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Pini domestici sotto attacco della cocciniglia in Toscana

Pini domestici sotto attacco della cocciniglia in ToscanaRoma, 15 lug. (askanews) – Non si ferma l’attacco della Cocciniglia tartaruga ai pini domestici di Tirrenia e di Marina di Pisa, che ormai ha infestato tutto il litorale: decine di migliaia di esemplari sono a rischio ed i trattamenti endoterapici potrebbero non bastare più. “Per evitare che l’insetto arrivi fino a Pisa e alla Versilia, passando per San Rossore, è necessario introdurre quanto prima il suo parassitoide”, ovvero l’insetto antagonista. E’ l’allarme e insieme l’appello lanciato dal presidente di Fedagripesca Toscana, Fabrizio Tistarelli.


La situazione appare gravissima. “In primis – osserva Tistarelli – perché questa zona rischia di perdere l’intero patrimonio pinicolo che la caratterizza, oltre alla produzione stessa dei pinoli. Il danno che questa specie aliena sta provocando all’intero ecosistema, inoltre, è gigantesco”. La questione riguarda sia l’ambito delle abitazioni private, dove chi può dispone trattamenti endoterapici, che le aree pubbliche. Qui la regione sta intervenendo tempestivamente sui focolai, ma i trattamenti in corso potrebbero non essere sufficienti a contenere l’avanzata dell’insetto. “L’intera pineta di questo territorio è a rischio – avverte Tistarelli – In questa fase è fondamentale contenere la minaccia, evitando di trasportare materiale infetto in zone limitrofe. Non è possibile, secondo il nostro punto di vista, procedere con un trattamento a tappeto, perché andrebbe a distruggere la micro fauna esistente”.


“Per arginare una situazione che è già fuori controllo serve lanciare il parassitoide della Cocciniglia tartaruga nelle zone attaccate. Si tratta di introdurlo nell’ambiente, per debellare una minaccia che, altrimenti, rischia di estendersi a macchia d’olio fino a Pisa, per poi arrivare alla Versilia. Bisogna accelerare i tempi, il danno è già enorme”.

Arrivano le guide turistiche anti spreco di Too Good To Go

Arrivano le guide turistiche anti spreco di Too Good To GoRoma, 15 lug. (askanews) – Una guida turistica che, in chiave enogastronomica e anti spreco, offre la possibilità di salvare il cibo mentre ci si appresta a viaggiare. E’ l’obiettivo delle”Guide delle città” di Too Good To Go, grazie alle quai i viaggiatori potranno scoprire il cibo locale utilizzando l’app in alcune delle principali mete turistiche in Italia, in Europa e nel mondo per un’estate zero-waste


Una funzione progettata per promuovere esperienze alimentari sostenibili, autentiche e locali, incentivando gli utenti a salvare cibo dallo spreco durante i loro viaggi. Stoccolma, Lisbona, New York, Amsterdam sono solo alcune delle guide che si possono trovare sulla app di Too Good To Go. L’Italia rimane una tra le mete preferite per il turismo estivo e nella App è possibile trovare suggerimenti, indicazioni e itinerari dedicati a Roma, Firenze, Genova e Cagliari dove è possibile ridurre lo spreco alimentare grazie ai 26.000 negozi partner in Italia.


Too Good To Go offre anche la possibilità di salvare il cibo mentre ci si appresta a partire. Quest’anno, grazie alla partnership con Aeroporti di Roma, per quanti sceglieranno di viaggiare in aereo sarà possibile salvare del cibo in 34 punti vendita a firma Autogrill, Chef Express, Lagardère Travel Retail Italia, MyChef e Venchi presenti sugli scali di Roma Fiumicino e Roma Ciampino. Per coloro che invece, sceglieranno di mettersi in viaggio su strada, ci sono le Surprise Bag Autogrill, disponibili in 187 punti vendita Autogrill su tutta la rete autostradale nazionale. Infine, per chi sceglierà il treno come mezzo per i propri spostamenti, nei punti vendita Autogrill del canale ferroviario e negli oltre 50 store delle stazioni del network di Grandi Stazioni Retail che aderiscono al programma, ssi potranno ritirare delle Surprise Bag prima di salire a bordo del proprio treno.

Il 24 luglio il rapporto Fao su sicurezza alimentare e nutrizione

Il 24 luglio il rapporto Fao su sicurezza alimentare e nutrizioneRoma, 15 lug. (askanews) – Sarà pubblicata il 24 luglio l’edizione 2024 del rapporto sullo stato della sicurezza alimentare e della nutrizione nel mondo (SOFI). Il rapporto, pubblicato dalla Fao con e i suoi partner delle Nazioni Unite (Ifad, Wfp, Oms e Unicef), sarà lanciato in occasione di un evento speciale a margine dell’Alleanza globale del G20. Nel rapporto sono contenuti gli ultimi aggiornamenti sulla fame, la sicurezza alimentare e la nutrizione nel mondo, comprese le stime aggiornate sui costi e sull’accessibilità economica delle diete sane.


Il tema “Finanziamenti per porre fine alla fame, all’insicurezza alimentare e a tutte le forme di malnutrizione” esplora i livelli attuali e le lacune nei finanziamenti per la sicurezza alimentare e la nutrizione e fornisce indicazioni su opzioni di finanziamento innovative per affrontare le principali cause dell’insicurezza alimentare e della malnutrizione, nonché la trasformazione dei sistemi agroalimentari necessaria per liberare il mondo dalla fame, dall’insicurezza alimentare e dalla malnutrizione in tutte le sue forme entro il 2030. Alla presentazione parteciperanno tra gli altri Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, QU Dongyu direttore generale della FAO, Álvaro Lario presidente dell’IFAD, Catherine M. Russell direttore esecutivo dell’UNICEF, Tedros Adhanom Ghebreyesus direttore generale dell’OMS.

Amadori: ricavi 2023 si attestano a 1,78 mld, utile scivola a 28,5 mln

Amadori: ricavi 2023 si attestano a 1,78 mld, utile scivola a 28,5 mlnMilano, 12 lug. (askanews) – Il gruppo delle carni bianche Amadori nel 2023 ha realizzato ricavi per 1,78 miliardi di euro, in crescita del 2,5%, grazie all’aumento di volumi e prezzi di vendita. L’utile netto è stato pari a 28,5 milioni di euro, in calo del 58% rispetto ai 67,6 dell’anno prima. In contrazione anche l’Ebitda che ha toccato i 126 milioni di euro da 152 del 2022. E’ quanto emerge dai dati di bilancio diffusi dall’azienda cesenate in concomitanza con la diffusione del varo del piano strategico al 2028 che punta a riposizionare l’azienda come una ‘protein company’ sostenibile e innovativa.


Per quanto riguarda i risultati 2023, nel canale della grande distribuzione Amadori ha registrato una sostanziale tenuta (+0,7% a valore), nel normal trade (i punti vendita tradizionali) è cresciuto del 2,3% a valore mentre il canale del fuori casa ha continuato la sua crescita superando i livelli pre-Covid in valore assoluto e rappresentando così uno dei principali canali di sviluppo per Amadori. Nel corso dell’anno sono stati confermati e incrementati gli investimenti, portando a circa 70 milioni di euro l’impegno per potenziare il presidio lungo tutta la filiera integrata, che a fine 2023 occupa complessivamente oltre 9.300 addetti ed è formata da 19 siti produttivi (tra stabilimenti di trasformazione alimentari, piattaforme logistiche primarie, mangimifici e incubatoi), a cui aggiungono 16 centri di distribuzione tra filiali e agenzie e circa 800 allevamenti, sia a gestione diretta che in convenzione. Amadori, spiega nella nota, punta a proporre “un’alimentazione proteica variegata, di qualità e caratterizzata da diversi colori: dalle carni avicole (proteine bianche), alle uova e ovoprodotti (gialle), dalle carni di suino (proteine rosa, commercializzate attraverso il brand Lenti, acquisito nel 2022) alla linea ‘Veggy’ Amadori (proteine verdi, a base di legumi). Un’ampia gamma di prodotti che testimonia il percorso intrapreso dal gruppo, per evolvere la sua offerta di proteine naturali e diventare la ‘protein company’ italiana più sostenibile e innovativa”, come sintetizzato dal nuovo corporate brand “Amadori – The Italian Protein Company”.


L’azienda, a tal proposito, ha fissato nel nuovo piano strategico 2024-2028 i suoi obiettivi di medio-lungo termine. Tra i diversi ambiti di crescita è incluso lo sviluppo della presenza nell’out of home: nel 2023 le catene di ristorazione in Italia hanno registrato una crescita annua a doppia cifra (circa l’11%) e rappresentano un’importante opportunità per sostenere la crescita aziendale. “Il Piano Strategico 2024-2028 sarà un percorso in cui i nostri sforzi si concentreranno verso le direttrici principali di rafforzamento della brand reputation, la ricerca delle efficienze operative e la valorizzazione delle risorse interne, oltre alla riduzione della dipendenza da fattori esogeni, attraverso significativi investimenti – dichiara Denis Amadori, Amministratore Delegato del gruppo – Questi obiettivi convergono verso un unico paradigma: concentrare le risorse nella creazione di valore”.

Cps Gfk: Mulino Bianco marchio più scelto, seguono Kinder e Coca Cola

Cps Gfk: Mulino Bianco marchio più scelto, seguono Kinder e Coca ColaMilano, 11 lug. (askanews) – Mulino Bianco è il marchio più scelto dagli acquirenti italiani tra i beni di largo consumo, al primo posto sul podio che vede al secondo il brand del gruppo Ferrero, Kinder, e il gigante delle bibite Coca-Cola. A seguire nella top ten San Benedetto, Barilla, Granarolo, Divella, Aia, Muller e Findus. Lo rivela il rapporto Brand footprint Europe report 2024 di Cps GfK, la società recentemente acquisita da YouGov, in collaborazione con Kantar Worldpanel.


Il rapporto, che si basa sui dati raccolti tra novembre 2022 e la fine di ottobre 2023, evidenzia quali sono i marchi meglio performanti grazie al criterio dei “consumer reach points” che rivelano la forza di un marchio in base al coinvolgimento dei consumatori su tre variabili: popolazione di famiglie, penetrazione (percentuale di famiglie che acquistano un determinato marchio) e scelta del consumatore (frequenza di acquisto di un determinato marchio). “Questi risultati sono per noi motivo di orgoglio – commenta Laura Signorelli, brand equity & communication Mulino Bianco – e rappresentano un riconoscimento a tutta la passione che mettiamo ogni giorno nel portare i nostri prodotti, protagonisti della colazione, nelle case degli italiani. Un impegno a cui la marca ha tenuto fede in tutti questi anni. La nostra ambizione è quella di garantire qualità, gusto, scelte sostenibili e costante innovazione per rispondere ai bisogni delle persone”.

A Palazzo della Valle l’assemblea annuale di Agronetwork

A Palazzo della Valle l’assemblea annuale di AgronetworkRoma, 11 lug. (askanews) – Si è svolta a Palazzo della Valle l’assemblea annuale di Agronetwork, l’associazione fondata da Confagricoltura, Nomisma e Luiss per favorire il dialogo e i progetti tra imprese del settore agricolo e dell’industria alimentare. E’ stato approvato il bilancio preventivo 2024, che vede un sensibile aumento dei ricavi, e ufficializzato l’ingresso di Andrea Di Paolo, presidente di BAT Trieste nel comitato di presidenza dell’Associazione.


“Il primo semestre 2024 – ha detto la presidente di Agronetwork, Sara Farnetti – ci ha visti impegnati in eventi importanti come Pitti Taste, Vinitaly, Cibus e il recente convegno sul Water Management a Roma, in Campidoglio. Nel prossimo biennio ci concentreremo su temi chiave di interesse per i nostri associati, che ci vedono da sempre attivi: alimentazione e longevità in salute, ricerca e innovazione, decarbonizzazione, packaging, risorse naturali, water management, portualità e logistica. Proseguirà in autunno il tour “l’Oro in bocca”, per valorizzare i prodotti Made in Italy con riguardo alle filiere del riso e della pasta”. “Agronetwork ha dato un valore aggiunto agli interessi del mondo agroindustriale – ha sottolineato il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti – Ho massima fiducia nelle iniziative dell’associazione condotte dalla presidente Sara Farnetti che, grazie alla sua esperienza, continua a dare un valore strategico ai temi della corretta alimentazione e degli stili di vita”.

Origin Italia: no a dimezzamento fondi promozione europei

Origin Italia: no a dimezzamento fondi promozione europeiRoma, 11 lug. (askanews) – Un fermo “no” al dimezzamento dei finanziamenti promozionali per l’agroalimentare per l’anno 2025 che, secondo la proposta dell’Unione Europea, passeranno dai 185,9 milioni di euro del 2024 ai 92 milioni previsti per la prossima annualità. A lanciare l’allarme è Origin Italia, l’associazione italiana Consorzi Indicazioni Geografiche che riunisce i Consorzi di Tutela dei prodotti agroalimentari a marchio e che rappresenta il 95% della produzione DOP IGP italiana.


Una manovra che, sottolinea Origin Italia, avrà ripercussioni negative sulla bilancia commerciale dell’UE e comporterà per l’Italia una perdita di quote di mercato a favore di prodotti meno sostenibili e privi di tracciabilità. “La politica di promozione messa in atto in questi anni dall’UE ha raggiunto con successo i suoi obiettivi iniziali, rafforzando in modo significativo la competitività dei prodotti IG tanto da farli diventare un modello internazionale – precisa il presidente di Origin Italia, Cesare Baldrighi – per questo chiediamo in particolare al nostro Governo, al ministro Lollobrigida e ai rappresentanti italiani al Parlamento Europeo, che la politica continui a sostenere proporzionalmente tutti i settori e le pratiche agricole sostenibili al fine di proseguire nella crescita della competitività dei nostri prodotti DOP IGP sul mercato unico oltre ad adattarsi alle nuove condizioni di mercato create dall’eventuale adesione dell’Ucraina”.

Lollobrigida: Dl è legge, Governo da parte agricoltori

Lollobrigida: Dl è legge, Governo da parte agricoltoriRoma, 11 lug. (askanews) – “Il Decreto Agricoltura è legge, il Governo è dalla parte di agricoltori e pescatori con fatti concreti. 500 milioni di euro per sostenere le filiere in difficoltà, affrontare le emergenze e garantire maggiori controlli, specialmente sulle importazioni, assicurando un giusto reddito ai nostri produttori”. Così sul proprio profilo Facebook il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, dopo che la Camera con il voto di fiducia ha approvato il decreto Agricoltura.


“Finalmente, dopo anni, agricoltura e pesca tornano ad essere centrali in Italia”, conclude il ministro.

Lollobrigida: a breve tavolo per regole su vini dealcolati

Lollobrigida: a breve tavolo per regole su vini dealcolatiRoma, 11 lug. (askanews) – “In questi giorni cominciamo a riunire il tavolo per le regole sui dealcolati. Non ho una posizione ideologica su questo, non voglio ostacolare la crescita delle imprese”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, intervenuto oggi a Roma all’Assemblea Generale di Unione italiana vini (Uiv).


“Ragioniamo pragmaticamente – ha proseguito il ministro – Dobbiamo preservare la percezione della qualità del vino italiano e, in particolare sui nuovi mercati, capire come evitare il rischio di compromettere il posizionamento con prodotti dealcolati per cui la sfida della qualità non è facile”. Il ministro si è poi espresso sul tema del contenimento produttivo: “non è necessario arrivare ad una politica degli espianti per aumentare il valore: ciò significherebbe mettere a rischio il territorio. Su questo condividiamo la medesima sensibilità di Unione italiana vini”.

Fedagripesca: bene sostegni a filiere in crisi in Dl Agricoltura

Fedagripesca: bene sostegni a filiere in crisi in Dl AgricolturaRoma, 11 lug. (askanews) – “Pur evidenziando l’importanza dell’assetto generale del Decreto Agricoltura, che è stato varato per sanare alcune situazioni critiche per il comparto, come, ad esempio, le misure a favore delle imprese alluvionate e di alcune filiere fortemente danneggiate da fitopatie e/o epizoozie, è evidente che se ne siano introdotte anche altre che rischiano di tradursi in maggiori costi a carico delle imprese e delle cooperative agricole”.


Così il presidente di Confcooperative Fedagripesca Carlo Piccinini commenta il via libera definitivo al Decreto Legge Agricoltura dopo il voto di fiducia ottenuto oggi alla Camera dei deputati. Piccinini lancia quindi “un appello al Governo affinché nei relativi decreti applicativi delle norme introdotte dal Dl Agricoltura si faccia chiarezza sulle criticità e sui diversi punti da noi attenzionati”. “La misura del Granaio Italia, ad esempio, che è stata inserita nel corso dell’iter parlamentare al Senato – spiega Piccinini – per come è stata formulata non è a nostro avviso funzionale a raggiungere l’obiettivo per cui è nata, ossia quello di dare maggiore trasparenza ai consumatori in materia di provenienza della materia prima”.


Secondo il presidente della federazione agricola di Confcooperative, il legislatore ha infatti “formulato un testo che non tiene conto degli esiti a cui le diverse organizzazioni della filiera erano giunti al termine dei diversi tavoli di confronto istituiti presso il Masaf e che rischia di essere uno strumento poco efficace per raggiungere i benefici sulle produzioni nazionali che si pone come obiettivo”.