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Bilancio di 85mila presenze per Agriumbria 2025

Bilancio di 85mila presenze per Agriumbria 2025Roma, 1 apr. (askanews) – Ha chiuso con 85mila presenze Agriumbria 2025, un dato in linea con quello della passata edizione, a fronte di un meteo variabile e con pioggia dei primi due giorni. Le provenienze sono da tutte le regioni italiane, maggiore la presenza dal Centro Sud, ma la fiera ha attirato operatori e agricoltori anche dal Nord, soprattutto per quanto riguarda la parte zootecnica.


Il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha riconosciuto e sottolineato la forza di Agriumbria e il suo lavorare in sinergia con le altre mostre di settore più importanti del Paese in un’ottica di sviluppo e non di concorrenza interna. E, per il primo anno, alla 56esima edizione di Agriumbria, ha partecipato il Banco Alimentare dell’Umbria. Positiva l’accoglienza per i workshop didattico-orientativi rivolti a studenti e docenti degli Istituti tecnici e agrari italiani. Il presidente di Umbriafiere, Stefano Ansideri, ha anche confermato la volontà di puntare sempre più sul contributo del Sistema allevatoriale nel realizzare quella che è la manifestazione portante nel calendario di Umbriafiere. La principale attrattiva, anche di questo 2025, è stato, come da tradizione, il programma zootecnico. Tutti umbri, della provincia di Perugia, i migliori allevamenti italiani di Chianina premiati in fiera.

Assobibe lancia campagna sociale contro la Sugar Tax

Assobibe lancia campagna sociale contro la Sugar TaxRoma, 1 apr. (askanews) – “Oggi noi, e domani?”: questo il claim della nuova campagna social di Assobibe, l’associazione di Confindustria che rappresenta le imprese che producono e vendono bevande analcoliche in Italia, contro la Sugar tax. L’obiettivo è duplice: comunicare la preoccupazione delle imprese che vivono un momento di forte incertezza e lanciare un appello diretto alle Istituzioni, rivolgendosi a figure politiche di spicco, per sensibilizzarle sugli effetti devastanti della nuova imposta sulle aziende in un contesto già critico. I primi contenuti sono già online a partire da oggi e nelle prossime settimane si alterneranno con proposte ancora più impattanti.


La campagna social nasce “dopo mesi di promesse che non si sono ancora tradotte in azioni concrete”, visto che nonostante il parere positivo di Mimit e Masaf, l’approvazione dell’ordine del giorno nel dicembre scorso e gli emendamenti presentati da Lega e FI nell’ambito del provvedimento MilleProroghe, a oggi la richiesta di Assobibe di un ulteriore rinvio a 12 mesi o di una cancellazione non è ancora stata accolta. Con l’entrata in vigore prevista per il primo luglio 2025, la Sugar tax andrà a colpire le bevande analcoliche, gassate e non, con e senza zucchero, pesando direttamente sul comparto, sull’intera filiera e sugli italiani. “Misure come la Sugar tax, che non trovano fondamento da un punto di vista salutistico, devono preoccupare tutti, non solo il comparto delle bevande analcoliche: un domani nuove e inutili ulteriori tassazioni potrebbero essere introdotte”, spiega Assobibe in una nota.


Inoltre, per l’associazione aderente a Confindustria, l’introduzione di una nuova tassa che deprime i consumi non può che comportare conseguenze pesanti in uno scenario socioeconomico già fortemente indebolito dall’incremento dell’inflazione e dei costi di materie prime ed energia, a cui si aggiunge la necessità di fronteggiare i dazi USA. “Con questa campagna vogliamo sottolineare la follia di questa norma e l’accanimento nei confronti delle nostre imprese – commenta Giangiacomo Pierini, presidente di Assobibe – Un messaggio volutamente provocatorio per ribadire il nostro appello alle Istituzioni perché è arrivato il momento delle scelte di senso per fronteggiare l’incertezza in cui vertono le imprese e neutralizzare le numerose minacce che incombono sul comparto delle bevande. Un settore con aziende e stabilimenti localizzati su tutto il territorio, che generano un valore complessivo pari a 4,9 miliardi di euro”.


La tassa secondo stime di Nomisma, avrà effetti negativi sui produttori di bevande, determinando un incremento del 28% di fiscalità su un litro, un freno degli investimenti per oltre 46 milioni di euro, un calo degli acquisti di materia prima di oltre 400 milioni di euro e un taglio del 10% del fatturato, riducendo di conseguenza attività e investimenti in Italia (-12%) e mettendo a rischio oltre 5.000 posti di lavoro. L’impatto si farà sentire non solo sul comparto delle bevande, ma su tutta la filiera.

Fedagripesca: positivo il decreto del Masaf sul tonno rosso

Fedagripesca: positivo il decreto del Masaf sul tonno rossoRoma, 1 apr. (askanews) – Semplificazione normativa, aggregazione di filiera, contrasto alla pesca illegale e alla contraffazione attraverso l’introduzione del “sigillo di garanzia”, che prevede l’obbligo di apporre una targhetta identificativa su ogni esemplare di tonno rosso. Sono questi i pilastri del decreto sul tonno rosso del Masaf secondo Confcooperative Fedagripesca, che lo giudica positivamente in quanto strumento in grado di coniugare sostenibilità economica e ambientale.


“Rafforzare gli accordi di filiera significa incrementare il valore delle produzioni, con un potenziale aumento fino al 30% del reddito per i produttori, oggi ancora l’anello più debole del settore”, spiega in una nota Paolo Tiozzo, Vicepresidente di Confcooperative Fedagripesca. Bene anche il riconoscimento di tutti i segmenti della pesca, da quelli più industriali e orientati all’export, come le tonnare volanti (circuizioni), alla pesca artigianale, fino alle feluche, imbarcazioni tradizionali protagoniste di un’attività sostenibile e radicata nel territorio.


L’obbligo della targhetta di garanzia su ogni tonno rosso rappresenta un’innovazione cruciale per combattere le frodi e garantire trasparenza al consumatore, oltre a valorizzare il lavoro degli operatori che rispettano le regole. Fedagripesca sottolinea infine l’importanza di una governance condivisa della filiera, anche attraverso le organizzazioni di produttori, per consolidare il Made in Italy ittico e difenderlo dalla concorrenza sleale.

Aife: erba medica, si punta a mantenere stabilità produttiva

Aife: erba medica, si punta a mantenere stabilità produttivaRoma, 1 apr. (askanews) – “L’intenzione e l’esigenza sono quelle di mantenere la stabilità produttiva per la coltivazione italiana di erba medica, anche se l’incognita legata alle piogge di questo periodo nelle zone vocate sta mettendo un po’ a rischio le semine, a cui si unisce l’incertezza legata ai quantitativi della produzione perché le alluvioni di questi ultimi due anni hanno reso i terreni meno fertili”. Così in una nota Riccardo Severi, direttore di AIFE/Filiera Italiana Foraggi, che annuncia che, a causa delle piogge di queste ultime settimane e delle temperature in calo non sarà possibile effettuare il primo taglio nei primi dieci giorni di aprile. L’arrivo della nuova campagna avrà dunque un ritardo di 10-15 giorni rispetto agli anni passati.


Tutti i mercati agricoli sono al centro delle turbolenze geopolitiche in corso, spiega, compreso quello dell’erba medica, anche se a livello nazionale l’importante domanda di foraggio sta destando meno preoccupazioni e al momento sembra che il comparto ne stia risentendo meno di altri. “A livello europeo le abbondanti precipitazioni che hanno colpito nei mesi scorsi la Francia, ma anche la Spagna e la Germania stanno generando non poche incertezze in termini produttivi per l’anno in corso – aggiunge Severi – Per quanto riguarda l’Italia il mercato, attualmente, sta rispondendo bene. Le quotazioni relative all’erba medica disidratata attualmente stoccata e registrate nelle Borse merci di riferimento come Bologna oscillano intorno a una media di circa 300euro/tonnellata, mentre per l’erba medica di campo la forbice può variare tra i 150 e i 250euro/tonnellata”. E nel 2025 AIFE ha in calendario diverse iniziative internazionali finalizzate alla promozione sui mercati asiatici del foraggio essiccato e disidratato italiano, grazie soprattutto al progetto europeo che l’Associazione sta portando avanti da oltre un anno con la sua omologa spagnola Aefa, progetto che si concluderà alla fine del 2026 e che è stato finanziato per l’80% del suo valore (1 milione di euro) dalla Ue.


Dal 19 al 21 maggio 2025 alcune aziende associate ad AIFE/Filiera Italiana Foraggi parteciperanno in Cina al China Animal Husbandry Expo e a novembre, per conto del Consorzio europeo delle imprese di disidratazione dei foraggi (Cide), la Francia ospiterà il Congresso mondiale delle Associazioni che raggruppano le aziende impegnate nella essiccazione e disidratazione dell’erba medica, a cui parteciperà anche AIFE/Filiera Italiana Foraggi.

Festa del Bio, a Roma un appello per salvare le aree interne

Festa del Bio, a Roma un appello per salvare le aree interneRoma, 1 apr. (askanews) – Salvaguardare le aree interne e montane, territori fragili e a rischio di spopolamento, ma al contempo preziosi scrigni che custodiscono un ricco patrimonio ambientale, paesaggistico, culturale e turistico. E’ stato il messaggio al centro della “Festa del BIO e MontagnaMadre”, l’evento organizzato all’Orto Botanico di Roma il 29 e 30 marzo da FederBio e Slow Food Italia, con il contributo della divisione Mountain Partnership della FAO e dell’Orto Botanico-La Sapienza, per promuovere l’adozione di stili di vita più sani e responsabili, a partire dalle scelte alimentari.


Nel corso dell’evento è emersa l’importanza di promuovere politiche alimentari, come quelle contenute nella food policy del Comune di Roma, che puntino a sostenere la produzione agroecologica, il ritorno dei produttori nei mercati rionali e l’aumento di cibo biologico nella ristorazione collettiva e nelle mense scolastiche, riducendo al contempo gli sprechi. “Abbiamo fortemente voluto che al Masaf fosse istituita per la prima volta una specifica delega dedicata all’agricoltura delle aree interne e di montagna perché siamo convinti che sia strategica per il futuro di tutto il nostro settore Primario – ha detto il sottosegretario all’Agricoltura, sovranità alimentare e foreste, Luigi D’Eramo – È prioritario affrontare le criticità esistenti e salvaguardare questi territori, sia per frenare lo spopolamento e l’abbandono, sia per valorizzare le loro molteplici potenzialità e realizzare un nuovo sviluppo sostenibile”.


“Protagoniste di questo sviluppo – ha continua il sottosegretario – saranno sempre di più l’agricoltura e la zootecnia biologica e biodinamica, insieme ai distretti biologici che stiamo sostenendo in modo convinto. Rappresentano infatti un valore aggiunto che caratterizza luoghi dal grande patrimonio ambientale e paesaggistico, ricchi di cultura, tradizioni e biodiversità, che possono crescere molto anche dal punto di vista turistico” “La montagna è un territorio nevralgico per l’agricoltura. Se nei territori montani e collinari si evidenziano delle criticità è chiaro che si determina un impatto negativo su tutto il comparto agricolo nazionale – ha detto Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio – Frenare lo spopolamento delle montagne e delle aree interne è un obiettivo che viene perseguito da anni, credo che, grazie alla prima delega al Governo che unisce biologico e aree interne, ci possa essere finalmente l’opportunità di mettere in campo idee e progetti concreti per rilanciare questi luoghi”.

Lucia Forte confermata a guida Consorzio pane Altamura Dop

Lucia Forte confermata a guida Consorzio pane Altamura DopRoma, 1 apr. (askanews) – Il Consorzio per la Tutela e la Valorizzazione del Pane di Altamura Dop conferma alla guida Lucia Forte. Lo scorso 4 marzo 2025 l’assemblea dei soci Consorziati ha nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione che si è insediato il 14 marzo 2025, composto da nove consiglieri: Caggiano Irene, Forte Lucia, Forte Vito, Lobifaro Domenico, Loporcaro Roberto, Mercadante Giovanni, Morgese Donato Antonio, Ninivaggi Nunzio, Sardone Paola.


Sempre nel corso del cda del 14 marzo 2025, è stata confermata Lucia Forte come presidente e legale rappresentante del Consorzio e sono stati nominati, inoltre, i due vicepresidenti, Nunzio Ninivaggi e Domenico Lobifaro.

Fai-Cisl: processo morte Singh, riprendere confronto caporalato

Fai-Cisl: processo morte Singh, riprendere confronto caporalatoRoma, 1 apr. (askanews) – “Vogliamo sia fatta luce su quanto accaduto e sia fatta giustizia nei luoghi deputati a farlo, e nel frattempo crediamo sia l’occasione anche per richiedere un nuovo confronto al tavolo interministeriale anticaporalato, per avere un ritorno sulle misure avviate e sui risultati ottenuti, affinché simili fatti non si ripetano più”. Lo ha detto il segretario generale della Fai-Cisl nazionale Onofrio Rota intervenendo oggi a Trento al congresso provinciale della federazione, mentre oggi a Latina si è aperto il processo per la morte di Satnam Singh, giovane operaio agricolo impiegato senza contratto e abbandonato dal suo datore di lavoro dopo una grave ferita.


“Chiediamo ai ministri Calderone e Lollobrigida – ha detto Rota – di riprendere il confronto positivo avviato con il tavolo interministeriale anticaporalato, anche perché servono i decreti attuativi delle novità introdotte con l’ultimo decreto agricoltura, inoltre il metodo del decreto flussi continua a non rispondere adeguatamente al fabbisogno di manodopera e molti lavoratori divenuti irregolari vanno fatti emergere dall’economia sommersa e dall’illegalità”. “Satnam è per tutti noi un simbolo del disumano sfruttamento cui sono sottoposti ancora oggi molti lavoratori e lavoratrici, soprattutto immigrati – ha detto Rota – Dai congressi e dalle assemblee che stiamo svolgendo in tutta Italia, dalle piazze, da tutti gli incontri con i lavoratori, emerge una forte richiesta di giustizia e legalità. Siamo vicini alla famiglia di Satnam e a tutta la comunità indiana di Latina, con cui abbiamo manifestato subito dopo la tragedia”.


Dopo la morte del giovane, “sono stati fatti passi in avanti – ha aggiunto il sindacalista – ma rimane urgente rendere operativi tutti gli strumenti preventivi in materia di sfruttamento e lavoro nero: alcune misure recepite dal governo sono positive perché frutto delle nostre proposte, come la possibilità di denunciare i caporali ottenendo l’inserimento in percorsi di protezione e inclusione sociale, oppure l’incrocio delle banche dati delle imprese appaltatrici per ottenere controlli più mirati, ma bisogna rendere operativi questi cambiamenti in tutti i territori e vanno monitorati per valutarne l’impatto”. “Altra partita fondamentale – ricorda Rota – è quella che l’Italia deve giocare in Europa guardando alla prossima Pac e al confronto con il nuovo Commissario Hansen: il fatto che la stessa azienda in cui lavorava Satnam aveva usufruito in passato di oltre 870mila euro di fondi pubblici, pur sfruttando i lavoratori e non applicando neanche le minime misure di sicurezza e legalità, dimostra che la condizionalità sociale conquistata con l’ultima riforma della Pac va non solo confermata, ma consolidata e applicata concretamente al più presto in tutti i Paesi membri”.

A Latina convegno Confagricoltura su nuova Pac e visione al 2040

A Latina convegno Confagricoltura su nuova Pac e visione al 2040Roma, 1 apr. (askanews) – L’Italia si classifica tra gli ultimi Paesi membri dell’Unione europea per conoscenza della PAC – Politica agricola comune – e del supporto che la UE dà agli agricoltori; lo riporta un recente sondaggio di Eurobarometro. Per contribuire a diffondere nei territori informazioni corrette sul tema, Confagricoltura e Confagricoltura Latina, in partnership con Ansa, nell’ambito di un progetto della DG AGRI hanno organizzato, al Consorzio Agrario provinciale di Latina, il convegno “Nuova PAC: visione al 2040 per un’agricoltura europea sempre più competitiva”.


“Le imprese agricole, oggi più che mai, si trovano a dover affrontare sfide legate al cambiamento climatico, mentre rispondono alla crescente domanda di prodotti di altissima qualità da parte dei consumatori. È fondamentale che le nostre aziende vengano messe in condizione di operare in un mercato internazionale sempre più competitivo – ha dichiarato Luigi Niccolini, presidente di Confagricoltura Latina – L’Unione europea deve comprendere questa realtà e, attraverso la nuova PAC, offrire risposte concrete al settore agricolo, che, voglio ricordarlo, rappresenta nella nostra provincia una parte essenziale dell’economia locale con oltre 7mila imprese e 21mila addetti. Latina è un punto di riferimento importante nel sistema economico del Lazio e a livello nazionale, con numeri rilevanti anche a livello internazionale”. “Le risorse della PAC contribuiscono al reddito degli agricoltori per il 33%, in media in Europa, e per il 21% in Italia. Si tratta di un supporto fondamentale. Tuttavia, finora è diminuita la percentuale della spesa per la PAC rispetto al PIL europeo, risultando praticamente dimezzata negli ultimi 30 anni (nel 2024 la stima è dello 0,29% sul PIL, per la prima volta sotto lo 0,3%)”, ha detto Vincenzo Lenucci, direttore Politiche di Sviluppo economico delle filiere agroalimentari e Centro Studi di Confagricoltura, citando un’elaborazione della Confederazione su dati della Commissione europea – Eppure, la sicurezza alimentare è a tutti gli effetti un pilastro della protezione dell’Europa, al pari della tutela dei confini e degli approvvigionamenti energetici”, ha ricordato Cristina Tinelli, direttore Area relazioni UE e internazionali di Confagricoltura, in collegamento da Bruxelles.


Il confronto è stato arricchito dagli interventi delle istituzioni – Matilde Celentano, sindaco di Latina, Vittorio Sambucci, delegato regionale, Angelo Tripodi, consigliere Regionale, Nicola Procaccini e Salvatore de Meo, eurodeputati in collegamento da Strasburgo – e dalle testimonianze delle imprese locali attraverso le voci di due giovani imprenditori – Denise Parcesepe, dell’azienda agricola “La Livrea”, consigliera di Confagricoltura Latina, e Alessio Priori, dell’azienda “Agricola Priori” e vicepresidente di ANGA Latina.

Da scarti agricoli la prima lettiera per gatti a base vegetale

Da scarti agricoli la prima lettiera per gatti a base vegetaleRoma, 1 apr. (askanews) – Arriva la prima lettiera per gatti completamente upcycled da materiali agricoli, fatta riciclando gli scarti vegetali. Il progetto è firmato da Laviosa, leader nell’estrazione e trasformazione di bentoniti in soluzioni ad alto valore aggiunto sia per l’industria che per il largo consumo, e da Consorzi Agrari d’Italia, la più grande piattaforma di valorizzazione dell’agricoltura nazionale.


L’iniziativa, che vede Laviosa diventare la prima azienda produttrice di lettiere a base minerale e vegetale a livello mondiale, promuove un’innovazione sostenibile, capace di generare benefici concreti per il territorio, le comunità, le aziende e le persone. Un aspetto centrale è l’upcycling, un processo di riutilizzo creativo che trasforma materiali di scarto in prodotti innovativi, uno dei principi alla base della green economy. La produzione avviene presso l’impianto di CAI Nutrizione a Mantova, uno degli stabilimenti produttivi del polo mangimistico di Consorzi Agrari d’Italia. La nuova lettiera è composta da un blend di scarti vegetali provenienti dalla produzione agricola alimentare. La lettiera vegetale è certificata TUV OK Compost INDUSTRIAL attestando la conformità alla norma europea EN 13432 per quanto riguarda la compostabilità negli impianti di compostaggio industriale. Sono in corso di ottenimento ulteriori certificazioni per garantire che il prodotto sia conforme rispetto a elevati standard di sicurezza e qualità nonché interamente composto da sottoprodotti che non sottraggono risorse all’alimentazione umana.


Il piano di sviluppo di questo progetto, interamente italiano, rappresenta un modello virtuoso e replicabile in tutti i Paesi in cui Laviosa è presente, a partire dalla Francia, per valorizzare i sottoprodotti dell’agricoltura locale, nell’ottica di ridurre al massimo le emissioni di CO2 e contribuire positivamente all’economia del territorio che ci ospita.

Il 2 aprile a Palazzo Chigi premio Maestro arte cucina italiana

Il 2 aprile a Palazzo Chigi premio Maestro arte cucina italianaRoma, 1 apr. (askanews) – Si terrà mercoledì 2 aprile 2025, alle 12, nel cortile d’onore di Palazzo Chigi, la prima edizione del Premio “Maestro dell’Arte della Cucina Italiana”. Il riconoscimento, istituito con la legge 19 aprile 2024, n. 59, è assegnato ai cittadini italiani che si sono distinti nel campo della gastronomia e che con la loro opera, il loro lavoro e la loro competenza, hanno esaltato il prestigio della cucina italiana e hanno contribuito a valorizzare le eccellenze nazionali. Il premio è conferito annualmente in otto categorie di merito: arte della gelateria, arte olivicola, arte casearia, arte della pizza, arte della cucina, arte della gastronomia, arte vitivinicola e arte della pasticceria.


L’Italia, ricorda il Masaf in una nota, pur essendo tra i principali riferimenti globali per qualità e cultura alimentare, non disponeva, fino all’approvazione della legge, di un sistema pubblico di premialità dedicato alle professioni della gastronomia. Il Governo ha voluto l’istituzione del Premio “Maestro dell’Arte della Cucina Italiana” per colmare questa lacuna, con il duplice obiettivo di valorizzare le migliori professionalità del settore e di offrire l’opportunità di trasmettere conoscenze e competenze alle nuove generazioni, attraverso il dialogo con le scuole professionali dell’enogastronomia e dell’ospitalità. I Premi saranno conferiti dal Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Alla cerimonia interverrà il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida.


Alla cerimonia di premiazione parteciperanno, inoltre, una delegazione di studenti degli Istituti agrari e alberghieri di Roma e Provincia, oltre ai rappresentanti delle principali associazioni di categoria.