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L’attacco Usa-Israele all’Iran: obiettivi, siti colpiti, risposta

L’attacco Usa-Israele all’Iran: obiettivi, siti colpiti, risposta

Roma, 28 feb. (askanews) – Stati Uniti e Israele hanno lanciato su vasta scala contro l’Iran, dando seguito alle minacce da parte di Trump, che aveva avvertito Teheran di possibili raid in assenza di concessioni, in particolare sul programma nucleare. Il Pentagono ha denominato l’offensiva “Operation Epic Fury”questo secondo attacco statunitense in meno di un anno: lo scorso giugno Washington aveva bombardato tre siti nucleari iraniani.

OBIETTIVI: NUCLEARE E CAMBIO DI REGIME Trump ha presentato l’operazione come necessaria per bloccare le ambizioni nucleari iraniane e come un’opportunità di cambiamento a Teheran, alludendo chiaramente a un cambio di regime. “Probabilmente è la vostra unica occasione per generazioni”, ha detto rivolgendosi agli iraniani, invitandoli a “prendere il controllo del vostro governo” al termine delle operazioni.

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha definito l’Iran una “minaccia esistenziale” e ha affermato che l’operazione congiunta può “creare le condizioni affinché il coraggioso popolo iraniano prenda il proprio destino nelle sue mani”.

NEL MIRINO SITI MILITARI E CENTRI DI POTERE Esplosioni sono state segnalate in diverse città iraniane, oltre a Teheran a tra Qom, Kermanshah, Isfahan e Karaj, secondo i media locali.

Immagini postate da Teheran hanno mostrato dense colonne di fumo. Video verificati dal New York Times indicano raid in un’area che ospita il palazzo presidenziale e il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, oltre a un attacco nei pressi del Ministero dell’Intelligence.

Secondo diversi funzionari israeliani, uno degli obiettivi della prima ondata era colpire il maggior numero possibile di leader militari. L’aeronautica israeliana ha parlato di “una vasta ondata di attacchi” su obiettivi militari nell’ovest dell’Iran. Fonti dei due Paesi prevedono che l’offensiva durerà diversi giorni.

Immagini satellitari hanno evidenziato danni e una colonna di fumo nel complesso protetto della Guida Suprema Ali Khamenei a Teheran, che secondo le autorità iraniane sarebbe tuttavia al sicuro, come pure il presidente Masoud Pezeshkian, definito “in buone condizioni “.Colpita anche un’area residenziale di Narmak, dove risiede l’ex presidente Mahmoud Ahmadinejad. (Segue) LA PRIMA RISPOSTA IRANIANA: MISSILI SU ISRAELE E BASI USA Le Guardie Rivoluzionarie hanno annunciato il lancio di una raffica di missili e droni contro Israele. Secondo Fars, Teheran ha colpito anche basi americane nella regione, tra cui Al Udeid (Qatar), Ali Al Salem (Kuwait), Al Dhafra (Emirati Arabi Uniti) e il quartier generale della Quinta Flotta in Bahrein.

Il ministero della Difesa del Qatar ha dichiarato di aver “intercettato con successo diversi attacchi”. Un funzionario di Kata’ib Hezbollah in Iraq ha riferito di raid contro basi del gruppo filoiraniano, con almeno tre morti.

ITA sospende i voli da e per Tel Aviv fino al 7 marzo

ITA sospende i voli da e per Tel Aviv fino al 7 marzo

Roma, 28 feb. (askanews) – “Alla luce dell’attuale situazione in Medio Oriente, ITA Airways ha deciso di sospendere i voli da e per Tel Aviv fino al 7 marzo (incluso il volo AZ809 dell’8 marzo). I seguenti spazi aerei non saranno utilizzati fino al 7 marzo: Israele, Libano, Giordania, Iraq e Iran. Inoltre, per ragioni operative sono sospesi i voli da e per Dubai fino al 1° marzo”. Lo comunica ITA Airways.

“I passeggeri – si spiega – possono richiedere la riprotezione su un volo alternativo o il rimborso del biglietto. Si prega di controllare lo stato del volo nella sezione Info Voli sul nostro sito web prima di recarsi in aeroporto”.

“Ci scusiamo per il disagio causato ai nostri passeggeri. La Compagnia monitora e valuta costantemente la situazione della sicurezza in Medio Oriente ed è in stretto contatto con le autorità. La sicurezza dei passeggeri e degli equipaggi è sempre la massima priorità per ITA Airways e per il Gruppo Lufthansa”, conclude la nota.

Tajani: In Iran “non sarà una guerra lampo, durerà giorni e giorni”

Tajani: In Iran “non sarà una guerra lampo, durerà giorni e giorni”

Roma, 28 feb. (askanews) – Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, terminata la riunione con gli ambasciatori dell’area mediorientale, ha affermato che “non sarà una guerra lampo durerà giorni e giorni”, in quanto “l’obiettivo è quello di smantellare lo strumento bellico iraniano”.

“Ci auguriamo che non ci sia una escalation della situazione però è una situazione critica ripeto, per noi la priorità è garantire i cittadini italiani”, ha osservato il ministro Tajani.

L’Iran: continueremo gli attacchi fino alla completa sconfitta di Israele e Usa

L’Iran: continueremo gli attacchi fino alla completa sconfitta di Israele e Usa

Roma, 28 feb. (askanews) – L’Iran continuerà gli attacchi fino alla “completa sconfitta” di Stati uniti e Israele. Lo ha dichiarato il comandante del quartier generale centrale Khatam al-Anbiya delle forze armate iraniane, Ali Abdollahi, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa ufficiale Irna.

“In risposta all’aggressione degli Stati uniti e del regime sionista contro l’Iran, è stato lanciato un devastante attacco missilistico contro tutti i territori occupati e le basi statunitensi nella regione; questa operazione proseguirà senza sosta fino alla completa sconfitta del nemico”, ha affermato, citato dai media ufficiali iraniani.

Trump: la mia principale preoccupazione è la libertà per la popolazione dell’Iran

Trump: la mia principale preoccupazione è la libertà per la popolazione dell’Iran

Roma, 28 feb. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che la sua principale preoccupazione è rappresentata dalla “libertà” per il popolo dell’Iran e che gli Stati Uniti stanno lavorando per rendere questo Paese un luogo “sicuro”.

“Tutto ciò che voglio è la libertà per il popolo”, ha detto Trump al Washington Post, parlando con il quotidiano in una breve telefonata poco dopo le 4 ora locale.

Sollecitato dal quotidiano su quale sperasse fosse l’eredità dell’operazione militare, ha risposto: “Voglio una nazione sicura. Ed è quello che avremo”.

L’Arabia saudita condanna gli attacchi iraniani ai paesi del Golfo

L’Arabia saudita condanna gli attacchi iraniani ai paesi del Golfo

Roma, 28 feb. (askanews) – L’Arabia saudita ha condannato “nei termini più forti” gli attacchi iraniani contro Emirati arabi uniti, Bahrain, Qatar, Giordania e Kuwait. Lo riferisce al Jazeera regionali citando una dichiarazione ufficiale di Riad.

Il regno ha avvertito di “gravi conseguenze” per la continua violazione della sovranità degli Stati e dei principi del diritto internazionale, esortando alla cessazione delle azioni che minacciano la sicurezza e la stabilità regionali.

Israele agli iraniani: lasciate tutte le zone presso i siti militari

Israele agli iraniani: lasciate tutte le zone presso i siti militari

Roma, 28 feb. (askanews) – L’esercito israeliano ha rivolto un appello a “tutte le persone che si trovano all’interno o nei pressi di fabbriche di produzione di armi e di installazioni militari in tutto l’Iran” affinché lascino immediatamente tali aree.

“Per la vostra sicurezza e il vostro benessere, vi esortiamo a evacuare subito queste zone e a rimanere all’esterno fino a nuovo avviso. La vostra presenza in questi luoghi mette in pericolo le vostre vite”, si legge in un messaggio pubblicato dall’esercito sul proprio account X in lingua persiana.

Gli Emirati si riservano il diritto di reagire ao missili iraniani

Gli Emirati si riservano il diritto di reagire ao missili iraniani

Roma, 28 feb. (askanews) – Gli Emirati arabi uniti si riservano il diritto di reagire agli attacchi missilistici attribuiti all’Iran e di adottare tutte le misure necessarie per proteggere il proprio territorio. Lo ha dichiarato il ministero della Difesa emiratino in una nota ufficiale.

Nel comunicato, le autorità di Abu Dhabi hanno confermato che il Paese è stato preso di mira da missili balistici iraniani e che le difese aeree hanno intercettato “un certo numero” di vettori. La caduta di detriti in un’area residenziale della capitale avrebbe provocato danni materiali e la morte di una persona di nazionalità asiatica.

Il ministero ha condannato l’attacco “nei termini più forti”, affermando che il colpire obiettivi civili e istituzioni nazionali costituisce una pericolosa escalation e una minaccia alla sicurezza dei civili, oltre a rappresentare una “palese violazione” della sovranità nazionale e del diritto internazionale. Le autorità hanno aggiunto che il Paese è “pienamente preparato” ad affrontare qualsiasi minaccia.

L’Iran: è arrivata la prova della storia, preparati a difenderci

L’Iran: è arrivata la prova della storia, preparati a difenderci

Roma, 28 feb. (askanews) – “È arrivata la grande prova della storia”, ha dichiarato il ministero degli Esteri iraniano in un lungo comunicato diffuso dopo l ‘avvio dell’operazione militare Usa-Israele.

Teheran ha accusato gli Stati Uniti di aver lanciato ancora una volta un’azione militare mentre erano in corso negoziati tra le due parti, come già avvenuto prima della guerra di giugno.

“Il popolo iraniano è orgoglioso di aver fatto tutto il possibile per evitare la guerra”, si legge nella nota. “Così come eravamo pronti al negoziato, siamo oggi più preparati che mai a difendere la nazione iraniana.” “La rinnovata aggressione militare da parte degli Stati Uniti e del regime israeliano avviene mentre era in corso un processo diplomatico tra Iran e Stati Uniti”, si legge nella dichiarazione del ministero degli Esteri iraniano.

Il comunicato afferma che gli attacchi di Usa e Israele costituiscono una violazione del diritto internazionale, dell’integrità territoriale e della sovranità dell’Iran, avendo colpito infrastrutture civili e militari nel Paese.

“La rappresaglia contro questa aggressione è un diritto legittimo dell’Iran ai sensi dell’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite”, prosegue la nota.

Il ministero invita gli Stati membri dell’Onu, in particolare i Paesi musulmani del Medio Oriente e quelli che “si sentono responsabili del mantenimento della pace e della sicurezza internazionale”, a condannare le azioni di Stati Uniti e Israele.

L’Iran: nel nostro mirino le basi Usa nel Golfo

L’Iran: nel nostro mirino le basi Usa nel Golfo

Roma, 28 feb. (askanews) – L’Iran ha confermato di aver preso di mira diverse basi militari statunitensi nella regione del Golfo, tra cui Al-Udeid in Qatar, Al-Salem in Kuwait, Al-Dhafra negli Emirati arabi uniti e la Quinta flotta Usa in Bahrain, dopo l’attacco congiunto israelo-statunitense di oggi. Lo riferisce l’agenzia iraniana Fars. Gli attacchi militari condotti da Stati uniti e Israele contro l’Iran costituiscono una “violazione della sovranità nazionale e del diritto internazionale e rappresentano un atto di aggressione armata”. Lo afferma il ministero degli Esteri iraniano in una dichiarazione ufficiale diffusa dai media di Stato di Teheran Nel comunicato, Teheran sostiene che i raid abbiano colpito infrastrutture difensive e siti civili in diverse città del Paese, denunciando una “palese violazione” dell’integrità territoriale iraniana e della Carta delle Nazioni unite. Il ministero ricorda l’azione militare sarebbe avvenuta mentre Iran e Stati uniti erano impegnati in un processo diplomatico.

La Repubblica islamica afferma di aver partecipato ai negoziati pur essendo a conoscenza delle intenzioni di Washington e di Israele di compiere nuovi attacchi, al fine di dimostrare alla comunità internazionale la legittimità della propria posizione. Ora, si legge, “è tempo di difendere la patria”, e le forze armate iraniane risponderanno con determinazione. Teheran rivendica il diritto alla legittima difesa ai sensi della Carta Onu e afferma che le proprie forze armate utilizzeranno “tutte le capacità” per respingere l’aggressione. Il ministero degli Esteri richiama inoltre le responsabilità delle Nazioni unite e del Consiglio di sicurezza affinché intervengano contro quella che definisce una grave violazione della pace e della sicurezza internazionale.

L’Iran invita infine tutti gli Stati membri dell’Onu, in particolare i Paesi della regione e islamici e i membri del movimento dei non allineati, a condannare gli attacchi e ad adottare misure collettive, sostenendo che l’azione militare contro la Repubblica islamica minaccia la stabilità regionale e globale.