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In Puglia accordo Coldiretti-Asl Foggia su salute stagionali

In Puglia accordo Coldiretti-Asl Foggia su salute stagionaliRoma, 17 lug. (askanews) – Con il via al periodo della grandi raccolte, parte in Puglia l’operazione ‘SOS Salute’ per agricoltori e operai stagionali e occasionali, italiani e stranieri, nel periodo più critico dell’anno a causa del caldo e della siccità che nel 2024 sta attanagliando i campi. A darne notizia è Coldiretti Puglia, in riferimento alla firma della convenzione tra Coldiretti Foggia e ASL Foggia per il servizio di gestione delle visite mediche preventive all’assunzione del lavoratore nel settore agricolo.


La convenzione prevede la sorveglianza sanitaria dei lavoratori occasionali e i lavoratori stagionali impegnati nella stessa azienda per un numero di giornate non superiore alle cinquanta annue e limitatamente a lavorazioni generiche non richiedenti requisiti professionali specifici. L’Azienda Sanitaria Locale di Foggia, a favore dei lavoratori agricoli stagionali e occasionali, effettuerà visite mediche preventive per l’adibizione alla mansione generica. Più specificatamente, la sorveglianza sanitaria riguarda i lavoratori occasionali e i lavoratori stagionali impegnati nella stessa azienda per un numero di giornate non superiore alle cinquanta annue e limitatamente a lavorazioni generiche non richiedenti requisiti professionali specifici. “È necessario investire sul futuro competitivo delle imprese agricole – ha detto Mario De Matteo, presidente di Coldiretti Foggia – percorrendo insieme ai lavoratori l’unica strada possibile della crescita, tenendo conto dello scenario europeo. Occorre rafforzare la catena della legalità in agricoltura, minacciata e indebolita dalle distorsioni lungo la filiera, dalla distribuzione all’industria fino alle campagne, dove i prodotti agricoli sono pagati sottocosto pochi centesimi”.


Sono 100mila gli operai agricoli impiegati nei campi pugliesi che danno vita al 22% delle giornate di lavoro in agricoltura sul totale nazionale, stima Coldiretti Puglia. “Questa iniziativa – spiega il commissario straordinario della Asl Foggia, Antonio Nigri – ha lo scopo di mettere insieme salute, sicurezza sul lavoro e legalità”.

Coldiretti: caldo record, tornano cavallette e devastano frutteti

Coldiretti: caldo record, tornano cavallette e devastano fruttetiRoma, 17 lug. (askanews) – Con la forte ondata di caldo tornano anche le cavallette facendo strage di frutta ed erba medica. A lanciare l’allarme è la Coldiretti, secondo cui sciami di cavallette stanno attaccando campi e frutteti in Emilia Romagna dopo che le temperature elevate e la mancanza di pioggia hanno favorito la proliferazione massiva di quello che è uno degli insetti più temuti dagli agricoltori. Nel Faentino le cavallette divorano non solo le coltivazioni di erba medica e foraggi ma anche la frutta in maturazione sugli alberi, in primis pesche, susine e albicocche tardive.


Una vera e propria calamità che sta spingendo gli agricoltori, spiega Coldiretti – ad accelerare nelle operazioni di raccolta per evitare di perdere l’intera produzione, proprio nel momento in cui le aziende cercano faticosamente di rialzarsi dopo la devastante alluvione dello scorso anno. Sul territorio Coldiretti ha subito avviato con le aziende associate un monitoraggio approfondito per individuare i vari focolai e sollecitare l’intervento delle istituzioni locali per limitare i danni ed evitare che il problema si diffonda ad altre zone.


Il ritorno delle cavallette è solo l’ultimo effetto dei cambiamenti climatici che hanno causato la diffusione di insetti alieni in Italia provocando danni per oltre un miliardo all’anno all’agricoltura con gravissimi effetti sul piano ambientale, paesaggistico ed economico. Si va dalla cimice asiatica alla Popillia japonica che distruggono frutteti e vigneti, dalla Drosophila suzukii, “golosa” di ciliegie, mirtilli e uva, al cinipide galligeno che ha fatto strage di castagni, dal Bostrico Tipo, il “killer” del bosco nell’arco alpino fino al punteruolo rosso che ha decimato le palme, mentre il calabrone asiatico (Vespa velutina) e il coleottero africano (Aethina tumida) attaccano gli alveari.

Mammuccini (Federbio): bio cresce ma serve una spinta propulsiva

Mammuccini (Federbio): bio cresce ma serve una spinta propulsivaRoma, 17 lug. (askanews) – “I dati Ismea attestano che il biologico continua a crescere, anche se a un ritmo più contenuto, indubbiamente influenzato dalle crisi ambientali, climatiche e sociali. I consumi fanno registrare un incremento più a valore che a volume, risentendo degli effetti inflazionistici di un mercato caratterizzato da instabilità e volatilità”. E’ quanto sottolinea Maria Grazia Mammuccini, presidente FederBio, commentando i dati del rapporto Bio in cifre presentati oggi da Ismea.


“Per imprimere una spinta propulsiva al settore occorre agire su diversi fattori: semplificazione burocratica, ricerca, innovazione – spiega Mammuccini – formazione e assistenza tecnica, organizzazione della filiera con l’obiettivo del “giusto prezzo” attraverso la rapida attuazione del Piano d’Azione nazionale per il bio e delle misure del Piano Strategico italiano della PAC”. Inoltre, “Per sostenere una crescita sana del biologico, l’incremento della produzione nazionale deve essere supportato da un’equivalente crescita dei consumi interni. Occorre quindi stimolare la domanda, sensibilizzando i cittadini sulle ricadute positive che il biologico comporta per l’economia, la salute delle persone e dell’ambiente. Inoltre – aggiunge ancora Mammuccini – è fondamentale semplificare le procedure per ridurre i costi di consulenza e supporto legati alla certificazione, che vanno ad aggravare e penalizzare soprattutto le piccole e medie aziende bio italiane, che rappresentano la storia del biologico, valorizzando l’identità e il legame con il territorio, in particolare delle aree interne e rurali, e favorendo il rapporto diretto tra produttori e consumatori di buon cibo biologico”.


Nonostante l’Italia sia tra i Paesi più bio in Ue, con circa il doppio della SAU media europea, FederBio ritiene fondamentale sviluppare ulteriormente le produzioni biologiche, penalizzate anche dai cambiamenti climatici che stanno mettendo a rischio le rese produttive e la stabilità degli ecosistemi. “La crisi climatica ha un impatto su tutta l’agricoltura determinando una riduzione della produzione e, anche se il biologico è il modello agricolo più resiliente alle emergenze climatiche – continua la presidente di FederBio – considero necessario puntare su formazione e assistenza tecnica a supporto degli agricoltori e investire su innovazione e ricerca per l’agroecologia”.


Infine, per fare del biologico il modello di riferimento dell’intero comparto agroalimentare italiano, “è estremamente importante che tutti gli attori del settore operino in rete, attraverso i distretti biologici a livello territoriale e sistemi organizzati lungo l’intera filiera affinché i prodotti biologici siano sempre più facilmente disponibili anche nei circuiti di ristorazione collettiva, come ad esempio nelle mense scolastiche”, conclude la presidente di Federbio.

Lollobrigida: bio modello che coniuga ogni tipo di sostenibilità

Lollobrigida: bio modello che coniuga ogni tipo di sostenibilitàRoma, 17 lug. (askanews) – Contianmo che biologico possa essere un modello in grado di tenere insieme la sostenibilità ambientale, economica e sociale”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura in un video messaggio in occasione della presentazione del rapporto Bio in cifre di Ismea, “uno strumento fondamentale per avere una foto dello stato di salute del comparto e per avere gli elementi necessari per definire le politiche che possono ulteriormente svilupparlo”.


La crescita delle superfici e delle aziende che lavorano in regime biologico registrata nel 2023 è “un risultato rilevante che rafforza la leadership dell’Italia nel settore a livello europeo – ha detto Lollobrigida – e la superficie bio sta crescendo non solo nel Mezzogiorno, che storicamente guida il comparto per superfici, ma anche in altre regioni dell’Italia centrale e settentrionale”. “Il Masaf – ha ricordato il ministro – sostiene gli agricoltori che hanno deciso di certificarsi al biologico e nei mesi scorsi è stato avviato il piano di azione nazionale per il biologico che rappresenta una strategia a 360 gradi: gli attori della filiera lo aspettavano a tempo e darà nuovo impulso al settore anche rispetto agli obiettivi europei”.


Inoltre, lavorando sempre più in collaborazione con gli istituti agrari – ha concluso Lollobrigida – lavoriamo per valorizzare i giovani che dovranno svolgere sempre meglio l’attività di imprenditore agricolo puntando sulla qualità. Per questo credo che sia utile avere un approccio a scuola che accanto ad altre materie insegni anche a mangiare bene per crescere sani e su questo lavoreremo insieme”.

Masaf: fondo sostegno gastronomia,concesse agevolazioni per 11 mln

Masaf: fondo sostegno gastronomia,concesse agevolazioni per 11 mlnRoma, 17 lug. (askanews) – E’ stato pubblicato sul sito del Masaf il primo decreto di concessione delle agevolazioni alle imprese operanti nei settori della ristorazione, pasticceria e gelateria, che hanno presentato domanda a valere sul “Fondo per il sostegno delle eccellenze della gastronomia e dell’agroalimentare italiano” attraverso la piattaforma gestita da Invitalia.


Ad oggi sono state concesse agevolazioni a 501 imprese per quasi 11 milioni di euro a fronte di investimenti generati di circa 17 milioni di euro per l’acquisto di macchinari professionali e di altri beni strumentali durevoli. Nelle prossime settimane verranno pubblicati ulteriori decreti di ammissione alle agevolazioni a favore di ulteriori imprese beneficiarie fino all’esaurimento della dotazione finanziaria complessiva pari a circa 56 milioni di euro.


“Sono particolarmente soddisfatto – annuncia in una nota il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida – della grande partecipazione all’iniziativa da parte delle imprese del settore della ristorazione. L’acquisto di nuove attrezzature e macchinari consentirà di migliorare la qualità dei servizi e dei prodotti offerti, con conseguenti ricadute positive sull’intera filiera agroalimentare, ma anche l’efficienza e la sicurezza degli ambienti di lavoro”.

D’Eramo (Masaf): quanto prima il marchio del biologico italiano

D’Eramo (Masaf): quanto prima il marchio del biologico italianoRoma, 17 lug. (askanews) – Il rapporto Bio in Cifre, presentato oggi da Ismea a Bracciano, “è un’ulteriore conferma della consolidata leadership del nostro Paese a livello europeo, e non solo. L’Italia del biologico continua a crescere, sia per superfici sia per numero di operatori. Quasi il 20% di Sau agricola è bio, un dato che ci proietta a raggiungere prima del 2030 il target Ue del 25%”. Lo ha detto il sottosegretario all’Agricoltura, sovranità alimentare e foreste, Luigi D’Eramo.


“Un trend positivo – ha proseguito D’Eramo – che potrà ulteriormente migliorare grazie alle numerose misure messe in campo in questi mesi: dall’approvazione del Piano d’azione nazionale per la produzione biologica ai provvedimenti a sostegno dei biodistretti e delle filiere bio” “Puntiamo ora a realizzare quanto prima il Marchio del biologico italiano: unito a una corretta informazione e comunicazione potrà sostenere un rilancio dei consumi interni e la crescita sui mercati esteri, per continuare così anche in futuro a essere leader nel settore”, ha concluso il sottosegretario.

Ismea: Italia leader in Ue, un ettaro su 5 di Sau è biologico

Ismea: Italia leader in Ue, un ettaro su 5 di Sau è biologicoRoma, 17 lug. (askanews) – L’Italia è paese leader nella Ue per superfici coltivate a biologico e numero di aziende coinvolte: un ettaro su cinque di Sau agricola è biologico. Il 2023, primo anno di applicazione della nuova PAC, ha visto dunque crescere in Italia le superfici investite a biologico e il numero di operatori coinvolti. Nel 2023 l’agricoltura biologica italiana con i suoi 2,5 milioni di ettari, pari a quasi il 20% della Sau nazionale, riduce ulteriormente la distanza dal target del 25% fissato, entro il 2030, dalla Strategia Farm to Fork. Risultati che rafforzano la leadership dell’Italia tra i Paesi dell’Ue, ormai pluriennale.


I dati del rapporto Bio in cifre, curato da Ismea in collaborazione con il Ciheam Bari nell’ambito del programma Masaf “Dimecobio” presentato oggi a Bracciano in occasione di “Appuntamento con il bio”, indicano un incremento del 4,5% della Sau biologica sul 2022, mentre il numero di operatori (produttori, trasformatori, importatori) cresce dell’1,8%, un ritmo molto più blando rispetto al +7,7% dell’anno precedente. “Il biologico è centrale nelle ambizioni green dell’Europa e dell’Italia – ha detto il presidente Ismea Livio Proietti – e lo dimostra anche la pluralità di interventi normativi e di azioni strategiche che il nostro Paese ha riservato al settore, tra cui il Piano nazionale per la produzione biologica, varato quest’anno, e il decreto del 2023 che esalta il ruolo e l’importanza dei biodistretti”.


“Dopo anni difficili, dovuti soprattutto ai forti aumenti dei prezzi seguiti allo shock energetico del 2022, il settore deve adesso recuperare appeal agli occhi dei consumatori – ha aggiunto Proietti – oggi disorientati dai tanti prodotti che si fregiano di messaggi allusivi alla salute e alla sostenibilità, ma che a differenza del biologico, non sono sottoposti a rigidi controlli e a rigorose regole di produzione”.

Crea: in 2023 export agroalimentare oltre 46 mld, +8% sul 2022

Crea: in 2023 export agroalimentare oltre 46 mld, +8% sul 2022Roma, 17 lug. (askanews) – L’export del Made in Italy agroalimentare, cioè dei prodotti ad alto valore aggiunto riconosciuti all’estero come tipici del nostro Paese, supera i 46 miliardi di euro nel 2023. È in crescita dell’8% rispetto al 2022, facendo meglio dell’agroalimentare nel complesso. A questo risultato contribuiscono sia i prodotti trasformati (come prodotti da forno e formaggi), sia i prodotti agricoli, come quelli orticoli (+20% in valore). E’ quanto emerge dal rapporto 2023 sul commercio estero dei prodotti agroalimentari, giunto alla sua 32esima edizione, realizzato dal Crea Politiche e Bioeconomia.


L’area dell’UE27 concentra il 59,4% esportazioni agroalimentari dell’Italia e il 70,5% delle importazioni, quote in aumento rispetto al 2022. Si riduce l’incidenza del mercato asiatico, dopo gli incrementi degli ultimi anni, con un calo dell’import dall’Indonesia e dalla Cina rispettivamente del 16% e del 21,5%. Tali dinamiche possono essere in parte ricondotte alla crisi che sta interessando il Mar Rosso a partire dagli ultimi mesi del 2023. Cresce di circa il 10% l’export verso Germania e Francia, primi due mercati di destinazione per l’agroalimentare italiano. Come pure rilevante è l’aumento in valore delle vendite verso il Regno Unito (+7,8%), mentre risulta più contenuto quello verso gli Stati Uniti (+2%).

Lollobrigida: dati export agroalimentare successo sistema Italia

Lollobrigida: dati export agroalimentare successo sistema ItaliaRoma, 17 lug. (askanews) – “Questi dati rappresentano un successo per il Sistema Italia, una testimonianza della forza e della qualità dei nostri prodotti nel mondo”. Così il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare Francesco Lollobrigida commenta i dati del Rapporto 2023 sul commercio estero dei prodotti agroalimentari, giunto alla sua 32esima edizione, realizzato dal Crea Politiche e Bioeconomia.


“L’azione del Governo Meloni, sin dal primo momento rivolta a tutelare le nostre eccellenze e le nostre aziende, sta dando i suoi frutti. Continueremo a rafforzare la presenza del nostro agroalimentare all’estero, consapevoli che il Made in Italy rappresenta un traino fondamentale per la crescita delle esportazioni”, ha concluso il ministro.

Crea: in 2023 esport agroalimentare +6,6% su 2022 a 63,1 mld

Crea: in 2023 esport agroalimentare +6,6% su 2022 a 63,1 mldRoma, 17 lug. (askanews) – Nel 2023 l’agroalimentare segna nuovi record per gli scambi con l’estero dell’Italia. In particolare, l’export agroalimentare cresce del 6,6% rispetto al 2022, raggiungendo il record di 63,1 miliardi di euro (nel 2018 non superava i 42 miliardi di euro). Primato anche per le importazioni che raggiungono i 64,7 miliardi di euro, con un aumento del 4,1% rispetto al 2022. Un andamento che ha come risultato, nel 2023, un miglioramento della bilancia agroalimentare. E’ quanto emerge dal rapporto 2023 sul commercio estero dei prodotti agroalimentari, giunto alla sua 32esima edizione, realizzato dal CREA Politiche e Bioeconomia.


Ottima la performance per le esportazioni del Made in Italy agroalimentare, con una crescita dell’8% nel 2023, superiore a quella dell’agroalimentare nel complesso. A trainare l’andamento sono sia i prodotti agricoli sia quelli trasformati. Numeri che “raccontano molto della nostra competitività sui mercati internazionali – ha detto il presidente Crea Andrea Rocchi – e dell’attrattività che il modello alimentare italiano, fatto di qualità, cultura, tradizione e cura, esercita sul consumatore globale. In questo quadro, innovazione e ricerca, sono strategici per mantenere al passo con i tempi identità e leadership del made in Italy agroalimentare”.


Nel 2023 l’incremento in valore delle esportazioni agroalimentari italiane riguarda quasi tutti i principali mercati e prodotti. Crescono in valore e in quantità le vendite all’estero di carni preparate e formaggi, primi fra tutti Grana Padano e Parmigiano Reggiano (+8,3% in valore e +6,1% in quantità). Per le importazioni l’andamento è più diversificato: dopo il netto incremento generalizzato dello scorso anno, complice l’aumento dei prezzi internazionali delle commodities, nel 2023 l’import di prodotti come olio di semi, caffè greggio e mais, si riduce in valore e in quantità. Anche nel 2023 l’andamento dei prezzi internazionali produce un disallineamento tra l’andamento dei valori e quello delle quantità, ma più contenuto rispetto al 2022. Nel corso del 2023 l’import mostra una progressiva attenuazione della crescita tendenziale, fino a una contrazione negli ultimi mesi dell’anno, mentre l’export rimane sempre su valori positivi. Ciò determina, soprattutto nel secondo semestre, un netto miglioramento della bilancia agroalimentare, il cui disavanzo nel 2023 si attesta a 1,64 miliardi di euro, riducendosi di 1,34 miliardi rispetto all’anno precedente.