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Forlini (Unaitalia): produzione avicola +6,7% in primi 4 mesi

Forlini (Unaitalia): produzione avicola +6,7% in primi 4 mesiRoma, 20 giu. (askanews) – “Dopo 2 anni difficili caratterizzati dall’aviaria, oggi il settore gode di buona salute: nel 2023 abbiamo recuperato l’autosufficienza, ora al 105,5%, grazie a una produzione in crescita del 7,7% a volume e del 2,7% a valore. E il primo quadrimestre 2024 vede una crescita media a volume del 6,7%”. Lo ha detto Antonio Forlini, che oggi è stato riconfermato alla presidenza di Unaitalia, l’associazione di riferimento per il settore delle carni avicole.


“Ma lo scenario non si presenta del tutto roseo – ha aggiunto – Gli effetti del cambiamento climatico, il protrarsi del conflitto in Ucraina e l’inasprimento dello scontro in Medio Oriente hanno reso sempre più instabili gli andamenti del commercio globale. Il settore – ha spiegato Forlini – ha davanti sfide molto complesse che vanno dai dossier europei sul benessere animale a uno sviluppo sostenibile del comparto basato su un punto di equilibrio tra sostenibilità ambientale, economica e sociale. Bisogna preservare la disponibilità per i consumatori delle proteine più democratiche e facilmente accessibili, ovvero carni bianche e uova”. “Nel prossimo triennio – ha concluso Forlini – lavoreremo affinché in Ue si pongano le basi per un dialogo col settore libero da ideologie e basato sulle evidenze scientifiche, augurandoci che la politica possa mettere al primo posto sicurezza e autosufficienza alimentare, garantendo una reciprocità di regolamentazione anche rispetto ai competitor internazionali”.

Agroalimentare, Cristiano Ludovici nuovo presidente di Isit

Agroalimentare, Cristiano Ludovici nuovo presidente di IsitRoma, 20 giu. (askanews) – Cristiano Ludovici è il nuovo presidente dell’Istituto Salumi Italiani Tutelati, l’Associazione dei Consorzi dei Salumi DOP e IGP, per il triennio 2024-2027, in rappresentanza di 19 Consorzi di Tutela e di 23 prodotti tutelati. A nominarlo l’assemblea dei Consorziati che si è svolta martedì 18 giugno, a Bologna, presso l’hotel “I Portici”.


Cristiano Ludovici, amministratore delegato del Gruppo Alimentare Valtiberino, raccoglie il testimone da Lorenzo Beretta, che è stato alla guida di Isit per due mandati e ora nominato nuovo presidente dell’Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi (Assica). La nomina all’unanimità di Ludovici, che fino ad oggi ha ricoperto la carica di vicepresidente, premia e assicura la continuità strategica e politica dell’operato dell’Istituto sia per quanto concerne la rappresentanza istituzionale, sia nel coordinamento interno dei Consorziati.


“Riporrò particolare attenzione al ruolo di Isit nel favorire una ancora maggiore vicinanza dei Consorzi ai propri territori, perché – ha detto il neo presidente – l’Indicazione Geografica nasce e si rafforza grazie a quel legame indissolubile che unisce prodotto, qualità e territorio d’origine: sulla base di questa consapevolezza i Consorzi possono contribuire, anche con il nuovo regolamento IG, alla crescita del tessuto economico e sociale delle economie locali”. “Altro importante obiettivo – conclude Ludovici – sarà quello di rafforzare l’operato dell’Istituto, incrementando i servizi a favore dei Consorzi e fornendo strumenti strategici comuni per la valorizzazione delle produzioni. Ciò in continuità con la strada segnata dal Presidente Beretta, alla luce della quale deve essere letta, da ultimo, la nomina come nuovo direttore di ISIT di Cristiano Costantino Loddo, nel segno di un’intensificazione delle sinergie fra i Consorzi nonché di un costante coordinamento con Assica e Ivsi”.

Avicoltura, Antonio Forlini confermato alla guida di UnaItalia

Avicoltura, Antonio Forlini confermato alla guida di UnaItaliaRoma, 20 giu. (askanews) – Antonio Forlini è stato riconfermato oggi alla presidenza di Unaitalia, l’associazione di riferimento per il settore delle carni avicole: un comparto che conta 64mila addetti e un fatturato di 7,5 miliardi (+2,7% sul 2022) a fronte di una produzione di 1.328.600 tonnellate di carni bianche e 12,3 miliardi di uova. Il rinnovo del mandato di presidenza per il triennio 2024-2027 è stato reso noto oggi durante l’assemblea dei Soci Unaitalia in corso a Bologna.


Teramano, classe 1960, Forlini ha una laurea in Giurisprudenza e un master MBA alla Bocconi di Milano. Dal 1996 è dirigente del Gruppo Amadori, nel quale ha ricoperto diverse responsabilità manageriali. Nel corso dell’assemblea è stato riconfermato alla guida del Comitato Uova di Unaitalia Ruggero Moretti, amministratore delegato di Cascina Italia spa e presidente EEPA, (European Egg Processors Association – Associazione europea dei produttori di uova).

Agricoltori di Coldiretti Puglia da prefetti su emergenze settore

Agricoltori di Coldiretti Puglia da prefetti su emergenze settoreRoma, 20 giu. (askanews) – Dal ‘grano nuovo’ quotato solo 337-342 euro a tonnellata alla siccità, con la cronica mancanza di acqua a causa di una gestione fallimentare della risorsa idrica in Puglia, ma anche la mancata ‘ricostruzione’ dopo il disastro causato dalla Xylella fino all’emergenza fauna selvatica. Sono questi i temi affrontati da Coldiretti Puglia, con gli agricoltori arrivati dalle campagne che hanno incontrato i Prefetti della Puglia, con presìdi dinanzi alle sedi dei Palazzi del Governo.


“Con la Puglia invasa dai cinghiali, non c’è solo la peste africana, ma è allarme per la sicurezza delle persone in campagna e città – denuncia Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia – le aree della Murgia barese e tarantina, del Gargano e del subappennino dauno sono divenute l’eldorado dei cinghiali che devastano anche i raccolti. “Coldiretti Puglia chiede l’applicazione subito a livello regionale delle misure previste dal decreto interministeriale varato lo scorso anno per l’adozione di un Piano straordinario per la gestione e il contenimento della fauna selvatica incontrollata”, insiste Pietro Piccioni, direttore regionale di Coldiretti.


Altra emergenza è la siccità, con “la fallimentare gestione dell’acqua e della bonifica in Puglia”. Per questo Coldiretti Puglia chiede un tavolo regionale permanente per l’emergenza irrigua e siccità che affronti annose questioni a carico di ARIF e dei consorzi di bonifica commissariati. Uno degli effetti più devastanti della mancanza di acqua si è manifestato proprio sulla produzione di grano in Puglia, stimata quest’anno in calo del 40-45% per effetto della prolungata siccità che ha stretto tutta la regione in una morsa per mesi causando il taglio delle rese. E ancora la Xylella, con la richiesta di Coldiretti Puglia di un tavolo regionale che affronti in maniera sinergica il completamento del Piano straordinario per la rigenerazione olivicola della Puglia, il contrasto all’avanzamento della subspecie Pauca e delle altre due sottospecie di recente scoperta, l’avvio di un secondo piano per la rigenerazione delle aree colpite dalla Xylella fastidiosa in Puglia ed un pieno e consapevole coinvolgimento delle Istituzioni Nazionali e dell’Europa sul problema Xylella.

Fedagripesca: bene decreto su fermo pesca, ha elementi innovativi

Fedagripesca: bene decreto su fermo pesca, ha elementi innovativiRoma, 20 giu. (askanews) – Istituire un organismo di monitoraggio utile ad accompagnare le imprese di pesca in questa nuova organizzazione del fermo pesca. A chiederlo è Confcooperative-Fedagripesca nell’apprezzare il decreto sull’arresto temporaneo dell’attività di pesca per il 2024.


“Un provvedimento coraggioso e innovativo – sottolinea in una nota Paolo Tiozzo, vicepresidente Confcooperative Fedagripesca – in linea con gli indirizzi declinati dal ministro Lollobrigida in questi mesi di governo, che cambia le regole per lo stop temporaneo dell’attività di pesca puntando su una maggiore autonomia degli operatori del settore”. E proprio per questo che, secondo l’associazione, sarebbe opportuno accompagnare il comparto con un sistema di monitoraggio per avere il polso della situazione di ogni area di pesca e avere sempre il conto aggiornato delle effettive giornate di attività”. E in questa nuova gestione dell’arresto temporaneo giocano un ruolo importante anche le associazioni di categoria.


“Molte delle nostre richieste sono state accolte e per questo siamo soddisfatti. Bene la possibilità dell’apertura alla pesca nei fine-settimana che non sarà tuttavia un far west, come qualcuno temeva, ma sarà autorizzata in particolari condizioni e d’intesa con associazioni di categoria e sindacati”, conclude Tiozzo.

Produzione del verde made in Italy, patrimonio da 3,1 mld euro

Produzione del verde made in Italy, patrimonio da 3,1 mld euroRoma, 20 giu. (askanews) – Il valore della produzione del verde Made in Italy è un vero patrimonio nazionale che si è attestato nel 2023 intorno ai 3,1 miliardi di euro, ovvero il 30% in più rispetto ai 2,45 miliardi di euro del 2016, annus horribilis con la cifra più bassa segnata nell’ultimo decennio, arrivando addirittura ad eguagliare le cifre record del 2022, annus mirabilis per il comparto.


Delle priorità del settore se ne è discusso ieri alla presenza del sottosegretario di Stato per l’Agricoltura, la sovranità alimentare e le foreste Patrizio Giacomo La Pietra, del presidente di Ice Agenzia Matteo Zoppas e dei rappresentanti delle Associazioni Florovivaistiche e Agricole Italiane, si è svolta oggi a Roma la conferenza stampa di presentazione della 73esima edizione di Flormart Green Italy, Salone Internazionale di Florovivaismo, Verde e Paesaggio e osservatorio privilegiato del settore. Le esportazioni dei prodotti florovivaistici italiani rappresentano un fiore all’occhiello: con un valore di oltre 1,2 miliardi di euro, la nostra nazione è seconda solo ai Paesi Bassi in Europa mentre ricopre la terza posizione, dopo Paesi Bassi e Colombia, a livello globale.


Il totale dell’export è composto da 780 milioni per piante ornamentali e vivaismo (esclusi gli alberi da frutto e arbusti, pari a 90 milioni), 300 milioni per piante in vaso, 170 milioni derivati da fogliame, rami, muschi, licheni, recisi, freschi o trattati e da 135 milioni dei fiori recisi. L’andamento più che positivo dell’export garantisce il saldo della bilancia commerciale, con i 27 Paesi dell’UE che costituiscono la principale destinazione dei prodotti italiani (80% circa).

A Piacenza Expo il 5-6 dicmebre il Dairy Expo Tech 2024

A Piacenza Expo il 5-6 dicmebre il Dairy Expo Tech 2024Roma, 20 giu. (askanews) – Con un fatturato di circa 19 miliardi di euro e un indotto che occupa più di 100mila lavoratori, il settore lattiero caseario rappresenta la prima filiera agroalimentare italiana. Secondo il CLAL, la società di consulenza specializzata nel comparto agro-alimentare, l’export di formaggi e latticini nel 2023 ha svolto un ruolo fondamentale nella crescita del comparto: con quasi 600mila tonnellate spedite (+5,7% sul 2022), le esportazioni hanno raggiunto un fatturato totale di 4,9 miliardi di euro, in crescita dell’11,6% rispetto al 2022. E anche nel 2024 i volumi esportati continuano ad aumentare, con una crescita del +12,9% rispetto allo stesso periodo del 2023 e oltre 150mila tonnellate spedite. Inoltre, a maggio 2024 il prezzo del latte alla stalla in Lombardia è cresciuto, attestandosi a 51,50 euro/100 Lt (+3% rispetto a gennaio).


Partendo da questo scenario positivo oggi è stata presentata Dairy Expo Tech, la mostra convegno dedicata alle macchine e alle attrezzature per la produzione del latte e di tutti i prodotti caseari organizzata da Senaf che si terrà il 5 e 6 dicembre presso Piacenza Expo. La mostra convegno Dairy Expo Tech dedicherà ampio spazio alle politiche agricole ed economiche della filiera del latte, con l’obiettivo di creare delle piattaforme di dialogo per rafforzare il sistema e favorire azioni a salvaguardia della sostenibilità sociale, ambientale ed economica. Oggi, infatti, la filiera lattiero-casearia deve fare i conti con l’urgenza di una maggiore sostenibilità ambientale. Un cambiamento necessario che non può essere raggiunto senza una forte componente di innovazione tecnologica.


Tra gli avvenimenti principali dell’evento vi saranno due convegni, il Dairy Summit ed il Dairy Tech Summit, per favorire il confronto sui temi chiave della mostra convegno tra produzione, trasformazione e distribuzione, e tante iniziative come l’Osservatorio Dairy Overview, per intercettare le nuove tendenze, e i Dairy Award, per riconoscere le soluzioni particolarmente innovative nell’ambito tecnologico. Non mancherà infine uno spazio dedicato ai nuovi talenti denominato Piazza Formazione, un’area dedicata al confronto e alla cooperazione tra scuola e impresa in collaborazione con le principali Università.

Nasce in Veneto una sezione di Confagricoltura Donna

Nasce in Veneto una sezione di Confagricoltura DonnaRoma, 20 giu. (askanews) – Contare di più in agricoltura, dimostrare le proprie competenze nei settori dove la presenza delle donne è ancora esigua, fare rete per crescere e sostenersi a vicenda. Sono gli obiettivi della neonata sezione veneta di Confagricoltura Donna, battezzata ufficialmente a Padova in un incontro al quale hanno partecipato imprenditrici agricole di tutto il Veneto. In Veneto, secondo i dati Ismea 2024, le aziende agricole femminili sono 21.440, su un totale di 82.860. Una su quattro, quindi, è rosa. A crescere sono soprattutto le realtà condotte da giovani under 40, con un incremento del 5,4% rispetto al 2023.


Presidente è stata eletta la polesana Chiara Dossi, presidente della sezione cereali alimentari di Confagricoltura Veneto e titolare di un’azienda prevalentemente cerealicola ad Adria, in provincia di Rovigo. Le vicepresidenti sono le padovane Valentina Lorenzin, che conduce un agriturismo, e Catia Bolzonella, titolare di un’azienda vitivinicola sui Colli Euganei. A completare l’organigramma una giunta composta da otto imprenditrici agricole delle diverse province. “Da tempo era sentita l’esigenza di dare vita ad una sezione veneta di Confagricoltura Donna – sottolinea Chiara Dossi – Nel mondo agricolo la presenza maschile è preponderante e anche nel passaggio generazionale le donne non godono del sostegno della parte maschile anziana, nonostante rappresentino spesso la parte più creativa e innovativa dell’azienda. C’è, insomma, una certa resistenza nel concederci spazio”.


“In alcuni settori la rappresentanza femminile cresce in maniera costante, vedi l’agriturismo e il vitivinicolo – spiega Dossi – In altri segna ancora una certa diffidenza, come nel comparto dei cereali o nell’allevamento. Dobbiamo, quindi, far sentire la nostra voce e dimostrare che possediamo capacità e competenze per destreggiarci in qualsiasi ambito. Sto prendendo anche contatto con le presidenti di altre realtà regionali di Confagricoltura Donna, per condividere iniziative, progetti e idee mirate a valorizzare e incentivare l’imprenditoria femminile”.

Coldiretti: afa e siccità, costi sempre più alti per allevatori

Coldiretti: afa e siccità, costi sempre più alti per allevatoriRoma, 20 giu. (askanews) – Costi sempre più alti per gli allevatori a causa delle temperature record che impattano anche sugli animali della fattoria, dove sono entrati in funzione ventilatori e docce per cercare di dare sollievo alle mucche in difficoltà per l’afa. È quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti in riferimento agli effetti dell’anticiclone Minosse che sta investendo l’Italia da nord a sud con temperature anche oltre i 40 gradi e i primi bollini rossi nei centri urbani.


Dalla Lombardia alla Calabria, gli allevatori hanno messo in funzione le varie misure per cercare di sostenere gli animali, con un aggravio dei costi energetici e le difficoltà, soprattutto al Sud, di reperire l’acqua necessaria, visto la prolungata siccità. Con le alte temperature ogni singolo animale arriva, infatti, a bere fino a 140 litri di acqua al giorno contro i 70 dei periodi meno caldi. Per le mucche specialmente, sottolinea la Coldiretti, il clima ideale è fra i 22 e i 24 gradi, oltre questo limite gli animali mangiano poco, bevono molto e producono meno latte.


Resta drammatica la situazione in Sicilia dove a mancare è l’acqua per abbeverare gli animali, con pozzi e bacini secchi e le bollette idriche che hanno raggiunto cifre stratosferiche, spesso peraltro per non vedersi neppure recapitare l’acqua necessaria. Ma il caldo record non risparmia neppure le coltivazioni. Con le temperature superiori ai 35 gradi anche le piante sono sottoposte a rischio stress idrico e colpi di calore che compromettono la crescita dei frutti negli alberi, bruciano gli ortaggi e danneggiano i cereali. L’intervento con irrigazione di soccorso è importante – conclude la Coldiretti – soprattutto per far sopravvivere le piantine piccole che non avendo radici sviluppate non riescono a raggiungere lo strato umido del terreno poiché lo sbalzo improvviso della temperatura tende a formare una crosta in superficie.

Cia incontra D’Eramo (Masaf): salvare aree interne da abbandono

Cia incontra D’Eramo (Masaf): salvare aree interne da abbandonoRoma, 20 giu. (askanews) – “Non lasciamo, ancora, indietro le aree interne. È arrivato il momento di mettere le zone rurali del Paese al riparto dal rischio di un irrimediabile abbandono. Parliamo di quasi la metà dei Comuni italiani, il 48%, che non devono rimanere fuori da quella riorganizzazione, in primis infrastrutturale e dei servizi essenziali, tanto invocata con il Pnrr. Il perno è l’agricoltura, motore di progresso e sostenibilità per comunità e territori, per 13 milioni di persone”. A ribadirlo, oggi, è stato il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, che è tornato a Via XX Settembre, insieme al vicepresidente Matteo Bartolini, per fare il punto sul tema con il sottosegretario Luigi D’Eramo.


Per Cia, siamo a un punto di non ritorno rispetto alle criticità che stanno affrontando le campagne italiane. “Con il sottosegretario D’Eramo – spiega in una nota Fini – stiamo ragionando su strategie più puntuali per mettere a terra tutte le progettualità e, quindi, gli interventi e le risorse già a disposizione, evitando che si disperdano in operazioni non percorribili per la natura stessa di questo Paese. Serve una programmazione univoca, a cominciare dalle reti stradali e dall’ultimo miglio digitale. Questa, però, non basta se non accompagnata da politiche in grado di spingere, con una normativa quadro, l’abitabilità di ciascuna zona periferica e di montagna”. Tra le richieste di Cia, misure di fiscalità agevolata e norme che favoriscano l’accesso al credito e alla liquidità, dunque in grado di innescare ricambio generazionale.


Sul tavolo anche la necessità di un Piano nazionale per il settore agricolo, come di una legge quadro sulla valorizzazione della dimensione familiare agricola che includa, in primo luogo, il recupero dei terreni incolti, ma soprattutto il riconoscimento economico e sociale delle funzioni ambientali svolte dal comparto. “Evitiamo il cortocircuito – conclude Fini – È dal territorio, dai borghi, dalle aziende lungo l’Appennino che arriva il valore della nostra agricoltura, fatta di produzioni tipiche autentiche, tradizioni anima del turismo, senza le quali non ci sarebbe il Made in Italy agroalimentare e tanto meno la Dieta Mediterranea”.