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Autogrill: al via col nuovo contratto integrativo, rivisto premio risultato

Autogrill: al via col nuovo contratto integrativo, rivisto premio risultatoMilano, 19 feb. (askanews) – Autogrill e la controllata Nuova Sidap, hanno firmato con le segreterie nazionali delle organizzazioni sindacali l’accordo per il nuovo contratto integrativo aziendale, in vigore dal primo gennaio 2025 al 31 dicembre 2027.


L’ipotesi di accordo, sottoscritta a dicembre 2024, è ora stata approvata dalle assemblee dei lavoratori e diventa pienamente efficace, rappresentando un riferimento per il settore della ristorazione, a partire dalla rivisitazione del premio di risultato. Il premio prevede una quota base annuale sulla scorta della performance complessiva dell’azienda, cui si aggiunge una quota aggiuntiva riconosciuta ai punti vendita che migliorano il proprio andamento e che contribuiscono in modo più significativo al risultato aziendale. Dopo un periodo di test, è stata prevista inoltre la possibilità di convertire, con un meccanismo incentivante, il premio di risultato in credito welfare, spendibile su una piattaforma dedicata che offre diversi beni e servizi. “La firma del nuovo contratto integrativo, che nasce da un dialogo responsabile tra le parti sociali e di cui siamo particolarmente orgogliosi, non solo rappresenta un importante traguardo per Autogrill, ma anche un nuovo significativo punto di riferimento per tutto il comparto”, commenta Alessandro Premoli, capo delle risorse umane di Autogrill Italia.


Applicato a oltre 9.000 dipendenti, il nuovo contratto integrativo pone attenzione all’equilibrio tra vita privata e lavoro, con misure in tema di organizzazione del lavoro funzionali a contemperare le esigenze di servizio alla clientela con le necessità dei dipendenti, come ad esempio la programmazione su tre settimane dei turni di lavoro, il diritto a due giorni di riposo consecutivo in specifiche ipotesi, nonché l’ampliamento della pausa retribuita. Il nuovo contratto integrativo prevede, inoltre, il rafforzamento delle relazioni sindacali attraverso il potenziamento del confronto territoriale.

Copagri: agricoltura, inasprire contrasto su pratiche sleali

Copagri: agricoltura, inasprire contrasto su pratiche slealiRoma, 19 feb. (askanews) – Inasprire il contrasto sulle pratiche sleali e rafforzare il ruolo dei produttori agricoli nella catena di distribuzione del valore, passando necessariamente dalla sempre più decisa promozione dei contratti di filiera. Lo ha sottolineato la Copagri intervenendo in audizione davanti alla Commissione Politiche UE della Camera nell’ambito dell’esame di due proposte di regolamento UE in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola e alimentare e per il rafforzamento della posizione degli agricoltori nella filiera alimentare.


“Proprio i contratti di filiera – ha rimarcato la Copagri – da intendersi quali leve per assicurare la collaborazione e l’integrazione tra i diversi soggetti della filiera, garantendo conseguentemente delle migliori relazioni di mercato, rappresentano uno strumento fondamentale per lo sviluppo di produzioni 100% italiane, capaci di dare opportunità di lavoro e promuovere la crescita del Made in Italy agroalimentare”. Tra le priorità, spiega Copagri, quella di continuare a promuovere l’aggregazione tra i produttori, incentivando la creazione di OP e contrastando l’eccessiva frammentazione del tessuto produttivo agricolo del Paese, oltre a “garantire il rispetto dei costi medi di produzione, questione dirimente per assicurare una equa remunerazione”.


A questo proposito, per quanto riguarda le due proposte di regolamento UE, “restano numerosi elementi da chiarire per scongiurare il rischio che le positive disposizioni in esse previste, miranti a rafforzare il contrasto alle pratiche sleali e ad accrescere la trasparenza e la fiducia nei consumatori, si traducano in ulteriori adempimenti a carico dei produttori o in meri esercizi di stile”, ha concluso la Copagri.

Consorzio Coppa Parma aggiorna discipliare su peso suini per Igp

Consorzio Coppa Parma aggiorna discipliare su peso suini per IgpRoma, 19 feb. (askanews) – Il Consorzio di Tutela della Coppa di Parma Igp ha concluso l’iter per l’aggiornamento del proprio disciplinare, già approvato dal Ministero e pubblicato in Gazzetta Ufficiale. “Le modifiche riguardano vari punti per migliorare la tracciabilità della materia prima ed il rispetto ancora più stringente dei requisiti previsti dal disciplinare, dall’alimentazione dei suini ai tipi genetici e combinazioni ammesse”, spiega il Consorzio in una nota.


Una modifica sostanziale per quanto riguarda il peso: all’interno del disciplinare non è più previsto il peso medio vivo, che era di 160 chilogrammi con 10% in più o in meno di tolleranza, quanto invece quello della singola carcassa, ora compreso tra 110,1 e 190 chili, rilevato al momento della macellazione. Il Consorzio, che racchiude 21 aziende produttrici con un fatturato di 73 milioni di euro, ha spiegato le motivazioni alla base della modifica. “Il criterio del peso della singola carcassa, a differenza del peso vivo, consente un controllo più puntuale dei requisiti di ammissibilità di ciascun suino macellato – ha detto Fabrizio Aschieri, presidente del Consorzio – Si tratta di un metodo preciso e migliorativo che garantisce più trasparenza, aumentando così ancor di più la qualità del prodotto”.


Nel disciplinare è stata modificata anche la durata della fase di ‘magronaggio’ (ovvero allattamento e svezzamento), che in questa versione passa da un peso massimo di 80 chili agli attuali 85, dovuto sempre al miglioramento generale della capacità di crescita dell’animale. Aggiornata infine l’alimentazione dei suini destinati all’Igp, con l’inserimento di una tabella dettagliata delle materie prime ammesse nella fase di magronaggio e utilizzata anche per la fase di ingrasso.

Agricoltura, Carni sostenibili: ora approccio Ue sia più inclusivo

Agricoltura, Carni sostenibili: ora approccio Ue sia più inclusivoMilano, 19 feb. (askanews) – “Ci auguriamo che le nuove linee strategiche della Commissione segnino l’inizio di un confronto costruttivo e basato su solide evidenze scientifiche, finalmente in grado di riconoscere il ruolo chiave e le reali potenzialità del comparto zootecnico europeo”. A parlare è Giuseppe Pulina, presidente dell’organizzazione no profit Carni Sostenibili, dopo la presentazione della “Vision for agriculture and food” della Commissione europea, linee strategiche che guideranno le politiche Ue nei prossimi cinque anni in materia di agricoltura ed alimentazione.


Carni Sostenibili riunisce le principali associazioni delle filiere della lavorazione e trasformazione delle carni. “Un settore che, attraverso innovazione, digitalizzazione e pratiche sostenibili, è già protagonista di un’evoluzione verso una produzione sempre più efficiente e rispettosa dell’ambiente” afferma Pulina. “La zootecnia europea non è solo un pilastro della sicurezza e sovranità alimentare, ma contribuisce anche alla resilienza economica delle aree rurali e alla tutela della biodiversità grazie a modelli produttivi che valorizzano il territorio”. E conclude il presidente: “Per affrontare le sfide future, sarà fondamentale che le politiche europee garantiscano condizioni di equità competitiva, riducano gli oneri burocratici e supportino gli allevatori con strumenti efficaci di gestione del rischio e accesso all’innovazione”.

Bitto e Valtellina Casera, in 2024 valore produzione +5,7%

Bitto e Valtellina Casera, in 2024 valore produzione +5,7%Roma, 19 feb. (askanews) – Cresce del 5,7% nel 2024 il valore alla produzione di Valtellina Casera e Bitto Dop, arrivato a quota 14,6 milioni di euro. A trainare la crescita dei formaggi simbolo della Valtellina Casera: con oltre 221mila forme marchiate e 16.598 quintali prodotti (+8,9% su 2023) il formaggio si conferma il motore della tradizione casearia valtellinese. Oggi il semigrasso di latteria esprime infatti oltre il 90,3% del valore delle due Dop, grazie a 13,2 milioni di fatturato (+10,3% sul 2023).


Rimonta il Bitto Dop: dopo la contrazione della produzione degli scorsi anni (-39% dal 2019 al 2023 per fattori climatici, difficoltà produttive insite nella lavorazione in alpeggio e passaggi generazionali), nel 2024 si risale a 15.431 forme marchiate (+24%), con un fatturato a 2,6 milioni di euro. “Siamo orgogliosi dei risultati delle nostre due Dop – commenta il presidente del Consorzio di Tutela Valtellina Casera e Bitto, Marco Deghi – La crescita progressiva ma costante del valore alla produzione, pari al 10,8% dal 2020 al 2024, mostra un’affezione progressiva da parte dei consumatori a due formaggi fortemente identitari”.


“Ora guardiamo all’annata 2025, con l’obiettivo di portare ancora più valore aggiunto ai nostri prodotti. La campagna di valorizzazione del Bitto – ha continuato Deghi – a cui hanno aderito all’unanimità tutti i soci, ha portato a una crescente qualità, che è andata di pari passo con la remuneratività del prodotto, aumentata del 15% nell’ultimo anno. Parallelamente, con l’ampliamento della produzione e della distribuzione e le campagne sul Valtellina Casera, punteremo ad arrivare sulle principali città del Nord e centro Italia”, ha concluso il presidente del Consorzio.

Team Caserta vince i Campionati della Cucina Italiana 2025

Team Caserta vince i Campionati della Cucina Italiana 2025Roma, 19 feb. (askanews) – Alla nona edizione dei Campionati della Cucina Italiana salgono sul podio più alto dell’edizione 2025 i cuochi del Team Caserta, conquistando il titolo assoluto nella categoria Cucina Calda a Squadre Senior.


La competizione culinaria più importante d’Italia, organizzata alla Fiera di Rimini dalla FIC – Federazione Italiana Cuochi, in collaborazione con Italian Exibition Group, all’interno della manifestazione “Beer & Food Attraction”, ha portato in gara oltre 600 cuochi impegnati in sfide all’ultimo fornello, coinvolgendo quasi 1.400 tra assistenti ed aiuti chef. Dopo il taglio del nastro, tenutosi domenica mattina con il ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli e i giovani cuochi del contest “Ragazzi Speciali”, si sono alternati sul palco anche Giorgio Salvitti (delegato del Ministro dell’Agricoltura) e Mirco Carloni (Presidente Comm. Agricoltura della Camera dei Deputati). Il presidente Rocco Pozzulo, per l’occasione, ha voluto rilanciare un appello proprio alle istituzioni vicine al settore, affinché il lavoro di cuoco venga inserito tra i mestieri usuranti e venga riconosciuta la figura del “Cuoco Certificato”.

Assobibe: agire subito contro entrata in vigore Sugar Tax

Assobibe: agire subito contro entrata in vigore Sugar TaxRoma, 19 feb. (askanews) – Servono azioni “concrete e immediate” da parte del Governo per far fronte all’entrata in vigore della Sugar tax, prevista per il prossimo primo luglio. E Assobibe, l’associazione di Confindustria che rappresenta le imprese che producono e vendono bevande analcoliche in Italia, dopo le affermazioni del ministro Ciriani “che ci rassicurava su un provvedimento imminente per affrontare l’annosa questione della Sugar tax” adesso si aspetta “fatti concreti”.


A parlare è Giangiacomo Pierini, presidente di Assobibe che dopo le dichiarazioni anche del Senatore Giorgio Maria Bergesio e del Senatore Maurizio Gasparri, che hanno presentato due emendamenti nel DL milleproroghe, chiede con urgenza di poter istituire un tavolo di confronto. “Mancano poche settimane all’entrata in vigore della tassa. Le imprese si interrogano sul continuo esitare di fronte al rinvio e stanno esprimendo il loro malcontento per la mancanza di fatti concreti. Abbiamo bisogno di un confronto immediato con la Presidenza del Consiglio”, dice. Secondo Assobibe, l’entrata in vigore della Sugar tax, che si applica alle bevande analcoliche sia nella versione con zucchero che in quelle prive, provocherebbe un freno degli investimenti per oltre 46 milioni di euro, un calo degli acquisti di materia prima di oltre 400 milioni di euro e un taglio del 10% del fatturato in un settore già in difficoltà, riducendo di conseguenza attività e investimenti in Italia (-12%). Senza dimenticare l’impatto sulla burocrazia, con centinaia di nuove procedure aziendali, e sull’occupazione: si stimano oltre 5.000 posti di lavoro a rischio, con evidenti ricadute negative anche sulle comunità locali.

La Pietra (Masaf): difesa olio extravergine è via maestra

La Pietra (Masaf): difesa olio extravergine è via maestraRoma, 19 feb. (askanews) – “La riunione della cabina di regia tenuta presso il Masaf per rafforzare i controlli è la risposta tangibile alle legittime domande di tutela che ci arrivano dagli operatori del settore. La difesa dell’olio extravergine d’oliva italiano e il confronto con gli attori protagonisti per rafforzare le filiere dell’agroalimentare sono la via maestra che intendiamo seguire”. Così il sottosegretario al Masaf, senatore Patrizio La Pietra, che ha la delega al comparto olivicolo, dopo la riunione della cabina di regia sui controlli al Masaf.


“L’olio EVO è l’oro verde dell’agricoltura italiana e dobbiamo proteggerlo da falsi e pratiche sleali che minacciano il valore economico e qualitativo della produzione italiana”, spiega La Pietra in una nota sottolineando: “abbiamo intrapreso questo percorso al fianco degli olivicoltori italiani, fin dal giorno dell’insediamento al Masaf mio e del ministro Lollobrigida e nel tavolo che ho convocato al ministero lo ribadirò agli operatori del settore”. Le migliaia di controlli effettuati nel 2024, con particolare attenzione al territorio pugliese, “culla della nostra produzione e i sequestri a seguito di frodi riscontrate, per un valore di milioni di euro, evidenziano la nostra vicinanza concreta a chi lavora rispettando le regole – conclude il sottosegretario – e ai cittadini che hanno diritto ad acquistare un olio sano, tracciato e non frutto di pratiche scorrette che danneggiano la nostra economia e il diritto degli italiani a mettere in tavola cibo sano e di qualità, proprio quella qualità di cui l’olio extra vergine di oliva è il simbolo della nostra agricoltura”.

Fedagripesca: da Ue approccio meno punitivo per settore agricolo

Fedagripesca: da Ue approccio meno punitivo per settore agricoloRoma, 19 feb. (askanews) – “Dal documento presentato oggi emerge un orientamento chiaro da parte della Commissione Europea sui temi del Green deal, in parziale discontinuità con gli orientamenti della precedente legislatura: gli agricoltori non sono più considerati nemici dell’ambiente e c’è un approccio meno punitivo verso il settore agricolo, di cui anzi si evidenzia il ruolo di preservazione di aree rurali e di montagna”. Così il presidente di Fedagripesca Confcooperative Raffaele Drei commenta la proposta sulla visione per l’Agricoltura e l’alimentazione presentata oggi dal Collegio dei Commissari.


Drei accoglie positivamente la volontà di valutare con maggiore attenzione ogni ulteriore introduzione di divieto di uso di molecole al momento autorizzate. Nel documento infatti, dopo aver ribadito l’ambizione di ridurre l’uso delle sostanze particolarmente dannose, la Commissione precisa che, in assenza di alternative disponibili, solo l’evidenza di gravissimi rischi per la salute umana potrà giustificare ulteriori divieti. La Commissione si è inoltre impegnata a impedire l’importazione in Europa di pesticidi e altre sostanze pericolose vietate in ambito comunitario. “Abbiamo accolto invece con qualche disappunto – ha commentato Drei – la presenza di un timido riferimento all’introduzione di misure che incentivino l’aggregazione e la concentrazione dell’offerta. Una PAC più incisiva deve invece necessariamente evolvere a nostro avviso – commenta Drei – puntando con maggiore determinazione a misure di mercato che mettano in condizione le imprese agricole di competere con maggiore efficacia sui mercati nazionali ed esteri. L’aggregazione non solo garantisce una più equa ripartizione del valore lungo la filiera a tutela delle piccole e medie aziende, ma consente anche alle aziende di realizzare investimenti in innovazione e nuove tecnologie, imprescindibili per rafforzare la loro competitività e riuscire ad affrontare le insidie dei mercati in uno scenario internazionale dagli equilibri incerti”.


Nell’attesa delle future proposte legislative, il presidente di Fedagripesca Confcooperative giudica infine “positivi, anche se non sufficientemente sviluppati, i passaggi sulla volontà di rafforzare gli strumenti di prevenzione e gestione del rischio che avrebbero meritato maggiore spazio” ed esprime da ultimo “perplessità rispetto all’ipotesi di una ulteriore discrezionalità lasciata agli Stati membri”, conclude Drei.

Copagri: bene visione Ue agricoltura, netto cambio di passo

Copagri: bene visione Ue agricoltura, netto cambio di passoRoma, 19 feb. (askanews) – “In attesa di conoscere i dettagli dei pacchetti di misure per la semplificazione e la sburocratizzazione del settore, annunciati dal commissario Hansen e attesi per la prossima primavera e per la fine dell’anno in corso, sottolineiamo che da questi orientamenti, in linea di massima, sembra emergere un netto cambio di passo rispetto alle visioni che hanno caratterizzato il recente passato delle politiche agricole europee, quando la giusta e condivisibile tutela ambientale andava spesso a prevaricare l’attenzione che un comparto come quello agricolo merita”. Lo sottolinea in una nota il presidente della Copagri Tommaso Battista a proposito dei contenuti delle attese comunicazioni dell’Esecutivo comunitario “Una visione per l’agricoltura e il cibo”, illustrate dal vicepresidente esecutivo della Commissione UE Raffaele Fitto e dal commissario per l’agricoltura Christophe Hansen.


“Nella piena consapevolezza che si tratti di un mero atto di indirizzo politico, al quale dovranno far seguito proposte normative concrete e operative, prendiamo atto con soddisfazione degli orientamenti della Commissione Europea per delineare il futuro del primario comunitario e gettare le basi della PAC post 2027, attraverso obiettivi che per buona parte condividiamo pienamente”, spiega Battista. Tra i punti che per Copagri sono qualificanti, la grande attenzione riservata alla redditività dell’agricoltura, i richiami al ricambio generazionale, all’educazione alimentare e alla necessità di puntare con sempre maggiore determinazione sulla ricerca e sull’innovazione applicata al settore che “rappresentano temi sui quali è da tempo alta l’attenzione della Copagri e che, quindi, non possono che trovare il nostro pieno favore”.


Positiva anche la volontà dell’Esecutivo UE di rafforzare gli interventi sugli strumenti di gestione delle crisi e dei rischi, “anche attraverso nuovi schemi assicurativi che prevedano il fondamentale coinvolgimento della Banca europea per gli investimenti-BEI, lavorando al contempo per intervenire sulla PAC e andando in particolare a razionalizzare e semplificare gli ecoschemi”, aggiunge il presidente, ricordando che “anche questi temi, così come il focus sulle piccole aziende agricole, per cui si ipotizzano regimi forfettari per ridurne gli oneri burocratici, recepiscono molte delle nostre istanze”. A destare “più di qualche preoccupazione, invece, sono le incognite sulle modalità di finanziamento e sull’entità dei fondi che caratterizzeranno il prossimo bilancio comunitario e, a cascata, il bilancio agricolo dell’Unione Europea, dai quali dipenderà, ovviamente, buona parte della messa a terra dei lodevoli intenti annunciati nella visione per l’agricoltura e il cibo”, conclude il presidente della Copagri.