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Consorzi Vini Valpolicella e Parmigiano Reggiano insieme in Ue

Consorzi Vini Valpolicella e Parmigiano Reggiano insieme in UeMilano, 4 gen. (askanews) – Nei primi mesi del 2025 il Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella e il Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano avvieranno un progetto promozionale intitolato “Quality Heritage of Europe” (QHE). Sotto l’egida dell’Unione europea il partenariato prevede l’attivazione di un percorso triennale finalizzato a celebrare i vini della Valpolicella e il formaggio Parmigiano Reggiano su mercati europei di elevato valore strategico per il made in Italy: Italia, Francia e Germania.


“Le attività di progetto verranno finanziate con una rampa contributiva milionaria di matrice comunitaria e grazie a tale importante sostegno pubblico potranno essere conseguiti risultati particolarmente performanti e incidenti nei paesi di progetto” si legge in una nota diffusa dal Consorzio Vini Valpolicella, in cui si annuncia che “che in data 23 dicembre 2024 è stato selezionato il soggetto esecutore: Zowart Creative Agency”.

Vino, 9 aziende annunciano l’uscita dal Consorzio Oltrepò Pavese

Vino, 9 aziende annunciano l’uscita dal Consorzio Oltrepò PaveseMilano, 30 dic. (askanews) – A due giorni dalla fine del 2024 e in attesa della convocazione dell’assemblea per cambiare lo statuto attesa per gennaio 2025, nove aziende hanno annunciato le loro dimissioni dal Consorzio Oltrepò Pavese. In una nota spiegano che si tratta di imprese “appartenenti a tutte le categorie della filiera (viticoltori, vinificatori e imbottigliatori) e che rappresentano oltre il 27% dei voti in assemblea”.


“E’ stata una decisione sofferta ma non più prorogabile” dovuta a “mancate attuazioni di delibere assembleari ad oggi completamente affossate, che fanno presumere la volontà di non applicare la fascetta ministeriale sulle Igt e la decisione di non procedere con il Disciplinare della Docg per il cambio del nome della nostra Denominazione” precisano, sostenendo che “da mesi è stata azzerata la promozione su prodotti ritenuti ‘minori’ ma che in realtà sono quelli su cui oggi vive l’intero territorio senza minimamente preoccuparsi di uno dei caposaldi dei ‘Consorzi’ che prevede proporzionalità tra contributi versati e promozione delle singole Denominazioni”. “Non ci sentiamo più rappresentati da un Consorzio che sta inoltre cercando in tutti i modi di modificare lo Statuto che è stato da poco approvato da tutta la filiera – prosegue il comunicato – dopo un ampio confronto con Regione, con le associazioni di categoria e con i Tavoli delle Denominazioni, con lo scopo di accentrare i poteri decisionali al Cda a discapito dei soci (grandi e piccoli) e dell’intero territorio dell’Oltrepò Pavese”. Alla dura presa di posizione dei fuoriusciti, fa da contraltare una serafica risposta del Consorzio che “ritiene opportuno chiarire che queste dinamiche non incidono sulla solidità e la coesione del nostro progetto: alle 9 aziende che hanno presentato domanda di recesso hanno corrisposto altrettante richieste di adesione, mantenendo stabile il numero di associati, che oggi raggiunge il livello più alto degli ultimi anni”. La replica entra poi nel merito delle questioni sollevate, spiegando che “tali speculazioni risultano ancor più inopportune e fuori luogo, considerato che il territorio è finalmente unito attorno ad un progetto di rinascita, condiviso da chi opera con reale interesse per il benessere collettivo”.


Sul tema degli eventuali effetti sui requisiti di operatività “erga omnes”, il Consorzio presieduto da Francesca Seralvo e diretto da Riccardo Binda non si scompone ricordando che “ogni valutazione sarà effettuata, come sempre, in conformità alle richieste del Masaf alla fine dell’attuale incarico, previsto per giugno 2025″. Al momento il rischio più concreto per l’ente consortile potrebbe riguardare la perdita dell’”erga omnes” per la Denominazione Bonarda. “Il progetto di rilancio del territorio, fondato su qualità, valore, trasparenza ed etica di filiera, non sarà in alcun modo condizionato da questi eventi” ribadisce il Consorzio, rimarcando che “al contrario, le uscite hanno ulteriormente rafforzato la coesione tra le aziende che credono in un modello di filiera integrata e sostenibile, realmente impegnate a riportare l’Oltrepò Pavese al posto che merita”. Poi una prevedibile stoccata finale: “Il Consorzio, il territorio e il Cda restano compatti nella promozione di una strategia unitaria, capace di superare le dissonanze che in passato hanno penalizzato il nostro potenziale. Questo momento segna una discontinuità netta e rappresenta l’inizio di una nuova fase per il territorio”.

Vino, Rosset Terroir: la forza degli autoctoni della Valle d’Aosta

Vino, Rosset Terroir: la forza degli autoctoni della Valle d’AostaMilano, 30 dic. (askanews) – Nicola Rosset non è solo un uomo dal carattere deciso ma un imprenditore che del vino ha una visione molto chiara, che parte dalla valorizzazione del terroir valdostano e dei suoi vitigni autoctoni: “Vino vero e territoriale”, per usare le sue parole. Per questo investe, produce in modo sostenibile e rispettoso dell’ambiente, lavora sulla qualità, sperimenta senza esagerazioni e punta ad un posizionamento alto con vini assai ben fatti, dai tratti eleganti e puliti. Uno su tutti, il Petite Arvine, vitigno a bacca bianca che il 41enne enologo valdostano Matteo Moretto (coadiuvato da un consulente del calibro di Luca D’Attoma) coltiva con passione tra i 600 e i 900 metri di altitudine con pendenze che arrivano al 54%. Se la sua massima espressione è certamente il “Sopraquota 900”, giustamente celebrato e pluripremiato come uno dei bianchi più buoni d’Italia e tra i migliori al mondo (la strepitosa annata 2022 ha ottenuto quest’anno 98 punti da James Suckling), a sorprendere è anche suo fratello minore, il Vallée D’Aoste Dop, figlio delle quote più basse e sabbiose, a dimostrazione delle potenzialità di queste uve e della bontà del lavoro svolto in vigna e in cantina, e più in generale del clima e della diversità dei suoli di queste montagne.


Ed è proprio questa pianta dai piccoli acini pruinosi e dalla buccia sottile che predilige non solo l’altezza ma anche le ripide pendenze e l’invecchiamento (“fino a 15 anni”), ad imprimere nel 2017 una svolta all’Azienda agricola Rosset Terroir di Torrent de Maillod a Quart. I Rosset erano infatti noti per essere dei distillatori di lungo corso (Distillerie St. Roch Levi Ottoz) che nel 2001 hanno deciso di diventare viticoltori impiantando i primi tre ettari a Saint Christophe. Ettari che nel giro di qualche anno sono saliti a 12 distribuiti tra Bassa, Media e Alta Valle per un totale di circa 50mila bottiglie. Poi l’idea, la visione, di salire in altezza, acquisendo un vitigno unico di quasi due ettari piantato a Petite Arvine nel 1990, su un suolo dove la sabbia sposa granito e ardesia nel territorio di Villeneuve, piccolo e antico comune montano sulla Dora, all’imbocco della Valsavarenche e della Val di Rhemes. Attualmente in conversione biologica, Rosset Terroir è stata la prima Cantina in Valle d’Aosta ad usare (oltre al legno e all’acciaio e forse, in futuro, al cemento) anfore in terracotta e/o orci neutri e non vetrificati per l’affinamento, allo scopo di sfruttare una micro ossigenazione delicata e costante che esaltasse la freschezza e l’aromaticità delle uve. La viticoltura eroica praticata su ripidi terrazzamenti sostenuti da muretti a secco, le rese contenute, le macerazioni prolungate, l’attenzione sartoriale ai dettagli per i vini di punta, restituiscono un’identità artigianale nonostante l’azienda sia un punto di riferimento nel panorama vinicolo non solo regionale. Si pensi in questo senso che circa il 35% della produzione, una percentuale altissima per le Cantine di questa piccola regione, viene esportata e va a finire principalmente negli Stati Uniti, in Giappone e in Indonesia. Reduce da una vendemmia che ha falcidiato il 60% della produzione, Nicola Rosset non rinuncia al suo obiettivo di arrivare in futuro a produrre 80mila bottiglie: non oltre per non snaturare la struttura aziendale, e senza scorciatoie, cioé ad esempio senza lo spumante (“ma se dovessimo farlo utilizzeremmo il Prié Blanc” garantisce), la cui introduzione è prevista nella prossima modifica del Disciplinare. Altra novità dovrebbe riguardare il limite dei mille metri per la viticultura regionale, che porterà il “Sopraquota 900” a passare da “vino da tavola” a Doc.


Oltre alle due versioni già citate di “Petite Arvine”, il bianco simbolo di questa regione, l’azienda produce tra Chambave, Saint-Christophe, Villeneuve e Saint-Pierre altri sette vini: i bianchi “Chambave Muscat Vallée d’Aoste Dop”, il “Pinot Gris Vallée d’Aoste Dop”, lo “Chardonnay 770 Vallée d’Aoste Dop Cru” e i “Premisse Vallée d’Aoste Dop”. A questi si affiancano i rossi “Pinot Noir 850 Vallée d’Aoste Dop”, “il Cornalin Vallée d’Aoste Dop”, il “Nebbiolo Vallée d’Aoste Dop”, il “Syrah 870 Vallée d’Aoste Dop” e il blend “Trasor Vallée d’Aoste Dop”. Tutti vini, e alcuni gioielli, che hanno un loro perché, prodotti da una realtà che da oltre due decenni testimonia il potenziale di questa Valle straordinaria, lavorando sul prezzo e sull’export così come deve essere fatto.

Vino, Frescobaldi: ecco la realtà aumentata dal QR Code in etichetta

Vino, Frescobaldi: ecco la realtà aumentata dal QR Code in etichettaMilano, 29 dic. (askanews) – Innovazione e tradizione si incontrano nel nuovo progetto di Realtà aumentata di Frescobaldi, sviluppato in collaborazione con AQuest, partner di Ogilvy, che per la prima volta fa “parlare” le etichette dei propri vini. Grazie alla scansione del QR Code presente sulla retro-etichetta della bottiglia, i consumatori possono intraprendere un viaggio alla scoperta delle Tenute della famiglia Frescobaldi approfondendo le caratteristiche di ogni vino, incluse informazioni su andamento climatico, vinificazione, maturazione e note organolettiche.


“Questo progetto apre nuovi scenari per l’integrazione tra Intelligenza artificiale e tradizione enologica, due mondi che mai sono stati così vicini, regalando esperienze memorabili ai nostri consumatori” ha commentato il Ceo del Gruppo Frescobaldi, Fabrizio Dosi, aggiungendo che “oltre a rappresentare un potente strumento di business per il team di vendita, il progetto ha anche un importante valore educativo, che permette ai nostri consumatori di conoscere a fondo la storia e le peculiarità dei vini Frescobaldi”. Il progetto AR dell’azienda, iniziato nel 2019, è in continua evoluzione: partendo da video a 360 gradi fruibili con visori VR e arrivando fino a oggi con un’esperienza completa di realtà aumentata, accessibile direttamente da dispositivi mobili. A dimostrazione della sua versatilità, “questo strumento è stato utilizzato in molteplici contesti, da presentazioni commerciali e fiere internazionali, fino ad eventi esclusivi e training aziendali”.

Identità golose festeggia 20 anni con edizione speciale del Congresso

Identità golose festeggia 20 anni con edizione speciale del CongressoMilano, 29 dic. (askanews) – Da sabato 22 a lunedì 24 febbraio 2025 nel nuovo spazio dell’”Allianz MiCo North Wing” torna “Identità Milano”, il primo Congresso internazionale di alta cucina, pasticceria, mixology, hotellerie e servizio di sala che quest’anno compie 20 anni. Un’edizione speciale quella del 2025, “un anniversario importante che vuole dare luce a uno spaccato sul passato e una finestra sul futuro chiamando a raccolta tutti gli chef protagonisti di questi due decenni, ma anche esplorando le nuove frontiere della cucina, della pasticceria, della mixology, del servizio di sala e dell’hotellerie”.


La tre giorni milanese “si impone di essere rivoluzionaria e innovativa a partire dalla nuova immagine sfaccettata e dinamica di ‘Identità Golose’: un nuovo logo, curato da Caleidos Agency, che riflette l’evoluzione del concetto di identità, quindi fluido, contaminato e in continua trasformazione”. “Identità Future: 20 anni di nuove idee in cucina” non sarà “una celebrazione fine a sé stessa ma uno sguardo verso il futuro in cui i relatori racconteranno le loro visioni e idee per il domani”. Un ricco programma di masterclass e talk che vedrà la partecipazione di grandi ospiti italiani e internazionali, da Ferran Adrià (elBullifoundation, Roses – Girona), Andrés Torres (chef Casa Nova – Barcellona, fondatore Global Humanitaria, vincitore Basque Culinary World Prize 2024), Marco Bizzarri (fondatore e CEO Nessifashion), Antonino Cannavacciuolo (Villa Crespi, Orta San Giulio – Novara), Aitor Arregui (Elkano, Getaria – Spagna), Janaina Torres (A Casa do Porco – San Paolo, Brasile), Norbert Niederkofler (Atelier Moessmer, Brunico – Bolzano), Jeremy Chan (Ikoyi, Londra), Hirotoshi Ogawa (All Japan Sushi Association Suhi Skills Institute, Director General Examiner, Japanese Cuisine Goodwill Ambassador), Jacopo Ticchi (Da Lucio, Rimini), Nicolai Nørregaard (Kadeau, Copenhagen), Andreas Caminada (Schloss Schauenstein, Fürstenau – Svizzera) fino agli storici amici di Identità Golose tra cui Massimo Bottura (Osteria Francescana, Modena), Franco Pepe (Pepe in grani, Caiazzo – Caserta), Carlo Cracco e Luca Sacchi (Cracco in Galleria, Milano), Corrado Assenza (Caffè Sicilia, Nota – Siracusa), Enrico Bartolini (Enrico Bartolini al Mudec, Milano), Davide Oldani (D’O, Cornaredo – Milano), Antonia Klugmann (L’Argine a Vencò, Dolegna del Collio – Gorizia), Niko Romito (Reale, Castel di Sangro – L’Aquila), Moreno Cedroni (Madonnina del Pescatore, Senigallia – Ancona), Massimiliano Alajmo (Le Calandre, Rubano – Padova), Cristina Bowerman (Glass Hostaria, Roma), Giancarlo Perbellini (Casa Perbellini 12 Apostoli, Verona) e tanti altri. Tante le nuove aree tematiche che si sommeranno alle più tradizionali, tra cui: “Identità di Pasta”, “Identità di Formaggio”, “Bar Experience”, “Identità di Farina”, “Identità di Pizza”, “Identità di Pesce”, “Identità di Lievitati”, “Salone Vino e Bollicine”, “Identità Inclusive”, “Identità Vegetali”, “Bollicine del Mondo”, “Speciale Ospitalità” e “Golosi di identità”, che creeranno uno spaccato del settore enogastronomico sempre più ampio e variegato, esplorando nuovi trend con protagonisti di spicco internazionali. Per rendere l’evento più accessibile, “Identità Golose” ha abbassato il costo dei biglietti del Congresso, e ha creato il pacchetto “Identità Young” che consente agli under 35 di acquistare i biglietti a metà prezzo.

Vino, Consorzio Primitivo di Manduria: nel 2024 38 eventi internazionali

Vino, Consorzio Primitivo di Manduria: nel 2024 38 eventi internazionaliMilano, 29 dic. (askanews) – “Il bilancio di quest’anno non è soltanto una celebrazione dei traguardi raggiunti ma soprattutto un trampolino verso nuovi orizzonti e nuove sfide. Sono stati ben 38 gli eventi internazionali organizzati in mercati strategici come Germania, Repubblica Ceca, Danimarca e Polonia per raccontare l’unicità della Dop Manduria ponendola all’attenzione di un pubblico sempre più vasto e appassionato. Il Primitivo di Manduria continuerà a essere il cuore pulsante di una storia che intreccia territorio, tradizione e innovazione”. Lo ha dichiarato Novella Pastorelli, la presidente del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria che quest’anno, durante la 56esima edizione di Vinitaly ha celebrato i 50 anni della Doc.


La strategia di promozione ha incluso inoltre “la pubblicità sulle reti televisive nazionali e negli aeroporti di Brindisi, Bari e Milano Malpensa”, e l’attività di incoming ha visto ospitare otto giornalisti di fama internazionale provenienti da Paesi come Corea, Usa, Singapore e Canada che hanno esplorato il territorio, visitato le Cantine socie e scoperto le bellezze paesaggistiche. L’ente consortile ha quindi sottolineato di aver effettuato 120 campionature su scala internazionale e online, a “testimonianza dell’impegno per una vigilanza continua e diffusa del marchio”. Quest’anno, i “‘vigilatori’ sono stati presenti in Germania, Svizzera, Danimarca, Repubblica Ceca, Polonia e Italia, monitorando il posizionamento di mercato delle bottiglie di Primitivo di Manduria e i canali online per prevenire frodi e tutelare la qualità del prodotto”. “Nel corso degli anni abbiamo intrapreso numerose azioni di opposizione contro l’uso improprio o le imitazioni non autorizzate del nostro marchio in diversi mercati internazionali” ha raccontato Pastorelli, spiegando che “in passato, abbiamo agito legalmente in Turchia, Germania, Vietnam, Cile, Cina e Italia per tutelare l’autenticità e il prestigio della nostra Denominazione: difendere il marchio è fondamentale per proteggere le aziende e salvaguardare il consumatore finale”.


Nel 2024 il Consorzio ha anche organizzato corsi per i soci su temi fondamentali come l’etichettatura delle bottiglie secondo il nuovo Regolamento Ue, la difesa fitosanitaria e sulle diverse specie di cicaline. “All’inizio del 2025, un focus speciale sarà dedicato al ‘neuro selling’ e ‘neuro marketing’ con Vincenzo Russo, professore di Psicologia dei consumi e Neuromarketing presso lo Iulm di Milano, che guiderà i partecipanti in un viaggio tra psicologia dei consumi e tecniche innovative di vendita” ha annunciato la presidente, aggiungendo che “nei primi mesi del prossimo anno saremo presenti ‘Wine Paris 2025’, ‘Food Expo Greece’ ad Atene e ‘ProWein’ a Dusseldorf”. Guardando al futuro, Pastorelli ha evidenziato un obiettivo ambizioso: “La vinificazione del Primitivo di Manduria Doc Rosato rappresenta una sfida importante che punta a diversificare e arricchire la nostra offerta, mantenendo intatti i valori della tradizione”.

Vino, Ais Lombardia: nel 2024 organizzati 558 eventi e 102 corsi

Vino, Ais Lombardia: nel 2024 organizzati 558 eventi e 102 corsiMilano, 29 dic. (askanews) – Cresce in quantità e qualità l’offerta formativa di Ais Lombardia, la sezione regionale più numerosa dell’Associazione italiana sommelier con 8.300 soci. Nel 2024 sono stati organizzati 558 eventi e 102 corsi di qualificazione professionale (primo, secondo e terzo livello, per un totale di 43 lezioni) organizzati dalle dieci delegazioni provinciali che sono stati frequentati da oltre 3.500 persone.


“È stato un anno davvero molto intenso ma al tempo stesso ricco di soddisfazioni grazie al prezioso lavoro che tutte le delegazioni provinciali della nostra regione hanno messo in campo” ha dichiarato il presidente di Ais Lombardia, Hosam Eldin Abou Eleyoun sottolineando che “è cresciuto anche quest’anno sia il numero degli eventi, sempre più articolato e che si compone di appuntamenti con obiettivi differenti tra loro per andare incontro alle esigenze dei nostri soci, sia quello dei corsi di qualificazione professionale, che invece rappresentano il cuore pulsante della nostra offerta formativa”. Singole serate di approfondimento, seminari e master articolati in più incontri, viaggi studio sia in Italia che all’estero. Ma anche banchi di assaggio gratuiti dedicati sia a territori storici che meno noti del panorama vitivinicolo italiano, spesso organizzati in collaborazione con i Consorzi di tutela e, infine, tante palestre didattiche rivolte a chi sta frequentando i corsi e vuole ulteriormente approfondire la tecnica della degustazione in vista dell’esame finale. Sempre secondo quanto raccontato da Ais Lombardia, il percorso didattico che le delegazioni di Bergamo, Brescia, Cremona-Lodi, Lecco-Como, Mantova, Milano, Monza e Brianza, Pavia, Sondrio e Varese hanno organizzato nel 2024 è stato il più importante e ricco della storia dell’Associazione.


Il 2024 ha visto anche il debutto, in Lombardia, dei primi corsi per diventare sommelier Ais della Birra, novità introdotta quest’anno a livello nazionale. “Il corso è articolato in due livelli per un totale di 15 lezioni: le prime ad iniziare sono state le delegazioni di Brescia e Milano e nel 2025 sarà la volta anche di Monza e Pavia” ha spiegato il responsabile della didattica, Alessandro Caccia, rimarcando che “il riscontro da parte dei soci è stato ottimo: d’altronde la birra è un mondo ricco di storia e cultura, che da sempre affascina anche gli amanti del vino”. Tra le attività formative che l’Associazione porta avanti ogni anno, vi è anche quella dedicata ai sommelier degustatori e che vede come momento finale le intense giornate di degustazione del mese di giugno per giudicare i vini lombardi che poi saranno presenti nella guida regionale “ViniPlus” e in quella nazionale “Vitae”. “Il gruppo dei sommelier degustatori presenti in questa regione, che ha superato un apposito esame per acquisire questa importante qualifica, è composto ormai da più di 300 colleghi” ha precisato Luigi Bortolotti, responsabile dei degustatori di Ais Lombardia, evidenziando che “anche nel 2024 abbiamo organizzato almeno un incontro di formazione al mese, con sessioni di degustazioni alla cieca di grande approfondimento e che vedono la presenza di enologi, agronomi, produttori e sommelier che hanno vinto importanti concorsi a livello nazionale: la loro esperienza e professionalità contribuisce a stimolare e aumentare le conoscenze di tutti”.


Infine, i sommelier professionisti e non hanno la possibilità di frequentare la “Scuola Concorsi” che si articola in 12 lezioni pomeridiane tenute da campioni della sommellerie regionale e nazionale. “È un progetto che va incontro alle specifiche esigenze di chi intende acquisire un’eccellente preparazione per partecipare ai concorsi dell’Ais” ha spiegato il responsabile dell’area Concorsi, Luisito Perazzo, evidenziando che “quest’anno hanno frequentato la scuola 30 colleghi, e ben 5 dei 10 finalisti del concorso di Miglior Sommelier d’Italia 2024 sono arrivati dalla nostra regione, a partire dal vincitore Andrea Gualdoni”. Nel 2025 Ais festeggerà 60 anni. “In Lombardia celebreremo questo anniversario attraverso una serie di eventi, a partire da ‘Enozioni a Milano’, la nostra grande festa che apre come di consueto il nuovo anno” ha ricordato Abou Eleyoun, sottolineando che “la settima edizione si terrà da venerdì 31 gennaio a domenica 2 febbraio, con tre premi dedicati a grandi personaggi del mondo enogastronomico e importanti masterclass e banchi di assaggio”.

Vino, “Casa Onav”: un corso video su 20 vitigni storici da salvare

Vino, “Casa Onav”: un corso video su 20 vitigni storici da salvareMilano, 28 dic. (askanews) – L’Organizzazione nazionale assaggiatori vino (Onav) presenta “Casa Onav”, un nuovo corso dedicato a venti vitigni storici da salvare raccontati attraverso altrettanti cortometraggi. Venti vitigni da esplorare, venti storie da ascoltare e venti vini da assaggiare. Invernenga, Barsaglina, Nascetta, Baratuciat, Garofanata sono solo alcune delle varietà protagoniste che meritano di essere conosciute malgrado siano di difficilissima reperibilità.


Con questo corso, tutti gli interessati possono ricevere a casa un kit con 20 bottigliette mignon di vini prodotti da questi vitigni, e assaggiarli accompagnati da brevi video. Si potrà quindi entrare a casa del direttore di Onav, Francesco Iacono, ascoltare le spiegazioni del presidente Vito Intini, approfondire con il caporedattore della rivista “L’Assaggiatore”, Alessandro Brizi, e con Federica Bonello del Centro di ricerca viticoltura ed enologia di Asti.

Prosecco Doc da record nel 2024: 660 mln di bottiglie, +7% sul 2023

Prosecco Doc da record nel 2024: 660 mln di bottiglie, +7% sul 2023Milano, 28 dic. (askanews) – La Doc Prosecco si appresta a chiudere il 2024 con l’ennesimo record: gli imbottigliamenti della Denominazione raggiungeranno per la prima volta i 660 milioni di bottiglie, con un incremento del 7% rispetto al 2023, per un valore stimato al consumo di 3,6 mld di euro. Le bollicine veneto-friulane si confermano dunque come un pilastro della spumantistica italiana e mondiale con quasi il 25% della produzione dei vini italiani a Dop. Lo ha annunciato il Consorzio di Tutela del Prosecco Doc parlando di grande soddisfazione anche per la performance del Prosecco Doc Rosé: circa 60 milioni di bottiglie commercializzate quest’anno, oltre il 20% in più sul 2023.


“Nonostante le difficoltà che attraversa il settore enologico, il 2024 è stato un anno positivo per il Consorzio del Prosecco Doc” ha commentato il presidente Giancarlo Guidolin, spiegando che “guardiamo al 2025 con fiducia e rinnovato impegno, consapevoli che il nostro successo dipende dal lavoro di tutti gli attori della filiera: dai produttori ai vinificatori, dagli imbottigliatori ai partner commerciali, cui va un sincero ringraziamento per la dedizione che ha contribuito ai risultati ottenuti. Il Consorzio – ha concluso Guidolin – continuerà a valorizzare, tutelare e promuovere la nostra Denominazione, affrontando insieme le sfide future e rispondendo sempre più alle esigenze dei consumatori, con particolare attenzione alla sostenibilità”.

Nasce “Heraco” il nuovo blend rosso valdostano della famiglia Grosjean

Nasce “Heraco” il nuovo blend rosso valdostano della famiglia GrosjeanMilano, 24 dic. (askanews) – La Cantina biologica valdostana Grosjean Vins lancia un nuovo vino rosso, “Heraco”, acronimo dalle lettere che compongono i nomi di Hervé, Eraldo, Didier e Marco, terza generazione alla guida dell’azienda famigliare nata negli anni Sessanta a Quart (Aosta).


Il nuovo progetto enologico, prodotto in appena mille bottiglie, prende vita nell’estate dell’anno scorso dall’idea di utilizzare i due principali cru della Cantina, le vigne Tzeriat e Rovettaz. La prima, piantata negli anni ’60 dal nonno Dauphin, porta il Pinot Nero, mentre la seconda, il più grande vigneto dell’azienda (6,5 ettari), dà Fumin, Petit Rouge e la varietà locale di Nebbiolo denominata Picotendro. Dopo aver riposato in tonneau da 600 lt, il vino affina in bottiglia. Grosjean Vins conta oggi 20 ettari per una produzione complessiva di circa 185mila bottiglie.