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Fmi prevede continui aumenti di debito-Pil Italia da qui al 2029

Fmi prevede continui aumenti di debito-Pil Italia da qui al 2029Roma, 17 apr. (askanews) – Il Fondo monetario internazionale prevede che il deficit di bilancio dell’Italia si riduca quest’anno al 4,6% del Pil, dal 7,2% del 2023, e poi al 3,2% il prossimo anno per poi tornare al limite del 3% previsto dal Patto di stabilità e di crescita dell’Ue dal 2026, con una ulteriore limatura al 2,9% nel 2027 e poi il 3% nel 2028 e nel 2029.


Tuttavia, nelle stime sui conti pubblici inserite nell’ultimo Fiscal Monitor, pubblicato in occasione delle assemblee primaverili e in parte già diffuse ieri nel World Economic Outlook, per il debito pubblico il Fmi prevede un aumento al 139,2% del Pil quest’anno, dal 137,3% del 2023 , e poi ulteriori incrementi al 140,4% nel 2025, al 142,6% nel 2026, al 143,1% nel 2027, al 144,7% nel 2028 e al 144,9% nel 2029.

Usa, Biden chiede di triplicare dazi su acciaio e alluminio cinesi

Usa, Biden chiede di triplicare dazi su acciaio e alluminio cinesiNew York, 17 apr. (askanews) – Il presidente americano Joe Biden, durante la visita di oggi alla United Steelworkers di Pittsburgh, in Pennsylvania chiederà di triplicare i dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio. Biden chiede al segretario al Commercio che l’aliquota passi al 7,5%, una decisione che intende far pressione sulle pratiche commerciali cinesi.


Il presidente sta visitando uno stato-chiave per la sua battaglia elettorale e intende promuovere il suo modello di economia per gli Stati Uniti, mostrando il pugno duro con Pechino, soprattutto sull’eccesso di offerta di prodotti energetici green sovvenzionati dagli aiuti statali. Durante una visita in Cina la scorsa settimana, il segretario al Tesoro Janet Yellen ha espresso preoccupazione per il fatto che i sussidi cinesi stiano creando un eccesso di offerta di prodotti energetici come pannelli solari e veicoli elettrici, che supererebbe la domanda interna. Questo eccesso di capacità produttiva potrebbe essere scaricato sui mercati globali a prezzi artificialmente più bassi, soffocando potenzialmente la concorrenza e l’industria di settore a livello globale.

Sanzione dell’Antitrust a TikTok per contenuti pericolosi per i minori

Sanzione dell’Antitrust a TikTok per contenuti pericolosi per i minoriRoma, 17 apr. (askanews) – “L’Autorità ha sanzionato Tik Tok in relazione a taluni contenuti pericolosi veicolati ai segmenti dell’utenza più esposti in termini di sicurezza, vale a dire i minori, attraverso un sistema di raccomandazione basato sulla profilazione e volto ad accrescere le interazioni e il tempo speso online”. Lo ha riferito il presidente dell’Antitrust, Roberto Rustichelli, illustrando la relazione annuale dell’Autorità.


Riferendo sulle attività svolte, Rustichelli ha spiegato che “l’Autorità è intervenuta per assicurare il rispetto degli obblighi di diligenza gravanti sulle piattaforme digitali che offrono servizi ai consumatori in assenza di un corrispettivo monetario. In questi casi, occorre evitare che l’adozione di pratiche aggressive volte a dilatare il tempo di fruizione del servizio da parte dei consumatori, anche attraverso tecniche di profilazione algoritmica, determini un pregiudizio più intenso proprio per le categorie di utenti più vulnerabili”.

Studenti della Sapienza incatenati e in sciopero della fame

Studenti della Sapienza incatenati e in sciopero della fameRoma, 17 apr. (askanews) – Dopo gli scontri di ieri con la polizia, gli studenti dell’università La Sapienza di Roma del collettivo Cambiare rotta hanno deciso di “intraprendere uno sciopero della fame incatenati sotto al rettorato del nostro ateneo”.


Gli studenti hanno scritto un “Appello a democratici, pacifisti e società civile a sostenere le richieste di studenti e accademici nelle università per fermare il genocidio in Palestina” con il quale, si legge sui social del collettivo, “ci rivolgiamo a tutti coloro le cui coscienze sono scosse dalle terribili immagini del genocidio in corso a Gaza, dalla preoccupante condizione in cui versano tutti i territori palestinesi sotto attacco continuo, e dalla possibilità sempre più reale di una escalation generalizzata della guerra in Medio oriente e non solo. Siamo arrivati alla scelta di questa forma di protesta non violenta, dopo mesi di una mobilitazione eterogenea e diffusa che ha visto in diversi settori della società una presa di posizione netta contro le guerre, per un cessate il fuoco, per fermare l’escalation in corso che rischia di trascinare il mondo in una terza guerra mondiale a pezzi. A tutto questo però è corrisposto soltanto un preoccupante avvitamento antidemocratico che nei casi più estremi si è tradotto anche in manganelli e violenza repressiva su studenti e studentesse, tanti gli ultimi eventi noti”. “È poi proprio nell’università, da tempo fulcro della coscienza critica, che una convergenza di professori, ricercatori, studenti e studiosi di ogni genere, ha messo all’ordine del giorno la necessità di mettere fine alle collaborazioni di ricerca e didattiche che legano la formazione all’industria della guerra e ad Israele, e in alcuni atenei come quelli di Torino, Pisa, Bari, Napoli e Milano questa battaglia ha conquistato alcune importanti vittorie. Oggi tuttavia, guardandoci attorno, non riusciamo a vedere altro che l’urgenza di fare di più e fare meglio: siamo in sciopero della fame perché il nostro Paese non è ancora disposto ad adoperarsi per costruire le condizioni per la pace, ma non c’è più tempo di aspettare”.


“E siamo incatenati e in sciopero della fame al rettorato della Sapienza perché è dal cuore della più grande università d’Europa che ottenere un passo indietro da chi è complice di un genocidio, può produrre un importante cambiamento. Dai vertici dell’amministrazione però fino ad oggi non sono arrivati segnali positivi. Al contrario, la Rettrice Antonella Polimeni insiste nello squalificare le proteste degli studenti e nel silenziare le rivendicazioni del mondo accademico che pone la questione etica dell’utilizzo militare della ricerca scientifica. Un atteggiamento, quello della Rettrice della Sapienza, che distrae dal fulcro della questione che si vorrebbe mettere sotto il tappeto: l’ateneo, anzi la sua governance e in primis la Rettrice stessa, hanno le mani sporche del sangue dei palestinesi”. “Le hanno perché collaborano quotidianamente con università sorte in Palestina su territorio occupato, colonie la cui stessa esistenza è un crimine per il diritto internazionale; collaborano con le aziende produttrici di armi, come il campione internazionale Leonardo s.p.a. a partecipazione israeliana; collaborano con Israele a fini di ricerca che, come sostenuto anche dalle migliaia di accademici firmatari della Lettera contro il bando MAECI e da numerosi esperti, mettono il sapere a servizio di prodotti e tecnologie ad ‘uso duale’: sviluppate per uso civile, finiscono direttamente nell’arsenale di tecnologie impiegate nelle guerre in tutto il mondo. Per questo, come studenti, riteniamo che la Rettrice debba fare un passo indietro urgentemente, perché di fronte al genocidio del popolo palestinese e al rischio di un conflitto generalizzato, questa è l’unica scelta giusta”.


“Ci appelliamo qui a tutti i soggetti democratici, pacifisti e della società civile a sostenerci in queste ore e a dare risonanza a questo percorso che vuole lo sganciamento da qualsiasi complicità e fermare l’escalation. Chiediamo inoltre che la rettrice convochi urgentemente un momento di confronto largo e aperto tra tutte le componenti dell’Ateneo per far emergere con forza le ragioni di chi vuole il cessate il fuoco immediato e la fine del genocidio a Gaza. Invitiamo tutti gli studenti, docenti, ricercatori e chiunque sia a favore della pace ad unirsi a noi nelle proteste di questi giorni”, conclude il collettivo.

Voto in condotta, il Senato ha approvato il ddl Valditara. Va alla Camera

Voto in condotta, il Senato ha approvato il ddl Valditara. Va alla CameraRoma, 17 apr. (askanews) – L’aula del Senato ha approvato il ddl Valditara di revisione della disciplina di valutazione del comportamento degli studenti e delle studentesse. Il ddl è stato approvato con 74 voti favorevoli e 56 contrari, nessun astenuto.


Il provvedimento, in tre articoli, introduce una stretta sul voto in condotta (da cui dipenderà una eventuale bocciatura) espresso in decimi, sanzioni e multe per chi aggredisce il personale scolastico e il ritorno ai “giudizi sintetici” per la scuola primaria. Passa ora all’esame della Camera.

Voto in condotta, aula Senato approva ddl Valditara. Va alla Camera

Voto in condotta, aula Senato approva ddl Valditara. Va alla CameraRoma, 17 apr. (askanews) – L’aula del Senato ha approvato il ddl Valditara di revisione della disciplina di valutazione del comportamento degli studenti e delle studentesse. Il ddl è stato approvato con 74 voti favorevoli e 56 contrari, nessun astenuto.


Il provvedimento, in tre articoli, introduce una stretta sul voto in condotta (da cui dipenderà una eventuale bocciatura) espresso in decimi, sanzioni e multe per chi aggredisce il personale scolastico e il ritorno ai “giudizi sintetici” per la scuola primaria. Passa ora all’esame della Camera.

Alcune cose che ha detto Letta presentando il suo Rapporto a Bruxelles

Alcune cose che ha detto Letta presentando il suo Rapporto a BruxellesBruxelles, 17 apr. (askanews) – L’Europa deve avere “una cassetta degli attrezzi con cui poter essere capace di rispondere alle sfide che abbiamo davanti”. Lo ha detto Enrico Letta, presentando in conferenza stampa a Bruxelles il rapporto sul futuro del mercato unico che sarà al centro del dibattito in Consiglio europeo.


Per Letta, “energia, telecomunicazioni, mercato finanziario sono tre ambiti che hanno effetti sull’immediato dell’agenda europea e sull’agenda strategica”. In particolare “l’integrazione del Mercato unico nel mercato finanziario può essere un ‘game changer’”, ha concluso. “L’Alta velocità ferroviaria – ha aggiunto, tra le altre cose – c’è e funziona molto bene all’interno dei Paesi: si può andare da Parigi a Lione o ad Aix-en-Provence, si può andare da Salerno a Torino, ma non si può andare da Roma a Parigi. Sarebbe molto importante collegare con il treno le città europee”.


“Dopo le ultime crisi si amplia il divario per la nostra economia nei confronti degli Usa ma non solo. Questa è l’ultima opportunità, l’ultima finestra” per “superare la frammentazione con un beneficio comune”, ha aggiunto Letta. “Il più grande nemico del mio rapporto – ha anche detto – è il cassetto. L’obiettivo è evitare di finire nel cassetto”.

Mario Biondi omaggia Baglioni con la sua versione di E tu come stai?

Mario Biondi omaggia Baglioni con la sua versione di E tu come stai?Roma, 17 apr. (askanews) – Mario Biondi omaggia Claudio Baglioni con la sua versione di “E tu come stai?”, il nuovo singolo in uscita il 18 aprile sulle piattaforme digitali e in radio, brano che i due artisti hanno condiviso nel 2007 sul palco di O’Sciá, a Lampedusa.


“Questa mia versione di ‘E tu come stai?’, realizzata con la mia prima band, i Mario Bros, vede ora la luce ma ha giá compiuto 25 anni. Il primo provino risale al 1998, e abbiamo cominciato a suonarla dal vivo nel 1999. Nelle estati di quegli anni suonavamo spesso a Lampedusa, anche Claudio frequentava l’isola, ed é lí che nel 2000 gli consegnai a mano la demo di ‘E tu come stai?’. Poi nel 2007 l’abbiamo cantata assieme, proprio a Lampedusa, sul palco dell’O’Sciá. Anche quest’anno, come ogni anno, Claudio mi ha fatto gli auguri di buona Pasqua, gli ho risposto ‘aspettati una sorpresa a breve’. Sono felice di condividere con tutti questo mio tributo a un artista cosí importante per la musica italiana, che proprio quest’anno ha deciso di annunciare la chiusura della sua straordinaria carriera” ha raccontato Biondi. La demo di “E tu come stai?” è stata registrata da Mario Biondi nel 1998 con i Mario Bros, ovvero Andrea “Satomi” Bertorelli, Andrea Celestino e Davide Drogo, con arrangiamento degli stessi Mario Bros sotto la guida di Celestino. Il brano in uscita il 18 aprile mantiene sulla parte strumentale le registrazioni originali dell’epoca, sulla quale l’Artista è intervenuto in studio con l’attualizzazione di alcuni suoni in fase di mix e master e ricantando il testo.


“E tu come stai?” anticipa un EP, in uscita per Beyond e distribuito da The Orchard, in cui Mario Biondi reinterpreta quattro grandi classici della canzone e del cantautorato italiano che sarà l’ultimo capitolo del progetto “Crooning Undercover” (album uscito lo scorso settembre), che fa immergere l’artista in un contesto artistico completamente in italiano con un repertorio che ha fatto la storia della nostra musica. Per quanto riguarda il live, si aggiungono alle date internazionali e alle 10 date estive, 10 concerti nei teatri che copriranno tutta la penisola tra novembre e dicembre e che faranno tagliare al progetto “Crooning Undercover” il traguardo dei 100 concerti realizzati in Italia e altri 22 paesi nel mondo tra il 2023 e il 2024.


Gran finale dell’estate 2024, sarà uno speciale evento che si terrà il 14 settembre al Teatro Antico di Taormina, con uno show che celebrerà il mondo del jazz e del soul di cui Mario Biondi è uno dei maggiori esponenti italiani nel mondo, con grandi ospiti del panorama jazz italiano e internazionale. I biglietti delle date estive “Crooning – Italian Summer Shows 2024” sono già disponibili in prevendita su TicketOne. Presto disponibili i biglietti dell’evento speciale al Teatro Antico di Taormina e del tour teatrale 2024.

Italia-Tunisia, Meloni: rapporto prioritario fatto di passi concreti

Italia-Tunisia, Meloni: rapporto prioritario fatto di passi concretiRoma, 17 apr. (askanews) – “Questa è la mia quarta visita da presidente del Consiglio italiano in un anno circa, a conferma del nuovo rapporto che con il presidente Saied abbiamo instaurato tra due nazioni che sono già storicamente molto amiche e molto legate come Italia e Tunisia. E’ un rapporto che si è rafforzato anche attraverso la relazione personale tra me e il presidente Saied ed è anche un rapporto che si basa su un approccio completamente nuovo, un approccio da pari a pari che muove dal reciproco interesse delle nostre nazioni”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, a Tunisi, in una dichiarazione alla stampa dopo la firma delle intese con il governo tunisino.


“E’ sulla base di questo approccio – ha spiegato Meloni – che oggi sono qui con i ministri Piantedosi, Bernini, il viceministro Cirielli per siglare con la Tunisia importanti accordi per dimostrare” una “relazione, che è politica, ma anche fatta di passi molto concreti, mattoni con i quali costruire le nostre idee”. “La collaborazione con la Tunisia per l’Italia è una priorità ed è anche un tassello del lavoro che l’Italia sta portando avanti con il Piano Mattei per costruire con i Paesi del Nord Africa una cooperazione finalmente vantaggiosa per tutti”, ha aggiunto la premier.

Istat: effetti del cambio del clima più evidenti: +36 giorni di caldo intenso

Istat: effetti del cambio del clima più evidenti: +36 giorni di caldo intensoRoma, 17 apr. (askanews) – “Nel 2023, gli effetti dei cambiamenti climatici sono sempre più evidenti in termini di estremi di temperature (massima, minima e media) e di distribuzione eterogenea delle quantità di precipitazione rispetto al periodo climatico di riferimento, come si evince dagli indicatori sui fenomeni estremi connessi all’intensità del caldo (+36 giorni rispetto al periodo di riferimento 1981-2010) e al prolungarsi degli eventi siccitosi (+5,5 giorni consecutivi senza pioggia)”. Lo scrive l’Istat nel Rapporto BES 2023 presentato oggi.


“La preoccupazione dei cittadini per i cambiamenti climatici (70,8% di persone di 14 anni e più) e l’indicatore di soddisfazione per la situazione ambientale (69,1%) si confermano su livelli simili al 2019. La preoccupazione per la perdita di biodiversità, invece, rimane superiore rispetto al 2019, nonostante la diminuzione rispetto al 2022 (23,0%, contro il 23,9% del 2022 e 22,2% del 2019)”. Secondo l’Istat inoltre, “le molteplici azioni messe in campo nel nostro Paese per avviare la transizione non hanno prodotto ancora i risultati auspicati. Diversi indicatori mostrano come la ripresa delle attività economiche e sociali, successiva alla crisi pandemica, abbia concorso all’aumento delle pressioni sull’ambiente e – conseguentemente – dello stato dell’ambiente stesso”.


In particolare nel 2022, rispetto all’anno precedente, peggiora la qualità dell’aria (76,2% di superamenti della soglia di riferimento, contro il 71,7% del 2021), dopo un periodo di costante miglioramento; aumentano le emissioni di CO2 , che tornano ai livelli del 2019 (7,3 tonnellate per abitante in entrambi gli anni); cresce il consumo di materiale interno (516 milioni di tonnellate, contro 505 del 2021 e 499,5 del 2019) e diminuisce la produzione di energia da fonti rinnovabili (30,7% di energia consumata da fonti rinnovabili, contro il 35,1% del 2021 e il 34,9% del 2019). Inoltre non migliorano il consumo di suolo (7,14% della superficie complessiva, contro il 7,11% nel 2021 e 7,07% nel 2019) e la dispersione di acqua potabile dalle reti comunali di distribuzione, il cui alto livello rimane stabile in tutto il periodo (42,4% dell’acqua immessa in rete). Fa eccezione il miglioramento degli indicatori sulla produzione di rifiuti urbani (492,3 chilogrammi per abitante, contro 500,5 nel 2021 e 503,0 del 2019) e sul loro conferimento in discarica (17,8% dei rifiuti urbani prodotti). In particolare, quest’ultimo indicatore risulta in costante diminuzione a livello nazionale nonostante la gestione del conferimento a livello regionale sia fortemente differenziata.