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Enogastronomia, da 25 a 27 gennaio c’è “Wine and Siena” con 150 aziende

Enogastronomia, da 25 a 27 gennaio c’è “Wine and Siena” con 150 aziendeMilano, 9 gen. (askanews) – Il primo grande evento enogastronomico dell’anno in Italia torna a Siena dal 25 al 27 gennaio: è “Wine & Siena”, la rassegna voluta dal patron di Merano WineFestival, Helmuth Kocher, e dal presidente di Confcommercio Siena, Stefano Bernardini. Un appuntamento che da dieci anni segna il connubio tra arte e cultura enogastronomica nelle storiche sale del complesso di Santa Maria della Scala. Oltre 150 aziende enogastronomiche italiane tra vino, cibo, spirits e birra, accuratamente selezionate dalla “Guida The WineHunter”, saranno protagoniste di questa decima edizione, che si completa con masterclass, seminari, eventi, tra cui i WineHunter Talks, approfondimenti tematici legati al mondo enogastronomico e alla sfida della sostenibilità, e il calendario di iniziative del “Fuori Wine & Siena”.


L’edizione 2025 di “Wine & Siena” inizia venerdì 24 gennaio con l’inaugurazione e il taglio del nastro alle 18.00 in Sala delle Lupe, presso il Palazzo del Comune in Piazza del Campo, seguita alle 20 dalla Small Plates Dinner al Santa Maria della Scala. Sabato 25 e domenica 26 gennaio dalle 11 alle 18, la manifestazione apre le porte ad appassionati ed esperti che possono scoprire e degustare i prodotti enogastronomici degli oltre 150 espositori wine, food, spirits, beer, ai quali si aggiungono gli stand Extrawine e dei Consorzi. La sera di domenica 26 gennaio va in scena la cena di gala in ricordo di Andrea Vanni, nella storica sede Imperiale Contrada della Giraffa. Infine, lunedì 27 gennaio è dedicato agli operatori del settore e della stampa, occasione unica per conoscere da vicino le eccellenze selezionate da The WineHunter. Sabato 25 e domenica 26 gennaio, la “Sala del gusto” del complesso di Santa Maria della Scala ospita un programma di masterclass e seminari dedicati al mondo enogastronomico. Le masterclass in programma per sabato 25 gennaio spaziano tra l’eleganza delle migliori bollicine d’Italia, la dolce alchimia dei vini passiti e da vendemmia tardiva e sette eccellenze enologiche della grande tradizione toscana dei vini rossi. Domenica 26 gennaio, le masterclass si concentreranno invece su sette grandi vini bianchi d’autore, la riscoperta dell’affinamento in anfora e un’esperienza dedicata al Pinot Nero. Appuntamento con i seminari alle 14: nella giornata di sabato 25 sarà protagonista l’olio extravergine d’oliva, domenica 26 spazio al fascino del brandy.


Tra le iniziative nel calendario “Fuori Wine & Siena”, i quattro appuntamenti “AsSaggi di vino”, degustazioni con interventi e curiosità legate al vino, tra arte, geologia e astronomia, e le visite guidate a Palazzo Sansedoni, sede della Fondazione Monte dei Paschi di Siena. Il 25 gennaio i visitatori potranno scoprire la storia del palazzo e dei personaggi che lo hanno abitato, nonché ammirare la collezione di opere d’arte della Fondazione.

Vino, Consorzio Asti Docg: imbottigliato 2024 supera i 90 milioni

Vino, Consorzio Asti Docg: imbottigliato 2024 supera i 90 milioniMilano, 9 gen. (askanews) – È positivo il bilancio della produzione di Asti Spumante e Moscato d’Asti, che a fine 2024 supera il tetto di 90 milioni di bottiglie in linea con la performance dell’anno precedente. Lo rileva il Consorzio di tutela che ha elaborato i dati di produzione e vendita della Docg più importante al mondo nel segmento dei vini aromatici. A trainare il risultato il Moscato d’Asti che chiude l’anno con un imbottigliato di oltre 33 milioni di pezzi, in crescita in doppia cifra grazie in particolare alla domanda statunitense, a quella italiana e all’aumento dei consumi nel Far East (Corea e Cina). In leggera flessione l’imbottigliato di Asti Spumante che però tiene sul fronte delle esportazioni (-0,8% i volumi nei primi 9 mesi del 2024). In grande ascesa le spedizioni verso l’Est Europa, dove Lettonia (tendenziale a +5%) e Russia (+49%) rappresentano oltre un terzo del totale export nel periodo; in lieve calo gli Usa (-2%) mentre il Regno Unito cresce del 10%.


“Possiamo ritenerci soddisfatti perché nonostante le incertezze dei mercati, questi risultati dimostrano che il trend di consumo è sempre più orientato verso prodotti alcolici a bassa gradazione sia in Italia che all’estero” ha commentato il presidente del Consorzio Asti Docg, Stefano Ricagno, ricordando che “Moscato d’Asti e Asti Spumante sono naturalmente low alcol, e quindi tradizionali ma moderni allo stesso tempo, in grado di intercettare nuove tendenze come quella dei cocktail che riscontriamo ormai in ogni angolo del mondo”. “La grande forza di questa Denominazione è nella potenzialità della filiera – ha rimarcato il vice presidente senior, Lorenzo Barbero – che permette di produrre e commercializzare i nostri vini conquistando in maniera capillare sempre più mercati a livello internazionale, a conferma che la nostra denominazione è apprezzata in tutto il mondo”.


Il vitigno Moscato Bianco che dà vita alla Docg piemontese è coltivato in 51 Comuni delle Province di Alessandria, Asti e Cuneo per un’estensione di circa 10mila ettari rientranti nel paesaggio vitivinicolo Patrimonio Mondiale dell’Umanità riconosciuto dall’Unesco. Ad oggi le aziende consorziate sono 1.013, divise tra 50 case spumantistiche, 778 aziende viticole, 153 aziende vitivinicole, 17 aziende vinificatrici e 15 Cantine cooperative. Il 90% della produzione viene esportata.

Vino, Villa Franciacorta: 2024 sancisce il valore dei grandi millesimati

Vino, Villa Franciacorta: 2024 sancisce il valore dei grandi millesimatiMilano, 9 gen. (askanews) – “Il 2024 è stato un anno di grandi soddisfazioni, il più importante nella storia della nostra azienda. Questi successi sono il frutto di una filosofia aziendale che ha una particolare attenzione all’ambiente e alla valorizzazione del patrimonio viticolo di famiglia. Desideriamo ripartire fin d’ora con rinnovato entusiasmo verso nuove sfide, continuando a interpretare la Franciacorta secondo la nostra visione, fatta di pazienza e rispetto per la natura”. Così Roberta Bianchi e Paolo Pizziol (in azienda dal 1984), che con i figli Alessio e Matteo, guidano Villa Franciacorta parlano dei tanti riconoscimenti che quest’anno hanno premiati i loro vini, a partire da quello della rivista Falstaff all’”RNA Riserva Extra Brut Millesimato 2007″, giudicato non solo il più buono della Denominazione ma il miglior spumante italiano con un punteggio di 97/100. Questo Metodo Classico ha conquistato anche il “Faccino” di Doctor Wine con 95/100 nella Guida Essenziale ai Vini d’Italia 2025, il “Grande Esordio 2025” nella guida Oro I Vini di Veronelli, la “Corona” di Vini Buoni d’Italia con l’inserimento nei Top 300 vini, la Medaglia d’oro da The Wine Hunter e il riconoscimento “Quattro Viti” con “Gemma” da Vitae 2025, conferito ai vini che hanno ottenuto un punteggio superiore a 94/100 e le 5 “Sfere” di Sparkle 2025 con il premio speciale “Vino dell’Emozione”. “La Franciacorta per noi non è una bandiera da sventolare – sottolinea Bianchi – ma una filosofia e con RNA prende voce un grande terroir che esprime l’unicità di questo suolo di origine marina, tutta la forza delle vigne vecchie, la preziosità dei Cru di collina e il valore del tempo”.


Fondata da Alessandro Bianchi (scomparso nel 2020 a 86 anni) che fu tra i 29 produttori che nel 1990 diedero vita al Consorzio della Franciacorta, questa è stata tra le prime aziende a introdurre il concetto di millesimato già nel 1978 e ancora oggi è l’unica Cantina di queste dimensioni a produrre esclusivamente millesimati con uve proprie con il metodo del remuage manuale e con affinamenti sui lieviti che vanno da 3 a 15 anni. “Il tempo per noi è l’ingrediente più importante, secondo solo al terroir” rimarca Roberta Bianchi, terza generazione alla guida dell’azienda. Nell’anno appena concluso il successo si è esteso all’intera gamma dei “Franciacorta Villa”: medaglie oro all’International Wine Challenge 2024 per “Mon Satèn 2019” e “Bokè Rosé Brut 2019”, mentre “Extra Blu Extra Brut 2019” ha ottenuto i 5 Grappoli Bibenda 2025 e le 5 Sfere Sparkle 2025, che condivide con “Cuvette Brut 2019”. Anche “Emozione Brut 2020”, Franciacorta storico dell’azienda, ha conquistato la medaglia oro a The Champagne & Sparkling Wine. Una particolare menzione anche a “Bokè Rosé Brut 2020”, premiato con le Tre Stelle Oro dalla guida I Vini di Veronelli 2025, e a “Emozione Unica Extra Brut 2017” che, come “Extra Blu Extra Brut 2019”, ha ottenuto la medaglia oro The Wine Hunter. La guida Falstaff ha ulteriormente premiato la collezione, assegnando 94/100 a “Emozione Brut 2019”, 93/100 a “Mon Satèn 2018”, 92/100 a “Bokè Rosé Brut 2019” ed “Extra Blu Extra Brut 2019”, confermando ancora una volta l’altissimo livello dell’intera produzione.


L’azienda di Monticelli Brusati (Brescia) che imbottiglia vino dal 1974, conta oggi cento ettari di proprietà che abbracciano il Borgo del Cinquecento, di cui 38 a vigneto, gli altri a seminativo e boschivo, e altri 8 a vigneto, in Comuni limitrofi, per un totale di 46 ettari vitati a conduzione biologica certificata nel 2017. Piante e una grande cantina ipogea da cui nascono 11 etichette di Franciacorta, cinque vini fermi e due grappe. La produzione potenziale si aggira intorno alle 250mila bottiglie di cui circa il 20-25% prende la strada dell’export che si concentra principalmente in Svizzera, Austria e Giappone. Già negli anni Sessanta, Alessandro Bianchi aveva pensato a creare una sorta di zonazione, un lavoro che ha portato l’azienda a dividere i vigneti in 25 parcelle, che sono vendemmiate e vinificate separatamente. Gran parte delle vigne si trovano lì ancora oggi a 45 anni di distanza ed è proprio da queste che viene prelevato il materiale genetico per i nuovi vigneti. Un lavoro di costante ricerca che continua tutt’ora, scegliendo i sesti d’impianto e forme di allevamento più idonei, talvolta controcorrente come, ad esempio, il mantenimento di un vigneto storico a Gdc (“Geneva double courtain”, Doppia cortina in italiano) una forma di allevamento oramai rara che, secondo i titolari di questa realtà, “dimostra una grande adattabilità di fronte al cambiamento climatico”. Il parco vitato è caratterizzato da diversi cloni all’interno delle stesse varietà e diversi portainnesti, con una età media delle viti di circa 25 anni. Villa Franciacorta, scelta dall’Università Cattolica di Brescia come “case history” sulla sostenibilità ambientale, è stata anche una delle prime aziende a credere nell’enoturismo e dopo aver restaurato interamente l’antico borgo, nel 1990 ha inaugurato l’agriturismo Villa Gradoni ai piedi dell’omonima collina con tanto di ricercato ristorante, “Éla, Osteria in Villa”.

Champagne Boizel entra nel portfolio di Allegrini Wine Distribution

Champagne Boizel entra nel portfolio di Allegrini Wine DistributionMilano, 8 gen. (askanews) – Allegrini Wine Distribution ha annunciato l’ingresso nel proprio portfolio di Maison Champagne Boizel per la sua distribuzione sul territorio italiano. Questa collaborazione non solo arricchisce l’offerta di Allegrini “ma – si legge in una nota – riflette una strategia commerciale mirata a consolidare una presenza forte e duratura sul mercato italiano: l’obiettivo è sviluppare una distribuzione selettiva, rivolta a location premium come enoteche, wine bar, hotel di lusso e ristoranti gourmet, mantenendo un posizionamento esclusivo”.


Fondata nel 1834 e con vigneti che si estendono per sette ettari nei Grands e Premiers Crus della Champagne, inclusi i celebri terroir di Avize, Boizel si distingue per vini profondamente legati al territorio, con cuvée che invecchiano fino a 15 anni e dosaggi calibrati. Tra queste, spiccano il “Blanc de Blancs La Cote 1er Cru” e il “Blanc de Noirs La Montagne 1er Cru”, autentiche espressioni dell’identità della Maison. “Boizel è storia, artigianalità e visione, siamo entusiasti di portare nel nostro mercato un simbolo della prestigiosa regione vinicola francese” ha dichiarato Matteo Allegrini, Export and Iconic Wines Manager di Allegrini Wines, spiegando che “il nostro obiettivo è rafforzarne la reputazione in Italia, puntando sulla qualità senza compromessi e sulla fedeltà alla tradizione, in perfetta sintonia con i valori di Allegrini”.


“Siamo lieti di unire le forze con una famiglia vinicola così prestigiosa in Italia” ha affermato Florent Roques-Boizel, Ceo di Champagne Boizel, ricordando che “il mercato italiano è fondamentale per qualsiasi Maison di Champagne di alto livello e siamo certi che l’eccellente rete distributiva di Allegrini, insieme al suo team appassionato, sarà il partner ideale per presentare lo Champagne Boizel agli amanti dello Champagne italiani”.

Vino, è morto Vincenzo Ciani Bassetti patron di Castello di Roncade

Vino, è morto Vincenzo Ciani Bassetti patron di Castello di RoncadeMilano, 7 gen. (askanews) – “Il barone Vincenzo Ciani Bassetti era un pioniere non solo dell’ospitalità in quella spettacolare dimora storica che è il Castello di Roncade, ma anche dell’agricoltura, nelle decine di ettari vitati della sua splendida villa veneta. Un uomo di vastissima cultura, che apriva villa Giustinian ad eventi di ogni tipo, al pubblico, ai turisti, ai visitatori, ai concittadini, agli accademici, agli esperti di enogastronomia, dopo che la sua famiglia l’aveva ristrutturata ben 110 anni fa, reimpiantando i vigneti secondo la tradizione veneta. Con il suo impegno, il suo duro lavoro, ma soprattutto con la sua passione, aveva costruito un’azienda di livello internazionale. In città lo conoscevano tutti per la sua affabilità e la sua disponibilità a conversare con chiunque incontrasse sotto i portici: Roncade era la sua casa, e per essa si era speso molto, legando la propria impresa, anche nel nome, al territorio. Ci mancherà, ma sono certo che la sua eredità ideale, culturale, imprenditoriale è nelle buone mani del figlio Claudio e dei nipoti”. Così l’assessore regionale del Veneto all’Agricoltura, Federico Caner, ha salutato il barone Vincenzo Ciani Bassetti, proprietario del Castello di Roncade (Treviso), scomparso domenica 5 gennaio all’età di 77 anni.


Appartenente ad una famiglia di origine trentine, laureatosi in Agraria all’Università di Padova e figura chiave della viticoltura locale, Ciani Bassetti era titolare della Cantina “Castello di Roncade” (Treviso), meravigliosa villa pre-palladiana e poi complesso rinascimentale, oggi gestita dal figlio Claudio. I funerali saranno celebrati alle 15 dell’8 gennaio nella chiesa di Roncade.

Calza della Befana: caramelle protagoniste per 4 italiani su 10

Calza della Befana: caramelle protagoniste per 4 italiani su 10Milano, 5 gen. (askanews) – Con l’Epifania è tempo di appendere la calza al camino. Lo scorso anno quasi un italiano su due (44%) ha onorato questa tradizione, che ha tra le protagoniste le caramelle. La conferma arriva da una recente ricerca commissionata da Unione italiana food a Bva Doxa, secondo cui per 4 italiani su 10 (40%) l’Epifania è la festa maggiormente associata a questi dolciumi.


Una tradizione, quella legata all’arrivo della Befana, particolarmente sentita al Centro e al Sud dove lo scorso anno, secondo un’indagine Ipsos, a fare un regalo per l’Epifania sono stati rispettivamente il 55% e il 65%, in confronto a quelle del Nord, dove la quota si ferma al 49%. Non a caso proprio Sicilia, Campania e Puglia sono le regioni dove è più diffuso il consumo di caramelle nel nostro Paese. Ma come nasce questa tradizione? Se la celebre frase “dolcetto o scherzetto” si spiega con l’esigenza di scacciare gli spiriti, è meno nota la ragione per cui l’Epifania è, per tradizione, associata ai dolciumi. Secondo una leggenda, sembra che mentre i Re Magi si dirigevano verso Betlemme, incontrarono un’anziana donna che, invitata a seguirli, rifiutò. Pentita poco dopo, la donna partì alla loro ricerca, portando con sé un sacco di dolci. Non trovandoli, decise di bussare a ogni porta, distribuendo caramelle ai bambini con la speranza che uno di loro fosse Gesù Bambino.


Dalle caramelle ripiene alle mou, passando per gommose, gelatine alla frutta e caramelle dure, la scelta è ampia e risponde a esigenze e gusti disparati. Del resto gli italiani sono veri e propri “caramelle lovers”: le consumano più di nove su 10 (95%) e circa uno su tre (31%) lo fa almeno 3-4 volte a settimana, secondo una recente indagine di AstraRicerche. Il gusto di caramelle più amato è quello agli agrumi (44%), che si piazza in testa alla classifica dei sapori più apprezzati, seguito dalla menta forte o balsamica (39%) e dalla liquirizia (36%). Completano la “top five” dei gusti più desiderati il gruppo composto da “menta, eucalipto, anice” (34%) e dai frutti di bosco (27%).

”Vinodabere”: 18 e 19 gennaio a Roma 45 Cantine sarde con oltre 200 vini

”Vinodabere”: 18 e 19 gennaio a Roma 45 Cantine sarde con oltre 200 viniMilano, 5 gen. (askanews) – Per il terzo anno consecutivo, sabato 18 e domenica 19 gennaio all’Hotel Belstay a Roma torna “La Sardegna di Vinodabere”, evento nato per promuovere e far scoprire la varietà e la complessità vitivinicola di una regione che è un vero e proprio piccolo continente. Ai banchi di assaggio si potranno incontrare 45 produttori e degustare oltre 200 referenze tra bianchi, rosati, rossi, vini dolci e ossidativi, e perfino bollicine, che testimoniano lo stato dell’arte della viticoltura sarda, giunta ormai a livelli di indiscutibile eccellenza.


La manifestazione prevede un viaggio attraverso tra le produzioni dei territori di Alghero, Anglona, Gallura, Mamoiada, Mandrolisai, Ogliastra, Oliena, Orgosolo, Oristanese, Romangia, Sulcis e sud Sardegna, alcuni dei quali diventeranno i protagonisti delle masterclass in programma la mattina di sabato 18 gennaio. Quindi dalle 13.30 alle 15.30 è prevista l’apertura dei banchi di assaggio (previo accredito) per gli operatori: ristoratori, agenti, distributori, enotecari, giornalisti, sommelier e assaggiatori Onav. Dalle 15.30 alle 19.30 i banchi saranno aperti al pubblico. Domenica 19 gennaio i banchi di assaggio per gli operatori saranno aperti (sempre previo accredito) dalle 10.30 alle 13.30, e dalle 13.30 alle 19 anche per il pubblico.


I territori, i vini e le specialità gastronomiche della Sardegna sono sempre stati al centro dell’attenzione della testata giornalistica on line “Vinodabere” diretta da Maurizio Valeriani, che tra agosto e settembre 2024 ha anche pubblicato sul proprio sito la settima edizione de “La Guida ai Migliori Vini della Sardegna”.

Vino, Dop Campi Flegrei e Ischia ha 30 anni: a marzo fascetta consortile

Vino, Dop Campi Flegrei e Ischia ha 30 anni: a marzo fascetta consortileMilano, 5 gen. (askanews) – In occasione della celebrazione dei 30 anni della Dop Campi Flegrei e Ischia e l’adesione del Comune di Bacoli (Napoli) all’Associazione nazionale Città del Vino che ad oggi conta 510 Comuni, alla Casina Vanvitelliana sul lago del Fusaro a Bacoli si è tenuto un convegno organizzato dal Consorzio di Tutela dei Vini dei Campi Flegrei e Ischia


Nella Sala dell’Ostrichina gremita di produttori, viticoltori, giornalisti e addetti al settore, il sindaco di Bacoli ha ricordato che “siamo in un parco naturalistico di grande valore culturale, storico, paesaggistico e da oggi anche enogastronomico”, sottolineando che “la nostra comunità può e deve fondarsi sulle meraviglie millenarie del nostro territorio cui abbiamo il dovere di aggiungere le particolari bellezze del paesaggio agricolo e viticolo che si deve alla fatica dei nostri concittadini”. “In riferimento alla sicurezza dei consumatori voglio annunciare un’importante iniziativa del Consorzio di Tutela Vini Campi Flegrei e Ischia che, dal 1 marzo 2025, potrà apporre una fascetta consortile di controllo sul prodotto Dop” ha comunicato Salvatore Schiavone, dirigente Masaf e direttore dell’Ispettorato repressione frodi Campania e Molise, evidenziando che “si tratta di un valore dello Stato che viene rilasciato alle Cantine con Qr code per la tracciabilità: il nostro Dipartimento verificherà l’autenticità delle fascette”.


“La Dop ha 30 anni e sono anni ben portati: se in agricoltura tre decenni potrebbero sembrare un tempo breve, dal punto di vista commerciale, il tempo è davvero lungo” ha affermato il presidente del Consorzio, Michele Farro, evidenziando che “le nostre Cantine hanno fatto passi da gigante e sono molti i vini flegrei premiati in consessi nazionali e internazionali. La nostra è considerata viticoltura eroica perché insiste sui terrazzamenti di Ischia e sui piccoli appezzamenti dei Campi Flegrei, ma la nostra presenza è anche a salvaguardia dei territori dai disastri ambientali” ha proseguito Farro, concludendo che “adesso è nostro compito insieme con le amministrazioni rivalutare i territori e metterli a reddito: il nuovo modello di enoturismo deve produrre benefici per tutti gli attori del sistema economico dei Campi Flegrei”. “I Campi Flegrei hanno tutte le carte in regola per lanciare un messaggio di grande turismo enogastronomico: vitigni autoctoni, storia, paesaggio e archeologia” ha dichiarato Angelo Radica, presidente dell’Associazione Città del Vino, rimarcando che “l’enoturismo può essere la salvezza del turismo italiano, la chiave per destagionalizzare e spostare i flussi lungo tutto l’anno”.


Marco Cerreto, capogruppo Commissione Agricoltura della Camera, delegato dal ministro Francesco Lollobrigida, ha chiuso il convegno sottolineando che “questa importante celebrazione è un evento unico per il territorio, è non solo un traguardo di rilievo, ma, soprattutto un momento di confronto per la salvaguardia e la promozione dell’attività enoturistica dell’intera Campania. Il Masaf si pone come obiettivo primario quello di sostenere le filiere viticole, con particolare attenzione ai vigneti storici ed eroici, salvaguardando le vigne situate in zone a elevato rischio idrogeologico o, di spopolamento”.

Proposta Vini: 2025 ricalcherà trend 2024, bene spumanti e distillati

Proposta Vini: 2025 ricalcherà trend 2024, bene spumanti e distillatiMilano, 4 gen. (askanews) – Anche nel 2025 proseguirà il calo dei consumi dei grandi vini rossi strutturati come Supertuscan, grandi bordolesi e Amaroni, mentre terrà bene il segmento dei bianchi “in particolare di tutte quelle etichette che esprimono al meglio l’identità e la tipicità del territorio di produzione”. In crescita gli spumanti italiani “grazie ad una sempre maggior diffusione della tendenza ad accompagnare questa tipologia di prodotto a tutto il pasto”, comprese le produzioni al di fuori delle aree più famose e storicamente più vocate. Al contrario è prevedibile che proseguirà anche quest’anno il calo dello champagne (-20% nel 2024), con, in particolare, una forte penalizzazione delle etichette più care e delle Gran Riserve. Con il nuovo anno alle porte, l’azienda di distribuzione Proposta Vini traccia una linea di quelli che saranno i principali trend che caratterizzeranno il mondo del vino e dei distillati nei prossimi mesi. Secondo Gianpaolo Girardi, fondatore dell’azienda di Pergine Valsugana (Trento) con un catalogo di oltre 3.500 referenze wine e 350 spirits, che chiuderà l’anno con una previsione di aumento del fatturato del 3-4%, il mercato del vino nel 2025 ricalcherà lo stesso andamento del 2024.


Se non si prevedono novità significative per i vini rosati, “la cui quota di mercato è ferma al 7% dal 2006”, e i cosiddetti “naturali” che rimarranno una nicchia “indice di una sempre maggior sensibilità verso l’ambiente cui il mondo del vino deve porre sempre più attenzione”, le novità più significative riguardano gli spirits. A immaginare i prossimi trend è Antonio Beneforti, esperto selezionatore di Proposta Spirits, divisione di Proposta Vini dedicata al mondo dei distillati e dei liquori, che nel 2024 ha visto incrementare le vendite del 40%. Il mondo dei distillati si sta facendo infatti sempre più largo in settori come la ristorazione e le enoteche tradizionalmente appannaggio del vino. Nel 2024 il gin ha sicuramente dominato il mercato e anche nel 2025 “prevediamo proseguirà il suo andamento positivo e di crescita a livello dei consumi, magari perdendo un po’ di attenzione da parte degli operatori. Una contro tendenza – spiega Beneforti – rispetto a quanto accade nel resto del mondo dove si sta assistendo, come ad esempio in Regno Unito, a una contrazione delle vendite causata da una saturazione del mercato”.


Per quanto riguarda l’amaro, di cui il nostro Paese vanta una ricca produzione e tradizione, sta vivendo un periodo di crescita straordinaria, grazie a uno slancio sia nella ristorazione sia nella mixology, dove è diventato un ingrediente perfetto per la preparazione di drink e cocktail. Se il whisky si sta facendo strada anche tra i più giovani e si prevede un aumento delle consumatrici, il rum torna a essere un liquore molto apprezzato e giudicato soprattutto per la sua qualità: “non si cercano solo i grandi marchi ma anche nuove realtà che raccontino in modo più personale la propria storia e le proprie peculiarità produttive”. Infine il vermouth, che “sarà la grande scommessa non tanto del 2025 quanto del 2026: in questi ultimi anni abbiamo assistito a un grande sviluppo di questo vino fortificato che diventerà sempre più attraente in quanto ‘crossover’ tra liquoristica ed enologia”. Come per il mondo del vino, anche per quello degli spirits, “l’attenzione all’ambiente e alla sua salvaguardia sta diventando sempre più capillare”, con sempre più produttori che hanno abbracciato un approccio “carbon free” oltre ad atteggiamenti etici con un ritorno sociale.

Riparte “Veganuary”, campagna per provare l’alimentazione vegetale

Riparte “Veganuary”, campagna per provare l’alimentazione vegetaleMilano, 4 gen. (askanews) – Con l’inizio di gennaio riparte “Veganuary”, la campagna globale che dal 2014 ha ispirato milioni di persone in tutto il mondo a provare un’alimentazione vegetale con ricette e consigli quotidiani completamente gratuiti. Lo ha ricordato in una nota l’associazione Essere Animali, spiegando che lo scorso anno circa 25 milioni di persone hanno preso parte all’iniziativa a livello globale e nel 2025 i numeri sono destinati a salire ancora di più grazie all’adesione alla campagna di Malesia, Perù e Canada.


Inizialmente diffuso solo nei Paesi anglosassoni, “Veganuary” oggi include partner in 20 nazioni, tra cui l’Italia, con partecipanti che si iscrivono da ogni parte del mondo. Durante tutto il mese di “Veganuary” in Italia molti influencer e content creator promuoveranno l’iniziativa sui loro canali e sono state un centinaio le aziende che hanno aderito alla campagna con il lancio di nuove opzioni a base vegetale, offerte speciali sui loro prodotti veg e campagne di promozione. Sempre secondo quanto riferito da Essere Animali, “in particolare Carrefour coinvolgerà clienti e squadre interne offrendo promozioni esclusive sia in negozio che online, spazi dedicati nei punti vendita e menu 100% vegetali nei ristoranti”.


“Molto importante anche la partecipazione di Kioene, lo specialista in ricette a base di verdure e proteine vegetali, e Flower Burger, che ha lanciato, in collaborazione con la realtà plant based Funny Veg, il panino Funny Crispy Burger, disponibile in tutti gli store in Italia e Spagna. Altre aziende partner di Veganuary in Italia includono: Aldi, Aveda, AltroFood, Flower Burger, Hemproutine, Hoplà Idee Veg, I Love Poke, Kebhouze, KoRo, Lush, Neat Burger, Planted, The Bridge Bio, The Fork e to.market. Oltre agli influencer, anche quest’anno Silvia Goggi, medico specialista in scienze dell’alimentazione e co-fondatrice di Planter, sarà al fianco di chi si iscriverà a “Veganuary” con consigli e dirette social dedicate.


Claudio Pomo, responsabile sviluppo di Essere Animali, partner ufficiale per l’Italia della campagna globale, ha sottolineato che “l’impatto di questa iniziativa è davvero importante: per ogni milione di persone che mangia vegano per un mese vengono risparmiati oltre 6 milioni di litri d’acqua, 100 mila tonnellate di CO2eq e più di 3 milioni di vite animali. In Italia a gennaio 2024 hanno provato Veganuary 1,7 milioni di persone e non vediamo l’ora di vedere questi numeri crescere ancora di più nella nuova edizione. Con il suo approccio giocoso e coinvolgente, e grazie alla partecipazione di content creator e aziende in tutta Italia, Veganuary continua ad essere un punto di riferimento per chiunque si avvicini a questa scelta di vita e a Essere Animali non potremmo esserne più orgogliosi”. In Italia è possibile iscriversi al sito www.veganuary.it, e selezionare la data di inizio prescelta. Chi si iscriverà riceverà ogni giorno, per 31 giorni, ricette e consigli gratuiti che aiuteranno a provare un’alimentazione completamente vegetale, senza rinunciare al gusto”.


Foto: Essere Animali