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Dazi, Copa e Cogeca: dialogare con Usa, evitare guerra commerciale

Dazi, Copa e Cogeca: dialogare con Usa, evitare guerra commercialeRoma, 3 apr. (askanews) – La Copa e la Cogeca esortano “vivamente” i decisori politici dell’UE e degli Stati Uniti a portare avanti nei prossimi giorni ogni sforzo diplomatico possibile per evitare una guerra commerciale, lavorando “in modo costruttivo per affrontare le controversie senza compromettere i benefici commerciali esistenti, garantendo che gli agricoltori e le cooperative agricole possano continuare a contribuire alla sicurezza alimentare e alla resilienza economica su entrambe le sponde dell’Atlantico”. Così in una nota il Copa e la Cogeca dopo che ieri sera il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato il nuovo Reciprocal Tariffs Act, che impone un’imposta aggiuntiva del 20% sui prodotti dell’UE, destinata a entrare in vigore nei prossimi giorni.


L’introduzione di dazi aggiuntivi, precisano i sindacati europei, minaccia di interrompere le catene di approvvigionamento globali, far salire i prezzi e limitare l’accesso al mercato per gli agricoltori e le cooperative agricole su entrambe le sponde dell’Atlantico, con significative conseguenze economiche per il settore agricolo. Secondo Copa e Cogeca c’è il concreto rischio di un’escalation delle tensioni commerciali tra due partner commerciali chiave, che minacciano di minare un settore che fa affidamento sulla stabilità e su mercati aperti e prevedibili. Il presidente della Copa Massimiliano Giansanti, nella sua reazione iniziale, ha sottolineato che “gli agricoltori e le cooperative agricole europee stanno già affrontando sfide crescenti, dai crescenti costi di produzione alle pressioni legate al clima. Queste nuove tariffe aggiungeranno ulteriore incertezza e tensione finanziaria al nostro settore, colpendo sia i produttori che i consumatori – ha detto Giansanti – Garantire la nostra sicurezza alimentare deve essere la bussola dell’Europa in questi tempi difficili, poiché la nostra sicurezza nazionale comune inizia da lì. Esortiamo i decisori politici di entrambe le parti a cercare il dialogo ed evitare un conflitto commerciale su vasta scala”.


E secondo il presidente della Cogeca Lennart Nilsson “le misure commerciali di ritorsione non avvantaggeranno gli agricoltori né nell’UE né negli Stati Uniti. Al contrario, limiteranno le nostre opportunità, aumenteranno i prezzi e indeboliranno la resilienza delle aziende agricole. Invitiamo entrambe le amministrazioni a dare priorità ai negoziati ed esplorare tutte le vie diplomatiche prima di ricorrere a misure che potrebbero avere conseguenze durature”.

Dazi, Lollobrigida: ragioniamo e troviamo soluzioni -rpt

Dazi, Lollobrigida: ragioniamo e troviamo soluzioni -rpt— ripetizione con titolo corretto — Roma, 3 apr. (askanews) – “Quelle di Bertinelli sul Parmigiano Reggiano sono parole sagge. Ha fatto il confronto con le precedenti sanzioni di Trump, da cui emerge che il Parmigiano era anelastico, ovvero che non è cambiato molto: chi vuole il parmesan lo compra, chi vuole il Parmigiano Reggiano in passato è stato disposto a pagarlo di più”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, intervenendo alla presentazione del Macfrut 2025, che si terrà a Rimini dal 6 all’8 maggio.


Il riferimento è a un comunicato del presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano Dop, Nicola Bertinelli, secondo il quale “l’aumento del prezzo non porta automaticamente ad una riduzione dei consumi. Negli Stati Uniti – ha detto Bertinelli – chi compra il Parmigiano Reggiano fa una scelta consapevole: ha infatti un 93% di mercato di alternative che costano 2-3 volte meno. Imporre dazi su un prodotto come il nostro aumenta solo il prezzo per i consumatori americani, senza proteggere realmente i produttori locali”. Il ministro Lollobrigida ha poi aggiunto: “in queste ore ho sentito un po’ di persone che facevano calcoli sulle perdite dovute alla imposizione di dazi ma non c’era un dato sciantifico. Noi abbiamo Ismea, l’Ice, tanti analisti: ragioniamo e troviamo pragmaticamente delle soluzioni”, ha concluso.

Cia: a dazi Usa serve risposta negoziale immediata da Ue

Cia: a dazi Usa serve risposta negoziale immediata da UeRoma, 3 apr. (askanews) – “La politica dei dazi è sbagliata e controproducente. Adesso non bisogna andare in ordine sparso ma agire uniti come Europa, con un approccio non di sudditanza. Occorre un’azione diplomatica rapida, forte e decisa”. Così il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, dopo l’annuncio di dazi al 20% da parte del presidente americano Donald Trump.


Dazi che colpiranno indistintamente tutti i prodotti europei, a partire dall’agroalimentare Made in Italy. Per questo per Cia serve subito una risposta ferma e immediata dell’Ue per aprire una trattativa e scongiurare una guerra commerciale con un’escalation devastante in cui perderebbero tutti. Allo stesso tempo, continua il presidente di Cia, “è necessario ridefinire le politiche di globalizzazione, che evidentemente stanno mostrando tutte le loro crepe, anche attraverso il ruolo del WTO”.

Dazi, Lollobrigida: chi vuole davvero prodotto italiano lo compra

Dazi, Lollobrigida: chi vuole davvero prodotto italiano lo compraRoma, 3 apr. (askanews) – “Quelle di Bertinelli sul Parmigiano Reggiano sono parole sagge. Ha fatto il confronto con le precedenti sanzioni di Trump, da cui emerge che il Parmigiano era anelastico, ovvero che non è cambiato molto: chi vuole il parmesan lo compra, chi vuole il Parmigiano Reggiano in passato è stato disposto a pagarlo di più”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, intervenendo alla presentazione del Macfrut 2025, che si terrà a Rimini dal 6 all’8 maggio.


Il riferimento è a un comunicato del presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano Dop, Nicola Bertinelli, secondo il quale “l’aumento del prezzo non porta automaticamente ad una riduzione dei consumi. Negli Stati Uniti – ha detto Bertinelli – chi compra il Parmigiano Reggiano fa una scelta consapevole: ha infatti un 93% di mercato di alternative che costano 2-3 volte meno. Imporre dazi su un prodotto come il nostro aumenta solo il prezzo per i consumatori americani, senza proteggere realmente i produttori locali”. Il ministro Lollobrigida ha poi aggiunto: “in queste ore ho sentito un po’ di persone che facevano calcoli sulle perdite dovute alla imposizione di dazi ma non c’era un dato sciantifico. Noi abbiamo Ismea, l’Ice, tanti analisti: ragioniamo e troviamo pragmaticamente delle soluzioni”, ha concluso.

Dazi, Lollobrigida: chi vuole davvero prodotto italiano lo compra

Dazi, Lollobrigida: chi vuole davvero prodotto italiano lo compraRoma, 3 apr. (askanews) – “Quelle di Bertinelli sul Parmigiano Reggiano sono parole sagge. Ha fatto il confronto con le precedenti sanzioni di Trump, da cui emerge che il Parmigiano era anelastico, ovvero che non è cambiato molto: chi vuole il parmesan lo compra, chi vuole il Parmigiano Reggiano in passato è stato disposto a pagarlo di più”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, intervenendo alla presentazione del Macfrut 2025, che si terrà a Rimini dal 6 all’8 maggio.


Il riferimento è a un comunicato del presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano Dop, Nicola Bertinelli, secondo il quale “l’aumento del prezzo non porta automaticamente ad una riduzione dei consumi. Negli Stati Uniti – ha detto Bertinelli – chi compra il Parmigiano Reggiano fa una scelta consapevole: ha infatti un 93% di mercato di alternative che costano 2-3 volte meno. Imporre dazi su un prodotto come il nostro aumenta solo il prezzo per i consumatori americani, senza proteggere realmente i produttori locali”. Il ministro Lollobrigida ha poi aggiunto: “in queste ore ho sentito un po’ di persone che facevano calcoli sulle perdite dovute alla imposizione di dazi ma non c’era un dato sciantifico. Noi abbiamo Ismea, l’Ice, tanti analisti: ragioniamo e troviamo pragmaticamente delle soluzioni”, ha concluso.

Prandini: dazi, Ue vari piano rilancio settori produttivi

Prandini: dazi, Ue vari piano rilancio settori produttiviRoma, 3 apr. (askanews) – “Questa deve anche essere l’occasione per l’Europa, che deve rimanere unita più che mai in questa fase e dialogare con un’unica voce, di mettere in campo un piano di rilancio dei settori produttivi, a partire dalla sburocratizzazione, ma anche iniettando nuove risorse”. Così il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini. Secondo una stima di Coldiretti, sarebbe di 1,6 miliardi di euro il costo che graverebbe sui consumatori americani con l’introduzione dei dazi aggiuntivi al 20% nei confronti della Ue, e quindi anche dell’Italia, annunciati dal presidente Donald Trump. Dazi che comporteranno un calo delle vendite che danneggerà le imprese italiane, oltre ad incrementare il fenomeno dell’italian sounding.


Per questo Prandini chiede alla Ue un taglio di quella “burocrazia inutile che ha rallentato tutto e colpito le nostre aziende in maniera significativa. Ci vuole un’iniezione di nuove risorse economiche – aggiunge – Investire in digitalizzazione e innovazione e con agricoltura precisione per quanto riguarda il nostro settore. Servono nuove risorse per internazionalizzazione e in questo momento diventa fondamentale diversificare i mercati. Dobbiamo diventare più competitivi abbassando costi imprese”. “Dinanzi alla decisione Usa è di vitale importanza evitare mosse avventate. Va messa in in campo la diplomazia”, aggiunge il segretario generale di Coldiretti Vincenzo Gesmundo. “L’Italia e l’Europa – conclude Gesmundo – devono portare avanti il dialogo poiché la logica dei dazi e controdazi ha dimostrato nel tempo di essere miope e controproducente per tutti”.

Lollobrigida: aprire nuovi mercati ma non rinunciare agli Usa

Lollobrigida: aprire nuovi mercati ma non rinunciare agli UsaRoma, 3 apr. (askanews) – “Noi abbiamo Ismea, l’Ice, tanti analisti: ragioniamo e troviamo pragmaticamente delle soluzioni. Apriamo nuovi mercati ma non rinunciamo nemmeno a chiacchiere al mercato Usa. Non sono convinto affatto che gli statunitensi rinuceranno al valore delle produzioni italiane a nessun costo: e sono pragmatico più che ottimista”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, intervenendo alla presentazione del Macfrut 2025, che si terrà a Rimini dal 6 all’8 maggio. Un intervento anticipato perché il ministro deve “partecipare a una riunione per cercare di capire cosa sta accadendo in un mercato importante come quello statunitense” all’indomani dell’annuncio di dazi aggiuntivi anche per la Ue nella misura del 20% da parte del presidente Usa Donald Trump.


“Una delle questioni che si pone ora: è dobbiamo aprire nuovi mercati? – ha detto Lollobrigida – Ma perchè, abbiamo mai smesso di cercare di aprire nuovi mercati? Questa è una banalità, ma non dobbiamo pensare di chiuderne altri per nostra scelta. Le condizioni possono variare, ma si deve eliminare il fattore isterimo, si deve essere attenti e pragmatici”. Il ministro ha sottolineato che l’Italia non ha intenzione di rinunciare al mercato statunitense che è “il nostro mercato principale dopo la Ue” e ha ribadito che gli sforzi europei devono essere “tutti incentrati a evitare una guerra commerciale, questa è la prima scelta – ha detto – se poi la guerra ci sarà la faremo, ma ora vanno evitati isterismi”.


“Vanno valutati i dati, Ice farà la sua parte valutando le tabelle ancora non molto leggibili dei nuovi dazi, capiremo l’effetto di quelli della prima presidenza Trump e cercheremo di capire le contromosse utili per sostenere eventuali settori che dovessero andare in crisi, valutando i fatturati su un periodo biennale, questa è la mia idea, per capire se ci sarà una contrazione o una crescita”. Lollobrigida ha quindi ricordato che l’Italia punta sull’aumento del valore aggiunto, “e non per forza su un aumento della produzione. Preferisco vedere crescere il valore aggiunto in agrucoltura – ha ribadito – piuttosto che un aumento delle produzioni in modo massivo su un territorio che lo permette solo in modo marginale. L’Italia non è la nazione della quantità ma del valore aggiunto dato dalla qualità”.

Zoppas (Ice): affrontare il caso dazi con lavoro d’insieme

Zoppas (Ice): affrontare il caso dazi con lavoro d’insiemeRoma, 3 apr. (askanews) – “Il lavoro d’insieme funziona, ora dobbiamo serrare i ranghi per affrontare in modo positivo questa nuova situazione dei dazi americani, aiutati da un governo che c’è”. Lo ha detto il presidente di Agenzia Ice, Matteo Zoppas, nel corso della presentazione del Macfrut 2025 che si svolgerà da martedì 6 a giovedì 8 maggio al Rimini Expo Centre.


“Stamattina ci siamo svegliati con una situazione che è cambianta”, ha detto Zoppas riferendosi all’annuncio del presidente americano Donald Trump di dazi aggiuntivinei confronti di oltre 60 paesi, tra cui dazi aggintivi del 20% nei confronti dell’Unione Europea. “Dobbiamo capire come e quando, cosa significano questi dati. Abbiamo un governo molto attento – ha aggiunto Zoppas – abbiamo un commissario Europeo che se ne occupa, sentiremo ora il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, noi ci impegneremo per fare capire agli imprenditori come affrontare la situazione e come fare di più come sistema paese: il che vuol dire fare di più per aumentare le vendite all’estero. Con Sace, Simest e Cassa depositi e prestiti siamo a fianco degli imprenditori, rimoduleremo i piani alla luce di questa variabile”, ha concluso il presidente di Agenzia Ice.

Origin Italia: dazi Usa mettono a rischio sviluppo Ig

Origin Italia: dazi Usa mettono a rischio sviluppo IgRoma, 3 apr. (askanews) – “Chiediamo un intervento urgente all’Europa e all’Italia affinché difendano con forza il sistema delle IG nelle sedi internazionali, per sostenere un comparto economico strategico e proteggere le 300.000 imprese italiane e i loro 900.000 occupati che aderiscono al sistema delle DOP IGP in Italia”. Così in una nota Cesare Baldrighi, presidente di Origin Italia, dopo l’annuncio del presidente Usa di dazi aggiuntivi del 20%. Origin Italia sottolinea che la guerra commerciale innescata dai dazi dell’amministrazione Trump continua ad avere effetti negativi non solo sull’economia, ma anche sulla tenuta sociale e sulla coesione dei territori rurali italiani. “Non si tratta solo di cifre: è a rischio un modello di sviluppo che, negli ultimi anni, ha permesso di rilanciare economie locali fragili attraverso la valorizzazione dei prodotti DOP e IGP”, sottolinea l’associazione.


L’Osservatorio della Fondazione Qualivita ha documentato nel tempo come le Indicazioni Geografiche abbiano consentito a numerosi territori di costruire un’economia solida e identitaria, capace di generare occupazione, presidiare il territorio e promuovere la sostenibilità ambientale e culturale. Negli ultimi 5 anni la DOP Economy è cresciuta in oltre il 90% delle province italiane a dimostrazione del radicamento capillare del sistema sul territorio in particolare nelle aree del sud che hanno mostrato i trend migliori di crescita grazie anche all’export. “Tutto ciò è stato possibile grazie al valore aggiunto riconosciuto ai prodotti IG nei mercati internazionali – prosegue Origin – sia per le DOP italiane più conosciute, sia per quelle di dimensioni minori. Un valore non delocalizzabile, strettamente legato all’origine e alla cultura dei territori”.


“Le barriere tariffarie, tuttavia, rappresentano un ostacolo significativo a questo percorso – conclude Origin – Limitano l’accesso ai mercati globali, penalizzano le produzioni di qualità legate all’origine e favoriscono prodotti standardizzati o di imitazione realizzati in loco. In questo modo, compromettono la diffusione del modello IG e alimentano dinamiche di concorrenza sleale”. Inoltre, spiega ancora Origin Italia, il danno “si estende anche sul piano dei diritti: i dazi violano il principio della tutela della proprietà intellettuale riconosciuta a livello internazionale alle Indicazioni Geografiche, ostacolando il pieno esercizio di questo diritto da parte dei produttori legittimi. La protezione delle IG deve essere garantita attraverso un commercio equo e privo di ostacoli ingiustificati, nel rispetto degli accordi internazionali come il TRIPS”, conclude l’associazione.

Giansanti (Confagri): dazi Usa colpiscono nostri settori di punta

Giansanti (Confagri): dazi Usa colpiscono nostri settori di puntaRoma, 3 apr. (askanews) – “Come Italia usciamo sicuramente penalizzati dall’introduzione dei dazi da parte degli Stati Uniti, in particolar modo per quanto riguarda i prodotti di fascia media: penso ad alcuni vini, all’olio d’oliva, alla pasta e ai sughi pronti”. Lo ha dichiarato Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, intervenuto alla trasmissione di Rai Uno Porta a Porta, condotta da Bruno Vespa, e andata in onda mercoledì sera subito dopo l’annuncio ufficiale del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, dell’introduzione di dazi del 20% sui prodotti provenienti dall’Unione europea.


“La risposta – ha aggiunto Giansanti – non può che essere unitaria, europea, convinta, come annunciato dalla presidente von der Leyen nella conferenza di stamane. Fondamentali le misure previste per sostenere i settori più colpiti. Non dimentichiamo, infatti, che rischiamo anche un massiccio riversamento di prodotti da altri Paesi che subiranno le tariffe americane, per esempio la Cina”. In linea con quanto dichiarato dalla presidente von der Leyen nella prima mattina di oggi, Confagricoltura ribadisce la necessità di un’azione dell’Unione tempestiva e coesa per salvaguardare la competitività del sistema agroalimentare, italiano ed europeo, sui mercati internazionali.