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Lollobrigida: premio Maestri Cucina è sguardo verso futuro

Lollobrigida: premio Maestri Cucina è sguardo verso futuroRoma, 2 apr. (askanews) – “Questa cerimonia non è solo una celebrazione del presente. È soprattutto uno sguardo verso il futuro. Ed è a voi, ragazze e ragazzi delle scuole alberghiere e agrarie, che oggi voglio rivolgermi con particolare attenzione. Perché tra voi potranno esserci futuri maestri”. Così il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, intervenendo durante la cerimonia dei riconoscimenti “Maestro dell’Arte della Cucina Italiana”, svoltasi oggi nel cortile d’onore di Palazzo Chigi.


“Oggi non celebriamo solo chi ha già raggiunto l’eccellenza. Celebriamo anche la possibilità di trasmetterla. Perché uno degli aspetti più preziosi di questo riconoscimento è proprio questo: i Maestri premiati saranno coinvolti nel dialogo con il mondo della scuola, per raccontare la loro esperienza, trasmettere competenze, ispirare i talenti di domani”, ha concluso Lollobrigida. Il premio è stato istituito con la legge 59 del 19 aprile 2024, per valorizzare le eccellenze dell’enogastronomia italiana.


Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha conferito il Premio alla presenza del Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. Alla cerimonia, alla presenza del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, hanno preso parte i rappresentanti delle principali associazioni di categoria e una delegazione di studenti degli istituti agrari e alberghieri di Roma, testimoni del legame tra le professionalità premiate e le nuove generazioni. Il Premio, fortemente voluto dal Governo Meloni, colma una lacuna, ricorda il Masaf, perché prima d’ora l’Italia non riconosceva i talenti e le professionalità nel mondo dell’arte culinaria e vinicola. I Maestri, questo è il loro titolo, potranno anche insegnare negli Istituti specializzati e trasferire così il loro sapere artigiano alle nuove generazioni. I maestri sono stati premiati con il conferimento di una medaglia di bronzo, una spilla e un fregio realizzato dall’Istituto Poligrafico Zecca dello Stato.


“Oggi abbiamo consegnato un riconoscimento che non esisteva. Proprio l’Italia, la Nazione che più di ogni altra è famosa per la sua arte culinaria, non ha mai ritenuto di dover rendere il giusto merito a chi fa grande quest’arte, a chi la esporta, a chi di fatto costruisce un pezzo fondamentale della nostra reputazione e ci garantisce quell’ammirazione che il mondo intero ci tributa – ha detto Lollobrigida – Abbiamo deciso di colmare questa lacuna e di costruire un sistema di premialità specificatamente dedicato alle professioni della gastronomia, come peraltro avviene da molti anni in altre nazioni europee”.

Al via in Senato l’iter del ddl per tutelare il tartufo

Al via in Senato l’iter del ddl per tutelare il tartufoRoma, 2 apr. (askanews) – Al via in Senato l’iter del ddl della Lega per tutelare la filiera del tartufo. Il testo propone una normativa organica per il settore, destinata a sostituire quella attualmente in vigore, contenuta nella legge 16 dicembre 1985, n. 752, tenendo conto della necessità di una semplificazione strutturale e di una condivisione degli iter autorizzativi della raccolta e coltivazione del tartufo, che permetteranno alle istituzioni dedicate ai controlli di poter operare, ciascuna in base alle competenze che gli sono attribuite, con maggiore efficacia a tutela del patrimonio tartufigeno nazionale.


Lo annuncia in una nota il senatore piemontese Giorgio Maria Bergesio, vicepresidente della commissione Agricoltura. “Da 40 anni si attende una nuova legge a livello nazionale per regolamentare il settore: con questa norma intendiamo valorizzare le attività legate alla cerca, raccolta, coltivazione e commercializzazione dei tartufi, che sono tra i prodotti più pregiati dell’agricoltura italiana”. “Stiamo parlando – prosegue Bergesio – di un settore strategico per l’economia di molte aree rurali, anche marginali, del nostro Paese, con giro di affari di oltre 200 milioni di euro l’anno e una varietà di specie apprezzate sia a livello nazionale che internazionale. Il testo, su cui hanno dato importanti contributi sia il Masaf e che le associazioni più rappresentative del settore, intende quindi potenziare la filiera, anche a livello di export, valorizzando un prodotto -simbolo del made in Italy agroalimentare”, conclude il senatore.

Arancia Rossa Igp al Salone internazionale agrumi a Mentone

Arancia Rossa Igp al Salone internazionale agrumi a MentoneRoma, 2 apr. (askanews) – Il Consorzio dell’Arancia Rossa IGP dal 4 al 6 aprile sarà tra gli ospiti internazionali della seconda edizione del Salone internazionale degli agrumi in programma a Mentone, in Costa Azzurra. Uno degli appuntamenti di riferimento per un altro dei mercati europei fondamentali per l’IGP siciliana, la Francia.


Il presidente del Consorzio di Tutela dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP, Gerardo Diana, ricorda che “la Francia rappresenta un mercato molto importante per l’Arancia Rossa di Sicilia IGP e avendo prodotti che possono alternarsi nel raccolto può essere considerato un vero e proprio alleato di mercato”. Oltre a essere rappresentata con uno stand con prodotti freschi e trasformati, l’Arancia Rossa di Sicilia sarà tra gli ingredienti negli show cooking di alcuni tra i più importanti chef in Europa, tra questi anche Giullaume Gomez, chef dell’Eliseo, Xavier Rousseau, chef della nazionale di calcio francese, Christian Garcia, chef del Principe Alberto di Monaco, Marc Flanagan, chef del Re d’Inghilterra, Fabrizio Bocca, cuoco di Sergio Mattarella.


Il Salone Internazionale degli Agrumi è organizzato dalla Comunità della Riviera francese e mira a diventare un punto di riferimento per produttori, ricercatori, esperti e appassionati, sulle nuove sfide dell’agrume, tra innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e valorizzazione del patrimonio. L’iniziativa si pone in parallelo alle azioni di valorizzazione e di promozione, come si sono svolte con la recente festa del Limone di Mentone, conclusa il 3 marzo, che ha visto un’affluenza superiore alle 29mila persone.

Gino Sorbillo apre una pizzeria a Roma Termini

Gino Sorbillo apre una pizzeria a Roma TerminiRoma, 2 apr. (askanews) – Sorbillo, il celebre brand di pizzerie fondato da Gino Sorbillo, sbarca a Roma Termini. Grazie all’accordo da SSP Frabeli e Grandi Stazioni Retail, il locale del famoso pizzaiolo e imprenditore napoletano arriva per la prima volta nelle stazioni italiane, aprendo oggi le sue porte in Terrazza, la food lounge di stazione.


I menu di Sorbillo si distinguono per l’utilizzo di ingredienti di qualità, come farine provenienti da agricoltura biologica, verdure fresche e erbe selezionate con cura. Ogni pizza è il frutto di un’arte tradizionale che garantisce un’esperienza gustativa unica per gli amanti della cucina italiana. Il menu del ristorante offrirà un’ampia varietà di pizze, ciascuna dedicata a una specifica regione italiana: un’offerta che permetterà ai clienti di esplorare le ricchezze culinarie dell’Italia attraverso ricette autentiche e gustose. “Siamo entusiasti di aprire questa nuova sede di Sorbillo in un luogo iconico come la Stazione di Roma Termini. Questa apertura simboleggia il nostro impegno nell’offrire esperienze culinarie autentiche e memorabili ai viaggiatori di tutto il mondo. La ricchezza della tradizione culinaria italiana, incarnata da Sorbillo, si integra perfettamente con la nostra visione”, commenta Gérard d’Onofrio, amministratore delegato di SSP Francia Belgio Lussemburgo Italia (Frabeli).


Anche Riccardo Fiori, Head of Leasing di Grandi Stazioni Retail, sottolinea l’importanza di questa nuova apertura: “con Sorbillo continuiamo a elevare la qualità dell’offerta gastronomica nelle stazioni, portando brand iconici e prodotti di eccellenza ai milioni di viaggiatori che ogni anno attraversano Termini. Vogliamo trasformare le nostre stazioni in veri e propri punti di riferimento per chi cerca gusto, qualità e tradizione”.

Coldiretti, autismo: molte esperienze inclusive fattorie sociali

Coldiretti, autismo: molte esperienze inclusive fattorie socialiRoma, 2 apr. (askanews) – Crescono le esperienze di inclusione nelle campagne italiane con i soggetti con disabilità mentale che sono la categoria più seguita nelle attività delle novemila fattorie agricole sociali, davanti a minori in difficoltà e disabili fisici. Ad affermalo è la Coldiretti in occasione della Giornata mondiale per la consapevolezza dell’autismo istituita dall’Onu che ricorre il 2 aprile. Dall’inserimento lavorativo ai laboratori per i più piccoli, sono molteplici le esperienze e i progetti attivati nell’ambito del nuovo “welfare contadino” per sostenere le famiglie in difficoltà e le fasce più fragili della popolazione.


Nel corso di un decennio il numero delle fattorie si è moltiplicato per sette, tanto da offrire oggi un valore di servizi sanitari ed educativi che ha superato il miliardo di euro, di cui 600 milioni di euro in prodotti e 400 milioni di euro in servizi sociali svolti dalle imprese agricole secondo le stime della Coldiretti. Nell’ultimo anno – sottolinea Coldiretti – oltre 50mila persone hanno usufruito dei servizi nati grazie all’impegno sociale degli agricoltori, migliorando la qualità della propria vita e ricevendo formazione, con una presenza in azienda in molti casi quotidiana. Nelle fattorie trovano accoglienza anche detenuti ed ex detenuti, donne vittime di abusi, anziani, persone con problemi relazionali oppure con dipendenze fino ai disoccupati e agli stranieri. Una rivoluzione resa possibile dal nuovo welfare “verde”, regolamentato a livello normativo dallo Stato grazie alla legge 141 del 2015, per affiancare – conclude la Coldiretti – il sistema dei servizi pubblici messo sempre di più sotto pressione. Lo Stato, infatti, non arriva a coprire i costi e a offrire servizi sociali dignitosi per tutti ed è per questo che l’agricoltura, da sempre attenta ai più deboli, con la sua diffusione capillare può supportare il welfare pubblico alleggerendone i costi.

Coldiretti, autismo: molte esperienze inclusive fattorie sociali

Coldiretti, autismo: molte esperienze inclusive fattorie socialiRoma, 2 apr. (askanews) – Crescono le esperienze di inclusione nelle campagne italiane con i soggetti con disabilità mentale che sono la categoria più seguita nelle attività delle novemila fattorie agricole sociali, davanti a minori in difficoltà e disabili fisici. Ad affermalo è la Coldiretti in occasione della Giornata mondiale per la consapevolezza dell’autismo istituita dall’Onu che ricorre il 2 aprile. Dall’inserimento lavorativo ai laboratori per i più piccoli, sono molteplici le esperienze e i progetti attivati nell’ambito del nuovo “welfare contadino” per sostenere le famiglie in difficoltà e le fasce più fragili della popolazione.


Nel corso di un decennio il numero delle fattorie si è moltiplicato per sette, tanto da offrire oggi un valore di servizi sanitari ed educativi che ha superato il miliardo di euro, di cui 600 milioni di euro in prodotti e 400 milioni di euro in servizi sociali svolti dalle imprese agricole secondo le stime della Coldiretti. Nell’ultimo anno – sottolinea Coldiretti – oltre 50mila persone hanno usufruito dei servizi nati grazie all’impegno sociale degli agricoltori, migliorando la qualità della propria vita e ricevendo formazione, con una presenza in azienda in molti casi quotidiana. Nelle fattorie trovano accoglienza anche detenuti ed ex detenuti, donne vittime di abusi, anziani, persone con problemi relazionali oppure con dipendenze fino ai disoccupati e agli stranieri. Una rivoluzione resa possibile dal nuovo welfare “verde”, regolamentato a livello normativo dallo Stato grazie alla legge 141 del 2015, per affiancare – conclude la Coldiretti – il sistema dei servizi pubblici messo sempre di più sotto pressione. Lo Stato, infatti, non arriva a coprire i costi e a offrire servizi sociali dignitosi per tutti ed è per questo che l’agricoltura, da sempre attenta ai più deboli, con la sua diffusione capillare può supportare il welfare pubblico alleggerendone i costi.

Al via progetto Ri.Nova per difesa smart contro gelate tardive

Al via progetto Ri.Nova per difesa smart contro gelate tardiveRoma, 2 apr. (askanews) – Le gelate tardive rappresentano una delle maggiori minacce per la frutticoltura regionale, con danni che negli ultimi anni hanno colpito fino all’80% delle produzioni e, per fronteggiare questa sfida, nasce ADAPTER, un progetto innovativo coordinato da Ri.Nova e con capofila Apo Conerpo, che si propone di analizzare e confrontare l’efficacia dei diversi sistemi di difesa attiva attualmente disponibili.


Il progetto si svilupperà nei prossimi tre anni con il coinvolgimento diretto di una quindicina di aziende frutticole della regione ed effettuerà un’analisi comparativa in condizioni reali che metterà a confronto i principali strumenti di difesa attiva dalle gelate tardive: ventilatori antibrina, irrigazione soprachioma e sottochioma, candele antigelo, bruciatori mobili e sostanze crioprotettive. Grazie alla collaborazione con l’Università di Bologna, il Canale Emiliano Romagnolo e alcune importanti realtà produttive, verranno raccolti dati sperimentali per valutare l’efficacia, i limiti e i costi operativi di ciascuna soluzione.


Il progetto prevede anche la creazione di una rete di monitoraggio avanzata, capace di raccogliere dati agro-meteorologici in tempo reale e di integrarli in una piattaforma digitale accessibile agli agricoltori interessati. Oltre agli aspetti tecnici, ADAPTER dedicherà spazio alla formazione e divulgazione, con attività rivolte ad agricoltori, tecnici e comunità locali.

Anche Italia ha le sue star della cucina: da Massari a Bottura

Anche Italia ha le sue star della cucina: da Massari a BotturaRoma, 2 apr. (askanews) – Finalmente anche l’Italia ha i suoi maestri dell’Arte della cucina: un riconoscimento simbolico ma non solo, fortemente voluto dal ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida e sostenuto dalla premier Giorgia Meloni che oggi, nel cortile d’onore di Palazzo Chigi, ha consegnato otto premi ad altrettanti, emozionati, rappresentanti dell’arte della gelateria, dell’arte olivicola, di quella casearia, dell’arte della pizza, di quella della cucina, dell’arte della gastronomia, dell’arte vitivinicola e di quella della pasticceria. “‘Verba movent exempla trahunt’, le parole incitano, ma gli esempi trascinano e noi italiani abbiamo bisogno di chi sappia trascinarci per tornare a credere in noi stessi”, ha detto la premier Meloni.


Il riconoscimento, istituito con la legge 59/2024, premia chi si è distinto nel campo della gastronomia, valorizzando in Italia e all’estero le eccellenze italiane: nomi spesso estremamente blasonati come Iginio Massari o Massimo Bottura e già noti al grande pubblico, che comunicano la cucina e l’agroalimentare da anni nel mondo ma che non avevano mai avuto un riconoscimento ufficiale, come accade invece in Francia, ad esempio. Per il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida questo riconoscimento “dà una risposta all’appello di chi si è affermato con la sua attività in Italia e nel mondo ma soffriva per vedere questa cosa riconosciuta ovunque ma non in patria”. Iginio Massari, il super pasticciere da oltre un milioni di followers, che ha presieduto la commissione di esperti e da cui la legge prende il nome, è stato premiato con il riconoscimento di Maestro dell’arte della pasticceria italiana. “La storia per arrivare fin qui è stata lunga e Giorgia Meloni mi ha accompagnato in questo percorso ed è l’unica persona che con i vari governi ha saputo ascoltare e non solo sentire”, ha detto Massari.


Mentre quello di Maestro dell’arte della cucina italiana è andato allo chef tristellato Massimo Bottura, uno dei massimi ambasciatori della cucina italiana nel mondo: una cucina da milioni di followers che spicca anche per il suo carattere etico e solidale. Il premio di Maestro dell’arte della gelateria italiana va a Carlotta Fabbri, che rappresenta la quinta generazione della famiglia che ha fondato 118 anni fa la Fabbri1905. E’ presidente del gruppo Gelato di Unione Italiana Food.


Quello di Maestro dell’arte della pizza italiana a Franco Pepe, uno degli uomini simbolo della pizza made in Italy tra i grandi maestri della pizza napoletana, più volte premiato come miglior pizzaiolo al mondo con la sua pizzeria Pepe in Grani a Caiazzo, in provincia di Caserta. E, dal palco, Pepe ha rivolto un appello alle istituzioni affinché negli alberghieri italiani ci sia un percorso specifico dedicato ai pizzaioli. Va a Carlo Petrini, fondatore e presidente internazionale della di Slow Food, il riconoscimento di Maestro dell’arte della gastronomia italiana, l’unico a non essere potuto intervenire in presenza a causa di “terapie che non si possono rinviare”. Petrini ha ideato il Salone del Gusto di Torino, la rete di Terra Madre e l’Università delle Scienze Gastronomiche di Pollenzo ed è un fuoriclasse del mondo della comunicazione gastronomica che ha rivoluzionato il concetto di nicchia produttiva.


E’ stato premiato con il riconoscimento di Maestro dell’arte casearia italiana a Piercristiano Brazzale. La famiglia Brazzale, identificata nel marchio “Alpi” è nel mondo del latte dalla fine del ‘700, e rappresenta la più antica azienda italiana del settore, in attività ininterrotta da almeno otto generazioni. Premiato come Maestro dell’arte vitivinicola italiana a Riccardo Cotarella, enologo e agronomo. Cotarella è presidente mondiale degli enologi (Unione internazionale degli enologi), docente universitario e consulente richiestissimo di centinaia di aziende a livello internazionale: ha consentito alle cantine italiane di fare un percorso verso l’eccellenza della viticoltura. Il premio di Maestro dell’arte olivicola italiana è stato attribuito a Maria Francesca Di Martino del frantoio Schinosa, realtà olivicola di Trani che risale al 1647. Oltre 28.000 olivi, molti dei quali secolari, curati da una gestione ‘in rosa’ con tecniche colturali avanzatissime.

Bottura emozionato: la cucina è più di un mestiere

Bottura emozionato: la cucina è più di un mestiereRoma, 2 apr. (askanews) – “Ringrazio il Governo per un premio così significativo che non sento come premio personale ma come tributo a tutta una vita dedicata con amore e disciplina alla cucina, che è più di un mestiere: è cultura, identità, memoria e condivisione”. Lo ha detto lo chef tristellato Massimo Bottura ricevendo il premio di Maestro dell’arte della cucina italiana dalle mani della premier Giorgia Meloni.


“Ogni piatto racconta una storia ed è un ponte tra tradizione e innovazione, tra passato e futuro”, ha detto un Bottura emozionato che ha ringraziato i suoi collaboratori e la sua famiglia “non mi vedono mai”, ha aggiunto. “L’Italia – ha concluso Bottura – è una terra dalle tradizioni gastronomiche uniche al mondo, con artigiani che il mondo ci invidia. Con orgoglio ma anche con grande senso di responsabilità continuerò a portare avanti la nostra arte culinaria cercando sempre l’eccellenza, il rispetto delle materie prime e l’anima profonda delle nostre tradizioni”.

Franco Pepe: negli alberghieri serve percorso per pizzaioli

Franco Pepe: negli alberghieri serve percorso per pizzaioliRoma, 2 apr. (askanews) – “Noi abbiamo bisogno delle istituzioni, abbiamo bisogno che negli alberghieri ci sia un percorso per i pizzaioli e che questa figura sia ben definita. Abbiamo bisogno che un genitore possa dire a un ragazzo: spero che un giorno farai il pizzaiolo”. Lo ha detto Franco Pepe, tra gli uomini che hanno portato l’eccellenza della pizza italiana in tutto il mondo, ricevendo oggi il premio di Maestro dell’arte della pizza italiana dalle mani della premier Giorgia Meloni.