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Vino, a Piero Antinori la cittadinanza onoraria di Brindisi Montagna

Vino, a Piero Antinori la cittadinanza onoraria di Brindisi MontagnaMilano, 29 nov. (askanews) – Un evento che celebra il legame tra storia, tradizione e futuro: sabato 30 novembre e domenica 1 dicembre al Castello Fittipaldi Antinori di Brindisi Montagna (Potenza), si terrà “Dalla Toscana al Ducato di Brindisi: gli Antinori, storie di uomini e tradizioni tra passato e futuro”, un’iniziativa organizzata dal locale Comune con il supporto del Gal Percorsi e della Camera di Commercio della Basilicata. Un evento per mettere in luce le eccellenze enogastronomiche, culturali e architettoniche del territorio e che vedrà il suo momento centrale nel conferimento della cittadinanza onoraria e nella consegna delle Chiavi della Città al Marchese Piero Antinori, figura simbolo dell’eccellenza vitivinicola italiana, “in segno di riconoscenza per il legame indissolubile che unisce la Sua illustre famiglia alla nostra comunità”


“Il conferimento della cittadinanza onoraria al Marchese Piero Antinori a Brindisi Montagna non è solo un atto formale ma ha anche un forte valore simbolico” ha dichiarato il sindaco Gerardo Larocca, rimarcando che “rappresenta un riconoscimento alla sensibilità dimostrata nel corso degli ultimi anni da parte di Piero Antinori a questo frammento di storia familiare e segna un importante passo nel rafforzamento del legame tra il territorio di Brindisi Montagna con una delle famiglie nobili fiorentine più importanti anche in prospettiva di una valorizzazione del territorio e della sua storia”. La cerimonia si terrà il 30 novembre alle 10.30 e a seguire è prevista una tavola rotonda che diventerà un luogo di dialogo e confronto tra la Basilicata e la Città Metropolitana di Firenze. Il tema centrale sarà la promozione del territorio, con focus sulle opportunità legate alla riqualificazione dei beni architettonici. Oltre a Larocca (che è anche presidente di Anci Basilicata), Nicola Armentano (consigliere della Città Metropolitana di Firenze e vicepresidente di Anci Toscana), e Piero Antinori (presidente di Marchesi Antinori). A seguire i saluti di Caterina Salvia (presidente Gal Percorsi) e di Michele Somma (presidente Camera di Commercio della Basilicata) e gli interventi di esponenti di spicco del settore enogastronomico, accademico e istituzionale. Le conclusioni saranno affidate a Carmine Cicala, assessore alle Politiche agricole e forestali della Regione Basilicata.


La giornata si concluderà con due masterclass: alle 16 degustazione di Aglianico del Vulture e alle 18 di Chianti Classico, entrambe a cura dell’Enoteca Regionale Lucana e guidate da Luciano Pignataro. Domenica alle 10 è in calendario una degustazione di prodotti tipici e vini Doc e Igt della Basilicata, a cura del Gal Basilicata. Nel Castello sarà inoltre allestita una mostra dedicata a Michele Carlucci, maestro di viticoltura ed enologia. Gli intermezzi musicali saranno curati dal Pino Melfi Trio.

Vino, Montana (Allumeuse): Be.Come 2024 ha segnato nuovi traguardi

Vino, Montana (Allumeuse): Be.Come 2024 ha segnato nuovi traguardiMilano, 29 nov. (askanews) – “Questa edizione per noi ha segnato nuovi traguardi: il nostro scopo è sempre stato quello di portare il vino e il suo racconto in avanti verso nuovi linguaggi e obiettivi, e ogni edizione è un ‘mattone’ che aggiungiamo a questo progetto. Ci vediamo nel 2025!”. Con queste parole Alessandra Montana, founder di Allumeuse e di Be.Come ha ringraziato i partners e gli ospiti della quarta edizione di “Be.Come 2024” che si è da poco conclusa al Radisson Collection Hotel Santa Sofia Milan. Il “club event” ha ragionato su come si può valorizzare il mondo del vino andando oltre il prodotto, parlando di scienza, arte, cultura, destinazioni e territori.


Tre giorni di incontri, confronti, cene e pranzi d’autore, oltre che di degustazioni e masterclass progettate “per scoprire la vera natura del vino”: 34 importanti Cantine italiane hanno dialogato con oltre 300 interlocutori selezionati tra f&b manager, general manager di hotel 5 Stelle lusso, esportatori, sommelier, stampa trade e lifestyle. “Il filosofo Michel Serres, uno degli ultimi pensatori globali del nostro tempo, sosteneva che la sola transizione che arricchisce le parti è quella del trasferimento della cultura, ed è proprio quello che cerchiamo di fare in ogni edizione di Be.Come, ovvero espandere e comprendere la cultura del vino” ha spiegato l’MW Gabriele Gorelli, co-founder di Be.Come. Tra i diversi appuntamenti proposti, l’esperimento immersivo di neurogastrofisica con Vincenzo Russo, docente di Psicologia dei Consumi e Neuromarketing allo Iulm e il progetto “Le 100 Sicilie – Esperienze di Buona Vita” con al centro la produzione vitivinicola e olearia della regione. Antonio Capaldo di Feudi di San Gregorio, Federico Ceretto di Ceretto, Milena Pepe per Tenuta Cavalier Pepe, Marisa Cuomo per Cantine Marisa Cuomo, Alessandro Lunelli per Tenuta Castelbuono-Tenute Lunelli, Allegra Antinori per Marchesi Antinori (Chianti Classico) e Jgor Marini per Castello Banfi sono le sette Cantine italiane di recente premiate a Londra da “World’s Best Vineyards” e, insieme a Chiara Giorleo (Academy Chair Italy – World’s Best Vineyards), e Kate Labate (Head of Partnerships, Iwc & Wbv) si sono confrontati sul percorso che ha portato le loro aziende ad essere oggi delle destinazioni enoturistiche premiate a livello internazionale, definendo ambiti diversi dal semplice “prodotto vino” come l’arte, la storia del territorio e la ricerca. Lo stesso hanno fatto Clizia Zuin, sommelier del ristorante stellato “Atto” di Vito Mollica e Danielle Callegari, Editor at Large di Wine Enthusiast, che illustrato un progetto nuovo di racconto del vino.


Nel panel dedicato alle destinazioni, i protagonisti Michil Costa, Managing director & owner dell’Hotel La Perla, Alia Radetti, Ceo & founder di Dream Beyond e Paolo Cenciarelli, Ceo di Thalamus Charles hanno raccontato come nasce una destinazione attraverso una mappatura culturale e identitaria del territorio, un lavoro di scoperta che porti alla luce luoghi, tradizioni e storie spesso ignorati. Contributi e riflessioni che partono dal vino, “il nuovo driver del made in Italy che ci può condurre in maniera semplice e anche profonda alla comprensione di un territorio e delle sue radici e sviluppare nuove strategie per proiettare il vino e il suo mondo verso il futuro”.

Coop agroalimentari: sì a vini dealcolati ma con paletti precisi

Coop agroalimentari: sì a vini dealcolati ma con paletti precisiMilano, 28 nov. (askanews) – “Apprezziamo l’impegno del ministro Francesco Lollobrigida, così come il lavoro svolto dagli uffici ministeriali preposti, nel voler arrivare alla definizione del decreto che regolamenta la produzione dei vini dealcolati anche in Italia già entro la fine del 2024. Un segmento di mercato ancora di nicchia ma che sta vivendo, nel nostro Paese così come nel resto del mondo, un trend di crescita rilevante”. È questo il commento delle organizzazioni Agci Agrital, Confcooperative FedagriPesca e Legacoop Agroalimentare componenti l’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari che sono intervenute alla riunione alla presenza del ministro Lollobrigida e dei presidenti delle organizzazioni della filiera vitivinicola in cui è stata presentata la proposta di decreto.


“È importante offrire al sistema vino nazionale parità di condizioni operative che consentano anche alle nostre Cantine di esplorare nuove opportunità e di poter essere competitive anche in questo nuovo segmento di mercato, al pari di altri Paesi competitor europei” continuano le centrali cooperative, aggiungendo che “con la pubblicazione di tale decreto sui vini dealcolati, si gettano le basi per esplorare nuovi ambiti commerciali in cui, ci auguriamo, anche le Cantine cooperative e le distillerie italiane potranno essere protagoniste, con ricadute positive sui soci viticoltori e su tutto il comparto in generale”.

Oss. Federvini: nel 2024 tengono mercati vini, spiriti e aceti

Oss. Federvini: nel 2024 tengono mercati vini, spiriti e acetiMilano, 28 nov. (askanews) – Nel 2024 i comparti produttivi rappresentati da Federvini “hanno confermato una significativa capacità di resilienza, pur messa a dura prova da un quadro economico incerto, da un Pil italiano stimato in lieve crescita (+0,8%), e da un andamento debole del clima di fiducia di imprese e consumatori”. È questa la fotografia restituita dall’ultima edizione dell’Osservatorio Federvini, a cura di Nomisma e TradeLab. “I dati dimostrano quanto la filiera dei vini, spiriti e aceti italiani pur affrontando sfide complesse, continui ad essere un asset strategico per l’economia italiana” ha affermato la presidente di Federvini, Micaela Pallini, mettendo in risalto che “non mancano però segnali di difficoltà legati anche ai precari equilibri geopolitici ed è quindi fondamentale continuare ad investire nella promozione internazionale e nella difesa dei nostri comparti. Per garantire stabilità e crescita a lungo termine – ha concluso – è necessaria un’azione di sistema tesa a rafforzare il ruolo dell’Italia in sinergia con tutti gli attori della filiera, per valorizzare le eccellenze e rispondere con prontezza alle nuove esigenze dei mercati internazionali”.


Il 2024 si conferma un anno complesso per il settore: “a fronte di una riduzione dei costi energetici, quelli relativi al packaging, seppure in lenta discesa, sono ancora decisamente più alti rispetto ai valori di inizio 2021, in particolare Pet +24%, carta +47% e vetro +67%. Lo scenario è stato inoltre caratterizzato negativamente da tensioni sui mercati internazionali, dovuti anche alla recente introduzione dei dazi cinesi sulle importazioni di acquaviti e dal rallentamento dei consumi fuori casa, legato al contesto economico non favorevole”. Secondo Nomisma, nei primi otto mesi dell’anno, l’export di vini supera i 5 mld di euro e si attesta nella media dei principali esportatori mondiali con un +4,7% in valore e +3,2% a volumi rispetto al 2023, mentre soffrono competitor di peso quali Francia e Spagna. Gli spumanti italiani restano i protagonisti con importazioni in aumento in Australia (+11,2%), Francia (+8,3%) e Stati Uniti (+5,3%). Gli spiriti italiani registrano un incremento del 4% in valore per 1,2 mld di euro di valore generato nei primi otto mesi dell’anno: su tutti si distinguono i mercati cinese (+24,9%), tedesco (+7,5%) e statunitense (+5,5). L’export di liquori cresce in particolare in valore in Francia (+16%), Stati Uniti (+10%) e Germania (+3%), mentre la Grappa registra un rallentamento generale limitando la sua crescita al Canada (+27%).


Il comparto degli aceti con esportazioni del valore di 236 milioni di euro nei primi otto mesi dell’anno, segna una crescita significativa, con un incremento del 18,6% in valore e del 15% in volume tra gennaio e agosto 2024 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La Corea del Sud emerge come il mercato di destinazione dell’export di aceti italiani a maggiore tasso di crescita (+70% a valore). Sempre secondo Nomisma, le vendite in GDO si mantengono in positivo sul fronte dei valori ma continuano a cedere in volume (-1,1% rispetto al 2023), con i vini che nei primi nove mesi dell’anno raggiungono i 2,1mld di euro (+1,1% in valore sul 2023). Gli spumanti si distinguono per un’ulteriore crescita (+3,5% in valore), guidata da Metodo Classico (+4,6%) e da Charmat Secco, con in testa il Prosecco (+4,2%). Per i vini fermi e frizzanti crescono i vini a marchio Igp (+1,6% in valori e +3,7 a volume) mentre i Dop, che rappresentano oltre la metà del valore totale delle vendite, si mantengono stabili a valori (+0,2%) ma si riducono nei volumi (-2,9%).


Nello stesso periodo gli spiriti mostrano andamenti differenziati flettendo lievemente in valore (-0,1%) rispetto al 2023 e con un giro d’affari di 861 mln di euro. Gli aperitivi alcolici premiscelati crescono del 9,2% a valore mentre distillati ed acquaviti confermano la loro posizione preminente rappresentando insieme il 42,6% delle vendite. La Grappa resta il prodotto più consumato del segmento generando vendite per 90 mln di euro, al contrario, soffrono i liquori dolci come Sambuca (-4,7% a valori) e quelli cremosi (-1,4% a valori) compensato però dall’ottima performance dei prodotti a base di amaretto (+5,3% a valori) e di quelli a base d’uovo (+6,1% a valori). Sul fronte degli aceti, nei primi 9 mesi del 2024, la performance in Gdo si contrae leggermente (-0,3%) con un valore di 105 milioni di euro. L’aceto di mele si conferma la categoria più dinamica (+5,4% in valore), mentre quello Balsamico di Modena Igp registra una lieve contrazione (-1,5%). L’approfondimento a cura di TradeLab evidenzia nei primi tre trimestri del 2024 una crescita dell’1,3% in valore per il mercato out of home, a fronte di una diminuzione dell’1,1% nelle visite. La colazione si conferma il momento di consumo più stabile (+1,5% a valore), grazie alla sua accessibilità economica e all’abitudine consolidata degli italiani. Prosegue invece la sofferenza delle occasioni serali: l’aperitivo cede l’1,9% in termini di presenze, la cena lo 0,8% che però segna un +1% a valore, mentre diminuiscono sensibilmente i consumi nella notte (-4,4%).


Quest’anno le bollicine mantengono una tendenza positiva (+1% a valore), soprattutto nelle occasioni di aperitivo serale mentre i vini, i cocktail alcolici e gli spiriti lisci subiscono un calo del 2%. Per gli amari e i dopo pasto la flessione risulta invece più marcata (-5%) a causa della contrazione del consumo a cena pur mantenendo una discreta popolarità nelle pizzerie.

Vino dealcolato, AssoDistil: decreto non può derogare a leggi Stato

Vino dealcolato, AssoDistil: decreto non può derogare a leggi StatoMilano, 27 nov. (askanews) – “AssoDistil plaude all’iniziativa del ministro mirata a concludere velocemente l’iter normativo che consentirà agli operatori nazionali di poter finalmente produrre anche in Italia un vino senza alcole, evitando l’attuale prassi di esportare vino verso altri Paesi europei in cui la dealcolizzazione è permessa, per poi reimportare lo stesso vino senza alcole per la successiva vendita sui mercati in cui tale prodotto è sempre più richiesto. Ringraziamo pertanto il ministro Lollobrigida per la sensibilità dimostrata verso queste esigenze, tuttavia, vi sono alcuni aspetti sui quali non è possibile derogare, primo tra tutti quello del corretto inquadramento fiscale cui sottoporre le miscele idroalcoliche ottenute dal processo di dealcolizzazione, nel rispetto del Testo Unico Accise, al quale chiunque produca alcole etilico deve conseguentemente attenersi”. Lo ha ribadito Antonio Emaldi, presidente della maggior associazione di distillatori italiana, durante l’incontro avvenuto il 26 novembre al Masaf, tra il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, e le associazioni vitivinicole per discutere della bozza di Decreto sulla base del quale si disciplinerà anche in Italia la pratica di dealcolazione del vino.


Assodistil ha nuovamente sottolineato che un Decreto “non può derogare ad alcuna legge dello Stato, in particolare se prevede che ogni produzione di soluzioni alcoliche con grado superiore a 1,2% sia effettuata esclusivamente in regime di deposito fiscale di alcole, preventivamente autorizzato dall’Autorità competente: l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli”. Solo così, secondo l’associazione, “si potrà legittimamente produrre e commercializzare l’alcole ottenuto, prevendendone magari l’impiego esclusivo per usi energetici o industriali così da evitare turbative nei mercati alimentari, seguendo la stessa ratio che il legislatore comunitario ha voluto imporre per la distillazione di crisi del vino”. Per AssoDistil, anche il proposto inquadramento del liquido idroalcolico tra i cosiddetti ‘prodotti intermedi’ “risulta impreciso, poiché la vigente normativa individua tra questi solo il vino, il vermouth ed i sidri di frutta, che nulla hanno a che fare con l’alcole etilico ottenuto dal processo. Né varrebbe – precisa l’associazione dei distillatori – ad evitare l’imposizione di accisa, la previsione di trattare il liquido idroalcolico come rifiuto, invece che come alcol (come incredibilmente proposto da alcune associazioni presenti al tavolo, una sorta di nuovo ‘miracolo di Canaan’) con il risultato che causerebbe solo oneri in capo al produttore di vino dealcolizzato, che si troverebbe a dovere pagare per lo smaltimento anziché ottenere un ricavo dalla vendita dell’alcol legittimamente prodotto, così come avviene negli altri Paesi della UE dove tale pratica è già operativa”.


Non solo, AssoDistil, rimarca anche che processo di dealcolizzazione “oggi più utilizzato in Europa è quello a membrane, che prevede l’ottenimento di 10 litri di acqua con un basso titolo alcolico per ogni litro di vino trattato”. “Secondo le ultime previsioni, il vino dealcolizzato potrebbe conquistare subito una quota di mercato dello 0,5% con una crescita stimata dalla Commissione Ue del 15% all’anno: è per il momento una nicchia di mercato ma se rapportata alla produzione media di vino in Italia, si tratterrebbe comunque di 22,5 mln di litri all’anno di vino dealcolizzato e quindi di avviare allo smaltimento 225 milioni di litri di acqua”. Infine AssoDistil ha sollevato il tema del divieto della detenzione di alcole negli stabilimenti enologici e quindi della necessità di “adeguare la normativa perché qualsiasi soggetto possa accedere a tale attività nel pieno rispetto delle Leggi”.

Guida de L’Espresso ai Vini d’Italia 2025: Marisa Cuomo miglior Cantina

Guida de L’Espresso ai Vini d’Italia 2025: Marisa Cuomo miglior CantinaMilano, 27 nov. (askanews) – È quella di Marisa Cuomo la Miglior Cantina della Guida de L’Espresso ai Vini d’Italia 2025, il volume curato da Luca Gardini. Il premio le è stato attribuito ieri sera nel corso dell’evento di presentazione delle edizioni 2025 delle Guide de L’Espresso al Teatro Arcimboldi di Milano. Alla serata hanno partecipato oltre un migliaio di ospiti, tra cui il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, volti noti dello spettacolo e protagonisti dell’enogastronomia internazionale.


Ecco gli altri principali riconoscimenti assegnati dalla guida uscita a 45 anni dalla prima edizione: i Migliori produttori under 40 sono Paolo e Aldo Rabotti di Cantina Monte Rossa, mentre il Miglior enologo è Fabio Mecca di Paternoster. Per quanto riguarda i Premi speciali, il Miglior vino spumante è il “Valdobbiadene Docg Extra Brut Tridik Quota 430 2023” di Colesel; il Miglior vino bianco da uve autoctone è il “Gavi Docg del Comune di Gavi La Meirana 2023” di Broglia; il Miglior vino bianco è il “Collio Doc Bianco Fosarin 2022” di Ronco dei Tassi; il Miglior vino rosato è il “Calabria Igt Rosé Pescanera 2023” di Ippolito 1845; il Miglior vino rosso da uve autoctone il “Montepulciano d’Abruzzo DocDocheìo 2021” di La Valentina; il Miglior vino rosso è il “Vigneti delle Dolomiti Igt Rosso San Leonardo 2019” di Tenuta San Leonardo; il Miglior vino dolce è “Emilia Bianco IGP Passito Thea 2022” di Tre Monti; il Vino promessa è il “Colli Maceratesi Doc Ribona Altabella 2023” di Fontezoppa. Infine la Miglior area vitivinicola è stata giudicata la Valtellina. I primi 3 vini del mondo sono stati attribuiti allo sloveno Marjan Simcic per il “Sauvignon Vert Opoka Ronc Zegla Goriska Brda 2022”; all’albanese Cobo e Kuqja e Beratit per il “Gran Reserve 2020”; e all’austriaco Josef Fischer per il “Riesling Smaragd Ried Kreuzberg 2022”.


La categoria “Top 5 sotto i 15 euro” ha visto prevalere il “Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico Le Vaglie 2023” di Santa Barbara; il “Romagna Pagadebit Dop Strati 2023” di Enio Ottavian; il “Sannio DOC Aglianico Piedirosso 2021” di La Fortezza; il “Friuli Colli Orientali Doc Friulano 2023” di Ronco Dei Pini e il “Sicilia DOC Tenuta Presti e Pegni Benuara 2022” di Cusumano. I “Top 5 naturali” sono il “Cinque Terre Doc Sciacchetrà 2022” di Possa, il “Romagna Albana Secco Docg Frangipane 2023” di Tenuta La Viola, il “Buttafuoco Doc Solinghino 2023” di Picchioni, il “Marche Igt Rosso K’UN 2020” di Clara Marcelli “Cerasuolo d’Abruzzo Doc Anfora 2022” di Francesco Cirelli. Infine, i “Top 5 orange” sono andati al “Lazio Igt Bellone Nzù 2021” di Marco Carpineti, al “Custoza Doc Crea Macerato 2021” di Albino Piona, al “Venezia Giulia Igt Vitovska 2021” di Skerk, al “Roccamonfina Igt Fiano Zagreo 2020” de I Cacciagalli, e al “Terre Siciliane IGP Zibibbo in Pithos 2023” di Cos.

Guida Ristoranti 2025 de l’Espresso: Klugmann conquista i 5 Cappelli

Guida Ristoranti 2025 de l’Espresso: Klugmann conquista i 5 CappelliMilano, 27 nov. (askanews) – Antonia Klugmann, celebrata chef dell’Argine a Vencò (Gorizia) ha conquistato i 5 Cappelli de La Guida ai 1000 Ristoranti d’Italia 2025. Il riconoscimento le è stato consegnato ieri sera nel corso dell’evento delle Guide de L’Espresso andato in scena al Teatro Arcimboldi di Milano e che ha visto oltre un migliaio di ospiti, tra cui volti noti dello spettacolo, rappresentanti delle istituzioni e protagonisti dell’enogastronomia internazionale ritrovarsi insieme per la presentazione delle nuove edizioni 2025.


Il curatore del volume, Andrea Grignaffini, ha così motivato la scelta del premio alla 45enne chef triestina: “Un giusto tributo a una cuoca che, nella remota bellezza della periferia italiana, lavora con una meticolosità assoluta, ispirandosi alla natura per raggiungere l’essenza del gusto”. Tra le novità 2025, l’ingresso di 70 nuovi ristoranti e la presentazione di 12 premi speciali, tra cui uno dedicato al servizio di sala. Il premio al pranzo dell’anno è stato assegnato allo chef Niko Romito del Ristorante Reale. I 5 Cappelli, con un punteggio di 19,5 su 20 sono andati a Le Calandre di Massimiliano Alajmo, Osteria Francescana di Massimo Bottura, Piazza Duomo di Enrico Crippa, e Reale di Niko Romito. I 5 Cappelli, con un punteggio di 19 su 20 a Cracco di Carlo Cracco, Duomo di Ciccio Sultano, L’Argine a Vencò di Antonia Klugman Uliassi di Mauro Uliassi.


A 45 anni dalla prima edizione, la serata delle Guide de L’Espresso è stata aperta dalle parole del direttore de L’Espresso, Emilio Carelli: “Uniti dalla passione per la buona cucina e per il vino di qualità, abbiamo coinvolto i più importanti chef nazionali, produttori di vini d’eccellenza, giornalisti e cultori del settore”, e arricchita dagli interventi del ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, dell’assessora alla Mobilità di Milano, Arianna Censi, e di Gianluca Ianuario, presidente de L’Espresso, che ha consegnato il premio per il Miglior progetto di ristorazione solidale alla Fondazione Ernesto Pellegrini Onlus, riconoscendo “lo straordinario impegno nel promuovere valori di inclusione, solidarietà e sostenibilità” attraverso il lancio del Ristorante Ruben a Milano. In questa cornice si pone anche il progetto di espandere ulteriormente il messaggio di inclusione e sensibilità: presto, infatti, verrà lanciata una versione internazionale delle Guide, per portare l’impegno e la visione di questo progetto oltre i confini nazionali.


I premi conferiti durante la presentazione sono stati attribuiti per il Miglior dolce a “Fragilità, Gioco al cioccolato 2024” di Massimiliano Alajmo (Le Calandre di Rubano); per il Miglior pasticcere a Luca Villa del Ristorante Imàgo-Hotel Hassler di Roma; per il Miglior locale etnico a Moi Omakase di Prato; per la Miglior trattoria a Trattoria Vino e Cibo di Senigallia; per la Miglior proposta italiana all’estero a Oliver Piras e Alessandra Del Favero de Il Carpaccio del Royal Monceau di Parigi; per il Miglior Maitre ad Achille Sardiello del Ristorante Pipero di Roma; per il Miglior sommelier a Rudy Travagli dell’Enoteca La Torre Villa Laetitia di Roma; per la Miglior carta dei vini La Ciau del Tornavento di Treiso; per il Miglior team di sala a Dal Pescatore Santini di Canneto sull’Oglio (Mantova). Il Miglior chef emergente è Luigi Coppola di Casa Coloni a Paestum; il Miglior piatto è “Da Gragnano a Bangkok” di Massimo Bottura dell’Osteria Francescana di Modena; il Pranzo dell’anno (Cappello di platino) è quello del Ristorante Reale di Castel di Sangro di Niko Romito.

Nasce la Rete sociale biodinamica Demeter: agricoltura inclusiva cresce

Nasce la Rete sociale biodinamica Demeter: agricoltura inclusiva cresceMilano, 26 nov. (askanews) – Una Rete sociale biodinamica Demeter per rafforzare e mettere in luce l’impegno di tante realtà produttive che hanno saputo creare percorsi virtuosi utili alla comunità e ai territori. L’associazione per la tutela della qualità biodinamica in Italia ha promosso un confronto interno per arrivare alla creazione di una rete di aziende, già impegnate sul fronte sociale, capaci di collaborare sui progetti legati alla responsabilità sociale.


Lo ha annunciato la stessa Demeter, spiegando che il progetto nasce dalle proposte di Sara Colonna della Cooperativa La Monda di Arcisate (Varese), e di Gianluca Bergianti dell’azienda Terrevive di Carpi (Modena), “che da anni sviluppano percorsi d’inclusione”. Colonna e Bergianti “mettono in evidenza l’attività di agricoltura sociale, un’esperienza che riesce a recuperare l’antica funzione sociale dell’agricoltura mettendola a disposizione dei servizi alla persona, un’opportunità di sviluppo che in Italia, ancora oggi, trova molti ostacoli lungo il cammino” a partire dalla burocrazia. “La responsabilità sociale è un elemento connaturato all’azienda biodinamica: nasce spontaneamente – spiega Colonna – e accade così che le persone svantaggiate riescano a sviluppare un talento, a tracciare un progetto di vita, a sentirsi utili, ad accrescere la loro autostima. E c’è di più, perché per l’azienda biodinamica il loro talento è prezioso”. Nel 2021 Bergianti, assieme alla moglie Simona Zerbinati, ha creato la cooperativa “Il Fermento” per portare avanti progetti di formazione e inserimento lavorativo di persone fragili. “Nella cooperativa oggi lavorano nove persone svantaggiate e c’è anche chi è socio” racconta, sottolineando che “tutti trovano uno spazio, una mansione, perché c’è bisogno di tantissima manodopera: facciamo tutto a mano. Abbiamo da seguire i seminativi, gli ortaggi, il vigneto, gli animali – continua Bergianti – e queste persone si rendono utili in ogni contesto , senza forzature, a loro modo. Pian piano si scoprono le loro attitudini, che diventano veri e propri talenti”.


Il confronto tra esperienze e aziende permetterà di guidare anche coloro che muovono i primi passi nel sociale. Come spiega il presidente di Demeter Italia, Enrico Amico, “l’iniziativa rappresenta una nuova fase di sviluppo delle aziende biodinamiche su tutto il territorio nazionale e un riferimento utile per tutti coloro che hanno fatto della responsabilità sociale e del sostegno alla comunità un valore fondamentale. “Sarà come una specializzazione interna a Demeter Italia” racconta Amico, precisando che “l’esperienza delle aziende biodinamiche mostra che è possibile unire l’attività imprenditoriale alla causa sociale con ottimi risultati. Parliamo di valorizzazione dei talenti delle persone svantaggiate, di coloro che sono in difficoltà, di uno stretto legame con il territorio che porta a un rafforzamento del senso di comunità, alla coesione, e di ottimi risultati in termini produttivi” prosegue, chiarendo che “non si tratta di filantropia o missioni umanitarie ma di riconoscere le diversità valorizzandole. Le aziende biodinamiche Demeter praticano la responsabilità sociale da sempre e hanno molto da insegnare su questo fronte”.

Vino, Fivi: 28mila ingressi a 13esimo Mercato dei vignaioli indipendenti

Vino, Fivi: 28mila ingressi a 13esimo Mercato dei vignaioli indipendentiMilano, 26 nov. (askanews) – Sono stati 28mila gli ingressi alla 13esima edizione del Mercato dei vini dei vignaioli indipendenti indipendenti andata in scena dal 23 al 25 novembre a BolognaFiere. Ad annunciarlo, soddisfatta, è stata la Federazione italiana dei vignaioli (Fivi) che organizza la manifestazione, sottolineando che è stata superata l’affluenza dell’edizione del 2023.


“Confrontando l’andamento di quest’anno con quello della passata edizione, la prima allestita alla fiera di Bologna, si è potuto osservare – spiegano gli organizzatori – un picco nella giornata inaugurale di sabato 23 (+ 2.000 visitatori) e una buona tenuta in quelle di domenica 24 (malgrado lo sciopero proclamato dal personale di treni e ferrovie) e di lunedì 25, quest’ultima più spiccatamente rivolta agli operatori professionali”. Tutto esaurito per le masterclass, realizzate in collaborazione con la Scuola internazionale di cucina italiana Alma e con i Panificatori agricoli urbani (Pau). I cinque appuntamenti hanno avuto come filo conduttore il tema “Tempo e generazioni: passato, presente e futuro dei vignaioli italiani” e hanno approfondito diverse punte di diamante dell’enologia italiana (dal Franciacorta al Sagrantino, dal Cannonau al Vinsanto) e le produzioni di alcune vignaiole under 40. La sesta masterclass è stata, invece, targata Fioi e ha riguardato l’olio, “tra verità e falsi miti”.


“Ottimi riscontri anche per gli eventi in calendario a Bologna e provincia in tanti locali che, nelle serate di venerdì 22 e di sabato 23 novembre, si sono lasciati contagiare dal clima di festa del Mercato e invadere pacificamente dai suoi vignaioli” continuano gli organizzatori, parlando del “Fuori Mercato – La notte bianca dei vignaioli” organizzato dall’Associazione mescitori organizzati (Amo) e della “Notte bianca della ristorazione” ideata da Fipe-Confcommercio Ascom Bologna.

Vino, Federvini: bene decreto sulla produzione di no e low alcol

Vino, Federvini: bene decreto sulla produzione di no e low alcolMilano, 26 nov. (askanews) – Federvini accoglie con soddisfazione l’esito dell’incontro avvenuto oggi tra le associazioni di rappresentanza del settore vitivinicolo italiano e il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, nel corso del quale è stato presentato il decreto ministeriale per la produzione di vino senza alcol o parzialmente dealcolato in Italia.


La nuova misura, attesa dai produttori italiani interessati allo sviluppo di questa nuova tipologia di prodotti, “permetterà di superare” l’attuale assetto normativo che rendeva di fatto impossibile produrre sul territorio nazionale un vino anche solo parzialmente dealcolato, obbligando di conseguenza i produttori interessati a recarsi all’estero per poter investire su questo nuovo e crescente segmento di consumo. “Il decreto, frutto di una proficua riflessione convergente tra le diverse componenti della filiera e il ministero – ha dichiarato Piero Mastroberardino, vicepresidente di Federvini – da un lato punta a ristabilire condizioni di parità competitiva con gli altri Paesi produttori, per altro verso ha lo scopo di integrare, non sostituire, le tipologie di prodotto che rappresentano gli output della filiera nazionale, che deve proseguire l’opera di consolidamento del proprio ruolo guida nella crescita di valore e nel contempo sostenere il potenziale produttivo e il rapporto con i mercati”.


Federvini evidenzia “l’importanza di regole chiare e orientate all’efficienza, evitando vincoli operativi che potrebbero ostacolare l’efficacia e la competitività delle nostre imprese”. “Sarà fondamentale – ha aggiunto Mastroberardino – che questi nuovi vini preservino un solido legame con la materia prima agricola, guidando i consumatori alla continua scoperta della ricchezza della nostra produzione vitivinicola”. Con questa misura, “il ministero conferma il suo impegno nel supportare l’innovazione del settore vitivinicolo, sostenendo la leadership italiana sui mercati internazionali”.