Forlini (Unaitalia): tavolo di filiera passo strategico per settore avicoloMilano, 16 lug. (askanews) – “L’istituzione di un tavolo di filiera per il settore avicolo è un passo strategico per costruire soluzioni e percorsi per il futuro di un comparto di eccellenza della zootecnia italiana come quello che rappresentiamo: ringraziamo il sottosegretario La Pietra per aver voluto dar impulso all’iniziativa e apprezziamo la volontà di un sempre maggiore coordinamento anche con il ministero della Salute che sarà parte del tavolo”. Antonio Forlini, presidente di Unaitalia, associazione di rappresentanza del settore avicolo, commenta così l’intenzione di voler formalmente istituire un tavolo per la filiera avicola emersa in occasione della riunione di lunedì al ministero dell’Agricoltura, presieduta dal sottosegretario Patrizio La Pietra.
“Lavoreremo con impegno per definire le priorità e contribuire a migliorare le prospettive delle imprese e di tutti gli operatori della filiera – ha proseguito Forlini – che ogni giorno lavorano per far arrivare sulle tavole degli italiani prodotti di qualità, di alto valore proteico ed essenziali per una dieta equilibrata e accessibile a tutti”.
Coldiretti: export agroalimentare in 2024 sfiorerà 70 mld valoreRoma, 16 lug. (askanews) – Se il trend di crescita dei primi cinque mesi dell’anno verrà mantenuto, le esportazioni agroalimentari Made in Italy potrebbero sfiorare nel 2024 la quota record di 70 miliardi in valore, mai registrata prima, con un traino importante sull’intero export tricolore del quale proprio il cibo è il primo ambasciatore nel mondo. E’ quanto emerge da una proiezione Coldiretti su dati Istat relativi al periodo gennaio-maggio diffusa in occasione del G7 del Commercio, in corso in Calabria.
I prodotti agroalimentari fanno registrare una crescita complessiva del 9% nei primi cinque mesi, in controtendenza rispetto al dato generale che vede le vendite all’estero stagnanti (-0,1%). Tra i principali Paesi acquirenti, la crescita più consistente è quella sul mercato statunitense, il primo sbocco extra Ue, con un aumento del 19%, rileva Coldiretti, ma il dato è positivo anche in Gran Bretagna (+9%), Germania (con un +5%) e Francia (+3%). Tra gli altri mercati, da segnalare la crescita del 15% in Cina e del 23% in Russia. Nel mondo il campione dell’export tricolore si conferma il vino con una crescita del 7% nei primi 4 mesi del 2024 mentre al secondo posto si piazza l’ortofrutta trasformata (+11%) e al terzo i formaggi (+8%), seguiti dalla pasta e gli altri derivati dai cereali (+6%), frutta e verdura fresche (+6%), olio d’oliva, che registra un aumento in valore del 70%, e i salumi (+18%).
“Per sostenere il trend di crescita dell’enogastronomia nazionale serve abbattere gli ostacoli commerciali a cominciare dal fenomeno dell’agropirateria, con il valore del falso Made in Italy agroalimentare nel mondo che è salito ad oltre 120 miliardi sottraendo risorse e opportunità di lavoro all’Italia – sottolinea il presidente della Coldiretti Ettore Prandini – Un problema che riguarda tutti i continenti e colpisce in misura diversa tutti i prodotti, con il paradosso peraltro che i principali taroccatori delle specialità tricolori sono i paesi ricchi”. Ma è importante anche colmare i ritardi infrastrutturali dell’Italia che costano al Paese oltre 93 miliardi di euro di mancate esportazioni, di cui ben 9 miliardi riguardano il solo agroalimentare, secondo l’analisi del Centro Studi Divulga. Un gap inaccettabile che va superato migliorando i collegamenti all’interno del Paese e quelli con il resto del mondo con una rete di snodi composta da aeroporti, treni e cargo per affiancare al trasporto su gomma quello per via marittima e ferroviaria in alta velocità. L’obiettivo – conclude Coldiretti – è portare il valore annuale dell’export agroalimentare a 100 miliardi nel 2030.
Copa Cogeca: da Von Der Leyan attendiamo attenzione agricolturaRoma, 16 lug. (askanews) – “Un’attenzione particolare alle questioni agricole e l’introduzione delle prime tappe fondamentali” per rimettere l’agricoltura al centro dell’agenda politica europea. E’ quanto Christiane Lambert, presidente del Copa e Lennart Nilsson, presidente della Cogeca, i più importanti sindacati degli agricoltori e delle cooperative agricole europee, si attendono dalla primo discorso che Ursula von der Leyen terrà giovedì prossimo davanti ai parlamentari appena riuniti a Strasburgo.
“Ci aspettiamo parole e fatti per l’agricoltura – spiegano in una nota congiunta – L’agricoltura ha avuto un ruolo di primo piano nelle elezioni europee, spesso menzionata dai candidati ed evidenziata nei manifesti dei partiti. L’agricoltura – spiegano – è uno dei tre pilastri dell’autonomia strategica dell’UE, insieme all’energia e alla difesa. Il modo in cui l’UE affronterà queste tre aree critiche nei prossimi cinque anni sarà cruciale per il suo futuro”. “Mentre l’agricoltura è attualmente al centro dell’attenzione, è emerso un certo paradosso – constatano i presidenti del Copa e della Cogeca – Nonostante le intenzioni espresse dai partiti politici durante la campagna, non abbiamo ancora visto risposte politiche convincenti e innovative alle difficoltà e alle preoccupazioni sollevate durante le proteste agricole”.
Quindi ora, dopo le risposte a breve termine fornite da Ursula von der Leyen negli ultimi mesi con le semplificazioni alla nuova PAC e l’avvio del dialogo strategico sul futuro dell’agricoltura europea, ora i sindacati si aspettano “ulteriori parole e azioni a favore dell’agricoltura nel prossimo mandato”. Intanto, rileano il Copa e la Cogeca, “ridurre i budget stanziati per la politica di promozione sarebbe un’occasione persa, poiché si tratta di una delle storie di maggior successo dell’UE”, come anche “qualsiasi spinta a portare avanti l’accordo UE-Mercosur nella fase iniziale del mandato invierebbe un cattivo segnale a livello politico”. Per quanto riguarda l’Ucraina, “anche se dobbiamo sostenere il suo sforzo bellico, gli agricoltori dell’UE non dovrebbero essere lasciati a sostenere parte del peso della liberalizzazione del commercio o del potenziale allargamento”.
Su queste “basi chiare”, e con il sostegno di un Commissario per l’Agricoltura con un ruolo centrale nel futuro collegio, “possiamo prendere in considerazione una serie di nuove riforme per migliorare notevolmente la posizione degli agricoltori nella catena del valore e il rinnovamento delle generazioni agricole. Infine – concludono – è fondamentale che venga data una nuova attenzione alle cooperative agricole”.
Alessandra Stefani nuovo presidente Cluster Italia Foresta LegnoRoma, 16 lug. (askanews) – Auguri di buon lavoro da parte di Cia-Agricoltori Italiani ad Alessandra Stefani, nuovo presidente del Cluster Nazionale Italia Foresta Legno e al professor Davide Pettenella, confermato presidente onorario. Per Cia, il Cluster mette insieme le migliori energie del mondo della ricerca e della produzione e ha rappresentato una scelta strategica che permetterà di sviluppare gli investimenti sul legno, garantendo la sostenibilità ambientale con la crescita di un sistema foresta sano.
Secondo il presidente Cia, Cristiano Fini, “il rafforzamento della filiera bosco-legna-energia può contribuire a valorizzare le potenzialità che il patrimonio forestale del nostro Paese è in grado di garantire in termini di sviluppo, occupazione e salvaguardia ambientale delle nostre aree interne”.
Cia e Confagri Sicilia: nell’isola l’agricoltura sta morendoRoma, 16 lug. (askanews) – Cia Sicilia Orientale e Confagricoltura Catania lanciano l’ultimo appello ai Governi nazionale e regionale e indicono una conferenza stampa per domani, mercoledì 17 luglio, a Catania, per denunciare lo stato dell’agricoltura isolana, che sta lentamente andando incontro alla morte a causa della gravissima siccità.
Alla conferenza parteciperanno il commissario facenti funzioni di presidente CIA Sicilia Orientale Giosuè Catania e il presidente Confagricoltura Giosuè Arcoria, assieme ai gruppi dirigenti e ad una delegazione di agricoltori. Nelle campagne della Piana di Catania, denunciano le due confederazioni agricole, a tre mesi dalla dichiarazione di stato di emergenza non c’è stato “nessun ristoro per gli agricoltori che hanno perduto milioni di euro di grano mai raccolto, nessun intervento adeguato negli invasi che restano a secco e nessuna risposta dal Governo nazionale sulla declaratoria dei danni che consentirà di attuare le misure di sospensione e di deroga di tutti i pagamenti in capo alle aziende”. “Così, mentre Roma ritarda e Palermo tace, l’agricoltura muore”, avvertono.
La richieste delle organizzazioni sono di finanziare interventi urgenti ed indifferibili per mettere in sicurezza il sistema e affrontare una crisi climatica senza precedenti; di decretare la eccezionalità della crisi climatica in Sicilia e procedere alla declaratoria dei danni; di procedere all’esonero dei ruoli consortili irrigui e ordinari degli ultimi due anni e infine i individuare forme di ristoro economico per aiutare le aziende agricole a non abbandonare, anzi aiutarli a resistere e ripartire per la prossima stagione.
Nagy: interesse agricoltori al centro processo decisionale UeRoma, 16 lug. (askanews) – “La politica agricola incentrata sugli agricoltori rientra tra le priorità orizzontali della presidenza ungherese e l’interesse degli agricoltori dovrebbe essere riportato al centro del processo decisionale dell’UE”. Lo ha detto ieri István Nagy, ministro ungherese dell’Agricoltura, nel corso del primo Agrifish sotto la nuova presidenza ungherese. “Ci concentreremo sul garantire che il futuro dell’agricoltura a livello competitivo, a prova di crisi, sostenibile, favorevole agli agricoltori e basato sulla conoscenza”, ha detto.
La presidenza ungherese ha presentato il programma di lavoro per il prossimo semestre, delineando le principali priorità nel settore dell’agricoltura e della pesca. Tra le sue sette priorità generali c’è quella di mettere in atto una politica agricola europea incentrata sugli agricoltori, obiettivo strettamente collegato ad altre due priorità trasversali della presidenza, vale a dire la competitività e la risposta alle sfide demografiche. Nel prossimo semestre, la presidenza ungherese intende “incoraggiare il Consiglio Agricoltura e Pesca a trarre vantaggio dal periodo di transizione istituzionale e fornire indicazioni alla nuova Commissione nella formulazione delle regole della politica agricola dell’UE post-2027”. Inoltre, visto che la promozione dell’agricoltura sostenibile è una priorità chiave della presidenza, l’obiettivo è quello di trovare un equilibrio tra gli obiettivi strategici del Green Deal europeo, la stabilizzazione dei mercati agricoli e uno standard di vita dignitoso per gli agricoltori.
Il Consiglio ha anche discusso di come migliorare la sostenibilità a lungo termine delle zone rurali, concentrandosi sul ricambio generazionale e sugli aspetti demografici. E affrontare le sfide demografiche è un’altra delle sette priorità della presidenza ungherese. Le zone rurali infatti svolgono un ruolo fondamentale nella sicurezza alimentare, nella preservazione dell’ambiente e nella salvaguardia del patrimonio culturale dell’UE. Tuttavia, negli ultimi decenni hanno dovuto affrontare numerosi cambiamenti e sfide economiche e sociali, tra cui le sfide demografiche e lo spopolamento. I ministri hanno sottolineato l’importanza delle misure del secondo pilastro della politica agricola comune (PAC) nel sostenere lo sviluppo delle zone rurali, in particolare dei programmi di sviluppo locale di tipo partecipativo, come il programma LEADER. E hanno discusso le misure che renderebbero le zone rurali più attraenti, compreso il sostegno ai giovani agricoltori affinché possano iniziare a coltivare, la semplificazione, la digitalizzazione, la stimolazione dell’innovazione e lo sviluppo di opportunità commerciali, servizi e infrastrutture.
Inoltre, i ministri hanno sottolineato che sono necessari finanziamenti adeguati per migliorare la vitalità delle zone rurali, sottolineando che la PAC deve essere integrata da altri fondi UE, nazionali e regionali.
Coldiretti: imprese agricole importanti in monitoraggio territorioRoma, 16 lug. (askanews) – Proprio per garantire una funzione di controllo e monitoraggio contro i piromani e gli incendi “è importante valorizzare il ruolo di sentinelle del territorio svolto dalle imprese agricole, dando un giusto riconoscimento a chi garantisce una costante presenza, soprattutto nelle zone più interne, che fa da argine anche al dissesto idrogeologico”. Lo ricorda in una nota la Coldiretti, riferendosi al fatto che solo nell’ultimo mese sono andati a fuoco 8.400 ettari di terreno (10.000 in totale finora nel 2024), favoriti dalla siccità che assedia soprattutto il Meridione d’Italia.
E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti su dati Effis. Il 2024 in Italia è stato sino ad oggi il più caldo mai registrato sul territorio nazionale con una temperatura di 1,47 gradi superiore alla media storica. Ogni rogo, stima la Coldiretti, pesa sulle tasche degli italiani per oltre diecimila euro all’ettaro considerando le spese immediate per lo spegnimento e la bonifica e quelle a lungo termine sulla ricostituzione dei sistemi ambientali ed economici delle aree devastate. Ai problemi causati dal clima anomalo con alte temperature, siccità e vento, si aggiungono peraltro, ricorda la confederazione agricola, la disattenzione e il dolo, con il 60% degli incendi che si stima sia causato volontariamente.
La Pietra (Masaf): tavolo filiera rafforzerà settore avicoloRoma, 15 lug. (askanews) – “In accordo con il ministro Lollobrigida è nostra volontà, come Masaf, attivare tutti i tavoli di filiera mai costituiti fino ad oggi e allo stesso tempo riattivare quelli fermi da anni, in modo che si giunga in maniera condivisa ad individuare strategie che caratterizzino l’operatività futura di ogni singola filiera, come nel caso di quella avicola, oggetto del confronto odierno”. Queste le prime dichiarazioni del sottosegretario al Masaf, senatore Patrizio La Pietra, a margine dell’incontro tenuto al ministero e al quale hanno preso parte i rappresentanti del settore, che vede l’Italia protagonista in un mercato le cui prospettive mondiali si confermano positive.
“Dopo l’incontro di novembre – ha proseguito il sottosegretario La Pietra – ho voluto reincontrare i principali operatori del comparto per concordare le linee guida che ci porteranno, a breve, ad istituire il tavolo di filiera, strumento strategico per il rafforzamento del comparto. Il settore avicolo è l’unico dell’ambito zootecnico a soddisfare la richiesta nazionale e ad avere la possibilità di esportare la propria produzione, che si distingue per qualità – ha detto La Pietra – e per numero di controlli sull’intero processo produttivo”. Su questo punto specifico “ho registrato la comune volontà di procedere sul piano comunicativo, affinché si possa dare la massima visibilità all’attività di controllo effettuata da tutti gli organi preposti, che garantiscono la qualità del made in Italy avicolo immesso sul mercato nazionale ed internazionale”, ha quindi spiegato.
“L’attività ispettiva non serve solo a punire chi opera senza rispettare le regole, ma è la prova concreta dell’ottimo lavoro svolto dalla stragrande parte del comparto avicolo italiano ed è giusto valorizzare al meglio chi opera con professionalità e serietà”, ha proseguito La Pietra. Assicurazioni, gestione delle criticità inerenti l’influenza aviaria, indennizzi da danni diretti e indiretti, oltre all’ individuazione del prezzo medio di produzione, sono stati oggetto del confronto odierno e su quest’ultimo punto il sottosegretario La Pietra ha voluto fare ulteriore chiarezza: “le regole del libero mercato non prevedono in nessun modo che si fissi un prezzo dei prodotti che troviamo nei nostri supermercati, ma spetta a noi e Ismea è già al lavoro a riguardo, individuare il costo medio di produzione, così da poter garantire ai produttori primari che non si acquistino prodotti a prezzi inferiori, pratica sulla quale potremo e dovremo intervenire in maniera risoluta”, ha concluso.
Confagri Toscana: servono 10 mln per ammodernare frantoiRoma, 15 lug. (askanews) – Bene il bando della Regione Toscana per l’ammodernamento dei frantoi oleari, “ma le risorse non bastano per tutti. Per dare una svolta servirebbero dieci milioni di euro”. A dirlo è Marco Neri, presidente di Confagricoltura Toscana.
Il bando della Regione assegnerà a fondo perduto 8 milioni e 335mila euro per favorire la sostituzione o l’ammodernamento dei frantoi esistenti delle imprese in graduatorie anche attraverso l’introduzione di macchinari e tecnologie che migliorino le performance ambientali dell’attività di estrazione dell’olio extravergine di oliva. “Il bando ha riscosso un grande apprezzamento fra le aziende agricole – spiega Neri – ma non tutte le aziende hanno potuto accedere ai contributi perché i fondi stanziati non sono sufficienti a coprire nemmeno la metà delle richieste. Chiediamo quindi che venga fatto uno sforzo comune per aiutare tutte le imprese: le risorse investite servirebbero da volano per sostenere la ripresa necessaria per il settore. Non è possibile fare differenze fra aziende, è necessario un ammodernamento generale del comparto”.
Presto al Masaf sarà istituito il tavolo di filiera avicoloRoma, 15 lug. (askanews) – “Dopo un biennio complicato, nel quale il settore ha dovuto subire l’abbattimento di oltre 15 milioni di capi in seguito all’accertamento di diverse centinaia di focolai di influenza aviaria in quelle che sono le maggiori regioni avicole del Paese, ovvero Veneto e Lombardia, l’avicoltura ha dimostrato una incredibile resilienza, tornando a essere uno dei fiori all’occhiello dell’agroalimentare nazionale”. Lo ha sottolineato la Copagri intervenendo oggi alla riunione al ministero dell’Agricoltura, presieduta dal sottosegretario Patrizio La Pietra, durante la quale è stata annunciata l’intenzione di voler formalmente istituire il Tavolo di filiera avicolo.
“Parliamo di un comparto che vanta numeri decisamente significativi a livello di indotto, con circa 64mila addetti e un fatturato che solo per le carni supera ampiamente i 5miliardi di euro, derivanti da una produzione di oltre 1,3 milioni di tonnellate; numeri che fanno dell’avicoltura, che a livello comunitario è seconda in termini di produzione solo a Polonia, Germania e Francia, uno dei pochi settori produttivi a raggiungere l’autosufficienza, in una situazione nella quale oltre il 100% delle carni avicole consumate proviene da allevamenti nazionali”, ha ricordato la Confederazione. “Nonostante ciò, i problemi nel comparto non mancano, a partire dai rapporti tra gli allevatori avicoli e gli operatori di filiera, che nell’80% dei casi sono basati su contratti di soccida, condizione che ostacola notevolmente l’accesso diretto ai mercati da parte dei soccidari, lasciando il potere contrattuale quasi esclusivamente nelle mani dei soccidanti; per questo, tra le attività dell’istituendo Tavolo di filiera riteniamo debba trovare spazio un approfondimento sulla situazione dei contratti, finalizzato a individuare interventi per arginare tali squilibri, tutelando tutte le parti in gioco e la qualità del prodotto”, ha suggerito la Copagri.
“Altrettanto fondamentale sarà portare avanti tutta una serie di misure in materia di gestione coordinata degli eventi epidemiologici, allo scopo di evitare la propagazione dei contagi registrati negli allevamenti, e di prevenzione del rischio, attraverso una campagna vaccinale volontaria nelle zone considerate ad alto rischio e tramite un sostegno economico volto alla conversione della tipologia di allevamento”, ha evidenziato la Confederazione Produttori Agricoli, segnalando inoltre la necessità di continuare a lavorare sul versante della semplificazione burocratica e dell’accelerazione degli indennizzi, con particolare riferimento a quelli legati ai danni diretti per gli abbattimenti del 2023 e 2024 in Veneto.