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Cnr: nuova missione per “Gaia Blu”: al via campagna Tunsic-Bansic 2024

Cnr: nuova missione per “Gaia Blu”: al via campagna Tunsic-Bansic 2024Milano, 2 lug. (askanews) – La nave oceanografica del Consiglio nazionale delle ricerche “Gaia Blu” è impegnata fino al 10 luglio nella spedizione scientifica Tunsic-Bansic 2024. L’biettivo è quello di raccogliere dati utili ad analizzare la distribuzione spaziale del plancton (cioè l’insieme di microorganismi marini alla base della catena alimentare acquatica) con particolare attenzione a due specie ittiche sottoposte ad un’intensa attività di prelievo da parte della pesca: Tonno Rosso e Acciuga Europea.


La campagna, nata da un’iniziativa del Dipartimento di Scienze umane e sociali, patrimonio culturale del Cnr, concentra le attività in aree considerate tra le più importanti zone di riproduzione del Tonno Rosso in tutto il Mar Mediterraneo: lo stretto di Sicilia e del Mar Ionio occidentale. Coordinata dai ricercatori Marco Torri dell’Istituto di studi sul Mediterraneo (Cnr-ISMed) e Bernardo Patti dell’Istituto per gli impatti antropici e sostenibilità in ambiente marino (Cnr-Ias), la spedizione vede anche la collaborazione di studiosi e studiose della Stazione Zoologica Anton Dohrn, dell’Istituto per le risorse biologiche e le biotecnologie marine (Cnr-Irbim) e dell’Istituto di scienze marine (Cnr-Ismar); e si inserisce in un ampio coordinamento internazionale supervisionato dall’International Commission for the Conservation of Atlantic Tunas (Iccat) che coinvolge anche istituzioni di ricerca da Spagna (Instituto Espanol de Oceanografia del Consejo Superior de Investigaciones Científicas – CSIC) e Turchia (Cukurova University-MEDFRI), entrambe impegnate nella contemporanea raccolta di dati sulle fasi planctoniche del Tonno Rosso nel Mediterraneo occidentale e orientale.


“Si tratta di un’iniziativa di grande importanza per la gestione delle popolazioni di Tonno Rosso e di Acciuga Europea in Mediterraneo” spiega Marco Torri (Cnr-Ismed). “Per quanto riguarda il Tonno Rosso, grazie ad un approccio coordinato tra gruppi di ricerca internazionali, questa spedizione contribuirà a migliorare significativamente le nostre conoscenze su una delle risorse marine più preziose del nostro mare, garantendone un futuro sostenibile e a supporto delle comunità che dipendono da essa. I dati raccolti, infatti, saranno utili per stimare l’abbondanza dello stock di Tonno Rosso nell’area ionica, così da poter avere un monitoraggio efficiente della popolazione nell’area”. Altra specie ittica sulle quali il team italiano concentra le osservazioni è l’Acciuga Europea, anch’essa sottoposta ad intenso sfruttamento da parte della pesca commerciale: “Già nel corso di precedenti campagne condotte nello Stretto di Sicilia abbiamo sviluppato un modello predittivo della biomassa della popolazione adulta di acciuga, con una positiva ricaduta sulla gestione sostenibile di questa risorsa”, aggiunge Bernardo Patti (Cnr-IAS). “Oggi, la raccolta di nuovi dati con un’infrastruttura navale all’avanguardia come “Gaia Blu” consentirà di approfondire la nostra conoscenza dei legami profondi tra un ambiente in continua evoluzione e la presenza delle specie ittiche nel nostro mare, nonché di contribuire a comprendere l’impatto dei cambiamenti climatici sulle comunità ittiche mediterranee”.

Esa, inattesi vulcani ghiacciati scoperti all’equatore di Marte

Esa, inattesi vulcani ghiacciati scoperti all’equatore di MarteRoma, 10 giu. (askanews) – Le missioni ExoMars e Mars Express dell’Agenzia spaziale europea hanno individuato per la prima volta la formazione di ghiaccio nell’acqua vicino all’equatore di Marte, una parte del pianeta dove si riteneva impossibile che esistesse il ghiaccio. Il gelo si trova in cima ai vulcani Tharsis, i vulcani più alti non solo su Marte ma nel Sistema Solare. È stato osservato per la prima volta dall’ExoMars Trace Gas Orbiter (TGO) dell’Esa, e successivamente sia da un altro strumento a bordo del TGO che dal Mars Express dell’Esa.


“Pensavamo che fosse impossibile che si formasse del ghiaccio attorno all’equatore di Marte, poiché il mix di sole e atmosfera sottile mantiene le temperature relativamente alte sia in superficie che in cima alle montagne, a differenza di ciò che vediamo sulla Terra, dove ci si potrebbe aspettare di vedere picchi gelati”, dice l’autore principale Adomas Valantinas, che ha fatto la scoperta quando era studente di dottorato presso l’Università di Berna, in Svizzera, e ora è ricercatore post-dottorato presso la Brown University, negli Stati Uniti. “La sua esistenza qui suggerisce che ci sono processi eccezionali in gioco che consentono la formazione del gelo”. Le macchie di brina sono presenti per alcune ore intorno all’alba prima di evaporare alla luce del sole. Nonostante siano sottili – probabilmente spesse solo un centesimo di millimetro, quanto un capello umano – coprono una vasta area. La quantità di ghiaccio rappresenta circa 150.000 tonnellate di acqua che si scambiano ogni giorno tra la superficie e l’atmosfera durante le stagioni fredde, l’equivalente di circa 60 piscine olimpioniche.


La regione di Tharsis su Marte ospita numerosi vulcani, tra cui Olympus Mons e Tharsis Montes: Ascraeus , Pavonis e Arsia Mons. Molti di questi vulcani sono colossali e sovrastano le pianure circostanti ad altezze che vanno da una (Pavonis Mons) a tre (Olympus Mons) volte quella del Monte Everest terrestre. Questi vulcani presentano caldere, grandi cavità, alle loro sommità, causate dallo svuotamento delle camere magmatiche durante le eruzioni passate. I ricercatori suggeriscono che l’aria circola in un modo particolare sopra Tharsis; questo crea un microclima unico all’interno delle caldere dei vulcani che consente la formazione di macchie di gelo. “I venti risalgono i pendii delle montagne, portando aria relativamente umida dalla superficie fino ad altitudini più elevate, dove si condensa e si deposita sotto forma di brina”, afferma il coautore Nicolas Thomas, ricercatore principale del sistema di imaging a colori e stereo di superficie di TGO (CaSSIS ) e supervisore del dottorato di Adomas presso l’Università di Berna. “In realtà vediamo ciò accadere sulla Terra e in altre parti di Marte, con lo stesso fenomeno che causa la nube marziana stagionale Arsia Mons Elongated Cloud .


“Il gelo che vediamo in cima ai vulcani di Marte sembra depositarsi soprattutto nelle regioni in ombra delle caldere, dove le temperature sono più fredde. “Modellare il modo in cui si formano queste gelate potrebbe consentire agli scienziati di rivelare altri segreti rimanenti di Marte, tra cui dove esiste l’acqua e come si muove tra i serbatoi, e comprendere le complesse dinamiche atmosferiche del pianeta. Conoscenza essenziale per la nostra futura esplorazione di Marte e per la ricerca di possibili segni di vita oltre la Terra. (Credit: ESA/DLR/FU Berlin)

Politecnico di Milano sperimenta auto senza pilota alla 1.000 Miglia

Politecnico di Milano sperimenta auto senza pilota alla 1.000 MigliaMilano, 10 giu. (askanews) – Il Politecnico di Milano si prepara a una delle sperimentazioni su strada pubblica più ambiziose di sempre. Con il progetto di ricerca “1.000 Miglia Autonomous Drive” (1000 Mad), l’Ateneo sta portando la tecnologia della guida senza pilota verso nuove frontiere e durante la 1.000 Miglia 2024, il Politecnico proseguirà nella sperimentazione su un nuovo veicolo autonomo in un contesto reale e complesso, segnando un passo significativo nel progresso della mobilità intelligente e sostenibile.


Il progetto 1000 MAD, annunciato nell’aprile 2023, raggiunge oggi un traguardo straordinario: il percorso autorizzato per la sperimentazione su strada aperta al traffico ora si estende per oltre 1.000 km attraverso diverse tipologie di strade in tutta Italia, seguendo il percorso della 1.000 Miglia 2024. Questo risultato è stato possibile grazie alla collaborazione di numerosi Enti che gestiscono l’infrastruttura stradale attraversata dalla 1.000 Miglia: Comuni, Province, Autostrade per l’Italia, ANAS S.p.A., Veneto Strade e Astral S.p.A. Il Politecnico di Milano utilizzerà la nuovissima e iconica Maserati GranCabrio Folgore, totalmente elettrica. Un veicolo più che unico, caratterizzato da una livrea speciale disegnata per l’occasione dal Centro Stile Maserati, presentata in anteprima mondiale domenica 9 giugno all’unveiling ufficiale all’interno del Villaggio 1.000 Miglia 2024, tenutosi in Piazza Vittoria a Brescia. A bordo della vettura il Team di Ricerca del Politecnico di Milano ha installato l’intero sistema di “robo-driver”, con una nuova configurazione hardware e un software avanzato e rinnovato, concentrando i risultati dei numerosi test su strada compiuti nel corso degli ultimi 12 mesi. Il “robo-driver” sarà affiancato da un “co-driver” umano (supervisore o “safety-driver”) per rispettare i requisiti di autorizzazione alla sperimentazione (D.M.70 “smart-roads”). Anche nella 1.000 Miglia del 2024 il safety- driver sarà d’eccezione: Matteo Marzotto, pilota esperto e membro del CdA di 1000 Miglia srl, con numerose esperienze di partecipazione alla 1000 Miglia storica.


Il legame fra guidatore umano e intelligenza artificiale sarà visivamente rappresentato da un Avatar (sviluppato dal Dipartimento di Design del Politecnico) realizzato in plexiglass e caratterizzato da lastre blu illuminate a led, a rappresentare il concetto di innovazione e futuro guidato dall’Intelligenza Artificiale, che affiancherà il co-driver per tutto il percorso di 1.000 Miglia 2024. Il Dipartimento di Design del Politecnico di Milano ha inoltre ideato e disegnato il nuovo teamwear, appositamente dedicato per il nuovo anno di sperimentazione e in occasione della nuova edizione della corsa più bella del mondo. La vettura affronterà l’intero percorso della 1.000 Miglia 2024, e per oltre 1.000 km del tracciato in modalità di guida autonoma, rispettando le norme del Codice della Strada. “Dopo l’esordio nella 1000 Miglia 2023, quest’anno il team del Politecnico affronta la 1.000 Miglia 2024 con moltissime tratte autorizzate per la sperimentazione su strada aperta al traffico – spiega Sergio Savaresi, Responsabile scientifico del progetto e Direttore del Dipartimento di Elettronica, Informatica e Bioingegneria del Politecnico di Milano -: è la piattaforma ideale per lo sviluppo della guida autonoma che svilupperemo su queste strade nei prossimi 12 mesi, con l’obiettivo di portare questa tecnologia nelle nostre città ed abilitare nuovi modelli di mobilità, più sicuri e sostenibili”.


“1.000 Mad è un progetto emblematico per il Politecnico di Milano, prima università tecnica del Paese, che si conferma pioniere nel campo della tecnologia dei veicoli a guida autonoma e nello sviluppo di nuovi modelli di mobilità sostenibile – sottolinea Donatella Sciuto, Rettrice del Politecnico di Milano -. Lo fa attraverso la validità dei suoi laboratori e la competenza di giovani ricercatori che, per primi, non temono di cogliere la sfida dell’innovazione”. Il progetto 1.000 Mad ha dato origine ad un progetto più ampio del Politecnico di Milano (progetto Aida: Artificial Intelligence Driving Autonomous), che punta a sviluppare la tecnologia dell’auto a guida autonoma come elemento abilitante per il passaggio a futuri modelli di mobilità in ambito urbano più sicuri e più sostenibili

Business Ethics Summit, intelligenza artificiale applicata a mondo aziende

Business Ethics Summit, intelligenza artificiale applicata a mondo aziendeRoma, 4 giu. (askanews) – Si è svolto oggi, nel suggestivo scenario della Pontificia Accademia delle Scienze, sita nella Città del Vaticano, la seconda edizione del Business Ethics Summit. L’evento internazionale sull’etica applicata al business è organizzato da Core, società specializzata nell’attività di relazioni pubbliche e istituzionali, con la partnership accademica del Boston College e della Lumsa Human Academy – Luigia Tincani.


Il summit ha riunito una delegazione di leader, provenienti da tutto il mondo, per discutere e approfondire insieme il nuovo Artificial Intelligence Act dell’Unione Europea, le implicazioni per il business e l’importanza di mantenere la centralità dell’essere umano. L’evento, alla sua seconda edizione, ha seguito le regole della Chatham House Rule ed è il primo nel suo genere in Italia: è stato infatti disegnato e prodotto con l’aiuto dell’intelligenza artificiale con l’obiettivo di condividere esperienze di successo e di fallimento per esplorare insieme il ruolo dell’etica nel business. L’obiettivo della ‘lezione collettiva’ è quello di proporre una panoramica sui principi etici applicati al mondo aziendale, per condividere esperienze ed idee su come gestire eticamente aziende ed organizzazioni seguendo il principio ‘from growth to prosperity’, che riconduce il concetto di crescita economica e finanziaria all’interno di una dimensione umana e sostenibile.


L’evento è stato aperto dalle parole del Cardinale Peter Turkson, Cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze e dalla lettera del Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale, On. Antonio Tajani che ha ricordato l’importanza della ‘diplomazia della crescita’, in particolare le iniziative per lo sviluppo del continente africano e l’elemento distintivo dell’imprenditoria italiana che mette l’essere umano al centro. La moderatrice, Cristiana Falcone, Co-Founder Business Ethics Summit: ‘Se il 2023 è stato l’anno dei prototipi di intelligenza artificiale, il 2024 sembra essere l’anno della produzione e applicazione di questa tecnologia dirompente. È anche l’anno dell’approvazione del primo sistema di regolamentazione al mondo che, seguendo l’esperienza della normativa sulla privacy, vede ancora una volta in posizione di leadership l’Unione Europea. In questo contesto crediamo che non si possa più mettere la testa sotto la sabbia e ogni stakeholder debba considerarne responsabilmente l’impatto nel suo settore. Il Business Ethics Summit ha l’ambizione di aiutare i leader di oggi e di domani a creare gli strumenti etici necessari per decidere equilibratamente in un mondo che cambia alla velocità della luce ma dove l’essere umano deve restare centrale’.


In collegamento da Bruxelles Lucilla Sioli, Direttore per l’intelligenza artificiale e l’industria digitale della Commissione Europea, ha aperto l’incontro spiegando per la prima volta dall’approvazione dell’atto, che sarà promulgato nel mese di agosto, i principi fondamentali del nuovo AI Act che regolerà l’adozione dell’intelligenza artificiale all’interno delle imprese europee e internazionali operanti in Europa. Le aziende hanno due anni di tempo per adeguarsi. Ne è seguita un dinamico dibattito sulle opportunità e sulle sfide che il mondo imprenditoriale e dell’amministrazione pubblica si troveranno a gestire. Tra le oltre 65 figure di alto profilo che hanno condiviso visioni e best practice in merito all’etica del business erano presenti Cherie Blair, Founder & Chair Omnia strategy, Edward Cunningham, Adjunct Lecturer in Public Policy Harvard Kennedy School, Hisham El-Sherif, Founder of Egypt and Africa Information Society Initiatives, Chairman and Founder of RIITSEC& IDSC, Former Minister and Member of European Royal Academy of Doctor, Brian Smith, Associate Dean for Resaearch, Lynch School of Education & Human Development Boston College, Salvatore Pinto, President AXPO, Roberto Tundo, Chief Innovation and Technology Officer Gruppo FS, Simona Arduini, Vice President Banca Ifis, Marco Santucci, CEO Jaguar Land Rover Italia, Massimo Giordano, Managing Director Europe Office, McKinsey (EU), Piero Ferrari, Board Member Ferrari, Kirsty Stevenson, Head of Human Rights, Chair of Human Right’s Council HP, Luciano Violante, Presidente Fondazione Leonardo e molti altri ancora.


Brian Smith, Associate Dean for Research, Lynch School of Education & Human Development Boston College: ‘Sono molto felice di aver rappresentato il Boston College al Business Ethics Summit e spero che la nostra collaborazione continui in futuro. È stato meraviglioso vedere tutti i relatori sottolineare l’importanza del ruolo delle persone quando si pensa all’intelligenza artificiale. L’attenzione all’etica, prima di tutto, e alla tecnologia poi, mi fa sperare che la comunità imprenditoriale possa sviluppare prodotti e processi che rendano il mondo un posto migliore’. Salvatore Pinto, Presidente AXPO: ‘Con l’AI siamo ancora in una fase iniziale. Quello che sappiamo è che avrà un grosso impatto sulla produttività in tutti i settori, nel medio e lungo periodo. Però, creerà anche dei problemi nel breve periodo sull’impiego. Occorre quindi bisogna attivare del welfare per gestire questi problemi. Due raccomandazioni: non bisogna perdere il controllo umano di quello che si fa con l’AI. E non bisogna deresponsabilizzare l’uomo in queste nuove applicazioni dell’AI. In Axpo vogliamo continuare a sfidare le nostre ambizioni verso un orizzonte che possa generare valore a lungo termine per le comunità in cui operiamo, con l’obiettivo di contribuire in modo significativo al futuro dell’energia e garantire crescita equa e innovazione a lungo termine. La nostra strategia delle 4 P rappresenta le principali aree di intervento nelle quali vogliamo investire, per raggiungere il futuro che immaginiamo attraverso azioni concrete a livello ambientale, economico e sociale. È per questo che abbiamo aggiunto una 4 P di Principles alla nostra formula di sostenibilità, insieme a Planet, People, Progress’. Roberto Tundo, Chief Innovation and Technology Officer Gruppo FS: ‘Lavoriamo per rafforzare le capacità di estrarre valore per il Sistema Paese dal grande patrimonio di dati di cui il Gruppo FS dispone, consapevoli che a fianco di queste azioni occorra instaurare una vera e propria ‘cultura del dato’ al fine di garantirne il corretto utilizzo, quindi anche dal punto di vista etico. Per questo motivo, parallelamente alla gestione operativa dei dati – per i quali garantiamo qualità, sicurezza e conformità normativa in tutte le fasi di vita – ci impegniamo con convinzione sulla formazione – sia specialistica per gli addetti ai lavori, sia di generale consapevolezza per tutti nostri Colleghi – comprendendo l’importanza di dotare il personale aziendale delle conoscenze necessarie su questo argomento, in particolare per quanto attiene il loro utilizzo in ambito a soluzioni di Artificial Intelligence, e perseguire, anche in questo modo, una trasformazione coerente con i nostri principi di sostenibilità ambientale, economica e sociale’. Simona Arduini, Vice Presidente Banca Ifis: ‘L’intelligenza artificiale offre grandi vantaggi per la finanza ma chiaramente nasconde anche molti potenziali rischi. Come Banca Ifis cerchiamo di impiegare la tecnologia ma al contempo di governare i rischi, ponendo al centro della gestione non solo il profitto ma anche le persone e quindi facendo guidare la gestione dall’etica. L’approccio di Banca Ifis al digitale è fortemente dipeso dall’impulso dato dal Presidente Ernesto Fürstenberg Fassio, il quale ha puntato su due aspetti. In primis la double bottom line, che è una gestione di impresa che mira a creare profitto ma anche a creare valore per il territorio, per gli stakeholder e dunque per le persone. Da questo deriva un approccio proattivo alla tecnologia e alla trasformazione tecnologica con l’obiettivo di metterle a disposizione delle persone. La nostra successiva sfida è di puntare sull’intelligenza artificiale, con l’aiuto di società specializzate che possano applicare l’innovazione tecnologica alla nostra strategia. La stiamo utilizzando per la gestione documentale, l’onboarding digitale dei clienti e anche l’analisi della compliance normativa. Per il futuro, stiamo lavorando a una implementazione dell’AI anche nel campo Npl’. Per altre maggiori informazioni, visitare il sito ufficiale del Business Ethics Summit http://businessethics.ai/

Avio: Vega-C più vicino al volo, Zefiro 40 testato con successo

Avio: Vega-C più vicino al volo, Zefiro 40 testato con successoRoma, 28 mag. (askanews) – Il motore a propellente solido Zefiro-40, il secondo stadio del lanciatore Vega-C, è stato testato oggi da Avio presso il banco prova di Salto di Quirra in Sardegna. Il motore presenta un design migliorato dell’ugello, necessario per il ritorno al volo del Vega-C entro la fine del 2024. L’analisi iniziale post-test indica che la nuova progettazione dell’ugello ha funzionato come previsto durante i 94 secondi di test programmati, simulando una normale performance in volo. Lo Zefiro-40 è un motore a razzo alto 7,6 metri, caricato con oltre 36 tonnellate di propellente solido. Per questo test, il motore è stato installato su un banco di prova orizzontale. Lo Zefiro-40 è sviluppato e fabbricato da Avio nello stabilimento di Colleferro. Un secondo test di accensione sarà condotto dopo l’estate per confermare i dati raccolti. Gli ingegneri di Avio esamineranno i dati del primo test in vista del secondo test in ottobre, che qualificherà poi il motore Zefiro-40 per il ritorno al volo entro la fine del 2024 dalla Centro Spaziale della Guyana Francese. Vega-C è un lanciatore alto 35 metri con una massa al decollo di 210.000 kg. Può posizionare circa 2300 kg in orbita polare. Vega-C può ospitare una varietà di forme e dimensioni di carico, dai CubeSats di appena un chilogrammo fino a un singolo grande carico utile.


Vega-C è l’evoluzione più grande della famiglia di razzi Vega. Il Vega originale è stato lanciato nel 2012 e ha volato 21 volte da allora. L’ultimo volo di Vega è programmato per quest’estate, dopodiché Vega-C prenderà definitivamente il suo posto. La variante più piccola Vega non utilizza lo stadio Zefiro-40. L’ESA è responsabile della qualifica del sistema di lancio Vega-C e acquista anche servizi di lancio per missioni istituzionali europee. Il programma di sviluppo di Vega-C è stato realizzato con la partecipazione di tredici Stati Membri dell’ESA: Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Romania, Spagna, Svezia, Svizzera. L’Agenzia è l’autorità contraente per lo sviluppo di Vega-C, supporta sia lo sviluppo che lo sfruttamento, fornendo anche supervisione tecnica basata sulla sua esperienza trentennale. Avio è il contraente principale e responsabile di progettazione dei lanciatori Vega-C. Arianespace è il fornitore del servizio di lancio.

Spazio, nella prima metà di luglio il debutto di Ariane 6

Spazio, nella prima metà di luglio il debutto di Ariane 6Roma, 21 mag. (askanews) – È previsto entro le prime due settimane di luglio il debutto del lanciatore Ariane 6. La data provvisoria per il primo tentativo di lancio sarà comunicata all’ILA Airshow di Berlino, in Germania, che si terrà dal 5 al 9 giugno. A comunicarlo in una nota congiunta l’Agenzia spaziale europea, in qualità di ente appaltante e architetto del sistema di lancio Ariane 6, l’agenzia spaziale francese Cnes in qualità di capocommessa della base di lancio di Kourou, ArianeGroup capocommessa del sistema di lancio e Arianespace in qualità di fornitore di servizi di lancio. “Siamo sulla buona strada e in linea con il periodo di lancio comunicato a novembre”, si legge nella nota. Il 29 aprile scorso si è conclusa la revisione del sistema di lancio di Ariane 6 (lanciatore e segmento di terra), quindi il 16 maggio i carichi utili sono arrivati alla base di Kourou in Guyana francese pronti per essere integrati nel razzo. A metà giugno è prevista la fase finale della qualificazione del sistema di lancio Ariane 6; il 18 giugno la prova generale durante la quale il lanciatore sarà rifornito di carburante sulla rampa di lancio e successivamente svuotato del carburante in preparazione al lancio. Sempre a giugno l’upper composite, costituito dall’adattatore del lanciatore, dai carichi utili e dalla carenatura per il modello di volo Ariane 6-1, sarà trasferito dalla sala di incapsulamento alla rampa di lancio.

AI, Bernini: Ai4Industry progetto in cui il Governo crede molto

AI, Bernini: Ai4Industry progetto in cui il Governo crede moltoRoma, 3 mag. (askanews) – “Oggi a Torino insieme ai ministri Giancarlo Giorgetti e Adolfo Urso abbiamo dato il via ufficiale a Ai4Industry, Artificial intelligence for industry. Un progetto in cui questo Governo crede molto. Siamo molto orgogliosi perché l’avvio di questa fondazione rispetta l’impegno assunto negli scorsi mesi”. Lo scrive il ministro Bernini in un post su X.


“Ai4Industry – aggiunge – gestirà il Centro per l’Intelligenza artificiale, un luogo di ricerca sull’intelligenza applicata con particolare attenzione ai settori delll’automotive e dell’aerospazio. Torino è una città con una grande storia industriale alle spalle, ma è anche un centro che guarda al futuro. Un futuro che vogliamo più sostenibile e innovativo. E l’Italia sarà protagonista. Qui c’è un ecosistema formato da istituzioni del territorio, imprese, Università ed enti di ricerca cui ora si aggiunge Ai4Industry”.

Spazio, al via accordo per rafforzare collaborazione Italia-Egitto

Spazio, al via accordo per rafforzare collaborazione Italia-EgittoMilano, 23 apr. (askanews) – Il rafforzamento della collaborazione nel settore spaziale tra Italia ed Egitto per favorire investimenti e partnership a lungo termine. E’ il principale obiettivo del un Memorandum of Understanding siglato oggi al Cairo tra l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), rappresentata dal presidente Teodoro Valente, e l’Agenzia Spaziale Egiziana (EgSa), rappresentata dal ceo Sherif Mohamed Sedky. La collaborazione tra l’Asi e l’EgSa, sancita nel quadro della visita di Stato in Egitto del ministro delle Industrie e del Made in Italy Adolfo Urso, faciliterà gli investimenti nel settore spaziale anche da parte delle industrie del settore, che insieme alle agenzie spaziali, potrebbero sviluppare progetti e iniziative di comune interesse a livello mediterraneo, in Africa e a livello internazionale.


“L’accordo firmato oggi – ha affermato il presidente dell’Asi Valente – rappresenta un ponte tra Europa e Africa, un corridoio tra Italia ed Egitto in ambito spaziale. L’Asi prosegue in questo modo il proprio impegno nel consolidare rapporti privilegiati con i Paesi africani che si affacciano al settore, nel quadro delle iniziative promosse dal Governo italiano per il Piano Mattei per l’Africa”. L’Egitto è uno dei paesi africani che stanno consolidando la propria politica spaziale: la nascita nel 2019 dell’EgSa testimonia l’interesse del suo governo per un ampliamento dell’interesse nel settore, che per diversi anni si è concentrato soprattutto in attività di scienza e telerilevamento. Il Memorandum of Understanding evidenzia l’intenzione di Italia ed Egitto di intensificare la cooperazione nelle scienze e nelle tecnologie spaziali e di promuovere la collaborazione tra le università, gli istituti di ricerca e le imprese dei due paesi.


Ulteriori aree di cooperazione potranno essere l’Osservazione della terra e il Remote Sensing, le applicazioni spaziali, progetti di capacity building e iniziative di formazione specialistica. Proprio l’Osservazione della Terra, con riferimento al monitoraggio delle variabili e degli effetti del cambiamento climatico sulla società e sull’economia nazionale, potrà costituire un ambito di potenziali collaborazioni e progetti comuni in grado di coinvolgere imprese italiane che possono vantare una expertise specifica.

La Sardegna nello spazio, depositato un brevetto internazionale

La Sardegna nello spazio, depositato un brevetto internazionaleRoma, 23 apr. (askanews) – L’Università degli Studi di Sassari, il Centro di Ricerca, Sviluppo e Studi Superiori in Sardegna (CRS4), il Distretto AeroSpaziale della Sardegna (DASS), l’Università degli Studi di Cagliari e l’azienda Tolo Green hanno depositato la domanda di un brevetto internazionale innovativo che contribuirà, grazie alle potenzialità dell’alga spirulina, ad ampliare la portata delle ricerche nel campo dell’astrobiologia, fino a immaginare un futuro in cui l’uomo possa arrivare su Marte. È lo scenario che si prefigura nell’ambito del contributo che la Sardegna può fornire per l’esplorazione dello spazio: tre anni dopo il percorso brevettuale in Italia, arriva la decisione di sbarcare in campo internazionale, depositando la domanda in Europa, Stati Uniti, Russia, Cina, Giappone e India.


LA SPIRULINA PROSPERA IN ASSENZA DI GRAVITÀ E DI OSSIGENO – Grazie a un lungo e paziente lavoro di squadra che ha coinvolto ricercatori, ricercatrici e dottorandi degli atenei e degli enti di ricerca interessati, è stato possibile mettere a punto un terreno di coltura fertile per l’alga spirulina, il nuovo “oro verde”, che cresce in condizioni di vita extraterrestri. A gravità quasi pari a zero, raggiunta tramite un apposito strumento chiamato clinostato equipaggiato per simulare l’atmosfera marziana, l’alga prospera come dimostrano gli esperimenti condotti presso il laboratorio della professoressa Antonella Pantaleo del dipartimento di Scienze biomediche dell’Università di Sassari. Dal 2006 il CRS4 e l’Università di Cagliari, come pure altri soci del DASS, stanno sviluppando, sotto la guida del professor Giacomo Cao, importanti ricerche sulle microalghe che potranno consentire agli astronauti di sopravvivere sul pianeta rosso. L’alga spirulina, infatti, in ambiente extraterrestre può servire al duplice scopo di nutrire gli astronauti e generare ossigeno, utilizzando l’atmosfera marziana satura di CO2. IL BREVETTO – Oggetto del brevetto è un kit composto da un clinostato e da una camera con atmosfera di CO2, che può riprodurre le condizioni extraterrestri come quelle marziane. Scopo di questo strumento è quello di consentire la crescita di microalghe in assenza di gravità, nonché valutare il comportamento in tali condizioni di cellule umane, vegetali e animali anche in atmosfera marziana simulata. L’innovazione consentirebbe la limitazione del materiale da trasportare nel tragitto Terra-Marte utilizzando elementi disponibili in loco quali la CO2 atmosferica, il suolo marziano e l’urina degli astronauti per il sostentamento di missioni umane sul pianeta rosso. Infatti, utilizzando queste risorse sarebbe possibile coltivare su Marte alghe utili sia per la produzione di ossigeno sia per il sostentamento alimentare degli astronauti.


“Il deposito della domanda di brevetto a livello internazionale – sostiene Giacomo Cao, amministratore unico CRS4 e presidente DASS – dimostra ancora una volta il ruolo importante e significativo che la Sardegna può giocare nel settore aerospaziale attraverso un prezioso gioco di squadra che coinvolge le istituzioni scientifiche e le imprese. In particolare, la domanda di brevetto fa riferimento a una tecnologia che consente di simulare sulla Terra le condizioni ambientali che si possono trovare su diversi corpi celesti con particolare riferimento alla Luna e Marte, permettendo in tal modo lo sviluppo a costi sopportabili di nuovi processi che si innestano a pieno titolo sul tema dell’esplorazione dello spazio, molto rilevante dal punto di vista finanziario ed economico”. Per Gavino Mariotti, rettore dell’Università di Sassari, “il brevetto internazionale è il coronamento di una lunga attività di ricerca che ha avuto nel Dipartimento di Scienze Biomediche un teatro privilegiato. Siamo orgogliosi di poter contribuire con le nostre competenze scientifiche alla crescita del territorio. Mi sembra ancora doveroso, a otto anni dalla sua scomparsa, ricordare il professor Proto Pippia che si è adoperato per la ricerca in astrobiologia nel nostro ateneo”.


“È motivo di soddisfazione per il nostro Ateneo aver contribuito alla realizzazione di un progetto di portata internazionale”, commenta Francesco Mola, rettore dell’Università di Cagliari: “Fare parte di un team che vede protagoniste aziende leader del settore high tech e istituzioni pubbliche e private, conferma l’importanza delle competenze trasversali che di fatto possono rappresentare un volano per la crescita del nostro territorio”.

Individuato il luogo di sepoltura del filosofo greco Platone

Individuato il luogo di sepoltura del filosofo greco PlatoneMilano, 23 apr. (askanews) – Il filosofo greco Platone fu sepolto nel giardino a lui riservato (un’area privata destinata alla scuola platonica) dell’Academia ad Atene, vicino al cosiddetto Museion o sacello sacro alle Muse. Finora era solo noto che egli era sepolto genericamente nell’Academia. E’ una delle principali novità emerse dall’analisi del papiro ercolanese carbonizzato contenente la Storia dell’Accademia di Filodemo di Gadara (110-dopo il 40 a.C.) effettuata nell’ambito del progetto di ricerca “GreekSchools”: grazie allo “sguardo” tecnologico di innovative metodologie di studio, gli esperti hanno estrapolato oltre mille parole, corrispondenti al 30% del testo del papiro andato a fuoco a seguito dell’eruzione del Vesuvio nel 79 d. C.


Il progetto, presentato alla Biblioteca “Vittorio Emanuele III” di Napoli, ha ricevuto un finanziamento ERC (Consiglio Europeo della Ricerca) pari a 2.498.356 euro, era iniziato nel 2021 ed è della durata di 5 anni e otto mesi. A coordinare la ricerca è Graziano Ranocchia, dell’Università di Pisa, in collaborazione con l’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale (ISPC) e l’Istituto di Linguistica Computazionale “Antonio Zampolli” (ILC) del Consiglio Nazionale delle Ricerche, e la Biblioteca Nazionale di Napoli dove il papiro è conservato insieme a molti altri. Sempre a proposito del filosofo Platone è emerso che egli fu venduto come schiavo sull’isola di Egina già forse nel 404 a.C., quando gli Spartani conquistarono l’isola o, in alternativa nel 399 a.C., subito dopo la morte di Socrate. Fino ad ora si era creduto che Platone fosse stato venduto come schiavo nel 387 a.C. durante il suo soggiorno in Sicilia alla corte di Dionisio I di Siracusa. In un altro passaggio, in un dialogo tra personaggi, Platone si esprime in modo sprezzante sulle capacità musicali e ritmiche di una musicista barbara originaria della Tracia.


Il progetto, oltre all’indagine sullo stato di conservazione di tali manufatti, ha l’obiettivo di pubblicare un’edizione aggiornata – grazie all’applicazione di tecniche di imaging e di metodi filologici – della Rassegna dei filosofi di Filodemo, la più antica storia della filosofia greca in nostro possesso. Di essa fa parte appunto la Storia dell’Accademia, che racchiude molte informazioni esclusive su Platone e sullo sviluppo dell’Accademia sotto i suoi successori. “Rispetto alle edizioni precedenti, ora c’è un testo quasi radicalmente cambiato, che implica una serie di fatti nuovi e concreti su vari filosofi accademici. Attraverso la nuova edizione e la sua contestualizzazione, gli studiosi sono arrivati a deduzioni inaspettate di portata interdisciplinare per la filosofia antica, la biografia e la letteratura greche e la storia del libro”, commenta Graziano Ranocchia. “Alcune integrazioni precedenti sono state sostituite, alcuni passaggi precedentemente frammentari sono stati integrati o riletti. L’aumento del testo corrisponde all’incirca alla scoperta di dieci nuovi frammenti di papiro di media grandezza. Le nuove letture attingono spesso a fatti nuovi e concreti sull’Accademia di Platone, sulla letteratura ellenistica, su Filodemo di Gadara e la storia antica in generale”, aggiunge Kilian Fleischer, editore di questo prezioso papiro nell’ambito del progetto GreekSchools.


“Il progetto GreekSchools ha anche lo scopo di sviluppare metodi di indagine dei manoscritti applicando le più avanzate tecniche di diagnostica per immagini oggi a disposizione (imaging ottico nell’infrarosso e nell’ultravioletto, imaging molecolare ed elementale, imaging termico, tomografie, microscopia ottica digitale, ecc.)”, precisa Costanza Miliani del CNR-ISPC.