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Crea: in primi 3 mesi 2024 export agroalimentare +6,7% su 2023

Crea: in primi 3 mesi 2024 export agroalimentare +6,7% su 2023Roma, 17 lug. (askanews) – Nel primo trimestre del 2024 le esportazioni agroalimentari italiane sono aumentate del 6,7% rispetto allo stesso periodo del 2023, mentre le importazioni sono diminuite del 2,5%. Sono gli ultimi dati del Rapporto 2023 sul commercio estero dei prodotti agroalimentari, giunto alla sua 32esima edizione, realizzato dal Crea Politiche e Bioeconomia.


I dati dei primi tre mesi 2024, analizza il rapporto Crea, confermano l’andamento riscontrato nell’ultima parte del 2023, evidenziando quindi un ulteriore aumento delle esportazioni a fronte di un calo delle importazioni. Queste dinamiche producono un miglioramento della bilancia agroalimentare, che risulta positiva nel primo trimestre. Le esportazioni di conserve di pomodoro e pelati crescono, in valore e quantità, di oltre il 10% rispetto al primo trimestre 2023. E in generale, tutti i principali prodotti di esportazione segnano aumenti del valore e dei volumi venduti all’estero.

Il Consorzio Olio di Brisighella Dop entra in Origin Italia

Il Consorzio Olio di Brisighella Dop entra in Origin ItaliaRoma, 17 lug. (askanews) – Il Consorzio dell’olio di Brisighella DOP entra in Origin Italia, che ad oggi rappresenta con questo nuovo socio 81 Consorzi di tutela, una associazione di settore, la Afidop, e oltre il 95% della produzione italiana delle Indicazioni Geografiche.


“E’ con grande soddisfazione che il Cda del Consorzio Olio Brisighella DOP ha deciso di aderire all’unanimità a Origin Italia, associazione che raccoglie e rappresenta le eccellenze del food made in Italy – commenta il presidente del Consorzio, Igor Barnabè – dopo l’evento catastrofale dell’alluvione avvenuto nella primavera 2023, siamo ripartiti per rilanciare la nostra DOP e l’adesione a Origin Italia è uno dei passaggi fondamentali per ricominciare e per dare ai nostri associati tutto il supporto di cui hanno bisogno”. La zona di produzione e trasformazione dell’olio extravergine di oliva Brisighella DOP interessa il territorio di alcuni comuni nelle province di Ravenna e Forlì-Cesena, nella regione Emilia-Romagna. L’olio extravergine d’oliva Brisighella DOP è ottenuto dai frutti della specie Olea europaea L., varietà Nostrana di Brisighella, che deve essere presente negli oliveti in misura non inferiore al 90%.


La DOP è stata riconosciuta già dal 1996 e l’anno scuccessivo è sorto il Consorzio, ma l’olio extravergine di oliva Brisighella DOP vanta origini antichissime, confermate anche dal recente ritrovamento di un piccolo frantoio a uso familiare risalente all’epoca romana. Il passaggio da una produzione destinata principalmente all’autoconsumo a una destinata alla commercializzazione è invece storia recente, iniziata con la fondazione del frantoio sociale della Cooperativa Agricola Brisighellese nel 1970.

Il 19 luglio a Roma l’assemblea nazionale di Coldiretti

Il 19 luglio a Roma l’assemblea nazionale di ColdirettiRoma, 17 lug. (askanews) – Appuntamento venerdì 19 luglio con l’assemblea nazionale della Coldiretti a Roma, dalle 10, nel centro congressi di Palazzo Rospigliosi. Saranno presenti il presidente nazionale Ettore Prandini e il segretario generale Vincenzo Gesmundo, assieme ad agricoltori e agricoltrici provenienti da tutte le regioni italiane.


Ai lavori interverranno, tra gli altri, il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida, il ministro per gli affari europei, le politiche di coesione e il Pnrr Raffaele Fitto, il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte e il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia. Un’occasione, annuncia Coldiretti in una nota, per fare il punto della situazione sullo stato del Paese e delle istituzioni europee dopo la recente tornata elettorale, ma anche sulle minacce al Made in Italy a tavola. Un focus sarà dedicato al tema della fauna selvatica.

A Ispica una giornata alla scoperta del pomodoro Pachino Igp

A Ispica una giornata alla scoperta del pomodoro Pachino IgpRoma, 17 lug. (askanews) – Arriva il sesto appuntamento stagionale con gli educational tour dedicati ai prodotti agroalimentari siciliani e questa volta il protagonista sarà il Pomodoro di Pachino IGP. Dopo i primi cinque educational tour che hanno avuto come protagonista prima l’Olio Monti Iblei DOP poi il Latte Vaccino QS ed i suoi derivati, la Carota Novella di Ispica IGP, il formaggio Ragusano DOP ed infine il Piacentinu Ennese DOP, è la volta del Pomodoro di Pachino di presentarsi al pubblico durante l’incontro organizzato per giovedì 18 Luglio 2024.


L’evento è coordinato da DOS Sicilia, l’associazione di Consorzi per la promozione e valorizzazione di produzioni tipiche agroalimentari siciliane a marchio DOP, IGP e QS e si terrà in due luoghi di produzione vicino Ispica nel ragusano. La zona di produzione del Pomodoro di Pachino IGP ricade nei comuni di Pachino, Portopalo di Capo Passero, Noto e Ispica, nelle province di Siracusa e Ragusa, nella Regione Sicilia.


La coltivazione del pomodoro avviene in ambiente protetto, esclusivamente in serre. Il trapianto viene eseguito nel periodo agosto- febbraio, con l’eccezione della tipologia Cherry e Plum e Miniplum per le quali può essere effettuato tutto l’anno. La forma di allevamento è in verticale; si eseguono la potatura verde e, secondo necessità, anche la cimatura. L’irrigazione viene effettuata utilizzando acque di falda provenienti da pozzi situati nel territorio di produzione. La raccolta è manuale, di solito ogni 3-4 giorni. Le prime coltivazioni del Pomodoro di Pachino IGP risalgono al 1925 ed erano localizzate lungo la fascia costiera, in aziende che potevano disporre di acqua per l’irrigazione proveniente da pozzi freatici. A partire dagli anni Cinquanta si assistette a un’ampia diffusione del pomodoro che è proseguita fino ai giorni nostri, dovuta in particolare all’avvento delle prime serre, in forma di capanne artigianali, e alla profonda crisi che investì la viticoltura di queste zone negli anni Settanta. Questo portò alla nascita delle prime forme associative che iniziarono la commercializzazione del prodotto sia sui mercati nazionali che esteri.


In totale gli incontri dedicati alle eccellenze agroalimentari siciliane nel biennio 2023/24 saranno 17, tutti della durata di un giorno. I prossimi appuntamenti riguarderanno il Pistacchio di Bronte, il Consorzio QS Agnello ed Agnellone ed il Consorzio QS Latte Ovino.

La Pietra (Masaf): Consulta ippica lavora su calendario corse 205

La Pietra (Masaf): Consulta ippica lavora su calendario corse 205Roma, 17 lug. (askanews) – Si è tenuta ieri a Roma, presso il Masaf, la riunione della Consulta dell’ippica presieduta dal sottosegretario Patrizio La Pietra. Classificazione degli ippodromi, criteri per il calendario delle corse ippiche 2025 e presentazione del nuovo handicapper senior, Marco Trentini, sono stati i principali punti della riunione.


“Stiamo lavorando di concerto con tutti i soggetti interessati alla stesura del calendario corse 2025 – ha detto La Pietra – così da poter consentire una adeguata programmazione degli appuntamenti previsti per il prossimo anno. Parametro cardine per l’organizzazione del calendario sarà il numero dei cavalli stanziali sui vari territori, in modo da garantire una distribuzione il più possibile omogenea tra gli ippodromi in attività, evitando inoltre – ha proseguito – sovrapposizioni tra ippodromi limitrofi per specialità, in base alla collocazione geografica e al bacino di utenza”. La Pietra ha spiegato che “ci sarà grande attenzione per la classificazione stessa degli ippodromi che ospiteranno gli eventi. Come già ribadito vogliamo valorizzare tutti gli ippodromi nei quali il concetto di ospitalità, di accoglienza degli spettatori sono considerate la priorità. L’ippica tornerà a crescere – ha garantito il sottosegretario – anche grazie a un calendario corse che tenga conto di tutte le esigenze dei protagonisti del settore, ma allo stesso tempo dobbiamo saper offrire un’adeguata e innovativa esperienza a vecchi e nuovi appassionati di questo splendido sport”.

Giansanti: Mediterranea alleanza per Paese ma qualcuno vuole distruggere

Giansanti: Mediterranea alleanza per Paese ma qualcuno vuole distruggereMilano, 16 lug. (askanews) – “Noi costruiamo alleanze per creare ricchezze e benessere per il Paese e non contro qualcuno. Evidentemente c’è qualcuno che preferisce seguire altre logiche e probabilmente distruggere piuttosto che costruire percorsi comuni. Noi saremo sempre quelli che vogliono costruire percorsi comuni cercando di creare valore per le imprese che ovviamente utilizzeranno o che avranno benefici ovviamente dall’associazione Mediterranea”. A dirlo il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, a proposito delle critiche mosse da Coldiretti a Mediterranea, l’alleanza stretta con Unione italiana food. “Io non devo rispondere a nessuno, è Coldiretti che dovrebbe rispondere. Noi oggi lavoriamo nell’interesse del Paese per dare risposte alle imprese agricole, per poter dare ai nostri agricoltori mezzi e strumenti per poter essere sempre più nel mercato – ha detto – Operiamo tutti ormai in un mercato globale, dobbiamo costruire un modello di filiera che parta appunto dall’azienda agricola e arrivi sul banco dei nostri consumatori italiani e dei banchi dei consumatori mondiali con un modello italiano che possa mettere sempre più la produzione made in Italy 100% e lo facciamo con l’industria del Paese”. “Come Mediterranea – ha assicurato – non permetteremo a nessuno di rovinare o comunque sia di utilizzare impropriamente qualsiasi strumento che possa ledere l’immagine del made in Italy. Chi lo va raccontando o non sa o probabilmente è al di fuori della conoscenza e quindi ha altre motivazioni”.


Mediterranea, ha spiegato Giansanti, Wnon è un’associazione che rappresenta le imprese, noi non facciamo sindacato. Mediterranea nasce per promuovere sempre e meglio quella che è la cultura mediterranea d’impresa. E dentro quella cultura mediterranea c’è la cultura d’impresa mediterranea e in particolar modo la cultura d’impresa italiana. Oggi l’industria chiede sempre più prodotti italiani e noi agricoltori dobbiamo essere messi nella condizione di poter produrre di più valorizzando al meglio le nostre produzioni”. “Se l’industria alimentare italiana vuole prodotto italiano e vuole riconoscere anche un qualcosa di più perché facciamo un prodotto migliore credo che stiamo facendo un servizio tanto per i nostri agricoltori quanto per l’industria ma soprattutto un servizio per il Paese perchè andremo ad incrementare la quantità di prodotto nazionale che potremo esportare sempre di più”.

Cia: su aree interne Ue faccia sintesi su azioni rilancio

Cia: su aree interne Ue faccia sintesi su azioni rilancioRoma, 16 lug. (askanews) – “Sul rilancio delle aree interne l’Europa dia un segnale netto entro l’anno. Al Consiglio Agrifish chiediamo un cambio di passo decisivo rispetto al processo di semplificazione, digitalizzazione e sviluppo di servizi e infrastrutture fondamentali per la tenuta e la crescita delle zone rurali Ue”. Questo l’appello del presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, che guarda con interesse al dibattito in materia ripreso ieri dai ministri dell’Agricoltura riuniti a Bruxelles e che, in questa settimana di prime nomine, auspica rinnovata centralità per il settore da tutte le istituzioni Ue.


“Bene che l’Europa torni subito a confrontarsi sul futuro dei nostri borghi – commenta oggi Fini – Altrettanto importante resta che stringa sugli obiettivi, snellendo dove possibile le procedure, accelerando sulle misure e le risorse per realizzare i progetti su cui concordiamo tutti da tempo, a partire dal ricambio generazionale nei campi”. Secondo Cia, infatti, il circolo virtuoso per un’Europa migliore deve mettere al primo posto le aree interne, che sono l’80% del territorio complessivo, ma che ospitano solo il 30% della popolazione, e la vocazione agricola che le connota e le sostiene.


“Nei fatti, si dimentica troppo facilmente – aggiunge Fini – quanto il comparto agricolo sia cruciale, soprattutto in questi zone a rischio spopolamento, contro il dissesto idrogeologico e nella tutela dell’ambiente, per la sicurezza alimentare e la salvaguardia del patrimonio culturale, che deve tutto alle comunità che resistono e ancora investono dove è sempre più difficile farlo, per l’inadeguatezza delle reti fisiche e digitali, come dei servizi essenziali”. I giovani, il motore per riavviare economia e sviluppo, ma non senza le giuste risorse e le mirate valutazioni rispetto alle politiche più in linea con le esigenze di ciascun Paese. “Ci auguriamo venga preservato il budget dell’ultima programmazione, sapendo già che serviranno ancora più finanziamenti – precisa e conclude Fini – Ben venga l’input per una Pac integrata, con altri fondi Ue a disposizione. Abbiamo sentito parlare negli anni di patto rurale e piano d’azione, si faccia sintesi sugli interventi che devono risposte a quasi 140 milioni di cittadini, quelli delle zone rurali europee”.

Fai-Cisl: pieno sostegno a manifestazione Piemonte su caporalato

Fai-Cisl: pieno sostegno a manifestazione Piemonte su caporalatoRoma, 16 lug. (askanews) – “Pieno sostegno ai colleghi della Fai e della Cisl regionale e territoriale oggi in piazza ad Alba contro caporalato e sfruttamento”. Lo ha detto il segretario generale della Fai-Cisl nazionale Onofrio Rota, intervenendo al Consiglio Generale della Cisl in corso a Roma.


Sono molte le iniziative della Fai-Cisl in corso da settimane in diversi territori, come a Foggia, a Verona, a Latina, a ricordare che “i recenti fenomeni di caporalato emersi dimostrano l’urgenza di intervenire a livello nazionale per affermare il lavoro dignitoso e la legalità. Tutta la Fai nazionale è al fianco dei tanti colleghi impegnati ogni giorno in prima linea per tutelare i lavoratori e le loro famiglie, per un made in Italy agroalimentare che sia davvero pulito, equo, frutto di filiere tracciate e trasparenti”, ha quindi detto Rota. “Oltre alle tante azioni di contrasto e prevenzione del caporalato che abbiamo proposto in diverse occasioni ai ministri Lollobrigida e Calderone – ha aggiunto il sindacalista – per noi rimane fondamentale un cambiamento da innescare nelle politiche migratorie. Bisogna fare emergere i tanti lavoratori che, pur lavorando da anni in Italia, si sono ritrovati in posizioni di irregolarità. Circa 200mila su 400mila irregolari sono legati all’agricoltura, ed è doveroso garantire a queste persone permessi di soggiorno con cui riconoscere dignità, tutele, diritti e doveri”.

Attivato in Puglia tavolo regionale permanente emergenza irrigua

Attivato in Puglia tavolo regionale permanente emergenza irriguaRoma, 16 lug. (askanews) – E’ stato attivato il tavolo regionale permanente per l’emergenza irrigua in Puglia, stretta nella morsa della siccità grave ed emergenziale, con danni stimati per oltre 1 miliardo di euro in poco più di 2 anni e raccolti dimezzati. A darne notizia è Coldiretti Puglia. Il tavolo permanente sull’emergenza è stato istituzionalizzato dall’assessore regionale all’Agricoltura Donato Pentassuglia, con il commissario di ARIF e Consorzio Unico del Centro Sud, Francesco Ferraro e Vito Colucci, direttore tecnico di Acque del Sud.


In provincia di Taranto è stata aperta la traversa per far arrivare acqua dal Tara, è stata installata una pompa da 300 litri al secondo per emungere acqua dal Bradano ed è stato armato il pozzo 4: interventi emergenziali che però non risolvono il problema della mancanza di acqua, con accordi con la Basilicata che andrebbero radicalmente rivisti. Ma anche in provincia di Bari – aggiunge Coldiretti Puglia – persistono disservizi nei comuni di Noci sui pozzi “Lamadacqua”, “Madonna della Scala”, “Scarciulli” e “San Giacomo” e Putignano, dove per vari fattori tra cui la carenza del personale, l’apertura dei pozzi è limitata a giorni alterni per sola mezza giornata, tempistica del tutto insufficiente. “E’ stato d’emergenza in Puglia con i quantitativi di acqua più che dimezzati rispetto allo scorso anno e gli invasi artificiali del foggiano che registrano -170,24 milioni di metri cubi d’acqua”, ha detto Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia.

Per progetto Fao su sicurezza alimentare in Malawi 52 mln Usd

Per progetto Fao su sicurezza alimentare in Malawi 52 mln UsdRoma, 16 lug. (askanews) – Un progetto da 52,3 milioni di dollari è stato approvato oggi dal Fondo Verde per il Clima per aiutare il Malawi a far fronte agli effetti devastanti del cambiamento climatico e a rafforzare la sicurezza alimentare a lungo termine del Paese.


Guidato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO), il progetto è destinato a portare benefici a quasi 575.000 persone vulnerabili nelle comunità rurali nell’arco di sei anni. Fornirà gli investimenti urgentemente necessari per l’adattamento e la resilienza del Malawi, che l’ONU classifica come Paese meno sviluppato. Il progetto “punta a trasformare il settore agricolo del Malawi attraverso azioni climatiche olistiche e di grande impatto basate sugli ecosistemi”, ha affermato il vice direttore generale della FAO Maria Helena Semedo. Il Malawi è uno dei paesi più poveri del mondo, con il 70% della sua popolazione che vive al di sotto della soglia di povertà internazionale. Le sue comunità rurali, che dipendono principalmente dall’agricoltura pluviale per il loro sostentamento, stanno già sperimentando gli effetti del cambiamento climatico, tra cui l’aumento delle temperature, precipitazioni imprevedibili ed eventi meteorologici estremi più frequenti e intensi.


Il progetto mira ad aumentare la resilienza delle comunità rurali a livello di bacini idrografici e di aziende agricole, dove gli approcci basati sugli ecosistemi e la gestione integrata e sostenibile dell’acqua e del suolo sono fondamentali per la produzione agricola e l’adattamento ai cambiamenti climatici. Ripristinerà inoltre più di 83.000 ettari di terreni comunali e agricoli.