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A “Chianti Classico Collection” nuovo record di presenze: 223 cantine

A “Chianti Classico Collection” nuovo record di presenze: 223 cantine

Milano, 17 feb. (askanews) – Si è appena conclusa alla Stazione Leopolda di Firenze la 33esima edizione della “Chianti Classico Collection”, manifestazione all’insegna del messaggio ‘il vino è cultura’ che quest’anno ha registrato un nuovo record di espositori con la presenza di 223 soci del consorzio. Un risultato che conferma la capacità dell’evento di rappresentare con continuità le molte sfumature della Denominazione. Quasi 400 i giornalisti accreditati in arrivo da 23 Paesi e circa 1.500 gli operatori italiani del settore, cui si sono aggiunti professionisti del trade dal Nord America, area che nel 2025 ha rappresentato il 49% delle vendite di Gallo Nero, e dal Nord Europa. L’apertura al pubblico del 17 febbraio ha richiamato circa 500 appassionati provenienti da diverse regioni italiane, attratti dalla possibilità di partecipare alla più ampia degustazione di Chianti Classico al mondo.

Il presidente del Consorzio, Giovanni Manetti, ha spiegato che “siamo estremamente orgogliosi dell’entusiasmo che genera questo evento, senza alcun dubbio diventato iconico nel panorama mondiale: la nostra Denominazione si presenta al mondo in questa due giorni appassionante, in cui portiamo in assaggio il frutto di un anno di lavoro in vigna e in cantina oltre alle ultime annate di Chianti Classico già presenti sul mercato”. Manetti ha quindi articolato una riflessione più ampia sul rapporto tra vino, cultura e identità territoriale, spiegando che “cultura è una parola che deriva dal verbo latino ‘colere’, coltivare la terra, trasposto in senso metaforico alla coltivazione dello spirito. Vino è cultura perché è grazie al vino se si salvaguardano le risorse naturali e la bellezza del paesaggio. Il vino contribuisce anche alla valorizzazione del patrimonio artistico e architettonico dei territori di produzione. Inoltre il vino è cultura perché permette il confronto fra comunità e l’incontro fra le persone: vino è socialità e convivialità. Nel Chianti Classico questo rapporto stretto fra vino e cultura trova la sua massima realizzazione essendo un luogo di rara bellezza, ben modellato e conservato dai viticoltori custodi e cerniera fra le due capitali Siena regina del Medioevo e Firenze culla del Rinascimento. Il vino che produciamo da secoli – ha aggiunto – è il frutto di conoscenze tramandate nel tempo con sapienza e passione e da sempre vera bandiera dell’Italia nel mondo”.

La ‘Chianti Classico Collection’ è come ogni anno l’occasione per fare il punto sullo stato di salute della Denominazione. “Navighiamo in acque agitate e stiamo vivendo un periodo pieno di criticità e incertezza ma nonostante questo il Chianti Classico gode di buona salute e i numeri lo dimostrano: aumento delle vendite in volume di oltre 1% e del 2,6% in valore rispetto al 2024” ha proseguito Manetti, rimarcando che “l’aumento delle vendite negli Usa, da sempre il mercato più importante per il Chianti Classico con volumi che passano dal 36 al 37% nonostante i dazi aumentati al 15%. Risultato altamente significativo considerato che le vendite di vino italiano negli USA sono diminuite di oltre il 10% e solo 3 denominazioni sono in positivo e una di queste è il Chianti Classico. Segno tangibile di attaccamento del consumatore americano che non ha rinunciato a comprare il nostro vino. Rimanendo in Nord America segnalo anche il forte aumento delle vendite dei vini del Gallo Nero in Canada che passa dal 10 al 12% delle vendite totali. Usa più Canada fanno il 49%: una bottiglia su due attraversa quindi l’Oceano Atlantico”.

“Mi piace pensare che queste ottime performance del Chianti Classico sul mercato siano da attribuire ai grandi sforzi e investimenti fatti da tutti i viticoltori per incrementare la qualità dei propri vini sempre più apprezzati anche dalle nuove generazioni e anche dalle riforme introdotte e dal grande lavoro del Consorzio in campo di marketing e comunicazione con eventi e attività in presenza ogni anno sui mercati più importanti. Non dobbiamo però accontentarci ma fare sempre meglio e di più perché il momento è difficile e non è ammesso alcun rilassamento” ha continuato il presidente dell’ente consortile, sottolineando che “dobbiamo mantenere la barra dritta nella direzione della qualità e dell’autenticità continuando a lavorare tutti insieme in modo coeso, con passione e sono sicuro che il futuro del Chianti Classico sarà sempre più ricco di successi”.

Accanto a queste valutazioni, la direttrice del Consorzio, Carlotta Gori, ha evidenziato che “con l’evento di quest’anno abbiamo voluto veicolare un messaggio importante: il nostro Chianti Classico non è solo un prodotto di una pratica agricola ma il risultato di un sistema complesso fatto di storia, paesaggio, architettura rurale, conoscenze tramandate, senso di appartenenza che diventa condivisione e accoglienza”, sottolineando che “è per questo che, più di qualsiasi altro territorio vitivinicolo, il Chianti Classico può affermare che il vino è cultura”.

Scordamaglia: bene export, Comm. Ue non svenda le nostre IG

Scordamaglia: bene export, Comm. Ue non svenda le nostre IG

Roma, 17 feb. (askanews) – “Con 73 miliardi di euro e un +5% sull’anno precedente l’export agroalimentare italiano continua a dimostrarsi un asset fondamentale del nostro Paese”; così Luigi Scordamaglia, amministratore delegato di Filiera Italia, commenta i dati Istat sull’export di settore a consuntivo del 2025, che si conferma in valore il più alto di sempre.

Un’attenzione specifica nell’analisi del nostro export deve andare alle indicazioni geografiche. DOP e IGP, infatti, rappresentano (dati al 2024) il 19% del fatturato complessivo del settore agroalimentare e si sono confermate un elemento chiave dell’export agroalimentare italiano e un asset strategico per la competitività europea. “Dobbiamo sempre ricordare che le nostre IG esportano quasi il 60% del proprio fatturato, rispetto al 29% della media dell’industria alimentare, per questo motivo, siamo preoccupati dell’azione inadeguata che la Commissione Europea sta dedicando alla tutela di questa classe di prodotti: non basta scrivere riferimenti generici alla protezione delle IG negli accordi bilaterali, se poi non è implementata un’effettiva protezione” dice ancora Scordamaglia

Un discorso che per Filiera Italia vale per il recente accordo Mercosur che è stato di fatto svuotato nelle sue clausole di protezione delle indicazioni geografiche, a seguito dell’accordo commerciale sottoscritto tra i presidenti Milei e Trump che rende possibile l’esportazione dagli USA all’Argentina di prodotti come il Parmesan e altri italian sounding di grana, pecorino, gorgonzola etc. “Un conflitto – prosegue Scordamaglia – che si è già riproposto negli accordi come quelli con la Cambogia, con la Malesia, il Vietnam e la Thailandia e che rischia di diventare un pesante elemento di penalizzazione anche negli accordi con l’India e l’Australia che Von der Leyen si appresta a sottoscrivere senza aver ottenuto garanzie adeguate sulla tutela delle IG a cominciare, nel caso dell’Australia, dal prosecco”.

E, concludono da Filiera Italia, “l’Italia ha raggiunto direttamente con i propri strumenti risultati molto positivi nella tutela delle proprie indicazioni geografiche, che tuttavia non bastano se la Commissione tratta questi prodotti come mero folklore e non vera leva economica, occupazionale e di valorizzazione dei territori dell’Unione Europea. La Commissione europea è impegnata costantemente a legiferare dimenticandosi tuttavia di garantire poi l’implementazione effettiva delle norme emanate”.

A Macfrut 2026 la Healthy food area su bio e piante officinali

A Macfrut 2026 la Healthy food area su bio e piante officinali

Roma, 17 feb. (askanews) – A Macfrut 2026, The Healthy Food Area triplica la proposta agli operatori e quest’anno ospita “Healthy Food” con esposizione e degustazione di prodotti healthy e minimamente processati, dalla prima alla quarta e quinta gamma, l’area “Spices & Herbs”, dedicata alle piante officinali, ai loro derivati primari e alle tecnologie per la trasformazione, per lo sviluppo del mercato internazionale delle spezie e del prodotto finito erboristico e infine “Organic Produce” sui prodotti ortofrutticoli biologici, settore sempre più in grado di conciliare eccellenza, innovazione e sostenibilità.

Tre sono gli eventi in programma ospitati nel palco centrale della Healthy Food Area sui temi dell’innovazione di prodotto. Si parte nel primo giorno di fiera (martedì 21 aprile), “Dalla terra alla tavola: filiere biologiche e innovazione agroecologica”, momento di confronto tra aziende del biologico, enti di ricerca ed esperti del settore, articolato in presentazioni tematiche con una tavola rotonda conclusiva. Il secondo workshop (mercoledì 22 aprile) pone l’attenzione su “Essenza di processo e innovazione: il viaggio delle spezie e delle erbe officinali verso il futuro”, dedicato ai processi di trasformazione che generano valore nelle filiere delle piante aromatiche e officinali a uso alimentare.

Il ciclo si chiude con la tavola rotonda di confronto tra aziende ed esperti tecnico-scientifici sul tema “IV Gamma 4.0: innovazione, qualità e sostenibilità nei prodotti ortofrutticoli ready-to-eat” (giovedì 23 aprile). L’incontro approfondirà le più recenti innovazioni di processo e di prodotto lungo la filiera, con particolare riferimento alla salvaguardia del valore nutrizionale e alla qualità degli alimenti pronti al consumo.

Al prodotto più rappresentativo della filiera officinale è dedicato il Tisana Day in programma mercoledì 22 aprile. Nei tre giorni di Macfrut sarà presente anche un’area interattiva che consente ai visitatori di avvicinarsi in prima persona alle fasi significative della produzione di materia prima e derivati officinali.

Asso.Impre.Di.A a MyPlant: il verde è una eccellenza italiana

Asso.Impre.Di.A a MyPlant: il verde è una eccellenza italiana

Roma, 17 feb. (askanews) – Domani si apre a Milano la decima edizione di MyPlant and Garden, la più importante fiera italiana dedicata al verde e al paesaggio, in programma fino al 20 febbraio. Asso.Impre.Di.A., l’associazione nazionale imprese per la difesa e la tutela ambientale) sarà presente nel “Corner” dell’Area Landscape della fiera per ribadire un concetto fondamentale: il verde pubblico non è un semplice elemento di arredo o decorazione, ma una vera e propria infrastruttura strategica capace di connettere città, comunità e salute pubblica. La scommessa per il futuro delle comunità locali, guardando al valore del verde, andando oltre l’estetica per essere una scelta di salute.

La presenza di Assoimpredia a questa edizione punta a scardinare l’errore di prospettiva che vede il verde solo come “ornamentale”. Se progettati correttamente, i parchi e i viali alberati svolgono funzioni ecologiche e terapeutiche vitali. Ad esempio, un solo albero può assorbire ogni anno tra i 10 e i 20 kg di CO2, contribuendo attivamente alla lotta contro l’effetto serra. In un’Italia dove la media è di circa 17 alberi ogni 100 abitanti nei capoluoghi, città come Milano (con oltre 460.000 esemplari) e Modena (115 alberi ogni 100 abitanti) rappresentano modelli da seguire per migliorare il comfort termico: le aree alberate possono infatti registrare fino a 6 °C in meno rispetto alle zone cementificate. Ma la vera frontiera è la salute. Studi recenti dimostrano come l’esposizione a spazi verdi biodiversi influenzi positivamente il microbiota umano, riducendo lo stress e il rischio di malattie croniche e infiammatorie. Il verde diventa quindi uno strumento di prevenzione per il Sistema Sanitario Nazionale, trasformando i parchi in “infrastrutture sanitarie” a tutti gli effetti.

L’Associazione, che raggruppa alcuni tra i più importanti operatori di gestione del verde pubblico urbano ed extraurbano in Italia, animerà la fiera con due convegni, il primo sulla “Gestione delle emergenze fitosanitarie nel verde pubblico” e il secondo su “L’ingegneria del verde, eccellenza italiana”, un settore in cui il nostro Paese esprime competenze tecniche all’avanguardia.

“Torniamo a MyPlant & Garden con la convinzione che il verde sia il ponte necessario tra comunità e salute pubblica – spiega Alberto Patruno, direttore generale di Assoimpredia – i nostri appuntamenti del 18 e 20 febbraio mirano a trasformare la gestione del verde da mero costo a investimento strategico. Non basta piantare, serve competenza tecnica per gestire la complessità biologica delle nostre città”.

Dal 22 al 24 febbraio a Bologna Slow Wine Fair e Sana Food

Dal 22 al 24 febbraio a Bologna Slow Wine Fair e Sana Food

Roma, 17 feb. (askanews) – Cibo, vino e territorio tornano a incontrarsi a BolognaFiere con la nuova edizione di Slow Wine Fair e SANA Food dal 22 al 24 febbraio.

Per Bologna le due manifestazioni organizzate da BolognaFiere rappresentano un’occasione strategica di crescita culturale ed economica. Oltre 16mila visitatori attesi tra professionisti per le attività b2b, cui sono dedicate in via esclusiva le giornate di lunedì 23 e martedì 24, e appassionati, che potranno accedere ai 3 padiglioni e partecipare a tutti gli eventi in programma nella giornata di domenica 22.

Giunta alla quinta edizione e organizzata come sempre con la direzione artistica di Slow Food, Slow Wine Fair conferma la sua identità di fiera internazionale del vino buono, pulito e giusto: una manifestazione con oltre 1100 cantine, selezionate secondo criteri rigorosi dal punto di vista agronomico ed enologico, per oltre il 60% certificate biologiche e accomunate da un approccio artigianale e coerente alla produzione.

Accanto al vino, SANA Food amplia lo sguardo sulla salubrità e sull’eticità dell’alimentazione sana, sostenibile e di qualità per l’Horeca, il food service e il risto-retail specializzato.

Le due fiere vedranno la presenza di oltre 1.400 espositori da 34 Paesi, 350 buyer internazionali, grazie al supporto di Agenzia ICE e oltre 150 eventi tra masterclass, cooking show, degustazioni, conferenze, temporary tastings ed eventi Off nella città di Bologna.

Tra gli incontri più attesi, a SANA Food, Rivoluzione Bio – Gli Stati Generali del Biologico (23 febbraio), il momento istituzionale di riferimento per il settore biologico italiano, per fare il punto sul presente e sul futuro del biologico e a Slow Wine Fair, il dialogo tra il cardinale Matteo Maria Zuppi e il fondatore di Slow Food Carlo Petrini con i giovani vignaioli presenti (23 febbraio alle 14).

Confagri: Dll Bollette, rischio è cancallare le biomasse

Confagri: Dll Bollette, rischio è cancallare le biomasse

Roma, 17 feb. (askanews) – La Federazione Nazionale Risorse Boschive e Coltivazioni Legnose di Confagricoltura, che oggi ha confermato Enrico Allasia alla presidenza ed eletto Livio Bozzolo alla vicepresidenza, esprime profonda preoccupazione per l’applicazione del DL Bollette: “il decreto rischia di cancellare la filiera energetica rinnovabile del nostro Paese basata sull’utilizzo della biomassa legnosa, e di compromettere conseguentemente la sostenibilità economica e ambientale delle foreste nazionali”, si spiega in una nota.

La biomassa legnosa rappresenta infatti un comparto strategico che valorizza i residui forestali e gestisce attivamente le aree boschive, in linea con la Strategia Forestale Nazionale che promuove l’uso virtuoso a cascata del legname. Senza Prezzi Minimi Garantiti (PMG) adeguati, gli impianti di produzione elettrica saranno costretti a fermare la loro attività, con inevitabile riflesso sulle attività selvicolturali, con effetti negativi su occupazione rurale, abbandono del bosco e conseguente aumento del dissesto idrogeologico.

“Il settore forestale – evidenzia Allasia – non può permettersi ulteriori battute di arresto nella transizione ecologica ed energetica del nostro Paese. Transizione che necessariamente è legata a una gestione selvicolturale sostenibile del patrimonio boschivo italiano: oltre 12 milioni di ettari, pari al 36% di tutto il territorio nazionale”.

“Se la misura passa così come delineata – conclude – non solo si vanificano gli obiettivi della Strategia Forestale Nazionale, ma si perde anche l’opportunità di valorizzare una risorsa che attualmente produce oltre il 4% dell’energia elettrica nazionale”.

Comune Roma impossibilitato ad assicurare corse a Capannelle

Comune Roma impossibilitato ad assicurare corse a Capannelle

Roma, 17 feb. (askanews) – Il Masaf in una nota prende atto, “con rammarico”, della comunicazione da parte del Comune di Roma dell’impossibilità di assicurare lo svolgimento delle corse a Capannelle fino a settembre 2026. La risposta del Comune di Roma alla richiesta di chiarimenti, formulata dal Masaf, in merito alla gestione dell’ippodromo romano, “determina la conseguente necessità per il ministero di provvedere alla rimodulazione del calendario di corse, che per quanto concerne la spettanza di Capannelle verranno redistribuite su altri ippodromi tenendo conto principalmente del criterio del bacino territoriale di riferimento, per non creare ulteriori disagi agli operatori ippici, in particolare romani”.

Di tutto questo, si discuterà in ogni caso con le associazioni di categoria in una riunione urgente convocata dal Masaf per giovedì alle 11.30, per mitigare gli effetti dovuti alla disponibilità parziale dell’ippodromo capitolino per il 2026.

Domani al via MyPlant: focus su record export piante e fiori

Domani al via MyPlant: focus su record export piante e fiori

Roma, 17 feb. (askanews) – Sarà dedicata quest’anno ai successi del florovivaismo Made in Italy Myplant and Garden, la più importante fiera del settore che apre domani, mercoledì 18 febbraio, a Milano Rho, con un incontro organizzato da Coldiretti e Assofloro. Al centro dei lavori, i nuovi record dell’export di piante e fiori ma anche i risultati raggiunti dal punto di vista della sostenibilità, tra investimenti in modelli a basso impatto dalla produzione al consumo, oltre alle nuove tendenze di consumo e agli studi sui benefici per la salute.

L’appuntamento è a partire dalle 10 nella sala conferenze padiglione 20, Area A40, con la presenza di Mario Faro (Presidente Consulta Florovivaismo Coldiretti), Nada Forbici (Presidente Assofloro), Luigi Scordamaglia (AD Filiera Italia), Luca Saba (Capo Area Economica Coldiretti), Gianfranco Comincioli (Presidente Coldiretti Lombardia), Valeria Randazzo (Exhibition Manager Myplant & Garden), Giorgio Maione (Assessore Ambiente e Clima Regione Lombardia), Nicola Mori (Università di Verona), Mariangela Ciampitti (Servizio Fitosanitario Lombardia) e Michele Falce (Novamont).

Alle 14 spazio a un approfondimento con i ricercatori del Cnr sugli effetti terapeutici del verde, sull’onda della ricerca effettuata sulla presenza di piante negli edifici scolastici. Nello stand Coldiretti è stata realizzata una vera e propria “aula della salute”. Alle 14.30 incontro tra coltivatori di fiori italiani e olandesi. L’obiettivo è favorire uno scambio aperto e informale di esperienze su temi quali l’evoluzione del commercio, le restrizioni produttive, le normative Ue, la qualità della produzione, la certificazione, la sostenibilità e le prospettive future.

Il 19 febbraio focus sul fenomeno dei fiori eduli, con un’analisi della situazione e delle potenzialità di un mercato innovativo.

Cia: non penalizzare il biogas agricolo nel Dl Bollette

Cia: non penalizzare il biogas agricolo nel Dl Bollette

Roma, 17 feb. (askanews) – Il Governo emani un Dl Bollette non penalizzante la produzione di biogas agricolo, asset strategico nel settore delle rinnovabili e per molte imprese, soprattutto del comparto zootecnico. In ballo la tenuta economica delle aziende, ma anche il presidio del territorio. Così il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, in vista dell’esame del decreto domani in Consiglio dei ministri.

Al centro, sottolinea Cia, misure urgenti per il contenimento dei costi energetici, con particolare attenzione alla riduzione delle bollette elettriche a beneficio di famiglie e imprese, che portano la Confederazione a condividere, pienamente, l’obiettivo di sostenere il tessuto sociale e produttivo del Paese, in particolare delle fasce di popolazione meno abbienti. Tuttavia, Cia ritiene che tale traguardo debba essere perseguito attraverso azioni virtuose, che evitino la contrapposizione con settori produttivi strategici.

Occorre, precisa Cia, continuare ad assicurare la sostenibilità economica delle imprese agricole orientate alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Solo così si potrà procedere con coerenza e determinazione verso una reale transizione ecologica, che vede il settore agricolo in prima linea e grande protagonista a beneficio dell’intera collettività.

“Inoltre – conclude Fini – serve dare alle aziende agricole e zootecniche le giuste rassicurazioni sul mantenimento dei Prezzi Minimi Garantiti e sul plafond delle risorse disponibili. Sono certezze indispensabili per la continuità aziendale di centinaia di realtà che, nel corso degli anni, hanno integrato la loro produzione con impianti per la produzione di biogas”.

Burger battle, Salvatore Diodato vince la gara degli hamburger

Burger battle, Salvatore Diodato vince la gara degli hamburger

Roma, 17 feb. (askanews) – Si è chiusa ieri a Rimini nell’ambito di Beer&Food Attraction 2026, la finalissima di Burger Battle Italia, il talent nato nel 2018 che ogni anno incorona il Re dell’hamburger gourmet perfetto e seleziona il volto della manifestazione per l’anno in corso. A conquistare il titolo 2026 è stato Salvatore Diodato, di Unico Smash (Latina). Il burger vincitore, “Bad bacon jam”, era composto da arancia alla base, cheddar, carne di manzo/burger di salmone panato e bacon jam, condito con salsa Teriyaki e accompagnato da patatine Scoops.

Giunta alla sua ottava edizione, Burger Battle racconta il lato più creativo e ricercato di un grande classico dello street food, mettendo al centro ingredienti di qualità, tecnica e personalità degli chef. Il tour 2026 è stato articolato in tre tappe di show cooking live tenutesi a Roma (Fine Food), Venezia (Cattel SpA) e Napoli (fiera Gustus), e i migliori burger chef si sono poi dati battaglia “all’ultimo morso” nella giornata conclusiva di Rimini .

Protagonisti della finale 2026 sono stati sei concorrenti provenienti da tutta Italia: Salvatore Diodato (Unico Smash, Latina), Antonio Contino (Hungry Dogs di Dafa Marjola, Ravenna), Tiziana Coroni (Nino’s Pub, Mandela – Roma), Stefano Gauzzi (Pulp s.r.l.s., Roma), Tatiana Maccacaro (Il Burgerino – Tredese, Verona) e Marco Agrusta (Symposium Cafe srls, Crispiano – Taranto).

Al termine degli assaggi, la giuria ha selezionato i tre finalisti che si sono giocati il titolo nella prova conclusiva “Out of the box”: Tatiana Maccacaro, Salvatore Diodato e Stefano Gauzzi. Nella finalissima, ai tre concorrenti è stato chiesto di ideare un panino sul momento partendo da una combinazione obbligata: un ingrediente personale portato con sé e tre ingredienti scelti dalla mystery box, tra amarene sciroppate, parmigiano, timo fresco, mistrà, marsala secco, arance, mele Granny Smith e cioccolato di Modica. La ricetta doveva essere eseguibile sia con burger di carne sia con burger di salmone, senza variazioni negli altri ingredienti. Per tutto il 2026, Salvatore Diodato sarà Burger Battle Ambassador e rappresenterà il volto della manifestazione.