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Pomodoro, Squeri (Steriltom): bene interrogazione su export Egitto

Pomodoro, Squeri (Steriltom): bene interrogazione su export Egitto

Roma, 18 feb. (askanews) – “Siamo felici di apprendere dell’intervento del presidente della Commissione Agricoltura della Camera, Mirco Carloni a difesa di una produzione base del Made in Italy come quella del pomodoro da industria”. Lo dichiara Alessandro Squeri, direttore generale di Steriltom, azienda leader in Ue nella produzione di polpa di pomodoro per i canali professionali, Food Service ed Industria in merito all’interrogazione al Governo presentata dall’On. Mirco Carloni sui rischi legati alle importazioni di derivati di pomodoro dall’Egitto.

“Purtroppo ci sono paesi dove la sicurezza alimentare non viene presidiata come in Italia e il rischio di residui di pesticidi dannosi per l’uomo è concreto come dimostrano i frequenti e recenti alert europei nel caso dell’Egitto: 14 nell’ultimo mese, quasi uno ogni due giorni. È tanto se consideriamo che solo una minima parte della merce importata viene controllata”, aggiunge.

“Si è tanto parlato dell’import di pomodoro cinese ma il caso dell’Egitto probabilmente è ancora più pericoloso per i consumatori” – prosegue Squeri. “Parliamo infatti di un sistema agricolo che fa abbondante uso di pesticidi vietati in Europa e dove spesso anche i prodotti vietati dalle leggi locali sono comunque utilizzati grazie a una carenza sistemica di controlli. Il caso dell’Egitto poi è ancora più grave in quando l’agricoltura è spesso connessa a sistemi di sfruttamento del lavoro minorile e condizioni di lavoro inumane, come documentato dall’ Organizzazione Internazionale del Lavoro. Si parla di oltre 2,7 milioni di minori tra i 6 e i 17 anni che vengono fatti lavorare nei campi”, continua.

“Sicuramente servono più controlli sui derivati di pomodoro importati in Italia e in Europa e soprattutto, come ha già richiesto Luigi Scordamaglia di Filiera Italia, serve responsabilità da parte di tutta la filiera alimentare, e in particolare da parte dei grandi gruppi della distribuzione, per evitare l’importazione di derivati di pomodoro potenzialmente dannosi per la salute dei consumatori e realizzati da filiere poco etiche”, conclude Squeri.

Istituto Espresso italiano lancia indagine sul Bar ideale

Istituto Espresso italiano lancia indagine sul Bar ideale

Roma, 18 feb. (askanews) – È tutto pronto per la giornata di IEI Connect, l’evento dedicato alle novità del mondo del caffè italiano in programma il 25 febbraio a Milano presso Excelsior Hotel Gallia. Nell’occasione l’Istituto Espresso Italiano (IEI) offrirà momento di confronto e ispirazione sul tema dell’ospitalità e in particolare del bar ideale. Temi trattati da un pool di relatori d’eccezione tra cui Lino Stoppani e Iginio Massari. “Esistono in Italia moltissimi locali che lavorano in qualità e che offrono ai propri clienti un’esperienza gratificante – afferma il presidente di IEI, Alessandro Borea – Bar dove si può gustare un espresso di alta qualità, servito da baristi preparati e attenti, capaci di offrire un’esperienza che valorizza la tradizione italiana: noi abbiamo studiato proprio i bar ideali”.

Dopo i saluti iniziali di Alessandro Borea, aprirà la sessione di interventi Lino Stoppani, presidente Fipe – Federazione Italiana Pubblici, che parlerà dei pubblici esercizi italiani, come strumento di identità e portatori di valori economici, sociali, culturali, subito seguito da Iginio Massari, presidente Apei – Ambasciatori Pasticceri dell’Eccellenza Italiana, che parlerà della colazione all’italiana come di un viaggio narrativo. Si passerà poi alle ricerche scientifiche.

Furio Camillo, responsabile scientifico di Sylla e professore di Statistica Aziendale presso l’Università di Bologna, presenterà la ricerca di mercato esclusiva per IEI “Il bar ideale”, focalizzata su come gli italiani e i baristi stessi vivono l’esperienza al bar e cosa si aspettano dai locali che frequentano o gestiscono tutti i giorni. Subito dopo Carlo Odello, CEO IEI, e Gian Paolo Braceschi, direttore generale IEI, che presenteranno il nuovo metodo oggettivo per la valutazione dell’esperienza al bar e lo faranno attraverso un’altra ricerca recentissima che ha proprio visto l’applicazione del metodo sul mercato italiano.

Nel pomeriggio spazio alle aziende IEI in un talk dedicato alla loro visione di ospitalità perfetta e di bar ideale al quale prenderanno parte tra le altre La Genovese, La San Marco, Essse Caffè e Mokador. “In questo contesto, il nostro impegno è duplice: da una parte, aiutare e portare a esempio quei locali che fanno scuola per professionalità, dall’altra, sostenere la crescita delle caffetterie di qualità – commenta Alessandro Borea – Queste con passione e cura contribuiscono a far conoscere e apprezzare l’espresso italiano nel mondo. Sono questi locali il vero motore del settore, e meritano di essere valorizzati”.

11 ass. Ambientaliste: fermare deregolamentazione pesticidi in Ue

11 ass. Ambientaliste: fermare deregolamentazione pesticidi in Ue

Roma, 18 feb. (askanews) – Undici associazioni ambientaliste nazionali (ACU – Associazione Consumatori e Utenti, AIDA – Associazione Italiana di Agroecologia, Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, Federazione Nazionale Pro Natura, Greenpeace, ISDE-Italia Medici per l’Ambiente, Lipu, Rete Semi Rurali, Terra!, UPBio – Unione Produttori Biologico, WWF Italia) hanno inviato una lettera ai ministri dell’Agricoltura, della Salute e dell’Ambiente per esprimere la loro preoccupazione per la proposta di regolamento “Omnibus” sulla sicurezza di alimenti e mangimi presentata dalla Commissione Europea.

Le 11 Associazioni denunciano come la proposta, presentata con il pretesto della semplificazione normativa, rappresenti in realtà un pericoloso arretramento per la protezione della salute pubblica e dell’ambiente, in continuità, anche se in modo non trasparente, con una deriva normativa inaccettabile.

Il provvedimento, spiegano, “rischia di smantellare un impianto normativo costruito in decenni di legislazione europea per garantire la sicurezza dei cittadini e la salvaguardia dell’ambiente. Un percorso lungo e complesso, motivato dalla crescente consapevolezza dei danni causati dall’uso indiscriminato dei prodotti chimici di sintesi in agricoltura e sostenuto dalle numerose mobilitazioni della società civile, che ha portato all’adozione di criteri rigorosi per valutare la pericolosità dei principi attivi dei prodotti fitosanitari prima della loro immissione sul mercato”.

“Questa proposta non semplifica, ma deregolamenta – spiegano le 11 Associazioni firmatarie- È un cavallo di Troia dell’industria chimica che, spacciandosi per un provvedimento a favore degli agricoltori, in realtà tradisce le aspettative dei cittadini europei che chiedono più ambiente e più salute”. “Chiediamo con forza al Governo italiano di opporsi e respingere integralmente questo provvedimento in tutte le sedi europee, difendendo l’integrità della legislazione UE e il principio di precauzione”.

La mobilitazione delle Associazioni italiane si inserisce nel solco delle preoccupazioni già espresse a livello europeo da 139 organizzazioni in una lettera inviata nell’ottobre 2025 alla Presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, a dimostrazione di un fronte ampio e coeso contro questo tentativo di indebolire le garanzie per la tutela dell’ambiente e la salute delle persone.

Italgrob: bene interrogazione su pomodoro, serve reciprocità

Italgrob: bene interrogazione su pomodoro, serve reciprocità

Roma, 18 feb. (askanews) – Italgrob, la Federazione Italiana dei Distributori Ho.Re.Ca, in una nota esprime “pieno sostegno” all’iniziativa dell’onorevole Mirco Carloni e alla sua interrogazione parlamentare volta a tutelare la filiera italiana del pomodoro da industria. “Le notizie relative al forte incremento delle esportazioni di derivati del pomodoro verso l’Europa, evidenziato anche dai dati Eurostat, e alle differenze nei criteri produttivi e nei controlli fitosanitari, destano seria preoccupazione”, sottolinea Italgrob che puntualizza: “il principio che deve guidare i mercati internazionali è quello della reciprocità delle regole: non può esistere concorrenza leale se ai produttori italiani ed europei vengono imposti standard elevatissimi in materia di sicurezza alimentare, sostenibilità ambientale e tutela del lavoro, mentre ai competitor extra-UE è consentito operare con parametri differenti”.

“Per questo – spiega Antonio Portaccio, presidente di Italgrob, – riteniamo fondamentale l’azione del Governo e confidiamo nell’attenzione dei Ministri Francesco Lollobrigida e Orazio Schillaci affinché vengano rafforzati i controlli sanitari e qualitativi sulle importazioni, garantita la massima trasparenza sull’origine delle materie prime e attivate tutte le misure necessarie a difendere imprese, lavoratori e consumatori. Difendere la filiera del pomodoro italiano significa difendere un modello produttivo che unisce qualità, legalità e sicurezza alimentare”.

“Il sistema Ho.Re.Ca. – conclude Portaccio – continuerà a sostenere convintamente le aziende nazionali, promuovendo prodotti certificati, tracciabili e conformi agli standard europei, e valorizzando il lavoro delle migliaia di imprese agricole e industriali che rendono grande l’agroalimentare italiano nel mondo”.

Al Crea il 20 febbraio il focus annuale sul mondo degli agrumi

Al Crea il 20 febbraio il focus annuale sul mondo degli agrumi

Roma, 18 feb. (askanews) – Il Crea, attraverso il Centro di Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura, organizza anche quest’anno il 20 febbraio il Citrus Day, l’appuntamento annuale che raccoglie ricercatori, operatori del settore e stakeholder per fare il punto sul mondo degli agrumi. L’iniziativa offre l’occasione di conoscere le sfide e le opportunità della filiera agrumicola, promuovendo innovazione, qualità e sostenibilità. La mattinata si aprirà con la visita guidata alla Mostra pomologica, durante la quale i ricercatori del Crea accompagneranno i partecipanti alla scoperta dell’ampia collezione di agrumi conservata presso le aziende sperimentali del Centro: una delle più ricche del Mediterraneo, comprensiva di varietà antiche, recuperate e custodite, e di nuove, brevettate e in corso di brevettazione.

Seguirà il convegno “Citrus young: la parola ai giovani”, dedicato alle attività di ricerca che il Crea sta sviluppando e al confronto con giovani ricercatori, imprenditori e professionisti del settore, protagonisti dell’innovazione del comparto agrumicolo. La mattinata si chiuderà con la tavola rotonda: “Comparto agrumi: strategie per il rilancio”, in cui esponenti delle Istituzioni e delle imprese, giovani agronomi e professionisti del settore, avanzeranno concrete proposte concrete e originali per rafforzare la competitività e la sostenibilità della filiera agrumicola.

Interverranno: Maria Chiara Zaganelli, direttore generale Crea , Enzo Perri, direttore Crea Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura, Roberto Barbagallo, sindaco di Acireale, Aurora Ursino, presidente Ordine degli Agronomi di Catania, Simona Fabroni, consigliere Ordine dei Tecnologi Alimentari di Sicilia e Sardegna, Stefano La Malfa, presidente Sezione Frutticoltura della Soi, la Società di Ortoflorofrutticoltura Italiana, Dario Cartabellotta, dirigente generale Dipartimento delle Attività Produttive Regione Siciliana, Luca Sammartino, assessore per l’Agricoltura, lo Sviluppo Rurale e la Pesca Mediterranea della Regione Siciliana.

Pomodoro, interrogazione per tutelare filiera italiana produzione

Pomodoro, interrogazione per tutelare filiera italiana produzione

Roma, 18 feb. (askanews) – Una interrogazione ai ministri Lollobrigida e Schillaci per conoscere quali iniziative vuole attuare il Governo per tutelare la filiera italiana di produzione del pomodoro, per arginare la concorrenza sleale e per gestire il rischio derivante da eventuali effetti nocivi per la salute pubblica. Oltre a sapere se controlli di carattere sanitario sulle importazioni di pomodoro provenienti dall’Egitto sono stati già adottati. A depositare oggi l’interrogazione è stato Mirco Carloni, presidente della Commissione Agricoltura della Camera.

“La filiera del pomodoro da industria italiano, fra i simboli del nostro Made in Italy, con 4 miliardi di euro di fatturato (di cui 3 mld di export), 10.000 occupati fissi più 25.000 stagionali e 7.000 aziende agricole rischia di essere vittima di pratiche commerciali sleali da parte di un nuovo competitor ostile: l’Egitto”, spiega Carloni sottolineando che “molte realtà industriali segnalano che le esportazioni di derivati di pomodoro dall’Egitto verso l’Europa sono in forte crescita: +88% solo negli ultimi 6 mesi del 2025 secondo Eurostat”.

A questo si somma la messa a coltura di oltre un milione di ettari sul delta del Nilo (Project New Delta) destinato principalmente all’export sul mercato europeo e il ricorso a linee di produzione e di coltivazione lontane degli standard europei. “In più il ricorso massiccio di fitofarmaci vietati in Europa, come il Macozeb e il Chlorpyrifos, di cui spesso si trovano residui sui prodotti finiti, lo sfruttamento del lavoro minorile, il caporalato e l’utilizzo di lavoratori a basso costo, completano un quadro di massima allerta per l’Italia e per i comparti industriali”, conclude Carloini sottilineando i rischi che posso provenire “da coltivazioni e colture che non rispettano i nostri stessi standard alimentari e regolatori”.

Coldiretti: piante e fiori made in Italy, export a oltre 1,3 mln

Coldiretti: piante e fiori made in Italy, export a oltre 1,3 mln

Roma, 18 feb. (askanews) – Le vendite all’estero di piante e fiori italiani hanno superato nel 2025 la cifra record di 1,3 miliardi di euro, un risultato storico che deve rafforzare l’impegno a rimuovere le troppe barriere fitosanitarie, spesso immotivate, che impediscono al florovivaismo nazionale l’accesso a troppi mercati. E’ uno degli spunti emersi dall’incontro di apertura di Myplant&Garden, promosso da Coldiretti e Assofloro in occasione dell’inaugurazione della più importante fiera del settore a Milano Rho. Presenti, tra gli altri, Luigi Scordamaglia (AD Filiera Italia), Nada Forbici (presidente Assofloro), Gianfranco Comincioli (presidente Coldiretti Lombardia).

Nonostante il lavoro portato avanti dalle aziende italiane sul fronte della sostenibilità, le vendite all’estero sono infatti ostacolate da divieti per motivi fitosanitari che nascondono spesso vere e proprie spinte protezionistiche. Sono molti, infatti, i dossier ancora da risolvere per il florovivaismo nazionale. Si va dai problemi con il terriccio naturale nei Paesi islamici, al divieto di ingresso in Turchia, Nord Africa e in Paesi del Medio Oriente con la scusa del punteruolo rosso e della xylella, nonostante le certificazioni che attestano la totale salute delle piante, fino alle altre barriere con gli Usa e la Gran Bretagna, dove non possono entrare alberelli di agrumi se non ornamentali.

Ulteriori problemi, ricorda Coldiretti, stanno venendo dalla logistica, dove le principali società di navigazione scelgono la circumnavigazione dell’Africa, nonostante i problemi a Suez siano risolti, con tempi di navigazione insostenibili per le produzioni florovivaistiche nazionali. Allo stesso tempo, per la confederazione agricola va rafforzata la difesa del prodotto europeo con controlli più rigorosi sull’introduzione di materiale da Paesi Terzi, che non rispettano il principio di reciprocità. L’altra emergenza da affrontare è il fatto che i costi crescenti di materie prime ed energia hanno eroso le entrate dei produttori. Per Coldiretti occorre inoltre contrastare l’applicazione della normativa europea sul packaging che sulla base delle linee guida interpretative sul Regolamento (Ue) n. 2025/40 equipara i vasi agli imballaggi.

Ma il messaggio che arriva da Myplant&Garden è anche quello di andare al di là del ruolo puramente ornamentale del florovivaismo, allargando gli orizzonti rispetto ai benefici sulla salute: un esempio è rappresentato dalle ricerche sul ruolo delle piante da interno per abbattere l’inquinamento, dalle scuole agli ospedali fino agli uffici. Nello stand Coldiretti è stata realizzata una vera e propria “aula della salute”. Uno studio promosso da Coldiretti e Istituto di Bioeconomia del Consiglio Nazionale delle Ricerche ha dimostrato come l’introduzione nelle scuole di alcune specifiche varietà di piante come Sansevieria, la Chamadorea, Yucca, Ficus e la Schefflera fa crollare di 1/5 le concentrazioni di CO2, mentre sono scese del 15% quelle di polveri sottili pm2,5. Ma ci sono anche numerosi studi che evidenziano il ruolo attivo del verde urbano nella mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici.

Ok in Milleproroghe a emendamento che velocizza contratti filiera

Ok in Milleproroghe a emendamento che velocizza contratti filiera

Roma, 18 feb. (askanews) – Via libera definitivo all’emendamento al Decreto Milleproroghe che consente di velocizzare l’approvazione dei contratti di filiera e di distretto e di prorogare fino al 31 dicembre 2026 le semplificazioni amministrative per l’erogazione dei contributi pubblici. La norma, promossa dalla senatrice Maria Nocco e firmata da Giovanni Maiorano, parlamentari di Fratelli d’Italia, interviene su un nodo cruciale: evitare che un singolo adempimento formale possa bloccare interi progetti che coinvolgono decine di imprese e milioni di euro di investimenti.

I contratti di filiera rappresentano infatti uno degli strumenti più importanti per lo sviluppo dell’agroalimentare italiano: su questa misura il Governo Meloni ha stanziato complessivamente 4,3 miliardi di euro, destinati a sostenere investimenti strategici, innovazione e aggregazione tra imprese lungo tutta la catena produttiva.

In concreto, almeno fino a fine anno, il Masaf potrà sottoscrivere i contratti di filiera e di distretto rinviando alcuni adempimenti, come le verifiche su DURC e certificazioni antimafia, al momento dell’erogazione effettiva dei finanziamenti, anziché alla fase di approvazione del contratto. Le verifiche restano obbligatorie, ma vengono collocate nel momento in cui si erogano realmente le risorse pubbliche.

“Con questo intervento – spiega Nocco – eliminiamo un ingorgo burocratico che negli ultimi anni ha rallentato o bloccato investimenti strategici per l’agroalimentare italiano. Non è accettabile che un’intera filiera resti ferma perché una sola impresa deve regolarizzare un certificato, magari per una semplice irregolarità formale. Le verifiche antimafia e contributive restano e sono sacrosante, ma devono essere effettuate nel momento corretto: quando si erogano i soldi pubblici, non prima. Così tuteliamo la legalità senza paralizzare lo sviluppo”.

La norma consente infatti di evitare che un’irregolarità temporanea, spesso sanabile in tempi brevi. impedisca la presa di efficacia del contratto, bloccando di fatto tutte le altre aziende coinvolte e impedendo loro di accedere agli stati di avanzamento lavori (SAL) e ai finanziamenti collegati.

“Questa norma – spiega Maiorano – non riduce i controlli, ma li rende più razionali ed efficaci. È una misura di buon senso che accelera gli investimenti senza mettere a rischio un euro di denaro pubblico”. L’emendamento proroga inoltre al 31 dicembre 2026 la possibilità per le pubbliche amministrazioni di rinviare l’esecuzione di determinati adempimenti alla fase del saldo finale dei contributi, contribuendo a snellire ulteriormente le procedure.

Barilla porta la pasta Al bronzo nei ristoranti con formati per gli chef

Barilla porta la pasta Al bronzo nei ristoranti con formati per gli chef

Milano, 17 feb. (askanews) – Una pasta con un posizionamento “premium” nata per la grande distribuzione che ora entra nelle cucine professionali. Barilla lancia Al Bronzo for professionals, la linea di pasta trafilata al bronzo in formati e confezioni specificamente progettati per il mercato della ristorazione. La vetrina per il lancio è stata il Beer&Food Attraction di Rimini dove l’azienda di Parma ha presentato la nuova linea riconosciuta anche dalla Federazione italiana cuochi.

E’ del 2022 l’arrivo sugli scaffali dei supermercati della pasta trafilata al bronzo Barilla, nel riconoscibile pack rosso di fianco alla tradizionale blue box. Ora a distanza di quattro anni – e una rivisitazione della confezione nel mezzo – il lancio per il foodservice. “Il prodotto ha avuto talmente tanto successo nel pubblico – spiega Marco Gandolfi, associate director Barilla for Professional Food Service – che alcuni chef si sono accorti che era un prodotto perfetto per la loro cucina e quindi hanno cominciato a chiederci: ‘Quand’è che fate un prodotto adatto anche alle esigenze della ristorazione professionale?’”.

Per Al Bronzo for professionals, l’impasto viene estruso attraverso trafile in bronzo micro-incise brevettate, creando una superficie intensamente ruvida che permette al sugo di aderire perfettamente. La linea è stata pensata in formati specifici per il settore, a seconda dei quali sono previste confezioni da un chilo o da tre chili. Nel primo caso ci sono specialità gastronomiche come fusilloni, spaghettoni, spaghetti quadrati e paccheri, mentre le confezioni più grandi sono riservate ai formati di pasta di grande consumo come spaghetti e penne rigate.

Il lancio di Barilla Al Bronzo for Professionals è previsto per marzo, ma il progetto guarda già oltre i confini nazionali. “Lo lanciamo innanzitutto a questa fiera Beer&Food Attraction di Rimini per il mercato Italia – precisa Gandolfi – ma da marzo sarà in vendita non solo in Italia, ma anche in altri Paesi d’Europa e poi da quest’estate addirittura negli Stati Uniti”.

A Beer e Food Attraction +7% visitatori, torna 21 febbraio 2027

A Beer e Food Attraction +7% visitatori, torna 21 febbraio 2027

Roma, 17 feb. (askanews) – Beer and Food Attraction di Italian Exhibition Group chiude oggi in fiera a Rimini l’undicesima edizione con un +7% di visitatori professionali e 145 buyer provenienti da 45 Paesi, che superano le attese iniziali. Determinante la strategica collaborazione con ICE Agenzia, che ha rafforzato il programma di incoming e gli incontri tra aziende e operatori esteri, ampliando le opportunità di business.

A trainare l’edizione 2026, con oltre 600 espositori da 16 Paesi, distribuiti su 14 padiglioni, è stata anche la spinta verso il settore Mixology, con un’area espositiva ampliata del 39%. Strategico anche il ruolo del food, che rappresenta circa il 20% dell’offerta espositiva, come complemento all’universo beverage, con le migliori proposte per il canale casual dining e per l’aperitivo, momento di consumo sul quale si concentrano sempre maggiori attenzioni.

Il settore birrario, pietra miliare della fiera, ha visto accanto ai grandi marchi la presenza di una componente craft solida e attrattiva proprio nell’anno in cui ricorre l’anniversario dei trent’anni dalla nascita del movimento della birra artigianale italiana. Un percorso iniziato nel 1996 e oggi arrivato a una piena maturità, celebrato a Rimini con la XXI edizione del Premio Birra dell’Anno di Unionbirrai. A conquistare il titolo di Birrificio dell’Anno 2026 la Birra dell’Eremo di Assisi, scelto tra i 212 birrifici in gara (con 1.746 birre valutate in 46 categorie) da una giuria internazionale composta da 73 esperti.

Centrale in fiera è stato l’anello dei distributori, tra i visitatori più presenti grazie al Congresso dell’Horeca di Italgrob all’interno dell’International Horeca Meeting. Al centro il ruolo strategico della distribuzione nel sistema dei consumi fuori casa. I numeri parlano di un comparto di oltre 100 miliardi di euro di fatturato, 382mila punti di consumo tra bar, ristoranti, pizzerie e hotel e circa un milione e mezzo di occupati, con una presenza femminile che supera il 55%.

Il Lorenzo Cagnoni Award 2026, promosso da ANGI-Associazione Giovani Innovatori e Agenzia ICE, che premia le idee più dinamiche del settore di aziende e start-up ha assegnato il primo posto a Crave Srl (Trieste) con una piattaforma digitale capace di leggere i dati in tempo reale per aiutare locali e fornitori a ottimizzare ordini e ridurre sprechi. Sostenibilità nel beverage e soluzioni digitali che semplificano pagamenti e fidelizzazione, protagoniste anche per le altre start-up finaliste.