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Per Zampone e cotechino di Modena Igp diverse prospettive sviluppo

Per Zampone e cotechino di Modena Igp diverse prospettive sviluppo

Roma, 19 feb. (askanews) – Zampone e Cotechino di Modena Igp, che vantano cinquecento anni di storia alle loro spalle, devono imboccare due diverse prospettive di sviluppo per continuare ad affermare. E’ quanto emerso dalla giornata di formazione tenuta dal Consorzio a “Villa La Personala” a San Giacomo Roncole Mirandola lo scorso 12 febbraio, realizzata con il contributo del Masaf, in base alla ricerca sui consumi e sui consumatori di Zampone e Cotechino Modena, redatta dalla società Eumetra dal titolo “Shopper precotti: analisi integrata quali-quantitativa sui consumatori”. Secondo l’analisi i due prodotti sono percepiti in modo molto diverso, anche in termini di target di riferimento.

In pratica, lo Zampone Modena IGP resta un prodotto saldamente legato ai riti delle feste natalizie e in questo, maggiormente apprezzato da un target più maturo. A sua volta, invece, il Cotechino Modena IGP, già a partire dalle valutazioni fatte dagli chef, viene percepito come più leggero, meno grasso e più versatile nell’utilizzo in cucina,

Da qui derivano due differenze identitarie ben marcate, e questa scelta diversificante si è rivelata premiante anche nella valutazione del gradimento dei due spot della campagna radio andata in onda dal 1 al 28 dicembre. A riprova che la sfida del nuovo posizionamento del Cotechino Modena IGP sia non solo auspicabile ma fattibile, al termine della presentazione delle ricerche, si è svolto uno show-cooking esclusivo tenuto da due chef stellati: Igles Corelli e Luca Marchini.

“Questo evento formativo organizzato dal Consorzio con il contributo del Masaf per noi estremamente importante, perchè ci consente di mettere a fuoco le sfide che attendono i nostri due prodotti a denominazione di origine, lo Zampone e il Cotechino Modena IGP in un contesto economico, sociale e di consumo in continua evoluzione – ha detto Paolo Ferrari, presidente del Consorzio Zampone e Cotechino Modena IGP che prosegue – Una prima lezione che traiamo dalla giornata odierna è che il ruolo del Consorzio non è solo quello di proteggere l’autenticità del prodotto, garantendo il rispetto del disciplinare e dei controlli, ma anche, e in misura sempre maggiore, quello di accompagnare le aziende e i consumatori verso nuove modalità di consumo, promuovendo innovazione, sostenibilità e apertura a mercati diversi”.

La filiera della carne bovina fa punto sul comparto il 10 giugno

La filiera della carne bovina fa punto sul comparto il 10 giugno

Roma, 19 feb. (askanews) – L’intera filiera della carne bovina si dà appuntamento a Villafranca di Verona il 10 giugno 2026 per i lavori della prima edizione della Giornata della Carne Bovina, organizzata da Expo Consulting. “Dopo il grande successo che nel corso degli anni stiamo raccogliendo con l’organizzazione della Giornata della Suinicoltura – spiega Elisabetta Zagnoli, amministratore delegato di Expo Consulting – abbiamo deciso di portare il nostro format anche nel comparto della carne bovina, un settore altrettanto importante dell’agroalimentare italiano che nel segmento della produzione, da oltre un anno, ha significativamente aumentato i guadagni, sostenuti da un’offerta ridotta e da una domanda al contrario in crescita”.

Guadagni che non interessano tutti gli attori della filiera allo stesso modo. I macellatori infatti sono costretti a fare i conti con margini compressi a causa dei costi di acquisto elevati, mentre i trasformatori, potendo differenziare la loro offerta tra prodotti premium e commodity, hanno la possibilità di garantirsi margini di guadagno più apprezzabili. Secondo le indagini più recenti, il cliente che acquista un prodotto di carne bovina classificata premium è un cliente fidelizzato che compra sempre qualità, origine, marca, narrazione. Si orienta verso tagli di carne gourmet e lavorazioni speciali, certificate, ottenute da razze pregiate e magari contraddistinte dalle linee di benessere animale. Diverso il discorso per i prezzi di quei prodotti di carne bovina standardizzati definiti commodity, che attualmente non garantiscono margini di guadagno apprezzabili.

“Nella realizzazione del programma della Giornata della Carne Bovina – prosegue Zagnoli – abbiamo voluto creare un filo conduttore che dalla produzione arriva fino alla tavola del consumatore con l’obiettivo di rispondere anche alle sue richieste etiche oltre che di salubrità. Per questo abbiamo coinvolto i maggiori e riconosciuti esperti che a vario titolo interverranno per dar vita, al termine della Giornata, a un confronto/dibattito con la platea finalizzato a intercettare le soluzioni più efficaci per promuovere la valorizzazione della carne bovina italiana. Non possiamo certo dimenticare che il nostro Paese non arriva nemmeno al 40% del fabbisogno nazionale. È dunque necessario trovare le migliori strategie per aumentare questa percentuale”.

Nestlé, nel 2024 fatturato -2% a 89,5 mld franchi, utile -17%

Nestlé, nel 2024 fatturato -2% a 89,5 mld franchi, utile -17%

Roma, 19 feb. (askanews) – Il gruppo Nestlé ha chiuso il 2025 con un fatturato totale in calo del 2% a 89,5 miliardi di franchi, mentre l’utile netto è calato del 17% a 9 miliardi.

Secondo l’amministratore delegato Philipp Navratil, i dati “riflettono le azioni mirate intraprese in un contesto esterno difficile. La crescita interna è stata positiva su tutte le zone e a livello globale. Stiamo accelerando la nostra strategia e rafforzando l’innovazione e l’integrazione di mercato. Sono fiducioso – ha aggiunto in una nota – che riusciremo a assicurare un consistente miglioramento nel corso del 2026 e oltre”.

Per quest’anno il gigante alimentare pronostica una crescita organica tra il 5% e il 6%. (fonte immagine: Nestlé)

Statti (Confagri): cruciale salvaguardia patrimonio zootecnico

Statti (Confagri): cruciale salvaguardia patrimonio zootecnico

Roma, 18 feb. (askanews) – “La salvaguardia del patrimonio zootecnico è fondamentale per garantire la sovranità alimentare del nostro Paese”: lo ha detto Alberto Statti, componente di Giunta Confagricoltura, alla conferenza “One Health e zootecnia”, in corso a Palazzo della Valle a Roma. Nel corso dell’incontro è stato fatto un focus sui numeri del comparto: nel 2025 il patrimonio zootecnico italiano conta 2,3 milioni di capi tra bovini e bufalini da latte, 2,1 milioni di bovini da carne e 7,8 milioni di suini e 6 milioni di ovicaprini. A questi si aggiungono 650 milioni di capi avicoli all’anno. Il numero di allevamenti zootecnici ha registrato una contrazione per la quasi totalità delle specie tranne il comparto avicolo, in crescita del 31% negli ultimi 10 anni. In calo le aziende di bovini da latte (-16%), della linea vacca – vitello da carne (-12%), di suini (-31%) e degli ovicaprini (- 41%).

“Abbiamo assistito a forti difficoltà negli ultimi anni per le aziende zootecniche – ha detto Statti – non solo legate agli effetti di una forte volatilità del mercato, ma anche dal punto di vista della protezione della mandria italiana sempre più minacciata dai cambiamenti climatici che stanno condizionando la diffusione delle malattie”. Dalla Dermatite Nodulare Contagiosa alla Peste Suina African fino alla Influenza Aviaria negli allevamenti avicoli. “E’ evidente – ha quindi sottolineato Statti – la necessità di una più stringente sinergia tra allevatori e veterinari per implementare i sistemi di biosicurezza, di controllo dello stato di salute degli animali a partire dalle materie prime per l’alimentazione, ai piani vaccinali, alle tecniche di allevamento”.

Una sinergia che dovrà “implementare un sistema di epidemiosorveglianza sul territorio nazionale che possa permettere di individuare il più tempestivamente possibile eventuali situazioni critiche che si dovessero presentare. L’individuazione tempestiva dell’insorgenza delle malattie è cruciale per permettere la salvaguardia della mandria nazionale e delle capacità produttive del nostro Paese”. Per Statti “la gestione delle malattie animali è oggi elemento chiave ed essenziale per riuscire a migliorare l’autoapprovvigionamento che oggi vede il latte bovino all’81%, la carne bovina al 39%, la carne suina al 63%. Le uniche autosufficienze sono la carne avicola al 107% e le uova al 99%, ma in calo per le perdite causate dall’ultima ondata di aviaria”.

Confagricoltura ha quindi suggerito un piano di azione per rendere più autosufficienti i comparti più critici. “Ben vengano gli investimenti previsti dal ColtivaItalia che per il settore mette a disposizione – ricorda Statti – quasi 300 milioni con azioni sulla linea vacca-vitello e sul dairy beef, ma che non potrà portare agli effetti sperati se non sarà accompagnata ad una corretta gestione della mandria per garantire la fertilità degli animali e stato di salute e di protezione dalle malattie”. Positivo anche il sostegno creditizio per le imprese colpite da epizoozie con la sospensione per 12 mesi del pagamento della parte capitale della rata dei mutui e degli altri finanziamenti a rimborso rateale, in scadenza nel 2026. Provvedimento favorevole, ma che Confagricoltura ritiene “debba essere più strutturato con un provvedimento che preveda l’istituzione di un Fondo Nazionale per le Emergenze Zootecniche”.

Op Patto pomodoro Piemonte: tutela filiera non negoziabile

Op Patto pomodoro Piemonte: tutela filiera non negoziabile

Roma, 18 feb. (askanews) – “Apprendiamo con favore dell’interrogazione parlamentare presentata da Mirco Carloni sul pericolo rappresentato dall’importazione di derivati del pomodoro dall’Egitto e, più in generale, da Paesi che non rispettano gli elevati standard produttivi, ambientali e sociali applicati in Italia. Per noi agricoltori la sicurezza del consumatore, insieme alla sostenibilità delle pratiche in campo, è un valore fondamentale. Si tratta di scelte responsabili che comportano impegno, sacrifici e costi rilevanti, ma che qualificano il nostro modello agricolo e ne garantiscono l’affidabilità nel tempo”. Così Giovanni De Marco, presidente di OP Patto Pomodoro Piemonte, in merito all’interrogazione parlamentare presentata da Mirco Carloni, presidente della XIII Commissione (Agricoltura) della Camera dei deputati, sul tema della tutela della filiera del pomodoro.

“Riteniamo necessaria – aggiunge – da parte delle istituzioni italiane ed europee, una maggiore attenzione e una tutela più incisiva delle filiere sane e trasparenti. L’import a basso costo da questi Paesi non rappresenta soltanto una forma di concorrenza sleale nei confronti del sistema agricolo nazionale, ma pone anche un serio problema etico legato al rispetto dei diritti umani e alla sicurezza alimentare dei consumatori”.

“Difendere il pomodoro italiano significa difendere un’agricoltura fondata su qualità, legalità e responsabilità sociale: valori che i produttori rispettano ogni giorno sul campo”, conclude.

Manifesto Italia-Olanda per rafforzare settore del fiore reciso

Manifesto Italia-Olanda per rafforzare settore del fiore reciso

Roma, 18 feb. (askanews) – Favorire il dialogo diretto tra produttori, condividere esperienze e costruire strategie comuni per rafforzare il settore del fiore reciso europeo nello scenario globale. Con questo obiettivo, nell’ambito di Myplant&garden i produttori florovivaistici italiani di Coldiretti e Assofloro e quelli olandesi hanno promosso un incontro informale dedicato al confronto sulle principali sfide del comparto: commercio internazionale, normative europee, sostenibilità, qualità e prospettive future.

L’iniziativa, promossa da Coldiretti e Filiera Italia, si inserisce nel percorso di collaborazione tra Italia e Paesi Bassi, leader della filiera europea, e accompagna la condivisione di riflessioni su un manifesto comune per la tutela e la competitività della floricoltura continentale. Un primo passo verso la costruzione di aggregazioni di produttori a livello continentale per far sentire ancora più forte la propria voce rispetto alle politiche europee che interessano il settore.

Fondamentale per Coldiretti e Filiera Italia, garantire reciprocità negli standard produttivi negli scambi internazionali, per difendere le imprese europee dalla concorrenza sleale di prodotti provenienti da Paesi terzi che utilizzano sostanze vietate nell’Unione, assicurando al tempo stesso piena trasparenza sull’origine dei prodotti.

Il settore florovivaistico europeo rappresenta un pilastro economico di primo piano, con un valore complessivo di 24,5 miliardi di euro. Oltre un terzo della superficie è destinato alla produzione di fiori e piante ornamentali, mentre negli ultimi dieci anni le esportazioni sono cresciute del 75,3% e le importazioni del 54,6%, con una bilancia commerciale positiva per circa 4,7 miliardi.

Nonostante la crescita in valore, la produzione europea registra una contrazione di volumi e superfici, segnale di una filiera sempre più esposta a pressioni competitive, costi in aumento e vincoli normativi. “Il florovivaismo rappresenta una filiera agricola e industriale strategica con un grande valore economico e un impatto sociale e ambientale ancora maggiore, contribuendo alla biodiversità, al benessere delle persone e alla qualità degli spazi di vita. – ha sottolineato Luigi Scordamaglia, capo Area internazionalizzazione e mercati di Coldiretti e amministratore delegato di Filiera Italia – Un patrimonio del Paese che va sostenuto e difeso dalla concorrenza sleale dei fiori e delle piante provenienti dai Paesi Extra Ue che sono coltivati con l’uso di sostanze vietate in Europa da decenni e senza il rispetto dei diritti dei lavoratori. Affermare il principio di reciprocità delle regole e attuare controlli rigorosi sulle merci in arrivo nei porti è il miglior modo per difendere il lavoro delle nostre imprese. Ma occorre anche rimuovere le troppe barriere fitosanitarie di ostacola il nostro export”.

Team Napoli Federcuochi vince campionati cucina italiana 2026

Team Napoli Federcuochi vince campionati cucina italiana 2026

Roma, 18 feb. (askanews) – Nel decimo anniversario dei Campionati della Cucina Italiana ad aggiudicarsi il posto più ambito sul podio sono stati i cuochi del Team Napoli, conquistando il titolo assoluto nella categoria Cucina Calda a Squadre Senior. La competizione culinaria più important d’Italia, organizzata alla Fiera di Rimini dalla FIC – Federazione Italiana Cuochi, in collaborazione con Italian Exibition Group, all’interno della manifestazione “Beer & Food Attraction”, ha portato in gara oltre 600 cuochi e coinvolto assistenti ed aiuti chef per un totale di circa 2mila professionisti che, con le loro creazioni scenografiche e 100% made in italy, hanno mandato in visibilio il folto pubblico presente.

Al termine della tre giorni di gare, dirigenza FIC schierata sul palco per le premiazioni, con il presidente nazionale Rocco Pozzulo. Ad aggiudicarsi i premi nelle altre categorie sono stati: Cucina Calda Singola Senior, Vincenzo Natale; Pasticceria da ristorazione Senior, Andrea Soledad Lopez; Cucina Vegan Senior, Ala Balabyschkina; Cucina Vegan Junior, Alami Achab; Contest Street Food d’Autore, Team Francia; Contest Mistery Box, Cercel & Hassibi.

“Questo è un anniversario importante – ha detto Pozzulo – che segue il riconoscimento Unesco ottenuto per primi dalla cucina italiana e che ha visto un boom di iscrizioni ai Campionati di Rimini proprio tra i giovani e le donne, un segnale molto positivo sia per il ricambio generazionale nelle nostre cucine, drammaticamente in crisi per la mancanza di personale, sia per l’intero comparto agroalimentare 100% made in Italy, che potrà contare sull’attenzione di professionisti sempre più consapevoli circa qualità e provenienza delle materie prime”.

Pomodoro, Anicav: in II sem 2025 +86% export Egitto verso Ue

Pomodoro, Anicav: in II sem 2025 +86% export Egitto verso Ue

Mlo, 18 feb. (askanews) – L’Anicav, l’associazione che riunisce l’industria conserviera di alimenti vegetali, accoglie con “grande favore” l’interrogazione presentata dal presidente della commissione Agricoltura della Camera, Mirco Carloni, ai ministri dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida e della Salute, Orazio Schillaci, per la tutela della filiera italiana della trasformazione del pomodoro dai rischi connessi al crescente incremento delle importazioni di derivati del pomodoro provenienti dall’Egitto. Solo nell’ultimo semestre del 2025, sottolinea Anicav, le esportazioni dall’Egitto verso il mercato europeo sono aumentate dell’85,77%.

L’Italia è il secondo trasformatore di pomodoro al mondo, dopo gli Usa e prima della Cina, con un fatturato di 5,5 miliardi di Euro, di cui oltre il 50% derivante dall’export. Il nostro Paese è, inoltre, il primo produttore ed esportatore di derivati del pomodoro destinati direttamente al consumatore finale che rappresentano l’emblema della cucina italiana nel mondo. Negli ultimi anni comincia a pesare la concorrenza di Paesi sia europei, ma soprattutto extraeuropei, come l’Egitto, che stanno iniziando a produrre ed esportare le stesse nostre referenze (polpa e passata) a costi significativamente inferiori.

“Sul nostro sistema industriale – dichiara Marco Serafini, presidente di Anicav – grava una forte preoccupazione legata alla penetrazione dei mercati occidentali ed europei da parte di realtà che non possono vantare i profili di qualità, sicurezza alimentare, sostenibilità ambientale ed eticità della produzione italiana, e che immettono sul mercato, soprattutto sotto forma di semilavorati, prodotti a basso costo che determinano fenomeni di concorrenza sleale, con il rischio concreto di compromettere le esportazioni italiane di qualità all’interno dell’UE e di danneggiare occupazione, consumatori, ambiente e stabilità del nostro sistema economico”.

La coltivazione del pomodoro da industria, in Europa ed in Italia, è sottoposta a una serie di regole che limitano l’utilizzo di fitofarmaci e fertilizzanti a garanzia della salute del consumatore e a salvaguardia dell’ambiente. Naturalmente produrre in modo sostenibile, sia dal punto di vista ambientale che etico e sociale, ha un costo e tale costo sta facendo sempre più crescere il divario tra i nostri prodotti e quelli di altri Paesi caratterizzati da bassi costi di produzione e da scarsi standard etico-sociali ed ambientali. “Essendo il pomodoro una commodity, in un contesto sempre più globalizzato la specificità e la qualità che, da sempre, ci ha contraddistinto rispetto ai nostri competitor non è più sufficiente a tutelare i nostri prodotti e la leva del prezzo diventa fondamentale: è indispensabile, quindi, rafforzare la competitività del comparto italiano del pomodoro da industria, intervenendo su una serie di criticità esogene ed endogene che pesano negativamente sulla redditività e sull’efficienza della filiera. – dichiara Giovanni De Angelis, direttore generale di Anicav – Come Anicav abbiamo già sottoposto la questione all’attenzione del Governo, riscontrando particolare sensibilità da parte del ministro Lollobrigida. All’Europa abbiamo chiesto regole chiare alla messa in commercio di derivati del pomodoro a basso costo provenienti da Paesi che producono sotto le soglie minime di sostenibilità ambientale e sociale: è necessario introdurre vincoli di reciprocità delle regole commerciali, tutti devono avere e rispettare le stesse regole”.

Milleproroghe, Coldiretti: ok proroga revisione macchine agricole

Milleproroghe, Coldiretti: ok proroga revisione macchine agricole

Roma, 18 feb. (askanews) – La proroga dei termini per la revisione delle macchine agricole approvata nell’ambito del decreto Milleproroghe interessa di fatto circa 2 milioni di trattori e come più volte auspicato da Coldiretti rappresenta un passo necessario per garantire sicurezza reale nelle campagne e certezza operativa alle imprese. Così la Coldiretti nel sottolineare il valore dell’emendamento approvato nelle Commissioni riunite Affari costituzionali e Bilancio della Camera, presentato a prima firma dal presidente della Commissione Agricoltura Mirco Carloni, che consente di riallineare tempi e strumenti, garantendo coerenza tra gli obiettivi di sicurezza e le condizioni reali in cui operano le imprese.

Per Coldiretti la sicurezza sul lavoro è una priorità assoluta, ma deve essere costruita su basi concrete: investimenti, innovazione tecnologica, rinnovo del parco macchine e regole chiare. Un obiettivo che deve passare sia dagli incentivi per l’ammodernamento e la sostituzione dei mezzi, sia da norme chiare e concretamente applicabili. La proroga della revisione va esattamente in questa direzione, evitando che agricoltori e contoterzisti si trovino esposti a sanzioni e responsabilità pur in assenza del decreto ministeriale attuativo che deve definire modalità e procedure operative per effettuare gli adempimenti.

Ora, sottolinea la confederazione agricola, è indispensabile accompagnare gli investimenti sostenuti anche attraverso il bando Inail, uno strumento fondamentale per sostenere le imprese negli investimenti in macchinari più moderni ed efficienti. La prevenzione non si costruisce con adempimenti impossibili, ma con strumenti efficaci, risorse adeguate e norme realistiche, abbattendo la troppa burocrazia che complica e appesantisce il lavoro degli agricoltori. Solo così è possibile rafforzare davvero la sicurezza nelle campagne e sostenere la competitività delle imprese agricole italiane.

Riparte progetto ROB-IN del Consorzio tutela Roccaverano Dop

Riparte progetto ROB-IN del Consorzio tutela Roccaverano Dop

Roma, 18 feb. (askanews) -Torna il progetto ROB-IN, coordinato dal 2020 dal Consorzio di Tutela del Roccaverano DOP con il sostegno dell’Assessorato all’Agricoltura e cibo della Regione Piemonte, per promuovere lo sviluppo delle filiere corte e dei mercati locali nel territorio compreso tra l’Unione Montana Langa Astigiana Val Bormida” e la “Langa Astigiana tra Monferrato, Appennino Ligure e Alpi”.

Sono 50 le aziende del territorio coinvolte in ROB – IN: un paniere ricco e variegato che spazia dai formaggi DOP ai vini DOC, DOCG e BIO, dal miele BIO alla nocciola IGP, dai salumi e insaccati alle erbe officinali come lo zafferano, dai prodotti cerealicoli all’ortofrutta che comprende anche confetture, cognà e verdure in barattolo.

“Grazie al lavoro svolto negli scorsi anni ROB – IN ha davvero spiccato il volo, confermandosi uno strumento strategico per rafforzare la resilienza del settore agroalimentare locale – Racconta Matteo Marconi, presidente del Consorzio di Tutela del Roccaverano DOP – Non soltanto le aziende partecipanti sono più che raddoppiate, a dimostrazione dell’importanza di fare rete e unire le forze per ottenere risultati collettivi, ma sono sensibilmente aumentate anche le occasioni per fare promozione e valorizzare l’identità territoriale delle nostre eccellenze enogastronomiche e turistiche”.

Tra febbraio e marzo sono già 5 gli appuntamenti in programma. Si comincia venerdì 20 febbraio in occasione del Rural Film Fest di Bistagno (AL) quando sarà offerta una degustazione di prodotti ROB-IN a conclusione della proiezione del cortometraggio “Semi resistenti”. Domenica 22 febbraio uno stand di degustazione promozionale di ROB – IN sarà presente al Carnevale Acquese di Acqui Terme, domenica 1° marzo sarà di scena alla Sagra del Polentone di Ponti mentre la domenica dopo, 8 marzo, alla Fiera Polentonissimo di Monastero Bormida. Venerdì 27 marzo si torna invece alla SOMS di Bistagno per l’ultima serata del Rural Film Fest con una degustazione di prodotti ROB-IN a conclusione della proiezione del cortometraggio “Innesti”.

L’obiettivo è di essere presenti in occasione delle principali manifestazioni enogastronomiche, ma anche culturali e sociali, che si svolgeranno nel corso dell’anno nell’area di Piemonte interessata dal Progetto: occasioni per far degustare, anche in abbinamento, le numerose tipicità e, allo stesso tempo, per raccontare storie di produzioni artigianali, di aziende, di persone e territori che meritano di essere conosciute e apprezzate.