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Copa Cogeca incontra Italia Francia Spagna e Polonia su Mercosur

Copa Cogeca incontra Italia Francia Spagna e Polonia su MercosurRoma, 9 dic. (askanews) – I ministri dell’Agricoltura di Italia, Francia, Spagna e Polonia Francesco Lollobrigida, Annie Genevard, Luis Planas e Czeslaw Siekierski hanno incontrato oggi i vertici del sindacato degli agricoltori europei e delle cooperative agricole del Copa-Cogeca. Un incontro chiesto “urgentemente” per discutere delle conseguenze dell’accordo firmato venerdì scorso a Montevideo tra la Commissione europea e i presidente dei paesi del Mercosur, spiega il Copa Cogeca sul proprio profilo X. “Il nostro messaggio è chiaro: non siamo contrari agli accordi commerciali, ma questo è inaccettabile così com’è”, spiega il sindacato.


E mentre a Bruxelles era in corso l’Agrifish, stamattina il Copa Cogeca ha messo in atto un flash mob di protesta contro l’accordo. “Un ringraziamento speciale a tutti coloro che sono venuti oggi per sostenere la nostra azione lampo contro l’accordo #Mercosur e per essersi schierati al fianco degli agricoltori e delle cooperative agricole dell’UE in questa causa”, prosegue il Copa Cogeca su X.

In Toscana 7 mln per infrastrutture irrigue e di bonifica

In Toscana 7 mln per infrastrutture irrigue e di bonificaRoma, 9 dic. (askanews) – Sono state approvate le disposizioni specifiche per l’intervento che sostiene la realizzazione di investimenti per l’ammodernamento delle infrastrutture irrigue consortili cioè i bacini e gli accumuli e le reti di distribuzione e adduzione.


Con una dotazione complessiva di 7 milioni di euro (con una intensità del sostegno pari al 100%) l’intervento ha l’obiettivo di sostenere lo sviluppo delle aree rurali attraverso investimenti finalizzati a realizzare, adeguare e/o ampliare infrastrutture a servizio delle imprese rurali (agricole e non), delle comunità rurali nonché dell’intera società, con particolare attenzione agli aspetti di sostenibilità ambientale che interessano le infrastrutture irrigue. Beneficiari sono i Consorzi di bonifica, ovvero gli Enti irrigui che hanno competenza nella distribuzione dell’acqua per l’irrigazione e svolgono attività di gestione e controllo delle opere di captazione, provvista, adduzione e distribuzione delle acque utilizzate a prevalenti fini agricoli.


“L’intervento riveste una particolare importanza – ha detto il presidente Eugenio Giani – laddove, in un periodo in cui si succedono con maggior frequenza periodi di forte siccità, è sempre più necessario garantire e mantenere un buono stato dei corpi idrici mediante la manutenzione straordinaria del reticolo artificiale di pianura, per l’irrigazione e la bonifica, nonché la realizzazione di nuove infrastrutture irrigue che non comportino un aumento netto della superficie irrigata”. “La siccità che porta notevoli difficoltà alle imprese agricole della Toscana – ha detto la vicepresidente e assessora all’agroalimentare Stefania Saccardi – non deve essere considerata come un evento sporadico. Occorre prepararci a condizioni climatiche che tenderanno ad essere ricorrenti negli anni a venire. Perciò il problema dell’immagazzinamento della risorsa idrica e dell’efficientamento delle strutture irrigue rappresentano gli elementi su cui agire con determinazione. Supportare l’opera dei Consorzi di bonifica diventa un’azione strategica e lavorare in prevenzione significa pensare non solo all’emergenza, ma avere la visione che permetta di scongiurare per il futuro impatti pesanti sulla produttività delle imprese”.

Indennizzi al palo per aziende agricole alluvionate in Emilia R.

Indennizzi al palo per aziende agricole alluvionate in Emilia R.Roma, 9 dic. (askanews) – Le aziende agricole alluvionate dell’Emilia Romagna sono ancora in attesa di chiarezza e di indennizzi. Lo rileva Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini che chiede all’Inps di definire la partita contributiva e ad AgriCat di sbloccare i pagamenti di sua competenza.


Ad oggi, infatti, pare profilarsi una seconda proroga, che arriverà ancora una volta al fotofinish, per i contributi previdenziali relativi al primo e al secondo trimestre 2024, la nuova data di pagamento dovrebbe slittare al 17 marzo, ma l’Inps non ha ancora definito gli importi corretti che le imprese devono versare. “Con il DL Agricoltura è stata prevista un’agevolazione, ancora oggi inapplicata dall’Inps, con uno sconto del 68% per i contributi previdenziali dovuti nel 2024 per le imprese danneggiate dall’alluvione del maggio 2023 – ricorda Alberto Mazzoni, vicepresidente di Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini – Ora si ipotizza una nuova proroga che sposterà anche la quota dovuta dei pagamenti: una soluzione insoddisfacente perché la situazione contributiva non viene chiarita dall’Inps, e lo si vede controllando il cassetto previdenziale delle nostre imprese, così continuiamo ad operare nell’incertezza, nonostante il Dl 131/24 preveda la decurtazione contributiva”. Resta poi ancora ingarbugliata la questione degli indennizzi AgriCat, sia per l’alluvione che per le altre avversità catastrofali del 2023, dove al netto della franchigia e della quota a carico delle assicurazioni, rimane un 10% da coprire.


“L’erogazione è stata sospesa dopo che sono emersi errori commessi nella valutazione dei danni: nonostante ci fossero i bollettini di campagna delle compagnie assicurative che li certificavano, AgriCat aveva rigettato le richieste – puntualizza Mazzoni – Dopo aver contestato il tutto, AgriCat ha comunicato di aver avviato ulteriori indagini, ma di tempo ne è passato parecchio e non sono ancora arrivati gli indennizzi per le avversità catastrofali del 2023, dalle gelate all’alluvione. Bisogna procedere senza indugio a ristorare i danni – conclude Mazzoni – anche perché ci sono ritardi ormai cronici, come in zootecnia, dove i contributi per lo smaltimento delle carcasse dal 2018 ad oggi, una misura sempre compresa nella gestione del rischio, non sono ancora arrivati”.

Assegnati in Confagri premi Jean Giono per gestione foreste

Assegnati in Confagri premi Jean Giono per gestione foresteRoma, 9 dic. (askanews) – Palazzo della Valle a Roma ha ospitato la cerimonia conclusiva del “Premio Jean Giono 2024: l’uomo che piantava gli alberi”, organizzata da Fondazione AlberItalia ETS e dall’Agenzia Veneta per l’Innovazione nel settore primario (Veneto Agricoltura).


Il premio, giunto alla sesta edizione, si ispira alla storia di Elzéard Bouffier, protagonista del romanzo “L’Uomo che piantava gli alberi” di Jean Giono (1895 – 1970). Uno schivo antieroe, Bouffier, che negli anni oscuri della guerra compie una silenziosa quanto straordinaria opera di rimboschimento delle pendici di un’arida vallata della Francia meridionale. Per questa ragione, ogni anno il Premio viene riconosciuto ad amministratori, imprenditori, tecnici e volontari o associazioni che si siano contraddistinti in Italia o all’estero per la promozione, per la realizzazione e per la gestione di impianti di vegetazione legnosa (alberi e arbusti), per la diffusione della cultura forestale produttiva e naturalistico-ambientale, e per la gestione sostenibile delle foreste.


Come ha ricordato Roberto Fiorentin, dell’Agenzia Veneta per l’innovazione nel settore primario, il Premio Jean Giono era stato ideato da Veneto Agricoltura a seguito della “Carta di Sandrigo” del 2017, il documento programmatico rivolto a potenziare la presenza forestale nella pianura veneta. Col passare del tempo, e soprattutto con l’apporto e l’esperienza di AlberItalia, il Premio ha assunto oggi una dimensione nazionale e internazionale. La cerimonia è stata aperta da Enrico Allasia, presidente della Federazione Nazionale di Prodotto delle Risorse Boschive di Confagricoltura, seguito da Marco Marchetti, presidente della Fondazione AlberItalia, e di Federico Correale, dirigente dell’Agenzia Veneta per l’innovazione nel settore primario, che hanno posto l’accento sulla attività dei rispettivi sodalizi e sulle numerose convergenze e collaborazioni attuate negli ultimi anni. Andrea Piotti, ricercatore CNR-IBBR e componente del Comitato Scientifico AlberItalia, col suo intervento “Ma ho veramente piantato un albero autoctono?” ha proposto una riflessione sul tema delle piante autoctone e alloctone alla luce dei più recenti studi di genetica forestale.


Le candidature al premio pervenute quest’anno sono state 52, da tutta Italia. La Commissione di valutazione, composta dagli stessi Fiorentin e Piotti, oltre che da Solaria Anzilotti, collaboratrice di AlberItalia in attività di ricerca e progettazione, ha evidenziato l’alto livello dei lavori e ha dovuto riflettere lungamente per giungere alle conclusioni. Tanto che, come ha più volte sottolineato durante la premiazione Sergio Gallo, direttore della Fondazione AlberItalia, per ciascuna delle categorie premiate la Commissione ha inteso assegnare delle menzioni speciali. A ciascuno dei vincitori delle 4 categorie saranno consegnate 250 piante, tra alberi e arbusti, prodotte dal Centro biodiversità vegetale e fuori foresta di Veneto Agricoltura. A tutti i vincitori e ai destinatari delle menzioni speciali sono stati anche consegnati l’attestato e una copia del volume “Foreste e società – Piccolo dizionario di gestione forestale sostenibile”, realizzato dalla Compagnia delle Foreste di Arezzo con il sostegno di AlberItalia.

Fiiera latte al Dairy Summit 2024 no unanime al Nutriscore

Fiiera latte al Dairy Summit 2024 no unanime al NutriscoreRoma, 9 dic. (askanews) – Dal Dairy Summit 2024, il convegno organizzato il 5 dicembre scorso dal gruppo editoriale Tecniche Nuove, nell’ambito del Dairy Expo Tech di Piacenza, arriva un no unanime al Nutri-score.


Il 2024 si chiuderà infatti con una tenuta sostanziale del comparto dairy, che con 13 milioni di tonnellate di latte prodotto è molto vicino alla piena auto sufficienza di materia prima, nonostante la tendenza sia a un assestamento del numero dei capi (Nomisma stima un -1,1% nel 2035, a fronte delle attuali 2,6 milioni di unità, ma con una crescita della produttività dello 0,9%) e a una riduzione di quello degli allevamenti. Ottime anche le notizie che provengono dall’export, con 5 miliardi di euro a valore nel solo 2023 (+130% negli ultimi dieci anni), per 160mila tonnellate di prodotto esportato. Tuttavia, rimangono anche situazioni da monitorare molto attentamente: non solo l’eventualità dell’applicazione di dazi da parte di Usa e Cina, ma anche l’introduzione a livello europeo del Nutriscore nell’etichettatura fronte pacco. Del resto, quello del dairy sta diventando un comparto da difendere anche in ragione dell’indotto che produce in altri settori: il turismo esperienziale legato alle visite nei caseifici e all’assaggio di prodotti tipici, si colloca infatti sul podio delle preferenze di chi viaggia.


E, nel corso di una tavola rotonda sulle etichette nutrizionali Paolo Zanetti (Assolatte), ha detto: “con il nutri-score siamo sulla via sbagliata. Il mio timore è che si voglia far fare al settore lattiero caseario la fine di quello dell’automotive” con la questione delle auto elettriche. Giampiero Calzolari (Granarolo), sempre in ottica anti-nutriscore, ha lanciato l’idea di introdurre la materia di educazione alimentare nelle scuole, mentre Stefano Berni (Grana Padano) ha parlato di vera e propria “guerra” in corso contro il “battaglione” che estremizza i concetti di salutismo e animalismo. La grande attenzione del Governo al settore del Dairy e soprattutto il contrasto al sistema del nutri-score sono state ribadite anche da Marco Lupo, capo del Dipartimento della Sovranità Alimentare e dell’Ippica Masaf. Maria Teresa Pacchioli (Crpa) ha sottolineato che anche per il settore lattiero caseario si sta studiando l’introduzione di una Ocm (organizzazione comune di mercato) come già avviene per il mercato ortofrutticolo. Ciò potrebbe essere funzionale, peraltro, anche a proseguire quegli obiettivi di sostenibilità ambientale richiesti a livello europeo.


Per Stefano Bonaccini, europarlamentare e membro della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, ci sono almeno quattro priorità che deve portare avanti la Commissione Agricoltura in Europa: indicizzare alla inflazione in budget destinato alla nuova Pac, rivedere alcune modalità nella concessione delle risorse (il criterio della superficie non deve essere il solo vincolante), chiedere supporto al settore assicurativo per la gestione delle crisi dovute ai cambiamenti climatici, prevedere un sistema di supporto basato non solo sulle performance, per difendere gli insediamenti agricoli anche in territori svantaggiati. Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, ricordando l’eccessiva burocratizzazione che contraddistingue l’attuale Pac, ha auspicato che la nuova Politica agricola comune si adegui agli aumenti inflattivi e, al contempo, ha invitato a guardare anche ad altre possibili forme di sostegno. Inoltre, ha espresso la necessità di una corretta informazione sui benefici degli alimenti a base di latte.

A dicembre apre al pubblico il mercato ittico del Car di Roma

A dicembre apre al pubblico il mercato ittico del Car di RomaRoma, 9 dic. (askanews) – A dicembre apre al pubblico il mercato ittico del Centro Agroalimentare Roma (CAR): un modo per acquistare pesce fresco, sicuro e a chilometro zero direttamente dalle coste laziali, ma anche una varietà unica di prodotti locali, nazionali ed esteri, sia di cattura che di allevamento. Le aperture, previste per ogni sabato del mese e, in via straordinaria, il 24 e il 31 dicembre, dalle 7 alle 12, rappresentano un’occasione per riscoprire, in occasione delle feste natalizie, il valore del pesce di qualità con un eccellente rapporto qualità-prezzo.


Durante questo periodo dell’anno, il Mediterraneo offre una vasta scelta di pesce fresco particolarmente apprezzato per la preparazione dei piatti tipici delle festività. Calamari, mazzancolle, polpo, triglie e vongole veraci sono solo alcune delle specie più richieste, ideali per realizzare portate che vanno dagli antipasti ai secondi, passando per primi piatti simbolo delle cene della Vigilia. Il pesce locale, oltre a garantire qualità e freschezza, valorizza il legame con il territorio, sostenendo i pescatori e riducendo l’impatto ambientale grazie alla filiera corta. “Il mercato ittico del CAR è un’eccellenza non solo per l’ampia gamma di prodotti disponibili, ma anche per la qualità a prezzi competitivi. L’apertura al pubblico dimostra quanto il lavoro dell’intera filiera garantisca ai cittadini il meglio del pescato, sia locale che internazionale. Vogliamo che i romani sappiano che al CAR possono trovare tutto il pesce desiderabile, perfetto per rendere speciale ogni tavola natalizia”, spiega in una nota il presidente del CAR, Valter Giammaria.


Il mercato ittico del CAR, con i suoi 19mila metri quadrati e 49 box specializzati, è un punto di riferimento per la distribuzione di pesce fresco a Roma. Con oltre 800mila quintali di prodotto consumato ogni anno, al CAR è possibile trovare una vasta selezione di prodotti ittici, dai molluschi ai bivalvi, dal pesce spada al tonno. Le fonti di approvvigionamento includono sia i mari italiani, da cui proviene il 40% del pesce, sia acque internazionali (60%).

Arriva la sala colazioni inclusiva per ospitalità accessibile

Arriva la sala colazioni inclusiva per ospitalità accessibileRoma, 9 dic. (askanews) – Arriva la sala colazioni inclusiva e accessibile per una ospitalità che tengo conto di ognuno. Hospitality – Il Salone dell’Accoglienza rinnova infatti il proprio commitment per un’ospitalità inclusiva con la seconda edizione di “Di ognuno”, il progetto pluriennale sviluppato in collaborazione con Lombardini22 e Village for all – V4A.


La Sala Colazioni Inclusiva “Di ognuno” vuole dimostrare come una progettazione attenta possa trasformare le esigenze di accessibilità in abilità spaziale, rendendo la colazione un’esperienza di vera inclusione per tutte le persone, indipendentemente dalle loro necessità. “Il progetto indaga l’inclusività in ogni dettaglio e da tutte le angolazioni, considerando non solo gli aspetti fisici di ogni persona, ospite o professionista dell’ospitalità, ma anche quelli sensoriali, culturali e alimentari. Con Di ognuno vogliamo mostrare come sia possibile creare spazi belli, funzionali e inclusivi, capaci di accogliere ogni ospite e di generare valore sociale ed economico”, spiega Alessandra Albarelli, direttrice generale di Riva del Garda Fierecongressi. A Hospitality 2025 l’area Di ognuno offrirà spunti di riflessione e soluzioni concrete, mostrando come sia possibile progettare un ambiente capace di superare le barriere architettoniche grazie a percorsi accessibili, tavoli regolabili in altezza, segnaletica chiara e leggibile. Senza dimenticare come favorire l’inclusione sensoriale, con un’acustica bilanciata e un’illuminazione studiata per rispondere a sensibilità diverse e creare un’atmosfera accogliente e rilassante. Lo spazio darà inoltre suggerimenti su come rispondere alle esigenze alimentari, con una proposta che tenga conto di intolleranze, allergie e scelte etiche e personali, accompagnata da informazioni semplici, facili e dettagliate.


In tema di colazione, infatti, l’inclusività alimentare, è un elemento rilevante considerando che, secondo i dati Istat 2022-2024, il 12,7% degli italiani soffre di intolleranze alimentari, con una prevalenza significativa di sensibilità al lattosio e al glutine. Da qui l’importanza di un’ospitalità sempre più attenta e sensibile alle diverse esigenze alimentari, per contribuire a promuovere una cultura dell’accoglienza che rispetti necessità, tradizioni e ritmi di vita diversi. Lo spazio sarà suddiviso in due aree che rappresentano il comfort e il discomfort, guidando i visitatori attraverso un confronto diretto tra situazioni di disagio e spazi confortevoli. Ciò per evidenziare gli ostacoli quotidiani legati a una progettazione non inclusiva e le soluzioni progettuali che fanno percepire come l’area colazione possa diventare un ambiente accogliente che offre benessere e accessibilità per tutti, eliminando le barriere fisiche e mentali.

A Lollobrigida premio Honorary Advisor Forum Italia-Giappone

A Lollobrigida premio Honorary Advisor Forum Italia-GiapponeRoma, 9 dic. (askanews) – C’è anche il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, tra i premiati con l’onrificienza Honorary advisor, il premio del Forum Italia-Giappone conferito per la prima volta a personalità italiane: un importante riconoscimento per chi si è particolarmente distinto nel promuovere le relazioni tra Italia e Giappone.


Il Forum è organizzato da Jief (Japan Italy Economic Federation) in collaborazione con il Crea, con il patrocinio del Senato della Repubblica, della Japan Business Federation (Confindustria giapponese) e della Camera di Commercio e Industria giapponese in Italia, e con il supporto di Cia Agricoltori Italiani, Camera di Commercio Italo Orientale e Iuss (International Union of Soil Sciences). Si tratta di una riunione annuale per favorire il dialogo e lo scambio tra decisori pubblici e importanti players privati dei 2 Paesi, mantenendo così un osservatorio stabile non solo sulle dinamiche economiche, ma anche su quelle scientifiche, sociali e culturali in atto tra Italia e Giappone. Questa XII riunione del Forum Italia Giappone, per il secondo anno consecutivo a Roma, su iniziativa di Luca De Carlo, presidente della IX Commissione del Senato, sarà focalizzata sulle tante collaborazioni in corso negli ambiti più disparati, senza dimenticare i due importanti appuntamenti internazionali all’orizzonte: Osaka 2025 e Yokohama 2027.


Sebbene Italia e Giappone abbiano tradizioni e storie molto diverse, la loro cooperazione si basa su caratteristiche condivise (assenza di materie prima, società che invecchiano, l’esercizio di un soft power universalmente riconosciuto) e valori comuni, come la vocazione per l’eccellenza, la capacità di creare innovazione e la valorizzazione del patrimonio storico-culturale-naturale e rappresenta un esempio di come i due paesi, pur geograficamente lontani, possano lavorare insieme per promuovere la crescita culturale, economica e scientifica reciproca. Dalla tecnologia all’arte, dall’agricoltura sostenibile alla cultura del cibo, la sinergia è in continua evoluzione con un obiettivo comune: la ricerca di soluzioni sostenibili e avanzate per un futuro migliore. Gli esperti italiani e giapponesi si confronteranno sui temi caldi e sulle collaborazioni in corso: suolo (Giuseppe Corti Direttore CREA Agricoltura e Ambiente, Head of IUSS Secretariat e Takashi Kosaki Former President IUSS), economia circolare, energia e ambiente (Matteo Favero Presidente Globe Italia), ricambio generazionale in agricoltura (Enrico Calentini Presidente AGIA-CIA).

Pandoro e panettone protagonisti su tavole, ma diminuisce peso

Pandoro e panettone protagonisti su tavole, ma diminuisce pesoRoma, 9 dic. (askanews) – Anche quest’anno pandoro e panettone saranno protagonisti della spesa alimentare per le Feste. E i consumatori, pur di mettere a tavola i dolci natalizi, risparmieranno sulle quantità, magari prediligendo i prodotti da mezzo chilo, ma non sulla qualità. Il panettone resta il dolce per eccellenza e trova nuovi spazi di consumo, mentre il pandoro torna ad essere protagonista. A prevedere un buon andamento per il comparto dei lievitati è Aibi, l’associazione Italiana Bakery Ingredients, che rappresenta le aziende dell’ingredientistica per pane, pizza e pasticceria all’interno di Assitol.


“Nella lista della spesa delle Feste, il grande lievitato è ormai una voce intoccabile – osserva il presidente Alberto Molinari – Il consumatore sceglie il prodotto preparato secondo i canoni di artigianalità, capace di assicurargli un’esperienza di gusto di alto livello, da condividere nei momenti conviviali”. Lo scorso anno i dolci da ricorrenza hanno conquistato il terzo posto nella classifica dei ricavi nella panificazione, quindi subito dopo pane e pizza, producendo il 10% circa delle entrate per gli artigiani. “Le prenotazioni di panettone e pandoro, promosse anche sui social media, sono partite addirittura a ottobre – aggiunge Molinari – un segnale che ci racconta come il grande lievitato stia attraversando un momento positivo, forte di un consumo non solo natalizio”.


I due terzi del mercato del panettone sono rappresentati dalla ricetta classica, nella versione lombarda, quindi alta e con i canditi, e in quella piemontese, più bassa e con la glassa. Tuttavia le generazioni più giovani prediligono le varianti speciali. Cioccolato, frutta secca, crema, e, per provocare un impatto gustativo forte, pomodori, peperoncino, mozzarella, formaggi stagionati, salumi, peperoni: sono soltanto alcuni degli estrosi abbinamenti del “nuovo panettone”, degustato in momenti differenti durante la giornata. Se il lievitato nato a Milano valica l’ambito natalizio, il pandoro piace tradizionale. “Anche qui ci sono alcune novità – sottolinea Molinari – questo lievitato si conferma ‘old style’ ma cioccolato, caramello e frutti di bosco entrano sempre più spesso nella sua ricetta, allo scopo di regalare una ‘pandoro experience’ più originale”.


Negli ultimi mesi il settore dell’ingredientistica si è trovato a fronteggiare i forti incrementi delle quotazioni delle materie prime essenziali per la produzione, come zucchero, burro e cioccolato, cercando in tutti i modi di mantenere sotto controllo i costi. “La scommessa attuale è di proseguire nella destagionalizzazione – prevede il presidente di AIBI – che piace al mercato italiano e ancora di più all’estero, dove già oggi il panettone viene gustato al di fuori della ricorrenza natalizia. Grazie al saper fare dei nostri maestri pasticceri e all’impegno delle aziende produttrici di ingredienti, i grandi lievitati possono contribuire alla nostra economia e rafforzare l’immagine del Made in Italy”.

AgrofoodBIC e Eatable Adventures puntano su crescita startup

AgrofoodBIC e Eatable Adventures puntano su crescita startupRoma, 9 dic. (askanews) – AgrofoodBIC e Eatable Adventures insieme per la selezione e il supporto di nuove start-up in grado di rispondere alle crescenti esigenze del comparto agroalimentare nazionale, promuovendo l’innovazione e nuove forme di collaborazione tra imprese tradizionali e realtà emergenti.


Fortemente voluto da un cluster di eccellenze italiane del settore, come Granarolo, Camst, Conserve Italia, IMA e Eurovo, AgrofoodBIC mira a sostenere le start-up nella conversione delle loro idee in iniziative imprenditoriali concrete. Il polo offre ai progetti emergenti una serie di servizi di accelerazione, supporto in ricerca e sviluppo, accesso a una rete di relazioni nel mondo delle imprese, credito, accesso a stabilimenti pilota e mentoring. In questo contesto, Eatable Adventures si occuperà della ricerca di nuove realtà con elevate potenzialità di crescita e della gestione del deal flow, ossia l’identificazione delle opportunità di investimento, delle startup già parte dei programmi di AgrofoodBIC. Eatable Adventures sosterrà le startup in un percorso di crescita, fornendo loro ulteriore sostegno di esperti di settore per massimizzare le possibilità di successo delle nuove realtà coinvolte.


La ricerca prevederà la presentazione di circa 30 tra le più promettenti start-up nel food & beverage e agro-industriale, in sei differenti aree di interesse: Packaging sostenibile e supply chain, Agricoltura smart e sostenibile, Nuovi cibi e bevande, Benessere animale, Tecnologie per una migliore nutrizione ed Economia Circolare. L’obiettivo principale della collaborazione è quello di accelerare l’innovazione del comparto e di supportare il tessuto imprenditoriale italiano, contribuendo alla crescita di nuove realtà e nuove sinergie che possano avere un impatto significativo sull’industria agroalimentare.