Passa al contenuto principale
#sanremo #studionews #askanews #ciaousa #altrosanremo

Istat: Italia a vertici Ue per valore aggiunto agricolo

Istat: Italia a vertici Ue per valore aggiunto agricoloRoma, 18 giu. (askanews) – Nel 2023 l’Italia si è piazzata ai vertici europei per valore aggiunto agricolo. E’ quanto emerge dall’ultimo report dell’Istat sull’andamento dell’economia agricola nel 2023.


Il valore della produzione agricola nel 2023 nell’Ue27, infatti, è stato di 537,1 miliardi di euro, rimanendo sostanzialmente invariato rispetto all’anno precedente. I maggiori aumenti del valore della produzione sono stati registrati in Portogallo e Romania, mentre i cali più significativi in Danimarca e Polonia. La Francia ha mantenuto la leadership della produzione agricola in Europa, con un valore di 96 miliardi di euro (circa il 18% del totale Ue27), seguita da Germania (76,6 miliardi di euro, 14,3% del totale), Italia (71,9 miliardi di euro, 13,4%), Spagna (65,5 miliardi di euro, 12,2%), Polonia (39,5 miliardi di euro, 7,3%) e Paesi Bassi (36,7 miliardi di euro, 6,8%).


Il valore aggiunto agricolo per l’Ue27 nel 2023 è stato pari a 225,6 miliardi di euro (+2,1% rispetto al 2022). La Francia ha mantenuto il primato con 39,2 miliardi, rappresentando il 17,4% del valore aggiunto dell’Ue27 ma ha visto ridursi la distanza dall’Italia (38,2 miliardi di euro, 16,9% dell’Ue27). La Spagna, con 33,2 miliardi (14,7% dell’Ue), ha superato la Germania che si è fermata a 31,1 miliardi (13,8% dell’Ue).

Istat: in Ue produzione in lieve calo e prezzi in frenata in 2023

Istat: in Ue produzione in lieve calo e prezzi in frenata in 2023Roma, 18 giu. (askanews) – Lieve calo nel 2023 per la produzione agricola della Ue a 27. Secondo i dati provvisori ad oggi disponibili, il comparto agricolo dell’Ue27 ha infatti registrato un decremento del volume della produzione dello 0,4%. Tra i principali Paesi produttori, il calo ha riguardato in particolare Grecia (-15,2%), Danimarca (-8,3%) e Spagna (-8,0%), con andamenti negativi registrati anche in Irlanda (-4,4%), Italia (-2,3%) e Paesi Bassi (-1,0%). Tuttavia, si è osservato un aumento della produzione in Ungheria (+25,2%), Romania (+15,6%), Francia (+2,9%) e Germania (+2,0%). E’ quanto emerge dall’ultimo report dell’Istat sull’andamento dell’economia agricola nel 2023.


I prezzi hanno mostrato un moderato rialzo nel complesso dell’Ue27 (+0,4% rispetto al 2022) con notevoli differenziazioni tra i principali Paesi: in crescita in Grecia (+16,3%), Portogallo (+14,8%), Spagna (+13,1%), Italia (+2,8%) e Danimarca (+1,4%), ma in ridimensionamento in Ungheria (-14,8%), Francia (-3,9%), Polonia (-2,9%) e Germania (-1,4%). Le stime indicano per il 2023 una diminuzione del valore dei consumi intermedi dell’1,5% per l’Ue27. Nella maggior parte dei Paesi membri i decrementi sono stati significativi e al di sopra della media Ue, con solo Romania e Francia che hanno registrato una crescita del valore dei consumi intermedi. I prezzi dei beni e servizi impiegati sono diminuiti mediamente nell’Ue dell’1,4%. I maggiori decrementi si sono registrati in Spagna, Germania, Paesi Bassi e Italia, che si è collocata al di sotto della media europea.


Al contrario, sono stati rilevati aumenti in Francia, Grecia, Ungheria e Portogallo. I consumi intermedi rappresentano il 58,0% del valore della produzione Ue27 (rispetto al 58,9% nel 2022), con incidenza maggiore alla media in Danimarca, Polonia, Portogallo, Ungheria, Paesi Bassi e Francia, e inferiore in Italia, Spagna, Grecia e Austria. Lo scorso anno la produzione delle coltivazioni è rimasta stabile, registrando una lieve riduzione in volume dello 0,2%. Tuttavia, un calo significativo è stato rilevato nella produzione di olio d’oliva (-39,6%) con diminuzioni anche per frutta (-5,6%), vino (-4,7%) e florovivaismo (-2,2%).

Istat: 2023, volume produzione agricola cresce solo in Nord-Ovest

Istat: 2023, volume produzione agricola cresce solo in Nord-OvestRoma, 18 giu. (askanews) – Il volume della produzione agricola nel 2023 si è ridotto in tutte le aree geografiche italiane ad eccezione del Nord-ovest, dove si è registrato un incremento del 2,3%. E’ quanto emerge dall’ultimo report dell’Istat sull’andamento dell’economia agricola nel 2023.


Nel dettaglio, per il Nord-est si è registrato un calo del 3,9%, per il Centro del 2,9%, per il Sud del 2,8% e per le Isole dell’1,2%. In termini di valore aggiunto, le divergenze nelle dinamiche si amplificano ulteriormente, con il Nord-ovest che segna una crescita in volume del 5,5%, mentre il Nord-est rileva una contrazione del 7,5%, il Centro del 4,6%, il Sud del 2,2% e le Isole dell’1,3%. Ad influenzare il buon andamento del Nord-ovest sono state, in particolare, le dinamiche positive di Lombardia e Piemonte; il risultato negativo del Nord-est è stato determinato soprattutto da Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna, mentre quello del Centro è stato influenzato da Umbria e Marche e, nel Sud, da Puglia e Abruzzo.


In termini di classifiche regionali, il decremento percentuale più rilevante della produzione in volume è stato registrato dal Friuli-Venezia Giulia (-6,1%), mentre l’incremento maggiore è stato quello della Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste (+2,6%). Risultati simili si riscontrano anche negli andamenti del valore aggiunto in volume, con primato negativo per Friuli-Venezia Giulia (-13,8%) e il migliore risultato per la Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste (+8,7%). I prezzi alla produzione sono cresciuti in quasi tutte le regioni, soprattutto in Calabria (+11,2%), Abruzzo (+8,8%) e Sicilia (+8,1%), con una leggera diminuzione solo in Veneto (-0,8%) e Piemonte (-0,2%).


Per i prezzi degli input (consumi intermedi), si è avuta una diminuzione generalizzata che ha riguardato, in particolare, Lombardia (-5,0%), Piemonte (-4,4%) e Veneto (-3,5%), mentre si è rilevato un aumento solo per Campania (+3,2%), Puglia (+1,7%) e Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste (+1,6%).

Istat: in 2023 rallenta aumento prezzi prodotti agricoli

Istat: in 2023 rallenta aumento prezzi prodotti agricoliRoma, 18 giu. (askanews) – Rallenta nel 2023 l’aumento dei prezzi dei prodotti agricoli e si registrano costi di produzione in diminuzione. Lo scorso anno, infatti, è stato rilevato un incremento medio dei prezzi dei prodotti agricoli su base annua del 3,9%, un dato in netto rallentamento rispetto all’anno precedente (+17,5%) che evidenzia come si stia riassorbendo l’effetto espansivo sui prezzi innescato dalla crisi pandemica e dalle conseguenze del conflitto russo-ucraino sui mercati globali delle materie prime. E’ quanto emerge dall’ultimo report dell’Istat sull’andamento dell’economia agricola nel 2023.


I prezzi dei prodotti delle coltivazioni sono cresciuti mediamente dello 0,8% (+17,1% nel 2022). Gli aumenti più forti sono stati rilevati per le coltivazioni legnose, in particolare per l’olio d’oliva (+27,2%), gli agrumi (+21,4%) e la frutta (+11,1%); al contrario, sono osservati decrementi significativi per cereali (-22,2%), coltivazioni industriali (-10,7%) e foraggi (-4,0%). I prezzi dei prodotti zootecnici hanno registrato un incremento consistente (+7,1%), sebbene in netta riduzione rispetto al 2022 (+24,3%). Rilevanti aumenti si sono avuti per le carni animali, in particolare per le suine (+22,4%), mentre è stato registrato un calo nel prezzo del pollame (-7,4%).


Incrementi si sono osservati anche per i prezzi delle attività dei servizi (+10,8%) e per le attività secondarie (+2,4%). Sul fronte dei costi sostenuti dagli agricoltori, nel 2023 il prezzo medio dei beni e dei servizi impiegati in agricoltura ha subìto una riduzione del 2,5%, dopo la forte crescita del 2022 (+30,6%). I prezzi sono diminuiti in misura significativa soprattutto per i fertilizzanti (-18,4%), i prodotti energetici (-8,4%) e gli alimenti per animali (-5,9%).

Istat: nel 2023 in ripresa coltivazioni industriali e cereali

Istat: nel 2023 in ripresa coltivazioni industriali e cerealiRoma, 18 giu. (askanews) – Il 2023 è stata una annata positiva per coltivazioni industriali, cereali e attività secondarie in agricoltura. E’ quanto emerge dall’ultimo report dell’Istat sull’andamento dell’economia agricola nel 2023.


Nel dettaglio, le coltivazioni erbacee nel 2023 hanno evidenziato nel complesso un andamento positivo, in particolare le colture industriali e quelle cerealicole, grazie all’incremento delle rese per ettaro. Nelle coltivazioni industriali (+10,2% in volume), tutte le colture oleaginoseii hanno registrato una buona performance, mentre nei cereali (+6,6% in complesso) si è assistito a un ulteriore positivo recupero nella produzione di mais e frumento tenero, dopo la contrazione del periodo 2015-2021 causata dalla siccità e dalle avverse condizioni climatiche.


Positivo il risultato registrato per le attività secondarie non agricole (+7,2% in volume), sebbene la crescita sia in rallentamento rispetto al 2022 (+12,1%). L’incremento delle attività di agriturismo è stato più contenuto (+4,0% in volume), mentre c’è stata una notevole ripresa per le attività legate alla sistemazione di parchi e giardini (+20,0%).

Istat: 2023 annata agricola negativa per vino, floricoltura e olio

Istat: 2023 annata agricola negativa per vino, floricoltura e olioRoma, 18 giu. (askanews) – Il calo dei volumi di produzione del settore primario nel 2023 ha caratterizzato tutti i comparti agricoli, fatta eccezione per le attività secondarie. L’annata è stata negativa per le coltivazioni (-3,9% in volume) soprattutto per quelle legnose (-11,1%), in particolare vino, frutta e olio d’oliva. Ma anche per la floricoltura e il comparto vivaistico e quello zootecnico. E’ quanto emerge dall’ultimo report dell’Istat sull’andamento dell’economia agricola nel 2023.


La produzione del vino nel 2023 è tornata ai livelli del 2017, con una diminuzione in volume del 17,4% rispetto all’anno precedente. Se il caldo e l’assenza di precipitazioni hanno influito positivamente sulla qualità delle uve, il prolungamento di queste condizioni metereologiche nel periodo autunnale ha causato una consistente riduzione del raccolto. Il calo produttivo più rilevante si è avuto in Abruzzo (-55,2%) e pesanti perdite si sono registrate nelle regioni Marche (-38,4%), Puglia (-34,2%), Umbria (-30,7%), Lazio (-30,2%), Campania (-30,0%) e Toscana (-24,3%), mentre ci sono stati incrementi nei volumi di produzione in Liguria, Emilia-Romagna, Molise, Calabria e Basilicata. Poco soddisfacenti anche i risultati raggiunti nel 2023 nella produzione di olio d’oliva (-3,0% in volume), nonostante le positive aspettative per un’annata che era prevista di caricai . La produzione a livello nazionale è stata inferiore alla media degli ultimi anni, con risultati piuttosto differenziati sul territorio. Il clima fresco e umido durante la fioritura ha compromesso i raccolti in molte zone del Centro; tuttavia, le prolungate alte temperature della seconda parte dell’anno hanno favorito il controllo dei patogeni tipici dell’ulivo, che negli ultimi anni avevano causato molti danni, soprattutto al Sud. I risultati positivi registrati nelle regioni del Sud (+3,4% in Calabria, +3,2% in Campania, +1,6% in Puglia) non sono stati sufficienti però a compensare la consistente riduzione dei volumi riscontrata al Centro (-32,8% in Umbria, -22,9% nelle Marche, -18,3% in Toscana, -11,2% nel Lazio).


Dopo l’andamento positivo del 2022, la produzione di frutta ha subìto nel 2023 l’impatto dei fenomeni climatici estremi (gelate tardive e grandinate) che hanno caratterizzato la prima parte dell’anno. I volumi complessivi sono diminuiti dell’11,2% coinvolgendo tutte le principali colture (in particolare pere, ciliegie, nettarine, susine e albicocche) e quasi tutte le regioni, con crolli dei raccolti in Veneto (-45,2%), EmiliaRomagna (-42,1%), Toscana (-23,2%) e Lombardia (-20,5%). Tuttavia, la diminuzione della produzione di agrumi è risultata più contenuta (-0,7%), con il dato più negativo registrato in Calabria (-6,6%). L’anno non è stato positivo neanche per il comparto vivaistico (-3,9%), floricolo (-3,8%) e orticolo (-1,7%).


Nel 2023 è proseguito il calo produttivo del settore zootecnico (-0,9%), con una diminuzione soprattutto delle carni bovine (-2,6%) dopo la crescita registrata nell’anno precedente. Tra i prodotti zootecnici derivati, ancora in calo i volumi del latte (-1,1%), oltre alla persistente crisi del miele (-10,9%).

Istat: agricoltura, in 2023 calano occupazione e investimenti

Istat: agricoltura, in 2023 calano occupazione e investimentiRoma, 18 giu. (askanews) – Nel 2023, l’occupazione nel settore agricoltura, silvicoltura e pesca, misurata in Unità di lavoro (Ula), è diminuita del 2,4%. La riduzione è stata modesta tra i lavoratori dipendenti (-0,3%), mentre è stata più consistente tra i lavoratori indipendenti (-3,5%). L’input di lavoro del settore agroalimentare ha evidenziato una contrazione dello 0,9%, nonostante la crescita del 3,3% dell’occupazione nell’industria alimentare. E’ quanto emerge dall’ultimo report dell’Istat sull’andamento dell’economia agricola nel 2023.


I redditi da lavoro dipendente in agricoltura silvicoltura e pesca sono cresciuti dello 0,7%, accompagnati da un aumento dell’1,1% delle retribuzioni lorde. Gli investimenti fissi lordi hanno mostrato un decremento sia in valori correnti (-2,6%) che in volume (-1,5%).

A Milano e Cosenza mobilitazione Coldiretti contro cinghiali

A Milano e Cosenza mobilitazione Coldiretti contro cinghialiRoma, 18 giu. (askanews) – Migliaia di agricoltori in piazza da Nord a Sud dell’Italia contro l’invasione di 2,3 milioni di cinghiali. Coldiretti ha dato il via oggi alle mobilitazioni su tutto il territorio nazionale, partite dalla Lombardia e dalla Calabria e che in poche settimane toccheranno tutte le regioni d’Italia. A Milano e Cosenza gli agricoltori hanno manifestato sotto le sedi delle Regioni con cartelli, trattori e striscioni per chiedere un intervento immediato necessario a contenere la popolazione dei cinghiali, ormai fuori controllo.


L’obiettivo delle mobilitazioni è far applicare subito a livello regionale le misure previste dal decreto interministeriale varato lo scorso anno per l’adozione di un Piano straordinario per la gestione e il contenimento della fauna selvatica incontrollata. Nei piani delle Regioni dovrà essere previsto il coinvolgimento attivo dei proprietari e conduttori dei fondi muniti di licenza per l’esercizio venatorio e la costituzione di un corpo di Guardie volontarie, a livello provinciale, per colmare il deficit di organico della polizia locale con la possibilità di agire anche nelle aree protette. A Milano il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana e l’assessore regionale all’agricoltura Alessandro Beduschi e a Cosenza l’assessore all’agricoltura della Regione Calabria Gianluca Gallo hanno incontrato gli agricoltori in presidio assicurando di prendere immediatamente in carico il problema e dare risposte attese. La mobilitazione si estenderà ora alla Sardegna e all’Abruzzo per poi arrivare in Puglia, nella Marche e via via in tutte le altre regioni.


I cinghiali causano ogni anno danni per circa 200 milioni alle produzioni agricole, spiega Coldiretti, ma rappresentano una minaccia anche per la vita dei cittadini con un 2023 che ha registrato 170 incidenti stradali con morti e feriti, secondo l’analisi Coldiretti su dati Asaps, in aumento dell’8% rispetto all’anno precedente.

Lollobrigida: la Corte dei Conti promuove l’Agea

Lollobrigida: la Corte dei Conti promuove l’AgeaRoma, 18 giu. (askanews) – “Grazie al lavoro portato avanti in questi mesi dagli uffici di Agea e al direttore Fabio Vitale, che ha efficientato la macchina, arriva dalla Corte dei Conti un giudizio più che soddisfacente che conferma il cambio di passo dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura”. È quanto dichiara il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.


“Nella Relazione annuale 2023 sui Rapporti finanziari con l’Unione europea e l’utilizzo dei Fondi europei della Corte dei Conti, l’Agea viene promossa a tutto campo – spiega Lollobrigida – rilevando la discontinuità rispetto al passato, la miglior gestione delle richieste di aiuto, controlli più efficaci e la diminuzione della burocrazia”. “Con il Governo Meloni, Agea è diventata un modello per tutta l’Europa. Una garanzia per gli agricoltori, che hanno la possibilità di pianificare il proprio lavoro, con pagamenti rapidi e controllati, e una soddisfazione per il Governo che ha fortemente voluto un reale cambio di passo. Ora, in linea con le osservazioni della Corte dei Conti, l’obiettivo è migliorare ancora, potenziare ulteriormente gli interventi e ottimizzare le risorse”, ha concluso il ministro.

Istat: clima penalizza agricoltura, più colpiti vino e frutta

Istat: clima penalizza agricoltura, più colpiti vino e fruttaRoma, 18 giu. (askanews) – Il clima continua a penalizzare l’agricoltura italiana. Secondo l’ultimo report dell’Istat sull’andamento dell’economia agricola, nel 2023 il settore dell’agricoltura, silvicoltura e pesca ha registrato risultati negativi: il valore aggiunto è diminuito del 2,5% in volume, in controtendenza rispetto all’economia nazionale che ha evidenziato una crescita dell’1,1% nel suo complesso; la produzione in volume si è ridotta dell’1,8%. L’occupazione ha registrato una flessione del 2,4%.


Gli andamenti dell’annata, spiega l’Istat, sono stati condizionati dalle avverse condizioni climatiche che hanno caratterizzato diversi periodi dell’anno, con il susseguirsi di fenomeni estremi che hanno colpito molte produzioni di importanza primaria per il settore agricolo. In particolare, nel 2023 si è registrato un forte calo per la produzione in volume di vino (-17,4%) e frutta (-11,2%). In diminuzione anche florovivaismo (-3,9%), olio d’oliva (-3%), attività di supporto (-1,6%) e comparto zootecnico (-0,9%). Annata favorevole, invece, per piante industriali (+10,2%), cereali (+6,6%) e attività secondarie (+7,2%).


In calo la produzione agricola di beni (-3,9% per le coltivazioni e -0,9% per il comparto zootecnico) e delle attività dei servizi di supporto (-1,6%). Solo le attività secondarie non agricole hanno segnato un andamento positivo (+7,2%). È proseguita la crescita dei prezzi alla produzione (+3,9%), ma a tassi decisamente più contenuti rispetto all’anno precedente. Al contrario, si è arrestato il trend espansivo dei costi del settore, con i prezzi degli input in diminuzione (-2,5%), soprattutto a partire dalla seconda parte dell’anno.


Nel 2023 anche gli altri comparti hanno registrato risultati negativi. Nella silvicoltura, la produzione e il valore aggiunto sono diminuiti in volume, rispettivamente, dello 0,9% e dell’1,2%, mentre nella pesca le diminuzioni sono state dello 0,5% e del 3,5%. Il valore aggiunto dell’industria alimentare, delle bevande e del tabacco è aumentato del 2,7% in volume, mentre quello del comparto agroalimentare, che comprende anche agricoltura, silvicoltura e pesca oltre all’industria alimentare, è rimasto sostanzialmente invariato rispetto all’anno precedente (+0,1%).


La quota del settore agroalimentare sul totale economia è migliorata, salendo nel 2023 al 4,2% dal 3,8% dell’anno precedente, grazie a un rafforzamento del contributo dell’industria alimentare (2% rispetto all’1,6% del 2022) e a una conferma del contributo del settore primario (2,2%, come nel 2022).