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Vino, Banfi: a Hallgarten and Novum Wines esclusiva portafoglio per UK

Vino, Banfi: a Hallgarten and Novum Wines esclusiva portafoglio per UKMilano, 10 dic. (askanews) – Hallgarten and Novum Wines rappresenterà in esclusiva per il mercato UK l’intero portafoglio della celebre azienda montalcinese Banfi, coordinandone la distribuzione in tutti i canali on e off trade nel Regno Unito.


“Sono rimasto assolutamente affascinato quando ho assaggiato per la prima volta i vini Banfi, dire che sono soddisfatto di accoglierli nel nostro portafoglio è un eufemismo: sono sicuro che incontreranno grande entusiasmo alla nostra degustazione annuale di gennaio” ha dichiarato il direttore di Hallgarten Wines, Jim Wilson, spiegando che “l’inserimento di Banfi rientra nel progetto di ampliamento di portafoglio di marchi italiani, con l’obiettivo di aggiungere maggiore ampiezza e profondità nelle regioni chiave del Paese”. “Siamo elettrizzati per la nuova partnership nel Regno Unito, non vediamo l’ora di iniziare a lavorare insieme per far conoscere i nostri pregiati vini ai loro numerosi clienti” ha commentato la Ceo di Banfi, Cristina Mariani-May, sottolineando che “ricerca, innovazione e ospitalità sono nel nostro Dna, e siamo certi che con Hallgarten Wines continueremo il nostro percorso per la costruzione di un mondo del vino migliore”.


Fondata nel 1933 e acquistata nel 2023 da Coterie Holdings, Hallgarten & Novum Wines è uno dei principali distributori specializzati di vino del Regno Unito: importa vini da produttori da tutto il mondo, rifornendo l’on e l’off trade di alto livello del Paese. Nel 2018 ha ottenuto la certificazione ISO 14001 per il suo impegno a ridurre al minimo l’impatto ambientale, e la certificazione Silver Investors in People nel 2023. Negli ultimi cinque anni, Hallgarten è stata premiata con il Sommelier Wine Awards “Large Agent of the Year Trophy 2024″, oltre che con l’”European Merchant of the Year” nel 2020 e nel 2019; con l’IWSC “Wine Distributor Trophy 2023”; con The Drinks Business “Drinks Company of the Year 2023”; con l’International Wine Challenge “On Trade Supplier of the Year 2023” e con il “Merchant Wine List of the Year Awards” nel 2019 e nel 2021.

Vino, Federdoc: campagna europea su alcol è fuorviante, inaccettabile

Vino, Federdoc: campagna europea su alcol è fuorviante, inaccettabileMilano, 9 dic. (askanews) – Federdoc unitamente alla Federazione europea dei vini ad indicazione geografica (Efow) esprime la propria preoccupazione “sul contenuto della cartellonistica esposta durante la Settimana europea di sensibilizzazione sull’alcol 2024”, inaugurata il 3 dicembre scorso nella sede del Parlamento Europeo. I cartelloni esposti presso il Parlamento europeo e visibili fino al termine dell’iniziativa, raffigurano una bottiglia di vino “la cui etichetta riporta ingredienti non utilizzati nei prodotti vitivinicoli, come l’etanolo, in quanto non ammessi e contemplati dalla disciplina vigente”. In aggiunta, per promuovere la campagna, sulla stessa etichetta “è stata riprodotta l’immagine del Bacco di Caravaggio utilizzato proprio dal ministero della Sovranità Alimentare lo scorso Vinitaly per rappresentare il legame esistente nel nostro Paese tra vino e cultura”.


“Non è accettabile che una campagna di comunicazione, finanziata dall’Unione europea e dall’Oms, offra ai consumatori una comunicazione così fuorviante sul prodotto vino rappresentandolo come il frutto di ingredienti non ammessi dalla disciplina europea” ha dichiarato il presidente di Federdoc, Gallarati Scotti Bonaldi, rimarcando che “il settore vino per giunta rappresenta ad oggi l’unico settore, tra le bevande alcoliche, che, a livello europeo, si è dotato di regole di etichettatura sugli ingredienti, calorie e valori nutrizionali proprio al fine di informare i consumatori in maniera corretta e di dimostrare la sua trasparenza forte della qualità e salubrità dei propri prodotti”. “Sembrerebbe evidente che, ancora una volta, il vino sia al centro del mirino – ha concluso Federdoc – travolto da una campagna di stigmatizzazione ormai senza limiti e ragionevolezza”.

Vino, da 20 a 22 dicembre “Christmas Edition” del Badesi Wine Festival

Vino, da 20 a 22 dicembre “Christmas Edition” del Badesi Wine FestivalMilano, 9 dic. (askanews) – Badesi si prepara ad accogliere la “Christmas Edition” del Badesi Wine Festival: da venerdì 20 a domenica 22 dicembre, il borgo costiero in provincia di Sassari sarà il palcoscenico di un’esperienza capace di coinvolgere professionisti del settore, appassionati di vino e visitatori alla scoperta delle eccellenze enogastronomiche del territorio. L’evento si svilupperà su tre giornate con masterclass, convegni tematici, spettacoli dal vivo e varie attività nel cuore del Paese, diffusi tra la sala polivalente del Comune e nel “Villaggio Wine Festival”, che ospiterà stand espositivi, aree degustazione e spazi dedicati all’intrattenimento. Tra le Cantine presenti nel Villaggio si segnalano: Lepori, Fradiles Vitivinicola, la Cantina Li Seddi, Bodà, Cantina Gianluigi Deaddis, Tenute Pische, Tenute Pinna, Tenuta Asinara, Cantina Li Duni e l’azienda vitivinicola Binzamanna.


Organizzato dall’associazione culturale Il Leone e Le Cornucopie e dal Comune di Badesi, il festival gode del contributo dell’assessorato al turismo, artigianato e commercio della Regione Sardegna ed è realizzato in collaborazione con ProLoco Badesi, Assoenologi Sardegna e la Facoltà di Agraria dell’Università di Sassari. “Come amministratori siamo orgogliosi di esser riusciti ad organizzare la manifestazione di tre giorni dedicata al vino e a tutta la filiera vitivinicola, per la nostra comunità una preziosa risorsa” ha dichiarato il sindaco di Badesi, Giovanni Maria Mamia, ricordando che “come infatti è noto, Badesi ha una cultura centenaria legata alla produzione del vino con parecchi vigneti impiantati a piede franco, caratteristica che ci contraddistingue e rende la produzione vinicola del nostro territorio particolarmente ricercata nella sua specificità”. “Il Festival è un viaggio nel cuore della tradizione vinicola sarda, un’occasione per scoprire come il vino possa raccontare la storia e l’identità di un territorio unico” hanno affermato gli organizzatori Fabio Alescio e Tiziana Biscu, evidenziando che “la partecipazione di esperti e appassionati rende l’evento un punto di incontro per chiunque desideri approfondire il mondo del vino”. Il 20 dicembre, dopo i saluti del sindaco e la presentazione delle attività, alle 16 avrà il convegno “Conoscere i vini delle viti a piede franco” a cura di Mariano Murru, presidente Assoenologi Sardegna, e che vedrà come relatori Luca Mercenaro, (Facoltà di Agraria dell’Università di Sassari) e il sommelier Ais, Pierpaolo Fiori. Nel Villaggio si svolgeranno invece attività di intrattenimento dei bambini e performance musicali.


Il 21 dicembre, a partire dalle 10 verrà presentata la programmazione turistica 2025 a cura di Martina Catte, Consulente turismo sostenibile – Etifor-Valuing Nature. A seguire, si terrà il seminario “La storia del pane e del vino e la sua diffusione nella Regione Sardegna” diretto da Naomi Deaddis, enologa dell’Assoenologi Sardegna e componente dell’associazione Donne del Vino, con relatore Antonio Farris, Presidente dell’Accademia sarda del lievito madre. Nel pomeriggio le masterclass continueranno alle 16 con l’incontro in compagnia di uno chef su “L’importanza dell’abbinamento cibo e vino” a cura di Naomi Deaddis. Contemporaneamente al Villaggio si terranno le attività di intrattenimento per famiglie con l’esibizione dei cori e lo spettacolo “Bollicine” di Max Giusti e la sua band. Il 22 dicembre, il festival si chiuderà con due masterclass alla sala Polivalente: alle ore 12 è previsto l’incontro “Il valore del territorio nel bicchiere” diretta Giuseppe Carrus, curatore della guida Vini d’Italia del Gambero Rosso, mentre alle 16 è atteso il convegno su “Il business del vino: sfide future e nuove professionalità”, introdotto dal prof. Valerio Mancini della Sapienza Università di Roma, con interventi di produttori, enologi e sommelier. Al Villaggio giochi e divertimento e in serata la festa di chiusura.

Vino, DoctorWine lancia le videodegustazioni di Daniele Cernilli

Vino, DoctorWine lancia le videodegustazioni di Daniele CernilliMilano, 7 dic. (askanews) – E’ stata inaugurata da pochi giorni la prima serie della nuova rubrica “Degustati per voi da DoctorWine” composta da 20 puntate che saranno pubblicate entro Natale su YouTube. Ogni video è dedicato a uno dei vini che nell’edizione 2025 della “Guida Essenziale” sono stati premiati con un punteggio minimo di 95 centesimi, quindi con almeno uno dei “faccini” DoctorWine che sigillano il massimo della qualità.


“Il desiderio di valorizzare le degustazioni dei migliori vini presenti nell’ultima edizione della ‘Guida Essenziale’ nasce dal successo sempre crescente che riscuotono le degustazioni dal vivo condotte in varie occasioni dal nostro maestro Daniele Cernilli” spiega Stefania Vinciguerra, caporedattrice di DoctorWine, aggiungendo che “con questa rubrica abbiamo voluto rendere disponibili e fruibili tutti i racconti che accompagnano le sue degustazioni dei più grandi vini presenti in guida e poter far apprezzare al più ampio pubblico possibile lo stile sempre chiaro e brillante di Daniele, la sua immensa cultura di settore, sia specifica sui prodotti in sé che sulla storia della loro nascita e degli uomini che con visione e impegno sono stati gli artefici del successo conseguito”. Tutte le degustazioni sono disponibili sul canale Youtube DoctorWine, attivo da oltre 15 anni e ricco di numerosissimi contenuti raccontati complessivamente in più di 460 video in gran parte tradotti in inglese.

Vino, “Guida bio 2025”: appuntamento a Salerno il 18 e 19 gennaio 2025

Vino, “Guida bio 2025”: appuntamento a Salerno il 18 e 19 gennaio 2025Milano, 7 dic. (askanews) – La Stazione Marittima di Salerno, gioiello architettonico firmato da Zaha Hadid, si prepara ad ospitare la presentazione della sesta edizione di “Guida Bio”, l’unica interamente dedicata ai vini provenienti da agricoltura biologica certificata e in conversione.


L’appuntamento è per sabato 18 e domenica 19 gennaio 2025. Dalle 16 alle 23 di sabato i visitatori potranno degustare i vini premiati dalla guida e incontrare direttamente i produttori, mentre domenica alle 11 si terrà la presentazione ufficiale della Guida e la cerimonia di premiazione delle “Foglie d’Oro”, il riconoscimento assegnato ai vini che si sono distinti per qualità, tipicità ed eleganza. Dalle 16 si riapriranno i banchi d’assaggio per continuare con le degustazioni. Curata da Antonio Stanzione ed edita da Rubbettino, “Guida Bio 2025” ha recensito oltre 2.500 etichette e “porta alla scoperta di territori eterogenei e di storie appassionanti, raccontando le sfide e le soddisfazioni di un’agricoltura sempre più attenta alla tutela dell’ambiente e alla qualità del prodotto finale”.


“L’evento a Salerno – ha dichiarato Stanzione – si preannuncia come un momento importante per riconoscere e promuovere il lavoro straordinario dei produttori di vino biologico in Italia, una testimonianza del loro impegno per la sostenibilità, la qualità e la promozione del territorio a tutela del patrimonio per le generazioni future”.

Prima della Scala: chef stellato Andrea Aprea firma il menù per 500 ospiti

Prima della Scala: chef stellato Andrea Aprea firma il menù per 500 ospitiMilano, 7 dic. (askanews) – Il 7 dicembre l’inaugurazione della Stagione d’opera 2024/2025 del Teatro alla Scala, che vedrà in scena l’opera di Giuseppe Verdi La forza del destino, sarà seguita come da tradizione da una cena di gala che si terrà anche quest’anno alla Società del Giardino. Gli oltre 500 ospiti saranno accolti dall’organizzazione di Caffè Scala guidata da Salvatore Quartulli: sette maître, sessanta camerieri, trenta sommeliers e dieci addetti alla movimentazione per servire il menu firmato dallo chef a due stelle Michelin, Andrea Aprea.


L’allestimento delle decorazioni della cena è stato affidato agli studenti del Triennio in Scenografia di Naba, Nuova accademia di belle arti coordinati da Desiree Demolli. Margherita Palli, Set Design Advisor dell’Accademia, ha seguito gli studenti nell’elaborazione dell’allestimento per la cena di gala ma anche per il disegno della decorazione floreale del palco centrale. “Il progetto degli studenti di Naba – spiega Palli – si ispira a Il Parnaso di Andrea Appiani, protagonista indiscusso della scuola neoclassica italiana, per la scelta cromatica dei fiori, e al cambio di stagione, con candelabri e decorazioni argento”. Per l’organizzazione della cena Caffè Scala si ispira a principi di sostenibilità e inclusione con il coinvolgimento anche quest’anno di giovani all’inizio del loro percorso professionale ma anche dei ragazzi della Locanda alla Mano di Milano, un progetto sociale di integrazione per giovani con sindrome di Down e di risorse diversamente abili attraverso l’inserimento lavorativo e lo sviluppo professionale. Il progetto è promosso e realizzato da Contè Società cooperativa sociale onlus, con il contributo di Repower, la collaborazione di Agdp (associazione genitori ragazzi con sindrome di Down) e il patrocinio del Comune di Milano. La sostenibilità infine si concretizza nell’utilizzo di prodotti a chilometro zero, alimenti non geneticamente modificati e in pratiche di riuso e collaborazione con enti istituzionali che possono donare il cibo a chi ne ha bisogno.


Il menù della cena di gala prevede quattro proposte di finger food al passaggio – Baccalà mantecato con morbido di patata, pomodoro giallo, lardo e pane croccante, zuppa di pane con spalla di San Secondo, e Focaccia ai semi di finocchio e pancetta piacentina – accompagneranno gli ospiti nel vivo del menù, che si apre con un risotto mantecato al Grana Padano Riserva, funghi e sottobosco, evocando i profumi della terra di Verdi. A seguire lesso di vitello glassato al pepe nero accompagnato da mostarda di Cremona e cavoletti, un tocco contemporaneo a un classico amato dal compositore. Per concludere, il dessert rende omaggio alla tradizione natalizia meneghina: il Panettone 2.0, dolce icona di Milano. La cena di gala vede anche il contributo di alcuni partner storici del Teatro come Bellavista, Caffè Borbone, Elisenda, il marchio della pasticceria di Esselunga e Valextra. In parallelo alla cena alla Società del Giardino, verrà servita la cena per la festa di tutte le maestranze del Teatro nel retro-palcoscenico, un buffet per 500 persone allestito in brevissimo tempo durante gli applausi, cucinato su misura dall’ executive chef di Caffè Scala Palmer Bischetti e dal suo staff.

Il Franciacorta di Rizzini è un grande Chardonnay millesimato vintage

Il Franciacorta di Rizzini è un grande Chardonnay millesimato vintageMilano, 7 dic. (askanews) – Il tesoro di Guido Rizzini nasce in appena 2,2 ettari coltivati esclusivamente a Chardonnay, un unico vigneto su due livelli a Monticelli Brusati, al confine Nord della Franciacorta (Brescia), dove il suolo, inusualmente argilloso, è conosciuto per dar vita a vini di struttura e di una certa potenza. A mettere a dimora queste piante (allora c’era anche il Pinot Bianco) sopra la piccola Cantina era stato quarant’anni fa, il padre di Guido, Beniamino.


Qui, a partire dal 1992 e soprattutto dal 1999 dopo la scomparsa del papà, questo 48enne vignaiolo indipendente lavora con grande passione, assoluta perizia e tangibile scrupolo per realizzare un Metodo Classico millesimato vintage che sia lo specchio della poliedrica risposta che questo vitigno internazionale a bacca bianca riesce a regalare a seconda dell’annata. E grazie ad uno stile rigoroso, preciso e pulito, i risultati sono davvero eccellenti, tanto che negli anni Rizzini Franciacorta è diventato un punto di riferimento per gli appassionati di bollicine. Fatto che non ha cambiato questo vignaiolo tanto timido quanto tenace e scrupolosissimo che non vuole scendere a compromessi e continua a lavorare esclusivamente le proprie uve figlie di rese volutamente assai basse e poi ulteriormente selezionate tanto da non arrivare a finire in bottiglia se non convincono appieno. Per Rizzini e il suo enologo Andrea Rudelli (subentrato da una quindicina di anni ad Alberto Musatti) non esistono standard, il destino di ogni vino viene deciso annata per annata prima della sboccatura, in base alle sue caratteristiche e al suo potenziale evolutivo.


Una scelta coraggiosa che implica produrre un totale di bottiglie che annualmente si aggira intorno alle 15mila, ma corretta perché, alzando anno dopo anno l’asticella della qualità, diviene anche l’arma per distinguersi nel sempre più affollato mercato dei Franciacorta. Ecco allora che il Brut affina in acciaio un minimo di 60 mesi sui lievi, e tempi ancora più lunghi sono previsti per il Dosaggio Zero, l’Extra Brut e la Riserva, quest’ultima prodotta solo nelle “annate eccezionali” e che, come l’Extra Brut, fa un passaggio in barrique. Il mantra di Rizzini è “il vino deve uscire nel suo momento ottimale”: qualcuno può dargli torto?

”Wine Tourism Hub”: risorse umane punto debole enoturismo italiano

”Wine Tourism Hub”: risorse umane punto debole enoturismo italianoMilano, 7 dic. (askanews) – “La mancanza di risorse umane qualificate non è solo un problema organizzativo ma una vera minaccia per il futuro di un settore strategico per la sostenibilità economica del nostro comparto vitivinicolo”. Così, Lavinia Furlani, presidente di Wine Meridian e co-fondatrice di Wine Tourism Hub, ha commentato i risultati dell’indagine nazionale sul settore enoturistico italiano condotta da WTH e presentata nei giorni scorsi a BTO 2024 a Firenze.


Lo studio, che ha coinvolto centinaia di professionisti del comparto, ha messo in luce ostacoli cruciali e sfide strategiche che rallentano lo sviluppo dell’enoturismo nel nostro Paese. Risorse umane, infrastrutture e digitalizzazione emergono come i temi centrali di una panoramica che invita a una riflessione approfondita. Il dato più allarmante riguarda il fatto che il 43% delle aziende intervistate identifica nella carenza di competenze specifiche e risorse umane adeguate il principale freno all’enoturismo nel nostro Paese. Tra le difficoltà più comuni evidenziate ci sono il reclutare personale qualificato (54% delle aziende), e motivare e trattenere collaboratori (35%), spesso scoraggiati da contratti stagionali e limitate prospettive di carriera. Il 36% degli intervistati lamenta inoltre infrastrutture inadeguate, mentre il 32% segnala una difficile collaborazione tra enti locali e operatori turistici. L’assenza di spazi attrezzati per eventi e servizi igienici adeguati complica ulteriormente l’accoglienza. “Non è necessario aspettare strutture perfette – sottolinea Furlani – ma partire da ciò che si ha, con una comunicazione mirata e una valorizzazione autentica del territorio”.


L’indagine ha anche rivelato che offrire prodotti alimentari durante le attività enoturistiche è considerato molto importante dalla maggior parte degli operatori ma resta un ambito critico. Le difficoltà principali includono: le normative igienico-sanitarie complesse (36%), spazi e logistica inadeguati (23%), e costi elevati per approvvigionamento e gestione degli sprechi (13%). Per quanto riguarda l’importanza crescente degli strumenti digitali, il 46% delle aziende dichiara di essere sotto la sufficienza quando si parla di digitalizzazione. Per quanto riguarda l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, le principali barriere includono la mancanza di risorse finanziarie (20%) e di priorità aziendale (37%). Tuttavia, l’uso di strumenti come “bot” per prenotazioni e assistenti virtuali per personalizzare le visite, sono riconosciuti come un’opportunità concreta per migliorare l’esperienza dei visitatori.

Vino, il 7 dicembre anteprima ragionata dell’annata 2021 del Barolo

Vino, il 7 dicembre anteprima ragionata dell’annata 2021 del BaroloMilano, 6 dic. (askanews) – Sabato 7 dicembre alle 15 all’Enoteca Regionale del Barolo a Barolo (Cuneo) è in programma “L’annata che verrà. Cosa aspettarsi dal Barolo 2021 ?”, un pomeriggio per scoprire in anteprima cosa riserverà il Barolo 2021, prima del suo debutto ufficiale sui mercati previsto per il 1 gennaio 2025. L’appuntamento, organizzato dall’Enoteca Regionale del Barolo, è a cura di Michele Longo che traccerà il probabile profilo del millesimo 2021 con l’intervento tecnico di Luca Rostagno, mentre in collegamento da Shangai, interverrà Ian D’Agata che analizzerà l’annata 2021 nel contesto del mercato internazionale e delle aspettative dei consumatori più esigenti.


“L’evento, a numero chiuso e su prenotazione gratuita, sarà un’occasione imperdibile per conoscere il profilo di un’annata che, pur ancora complessa da interpretare, si preannuncia molto interessante” ha affermato la direttrice dell’Enoteca Regionale del Barolo, Cristiana Grimaldi, ricordando che “non sarà possibile assaggiarlo durante l’evento e dunque i partecipanti potranno accedere ad un’analisi esclusiva basata su dati tecnici, testimonianze dirette e prospettive degli esperti, anticipando ciò che sarà disponibile solo nei mesi a venire”. Inoltre verrà presentato il progetto “Oltre l’annata: viaggio nel terroir e nelle menzioni geografiche aggiuntive (Mga) comunali del Barolo 2021” a cura di Michele Longo e Cristiana Grimaldi e in programma nel primo semestre del 2025. Il progetto esplorerà in profondità le peculiarità territoriali delle Mga comunali, e l’insediamento della nuova Commissione tecnica di degustazione A. Cordero, che avrà il compito di selezionare le nuove ammissioni all’Enoteca Regionale del Barolo, ma anche di individuare il Barolo istituzionale rappresentativo delle prossime annate.


“I dati che sveleremo saranno contestualizzati per andare oltre le statistiche, anche grazie al contributo di testimonianze dirette di numerosi produttori locali, che interverranno appositamente per l’occasione” ha proseguito Grimaldi, aggiungendo che “i racconti autentici dal cuore delle vigne daranno un quadro vivido delle sfide e delle peculiarità che hanno caratterizzato l’annata 2021”.

Vino, Consorzio Maremma Toscana compie 10 anni e supera 7 mln bottiglie

Vino, Consorzio Maremma Toscana compie 10 anni e supera 7 mln bottiglieMilano, 6 dic. (askanews) – Il Consorzio della Maremma Toscana è arrivato al traguardo dei dieci anni passando dai 9 soci dell’atto costitutivo ai 469 che oggi operano in tutta la provincia di Grosseto, con le bottiglie che da meno di 3,5 milioni supereranno quest’anno per la prima volta i 7 milioni (+6,9%. “Abbiamo lavorato intensamente per portare la Doc Maremma Toscana ad un livello sempre più alto di qualità e di visibilità. Abbiamo fatto degli evidenti passi in avanti ma vi è ancora molto da fare” ha spiegato Francesco Mazzei alla guida del Consorzio dal 2018, ricordando che “siamo attualmente al quarto posto per l’imbottigliato tra le Denominazioni Toscane, anche in questi primi dieci mesi dell’anno abbiamo registrato una crescita del 6,9%, in controtendenza con l’andamento regionale, siamo giovani e dinamici. L’obiettivo – ha concluso – è di chiudere il 2024 superando i 7 milioni di bottiglie e di portare avanti alcuni progetti a cui teniamo particolarmente come la razionalizzazione del Disciplinare, la ricerca e la caratterizzazione viticola, l’enoturismo e la sinergia con gli altri Consorzi sul territorio”.


L’evoluzione ha visto anche dei cambiamenti importanti per quanto riguarda le diverse tipologie: se nel 2014 i rossi segnavano un 69% con un 28% di bianchi e un 3% di rosati, nel 2024 i rossi sono scesi al 54% con i rosati sostanzialmente stabili al 4% mentre i bianchi hanno superato il 40%, con il Vermentino che traina la Denominazione e che, con una quota di più del 30% dell’imbottigliato, è attualmente la tipologia più imbottigliata della DOC. La produzione vitivinicola sul territorio vede impegnati viticoltori piccoli e medi a fianco di alcuni dei nomi più blasonati del panorama enologico nazionale, che vedono nella Maremma Toscana una zona ricca di potenzialità. “Con il Vermentino, che ci sta dando grandi soddisfazioni, abbiamo certamente ottenuto un miglioramento del valore del brand Doc Maremma Toscana, strada da perseguire anche con le altre tipologie di vino previste dal Disciplinare” ha proseguito Mazzei, rimarcando che “resta fermo l’obiettivo dei 10 milioni di bottiglie nel medio periodo, massa critica indispensabile per avere più visibilità sui mercati”.


“Il nostro impegno per la qualità e l’innovazione ha attratto nuovi soci, registrando un aumento costante della produzione e della visibilità dei nostri vini sui mercati internazionali” ha messo in luce il direttore del Consorzio, Luca Pollini, precisando che “siamo consapevoli che la grande varietà ampelografica che può offrire la Maremma, con un territorio incontaminato in un contesto ambientale unico dove la vite è inserita in modo armonico ed equilibrato e la biodiversità è un fattore acclarato, costituiscano un punto di forza e ci abbiano aiutato nel processo di crescita della Denominazione”. “E’ un bellissimo compleanno per una Doc che sta acquisendo sempre maggiore credibilità e che si sta affermando sempre di più sui mercati nazionali e internazionali, lavorando sulla qualità del prodotto e sulla modernità e bellezza delle proprie cantine” ha dichiarato la vicepresidente della Regione Toscana e assessora all’Agroalimentare, Stefania Saccardi, aggiungendo che “il Consorzio ha fatto un lavoro straordinario di protezione e valorizzazione di questi vini, sviluppando promozione e tutela e portando in giro per il mondo una Maremma che è sempre più anche un luogo di attrazione turistica”.