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Consorzio Vino Toscana: sì a proposta per Denominazione “Toscana Igt”

Consorzio Vino Toscana: sì a proposta per Denominazione “Toscana Igt”Milano, 6 dic. (askanews) – Sono state approvate dalla giunta regionale della Toscana le proposte di modifica avanzate dal Consorzio Vino Toscana riguardo al Disciplinare di produzione dell’indicazione geografica che al momento è “Toscano” o “Toscana Igt”. Lo ha reso nota con un comunicato la stessa Regione, spiegando che di “di notevole rilievo le novità a cui, in seguito all’istruttoria tecnica effettuata dal settore regionale competente e alla successiva consultazione della filiera regionale, la Regione ha dato parere favorevole. In particolare: l’eliminazione del termine “Toscano” dalla Denominazione che si chiamerebbe solo “Toscana Igt”; l’introduzione delle categorie “Vino Spumante” e “Vino Spumante di qualità”, della tipologia “Rosso Frizzante” e quella in etichetta del termine geografico “Toscana”.


“Il solo termine ‘Toscana’ contribuirà a rafforzare l’identità e la qualificazione del vino della Denominazione e contemporaneamente aiuterà il consumatore a comprendere correttamente la provenienza geografica del vino” ha affermato il governatore Eugenio Giani, spiegando che “il nome ‘Toscana’ è divenuto nel tempo un marchio di grande importanza a tutti i livelli, non solo nell’ambito della produzione vitivinicola, ed è proprio il nome della regione ad essere riconosciuto e considerato sia a livello nazionale sia a livello internazionale”. L’altra modifica di grande impatto riguarda l’introduzione dei vini “Spumante”, “Spumante di qualità” e “Rosso frizzante”. Negli ultimi decenni, nell’ambito dell’Igt, a fianco della produzione di vini fermi si è sviluppata da una parte la produzione di vini spumanti e dall’altra, si è evoluta quella dei vini rossi frizzanti provenienti dalla lavorazione dei vitigni coltivabili in Toscana. “L’introduzione di spumanti e vini frizzanti all’interno della Denominazione, considerato l’aumento della domanda sul mercato interno e su quello internazionale, rappresenta un notevole impulso alla crescita delle aziende viticole toscane – ha precisato la vicepresidente e assessora all’Agroalimentare, Stefania Saccardi – che avranno l’opportunità di incrementare la produzione e allo stesso tempo di diversificare l’offerta dei prodotti”.


Dopo il parere favorevole della Regione, come previsto dalla normativa di riferimento, la richiesta dovrà essere esaminata dal ministero della Sovranità alimentare e delle Foreste, e dalla Commissione europea.

Vino, dopo 4 anni arriva ultimo brindisi tra Ferrari Trento e Formula1

Vino, dopo 4 anni arriva ultimo brindisi tra Ferrari Trento e Formula1Milano, 6 dic. (askanews) – Dal primo brindisi sul podio a Imola nel 2021, fino al debutto dei Gran Premi di Miami e Las Vegas nel 2022 e nel 2023. Ma anche il record delle 100 vittorie di Lewis Hamilton e il primo GP di Montecarlo vinto da un monegasco, Charles Leclerc. Ferrari Trento festeggia quattro anni di momenti memorabili in uno degli sport più prestigiosi al mondo. La partnership, avviata nel 2021, come brindisi ufficiale di Formula1 si sta infatti per concludere mentre ad Abu Dhabi si scaldano i motori per tagliare l’ultimo traguardo della stagione 2024.


“La partnership con Formula1 è stata un viaggio appassionante che ci ha permesso di portare le nostre bollicine Trentodoc in tutto il mondo, dando loro una straordinaria visibilità” ha commentato Matteo Lunelli, presidente e Ceo di Ferrari Trento, sottolineando che “è stata una bellissima esperienza sentirsi parte di questa famiglia e siamo estremamente orgogliosi dei progetti portati avanti insieme ma siamo al contempo pronti a guardare al futuro e a nuove opportunità che ci permetteranno di portare avanti la tradizione di festeggiare all’insegna dell’eccellenza e dell’italianità”. Ben 292 i Jeroboam (la celebre bottiglia da tre litri) stappati su 73 podi e quasi 250mila le bottiglie servite nelle migliori aree ospitalità dei circuiti durante i fine settimana di gara. Ma i “Ferrari F1 Podium Jeroboam” non hanno solo accompagnato le vittorie dei campioni: infatti, grazie alla vendita all’asta delle bottiglie autografate dai piloti sul podio, sono stati raccolti oltre 180mila euro destinati a realtà quali Make a Wish, Race Against Dementia, Keep Fighting, Senna Foundation, Keep Memory Alive, Croce Rossa Internazionale e la Protezione Civile dell’Emilia-Romagna.


“Voglio ringraziare il team Ferrari Trento, guidato da Matteo Lunelli, per questi incredibili 4 anni di partnership: è stato magnifico collaborare con un brand che con grande passione e impegno ha portato, grazie alle sue bollicine, un tocco di classe al podio e alle nostre hospitality” ha aggiunto il presidente e Ceo di Formula1, Stefano Domenicali, rimarcando che “sono certo che continueranno un percorso di crescita e successo nei prossimi anni”.

Vino motore economico della Campania: nel 2023 produzione vale 101 mln

Vino motore economico della Campania: nel 2023 produzione vale 101 mlnMilano, 5 dic. (askanews) – “Il XXII Rapporto Ismea-Qualivita consacra la provincia di Benevento come uno dei poli più dinamici per le filiere agroalimentari Dop e Igp italiane, con un valore alla produzione complessivo di 59 milioni di euro”. Lo spiega il Sannio Consorzio Tutela Vini, sottolineando che “nel comparto vino Campania, tra le Denominazioni con il maggiore ritorno e impatto economico, rientrano le indicazioni geografiche: Benevento IGP, Falanghina del Sannio Dop e Sannio Dop. Le bottiglie certificate con i contrassegni di Stato “ne sottolineano la forza e la resilienza della Dop Economy sannita, che continua a rappresentare un asset strategico per il sistema produttivo locale e regionale, nonostante le difficoltà del settore agricolo e dei mercati globali”.


Da gennaio a novembre di quest’anno sono state vendute 5,2 mln di bottiglie di Sannio Doc, 4,7 di Falanghina del Sannio Doc e poco meno di 250mila bottiglie di Aglianico del Taburno Docg, mentre negli ultimi tre mesi (settembre, ottobre e novembre 2024) ben 3,3 mln di Benevento Igp, per un totale di circa 13,6 mln di bottiglie certificate per oltre 50 milioni di euro di valore alla produzione. Il comparto vino si conferma un motore economico non solo per il Sannio ma per l’intera regione Campania, che nel 2023 ha registrato un valore alla produzione di 101 mln di euro, coinvolgendo 4.406 operatori. “Questi risultati – rimarca l’ente consortile del Sannio – rafforzano il ruolo della Campania nell’ecosistema nazionale della Dop Economy, prima regione del Sud Italia per valore alla produzione con 921 mln di euro nel 2023, generati dalle 59 filiere del cibo e del vino Dop e Igp che ricadono sul territorio”.

”Sud Top Wine”: 69 i vini premiati alla sesta edizione a Mondello

”Sud Top Wine”: 69 i vini premiati alla sesta edizione a MondelloMilano, 5 dic. (askanews) – Allo Splendid Hotel La Torre di Mondello (Palermo) si è tenuta la cerimonia di premiazione delle 69 etichette selezionate tra le oltre 500 provenienti da Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sardegna e Sicilia per la sesta edizione di “Sud Top Wine”, il concorso organizzato da Cronache di Gusto che si inserisce nel più ampio contesto di “Taormina Gourmet On Tour”, che per la prima volta ha fatto tappa a Palermo.


Ad affiancare in giuria Federico Latteri (Cronache di Gusto), c’erano Bernard Burtschy (Les Échos), James Button, (Decanter), Eirik Sand Johnsen (Vinforum.no), Bonnie Reinwald (SommThing.eu), Claudia Stern (Vinum) e l’ Italian Wine Ambassador Cynthia L. P. Chaplin. Tra le innovazioni introdotte in questa edizione spicca l’attribuzione di punteggi in centesimi per ogni vino premiato e l’assegnazione di riconoscimenti speciali ai migliori bianco e rosso assoluti. Il premio come miglior rosso in assoluto è andato alla Sardegna per il “Barbagia Rosso Igt Ghiarada Ocruarana 2002” della Cantina Teularju di Marmojada (Nuoro), mentre quello per il miglior vino bianco in assoluto è stato attribuito al “Greco di Tufo Riserva Docg Vittorio 2010” di Di Meo di Salza Irpina (Avellino).


“La sesta edizione di Sud Top Wine continua a dimostrare quanto la biodiversità e il fascino dei nostri vini meritino attenzione non solo in Italia, ma anche a livello internazionale. E’ un orgoglio per noi dare voce a territori emergenti che rappresentano il futuro del panorama enologico” ha dichiarato Fabrizio Carrera, direttore di Cronache di Gusto e ideatore del concorso, spiegando che le 69 bottiglie premiate saranno promosse in degustazioni esclusive sia in Europa che negli Stati Uniti.

Vino, dal 23 al 25 febbraio 2025 a Bologna la quarta Slow Wine Fair

Vino, dal 23 al 25 febbraio 2025 a Bologna la quarta Slow Wine FairMilano, 4 dic. (askanews) – E’ stata presentata a Milano la quarta edizione di Slow Wine Fair, la fiera internazionale del “vino buono, pulito e giusto”, in programma a BolognaFiere dal 23 al 25 febbraio 2025 con la direzione artistica di Slow Food. Dopo il focus sulla salute del suolo dello scorso anno, la fiera lancia un nuovo dibattito (“Packaging e logistica: la sostenibilità del vino, oltre il vino”) per ragionare di innovazioni e alleanze possibili per alleggerire il costo economico e ambientale del vino. La manifestazione si terrà in contemporanea a “Sana Food”, il nuovo format sulla sana alimentazione nei consumi fuori casa dello storico salone “Sana”, giunto alla sua 36esima edizione. La business community del cibo biologico verrà dunque affiancata in padiglioni attigui da una mostra con 500 produttori di vino biologico e biodinamico. Inoltre, grazie al supporto di Ice e alla contemporaneità delle due fiere, l’organizzazione prevede l’arrivo di oltre 300 buyer esteri, il 50% in più della passata edizione, con una partecipazione molto ampia dal Nord Europa, dal Nord America e dal Canada, e le significative new entry di Cina e Giappone.


“Con la quarta edizione della Slow Wine Fair allarghiamo la riflessione sull’impatto ambientale del vino ai processi che ne accompagnano la produzione, il packaging e il suo ruolo nelle strategie di marketing. Gli imballaggi, tra questi il vetro, danno un contributo rilevante all’impronta ecologica di una etichetta, più che le tecniche di coltivazione o le pratiche in cantina in termini di energia usata per produrre bottiglie e per il trasporto. Fattori che spesso noi cittadini prendiamo in considerazione solo quando rendono un prodotto facilmente riconoscibile sullo scaffale” ha spiegato il vicepresidente di Slow Food Italia, Federico Varazi, sottolineando che “l’edizione 2025 vuole lanciare un appello, intanto ai produttori, a dare pari dignità a tutti i propri vini, frutto delle stesse pratiche agronomiche e che quindi esprimono la stessa garanzia di qualità. Da quelli nella bag in box a quelli in bottiglia. Un appello al mondo dei Consorzi e alle associazioni di settore ma anche della critica enologica e agli operatori, a concentrarsi sulla valutazione dei fattori di valore intrinseco del vino e a raccontare il vino nella sua essenza, senza sovrastrutture e orpelli che rischiano di confondere o di fuorviare il consumatore finale”. “Slow Wine Fair, alla quarta edizione sta finalmente raggiungendo la fisionomia che avevamo pianificato quando l’abbiamo ideata: una fiera che raccoglie una qualità media altissima dei vini proposti, grazie a una ferrea selezione” ha precisato Giancarlo Gariglio, Coordinatore della Slow Wine Coalition, rimarcando che “la sua forza è anche l’omogeneità della fisionomia delle Cantine espositrici: la maggioranza sono certificate biologiche, e tutte seguono la produzione dall’uva alla bottiglia secondo i principi del ‘Manifesto del vino buono pulito e giusto’, che prevede la rinuncia al diserbo e a diversi prodotti di chimica di sintesi. Proprio questa offerta così alta e omogenea – ha evidenziato – è la chiave del successo di pubblico che sta riscuotendo Slow Wine Fair: sempre più buyer e professionisti considerano la manifestazione un luogo dove è più semplice fare scouting o trovare le etichette giuste per completare la gamma che offrono ai loro clienti”.


Per tre giorni, vignaioli e vigneron, appassionati e buyer, ristoratori, enotecari, importatori, distributori, cuochi, sommelier si ritroveranno per parlare di sostenibilità del vino a 360 gradi, portando ad esempio innovazioni che produttori, Consorzi e operatori del settore stanno sviluppando per far evolvere il proprio approccio alla produzione vinicola, riducendo ulteriormente il proprio impatto sull’ambiente, con conseguenti investimenti e ritorni economici. “Un mondo in divenire – dicono gli organizzatori – in cui non esistono risposte univoche ma soluzioni che vengono sperimentate e alleanze fruttuose che possono fare la differenza”. La Slow Wine Fair ospita inoltre l’incontro internazionale della Slow Wine Coalition, la rete internazionale “inclusiva e collaborativa” che unisce i protagonisti del mondo del vino. Quest’anno sono previste circa un migliaio di Cantine, a cui si aggiunge l’area degli spirits, pensata per coinvolgere il mondo della mixology e suddivisa in sezioni tematiche, tra cui quella dedicata agli amari, che ruota intorno alla quinta edizione della Fiera dell’Amaro d’Italia, organizzata in collaborazione con Amaroteca e con Anadi. Infine, per la prima volta, sarà presente anche uno spazio dedicato alla Slow Food Coffee Coalition e al mondo del caffè, e uno per i produttori di sidro. Chiudono la ricca offerta il Premio Carta Vini Terroir e Spirito Slow, le degustazioni guidate rivolte agli appassionati e le masterclass per i professionisti del settore, e il programma di appuntamenti che in contemporanea a Slow Wine Fair si svolgono nei locali di Bologna e dintorni.

Vino, Uiv: l’Italia è il Paese più esposto in caso di dazi Usa

Vino, Uiv: l’Italia è il Paese più esposto in caso di dazi UsaMilano, 4 dic. (askanews) – “Gli annunciati dazi Usa rischiano di aggravare una congiuntura già difficile se non si diversifica il mercato e soprattutto se si perseguono politiche di chiusura commerciale. Per questo Unione italiana vini (Uiv) sostiene fermamente l’accordo Mercosur e condivide il via libera dell’Italia ai vini dealcolati, una nicchia che potrebbe comunque aprire le porte a nuovi target e Paesi”. Lo ha detto oggi il presidente di Uiv, Lamberto Frescobaldi, aprendo i lavori dell’ultimo consiglio nazionale 2024 dell’associazione di riferimento per il settore.


“Il 60% dell’export italiano è concentrato su cinque mercati, con gli Stati Uniti che da soli valgono quasi un quarto delle nostre spedizioni” ha spiegato Frescobaldi, aggiungendo che “non possiamo chiuderci anche verso mercati, come il Brasile e l’America Latina, che per radici culturali potrebbero ampliare i nostri orizzonti commerciali”. Secondo un focus dell’Osservatorio Uiv presentato oggi, l’Italia sarebbe il Paese fornitore europeo maggiormente esposto in caso di nuovi dazi aggiuntivi statunitensi. Dall’analisi delle importazioni nei primi 9 mesi di quest’anno emerge infatti come gli Usa siano oggi la “stampella commerciale” delle vendite italiane (+4,4% nel periodo), con una domanda che ha contribuito a limitare il calo a valore delle spedizioni verso 11 Paesi top buyer a -1,5%. Al netto del mercato Usa, la perdita salirebbe infatti a -4,9%. Meno traumatico l’effetto sulla Francia, che passerebbe dall’attuale -7,3% a -8,5%.


Commercio internazionale, vino e salute, dealcolati, nuova politica Ue sono i temi affrontati dall’Associazione, che ha fornito i numeri della propria rappresentatività: sono 812 i soci Uiv, che complessivamente esprimono un fatturato di 10,6 miliardi di euro, se si considera anche gli iscritti Anformape (macchine e prodotti per l’enologia). In aumento anche i giovani di Agivi, che conta oramai 134 soci (+10% solo nell’ultimo anno).

Vino, Onav: il 21 dicembre convegno su Martinotti e il suo Metodo

Vino, Onav: il 21 dicembre convegno su Martinotti e il suo MetodoMilano, 4 dic. (askanews) – Il 21 dicembre l’Organizzazione nazionale assaggiatori di vino (Onav) celebra uno dei personaggi che più ha contribuito a scrivere l’enologia moderna: Federico Martinotti, inventore del metodo di rifermentazione in autoclave con il quale sono prodotti spumanti come il Prosecco, l’Asti, il Lambrusco e il Brachetto. “Martinotti: cento anni di spumantistica italiana” è il convegno che si terrà sabato 21 dicembre presso la sede dell’Organizzazione in piazza Santa Maria Nuova 5 ad Asti, a partire dalle ore 9.15.


Originario di Villanova Monferrato, Martinotti è lo scienziato visionario che, nel 1895, ha rivoluzionato la produzione di spumanti con la sua innovativa scoperta del metodo di rifermentazione in autoclave. Questo processo, brevettato successivamente da Charmat nel 1907, ha consentito di ottenere spumanti preservando le note varietali dell’uva e riducendo significativamente i tempi di produzione, passando da anni a soli pochi mesi, rispetto al Metodo Champenoise (o Metodo Classico), l’unico utilizzato fino a quel momento. L’incontro del 21 dicembre sarà un’occasione non solo per conoscere la figura di Martinotti ma anche l’evoluzione dell’enologia italiana dall’inizio del Novecento ad oggi. Moderati da Vincenzo Gerbi (vicepresidente Aivv e presidente del Consiglio scientifico Onav) al convegno interverranno Giusi Mainardi (direttrice responsabile della rivista specializzata “Oicce Times”), Antonella Bosso, (dirigente tecnologo del Crea-Ve), Andrea Desana (presidente del Comitato Casale Monferrato Capitale della Doc), Pierstefano Berta (direttore dell’associazione Oicce), Enzo Cagnasso (docente dell’Università di Torino), Diego Tomasi (direttore del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg), e Stefano Ricagno (presidente del Consorzio per la Tutela dell’Asti Docg).


“L’incontro sarà un momento importante per l’intero comparto spumantistico italiano – ha dichiarato Vito Intini, presidente di Onav – perché andrà alle radici della storia del Metodo Martinotti ma sarà anche una interessante occasione per capire gli scenari futuri grazie all’intervento di due delle più importanti Denominazioni spumantistiche italiane, Asti e Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore”. La partecipazione all’evento in presenza è gratuita fino ad esaurimento posti, mentre per seguire la diretta tramite webinar è necessario iscriversi.

Franciacorta, Brescianini: 2025 sarà un anno di grandi opportunità

Franciacorta, Brescianini: 2025 sarà un anno di grandi opportunitàMilano, 3 dic. (askanews) – “Fra pochi mesi, il mio secondo e ultimo mandato alla guida del Consorzio volgerà al termine. Questo percorso è stato per me un’esperienza di grande crescita personale e professionale, che mi ha permesso di comprendere la complessità di una macchina che non è semplicemente un’azienda ma una realtà che richiede sforzi collettivi per raggiungere i suoi obiettivi. È con questo spirito che invito ciascuno di voi a continuare il lavoro di squadra, uniti nella tutela e valorizzazione del Franciacorta, del Curtefranca e del Sebino”. Lo ha detto il presidente del Consorzio Franciacorta, Silvano Brescianini, il Ceo di Barone Pizzini classe 1967, che a maggio dovrà lasciare, dopo sei anni, la guida dell’ente consortile bresciano, di cui è stato anche vicepresidente dal 2009.


Prendendo la parola all’assemblea ordinaria dei soci del Consorzio Franciacorta che riunisce 123 Cantine e si è tenuta oggi a Erbusco (Brescia), Brescianini ha presentato la previsione di chiusura del bilancio 2024, con “risultati positivi che confermano il buon andamento e la solidità dell’organizzazione”, rimarcando che “il 2025 si preannuncia come un anno di grandi opportunità, e con il supporto di tutti, il Consorzio è pronto ad affrontare nuove sfide e a continuare il suo percorso di crescita”. Quindi ha spiegato che “guardando al futuro, la mia principale preoccupazione riguarda la crisi che sta attraversando il settore del vino, segnato da nuovi orientamenti nei consumi e da politiche sempre più restrittive, che riguardano trasversalmente il mondo delle bevande alcoliche”. “Nonostante le difficoltà, il nostro comparto ha mostrato una certa resilienza, anche grazie alle attività di programmazione che ora godono di un importante supporto da parte di strumenti comunitari e nazionali, ai quali il nostro Consorzio ha avuto per la prima volta accesso” ha proseguito il presidente uscente, sottolineando che “questi strumenti ci consentiranno, nei prossimi tre anni, di incrementare gli investimenti su alcuni mercati strategici, come il Giappone, Hong Kong e Singapore riducendo gli investimenti diretti e destinando le risorse così liberate al rafforzamento di altre iniziative e mercati. Questo regolamento europeo – ha concluso – sarà in collaborazione con il ‘Groupement Qualité Huitres Marennes Oleron’, un organismo di difesa e gestione che contribuisce alla preservazione e alla valorizzazione delle ostriche”. Nei primi nove mesi di quest’anno le bottiglie vendute sono state 10,6 mln, il -5,9% rispetto al medesimo periodo del 2023, ma il Consorzio evidenzia che questa parte dell’anno presenta tassi di crescita molto positivi se confrontati con il periodo pre-pandemico: rispetto al 2019, segna infatti un +10,1% in volumi, +25,4% in fatturati e +13,4% nei prezzi medi. Da gennaio a settembre 2024, inoltre, il trend nei fatturati presenta performance migliori rispetto ai volumi, con un conseguente incremento nei prezzi medi sullo stesso periodo dell’anno scorso. Più nel dettaglio, il mercato interno rappresenta alla chiusura del terzo trimestre l’84,6% del venduto in termini di volumi, in flessione del 6,1% rispetto al periodo gennaio-settembre 2023 (+9,1% sul 2019). L’export costituisce il restante 15,4%, con un tasso di variazione pari al -4,5% rispetto al periodo gennaio-settembre 2023 (+15,9% sul 2019).


Analizzando le esportazioni, a livello di singole nazioni la Svizzera conferma il proprio primato, rappresentando il 20,6% dell’export totale. Seguono gli Stati Uniti, che rappresentano in questi primi nove mesi il 12,9% del totale export, il Giappone (12,6% del totale), la Germania (10,7%) e il Belgio (4,6%). Facendo il bilancio delle tantissime attività svolte e dei tanti traguardi raggiunti, Brescianini ha, tra l’altro, augurato “buon lavoro al neo presidente della Strada del Franciacorta, Giorgio Vezzoli, impegnato nel rilancio di una realtà di grande valore per il nostro territorio”. Ora per il Consorzio Franciacorta sono finalmente in arrivo nel Disciplinare 134 unità geografiche (Uga) il cui iter era iniziato nel 2016.

Vino, “Grandi Langhe”: il 27 e 28 gennaio 2025 500 Cantine a Torino

Vino, “Grandi Langhe”: il 27 e 28 gennaio 2025 500 Cantine a TorinoMilano, 3 dic. (askanews) – Saranno quasi 500 le Cantine dalle Langhe, Roero e dal resto del Piemonte, pronte a presentare in anteprima le nuove annate delle Docg e Doc alla prossima edizione di “Grandi Langhe” la manifestazione riservata agli operatori professionali organizzata dal Consorzio di tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, e al Consorzio di tutela Roero. L’importante manifestazione giunta alla IX edizione si terrà lunedì 27 e martedì 28 gennaio 2025 (dalle 10 alle 17) alle Officine grandi riparazioni (Ogr) in corso Castelfidardo 22 a Torino.


L’edizione 2025, a cui sono state aperte le iscrizioni, vede il patrocinio del Comune di Torino e avvia la collaborazione con Piemonte Land Of Wine, ampliando la rappresentatività ai diversi territori vitivinicoli piemontesi. Per tutta la durata dell’evento è inoltre prevista una sala degustazione dedicata alla stampa con le ultime annate rilasciate in commercio di tutte le Docg e Doc del Piemonte. L’ingresso è consentito previa prenotazione o invito. Foto: Grandi Langhe

Ais Lombardia: è on-line la 19esima edizione della “Guida ViniPlus”

Ais Lombardia: è on-line la 19esima edizione della “Guida ViniPlus”Milano, 3 dic. (askanews) – E’ online la 19esima edizione della Guida ViniPlus dell’Associazione italiana sommelier (Ais) Lombardia che fotografa lo stato dell’arte della produzione vinicola lombarda. “Per numero di tipologie, varietà allevate e vivacità produttiva, presente anche in areali più piccoli ma non meno importanti sul fronte qualitativo, la nostra regione è diventata un approdo sicuro per tutti gli appassionati e gli operatori del settore” commenta Hosam Eldin Abou Eleyoun, presidente di Ais Lombardia, aggiungendo che “la Guida ViniPlus lo testimonia con chiarezza ogni anno, rappresentando ormai uno strumento fondamentale per tutti i nostri soci, più di 8.500, che possono consultarla agevolmente on line in maniera gratuita”.


In questa edizione sale a 420 il numero di vini che hanno ottenuto le 4 Rose Camune, il punteggio più alto assegnato a un vino, mentre sono 150 le etichette alle quali è stata assegnata anche la Rosa Oro, riconscimento attribuito quando oltre alle qualità organolettiche si unisce la valorizzazione del territorio, del vitigno, della tecnica di produzione o l’attenzione all’ambiente. “Siamo particolarmente soddisfatti di quanto emerso anche quest’anno dalla nostra ricognizione del vigneto lombardo” afferma Sebastiano Baldinu, curatore della Guida ViniPlus 2025, sottolineando che “le 4 Rose Camune sono superiori rispetto a quelle assegnate l’anno scorso, così come le Rose Oro, con una distribuzione provinciale che naturalmente vede in cima gli areali più importanti del vino lombardo: Brescia (70 Rose oro), Pavia (33 Rose Oro), Sondrio (26 Rose Oro) e Bergamo (13 Rose Oro). Da una parte cresce la qualità media complessiva, grazie a vini che riescono a ben interpretare le varietà di partenza e il territorio di origine ma dall’altra l’accelerazione delle Rose Oro – conclude – testimonia come l’eccellenza, in tutti i suoi aspetti, sia un obiettivo che sempre più realtà mettono in cima ai loro pensieri”. Le sessioni di degustazione hanno, come di consueto, visto la partecipazione di un numero consistente di sommelier degustatori, ben 161,” ai quali bisogna aggiungere il fondamentale lavoro dietro le quinte dei colleghi impegnati nel servizio, nell’analisi dei dati, nella logistica e nella redazione delle schede”. Lo storico e collaudato metodo di lavoro dei sommelier lombardi prevede non solo la degustazione alla cieca di tutti i campioni, ma anche che la stessa bottiglia sia esaminata da diverse commissioni contemporaneamente, senza alcuna possibilità di confronto tra i vari commissari.


Infine, anche quest’anno, il riconoscimento delle Rose Verdi (assegnato a 492 vini), introdotto a partire dall’edizione 2011 e che segnala quei vini che contengono quantità sostanzialmente basse di anidride solforosa (il limite stabilito è di 75 mg/l di SO2 totale), sono state assegnate al 50% delle etichette presenti in guida. Un apposito simbolo, inoltre, segnala anche i vini “Senza solfiti aggiunti”. Il premio “Personaggio dell’anno”, giunto alla terza edizione e conferito a una personalità che si è distinta nel mondo della produzione vitivinicola della regione Lombardia per la qualità del suo lavoro e per il suo impegno nei confronti dei temi legati alla sostenibilità, è stato assegnato a Francesca Seralvo, al timone dell’azienda di famiglia, Tenuta Mazzolino ed eletta quest”nno presidentessa del Consorzio Tutela Oltrepò Pavese. È invece l’azienda franciacortina Ca’ del Bosco ad aggiudicarsi la prima edizione del premio “Enoturismo e Ospitalità”, che ha l’obiettivo di premiare l’azienda che nell’ultimo anno si è contraddistinta attraverso attività e iniziative che valorizzano l’accoglienza all’interno della propria struttura. La menzione speciale “Partner di valore”, riconoscimento che viene conferito in via eccezionale a persone o strutture che hanno collaborato in sinergia e partnership con AIS Lombardia per la valorizzazione e la promozione del vino in Lombardia, è stata, infine, assegnata all’azienda Guido Berlucchi.