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Arriva progetto Novarancia: innovazione per rispondere a sfide

Arriva progetto Novarancia: innovazione per rispondere a sfideRoma, 9 dic. (askanews) – Tecnologia e innovazione per rispondere alle sfide che si presentano davanti ai produttori di arancia rossa di Sicilia Igp. Ad Acireale sono stati illustrati venerdì scorso i risultati e gli obiettivi del progetto Novarancia, misura 16.1, su Tecnologie Innovative e Agrumicoltura Sostenibile. I partner del progetto sono il Crea, il Parco Scientifico e Tecnologico, Piante Faro, AgroBioteh, il Consorzio di Tutela dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP, il Consorzio Euroagrumi e le aziende agricole Oliveri Lucio, capofila del progetto, Di Lella Carmine, Giovanni Crispi e Eredi Motta.


Il progetto Novarancia analizza gli aspetti di natura genetica, fitosanitaria e agronomica. Le innovazioni che Novarancia ha iniziato a valutare con i vivaisti e i produttori sono tre. Una di natura genetica riguarda l’uso della tecnologia di sequenziamento ad alta processività (Ngs), per l’identificazione genetica (univoca) della pianta capostipite e quindi del materiale di moltiplicazione, e per la tracciabilità dei prodotti derivati. L’altra fitosanitaria con l’utilizzo dell’analisi bioinformatica degli Rna virali e viroidali, per l’accertamento fitosanitario globale delle piante capostipite per l’identificazione di infezioni da patogeni noti e di eventuali altri ancora ignoti e asintomatici su alcuni ospiti. Infine, la terza, agronomica, include la validazione di tecniche vivaistiche e pratiche colturali, efficienti e sostenibili, per la produzione in vivaio e la messa a dimora di piante molto giovani, a rapida crescita ed entrata in produzione anticipata, nonché varie metodologie di monitoraggio e governo dell’agrume.


Innovare è infatti l’unica risposta possibile alle sfide che si trovano oggi di fronte i produttori di Arancia Rossa di Sicilia IGP, ha sottolineato il presidente del Consorzio di Tutela Arancia Rossa di Sicilia IGP, Gerardo Diana, nel corso del convegno. “Dobbiamo innovare rapidamente perché le imprese ce lo chiedono e ce lo chiedono i confezionatori e il mercato. Perché i nostri associati hanno bisogno di una ricerca sempre più veloce per affrontare le nuove sfide”, ha detto Diana. Tra le sfide principali “quelle ambientali, lo abbiamo visto quest’anno quando in molti hanno dovuto sacrificare le piante più vecchie a favore delle piante più giovani con varietà sempre più apprezzate dai consumatori. E poi c’è da affrontare la sfida delle nuove malattie. E questo proposito chiediamo un aiuto agli enti competenti, perché si facciano maggiori controlli sullo stato fitosanitario delle piante”. Controlli che, invece, avvengono “su quanto viene venduto. In un anno ne sono stati 55mila dall’Icqrf mentre su tre verifiche sul biologico da parte dei Carabinieri della Tutela Agroalimentare, 2 risultano non conformi”. Va meglio, invece, per “Dop e Igp dove le sanzioni sono molte meno anche se dobbiamo fare di più sull’origine del prodotto come lavorare sul Dna delle piante per garantire il rispetto di quanto previsto dal disciplinare”.

Gdf sequestra 263 ton. Sementi con falsi richiami a made in Italy

Gdf sequestra 263 ton. Sementi con falsi richiami a made in ItalyRoma, 9 dic. (askanews) – Nell’ambito dell’operazione “Via dei semi”, la Guardia di Finanza di Torino e Piacenza ha sequestrato oltre 263 tonnellate di sementi da orto provenienti da Cina, India, Ungheria e Tanzania, bloccando un sistema di confezionamento che sfruttava falsi richiami all’origine italiana. Il controvalore dei prodotti sequestrati è stato stimato in oltre 38 milioni di euro. Lo rende noto il Masaf.


“La lotta contro le frodi agroalimentari è cruciale per preservare l’autenticità dei prodotti nazionali e per proteggere il nostro mercato da pratiche ingannevoli, per salvaguardare la qualità e la trasparenza a beneficio dei cittadini e degli imprenditori onesti”, si legge in una nota del ministero dell’Agricoltura.

Olio di oliva, in Toscana rese basse e costi raccolta alle stelle

Olio di oliva, in Toscana rese basse e costi raccolta alle stelleRoma, 9 dic. (askanews) – Campagna olio in chiaroscuro per la Toscana olivicola. Ottima la qualità delle olive per l’assenza della temuta mosca delle olive, e ottima qualità dell’olio. Buona la produzione, meglio le aree interne rispetto alla costa, con zone in cui si è raddoppiato il raccolto dello scorso anno. Male le rese, soprattutto in ottobre a causa delle piogge, ma anche a fine raccolta. Fra le criticità maggiori quella degli alti costi di raccolta, aumentati del 30-40% rispetto ad un anno fa e condizionati dalle basse rese produttive. Così c’è chi ha deciso di lasciare le olive sulla pianta senza raccogliere. E’ questa in sintesi la situazione della campagna olearia 2024-25 in Toscana, ormai agli sgoccioli, per Cia Agricoltori Italiani della Toscana.


“Annata finalmente interessante dal punto di vista della produttività, purtroppo scarsa nelle rese – evidenzia Valentino Berni, presidente Cia Toscana – Poco olio dentro alle olive, causato dalla siccità estiva e piogge ad inizio autunno. Dobbiamo investire in impianti, infrastrutture per aiutare questa filiera che presenta dati interessanti sull’export, ma c’è ancora poca produzione rispetto alle richieste del mercato: i prezzi sono aumentati, ma ancora lontani dall’ottimo per la redditività dei nostri agricoltori”. Il costo della manodopera preoccupa il comparto: “per i prossimi anni il problema principale sarà trovare manodopera qualificata a prezzi sostenibili per l’azienda – dice Berni – Il costo della raccolta incide troppo sul totale della produzione, siamo arrivati ad un’annata attuale in cui il costo ha inciso per l’80% sul prezzo finale dell’olio. Dobbiamo trovare altre soluzioni per fare in modo che l’olio possa andare sul mercato a prezzi accettabili e sia redditizio per gli agricoltori”.


Il frantoio dell’OTA, Olivicoltori Toscani Associati (sede a Scandicci, Fi) ha lavorato 4 volte in più le olive rispetto allo scorso anno, passando da 6mila quintali del 2023 a 25mila quintali del 2024. “Nelle aree interne la campagna di raccolta – spiega il presidente OTA, Sandro Piccini – stata ottima, i numeri parlano chiaro, e la qualità è stata davvero elevata. Sulla costa produzione praticamente in linea con lo scorso anno. Più basse del solito le rese: da un 7-8% di ottobre, ad un massimo di 13-14% di fine novembre”. Per quanto riguarda i prezzi: “Si sono ormai stabilizzati con tendenza verso l’alto – dice Piccini -: il prezzo non risente più della produzione, per le grandi campagne si va dai 15 ai 18 euro al litro al dettaglio, all’ingrosso dai 10,30 agli 11 euro, biologico 1 euro in mezzo in più”. Ma per il presidente OTA il problema più grande dell’olivicoltura toscana è diventato quello della raccolta: “con l’abbassamento delle rese, c’è chi ha lasciato le olive nella pianta perché non conviene raccogliere. E’ diventato un dramma”. “Oggi per far raccogliere un quintale di olive si va dai 50 euro fino ad 80 euro come nella provincia di Firenze (ma in tutte le aree interne collinari situazione simile). Quindi con questi costi di raccolta, ed una resa al 10%, conviene lasciare le olive nella pianta”.

Fedagripesca: in arrivo altri 3,7 mln per lotta al granchio blu

Fedagripesca: in arrivo altri 3,7 mln per lotta al granchio bluRoma, 9 dic. (askanews) – In arrivo ulteriori 3,7 milioni di euro per combattere il granchio blu, incrementando così i fondi messi a disposizione con il decreto legislativo 102. Lo rende noto Confcooperative Fedagripesca nell’esprimere soddisfazione per il via libera al decreto fiscale collegato alla manovra finanziaria che prevede il rifinanziamento degli indennizzi per le imprese colpite dal granchio blu. Lo annuncia il vicepresidente Confcooperative Fedagripesca Paolo Tiozzo.


“Con questa norma, promossa ed ora accolta con soddisfazione da Confcooperative, aumentano complessivamente le risorse a disposizione – spiega Tiozzo – per corrispondere gli indennizzi già ammessi ma non finanziabili, se non in piccola parte, in favore degli operatori colpiti dall’emergenza granchio blu esplosa nell’estate del 2023 che ha visto in Veneto, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia andare in fumo oltre il 90% della produzione di vongole veraci”. Il testo è stato approvato definitivamente dall’aula del Senato e si attende ora la promulgazione e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Uno spazio per Romagna Business Matching al Macfrut 2025

Uno spazio per Romagna Business Matching al Macfrut 2025Roma, 9 dic. (askanews) – Un nuovo salone per Macfrut, che si arricchisce di uno spazio per ospitare Romagna Business Matching (RBM), grazie alla collaborazione con Confindustria Romagna. L’iniziativa di networking e b2b di Confindustria Romagna, nata nel 2018 in Fiera a Cesena per favorire l’incontro e i contatti tra aziende, cresce e si unisce a una delle principali manifestazioni per i professionisti del settore ortofrutticolo in Italia e all’estero, diventato appuntamento chiave per operatori e buyer. Organizzata da Cesena Fiera e in programma al Rimini Expo Centre, Macfrut è la fiera della filiera internazionale dell’ortofrutta. Giunta alla 42esima edizione, l’evento sempre di più si caratterizza per la sua anima internazionale tanto da ospitare oltre il 40% di espositori esteri e 1500 buyer da tutto il mondo.


Dal 6 all’8 maggio 2025 dunque si aggiungerà un padiglione alla Fiera di Rimini, e RBM passerà da una a tre giornate: “volentieri abbiamo colto questo invito di Cesena Fiera, che ringrazio – spiega il presidente di Confindustria Romagna, Roberto Bozzi – abbiamo intravisto subito un importante potenziale per le nostre associate che magari non hanno la propria attività core nel settore, ma lavorano lungo la filiera, dai macchinari e impianti fino alla logistica e all’Information Technology. Macfrut ha prospettive di decisa crescita, e pensiamo possa essere una cornice in cui collocare un’iniziativa altrettanto in crescita, per dare nuovi spazi e prospettive all’interno di una community professionale molto dinamica e proiettata a una forte internazionalizzazione, con migliaia di espositori e buyer da tutto il mondo”. “Accogliamo molto volentieri la presenza di Romagna Business Matching nell’ambito della 42esima edizione della fiera – afferma il presidente di Macfrut, Renzo Piraccini – Macfrut si caratterizza quale evento di business in cui incontrare clienti e fornitori di tutta la filiera ortofrutticola, oltre che momento per acquisire ed ampliare le proprie conoscenze sul settore grazie a eventi di caratura scientifica con i massimi esperti mondiali. E proprio in virtù di fiera di filiera è stata pensata questa sinergia con Romagna Business Matching per la contiguità con alcuni settori che intersecano operatori e buyer presenti in fiera”.

Copagri Sardegna: subito tavolo partenariato aree interne

Copagri Sardegna: subito tavolo partenariato aree interneRoma, 9 dic. (askanews) – “In un momento di grande difficoltà per l’agricoltura sarda, stretta nella morsa tra le sempre più evidenti ricadute del cambiamento climatico, i danni causati dalle fitopatie e dalle epizozie e, non da ultimo, i tagli agli aiuti comunitari, è fondamentale fare massa critica e puntare sull’interlocuzione tra le parti, così da arrivare a soluzioni condivise che apportino benefici concreti al Primario isolano”. Lo ha detto il presidente della Copagri Sardegna Giuseppe Patteri a margine di un incontro con il direttore generale dell’Agenzia regionale per la gestione e l’erogazione degli aiuti in agricoltura-ARGEA Gianni Ibba.


“Tale assunto assume una rilevanza ancora maggiore alla luce dei dati presentati da ARGEA sul pagamento degli acconti della campagna 2024, dai quali è emerso che, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mancano all’appello oltre 40 milioni di euro di anticipi PAC per il primo pilastro”, precisa il direttore della Copagri Sardegna Mario Putzolu, ricordando che “tale mancanza va a sommarsi ai tagli sul bilancio agricolo UE, che per la Sardegna hanno comportato la perdita di aiuti al reddito per circa 22 milioni di euro, e alle trattenute verso il fondo AGRICAT, per un totale di poco inferiore ai 30 milioni di euro lordi”. “Ulteriori criticità sono poi legate all’avvio della Carta Nazionale dei Suoli-CNS, di cui è necessario efficientare e implementare il funzionamento, poiché allo stato attuale non considera in maniera adeguata le particolarità della superficie agricola regionale, andando ad esempio a ignorare completamente la piena pascolabilità delle aree boschive e creando non poche perdite economiche a numerosi paesi situati nelle zone centrali dell’Isola”, aggiunge il direttore, facendo notare che “sul settore pesa, inoltre, la spada di Damocle del rischio di disimpegno di decine di milioni di euro di fondi derivanti dalla vecchia programmazione e la definizione del sostegno per le misure di primo insediamento, che i giovani agricoltori sardi attendono ormai dal 2017”.


“Non possiamo che reiterare il nostro appello alla politica regionale – conclude – affinché mantenga alta l’attenzione sulla situazione allarmante in cui versa l’agricoltura sarda, e soprattutto alla Regione Sardegna, affinché si adoperi urgentemente per la rapida convocazione di un tavolo straordinario di partenariato nel quale ragionare concretamente, oltre che della gestione delle emergenze, del futuro dell’agricoltura sarda e delle aree interne”, conclude Patteri, evidenziando che la Copagri Sardegna in più occasioni aveva messo in guardia le istituzioni sulle difficoltà dei produttori agricoli, non da ultimo con un partecipato convegno svoltosi appena un paio di mesi fa a Nuoro.

Bonaccini: trader fondamentali per garantire sicurezza alimentare

Bonaccini: trader fondamentali per garantire sicurezza alimentareRoma, 9 dic. (askanews) – Durante una recente audizione della Commissione agricoltura del Parlamento Europeo, “è stato sottolineato l’importante ruolo dei trader nel garantire la sicurezza alimentare, grazie alla conoscenza dei mercati e al mantenimento delle riserve delle commodities agricole”. Lo ha detto Stefano Bonaccini, membro della Commissione del Parlamento Europeo per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, sostenitore del dialogo strategico internazionale per proteggere il sistema agricolo nazionale, nel corso del convegno nazionale di Compag, la Federazione nazionale delle rivendite agrarie.


“Alcune politiche fin qui messe in campo a livello europeo non riescono – ha detto Bonaccini – a garantire un’equivalenza degli standard produttivi, soprattutto in termini di rispetto dell’ambiente e dei diritti dei lavoratori, tra i nostri produttori e quelli di Paesi terzi. Da qui la richiesta alla Commissione UE di mettere in campo meccanismi di adeguamento in grado di tutelare la competitività del nostro settore agroalimentare, per evitare che la legittima ambizione ambientale causi una rilocalizzazione della produzione agricola in Paesi terzi, invece di trovare un equilibrio ambizioso tra sostenibilità ambientale, sociale ed economica”, ha concluso. “Eppure il cambiamento è in atto da tempo – ha detto Fabio Manara, presidente di Compag – È cominciato quando abbiamo iniziato a parlare di sostenibilità: nei 5 anni appena trascorsi e nei 5 futuri i cambiamenti in agricoltura saranno pari a quelli degli ultimi 100 anni”.


Il sistema-Italia che vale 77,2 miliardi di euro di valore aggiunto, ovvero 4,2 punti di PIL, e che pare in salute, ma che in salute non è per via della sua elevata frammentazione, fatta di piccole e micro imprese che soffrono la mancanza di manodopera, che subiscono il rischio climatico e, non ultimo, che devono fare i conti con la bassa redditività produttiva: nella spesa del consumatore finale su 100 euro di prodotti agricoli freschi, solo 7 euro rappresentano il margine netto dell’azienda agricola, che diventano ancor meno nel caso di prodotti trasformati. A ciò si aggiunge il rallentamento dei pagamenti delle forniture (aumentate dell’83% le insolvenze giuridiche nel 2023 rispetto al 2022). “Dopo il Covid, è aumentata la richiesta di credito – spiega Edoardo Musarò, direttore Compag – Il settore agricolo si posiziona su livelli di rischio finanziario superiori rispetto alla media nazionale. Il debito finanziario lordo delle aziende agricole è sette volte superiore al margine operativo lordo”.

Assobibe: Governo neutralizzi ingresso Sugar Tax nel 2025

Assobibe: Governo neutralizzi ingresso Sugar Tax nel 2025Roma, 9 dic. (askanews) – Assobibe, l’associazione di Confindustria che rappresenta i produttori di bevande analcoliche in Italia, ha firmato un appello congiunto insieme a ulteriori 14 sigle di rappresentanza dell’agroalimentare, della distribuzione, del packaging e dei sindacati, per chiedere a gran voce al Governo di neutralizzare la nuova imposta prevista nel 2025, la cosiddetta Sugar tax.


Oltre ad Assobibe, l’appello è stato firmato da Confagricoltura, Federalimentare, Federdistribuzione, CISL, CGIL, Uila Nazionale, Centromarca, Unione Italiana Food, Italgrob, Confida, Anfima, Federazione Carta e Grafica, Federazione Gomma Plastica, Assovetro per esprimere le preoccupazioni a fronte della mancata proroga dell’imposta in vigore dal 1° luglio 2025. L’intera Filiera, dalle fasi agricole alla produzione, fino alla distribuzione e vendita, chiede un intervento urgente per evitare una nuova gabella che danneggia le imprese e i lavoratori di un settore strategico del Made in Italy, mettendo a rischio oltre 5.000 posti di lavoro, con evidenti ricadute negative anche sulle comunità locali. Giangiacomo Pierini, presidente di Assobibe, ha ribadito: “l’industria italiana merita una strategia di crescita che supporti il Made in Italy, tuteli il mercato, promuova gli investimenti e lo sviluppo. Il rinvio di questa tassa è un’opportunità per proteggere l’intero comparto, già provato da inflazione e aumenti dei costi di materie prime. Un’imposta che avrebbe un impatto diretto anche su milioni di famiglie italiane già colpite dagli effetti inflattivi degli ultimi mesi. Chiediamo al Governo di considerare seriamente le conseguenze e di intraprendere un dialogo aperto con tutte le parti coinvolte”.


Dati alla mano, la Sugar tax determina un impatto fiscale rilevante sui produttori che subirebbero un incremento del 28% di fiscalità su un litro, con inevitabili ricadute sui consumatori che vedranno ulteriormente ridotto il loro potere d’acquisto. Inoltre, secondo assobibe, le esigue entrate auspicate con l’ingresso della Sugar tax non tengono conto dei 275 milioni di euro di mancato gettito IVA conseguente alla contrazione del 16% delle vendite nel biennio successivo all’entrata in vigore della norma. In aggiunta, provocherebbe un freno degli investimenti per oltre 46 milioni di euro, un calo degli acquisti di materia prima di oltre 400 milioni di euro e un taglio del 10% del fatturato in un settore già in difficoltà. La Sugar tax, prosegue Assobibe, non solo aumenta vertiginosamente la pressione fiscale, ma incide fortemente sulla burocrazia stante l’aggiunta di centinaia di nuove procedure aziendali; la nuova imposta toglie inoltre liquidità visto il versamento mensile del 10% del fatturato, riducendo di conseguenza attività e investimenti in Italia (-12%).


Anche da un punto di vista salutistico, la “Sugar tax” non ha prodotto risultati positivi nemmeno sul fronte della salute pubblica nei Paesi dove introdotta, con trend di obesità rimasti in crescita (dati OMS): per questo, diversi Stati in tutto il mondo hanno iniziato a eliminarla (Norvegia: 2000; Islanda: 2000; Danimarca: 2016; Australia: 2018; Israele: 2022). Persino la Commissione europea ha ribadito che tale tassa potrebbe non avere effetti su sovrappeso e obesità, conclude Assobibe.

Agrifish: in prossima Pac sostenere giovani e nuovi agricoltori

Agrifish: in prossima Pac sostenere giovani e nuovi agricoltoriRoma, 9 dic. (askanews) – Sostenere i giovani e i nuovi agricoltori, per contribuire a garantire che il settore agricolo, rimanga attraente per le generazioni future. Norme più a misura di agricoltore, ridurre la burocrazia e semplificare le procedure. Maggiore flessibilità nell’uso degli strumenti della PAC. Valorizzare le piccole aziende agricole e la partecipazione delle donne come elementi importanti per la redditività delle aree rurali. Fornire incentivi agli agricoltori per la transizione verde. Sostenere gli investimenti per promuovere competitività e sostenibilità. Sono alcune della conclusioni su una politica agricola comune (PAC) incentrata sugli agricoltori dopo il 2027 approvate oggi all’unanimità dal Consiglio Agrifish, in corso a Bruxelles. Obiettivi chiave per garantire la sicurezza alimentare, garantendo al contempo un equo tenore di vita per la comunità agricola e prezzi ragionevoli per i consumatori.


“Le conclusioni riflettono le aspettative del Consiglio per la futura politica agricola comune, mirando a un settore competitivo e incentrato sugli agricoltori, una delle priorità principali della presidenza ungherese – ha detto István Nagy, ministro ungherese dell’Agricoltura – Le conclusioni chiedono risorse dedicate e appropriate affinché la Pac risponda in modo efficiente ai suoi molteplici obiettivi e sollecitano il mantenimento di una Pac separata e indipendente contenente due pilastri. I pagamenti diretti dovrebbero continuare a sostenere la stabilità del reddito degli agricoltori. Sottolineano inoltre il nostro impegno a fornire soluzioni e incentivi concreti per sostenere gli agricoltori nella transizione verde”, ha concluso. I minitri hanno osservato che sono necessarie risorse e strumenti dedicati e appropriati per la PAC affinché risponda in modo efficiente ai suoi molteplici obiettivi e hanno esortato a mantenere una Pac separata e indipendente contenente due pilastri. I ministri hanno sottolineato il fatto che la PAC, attraverso pagamenti diretti agli agricoltori e altre forme di sostegno, dovrebbe aiutare a garantire che gli agricoltori abbiano un reddito stabile e fornire loro incentivi per contribuire alla transizione verde. Inoltre, lo sviluppo rurale dovrebbe continuare ad avere un ruolo importante nell’architettura della PAC sostenendo la redditività delle aree rurali.


Il Consiglio ha poi riconosciuto che è importante migliorare il funzionamento della filiera alimentare, la distribuzione del valore aggiunto e garantire una maggiore trasparenza e una giusta remunerazione per gli agricoltori. I ministri hanno sottolineato inoltre l’importanza della stabilità del reddito degli agricoltori per mantenere attività agricole e una produzione alimentare economicamente sostenibili e competitive in tutte le regioni dell’UE. I ministri hanno anche chiesto una procedura semplificata e accelerata per l’approvazione e la modifica dei piani strategici nazionali della PAC e per l’alleggerimento degli obblighi di rendicontazione per gli agricoltori. Il Consiglio ha sottolineato che il sistema di monitoraggio e valutazione dovrebbe essere più efficiente, trasparente e semplificato e che il sistema di controllo e sanzione non deve aumentare il numero di controlli in loco.


I ministri dell’agricoltura dell’UE hanno poi riconosciuto che gli agricoltori svolgono un ruolo cruciale nella transizione verde e che la PAC dovrebbe continuare ad aiutare il settore nella sua transizione verso pratiche più sostenibili. Il Consiglio ritiene che gli agricoltori dovrebbero avere incentivi adeguati. Il Consiglio ha anche riconosciuto che la competitività dell’agricoltura è stata influenzata da un numero crescente di eventi meteorologici straordinari, nonché da epidemie di malattie animali e dalla diffusione di parassiti delle piante. Gli strumenti di gestione del rischio e le misure di adattamento al clima sono considerati essenziali per garantire la resilienza del settore. Inoltre, per migliorare il modo in cui le autorità nazionali e regionali affrontano le crisi, il Consiglio ha chiesto maggiore flessibilità nell’uso degli strumenti della PAC. È stata inoltre evidenziata la necessità di procedure più rapide e semplici per supportare gli agricoltori in caso di eventi meteorologici eccezionali.


Il Consiglio invita la nuova Commissione a tenere conto delle conclusioni nella preparazione delle prossime proposte legislative sulla PAC post-2027 e il testo è inteso come orientamento politico. La Commissione è inoltre invitata a considerare le conclusioni del Consiglio nella preparazione della Vision per l’agricoltura e l’alimentazione, la cui pubblicazione è prevista nei primi 100 giorni della nuova Commissione.

Comm. Hansen: mandato su accordo Mercosur è stato rispettato

Comm. Hansen: mandato su accordo Mercosur è stato rispettatoRoma, 9 dic. (askanews) – “La Commissione Europea ha negoziato l’accordo con il Mercosur sulla base di un mandato conferito dal Consiglio Ue. Credo che questo mandato sia stato rispettato, altrimenti la Commissione non l’avrebbe concluso”.


Lo ha detto il commissario europeo all’Agricoltura, Christophe Hansen, facendo il suo arrivo al Consiglio Agrifish in corso oggi e domani a Bruxelles. Stasera, al termine della giornata di lavori ci sarà una conferenza stampa sugli esiti dell’Agrifish. Parlamento Ue e Stati membri “sono stati coinvolti in tutto il processo e ora spetta a loro analizzare il risultato e vedere se è in linea con le aspettative”, ha concluso Hansen.