Passa al contenuto principale
#sanremo #studionews #askanews #ciaousa #altrosanremo

Assosementi apre ai vivai orticoli e rappresenterà 200 aziende

Assosementi apre ai vivai orticoli e rappresenterà 200 aziendeRoma, 16 apr. (askanews) – Assosementi amplia la sua struttura, accoglie al suo interno i vivai orticoli e assume la nuova denominazione di “Assosementi – Associazione Italiana Sementieri e Vivaisti”. L’annuncio è stato dato durante l’assemblea nazionale dei soci che si è svolta a Bologna.


L’organizzazione di categoria rappresenterà a livello nazionale oltre 200 aziende del settore sementiero e ortovivaistico, due comparti altamente strategici per il settore agroalimentare italiano ed europeo che, insieme, generano annualmente un giro d’affari di oltre 1,2 miliardi di euro. “Con questa apertura cresce la rappresentanza di un settore che fornisce materiale vegetale di riproduzione come sementi e piantine, risorse fondamentali per il funzionamento e la competitività delle principali filiere alimentari del nostro Paese”, ha detto Eugenio Tassinari, presidente in carica di Assosementi. Nel corso dell’assemblea è stato inoltre rinnovato il consiglio direttivo di Assosementi, che nelle prossime settimane sarà chiamato a eleggere il presidente e il vicepresidente che guideranno l’associazione nel prossimo triennio.


All’evento ha preso parte il sottosegretario al Masaf Patrizio La Pietra, che ha definito il settore sementiero “fondamentale per centrare l’obiettivo di sovranità alimentare che il governo Meloni si è prefissato e proprio con questo scopo il confronto in atto da due anni e mezzo tra Masaf e Assosementi deve essere ulteriormente rafforzato”.

Grana Padano: in 2024 export +9,15%,Germania prima destinazione Ue

Grana Padano: in 2024 export +9,15%,Germania prima destinazione UeRoma, 16 apr. (askanews) – Il Consorzio del Grana Padano Dop ricorderà il 2024 come l’anno del primato delle esportazioni. Dopo l’andamento particolarmente positivo registrato nel 2023, infatti l’export di Grana Padano DOP ha continuato a crescere anche nel 2024, nonostante le criticità legate al contesto politico internazionale, raggiungendo le 2.685.542 forme esportate, con un incremento del 9,15% su base annua. E’ quanto emerso nel corso dell’assemblea generale che si è svolta al Centro Fiere di Montichiari, in provincia di Brescia. L’Assemblea ha approvato all’unanimità la relazione di bilancio per il 2024, il Bilancio di sostenibilità e la conferma dell’attività di autocontrollo e ha anche valutato la Relazione annuale sul piano produttivo, che ha ottenuto il via libera con l’88,42% di consensi ed ha adottato altri provvedimenti di carattere tecnico ad ampia maggioranza.


Il dato dell’export, sottolinea il Consorzio, conferma il forte orientamento internazionale del prodotto, che ha visto il 51,8 % della produzione marchiata nel 2024 destinata ai mercati esteri. L’Europa con 2.204.482 forme ha assorbito oltre l’82% delle esportazioni di Grana Padano DOP, registrando un incremento dell’8,13% rispetto al 2023. La Germania consolida la sua posizione di principale destinatario con 633.718 forme e una crescita dell’8,12%. La Francia segue con 319.205 forme, in aumento del 10,55%. I Paesi del Benelux registrano un incremento del 2,41%, raggiungendo un totale di 214.564 forme. La Spagna cresce del 10,16%, arrivando a 163.274 forme, mentre il Regno Unito cresce del 6,64% con 149.502 forme. La Svizzera registra un incremento del 3,76%, raggiungendo 146.835 forme, mentre l’Austria segna la crescita più significativa con un +15,31% e 91.122 forme. La Svezia, infine, registra un aumento del 9,39%, con un totale di 70.669 forme.


Nel resto del mondo, i mercati, dopo l’espansione registrata nel 2023, presentano un incremento del 10,18%, per un volume complessivo di 668.593 forme. Questo risultato è stato trainato in particolare dagli Stati Uniti, con un incremento del 10,53% e un volume di 215.037 forme, e dal Canada, che ha registrato una crescita del 18,27%, raggiungendo 76.953 forme. Entrambi i Paesi si confermano tra i principali mercati di sbocco per il Grana Padano. Sul fronte della produzione, su base territoriale nel 2024 Mantova è stato di nuovo il territorio più produttivo con 1.703.192 forme, pari al 30,22% del totale di 5.635.153 lavorate in 135 caseifici. Seguono Brescia, Cremona, Piacenza e Vicenza. Per quanto riguarda l’andamento del mercato nazionale dei Formaggi Duri Tipici Italiani, nel 2024 ha registrato un volume di 142mila tonnellate ed il Grana Padano si è confermato leader con una quota del 42,5%, davanti a Parmigiano Reggiano e agli altri formaggi duri, e con un prezzo medio di circa 17 euro al kg.


Nel periodo gennaio marzo 2025 sono state prodotte1.632.065 forme, con un incremento del 2,79% sullo stesso periodo dell’anno precedente.

Berni (Grana Padano): impegnati su export a prescindere da dazi

Berni (Grana Padano): impegnati su export a prescindere da daziRoma, 16 apr. (askanews) – “Siamo fiduciosi che il Governo troverà il modo di attenuare molto l’impatto delle misure minacciata da Trump. Tuttavia, va sottolineato che il sistema Grana Padano, indipendentemente dall’avvento dei nuovi dazi, si sta intensamente impegnando fuori dall’Italia secondo precise strategie che già nel 2024 hanno portato il 51,2% della produzione oltre confine, puntando anche verso altri paesi oltre gli Stati Uniti, che comunque non raggiungono neppure l’8% del totale esportato”. Lo ha sottolineato il direttore generale del Consorzio Grana Padano Dop, Stefano Berni, nel corso dell’assemblea generale che si è svolta al Centro Fiere di Montichiari, in provincia di Brescia ed ha visto la partecipazione del ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ed un videomessaggio di saluto del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, impegnata a Washington nel delicato vertice con il presidente Trump.


“Nel 2024 abbiamo proseguito nella crescita – ha ricordato Berni – Quindi non possiamo inventarci nulla di aggiuntivo all’estero. E come abbiamo superato l’embargo russo e dazi 2020 di Trump, ce la caveremo anche stavolta. Ma è una grave penalizzazione di cui faremmo molto volentieri a meno”. Il Grana Padano ha anche celebrato il 70esimo anniversario di fondazione del Consorzio di Tutela e nel 2024, come ha sottolineato il presidente del Consorzio di Tutela, Renato Zaghini “ha performato ottimamente all’estero e in Italia e siamo stati la destinazione più redditizia al mondo per il latte da silomais”.


Il Consorzio di Tutela ha fissato ulteriori obiettivi di crescita con i piani pluriennali produttivo e strategico varanti a fine 2024. Ma la guerra dei dazi rischia di imporre modifiche drastiche agli investimenti e non solo verso gli Stati Uniti, terzo mercato estero per il Grana Padano nel 2024 con oltre 215mila forme esportate lo scorso anno, con un incremento di oltre 10 punti percentuali sull’anno precedente. “Ai ‘dazisti’ chiediamo prima di tutto di non danneggiare i loro consumatori, visto che comunque consumeranno Grana Padano ugualmente, ma spendendo molto di più – ha avvertito Zaghini concludendo la sua relazione – Ai consumatori chiediamo che continuino a fidarsi di noi, che meritiamo davvero di essere il prodotto DOP più consumato al mondo, perché, come loro sanno bene, siamo i migliori nel rapporto qualità/prezzo. E per questo siamo e rimarremo i primi”.

Lollobrigida: su dazi c’è preoccupazinone ma anche speranza

Lollobrigida: su dazi c’è preoccupazinone ma anche speranzaRoma, 16 apr. (askanews) – “Sui dazi c’è sicuramente preoccupazione, ma anche speranza. Siamo una Nazione che vuole garantire un rapporto sempre più solido con gli Stati Uniti, intesi come alleato strategico, ma anche come mercato importante per le nostre eccellenze”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, intervenendo alla Assemblea Generale del Consorzio Grana Padano Dop che si è svolta al Centro Fiere di Montichiari, in provincia di Brescia.


Sul tema dei dazi il ministro ha ricordato che oggi “c’è una sospensione prolungata che permette di trattare come il governo vuole fare, con gli Stati Uniti, con l’Europa che ha un ruolo molto rilevante per le competenze assegnate all’Unione Europea nei rapporti con i paesi terzi sul sistema tariffario”. E poi ha sottolineato che “il Grana Padano è un’eccellenza italiana che si è affermata sui mercati di tutto il mondo, Stati Uniti compresi, e potrà continuare ad aprire nuovi mercati, perché la sua forza è consolidata”. “Il Grana Padano – ha concluso Lollobrigida – rappresenta un simbolo straordinario. È un prodotto che ha saputo imporsi sui mercati globali grazie alla qualità e al lavoro prezioso delle nostre imprese, e ha ancora molto da offrire. Il Grana Padano può aprire nuovi mercati e noi saremo al loro fianco”.

La Pietra: sinergia tra moda e agricoltura rafforza made in Italy

La Pietra: sinergia tra moda e agricoltura rafforza made in ItalyRoma, 16 apr. (askanews) – “Gli studenti di oggi saranno i lavoratori di domani ed è quindi doveroso coinvolgere i giovani nei processi di conoscenza delle dinamiche che riguardano settori di eccellenza per il made in Italy quali la moda e l’agricoltura”. Lo ha detto il sottosegretario al Masaf, Patrizio La Pietra, nel suo intervento al convegno “La moda italiana che verrà, tra agricoltura ricerca, innovazione e sostenibilità”, in corso a Prato, nell’ambito della Settimana del made in Italy, al quale partecipano anche il ministro per gli Affari Europei, le Politiche di Coesione e il PNRR, Tommaso Foti, Chiara La Porta (commissione Agricoltura Camera dei Deputati) e rappresentanti del Crea, Cnr, Giorgio Armani, EFI e Beste.


“Made in Italy – ha aggiunto La Pietra – non è solo una targhetta per indicare la provenienza di un prodotto, ma per tutti noi e in particolare per le nuove generazioni deve significare il simbolo della conoscenza che affonda le radici nella nostra storia, del saper fare con qualità, del rappresentare con orgoglio l’Italia. Innovazione e ricerca, campi nei quali è impegnato il Crea con un convinto sostegno da parte del Masaf, devono vedere protagonisti i ragazzi rendendoli protagonisti di attività, vedi realtà di successo quali le attività di coltivazione del cotone in Puglia – ha concluso il sottosegretario – che possano creare economia ed occupazione nel nostro Paese in settori di eccellenza quali appunto il campo della moda e il comparto agricolo”.

Anthony Genovese compie 40 anni di carriera e lancia nuovo menu

Anthony Genovese compie 40 anni di carriera e lancia nuovo menuRoma, 16 apr. (askanews) – Anthony Genovese compie quest’anno i 40 anni di carriera e lancia “MODE.XL – quaranta”, un menù che racconta l’evoluzione della sua filosofia ai fornelli, dalle prime esperienze al Pagliaccio, ristorante due stelle Michelin di Roma.


Da oggi e per tutto il 2025 il menu sarà proposto in tavola al Pagliaccio ma non è un percorso degustazione realizzato da piatti omaggio al passato ma un menù completamente nuovo, frutto però dell’esperienza di 40 anni di cucina. Il tutto con una comunicazione visiva nuova, supportata dall’Accademia d’Arte Circense di Verona, tra le più importanti a livello europeo. A inaugurare questa nuova stagione a tu per il tu con il proprio pubblico, il gesto del silenzio. “Parlo io”, per iniziare un nuovo capitolo.

Crea: agroalimentare in IV trim. 2024 stabile con +0,1% del Pil

Crea: agroalimentare in IV trim. 2024 stabile con +0,1% del PilRoma, 16 apr. (askanews) – Stabile la performance economica dell’agroalimentare italiano nel IV trimestre 2024, con una crescita dello 0,1% del Pil rispetto al trimestre precedente, che a sua volta è cresciuto dello 0,6% nei confronti dello stesso trimestre del 2023. In calo è il valore aggiunto dell’agricoltura (-0,7%) e dei servizi (-0,1%), mentre cresce il settore dell’industria (+0,9%) a livello congiunturale.


Crescono i consumi finali nazionali (+0,2%), di cui 0,2% è rappresentato dalla spesa delle famiglie per beni durevoli e gli investimenti fissi lordi (+1,6%). È quanto emerge dalla fotografia scattata nel IV trimestre del 2024 da CREAgritrend, il bollettino trimestrale messo a punto dal CREA, con il suo Centro di Ricerca Politiche e Bioeconomia. Rispetto allo stesso periodo del 2023, fra ottobre e dicembre 2024, per l’industria alimentare crescono sia l’indice della produzione (+3,3%), sia quello del fatturato sul mercato estero (+11%) e in modo meno marcato sul mercato interno. L’industria delle bevande, invece, registra una diminuzione sia per l’indice della produzione (-1,3%), sia per quello del fatturato sul mercato interno, mentre è in aumento sul mercato estero (+2%).


Aumentano ancora le esportazioni agroalimentari nel periodo considerato, superando i 18 miliardi di euro (+8,8% circa rispetto al IV trimestre 2023), verso tutti i principali mercati esteri in particolare, verso gli Stati Uniti (+13,8%), secondo mercato dopo la Germania, e la Polonia (+16,4%). Si incrementano le vendite in valore di quasi tutti i principali comparti di esportazione, in particolare i prodotti dolciari (+20% in valore) grazie ai netti aumenti verso Germania, Regno Unito e Polonia. In aumento anche le importazioni (+10,7%), in particolare dai tre principali fornitori (Germania, Francia e Spagna) e dalla Grecia. Gli aumenti hanno riguardato caffè e cacao greggio e i prodotti lattiero-caseari, che nel trimestre analizzato valgono oltre 1,4 miliardi di euro (+19% in valore e +7% in quantità rispetto allo stesso periodo del 2023).

Teha: export agroalimentare a 67,5 mld, da dazi impatto tra 1,6 e 1,3 mld

Teha: export agroalimentare a 67,5 mld, da dazi impatto tra 1,6 e 1,3 mldMilano, 15 apr. (askanews) – L’eventuale applicazione di dazi al 20% al comparto agroalimentare italiano potrebbe portare danni per 1,6 miliardi di euro ma la perdita potenziale potrebbe fermarsi a 1,3 miliardi. Un dato che se rapportato ai 67,5 miliardi di euro toccati dalle esportazioni agroalimentari nel 2024 (per la prima volta arrivano a toccare quasi il 10,8% del totale export) dà la misura dell’eventuale impatto innescato dalla guerra commerciale americana. E’ quanto emerso dalla presentazione di Valerio De Molli, managing partner e Ceo di Teha in occasione della conferenza stampa per la nona edizione del forum “La roadmap del futuro per il food & beverage: quali evoluzioni e quali sfide per i prossimi anni”, in programma a Bormio il 6 e 7 giugno, non scontano anche un altro fattore. In questo calcolo Teha ha considerato non solo la capacità delle imprese di assorbire un 25% di queste tariffe riducendo i margini, ma anche un fattore come la sostanziale anelasticità della domanda americana di beni italiani, vale a dire le modeste variazioni delle abitudini di acquisto a fronte di un aumento dei prezzi. Un fenomeno che accade in presenza di beni necessari o non sostituibili.


Per capire, quindi, l’impatto effettivo occorre partire dal fatto che gli Stati Uniti sono il secondo mercato di sbocco per le esportazioni agroalimentari italiane, dopo la Germania, con un valore che ha sfiorato gli 8 miliardi (7,8%) nel 2024, in crescita del 17,1% rispetto a un anno prima. Parliamo di una quota sul totale export agroalimentare tricolore pari all’11,6%. “Ipotizzando dazi al 20% oltre 6 miliardi di euro di made in Italy dei 7,8 complessivi esportati negli Usa non sono prodotti con alternative sul mercato domestico statunitense e perciò sostituibili – ragiona De Molli – ne deriva che il danno generato dai dazi, se confermati anche dopo la sospensione, potrebbe costare all’Italia solo potenzialmente 1,3 miliardi di euro, ma limitarsi, in realtà, a 300 milioni di euro”. Il possibile impatto dei dazi sull’export si concentra, secondo lo studio Teha, per il 77% su prodotti a bassa sostituibilità, che non hanno cioè alternative sul mercato. “Certamente – ha osservato De Molli – fra questi hanno un peso rilevante i prodotti Dop e Igp, in primo luogo il vino, ma ci sono anche conserve di pomodoro, pasta, salse e farine”. Il vino, che rappresenta il 32% dei prodotti a bassa sostituibilità, è la prima categoria di prodotto che arriva Oltreoceano con un valore di circa 2 miliari, seguito da pasta e farine (1,167 miliardi) e olio e grasi (1 mld). In generale il vino è il prodotto agroalimentare italiano più esportato con oltre 8 miliardi di euro di valore e una crescita del 5,5% nel solo 2024, seguono pasta e prodotti della panetteria che valgono 7,6 miliardi (+8,6% nell’ultimo anno). Secondo i dati elaborati da Teha, grassi e oli vegetali italiani (4,1 mld di export) e cioccolato (3,4) hanno fatto registrare le crescite più significative del 2024: rispettivamente +27,2% e +17,8%. In positivo anche i prodotti lattiero-caseari (+9,1% per 6,5 miliardi di export), la frutta (+8,3%, 3,9 miliardi) e i piatti pronti trasformati (+6,2%, 4,1 mld), mentre aumenti più contenuti sono stati rilevati per le bevande ad esclusione del vino (+5% per 4,2 miliardi), cibo per animali (+3,3%, 3,1 mld) oltre che frutta e vegetali trasformati che valgono oggi 6 miliardi all’estero, in linea (+0,7%) con il 2023.


L’unicità dei prodotti alimentari italiani, nel breve periodo potrebbe essere per De Molli un paracadute per le nostre esportazioni, limitando l’impatto dei dazi. Tuttavia occorre fare attenzione nel medio-lungo termine al clima di crescente incertezza, al rischio di inflazione sulle catene di fornitura globali e alla perdita di potere d’acquisto dei consumatori americani. Da qui l’importanza per le imprese italiane di lavorare alla ripresa dei consumi alimentari interni, con eventuali misure di sostengo al reddito per le fasce più deboli riducendo così il fenomeno della polarizzazione dei consumi alimentari.

Premio Leonardo a Giovanni Ferrero: “Nostra innovazione nasce dall’ascolto”

Premio Leonardo a Giovanni Ferrero: “Nostra innovazione nasce dall’ascolto”Milano, 15 apr. (askanews) – Una visione imprenditoriale lungimirante, un approccio innovativo e una leadership che mette al centro le persone sono i principi che hanno portato il Comitato Leonardo a conferire a Giovanni Ferrero, presidente esecutivo del gruppo Ferrero, il riconoscimento per il 2025.


“Questo premio è innanzitutto un riconoscimento alle 61.250 persone che, in Ferrero e nelle sue affiliate nel mondo, ogni giorno contribuiscono con passione e competenza al successo della nostra impresa – ha commentato Giovanni Ferrero, presidente esecutivo del Gruppo Ferrero – Il nostro percorso di innovazione nasce dall’ascolto: capire i gusti dei consumatori e tradurli in prodotti di qualità è il cuore della nostra strategia”. “Negli ultimi anni, abbiamo esteso la presenza dei nostri brand iconici in nuove categorie – ha aggiunto Ferrero – Grazie ad acquisizioni strategiche, come Ferrara, Fox’s & Burton’s Biscuits e Wells, abbiamo integrato nel nostro portafoglio marchi storici, profondamente radicati nelle culture locali. Anche questo è un modo concreto per custodire un patrimonio di affetti e tradizioni, assicurando continuità e innovazione”.


Da oltre vent’anni, il Premio Leonardo, tra le principali iniziative a sostegno del made in Italy, viene conferito alle personalità che contribuiscono in modo concreto alla valorizzazione dell’impresa italiana nel mondo. Ferrero e le sue affiliate offrono oggi una gamma di prodotti nuovi che va dai biscotti ai prodotti da forno, dai gelati confezionati alla categoria better-for-you. “La nostra strategia è orientata alla qualità, all’innovazione e alla visione di lungo periodo, con un’attenzione costante all’eccellenza dei prodotti, al benessere delle persone e all’impegno nei confronti delle comunità in cui operiamo”, sottolinea il gruppo di Alba.

L’agricoltura come antidoto allo spopolamento, a partire dal Sud

L’agricoltura come antidoto allo spopolamento, a partire dal SudRoma, 15 apr. (askanews) – L’agricoltura e l’impresa agricola come antidoto allo spopolamento delle aree interne del nostro Paese e viatico per la costruzione di un nuovo modello di sviluppo economico, che può partire dal Sud Italia. È il messaggio che emerge dalla conferenza stampa “Restare per innovare. Il ruolo dell’agricoltura per giovani e territori”, promossa da Maria Chiara Gadda, vice presidente della Commissione Agricoltura della Camera. L’incontro ha voluto accendere i riflettori sul problema e individuare possibili soluzioni, a partire da casi emblematici di sviluppo armonico di impresa-territorio, come quello calabrese di Filiera Madeo, raccontato nel volume “Il coraggio della restanza”.


Le aree interne infatti rappresentano una parte essenziale del nostro Paese: ospitano infatti quasi un quarto della popolazione italiana e comprendono circa 4.000 comuni, poco meno della metà del totale nazionale. “Eppure – ha ricordato Gadda – senza un cambio di rotta sostanziale questi territori rischiano di desertificarsi, con conseguenze disastrose non solo per l’economia, ma anche per il paesaggio, la sicurezza idrogeologica, il patrimonio artistico, sociale e culturale delle nostre comunità”. Negli ultimi dieci anni le aree interne hanno subito un calo di popolazione del 5%, con picchi oltre il 6% nel Mezzogiorno, a fronte di un declino nel resto d’Italia ben più contenuto. Lo ha sottolineato anche Ernesto Madeo, fondatore dell’omonima azienda e sindaco di San Demetrio Corone, la cui storia è raccontata nel libro “Il coraggio della restanza”, ovvero il diritto di restare nel luogo natio, proteggendolo e rigenerandolo. “Come sindaco mi sono posto gli stessi obiettivi perseguiti in anni di impresa, ossia creare i presupposti per lo sviluppo del territorio e la restanza delle persone. La politica regionale e locale deve offrire risposte concrete per evitare fenomeni di spopolamento”.


Ne è un esempio Filiera Madeo, nata 40 anni fa come piccolo allevamento suinicolo tra le colline della Sila greca e oggi una delle principali realtà industriali della Calabria da quasi 30 milioni di fatturato, capace di esportare salumi di alta qualità in ben 25 Paesi e di offrire un futuro a 150 persone, tra dipendenti e collaboratori. “Da imprenditrice, ma soprattutto da donna del Sud Italia – ha sottolineato Anna Madeo, attuale CEO dell’impresa – sono consapevole di avere una grande responsabilità. Non solo nel dover far quadrare i conti, ma anche nel contribuire a far crescere il territorio e offrire prospettive alla comunità e soprattutto ai giovani che vogliono restare. Per questo, ad esempio, nel 2021 abbiamo fondato Academy Madeo, che offre ad una selezione di studenti dell’ultimo anno degli istituti professionali la possibilità di partecipare ad un percorso formativo che termina con un contratto di lavoro presso una delle aziende di Filiera Madeo”.