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Lollobrigida al qt Camera su carne coltivata e pistacchio Bronte

Lollobrigida al qt Camera su carne coltivata e pistacchio BronteRoma, 11 dic. (askanews) – Oggi, mercoledì 11 dicembre, alle 17.30, il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, interverrà al question time trasmesso in diretta televisiva dall’Aula di Montecitorio su Rai Parlamento.


Il ministro risponderà a interrogazioni su temi riguardanti le iniziative in materia di divieto di produzione e commercializzazione della carne coltivata e di divieto di denominazione di carne per prodotti contenenti proteine vegetali, in relazione a recenti pronunciamenti della Commissione europea e della Corte di giustizia dell’Ue (Della Vedova – Misto-+Europa). E ancora, sulle iniziative per la tutela del Dop Consorzio pistacchio verde di Bronte (Castiglione – FI-PPE); sulle misure per lo scorrimento integrale della graduatoria del V bando dei contratti di filiera al fine di assicurare trasparenza e stabilità alle aziende coinvolte (Gadda – IV-C-RE); sulle iniziative in sede nazionale ed europea, volte al rafforzamento del mercato unico e alla tutela del reddito degli agricoltori (Lupi – NM(N-C-U-I)M-CP) e infine sullo stato di avanzamento della misura del Pnrr denominata «Parco Agrisolare» (Bignami – FDI).

Salva l’Italia della pesca: nessuna riduzione giorni per il 2025

Salva l’Italia della pesca: nessuna riduzione giorni per il 2025Roma, 11 dic. (askanews) – Non ci sarà alcuna riduzione dei giorni di pesca per la flotta a strascico made in Italy nel 2025. Grazie alla tenace azione diplomatica del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida l’Italia della pesca esce così quasi indenne dall’ultimo consiglio Agrifish, tenutosi il 9 e 10 dicembre a Bruxelles, nel corso del quale è stato trovato un difficile accordo politico tra i ministri europei della Pesca sulle opportunità di pesca nell’Atlantico, nel Mare del Nord, nel Mar Nero e soprattutto nel Mar Mediterraneo per il 2025.


L’accordo, raggiunto dopo due giorni di intensi negoziati, stabilisce limiti di cattura, i cosiddetti “totali ammissibili di cattura” (TAC), e limiti di sforzo di pesca per gli stock ittici commerciali più importanti. Le maggiori difficoltà hanno riguardato proprio l’area Mediterranea: nel precedente Agrifish Italia, Francia e Spagna in un documento congiunto avevano chiesto uno stop alla riduzione degli sforzi di pesca per il 2025 nel Mediterraneo per non penalizzare ulteriormente le proprie marinerie, già logorate da anni di restrizioni. A fronte della richiesta di stop chiesta da Francia, Italia e Spagna, la proposta messa sul tavolo dall’Esecutivo europeo prevedeva il 38% di riduzione dei giorni di pesca per il 2025 per l’intera area coperta dalle GSA 9, 10 e 11 (da Imperia a Trapani, Sardegna inclusa) per gli attrezzi trainati, ovvero lo strascico. Era inoltre previsto un taglio della quota gambero viola e del gambero rosso rispettivamente del 18% e del 29% rispetto al livello 2024. A difesa del nasello, erano poi previste altre misure che interessano alcuni sistemi di pesca, introducendo per la prima volta un limite di cattura. Posizioni inevitabilmente molto lontane, quelle tra la Commissione e i tre Paesi membri.


Al termine del Consiglio, invece, il risultato ottenuto è positivo perchè, grazie ad un articolato set di misure di compensazione incrementato rispetto al 2024, come spiega dettagliatamente Fedagripesca, l’Italia potrà di fatto annullare l’intero taglio proposto dalla Commissione Ue. E sarà solo del 6% il taglio della quota di gamberi di profondità, sia viola che rosso. Sulla piccola riduzione della pesca del gambero “sono già allo studio misure di compensazione per attenuare ulteriormente l’impatto”, ha fatto sapere il ministro Lollobrigida. “Una riduzione che in queste percentuali avrà un impatto pressoché neutro sulla flotta coinvolta visto che già la quota 2024 non è stato interamente consumata e che entro il luglio cesserà l’attività di circa il 15% dell’intera capacità della flotta che effettua questo tipo di pesca per effetto del bando delle demolizioni”, spiega il vicepresidente di Fedagripesca Paolo Tiozzo.


Sarà solo del 13%, invece del 25% proposto, il taglio dei giorni di pesca per i palangari. Per il nasello, pescato con diversi sistemi di pesca, dal 2025 ci sarà un tetto alle catture pari a 261,5 tonnellate rispetto alle 215,5 tonnellate proposte in partenza dalla Commissione europea. Quanto alle altre aree di pesca (Adriatico, Ionio, canale di Sicilia e mare di levante) restano valide le decisioni assunte in ambito FAO/GCPM adottate un mese fa. Il ministro Lollobrigida spiega quindi che “per tutto il 2025 non ci sarà nessuna riduzione dei giorni di pesca per la flotta a strascico italiana. È la prima volta che l’Italia ottiene un simile successo, proteggendo concretamente il futuro del settore ittico e delle marinerie nazionali”.

La Pietra (Masaf): esito Agrifish sulla pesca è successo Italia

La Pietra (Masaf): esito Agrifish sulla pesca è successo ItaliaRoma, 11 dic. (askanews) – “L’esito dei negoziati del Consiglio Europeo dell’Agricoltura e della Pesca evidenzia un successo su tutta la linea da parte dell’Italia, che grazie all’impegno del ministro Lollobrigida, è riuscita a salvaguardare il futuro delle nostre marinerie”. Così in una nota il sottosegretario al Masaf, senatore Patrizio La Pietra commentando le decisione prese nella notte in sede di Agrifish sulla pesca.


“Nessuna riduzione dei giorni di pesca per la flotta a strascico italiana per tutto il prossimo anno è una vittoria italiana ed è un segnale di chiara inversione di tendenza nel prendere decisioni, in sede europea, che per troppo tempo sono stati orientate da politiche ai limiti dell’estremismo ambientalista”, spiega La Pietra sottolineando che le linee di indirizzo fino ad oggi adottate dall’Unione Europea “non hanno prodotto risultati significativi dal punto di vista ambientale, ma sono riuscite, purtroppo, a decimare le flotte di pescherecci europee ed in particolare le marinerie italiane”. “Oggi si cambia passo – evidenzia il sottosegretario – si torna finalmente a ragionare in termini di sostenibilità ambientale senza disgiungerla dall’imprescindibile sostenibilità economica, che è il binomio sul quale vanno affrontate tutte le scelte di cui si deve far carico Bruxelles. Oggi il settore ittico italiano può nutrire fiducia nel futuro del settore, un risultato che, come componente del governo, mi inorgoglisce perché evidenzia la volontà di mettere la politica al servizio del futuro del nostro Paese”, conclude La Pietra.

Raffaele Drei nuovo presidente di Fedagripesca Confcooperative

Raffaele Drei nuovo presidente di Fedagripesca ConfcooperativeRoma, 11 dic. (askanews) – È Raffaele Drei il nuovo presidente di Fedagripesca Confcooperative. La nomina è avvenuta al termine del Consiglio Nazionale della federazione, svoltosi oggi, che ha provveduto come da statuto ad eleggere il nuovo presidente dopo le dimissioni di Carlo Piccinini presentate lo scorso 30 ottobre, a cui è seguito un periodo di reggenza guidato dal vicepresidente Davide Vernocchi. Fedagripesca associa 3.000 imprese cooperative agroalimentari e della pesca, con oltre 410.000 soci e 75.900 addetti, per un fatturato che sfiora i 35 miliardi di euro, pari a più del 20% del Made in Italy agroalimentare.


Cinquantanove anni, faentino e titolare di un’azienda frutticola e viticola, Drei è stato presidente della cooperativa Agrintesa di Faenza ed è attualmente presidente di Valfrutta Fresco, società commerciale di Apo Conerpo e Vicepresidente del Gruppo cooperativo Conserve Italia. Nel 2022 è stato eletto presidente di Fedagripesca Confcooperative Emilia Romagna. “Assumo quest’incarico con la consapevolezza di essere chiamato a rappresentare un sistema economico di assoluto rilievo nel comparto agroalimentare del paese – ha detto il neo presidente – Lavorerò per riportare le filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura cooperative al centro del dibattito politico ed economico del nostro paese e per aprire un confronto e un dialogo forte con le altre organizzazioni su tutte le principali questioni del settore”.


“Tra gli obiettivi principali del mio mandato – ha proseguito Drei – c’è la difesa del modello di aggregazione e concentrazione dell’offerta rappresentato dalle cooperative e dalle organizzazioni di produttori, un modello imprenditoriale virtuoso attraverso il quale centinaia di produttori riescono a valorizzare le loro produzioni agricole, della pesca e dell’acquacoltura nazionali in tutto il mondo. Continueremo a difendere e valorizzare il modello d’impresa cooperativa, sia nell’ortofrutta che nel vino e cercheremo di incrementarne la diffusione anche nel comparto lattiero-caseario, sostenendo l’introduzione a livello UE e nazionale di interventi settoriali, già sperimentati in altri comparti come l’ortofrutta, per aiutare le imprese a raggiungere gli ambiziosi obiettivi di sostenibilità e di innovazione tecnologica che le nuove sfide ci impongono”. “Sarà fondamentale – prosegue Drei – intensificare il nostro sostegno alle cooperative forestali e zootecniche che rappresentano un prezioso presidio per le aree marginali e rurali. Ci faremo promotori e sostenitori di ogni iniziativa necessaria al rafforzamento delle filiere e delle cooperative cerealicole, le cui produzioni devono essere valorizzate come colonne portanti della nostra identità e tradizione, del nostro Made in Italy. Continueremo a difendere la pesca e l’acquacoltura, settori vitali della nostra economia che necessitano di un approccio urgente e sostenibile. Collaboreremo attivamente per promuovere pratiche responsabili, garantire un giusto compenso ai cooperatori e costruire un modello di sviluppo solidale, con particolare attenzione alle comunità costiere italiane, fiore all’occhiello del Mediterraneo”.

Fedagripesca: norme Ue meno dure grazie ad azione diplomatica

Fedagripesca: norme Ue meno dure grazie ad azione diplomaticaRoma, 11 dic. (askanews) – La pesca italiana “tira un sospiro di sollievo” perché le nuove norme di riduzione dell’attività di pesca previste in ambito europeo saranno meno pesanti del previsto grazie all’azione diplomatica dispiegata dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e dal Governo italiano. Lo rende noto Confcooperative Fedagripesca che ha seguito da vicino i lavori del Consiglio Ue agricoltura e pesca.


“Dopo un lungo e complesso negoziato, grazie a un eccellente lavoro diplomatico del ministro Lollobrigida, supportato dal lavoro dello staff della Direzione generale e dei tecnici presenti a Bruxelles, abbiamo potuto evitare il peggio. Una vittoria dell’Italia sostenuta anche dai colleghi spagnoli e francesi che hanno condiviso la nostra stessa battaglia”. Così il vicepresidente Confcooperative Fedagripesca Paolo Tiozzo al termine del Consiglio Ue Agrifish che si è concluso nella notte. La proposta messa sul tavolo dall’Esecutivo Ue prevedeva il 38% di riduzione dei giorni di pesca per il 2025 per l’intera area coperta dalle GSA 9, 10 e 11 (da Imperia a Trapani, Sardegna inclusa) per gli attrezzi trainati, ovvero lo strascico. Era inoltre previsto un taglio della quota gambero viola e del gambero rosso rispettivamente del 18% e del 29% rispetto al livello 2024. A difesa del nasello, erano poi previste altre misure che interessano alcuni sistemi di pesca, introducendo per la prima volta un limite di cattura.


Al termine del Consiglio, invece, sottolinea Fedagripesca, il risultato ottenuto è positivo ed è stato possibile contenere i danni. Grazie ad un articolato set di misure di compensazione, fa sapere l’associazione, incrementato rispetto al 2024, l’Italia potrà di fatto annullare l’intero taglio proposto dalla Commissione Ue. E sarà solo del 6% il taglio della quota di gamberi di profondità, sia viola che rosso. “Una riduzione che in queste percentuali avrà un impatto pressoché neutro sulla flotta coinvolta visto che già la quota 2024 non è stato interamente consumata e che entro il luglio cesserà l’attività di circa il 15% dell’intera capacità della flotta che effettua questo tipo di pesca per effetto del bando delle demolizioni”, precisa Tiozzo.


Sarà solo del 13%, invece del 25% proposto, il taglio dei giorni di pesca per i palangari. Per il nasello, pescato con diversi sistemi di pesca, dal 2025 ci sarà un tetto alle catture pari a 261,5 tonnellate rispetto alle 215,5 tonnellate proposte in partenza dalla Commissione europea. Quanto alle altre aree di pesca (Adriatico, Ionio, canale di Sicilia e mare di levante) restano valide le decisioni assunte in ambito FAO/GCPM adottate un mese fa.

Lollobrigida: in 2025 giorni pesca non ridotti a flotta strascico

Lollobrigida: in 2025 giorni pesca non ridotti a flotta strascicoRoma, 11 dic. (askanews) – “I negoziati del Consiglio Europeo dell’Agricoltura e della Pesca si sono conclusi con un risultato senza precedenti: per tutto il 2025 nessuna riduzione dei giorni di pesca per la flotta a strascico italiana. È la prima volta che l’Italia ottiene un simile successo, proteggendo concretamente il futuro del settore ittico e delle marinerie nazionali”. Lo annuncia sul proprio profilo Facebook il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lolloobrigida, commentando l’accordo raggiunto nella notte in Agrifish sulle opportunità di pesca per il 2025.


“Un altro importante risultato riguarda le quote di pesca del gambero – aggiunge ancora Lollobrigida – la Commissione aveva proposto un taglio devastante del -29%, che avrebbe colpito duramente il settore. Grazie a un’azione decisa, la riduzione è stata limitata al -6%. Sono già allo studio misure di compensazione per attenuare ulteriormente l’impatto”. “Ogni anno la Commissione Europea propone tagli che minacciano la sopravvivenza della flotta peschereccia – spiega il ministro – ma questa volta gli interessi della Nazione sono stati difesi con fermezza, dimostrando l’efficacia della strategia negoziale adottata. Le ragioni italiane sono state fatte valere in Europa, garantendo stabilità e prospettive di crescita a un comparto essenziale per l’economia”.


Per il ministro “questi risultati straordinari confermano l’impegno nella tutela della filiera ittica italiana, costruendo un equilibrio virtuoso tra salvaguardia ambientale e sviluppo economico. Una vittoria di cui essere fieri, che rafforza il ruolo dell’Italia in Europa e apre nuove opportunità per il futuro”.

Vino, Uiv-ismea: nel 2024 bollicine oltre record di 1 mld di bottiglie

Vino, Uiv-ismea: nel 2024 bollicine oltre record di 1 mld di bottiglieMilano, 11 dic. (askanews) – Le bollicine italiane si apprestano a superare la quota record di un miliardo di bottiglie prodotte e commercializzate nel 2024. Di queste, 355 milioni (+7%) saranno stappate tra Natale e Capodanno in Italia e nel mondo. Un record, rileva l’Osservatorio del vino Uiv-Ismea nel consueto report di fine anno, che dimostra la forza di una tipologia refrattaria a crisi economiche, conflitti e a difficoltà ormai strutturali del settore.


Nel dettaglio, secondo l’analisi targata Unione italiana vini e Istituto per i servizi del mercato agricolo alimentare attraverso l’incrocio di fonti ufficiali, tra Natale e Capodanno i consumi di sparkling tricolori si concentreranno soprattutto all’estero con 251 milioni di bottiglie stappate (+9% sul 2023) e 104 milioni in Italia (+2%). In sensibile calo invece il mercato dello champagne, che chiuderà a -8% (5,1 milioni). Il consuntivo 2024 (1,015 miliardi di bottiglie, +8%) rileva la forte controtendenza della tipologia spumanti non solo rispetto ai vini fermi ma anche ai consumi di altre bevande alcoliche, dalla birra agli spiriti, fatta eccezione per il segmento cocktail, che anzi rappresenta una leva di crescita sempre più strategica anche per le bollicine made in Italy. La “tendenza Spritz”, in accelerazione in tutte le aree chiave della domanda a partire dagli Usa, secondo le stime dell’Osservatorio si è tradotta in 2,8 miliardi di cocktail a base di spumante italiano (in particolare Prosecco e altri Charmat), per un totale di circa 340 milioni di bottiglie dedicate al mix. Un fattore determinante per l’export di quest’anno, che si profila in una crescita stimata, lato volumi, del 9%, complice in particolare l’ennesimo exploit del Prosecco, con il Doc e l’Asolo, e la crescita in doppia cifra degli altri “metodo Charmat”.


Per l’Osservatorio del vino Uiv-Ismea, a dominare il mercato sono comunque gli spumanti a Denominazione di origine controllata (Doc) e garantita (Docg), che rappresentano circa l’80% dell’imbottigliato. E se fino a 20 anni fa la linea del Po non veniva quasi mai oltrepassata, oggi si fa spumante in tutta Italia, con 70 Denominazioni a origine controllata e 17 a origine controllata garantita.

Fao: il 10,7% dei terreni nel mondo è colpito dalla salinità

Fao: il 10,7% dei terreni nel mondo è colpito dalla salinitàRoma, 11 dic. (askanews) – Quasi 1,4 miliardi di ettari di terra, pari a poco più del 10& della superficie terrestre globale totale, sono già colpiti dalla salinità, con un ulteriore miliardo di ettari a rischio sia a causa della crisi climatica e della scarsità di acqua, sia della cattiva gestione umana. Un grave problema in primis per l’agricoltura e la sicurezza alimentare, visto che l’eccessiva salinità riduce la fertilità dei terreni e ha un impatto grave sulla sostenibilità ambientale. Nei paesi più colpiti da questo problema, lo stress da salinità può portare a perdite di resa delle colture, come riso o fagioli, fino al 70%.


Il rapporto della Fao sullo stato globale dei suoli contaminati dal sale è stato presentato oggi durante l’International Soil and Water Forum 2024 a Bangkok. L’evento, co-organizzato dalla Fao e dal ministero dell’Agricoltura e delle cooperative della Thailandia, ha discusso un piano d’azione per arrestare e invertire il degrado del suolo e la scarsità d’acqua. ù Il rapporto stima l’area dei terreni interessati dal sale a 1381 milioni di ettari (Mha), ovvero il 10,7% della superficie terrestre globale totale. Stima inoltre che il 10% dei terreni coltivati e irrigati e il 10% dei terreni coltivati e non irrigati siano interessati dalla salinità, sebbene l’incertezza rimanga elevata a causa della limitata disponibilità di dati. I modelli di tendenze globali dell’aridità indicano che, con l’attuale tendenza all’aumento della temperatura, l’area interessata potrebbe aumentare tra il 24 e il 32% della superficie terrestre totale.


Si prevede che la stragrande maggioranza dell’aridizzazione si verifichi nei paesi in via di sviluppo. Oggi, 10 paesi (Afghanistan, Australia, Argentina, Cina, Kazakistan, Russia, Stati Uniti, Iran, Sudan e Uzbekistan) rappresentano il 70% dei terreni mondiali contaminati dal sale. La crisi climatica sta aumentando l’aridità e la scarsità di acqua dolce. Si prevede che l’innalzamento del livello del mare metterà più di un miliardo di persone nelle zone costiere a rischio di inondazioni progressive e salinizzazione entro la fine del secolo. Inoltre, il riscaldamento globale sta contribuendo alla salinizzazione attraverso lo scioglimento del permafrost.


Anche le pratiche agricole inadeguate svolgono un ruolo significativo. Tra queste rientrano l’irrigazione delle colture con acqua di scarsa qualità, il drenaggio inadeguato, la deforestazione e la rimozione di vegetazione con radici profonde, il pompaggio eccessivo di acqua nelle aree costiere e interne, l’uso eccessivo di fertilizzanti, agenti antighiaccio e l’attività mineraria. In particolare, l’uso globale di acqua dolce è aumentato di sei volte nel corso dell’ultimo secolo, contribuendo alla salinizzazione delle falde acquifere a causa dello sfruttamento eccessivo delle falde acquifere per scopi irrigui.

Accordo in Agrifish opportunità pesca 2025, anche Mar Mediterraneo

Accordo in Agrifish opportunità pesca 2025, anche Mar MediterraneoRoma, 11 dic. (askanews) – E’ stato raggiunto nella notte un accordo politico tra i ministri europei della Pesca ulle opportunità di pesca nell’Atlantico, nel Mare del Nord, nel Mediterraneo e nel Mar Nero per il 2025. L’accordo, raggiunto per consenso dopo due giorni di negoziati, stabilisce limiti di cattura, i cosiddetti “totali ammissibili di cattura” (TAC), e limiti di sforzo di pesca per gli stock ittici commerciali più importanti. Lo sforzo di pesca si riferisce alle dimensioni e alla potenza del motore di un’imbarcazione combinate con il numero di giorni trascorsi a pescare. Il Consiglio adotterà i regolamenti in una prossima riunione e saranno poi pubblicati nella Gazzetta ufficiale e applicati a partire dal primo gennaio 2025.


István Nagy, ministro ungherese dell’agricoltura, ha spiegato che le riunioni dell’Agrifish di quest’anno per stabilire le opportunità di pesca “sono state particolarmente impegnative, ma siamo riusciti a ottenere un accordo equilibrato. Ci consentirà di mantenere gli stock ittici a livelli sostenibili e di proteggere l’ambiente marino, tenendo anche conto della redditività del settore. Definire i limiti dello sforzo di pesca nel Mediterraneo occidentale è stato particolarmente impegnativo, ma siamo riusciti a trovare un compromesso costruttivo”. Proprio per l’area Mediterranea Italia, Francia e Spagna in un documento congiunto avevano chiesto uno stop alla riduzione degli sforzi di pesca. Per quanto riguarda il Mediterraneo occidentale, i ministri hanno concordato di ridurre gli sforzi di pesca dei pescherecci a strascico del 66% nelle acque spagnole e francesi e del 38% nelle acque francesi e italiane per proteggere gli stock demersali, considerando anche l’impatto socioeconomico sulle flotte.


Questa riduzione, si spiega in una nota, è in linea con gli obiettivi del Piano pluriennale del Mediterraneo occidentale (MAP) per gli stock demersali, che entrerà nella sua fase permanente il primo gennaio 2025, dopo un periodo transitorio di cinque anni. Durante la fase permanente del MAP del Mediterraneo occidentale, si applicheranno intervalli di rendimento massimo sostenibile (MSY). Pescare a livelli MSY significa catturare la massima proporzione di uno stock ittico che può essere rimosso in sicurezza dallo stock, mantenendo allo stesso tempo la sua capacità di produrre i massimi rendimenti sostenibili a lungo termine. Inoltre, i ministri hanno concordato di continuare a utilizzare il meccanismo di compensazione istituito per la prima volta per il 2022, assegnando giorni aggiuntivi ai pescherecci che optano per attrezzi più selettivi o che sono coperti da una misura di conservazione nazionale, come incentivo per aumentare la protezione dele stock.


Rispetto al 2024, il Consiglio ha inoltre concordato di ridurre i limiti massimi di cattura per il gambero blu e rosso nelle acque spagnole e francesi del 10% e del 6% nelle acque italiane e francesi. Per il gambero rosso gigante, ha concordato di ridurre i limiti di cattura del 6% rispetto al 2024 nelle acque italiane e francesi.

Lollobrigida: da Ue cambio passo inimmaginabile prima

Lollobrigida: da Ue cambio passo inimmaginabile primaRoma, 10 dic. (askanews) – “Dalle interlocuzioni che ho avuto in queste ore con diversi Ministri e Commissari Europei, emerge un cambio di passo significativo nei confronti del comparto agricolo, inimmaginabile fino a qualche tempo fa”. Lo scrive il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida sul proprio profilo Facebook. Il ministro da due giorni è impegnato a Bruxelles nella riunione dei ministri dell’Agricoltura europei.


“Le nuove proposte che arrivano dall’UE – ha detto commentando quanto annunciato oggi da Ursula von der Leyen – sono un primo segnale in risposta a richieste che da anni gli agricoltori europei portano avanti per riacquistare la centralità che meritano come custodi del territorio, garanti della qualità del cibo e della nostra Sovranità alimentare”.