’isola, tra cui anche quattro che producono olio (Viveretna, Tondo, Sciabacco e Di Mino) e i marchi di spiriti Volcano Gin e Distilleria Giovi. Nonostante la partecipazione del pubblico ancora numericamente non altezza per una manifestazione di così alto livello qualitativo (ma era nelle cose per un evento al suo esordio in una realtà poco avvezza a questo tipo di manifestazioni), i produttori si sono detti soddisfatti degli incontri fatti e della presenza di esperti del settore provenienti da tutta Italia.


E i vini interessanti in degustazione sono stati davvero tanti, così tanti che non è possibile citarli tutti. E non solo dell’Etna, il cui boom commerciale deve fungere da traino e non oscurare l’enorme ricchezza del variegato panorama territoriale siciliano. Si pensi, ad esempio, solo per citare alcuni, le etichette della Cantina di Marsala (Trapani) Marco De Bartoli, che oltre al suo celebre vino perpetuo “Vecchio Samperi” e ai suoi Marsala “importanti”, ha presentato due espressioni tanto semplici quanto ottime di Catarratto, “Lucido Terre Siciliane Igt 2023”, e di Grillo, “Vignaverde 2023”. E poi c’è da segnalare il Metodo Classico Extra Brut da Catarratto del palermitano Alessandro di Camporeale nella versione 2020 e in quella “Sboccatura Tardiva 2017”. E per rimanere sulle bollicine più interessanti assaggiate, non si può non dire del “Fiore Extra Brut 2020” di Fiore Società Agricola di Butera (Caltanissetta) e il “Podere 27 Sicilia Rosato Spumante Doc”, un Nero D’Avola della Cantina siracusana Pupillo. E poi ci sono i “vini differenti” di Cantina Marilina di Noto (Siracusa), con i suoi Moscato Bianco: dall’ancestrale frizzante “Fedelie”, che con la sua spontaneità ti riporta indietro nel tempo, al pulitissimo organge “Cecile” che guarda al futuro. Poi Moscato e Grecanico dalla lunghissima vita, fino al Nero d’Avola declinato in purezza, nelle versioni Riserva e Passito, e in blend con il Merlot. Macerati di razza, vini veri. Concettualmente all’opposto, le etichette dell’azienda agricola biodinamica Guadioso di Partanna: vini leggiadri a basso tenore alcolico, figli di fermentazione spontanea con i loro lieviti e senza controllo della temperatura. Non sono filtrati ma sono di una beva così facile e immediata da essere la migliore risposta alla (supposta) moda dei low-alcol. Sorprendente anche il blend “Versante Sud Macerato”, una selezione di uve autoctone a bacca bianca prodotto con intelligenza e grande gusto dalla Cantina Serafica di Nicolosi, figlio di viticultura eroica a 900 metri di sabbiosa altitudine sul versante Sud del vulcano. E una volta saliti su “a Muntagna”, c’è il bel biologico “Vignazza Etna Rosato Doc 2022” prodotto a Linguaglossa da Generazione Alessandro, meno famoso dei due deliziosi “Munjebel Igp 2022” firmati dal pluripremiato Frank Cornelissen di Castiglione di Sicilia, qui solo con la versione rossa da uve Nerello Mascalese e con quella bianca da Grecanico Dorato e Carricante. E poi naturalmente I custodi delle vigne dell’Etna che alla tre giorni hanno portato, tra gli altri, degli elegantissimi Etna Bianco Doc “Aedes 2023” e suo fratello maggiore, il Superiore “Imbris 2020”. Tanti vini buoni, che la dicono lunga non solo sulla varietà e sulla qualità della produzione siciliana ma sull’importanza degli autoctoni e del sempre più interessante modo di interpretarli nella ricchezza di un territorio che offre sfaccettature profondamente diverse a distanza di pochissimi chilometri. Ma sottolinea anche l’intelligente selezione operata per questo format al suo esordio e il piacere di vedere tanti produttori giovani, molte delle quali donne.


“Il vino è libertà e degustare significa essere disposti a spogliarsi, mettersi in ascolto, accogliere, cambiare punto di vista, cambiare angolazione. Degustare è immaginazione e immersione, richiede un sentire profondo” dice Capriotti, con un entusiasmo e un’emozione contagiose, evidenziando che “noi comunicatori e organizzatori di eventi abbiamo il dovere di celebrare la bellezza che viene prodotta qui, abbiamo il dovere di creare una comunicazione circolare e smettere di agire in modo scomposto e autoreferenziale, dobbiamo dare vita ad una sorta di ‘catena umana’ perché questa è la nostra terra e la dobbiamo difendere tutti insieme. Per farlo – prosegue – dobbiamo partire dai ragazzi e fare educazione civica, educazione alla bellezza, educazione alla gentilezza, e combattere chi sporca, la malavita, la mafia, le lobby, il ricatto. Bisogna stare insieme”. Tracciando un bilancio, Capriotti è soddisfatta: “Direi buona la prima ma naturalmente ci sono tante cose da migliorare e dobbiamo ambire a fare sempre meglio: per il prossimo anno innanzitutto cercheremo di ampliare il parterre e le masterclass (che quest’anno sono state 13 e sono andate tutte esaurite, ndr) perché abbiamo avuto molto richieste a cui vogliamo riuscire a dare seguito”. (Alessandro Pestalozza)

Vino, il 12 e 13 gennaio 2025 VinNatur si racconta a New York

Vino, il 12 e 13 gennaio 2025 VinNatur si racconta a New YorkMilano, 23 dic. (askanews) – Due giorni di assaggi, incontri e momenti di riflessione sul vino naturale: domenica 12 e lunedì 13 gennaio 2025 il Rule of Thirds di Brooklyn a New York, ospiterà “VinNatur NYC”. Si tratta del primo evento collettivo ufficiale negli Stati Uniti organizzato dall’associazione, che riunisce vignaioli da tutto il mondo con l’intento “di difendere l’integrità del proprio territorio, rispettandone la storia e la cultura e traendo ispirazione da una forte etica ecologica, dal 2016 si è dotata di un protocollo di produzione che delinea le attività ammesse in vigneto e in cantina”.


“Questo appuntamento è sicuramente una grande opportunità per i nostri soci per raggiungere un pubblico sempre più attento e appassionato” ha spiegato il presidente Angiolino Maule, rimarcando che “New York, con la sua energia e apertura, è il contesto ideale per raccontare la nostra filosofia e costruire legami significativi. Inoltre – ha concluso – assistiamo a come nella Grande Mela stia crescendo il numero di enoteche e wine bar che includono vini naturali in mescita e sugli scaffali: un trend che si contrappone al rallentamento del consumo di bevande alcoliche negli Stati Uniti e che conferma l’interesse crescente per prodotti autentici, sostenibili e di qualità”. Alla manifestazione saranno presenti 44 produttori che proporranno in assaggio i loro vini ma ci sarà posto anche per una selezione di etichette di altri 24 soci VinNatur servite da sommelier, per un totale di oltre 200 referenze in degustazione.


Un ricco calendario di degustazioni e approfondimenti sulla qualità, varietà e pratiche produttive dei vini naturali arricchirà i banchi d’assaggio che vedranno protagoniste oltre 200 etichette. Domenica 12 gennaio alle 14.30 Gianpaolo Giacobbo condurrà il tasting “Evolution of natural wine in Italy”, dedicato alla crescita storica e stilistica del vino naturale in Italia e alla degustazione di tre etichette “iconiche” di altrettanti produttori. Lunedì 13 gennaio alle 11.30 si terrà l’incontro “The who, when & why of VinNatur”, in cui Maule esplorerà i valori fondanti e il percorso dell’Associazione. Infine, alle 14, Giacobbo guiderà la provocatoria sessione “How not to sell natural wine”, centrata sulle sfide legate alla distribuzione e promozione di questa tipologia di prodotto.

Il 22 e 23 febbraio 2025 ritorna a Torino il Salone del Vermouth

Il 22 e 23 febbraio 2025 ritorna a Torino il Salone del VermouthMilano, 22 dic. (askanews) – Dopo il successo della prima edizione, il 22 e il 23 febbraio 2025 ritorna a Torino il Salone del Vermouth, l’evento dedicato al vino aromatizzato torinese, ingrediente di cocktail internazionali e, in purezza, tra i protagonisti storici dell’aperitivo.


Come lo scorso anno, l’obiettivo principale della manifestazione sarà quello di fare cultura intorno al tema, attraverso incontri tematici dedicati al mondo del vermouth, appuntamenti con produttori e approfondimenti sulla storia, alla presenza di giornalisti ed esperti del settore, bartender e chef. Conferma della prima edizione sarà anche il “Fuori Salone”, una settimana di appuntamenti torinesi organizzati dal 17 al 23 febbraio, all’interno del quale ci sarà spazio per “guest shift” nei migliori cocktail bar torinesi, cene con menu degustazione a tema e momenti di approfondimento dedicati al vermouth.

Vino, il 16 marzo 2025 a Roma l’ottava edizione di “Io vino 2025″

Vino, il 16 marzo 2025 a Roma l’ottava edizione di “Io vino 2025″Milano, 22 dic. (askanews) – Domenica 16 marzo al Courtyard by Marriott Roma Central Park si tiene l’ottava edizione di “Io vino 2025”, l’evento dedicato alla selezione dei vitigni autoctoni di Marche e Campania. L’appuntamento, che va in scena dalle 11 alle 19.30, è rivolto agli operatori specializzati e agli esperti e comunicatori del mondo del vino, e tratterà la storia, l’ampelografia e le varietà territoriali della dorsale Appenninica Centrale.


Protagonisti delle masterclass saranno in particolare due vitigni autoctoni: l’Asprinio d’Aversa presentato da Alessandro Marra (curatore della guida Slow Wine Campania), e la Ribona illustrata da Pierpaolo Rastelli (responsabile guida per le Marche del Gambero Rosso). Durante la manifestazione sarà presentato “Calici e Spicchi”, primo libro sull’abbinamento vino e pizza, realizzato da Antonella Amodio.


Foto: “Io vino”

Decanter: Due North Pinot Noir 21 di Abbott Claim guida “Top 50 US 2024″

Decanter: Due North Pinot Noir 21 di Abbott Claim guida “Top 50 US 2024″Milano, 21 dic. (askanews) – E’ il “Due North Pinot Noir, Yamhill-Carlton, Willamette Valley, Oregon, 2021” della Cantina Abbott Claim il miglior vino della “Top 50 US Wines 2024” curata da Clive Pursehouse per la celebre rivista specializzata “Decanter”.


Negli altri due posti del podio sono saliti lo “Sleeping Lady Vineyard Cabernet Sauvignon, Yountville, Napa Valley, California, 2021” di Ad Vivum, e il “Running Fence Vineyard Cuvée Catherine Pinot Noir, Sonoma Coast, Sonoma County, California, 2021” di Occidental. A seguire, nelle prime dieci posizioni troviamo il “Red Wine, Red Mountain, Washington, 2019” di Corliss Estate; il “Napa Valley, California, 2021” di Ovid; lo “Chardonnay, Napa Valley, Spring Mountain, California 2021” di Stony Hill; il “Mount Veeder Cabernet Sauvignon, Napa Valley, California 2021” di Lokoya; il “Phoenix Vineyard Cabernet Sauvignon, Napa Valley, California, 2021” di Matthiasson; il “Reva Syrah, Edna Valley, Central Coast, California, 2019” di Alban; e il “Larmes De Grappe, Sta Rita Hills, Santa Barbara County, California, 2021” di Au Bon Climat.


I vini selezionati per la “Top 50 US” sono stati scelti tra gli oltre tremila degustati e recensiti da Decanter tra gennaio e novembre del 2024. Per essere presi in considerazione, devono essere esclusivamente vini in commercio o di prossima uscita, “selezionati per mostrare una gamma di stili, luoghi e talenti enologici emergenti: non si tratta di una lista dei vini più votati dell’anno ma di quelli che mostrano la brillantezza e la diversità dei talenti enologici e delle regioni statunitensi”.

Vino, record storico per l’Asolo Prosecco: superate 30 mln di bottiglie

Vino, record storico per l’Asolo Prosecco: superate 30 mln di bottiglieMilano, 20 dic. (askanews) – L’Asolo Prosecco registra un nuovo storico record raggiungendo le 30 milioni di bottiglie certificate. Un risultato importante per il Consorzio Vini Asolo Montello e per la Denominazione, che mostra una crescita costante non solo quantitativa ma anche un progressivo aumento di valore del prodotto, obiettivo che il Consorzio si è dato da lungo tempo e che continuerà a perseguire.


“Siamo orgogliosi del traguardo raggiunto, merito dell’opera dei nostri produttori, che da anni si impegnano per far crescere la denominazione. Un lavoro corale importante, frutto delle numerose iniziative che nel corso del tempo hanno reso possibile questo risultato” spiega il presidente del Consorzio, Michele Noal, evidenziando che “l’Asolo Prosecco infatti ha saputo conquistare l’interesse della critica nazionale e internazionale, che ha assegnato ai nostri vini degli ottimi punteggi grazie all’impegno delle aziende che hanno creduto nei progetti di promozione del territorio e hanno investito sulla qualità”. Un fattore importante per la crescita della Denominazione è il consolidamento e lo sviluppo dei mercati esteri: gli Stati Uniti rimangono il primo Paese per esportazioni ma le bollicine asolane destano sempre più interesse anche in Giappone, dove il Consorzio ha portato in degustazione le sue etichette lo scorso novembre, nella tappa di Tokyo dello Slow Wine World Tour.


Dopo un 2024 all’insegna del cambiamento, con il rinnovo delle cariche istituzionali e la costituzione di tre Commissioni, agronomica, tecnico-giuridica e promozione, il Consorzio Vini Asolo Montello si affaccia al 2025 con fiducia. “Prenderemo parte alle principali fiere di settore (Vinitaly, Vinexpo e ProWein) e allo SloWine Tour negli Stati Uniti” annuncia Noal, precisando che “è in programma anche il rafforzamento delle attività di protezione delle Denominazioni a livello internazionale: vogliamo proseguire con sempre maggiore incisività nelle azioni di tutela e vigilanza, senza dimenticare la forte attività di formazione e informazione rivolta agli operatori e alle istituzioni che si occupano di enogastronomia e turismo nel nostro territorio”.

Vino, Alleanza coop agroalimentari: positiva intesa su dealcolati

Vino, Alleanza coop agroalimentari: positiva intesa su dealcolatiMilano, 20 dic. (askanews) – “L’intesa in Conferenza Stato-Regioni sullo schema di decreto del ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, sui vini dealcolati e parzialmente dealcolati segna un momento importante per l’Italia, che si mette al pari con gli altri competitor in materia di dealcolati e apre nuovi spazi in un mercato in crescita. Grazie a questo decreto, infatti, le Cantine potranno produrre in Italia vini dealcolizzati e parzialmente dealcolizzati”. Lo scrivono in una nota Agci Agrital, Confcooperative FedagriPesca e Legacoop Agroalimentare, che compongono l’Alleanza delle cooperative agroalimentari.


“Grazie alle proposte avanzate ed accolte nel testo, la cooperazione ha contribuito a definire le giuste condizioni per la realizzazione di questa nuova tipologia di prodotto” prosegue la nota, aggiungendo che “siamo convinti che i vini dealcolati e parzialmente dealcolati rappresentino un’opportunità da cogliere, anche e soprattutto nei mercati esteri. Siamo anche convinti che non andranno in concorrenza con la produzione di vino ‘tradizionale’ ma si affiancheranno a questa, intercettando nuovi consumatori, che potrebbero per la prima volta avvicinarsi al mondo del vino. Non possiamo, infatti, non prendere atto – prosegue il comunicato – che le modalità e le tendenze di consumo stanno cambiando rapidamente, e abbiamo il dovere di creare le condizioni affinché il mondo produttivo possa stare al passo con tali novità”. Per le tre centrali cooperative è “importante offrire al sistema vino nazionale parità di condizioni operative che consentano anche alle nostre cantine di esplorare nuove opportunità e di poter essere competitive anche in questo nuovo segmento di mercato”.

Gruppo Finiper Canova aderisce a iniziativa di sensibilizzazione su diabete

Gruppo Finiper Canova aderisce a iniziativa di sensibilizzazione su diabeteMilano, 20 dic. (askanews) – Il gruppo Finiper Canova conferma il proprio impegno verso la sostenibilità sociale e alimentare e aderisce all’iniziativa Empatia, un giorno con il diabete, un progetto nato dalla collaborazione tra Personalive e Diabete Italia, con il contributo non condizionante di Roche, volto a sensibilizzare cittadini, istituzioni e personale sanitario sull’importanza della comprensione e dell’empatia verso le persone affette da diabete, promuovendo una gestione consapevole della patologia.


Nell’ambito della fase di sensibilizzazione, avviata a ottobre, il gruppo Finiper Canova ha organizzato un webinar formativo aperto a tutti i dipendenti, durante il quale sono stati esplorati gli aspetti della vita quotidiana con il diabete e l’impatto che la patologia può avere sulle routine personali e lavorative in termini di impatti pratici ed emotivi. A novembre, inoltre, 27 volontari tra i dipendenti di Iper La grande i e Unes hanno partecipato a un’esperienza unica: vivere una giornata come se fossero persone con diabete, utilizzando un pungidito e un glucometro per monitorare i livelli di zucchero nel sangue e acquisire consapevolezza sulle necessità e sulle sfide quotidiane che questa condizione comporta, fornendo anche testimonianze attive. Infine, i dipendenti hanno partecipato a una survey circa la conoscenza del diabete e dei propri stili di vita, in ottica di contribuire al report di ricerca del progetto che sarà pubblicato a gennaio 2025. “Crediamo fermamente che la sensibilizzazione sia il primo passo verso una prevenzione efficace – ha dichiarato Michela Riva, Esg manager del gruppo Finiper Canova – Con l’adesione a questo progetto desideriamo non solo sostenere le persone che convivono con il diabete, ma promuovere un cambiamento culturale che parta proprio dalla tavola. Il nostro impegno per una sostenibilità sociale passa anche da iniziative come questa: un’opportunità di sensibilizzazione per tutti i nostri collaboratori nonché riflesso del nostro impegno verso una cultura responsabile che integra salute, prevenzione e consapevolezza alimentare”.

Vino, Angela Sergio eletta presidente del Consorzio Valdinoto

Vino, Angela Sergio eletta presidente del Consorzio ValdinotoMilano, 20 dic. (askanews) – A pochi mesi dal riconoscimento ministeriale che ha formalizzato l’istituzione del Consorzio di Tutela Valdinoto e l’autorizzazione allo svolgimento della sua attività con validità “erga omnes”, l’assemblea dei soci ha eletto come nuovo presidente Angela Sergio (Barone Sergio), che guiderà per il prossimo triennio un rinnovato Cda, che vede una forte presenza di giovani, pienamente rappresentativo di quello che oggi è il profilo degli imprenditori vitivinicoli del territorio.


Oltre a Sergio, del Consiglio fanno parte anche il vicepresidente Carlo Scollo (Feudo Ramaddini), Carmela Pupillo (Pupillo), Corrado Gurrieri (Tenuta La Favola), Costante Planeta (Planeta), Filippo Mazzei (Zisola), Giovanni Boroli (La Giasira), Saro Cavallo (Palmeri), Salvatore Marino (Turi Marino). Una rappresentatività che assicura anche, tra le 24 aziende ad oggi associate, la copertura del vasto territorio coinvolto nell’azione del Consorzio, che si estende da Siracusa fino a Ispica e tutela quattro Denominazioni: la Doc Siracusa, la Doc Noto, la Doc Eloro e l’Igp Avola. Ringraziando il presidente uscente Nino Di Marco per il grande lavoro svolto nella fase preparatoria, Angela Sergio ha illustrato le linee guida del programma dei prossimi tre anni “che da un lato avrà una finalità di tipo tecnico, volta all’aggiornamento dei Disciplinari per metterli al passo con il lavoro di ricerca condotto nel frattempo dalle nostre aziende, ma che dall’altro dovrà guardare alle strategie di posizionamento dei nostri vini sul mercato e alla salvaguardia del loro intrinseco legame con il territorio”.


“Il nostro scopo è naturalmente quello di valorizzare i principali vitigni autoctoni, Nero d’Avola e Moscato, raccontandoli nella loro complessità attraverso le molteplici interpretazioni che i nostri produttori (e quelli che nel frattempo ci auguriamo possano aderire al progetto del Consorzio) riescono a darne: uno scopo che perseguiremo investendo sul sostegno all’export e alle opportunità commerciali, ma che vogliamo cercare fortemente di raggiungere anche incentivando l’incoming enoturistico” ha affermato la nuova presidente, precisando che “in questo senso il nostro lavoro sarà condotto in sinergia con la Strada del Vino Valdinoto: si tratterà innanzitutto di accrescere in ogni nostro produttore la consapevolezza che la propria azienda non rappresenta solo l’identità vitivinicola del territorio, ma più in generale la specifica identità culturale del Sud Est siciliano, con un potenziale di attrazione legato al patrimonio artistico, culturale e sociale”. Un tema caro questo a Sergio, che ha messo in luce la necessità che “le aziende associate devono acquisire attraverso il Consorzio maggiore consapevolezza dei punti di forza del territorio: il Sud Est della Sicilia parla di storia di barocco, è un territorio fortemente vocato al turismo e c’è un grande fermento culturale e artistico. Abbiamo importanti beni appartenenti al patrimonio Unesco – ha ricordato come la Necropoli Pantalica di Siracusa, le città barocche come Noto, Palazzolo Acreide, Modica, Ragusa e Scicli. Pertanto, il racconto del vino ed il racconto della storia delle aziende deve essere veicolato attraverso questi punti di forza, e anche le Cantine devono diventare portatori sani dell’identità culturale di questo territorio. Contiamo – ha concluso – in questa direzione di poter sviluppare anche una collaborazione sempre più forte con le istituzioni e le imprese locali nel prossimo futuro”.


La produzione totale delle aziende associate al Consorzio si aggira intorno alle 256mila bottiglie prodotte sotto le quattro Denominazioni tutelate dal Consorzio o la più generica Sicilia Doc.

Vino, Consorzio Alta Langa: per il 2024 previsto +10% delle vendite

Vino, Consorzio Alta Langa: per il 2024 previsto +10% delle venditeMilano, 19 dic. (askanews) – Si chiude con “risultati significativi” il 2024 del Consorzio Alta Langa: 14 nuovi produttori associati che portano la compagine a quota 85 e una crescita prevista delle vendite di oltre il 10%. “Un anno – spiega il Consorzio – che ha unito innovazione e valorizzazione delle tradizioni, confermando il ruolo dell’Alta Langa Docg come simbolo di eccellenza spumantistica a livello nazionale”.


“I traguardi raggiunti quest’anno – ha dichiarato la presidente Mariacristina Castelletta – sono il risultato di un impegno condiviso: produttori, partner e un numero sempre maggiore di sostenitori e appassionati che ci accompagnano nel portare l’Alta Langa DOCG sempre più lontano, senza mai perdere di vista i nostri valori e la nostra identità”. L’ente consortile ha anche annunciato la data della settima edizione de “La Prima dell’Alta Langa”, che sarà lunedì 10 marzo 2025 a Torino. A gennaio si apriranno sul sito istituzionale le registrazioni per il pubblico Horeca e per i giornalisti che potranno accedere alla grande degustazione di tutte le cuvée in commercio dei soci del Consorzio.


Sono 455 tra le province di Alessandria, Asti e Cuneo, gli ettari vitati dell’Alta Langa Docg, coltivati per 2/3 a Pinot Nero e per 1/3 a Chardonnay. Dalla vendemmia 2023 sono state prodotte 3,2 mln di bottiglie che per il 15% hanno preso la via dell’export.